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Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 181 c.c. Rifiuto di consenso
In vigore
Se uno dei coniugi rifiuta il consenso per la stipulazione di un atto di straordinaria amministrazione o per gli altri atti per cui il consenso è richiesto, l’altro coniuge può rivolgersi al giudice per ottenere l’autorizzazione nel caso in cui la stipulazione dell’atto è necessaria nell’interesse della famiglia o dell’azienda che a norma della lettera d) dell’articolo 177 fa parte della comunione.
Vedi anche
→Cod. civ. art. 180 - Art. 180 Codice Civile: Amministrazione dei beni della comunione→Cod. civ. art. 182 - Art. 182 Codice Civile: Amministrazione affidata ad uno solo dei→Cod. proc. civ. art. 1 - Articolo 1 Codice di Procedura Civile - Giurisdizione dei giudici…→Imp. successioni art. 1 - Art. 1 D.Lgs. 346/1990 - Oggetto dell’imposta→Cost. art. 2 - Diritti inviolabili→Art. 179 Codice Civile: Beni personali→Art. 183 Codice Civile: Esclusione dall’amministrazione→Art. 178 Codice Civile: Beni destinati all’esercizio di impresa→Art. 184 Codice Civile: Atti compiuti senza il necessario consenso→Art. 177 Codice Civile: Oggetto della comunione→Art. 185 Codice Civile: Amministrazione dei beni personali del→Art. 176 Codice Civile: Amministrazione dopo lo scioglimento del
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
Indice dei contenuti
Il coniuge che si vede rifiutare il consenso all'atto di straordinaria amministrazione può rivolgersi al giudice per ottenere l'autorizzazione, se l'atto è nell'interesse della famiglia.
Ratio
L'art. 181 c.c. introduce un meccanismo di sblocco decisionale all'interno della comunione legale tra coniugi. Poiché gli atti di straordinaria amministrazione richiedono il consenso di entrambi i coniugi ai sensi dell'art. 180 c.c., il rifiuto ingiustificato di uno di essi potrebbe paralizzare la gestione del patrimonio comune, pregiudicando gli interessi dell'intera famiglia. Il legislatore ha quindi previsto l'intervento del giudice come arbitro terzo e imparziale.
Analisi
Il presupposto dell'azione giudiziale è duplice: da un lato il rifiuto effettivo del consenso da parte di un coniuge; dall'altro la necessità dell'atto nell'interesse della famiglia o dell'azienda che rientra nella comunione ai sensi dell'art. 177, lett. d), c.c. Il giudice competente è il Tribunale ordinario in composizione monocratica. Il provvedimento autorizzativo ha natura di volontaria giurisdizione e sostituisce il consenso mancante, rendendo l'atto pienamente valido ed efficace.
Quando si applica
La norma si applica esclusivamente ai coniugi in regime di comunione legale o convenzionale. Non si applica ai coniugi in separazione dei beni. I casi tipici riguardano: alienazione di immobili comuni, accensione di mutui ipotecari su beni della comunione, compimento di atti dispositivi rilevanti sull'azienda comune.
Connessioni
La norma si collega strettamente all'art. 180 c.c. (amministrazione dei beni della comunione), all'art. 177 c.c. (oggetto della comunione, in particolare la lett. d) sull'azienda), e all'art. 182 c.c. che disciplina il caso diverso dell'impedimento del coniuge. Va letta in combinato con l'art. 184 c.c. sulle conseguenze degli atti compiuti senza consenso.
Casi pratici
Caso 1: Caso 1
Tizio intende alienare un bene della comunione per necessità dell'azienda condotta da Caio. Caio rifiuta il consenso. Tizio ricorre al giudice, provando che l'atto è necessario per l'interesse aziendale: il giudice autorizza.
Caso 2: Caso 2
Sempronio vuole iscrivere una garanzia ipotecaria su beni comuni per finanziamento dell'impresa di famiglia. Mevio si oppone. Sempronio dimostra al giudice necessità nell'interesse della famiglia: ottiene autorizzazione in camera di consiglio.
Domande frequenti
Che cos'è l'atto di straordinaria amministrazione?
Atto che va oltre la gestione ordinaria dei beni, come alienazione, ipoteca, costituzione di fideiussione: richiede accordo espresso di entrambi i coniugi.
Quando il giudice autorizza nonostante il rifiuto?
Se la stipulazione è necessaria nell'interesse della famiglia o dell'azienda che fa parte della comunione, il giudice può autorizzare l'atto in camera di consiglio.
Qual è il termine per ricorrere al giudice?
Non è fissato un termine specifico nel codice, ma è opportuno agire tempestivamente prima che il mancato consenso causi danno all'interesse della famiglia.
L'autorizzazione giudiziale sostituisce il consenso dell'altro coniuge?
Sì, l'ordinanza del giudice ha efficacia equivalente al consenso dell'altro coniuge ai fini della validità dell'atto.
L'autorizzazione è sempre gratuita?
L'ordinanza è disposta in camera di consiglio; spese di giudizio sono a carico di chi ha agito, salvo diversa valutazione del magistrato.
Fonti consultate: 1 fonte verificate