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Ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloAbrogato

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 275 c.p. Accettazione di onorificenze o utilità da uno Stato nemico

Articolo abrogato dalla l. 25 giugno 1999, n. 205

[Abrogato]

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.

In sintesi

  • Soggetto attivo: il cittadino italiano
  • Condotta: accettare da uno Stato in guerra con l'Italia gradi o dignità accademiche, titoli, decorazioni, pubbliche insegne onorifiche, pensioni o altre utilità connesse
  • Elemento oggettivo: il beneficio deve provenire dallo Stato nemico e deve essere inerente alle onorificenze o ai gradi ricevuti
  • Pena: reclusione fino a un anno
  • Nessuna aggravante espressa nel testo della disposizione

Art. 275 c.p.: punisce il cittadino italiano che accetta onorificenze, titoli o utilità da uno Stato nemico in guerra.

Ratio

L'articolo 275 c.p. mira a preservare l'onore e la fedeltà del cittadino italiano verso lo Stato nazionale, impedendo che accetti benefici o riconoscimenti da potenze nemiche durante il conflitto.

Analisi

L'elemento caratterizzante è la qualità di «cittadino italiano» del soggetto attivo. La «guerra» deve essere intesa come conflitto armato effettivo tra Stati. Rientra l'accettazione di «gradi» militari, «titoli» accademici, «decorazioni» medaglie.

Quando si applica

La norma colpisce il momento dell'accettazione, non della semplice offerta. L'accettazione può avvenire verbalmente, per iscritto, o mediante comportamento concludente.

Connessioni

Si correla ai reati di tradimento e favoreggiamento bellico (artt. 246-247 c.p.). Diversa dalla corruzione internazionale perché non richiede il compimento di atti contrari ai doveri d'ufficio.

Pronunce della Corte Costituzionale

Prassi dell'Agenzia delle Entrate

Casi pratici

Caso 1: Caso 1

Tizio, cittadino italiano residente all'estero, durante un conflitto armato in cui il suo paese di residenza è dichiarato nemico dell'Italia, accetta una cattedra onoraria conferita dall'università statale di quello Stato. L'accettazione del titolo accademico, proveniente da uno Stato in guerra con l'Italia, integra la fattispecie di cui all'art. 275 c.p.

Caso 2: Caso 2

Caio, ex ufficiale italiano, riceve da uno Stato nemico una decorazione al valor militare accompagnata da una pensione mensile a essa connessa. Sia l'accettazione della decorazione sia quella della pensione, in quanto «utilità inerente» all'onorificenza, rientrano nella condotta tipizzata dalla norma.

Caso 3: Caso 3

Sempronia, ricercatrice italiana, viene insignita da un governo straniero in stato di guerra con l'Italia di un titolo di «ambasciatrice culturale» con annesso vitalizio. Accettando il titolo onorifico e il relativo emolumento, Sempronia si espone alla sanzione penale prevista dall'art. 275 c.p., indipendentemente dall'assenza di intenti ostili soggettivi.

Domande frequenti

Quando si applica l'art. 275 c.p.?

La norma si applica esclusivamente in tempo di guerra, quando esiste uno Stato formalmente in conflitto armato con l'Italia. In assenza di tale presupposto bellico, la fattispecie non può essere integrata.

Cosa si intende per «utilità inerenti» alle onorificenze?

Sono le utilità funzionalmente collegate all'onorificenza o al titolo ricevuto, come pensioni, vitalizi o altri benefici economici che lo Stato nemico eroga in ragione del grado o della decorazione conferiti.

Il reato è punibile anche se il cittadino non risiede in Italia?

Sì. La norma si riferisce al cittadino italiano a prescindere dal luogo di residenza. La legge penale italiana si applica ai cittadini anche per reati commessi all'estero, ai sensi dell'art. 9 c.p.

È sufficiente ricevere passivamente l'onorificenza o è necessaria un'accettazione espressa?

Il testo normativo richiede l'«accettazione», ossia un atto volitivo consapevole. La mera ricezione passiva, senza un'adesione della volontà, potrebbe escludere la tipicità, anche se nella pratica la distinzione è spesso sfumata.

Quali altri reati possono concorrere con l'art. 275 c.p.?

In base alle concrete circostanze, l'accettazione di benefici da uno Stato nemico potrebbe concorrere con altri delitti contro la personalità dello Stato, come l'intelligenza con il nemico (art. 243 c.p.) o il favoreggiamento del nemico (art. 244 c.p.), qualora la condotta superi il mero piano simbolico.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-08
Fonti consultate: 3 fontei verificate
A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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