Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Domande frequenti
  7. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Comma 467 Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) – Cultura Turismo Sport

In vigore dal: In vigore dal 01/01/2026

Testo coordinato

. All’ , dopo il comma 10-bis è aggiunto il seguente:articolo 14 del decreto legislativo 25 novembre 2024, n. 190 «10-ter. Gli interventi di revisione della potenza relativi a impianti esistenti, abilitati o autorizzati insistenti su aree di demanio civico in assenza di sdemanializzazione sono consentiti previa sdemanializzazione delle medesime aree. Gli interventi di cui al primo periodo, realizzati mediante il ricorso alle migliori tecnologie disponibili, non comportano incremento di consumo di suolo rispetto a quello occupato dall’impianto interessato dagli interventi stessi. Per la realizzazione degli interventi di cui al primo periodo, l’indennità di esproprio relativa ai terreni di demanio civico è determinata ai sensi delle vigenti disposizioni ed è corrisposta al comune titolare dei diritti di uso civico per essere versata su apposito capitolo di bilancio. Resta fermo il rispetto della normativa a tutela dei beni culturali e del paesaggio».

In sintesi

  • Inserito il nuovo comma 10-ter nell'art. 14 del D.Lgs. 190/2024 (Testo unico FER).
  • Gli interventi di revisione di potenza su impianti FER esistenti su aree di demanio civico richiedono la previa sdemanializzazione.
  • Obbligo di utilizzo delle migliori tecnologie disponibili (MTD) per evitare incremento di consumo di suolo.
  • L'indennità di esproprio per i terreni di demanio civico va al comune titolare dei diritti di uso civico, su capitolo dedicato.
  • Restano fermi i vincoli del Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 42/2004).
Indice dei contenuti

Inquadramento della modifica

Il comma 467 della Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199) interviene sul Testo unico in materia di fonti rinnovabili, ovvero il D.Lgs. 25 novembre 2024, n. 190, aggiungendo, dopo il comma 10-bis dell'art. 14, un nuovo comma 10-ter dedicato alla disciplina degli interventi di revisione della potenza di impianti FER che insistono su aree di demanio civico. Si tratta di un tassello tecnico ma rilevante per il settore energetico, perché risolve un nodo che da anni rallenta i progetti di repowering: la convivenza tra la disciplina speciale degli usi civici (oggi raccolta nella L. 168/2017 e nella giurisprudenza della Corte costituzionale, fra cui Corte cost. n. 113/2018) e il regime autorizzatorio degli impianti rinnovabili.

Cosa cambia per il repowering FER

La novella stabilisce che gli interventi di revisione della potenza relativi a impianti FER già abilitati o autorizzati, quando insistono su aree di demanio civico senza che sia mai intervenuta la sdemanializzazione, sono "consentiti previa sdemanializzazione delle medesime aree". Si chiarisce dunque un passaggio procedurale prima oggetto di dibattito: il rinnovo tecnologico non è bloccato per definizione, ma deve essere preceduto dal procedimento di trasformazione del vincolo civico. Il legislatore ha tipizzato così la sequenza: prima l'atto amministrativo che rimuove il vincolo collettivo, poi l'esercizio dei poteri autorizzatori previsti dall'art. 14 del D.Lgs. 190/2024.

Migliori tecnologie disponibili e consumo di suolo

Il secondo periodo del nuovo 10-ter introduce un vincolo sostanziale: gli interventi devono essere "realizzati mediante il ricorso alle migliori tecnologie disponibili" e "non comportano incremento di consumo di suolo rispetto a quello occupato dall'impianto interessato dagli interventi stessi". La doppia condizione richiama, da un lato, il principio MTD-BAT codificato nel D.Lgs. 152/2006 (art. 5 e all. VIII) e, dall'altro, l'obiettivo di azzeramento del consumo netto di suolo entro il 2050 di matrice unionale. Operativamente, in sede di SCIA o autorizzazione unica regionale, il proponente dovrà documentare con relazione tecnica che l'impronta a terra del nuovo impianto resti contenuta entro il perimetro autorizzato.

Indennità di esproprio e capitolo di bilancio dedicato

Il terzo periodo regola la destinazione dell'indennità espropriativa. L'importo è determinato "ai sensi delle vigenti disposizioni", ovvero secondo il D.P.R. 327/2001 (Testo unico espropriazioni) e i criteri dell'art. 40 TU espr., ed è "corrisposta al comune titolare dei diritti di uso civico", con obbligo di versamento "su apposito capitolo di bilancio". La precisazione è importante per due ragioni contabili: in primo luogo evita che la somma confluisca nella gestione corrente del comune e perda la propria destinazione vincolata; in secondo luogo, in coerenza con la L. 168/2017, conserva il legame funzionale tra l'indennizzo e la collettività titolare dell'uso civico, che potrà reinvestire le risorse in finalità compatibili (ad esempio manutenzione del patrimonio agro-silvo-pastorale).

Vincoli paesaggistici e tutela dei beni culturali

L'ultimo periodo dispone che "resta fermo il rispetto della normativa a tutela dei beni culturali e del paesaggio": il riferimento sistematico va al D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice Urbani), in particolare agli artt. 142 (aree tutelate per legge) e 146 (autorizzazione paesaggistica). Per gli impianti FER restano applicabili le specifiche norme di accelerazione introdotte dal D.L. 17/2022 e dal D.L. 13/2023, oltre alle aree idonee individuate ai sensi dell'art. 20 D.Lgs. 199/2021. In sintesi, la novella non deroga ai vincoli paesaggistici né al regime delle aree tutelate, ma incide solo sulla questione preliminare del demanio civico.

Impatti pratici per imprese e comuni

Per le imprese del settore energia la disposizione apre concretamente la strada al revamping di impianti eolici e fotovoltaici esistenti su aree civiche, evitando il rischio di nullità del titolo per insussistenza del presupposto dominicale (rischio segnalato in dottrina dopo Cass. SS.UU. n. 3811/2011). Per i comuni titolari di uso civico si aprono due adempimenti: avviare l'istruttoria di sdemanializzazione su istanza del proponente e istituire o aggiornare il capitolo di bilancio destinato a ricevere l'indennità. Sul piano fiscale, l'indennità espropriativa percepita dal comune non rileva ai fini IRES (artt. 73 e 74 TUIR - enti pubblici e tassatività dei redditi imponibili), ma comporta obblighi di registrazione e contabilizzazione ai sensi del D.Lgs. 118/2011.

Coordinamento normativo

La modifica si coordina con: art. 14 D.Lgs. 190/2024 (regime autorizzatorio FER); L. 20 novembre 2017, n. 168 (domini collettivi); D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 (TU espropriazioni); D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice beni culturali e paesaggio); art. 9 Cost. (tutela paesaggio); art. 41 Cost. (libertà di iniziativa economica). Va segnalato che la disposizione è auto-applicativa: non rinvia ad alcun decreto attuativo e si applica dal 1° gennaio 2026.

Prassi dell'Agenzia delle Entrate

Fonti consultate: 2 fontei verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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