← Torna a Responsabilità Amministrativa Enti (D.Lgs. 231/2001)
Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
L'art. 72 del D.Lgs. 231/2001 regola l'estensione delle impugnazioni tra i due soggetti del procedimento 231: l'imputato persona fisica e l'ente. La norma prevede che le impugnazioni proposte dall'imputato gioveranno all'ente e viceversa, a condizione che non siano fondate su motivi esclusivamente personali. Questo meccanismo di estensione è modellato sull'art. 587 c.p.p. e riflette la connessione strutturale tra responsabilità penale della persona fisica e responsabilità amministrativa dell'ente: se l'impugnazione dell'imputato porta all'esclusione del reato presupposto, anche l'ente beneficia dell'esito favorevole. Il filtro dei «motivi esclusivamente personali» impedisce che impugnazioni basate su cause soggettive (come vizi relativi alla capacità dell'imputato o a cause estintive personali) si trasferiscano automaticamente all'ente, mantenendo la distinzione tra i due profili di responsabilità. Il sistema 231 (responsabilità enti) non va mai confuso con il D.Lgs. 231/2007 (antiriciclaggio). Anche in questa fase è essenziale il supporto di un professionista legale qualificato.

Testo dell'articoloVigente

Art. 72 D.Lgs. 231/2001 Responsabilita Enti — Estensione delle impugnazioni

In vigore dal 04/07/2001

1. Le impugnazioni proposte dall'imputato del reato da cui dipende l'illecito amministrativo e dall'ente, giovano, rispettivamente, all'ente e all'imputato, purché non fondate su motivi esclusivamente personali.

Commento

L'art. 72 introduce nel sistema 231 il principio della comunicazione dei vantaggi processuali derivanti dall'impugnazione, che opera in modo bidirezionale: dall'imputato all'ente e dall'ente all'imputato. La logica è quella della solidarietà processuale parziale, limitata ai motivi non esclusivamente personali. Se l'imputato persona fisica impugna la sentenza sul merito del fatto (ad esempio sostenendo che il reato presupposto non sussiste), l'esito favorevole si estende all'ente perché il fondamento dell'illecito 231 viene meno.

Il filtro dei motivi esclusivamente personali è il cuore della disposizione. Sono motivi personali quelli che attengono a circostanze soggettive dell'imputato: l'incapacità processuale, la prescrizione del reato (distinta dalla prescrizione dell'illecito 231), l'amnistia personale, le cause di non punibilità soggettive. Questi motivi non si estendono all'ente. Sono invece motivi non personali quelli che attengono al fatto: la mancanza dell'elemento oggettivo del reato, l'insussistenza del dolo o della colpa nella forma necessaria per la responsabilità dell'ente, la carenza del nesso causale. In questi casi l'estensione opera.

Sul piano strategico, l'art. 72 incentiva il coordinamento difensivo tra il difensore dell'ente e quello della persona fisica imputata: una difesa ben congegnata nel processo penale può produrre effetti favorevoli automatici anche nel procedimento 231. Le Linee Guida Confindustria raccomandano di pianificare congiuntamente la strategia difensiva fin dall'inizio del procedimento. Il D.Lgs. 24/2023 sul whistleblowing rileva in questo contesto perché un canale di segnalazione interno efficace può fornire elementi utili per la difesa nel merito. È sempre necessario rivolgersi a un professionista legale qualificato.

Casi pratici

Caso 1: Estensione del beneficio dopo assoluzione per insussistenza del fatto

Caso 2: Mancata estensione per motivo personale (prescrizione del reato)

Domande frequenti

In cosa consiste l'estensione delle impugnazioni ex art. 72?

L'art. 72 prevede che le impugnazioni proposte dall'imputato del reato presupposto gioveranno all'ente, e viceversa, purché non siano fondate su motivi esclusivamente personali. Se l'impugnazione porta a escludere il reato nel merito, anche l'altro soggetto beneficia dell'esito. Il filtro dei motivi personali impedisce che cause estintive soggettive dell'imputato (prescrizione, amnistia) si trasferiscano automaticamente all'ente, che ha regole proprie sull'estinzione dell'illecito.

Quali sono esempi di motivi esclusivamente personali che non si estendono?

Sono motivi esclusivamente personali quelli fondati su circostanze soggettive dell'imputato: la prescrizione del reato (l'illecito 231 ha un termine autonomo di 5 anni), l'amnistia o l'indulto personali, l'incapacità processuale, le cause di non punibilità soggettive. Non si estendono all'ente perché non incidono sull'accertamento del fatto materiale da cui dipende l'illecito amministrativo.

Perché è importante coordinare la difesa dell'ente e quella della persona fisica?

Perché l'art. 72 crea una comunicazione automatica dei vantaggi processuali per i motivi non personali. Una difesa efficace dell'imputato nel merito del fatto — che dimostri l'insussistenza del reato presupposto o l'assenza del dolo rilevante — produce effetti favorevoli automatici anche sull'ente. Un coordinamento difensivo fin dall'inizio del procedimento, come raccomandato dalle Linee Guida Confindustria, massimizza le probabilità di estensione del beneficio.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.