Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 27 Cost. – Titolo I: rapporti civili

In vigore dal 1° gennaio 1948

La responsabilità penale è personale.

L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.

Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.

Non è ammessa la pena di morte.

⚖ Aggiornato dalla Legge di Bilancio 2026
Questo articolo è interessato da 5 commi della Legge 30 dicembre 2025, n. 199.

In sintesi

  • La responsabilità penale è strettamente personale: nessuno può essere punito per un fatto altrui.
  • Vige la presunzione di innocenza: l'imputato non è colpevole fino alla condanna definitiva (comma 2).
  • Le pene devono rispettare la dignità umana e tendere alla rieducazione del condannato (comma 3).
  • La pena di morte è abolita in ogni circostanza, anche in tempo di guerra (comma 4, come modificato nel 2007).
Indice dei contenuti

L'art. 27 Cost. sancisce la responsabilità penale personale, la presunzione di innocenza, il divieto di pene disumane e la pena di morte.

Ratio

L'articolo 27 Cost. stabilisce tre principi fondamentali relativi alla responsabilità penale: il primo è la personalità della responsabilità (nessuno risponde per fatto altrui), il secondo è il divieto della presunzione di colpevolezza (principio di innocenza), il terzo è la finalità rieducativa della pena e il divieto di trattamenti inumani. L'articolo ricuscia la punizione collettiva e la responsabilità oggettiva, garantendo che la pena sia commisurata alla colpevolezza personale. Il divieto della pena di morte rappresenta un valore inviolabile dell'ordinamento costituzionale, escludendo qualsiasi forma di punizione capitale.

Analisi

Il primo comma sancisce che la responsabilità penale è personale, escludendo la responsabilità per fatto altrui. Non si può punire un genitore per il reato del figlio, un datore di lavoro per il reato del dipendente, una persona giuridica per i semplici atti dei suoi organi (sebbene il d.lgs. 231/2001 introduce forme di responsabilità da reato). Il secondo comma garantisce il diritto alla presunzione di innocenza: l'imputato non è considerato colpevole fino alla condanna definitiva. Non può essere sottoposto a restrizioni della libertà personale che presuppongano la colpevolezza (ad es., la tortura per estorcere confessione). Il terzo comma vieta le pene contrarie al senso di umanità (tortura, lavori forzati, isolamento prolungato) e prescrive che le pene «devono tendere» alla rieducazione del condannato, implicando un obbligo per lo Stato di istituire programmi rieducativi. Il quarto comma vieta la pena di morte in termini assoluti, rappresentando un valore immutabile anche mediante revisione costituzionale.

Quando si applica

La norma protegge l'imputato in ogni fase del procedimento penale: durante le indagini, il pubblico ministero non può fondare l'ipotesi di colpevolezza su presunzioni; durante il giudizio, l'onere della prova incombe al pubblico ministero, non all'imputato; l'imputato non può essere obbligato a confessare. Vieta misure cautelari sproporzionate rispetto al sospetto di colpevolezza. Proibisce il carcere preventivo come forma di punizione, consentendolo solo se necessario per prevenire reiterazioni o fughe. Esclude la punizione corporale, la tortura, il carcere duro. Richiede che il regime carcerario consenta programmi di reinserimento: scuola, lavoro, cure sanitarie. Nega la possibilità di eseguire una pena di morte, anche se irrogata nel passato.

Connessioni

L'articolo 27 si integra con l'art. 2 Cost. (diritti inviolabili), l'art. 3 (uguaglianza), l'art. 13 (libertà personale), l'art. 24 (diritto di difesa). L'art. 111 Cost. sancisce il diritto al processo equo e al contraddittorio. La presunzione di innocenza è protetta dall'art. 6 CEDU. Sul piano ordinario, il c.p.p. garantisce il diritto alla difesa (art. 24 c.p.p.), il diritto di non autoincriminarsi (art. 64 c.p.p.), le garanzie sulla custodia cautelare (artt. 274-304 c.p.p.). L'ordinamento penitenziario (legge n. 354/1975) disciplina le modalità di esecuzione della pena con fine rieducativo. La Corte Costituzionale ha affermato l'impossibilità di una revisione costituzionale che reintroduca la pena di morte.

Pronunce della Corte Costituzionale

Corte Cost., sent. n. 313/1990

ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE PARZIALE

La Corte ha dichiarato illegittimo l'art. 444, comma 2, c.p.p. (patteggiamento) nella parte in cui non consentiva al giudice di valutare la congruità della pena rispetto alla finalità rieducativa imposta dall'art. 27, terzo comma, Cost. La pronuncia ha riaffermato che la rieducazione non è funzione marginale ma scopo essenziale di ogni pena.

Corte Cost., sent. n. 223/1996

ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE

La Corte ha dichiarato incostituzionale la disciplina dell'estradizione verso gli Stati Uniti per reati punibili con la pena di morte, ritenendo che il divieto di pena capitale sancito dall'art. 27, quarto comma, Cost. integri una garanzia assoluta del diritto alla vita e non possa essere subordinato a mere assicurazioni discrezionali dello Stato richiedente.

Casi pratici

Caso 1: Concorso di persone e responsabilità personale

Tizio partecipa a una rapina ma non entra nel negozio e rimane in auto come palo. Viene comunque condannato per concorso nel reato perché ha fornito un contributo causale consapevole alla commissione del fatto: la responsabilità penale è personale ma abbraccia anche il concorso, purché vi sia una condotta individuale e una volontà colpevole propria di ciascun correo.

Caso 2: Presunzione di innocenza e misure cautelari

Caio è arrestato in flagranza e sottoposto a custodia cautelare in carcere. Nonostante la detenzione, Caio rimane formalmente innocente fino alla sentenza definitiva: la misura cautelare non è una pena anticipata ma uno strumento processuale fondato su esigenze cautelari (pericolo di fuga, inquinamento prove, reiterazione del reato) e deve essere proporzionata e revocata appena tali esigenze vengono meno.

Caso 3: Funzione rieducativa e permessi premio

Sempronio, condannato a dieci anni per traffico di stupefacenti, ha tenuto in carcere una condotta esemplare e ha seguito un percorso di istruzione e lavoro. Il magistrato di sorveglianza gli concede i permessi premio: questa misura attua concretamente il comma 3 dell'art. 27, consentendo al condannato di mantenere legami sociali e familiari e di prepararsi al reinserimento, in linea con la funzione rieducativa della pena riconosciuta dalla Corte costituzionale.

Domande frequenti

Cosa dice l'articolo 27 della Costituzione italiana?

L'art. 27 Cost. stabilisce quattro principi fondamentali del diritto penale: la responsabilità penale è personale (comma 1); l'imputato è presunto innocente fino alla condanna definitiva (comma 2); le pene non possono essere inumane e devono tendere alla rieducazione (comma 3); la pena di morte è vietata (comma 4).

Cosa significa il comma 2 dell'art. 27 Cost. sulla presunzione di innocenza?

Significa che chiunque sia sottoposto a processo penale deve essere trattato come innocente fino a quando una sentenza definitiva (passata in giudicato) non ne accerti la colpevolezza. L'onere di provare la colpa spetta all'accusa; il dubbio va risolto in favore dell'imputato.

Qual è la funzione rieducativa della pena secondo l'art. 27 comma 3 Cost.?

Le pene devono tendere a reinserire il condannato nella società, non limitarsi a punirlo. Questo impone al legislatore di prevedere istituti come la liberazione condizionale, i permessi premio e le misure alternative alla detenzione, e vieta norme che blocchino in modo assoluto ogni percorso di risocializzazione.

La pena di morte è ancora prevista in Italia?

No. Il comma 4 dell'art. 27 la vieta in modo assoluto. L'eccezione per le leggi militari di guerra, presente nel testo originale del 1948, è stata eliminata dalla legge costituzionale n. 1 del 2007, rendendo il divieto totale e in linea con il Protocollo n. 13 della CEDU.

Il principio di personalità della responsabilità penale esclude il concorso di persone?

No. Chi concorre in un reato risponde penalmente in forza di una propria condotta e di una propria colpevolezza. Il principio vieta solo di punire qualcuno per un fatto commesso interamente da altri, senza alcun contributo soggettivo o oggettivo dell'accusato.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-08
Fonti consultate: 2 fontei verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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