Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Pronunce Corte Costituzionale
  4. Prassi e linee guida
  5. Casi pratici
  6. Domande frequenti
  7. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 247 c.p. – Favoreggiamento bellico

Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

Chiunque, in tempo di guerra, tiene intelligenze con lo straniero per favorire le operazioni militari del nemico a danno dello Stato italiano, o per nuocere altrimenti alle operazioni militari dello Stato italiano, ovvero commette altri fatti diretti agli stessi scopi, è punito con la reclusione non inferiore a dieci anni; e, se raggiunge l’intento, con la morte.

In sintesi

  • Applicabile esclusivamente in tempo di guerra, non in periodi di pace o tensione internazionale.
  • Il soggetto attivo è chiunque: cittadino italiano, straniero o apolide presente nel territorio.
  • La condotta tipica consiste nel compiere atti diretti a favorire le operazioni militari del nemico o a nuocere alle operazioni militari dello Stato italiano.
  • È richiesto il dolo specifico: l'agente deve agire consapevolmente a vantaggio del nemico o in danno dell'Italia.
  • La pena è la reclusione non inferiore a quindici anni, con possibile applicazione dell'ergastolo nei casi più gravi.
  • Clausola di sussidiarietà: la norma si applica solo se il fatto non integra un reato più grave (es. alto tradimento, spionaggio).
Indice dei contenuti

Punisce chi, in tempo di guerra, compie atti per favorire il nemico o danneggiare le operazioni militari italiane.

Ratio

L'articolo 247 c.p. protegge l'integrità militare dello Stato durante il conflitto armato, punendo chi collabora attivamente con il nemico fornendo intelligenze o compiendo azioni dirette a favorirne le operazioni.

Analisi

La fattispecie si articola su due elementi: il mantenimento di «intelligenze» con lo straniero in tempo di guerra, e la finalità di favorire le operazioni del nemico. Non è richiesto il raggiungimento dell'intento per la condanna, salvo che comporti ergastolo.

Quando si applica

La norma opera esclusivamente «in tempo di guerra». Rileva ogni forma di intelligenza: scambio informazioni militari, piani operativi, movimenti di truppe, disponibilità di rifornimenti. L'elemento temporale è decisivo.

Connessioni

Si connette agli articoli 246 c.p. (attentato allo Stato) e 248 c.p. (spionaggio militare). Differisce dal mero spionaggio per l'elemento della cooperazione attiva e della finalità esplicita di favorire il nemico.

Pronunce della Corte Costituzionale

Prassi e linee guida

Ministero della Giustizia

Codici giuridici

Testo coordinato e aggiornato del Codice Penale consultabile sul portale ufficiale del Ministero della Giustizia, utile riferimento per Favoreggiamento bellico.

Casi pratici

Gli esempi che seguono sono scenari illustrativi a scopo divulgativo, non sentenze reali.

Caso 1. Tizio, tecnico informatico di una società di telecomunicazioni, durante un conflitto armato in cui l'Italia è belligerante, trasmette deliberatamente alle forze nemiche le frequenze riservate utilizzate dall'esercito italiano per le comunicazioni operative. Tizio risponde del delitto di favoreggiamento bellico ex art. 247 c.p., poiché ha consapevolmente compiuto atti idonei a favorire le operazioni militari del nemico. Essendo il fatto astrattamente riconducibile anche allo spionaggio militare, il giudice dovrà verificare quale fattispecie risulti più grave in concreto, applicando la clausola di riserva.

Caso 2. Caio, funzionario di un ente portuale, durante uno stato di guerra, sabota deliberatamente i sistemi di rifornimento di carburante destinati alle unità navali della Marina Militare italiana, rallentandone le operazioni in una zona di conflitto. Caio è punibile ai sensi dell'art. 247 c.p. nella forma alternativa del nuocere alle operazioni militari dello Stato. La condotta è dolosa e concretamente idonea a pregiudicare l'efficienza bellica italiana, indipendentemente dall'effettivo esito delle operazioni navali coinvolte.

Domande frequenti

Il favoreggiamento bellico si applica solo ai cittadini italiani?

No. La norma usa il termine "chiunque", pertanto si applica a qualsiasi persona, cittadino italiano, straniero o apolide, che si trovi nel territorio italiano o che agisca a danno delle forze armate italiane, a prescindere dalla nazionalità.

Cosa significa esattamente "tempo di guerra" nell'art. 247 c.p.?

Si intende una situazione di conflitto armato formalmente dichiarato ai sensi dell'art. 78 della Costituzione, oppure un conflitto riconosciuto dal diritto internazionale. Non è sufficiente una semplice tensione diplomatica o uno stato di emergenza interno.

Qual è la differenza tra favoreggiamento bellico e spionaggio?

Lo spionaggio (artt. 257-258 c.p.) riguarda specificamente la raccolta e trasmissione di notizie riservate di carattere militare. Il favoreggiamento bellico ha un ambito più ampio e residuale: si applica quando il fatto non integra un reato più grave, compreso lo spionaggio militare.

È necessario che le operazioni nemiche abbiano effettivamente tratto vantaggio dal comportamento dell'imputato?

No. L'art. 247 c.p. è un reato a consumazione anticipata: si perfeziona con il compimento degli atti diretti a favorire il nemico o a nuocere all'Italia, indipendentemente dal conseguimento del risultato concreto. È sufficiente l'idoneità degli atti allo scopo.

Quale pena è prevista per il favoreggiamento bellico?

La reclusione non inferiore a quindici anni. Il limite minimo è fissato dalla legge, ma il massimo edittale non è espressamente previsto nell'articolo, consentendo al giudice di applicare, nei casi più gravi e in presenza di aggravanti, anche pene superiori fino all'ergastolo ove il sistema normativo lo consenta.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-08
Fonti consultate: 3 fontei verificate
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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