In sintesi
- Rifinanziamento dei contratti di sviluppo ex art. 43 D.L. 112/2008 (conv. L. 133/2008), strumento agevolativo gestito da Invitalia.
- Stanziati 250 mln per il 2027, 50 mln per il 2028 e 250 mln per il 2029.
- Misura destinata a programmi di sviluppo industriale, turistico e di tutela ambientale di rilevanza strategica.
- Investimenti minimi tipicamente da 20 mln (settore industriale) e da 7,5 mln (turismo), con quote variabili di contributo in conto impianti e finanziamento agevolato.
- Coordinamento obbligatorio con la disciplina europea sugli aiuti di Stato (GBER, Reg. UE 651/2014).
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Comma 471 Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) — Fondi Coperture Finanziarie
In vigore dal: In vigore dal 1° gennaio 2026, con risorse stanziate per gli esercizi 2027, 2028 e 2029.
Testo coordinato
. Per il finanziamento dei contratti di sviluppo, disciplinati ai sensi dell’articolo 43 del decreto-legge 25 giugno , convertito, con modificazioni, dalla , è autorizzata la spesa di 250 milioni di2008, n. 112 legge 6 agosto 2008, n. 133 euro per l’anno 2027, 50 milioni di euro per l’anno 2028 e 250 milioni di euro per l’anno 2029.
Norme modificate da questi commi
- Art. 88 TUIR (comma 471): Trattamento fiscale dei contributi in conto impianti percepiti tramite contratto di sviluppo
- Art. 102 TUIR (comma 471): Ammortamenti dei beni agevolati e coordinamento con contributo in conto impianti
- Art. 2 TUIVA (comma 471): Non concorrenza dei contributi pubblici al volume d’affari IVA in assenza di corrispettività
Avvertenza: il testo è pubblicato a fini informativi e divulgativi. Per casi specifici è sempre consigliato rivolgersi a un professionista abilitato.
Cos'è il contratto di sviluppo e perché rileva
Il comma 471 della Legge di Bilancio 2026 stanzia nuove risorse per i contratti di sviluppo, strumento agevolativo introdotto dall'art. 43 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Il contratto di sviluppo è lo strumento principale del MIMIT per finanziare programmi di investimento di grandi dimensioni nei settori industriale, turistico e di tutela ambientale, gestito da Invitalia in qualità di soggetto attuatore. La norma autorizza spese pari a 250 milioni di euro per il 2027, 50 milioni per il 2028 e ulteriori 250 milioni per il 2029.
Beneficiari e dimensione minima
I contratti di sviluppo sono attivabili da imprese italiane ed estere, di qualsiasi dimensione, in forma singola o congiunta (proponente e aderenti). Sono ammessi anche soggetti dell'economia sociale e consorzi. La soglia minima di investimento, salvo deroghe specifiche, è pari a 20 milioni di euro per il settore industriale e ambientale e a 7,5 milioni per il settore turistico, ridotta nelle aree di crisi e nel Mezzogiorno. La concentrazione su programmi di rilevante portata distingue questo strumento dalla Nuova Sabatini, orientata invece alle PMI.
Tipologie di programmi finanziabili
Sono ammissibili i programmi di sviluppo industriale (anche di ricerca, sviluppo e innovazione), i programmi di sviluppo turistico (strutture ricettive, valorizzazione di beni di interesse storico) e i programmi di tutela ambientale (efficienza energetica, riduzione emissioni, economia circolare). I contratti possono includere progetti di formazione e investimenti collegati alla transizione ecologica e digitale, nonché iniziative funzionali alla riconversione di siti produttivi.
Tipologia delle agevolazioni
Le agevolazioni assumono la forma di contributo in conto impianti, contributo diretto alla spesa, contributo in conto interessi e finanziamento agevolato, secondo le intensità massime previste dal Reg. UE 651/2014 (GBER) in funzione della tipologia di aiuto (regionale, R&S, formazione, tutela dell'ambiente, PMI) e della dimensione dell'impresa beneficiaria. Il provvedimento del MIMIT individua, per ciascuna apertura di sportello, la composizione e l'intensità del mix agevolativo.
Profili procedurali
Le domande sono presentate ad Invitalia con valutazione cosiddetta a sportello sulla base dell'ordine cronologico, con possibilità di accordi di sviluppo dedicati per programmi di particolare rilevanza strategica, anche nel quadro di intese con Regioni e altri enti pubblici. Il procedimento prevede una verifica di ammissibilità, una valutazione di merito (economica, tecnica e finanziaria) e una negoziazione del piano finanziario.
Riflessi fiscali e contabili per il beneficiario
I contributi in conto impianti seguono le regole dell'art. 88, comma 3, lett. b), del TUIR, con concorrenza al reddito secondo quote correlate agli ammortamenti del bene o riduzione del costo ammortizzabile. I finanziamenti agevolati comportano un beneficio in equivalente sovvenzione lordo calcolato sulla differenza tra tasso di mercato e tasso applicato. Particolare attenzione va prestata al cumulo con altre agevolazioni (es. credito d'imposta R&S, Industria 5.0, ZES unica): le regole di cumulo non consentono di superare l'intensità massima d'aiuto sui medesimi costi.
Profilo programmatico
La struttura della copertura (250 + 50 + 250 milioni) segnala un piano triennale anticipato di mobilitazione di risorse per investimenti industriali e turistici di larga scala, anche in funzione anticongiunturale e di transizione ecologica. Per imprese consulenti, è cruciale monitorare i provvedimenti applicativi MIMIT e gli sportelli Invitalia, predisponendo per tempo dossier industriali, business plan, certificazioni ambientali e schemi di partnership.
Domande frequenti
Quali imprese possono presentare un contratto di sviluppo?
I contratti di sviluppo sono aperti a imprese di qualsiasi dimensione, italiane o estere, in forma singola o congiunta (impresa proponente con eventuali aderenti). Sono ammessi anche consorzi e soggetti dell'economia sociale, purché iscritti nel Registro delle imprese e nel pieno esercizio dei propri diritti. La struttura del programma deve essere unitaria e organica, con investimenti localizzati sul territorio nazionale. Per i programmi che coinvolgono più soggetti, il proponente svolge il ruolo di capofila, mentre le imprese aderenti realizzano progetti funzionalmente connessi. L'impresa non deve trovarsi in difficoltà ai sensi del Reg. UE 651/2014 e deve garantire continuità aziendale.
Qual è la soglia minima di investimento?
La soglia minima ordinaria è di 20 milioni di euro per i programmi industriali e di tutela ambientale e di 7,5 milioni di euro per i programmi turistici, comprensivi degli investimenti di tutti i soggetti partecipanti. La normativa secondaria MIMIT consente riduzioni della soglia in specifiche aree di crisi industriale complessa, nelle regioni del Mezzogiorno o per programmi di particolare interesse strategico. Per gli accordi di sviluppo, la soglia tipicamente sale a 50 milioni di euro. La dimensione del programma differenzia nettamente lo strumento dalla Nuova Sabatini e dai bandi PMI.
Qual è il mix di agevolazioni offerto?
Il contratto di sviluppo prevede un pacchetto modulabile di agevolazioni: contributo in conto impianti, contributo alla spesa per ricerca e sviluppo, contributo in conto interessi e finanziamento agevolato. Le intensità massime variano in funzione del titolo di aiuto applicato nel GBER (aiuti regionali ex art. 14, aiuti a R&S ex artt. 25-29, aiuti a tutela dell'ambiente, aiuti alle PMI, aiuti alla formazione) e della dimensione del beneficiario, con maggiorazioni per piccole e medie imprese. Il provvedimento di concessione individua il mix specifico, tipicamente combinando finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto, con eventuali riserve per le aree del Mezzogiorno.
Come si presenta la domanda?
Le domande si presentano ad Invitalia, soggetto gestore, tramite la procedura telematica dedicata, secondo il principio dello sportello con valutazione in ordine cronologico fino a esaurimento risorse. Per programmi di rilevanza strategica nazionale o territoriale è previsto lo strumento dell'accordo di sviluppo, sottoscritto tra MIMIT, Invitalia, regione interessata e impresa proponente, con possibilità di percorsi prioritari. La domanda deve essere corredata da business plan, piano finanziario, documentazione tecnico-ambientale, dichiarazioni di cumulo aiuti, e dimostrazione della capacità di cofinanziamento privato. Tempi medi di istruttoria di alcuni mesi.
Quali sono i profili fiscali e contabili per il beneficiario?
I contributi in conto impianti seguono l'art. 88, c. 3, lett. b), del TUIR e concorrono alla formazione del reddito d'impresa secondo il criterio della riduzione del costo ammortizzabile o per quote correlate agli ammortamenti del bene. I finanziamenti agevolati comportano l'iscrizione del debito al fair value, con la differenza rispetto al valore nominale rilevata come provento (contributo). In dichiarazione, gli aiuti vanno indicati nel quadro RS, sezione aiuti di Stato (RNA), con specifico codice. Le imprese devono inoltre rispettare gli obblighi di pubblicità previsti dall'art. 1, commi 125-129, della legge 124/2017, in caso di aiuti superiori a 10.000 euro per esercizio.