Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloAbrogato

Art. 75 D.Lgs. 231/2001 – Esecuzione delle sanzioni pecuniarie

D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231 – Responsabilità amministrativa degli enti

Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.P.R. 30 maggio 2002, n. 155. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

Testo previgente

Le condanne al pagamento delle sanzioni amministrative pecuniarie sono eseguite nei modi stabiliti per l’esecuzione delle pene pecuniarie.

2. Per il pagamento rateale, per la dilazione del pagamento e per la sospensione della riscossione delle sanzioni amministrative pecuniarie si osservano le disposizioni di cui agli articoli 19 e 19-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 , come modificato dall’ articolo 7 del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46

Questa disposizione non è più in vigore. Gli estremi dell'atto che l'ha abrogata sono indicati qui sopra. Il testo resta consultabile a fini di ricostruzione storica: non va usato per valutare una situazione attuale.
Per la disciplina vigente parti dall'indice: Responsabilità Amministrativa Enti (D.Lgs. 231/2001).
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In sintesi

L'articolo 75 del D.Lgs. 231/2001 è stato abrogato dal D.P.R. 30 maggio 2002, n. 155. La disposizione originaria riguardava profili di coordinamento procedurale nell'esecuzione delle sanzioni amministrative dipendenti da reato. L'abrogazione è intervenuta nel quadro di una revisione normativa che ha razionalizzato alcune disposizioni processuali del decreto, concentrando la disciplina dell'esecuzione negli articoli contigui, in particolare nell'art. 74 che regola la competenza del giudice dell'esecuzione. Nonostante l'articolo sia privo di contenuto normativo vigente, la sua collocazione sistematica nel Capo IV della Sezione III (Esecuzione) segnala l'originaria volontà del legislatore di disciplinare in modo organico la fase successiva al passaggio in giudicato della sentenza di condanna dell'ente. Il D.Lgs. 231/2001, diversamente dal D.Lgs. 231/2007 in materia di antiriciclaggio, regola la responsabilità amministrativa degli enti derivante dalla commissione di specifici reati presupposto da parte di persone fisiche inserite nell'organizzazione aziendale.

L'articolo 75 del D.Lgs. 231/2001 risulta abrogato dal D.P.R. 30 maggio 2002, n. 155, intervenuto a pochi mesi dall'entrata in vigore del decreto originario. L'abrogazione ha riguardato disposizioni processuali ritenute ridondanti o incompatibili con il quadro normativo che si andava consolidando nella fase iniziale di applicazione del D.Lgs. 231/2001.

La circostanza che l'articolo sia stato abrogato in una fase così precoce testimonia la complessità tecnica del lavoro di coordinamento tra la nuova disciplina della responsabilità degli enti e il codice di procedura penale. Il legislatore delegato aveva costruito un sistema processuale in larga parte dipendente dal rinvio alle norme del codice di rito, e alcune disposizioni si sono rivelate superflue o in contrasto con la disciplina generale già applicabile per via del rinvio generale operato dall'art. 34 del decreto.

Va ricordata la distinzione fondamentale tra D.Lgs. 231/2001, che disciplina la responsabilità amministrativa da reato degli enti, e D.Lgs. 231/2007, che ha attuato la direttiva antiriciclaggio: si tratta di due testi normativi distinti che condividono solo la numerazione ma hanno oggetto, ambito applicativo e apparato sanzionatorio del tutto diversi. La confusione tra i due decreti è frequente nella pratica ma può generare errori interpretativi significativi.

Casi pratici

Caso 1: Verifica della normativa applicabile all'ente

Caso 2: Distinzione tra D.Lgs. 231/2001 e D.Lgs. 231/2007 in un audit di compliance

Domande frequenti

Perché l'articolo 75 del D.Lgs. 231/2001 è stato abrogato?

L'art. 75 è stato abrogato dal D.P.R. 30 maggio 2002, n. 155, a pochi mesi dall'entrata in vigore del D.Lgs. 231/2001. L'abrogazione ha riguardato disposizioni processuali risultate ridondanti rispetto al sistema di rinvii al codice di procedura penale già operante attraverso l'art. 34 del decreto, che richiama in via generale le norme del codice di rito in quanto compatibili con la natura del procedimento a carico degli enti.

Il D.Lgs. 231/2001 e il D.Lgs. 231/2007 sono la stessa normativa?

No, sono due testi normativi completamente diversi che condividono soltanto la numerazione. Il D.Lgs. 231/2001 disciplina la responsabilità amministrativa degli enti derivante da reati commessi nel loro interesse o vantaggio. Il D.Lgs. 231/2007 ha attuato la direttiva europea antiriciclaggio e disciplina gli obblighi di adeguata verifica, segnalazione di operazioni sospette e organizzazione interna degli intermediari finanziari e di altre categorie di soggetti obbligati.

La presenza di articoli abrogati nel D.Lgs. 231/2001 incide sull'applicazione del decreto?

No. L'abrogazione di singole disposizioni non compromette la coerenza del sistema 231, che rimane organico e sistematicamente completo grazie al meccanismo di rinvio generale al codice di procedura penale previsto dall'art. 34. Gli articoli abrogati indicano semplicemente che quelle disposizioni erano state considerate superflue o incompatibili e sono state eliminate in fase di prima attuazione del decreto.

Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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