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Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Prassi e linee guida
  5. Casi pratici
  6. Domande frequenti
  7. Vedi anche
In sintesi
  • L'art. 16 TUI prevede l'espulsione a titolo di sanzione sostitutiva o alternativa alla detenzione: il giudice penale può sostituire la pena detentiva con l'espulsione.
  • Si applica allo straniero irregolare destinatario di pena detentiva non superiore a 2 anni (sostitutiva) o di pena residua entro 2 anni (alternativa).
  • Esclusioni: reati gravi (art. 407 c.p.p.), terrorismo, tratta, criminalità organizzata, recidiva, reati contro la persona di particolare gravità.
  • Lo straniero deve prestare consenso all'espulsione sostitutiva; quella alternativa è disposta d'ufficio.
  • Comporta divieto di rientro in Italia per 10 anni (alternativa) o 5 anni (sostitutiva).
  • Strumento di economia processuale e di gestione efficiente del sistema penitenziario: definisce situazioni penali e amministrative congiuntamente.

Testo dell'articoloVigente

Art. 16 del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286 — Testo Unico Immigrazione. Rubrica: Espulsione a titolo di sanzione sostitutiva o alternativa alla detenzione. Per il testo ufficiale si rinvia a Normattiva (D.Lgs. 286/1998).

Commento

Espulsione come strumento di alternativa alla detenzione

L'art. 16 del T.U. Immigrazione disciplina l'espulsione a titolo di sanzione sostitutiva o alternativa alla detenzione, due fattispecie con presupposti diversi ma con la stessa funzione: sostituire l'esecuzione della pena detentiva in carcere con l'allontanamento dello straniero dal territorio italiano. È strumento di economia processuale e di gestione del sistema penitenziario, particolarmente rilevante a fronte del cronico sovraffollamento carcerario. Si distingue dalla misura di sicurezza dell'art. 15 (che presuppone pericolosità) e dall'espulsione amministrativa (art. 13).

L'espulsione sostitutiva: presupposti

Il c. 1 disciplina l'espulsione sostitutiva: applicata al momento della sentenza di condanna, sostituisce la pena detentiva inflitta non superiore a 2 anni. Presupposti: (a) condanna a pena detentiva fino a 2 anni; (b) straniero in posizione irregolare; (c) assenza di reati gravi (art. 407 c.p.p.: omicidio, rapina aggravata, terrorismo, ecc.); (d) consenso dell'imputato (consenso necessario); (e) valutazione di non sussistenza di esigenze di tutela della collettività. Il giudice dispone l'espulsione con la sentenza di condanna; l'esecuzione avviene a sentenza definitiva, con accompagnamento alla frontiera.

L'espulsione alternativa: presupposti

Il c. 5 disciplina l'espulsione alternativa: applicata in fase esecutiva al condannato che debba scontare pena residua non superiore a 2 anni. È disposta d'ufficio dal magistrato di sorveglianza, anche senza consenso del condannato. Presupposti: (a) pena detentiva da scontare non superiore a 2 anni; (b) straniero in posizione irregolare; (c) esclusione dei reati gravi (art. 407 c.p.p.) e di alcune categorie ulteriori (recidiva qualificata, reati contro la libertà sessuale, reati di particolare allarme sociale). Il magistrato verifica i presupposti, sente lo straniero e il pubblico ministero, e dispone l'espulsione con decreto motivato.

Esecuzione e divieto di rientro

L'esecuzione avviene con accompagnamento alla frontiera. Per l'espulsione sostitutiva il divieto di rientro è di 5 anni, prorogabile dal giudice. Per l'espulsione alternativa il divieto è di 10 anni. La violazione del divieto integra il reato di cui all'art. 13 c. 13 TUI: reclusione da 1 a 4 anni. La definitività dell'espulsione preclude in linea di principio nuovi ingressi durante il periodo di interdizione, salvo deroga ministeriale per ragioni eccezionali (cure mediche, gravi motivi familiari).

Esclusioni e tutela rafforzata

Sono esclusi dall'applicazione dell'art. 16 (sia sostitutiva sia alternativa) gli stranieri destinatari dei divieti dell'art. 19 TUI: minori, donne in gravidanza, conviventi di familiari italiani/UE entro il secondo grado, richiedenti asilo, persone esposte a persecuzione. Sono esclusi anche i titolari di status di rifugiato e di protezione internazionale. La Corte costituzionale (sent. 245/2007) ha richiamato l'attenzione su una valutazione concreta della proporzionalità rispetto ai legami familiari e alla durata del soggiorno.

Profili comparati e politiche penitenziarie

L'art. 16 è strumento di politica penitenziaria: riduce il sovraffollamento carcerario espellendo i condannati di lieve gravità. È stato oggetto di critiche per il differente trattamento del condannato straniero rispetto all'italiano (per il quale operano le misure alternative ordinarie: affidamento in prova, semilibertà, detenzione domiciliare). La giurisprudenza CEDU (Saadi c. Italia, Maslov c. Austria) ha richiesto attenta motivazione sulla proporzionalità della misura. Il legislatore ha più volte modificato i presupposti (D.L. 92/2008, D.L. 89/2011, D.L. 20/2023), oscillando tra rigore e flessibilità.

Massime giurisprudenziali

Corte Cost., sent. n. 245/2011

La Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità di norme che subordinavano il diritto al matrimonio dello straniero alla regolarità del soggiorno, in violazione degli artt. 2 e 29 Cost.

Perché è importante: Diritto al matrimonio dello straniero

Prassi e linee guida

Permessi di soggiorno · Permessi di soggiorno e visti

Hub del Ministero dell'Interno su visti, permessi di soggiorno e relativi adempimenti.

Leggi il documento su www.interno.gov.it

Politiche del lavoro · Lavoratori stranieri

Hub del Ministero del Lavoro su disciplina, ingresso e tutela dei lavoratori stranieri.

Leggi il documento su www.lavoro.gov.it

Casi pratici

Caso 1: Tizio: condanna 18 mesi furto

Tizio, marocchino irregolare, condannato a 18 mesi per furto aggravato. In sentenza il giudice, su consenso di Tizio, applica espulsione sostitutiva ex art. 16 c. 1: accompagnamento alla frontiera, divieto rientro 5 anni.

Caso 2: Caia: residuo pena 14 mesi

Caia, peruviana irregolare, già detenuta, deve scontare 14 mesi. Il magistrato di sorveglianza dispone espulsione alternativa ex art. 16 c. 5: esecuzione, divieto rientro 10 anni.

Caso 3: Sempronio: rifugiato escluso

Sempronio, siriano titolare di protezione internazionale, condannato a 20 mesi per ricettazione. L'espulsione ex art. 16 NON si applica: lo status di rifugiato e l'art. 19 TUI escludono allontanamento.

Caso 4: Commento applicativo

L'art. 16 TUI coniuga politica penale e politica migratoria: sostituisce o alterna l'espulsione alla detenzione per stranieri irregolari, con divieti tassativi e tutela rafforzata per vulnerabili. Soggetto ai divieti dell'art. 19 e alla proporzionalità CEDU.

Domande frequenti

Cos'è l'espulsione sostitutiva?

È l'espulsione disposta dal giudice nella sentenza di condanna, in sostituzione della pena detentiva fino a 2 anni, su consenso dell'imputato straniero irregolare. Divieto di rientro 5 anni. Disciplinata dall'art. 16 c. 1 TUI.

Cos'è l'espulsione alternativa?

È l'espulsione disposta dal magistrato di sorveglianza in fase esecutiva per pena residua fino a 2 anni, d'ufficio anche senza consenso. Divieto di rientro 10 anni. Disciplinata dall'art. 16 c. 5 TUI.

Per quali reati è esclusa?

Reati ex art. 407 c.p.p. (omicidio, rapina aggravata, terrorismo, tratta, criminalità organizzata), recidiva qualificata, reati contro la libertà sessuale, reati di particolare allarme sociale.

Si applica al titolare di protezione internazionale?

No. L'art. 19 TUI esclude l'espulsione dei richiedenti asilo, dei titolari di status di rifugiato o di protezione sussidiaria, delle persone esposte a persecuzione.

Cosa succede se si rientra prima della scadenza?

Si commette il reato di cui all'art. 13 c. 13 TUI: reclusione 1-4 anni. Il rientro è consentito solo con deroga ministeriale per cure mediche o gravi motivi familiari, e dopo lo scadere del divieto (5 o 10 anni).

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 52 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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