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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con la sentenza n. 136/2025 la Corte costituzionale ha respinto il ricorso della Regione Sardegna contro il decreto-legge sulle materie prime critiche di interesse strategico, dichiarando in parte inammissibili e in parte non fondate le censure.

Di cosa si tratta

Le “materie prime critiche” sono minerali e risorse (come litio, terre rare, certi metalli) essenziali per le tecnologie e la transizione energetica, la cui disponibilità è considerata strategica. Nel 2024 lo Stato ha adottato un decreto-legge per disciplinarne la ricerca, l’estrazione e la valorizzazione, anche in attuazione di obiettivi europei. La Regione Sardegna ha impugnato numerose disposizioni del decreto, sostenendo che invadessero le competenze garantite dal suo statuto speciale in materie come miniere, cave e saline, e ledessero il principio di leale collaborazione tra Stato e Regione. In gioco c’era il confine tra la competenza statale a governare risorse strategiche di interesse nazionale ed europeo e l’autonomia speciale della Sardegna sulle proprie risorse minerarie.

La questione di legittimità costituzionale

La Regione autonoma della Sardegna ha impugnato numerose disposizioni del d.l. n. 84 del 2024 (come convertito), in riferimento a varie norme dello statuto speciale e agli artt. 5, 97, 114, 116, 117, 118 e 120 della Costituzione, lamentando la lesione delle proprie competenze legislative e amministrative e del principio di leale collaborazione.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato in parte inammissibili e in parte non fondate le questioni. La disciplina statale sulle materie prime critiche risponde a esigenze unitarie di interesse nazionale ed europeo e non comprime in modo illegittimo le competenze della Regione speciale: l’intervento dello Stato è giustificato dalla natura strategica di queste risorse.

Il principio

La disciplina delle materie prime critiche di interesse strategico rientra nelle esigenze unitarie che giustificano l’intervento dello Stato anche nei territori a statuto speciale: le competenze regionali sulle risorse minerarie cedono di fronte all’interesse nazionale ed europeo, nel rispetto della leale collaborazione.

Domande e risposte

La Sardegna perde le sue competenze sulle miniere?

No in generale; ma per le materie prime critiche di interesse strategico la Corte ha riconosciuto la prevalenza delle esigenze unitarie nazionali ed europee.

Che cosa sono le materie prime critiche?

Sono risorse (minerali e metalli) essenziali per le tecnologie e la transizione energetica, la cui disponibilità è ritenuta strategica per il Paese e per l’Unione europea.

Il decreto-legge è rimasto in vigore?

Sì. Le censure della Regione sono state in parte dichiarate inammissibili e in parte respinte: la disciplina statale resta valida.

Norme collegate

Leggi la decisione integrale
Testo ufficiale della Corte Costituzionale (PDF) e testo integrale con note.

📄 PDF ufficiale →Testo integrale con note (Consulta OnLine)

Vedi anche

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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