Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
CCNL Legno e Arredamento (Artigianato)

CCNL Legno e Arredamento Artigianato: apprendistato

Guida all’apprendistato professionalizzante nelle imprese artigiane del legno e dell’arredamento: tipologie, durata per livello di destinazione, percentuali retributive, obbligo formativo tramite EBNA, ruolo del tutor aziendale e cosa accade al termine del contratto.

In sintesi

Il CCNL Legno Arredamento Artigianato disciplina l’apprendistato professionalizzante (D.Lgs. 81/2015): durata fino a 5 anni per i livelli più alti, retribuzione crescente dal 70% al 100% del minimo tabellare del livello di destinazione, obbligo di formazione esterna tramite EBNA e affiancamento da un tutor aziendale qualificato.

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Dati contrattuali

Parti firmatarie (datoriali)
Confartigianato Legno e Arredo · CNA Produzione · Casartigiani · CLAAI
Parti firmatarie (sindacali)
Feneal-Uil · Filca-Cisl · Fillea-Cgil
Vigenza
1° gennaio 2023 – 31 dicembre 2026
Norma legge
D.Lgs. 81/2015, artt. 41-47 (apprendistato professionalizzante)
Ente bilaterale formazione
EBNA (Ente Bilaterale Nazionale Artigianato) + enti bilaterali regionali

L’apprendistato professionalizzante: il contratto tipico del settore

Nel settore artigiano del legno e dell’arredamento la tipologia di apprendistato pressoché esclusiva è l’apprendistato professionalizzante, disciplinato dagli artt. 41-47 del D.Lgs. 81/2015. Esso consente al datore artigiano di assumere giovani dai 18 ai 29 anni (o dai 17 anni se già in possesso di una qualifica professionale) con un contratto formativo finalizzato all’acquisizione di competenze tecnico-professionali specifiche e al conseguimento di una qualifica contrattuale.

L’apprendistato professionalizzante si caratterizza per la combinazione tra formazione interna (affiancamento operativo sul luogo di lavoro sotto la guida di un tutor aziendale) e formazione esterna (ore dedicate all’acquisizione di competenze trasversali e tecnico-professionali, organizzate dagli enti bilaterali artigiani). Il CCNL Legno e Arredamento Artigianato integra la disciplina di legge, fissando durate, percentuali retributive e obblighi specifici per il settore.

Durata del contratto per livello di destinazione

La durata dell’apprendistato è direttamente correlata al livello contrattuale di destinazione, ovvero il livello di inquadramento che l’apprendista raggiungerà al termine del percorso. Il principio è che percorsi più complessi e qualificazioni più elevate richiedono tempi più lunghi:

  • Livelli operai E e F (addetti a operazioni semplici e ausiliarie): durata più breve, indicativamente da 12 a 18 mesi.
  • Livelli operai D e CS (qualificati e specializzati nel legno-arredo): indicativamente da 24 a 36 mesi.
  • Livelli operai B e C (operai di alta specializzazione, conducenti CNC, ebanisti provetti): fino a 36 mesi, con possibilità di estensione per profili artigiani particolarmente complessi.
  • Livelli impiegatizi da E a B: da 18 a 36 mesi in funzione della complessità del profilo.
  • Livelli impiegatizi A e AS (figure direttive e di alta responsabilità): fino a 5 anni, ai sensi dell’art. 44 comma 2 D.Lgs. 81/2015 per i profili artigianali ad alta specializzazione.

Le durate esatte sono fissate dalla tabella allegata al CCNL; per i profili non espressamente previsti le parti possono concordare la durata nell’ambito dei limiti legali, previo confronto con le organizzazioni bilaterali.

Tabella riepilogativa: durate e percentuali retributive

Apprendistato professionalizzante – CCNL Legno e Arredamento Artigianato (schema indicativo)
Livello di destinazione Durata indicativa Retrib. prima metà del percorso Retrib. seconda metà del percorso
Operai F ed E 12-18 mesi 70% minimo tabellare destinazione 85% minimo tabellare destinazione
Operai D e CS 24-36 mesi 70% minimo tabellare destinazione 85% minimo tabellare destinazione
Operai C e B 30-36 mesi 70% minimo tabellare destinazione 90% minimo tabellare destinazione
Impiegati E-B 18-36 mesi 72% minimo tabellare destinazione 88% minimo tabellare destinazione
Impiegati A e AS Fino a 5 anni 70% minimo tabellare destinazione 90% minimo tabellare destinazione

Le percentuali indicate sono rappresentative della struttura contrattuale. Il testo integrale del CCNL vigente e le eventuali intese integrative regionali possono prevedere valori leggermente diversi. Si raccomanda di verificare la tabella sul contratto collettivo aggiornato o tramite le organizzazioni firmatarie (Confartigianato, CNA, Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil).

La formazione nell’apprendistato artigiano: EBNA e enti regionali

Una delle caratteristiche distintive dell’apprendistato artigiano rispetto ad altri settori è il ruolo centrale degli enti bilaterali artigiani nell’organizzazione della formazione esterna. Il D.Lgs. 81/2015 stabilisce un monte ore minimo di 120 ore annue di formazione esterna per i primi 3 anni; il CCNL e le intese regionali possono integrare questo obbligo.

La formazione esterna si articola in due componenti:

  • Formazione di base e trasversale: sicurezza sul lavoro, competenze relazionali, organizzazione dell’impresa artigiana, diritti e doveri del lavoratore. È erogata dagli enti bilaterali regionali (articolazioni territoriali di EBNA) o da strutture accreditate dalla Regione.
  • Formazione tecnico-professionale: competenze specifiche del settore legno-arredo (lavorazione del legno, macchine CNC, finitura, posa in opera, progettazione assistita). Può essere erogata dall’ente bilaterale o da istituti di formazione professionale convenzionati.

Il datore artigiano è tenuto a garantire all’apprendista la partecipazione alle attività formative esterne senza decurtazione della retribuzione e senza recupero delle ore formative. La mancata erogazione della formazione esterna rende il contratto di apprendistato irregolare, con possibili conseguenze contributive e sanzionatorie.

Il tutor aziendale: chi è e cosa deve fare

Ogni contratto di apprendistato deve prevedere l’affiancamento dell’apprendista da parte di un tutor aziendale (o referente interno), che nel settore artigiano coincide spesso con il titolare dell’impresa o con un lavoratore qualificato esperto. Il tutor ha il compito di:

  • Guidare e formare l’apprendista nella pratica quotidiana delle mansioni.
  • Valutare i progressi dell’apprendista e segnalare eventuali difficoltà all’ente bilaterale.
  • Collaborare con l’ente formativo esterno per garantire la coerenza tra formazione interna ed esterna.
  • Compilare il libretto formativo del cittadino (ove previsto dalla normativa regionale).

Nelle imprese artigiane il tutor non deve necessariamente essere una figura dedicata a tempo pieno: può essere il maestro artigiano titolare o un dipendente qualificato che svolga questa funzione in affiancamento alle proprie mansioni.

Agevolazioni contributive per l’apprendistato artigiano

L’assunzione con contratto di apprendistato comporta significative agevolazioni contributive per il datore di lavoro. Per le imprese artigiane con meno di 10 dipendenti, i contributi INPS a carico del datore sono ridotti in misura considerevole rispetto al contratto ordinario. Le aliquote agevolate sono stabilite dalla normativa vigente e possono essere integrate da incentivi regionali o da risorse dei fondi bilaterali artigiani (FSBA). Il datore è comunque tenuto al versamento dei contributi per la copertura previdenziale (pensione futura) e assicurativa (INAIL) dell’apprendista.

Casi pratici

Tizio – Apprendista falegname livello D, prima volta in laboratorio
Tizio, 19 anni, viene assunto come apprendista in un laboratorio artigiano di falegnameria con destinazione al livello D. La durata del suo contratto è di 30 mesi. Per la prima metà (15 mesi) percepisce il 70% del minimo tabellare del livello D; nella seconda metà sale all’85%. Deve partecipare alle ore di formazione esterna organizzate dall’ente bilaterale regionale (sicurezza, tecniche di lavorazione del legno, utilizzo macchinari). Se al termine il datore non recede, Tizio diventa operaio di livello D a tempo indeterminato.
Caia – Apprendista impiegata livello B, ufficio commerciale
Caia, 22 anni, viene assunta come apprendista impiegata in un’azienda artigiana del mobile con destinazione al livello B (impiegata tecnica). La durata del contratto è di 36 mesi. Nella prima metà percepisce il 72% del minimo tabellare del livello B; nella seconda metà sale all’88%. Al termine, se il datore non esercita il recesso con 30 giorni di preavviso, Caia sarà automaticamente confermata come impiegata di livello B a tempo indeterminato. Il periodo di apprendistato sarà computato nell’anzianità per TFR, ferie e scatti.
Sempronio – Datore artigiano: come assumere il primo apprendista
Sempronio è il titolare di una piccola falegnameria artigiana (1 dipendente qualificato). Vuole assumere un apprendista. Può farlo: il rapporto 1:1 (un apprendista per ogni qualificato) è rispettato. Deve predisporre il piano formativo individuale, designarsi come tutor aziendale, iscrivere l’apprendista alle attività formative dell’ente bilaterale regionale e comunicare il contratto al Centro per l’Impiego. Poiché l’impresa ha meno di 10 dipendenti, beneficia delle aliquote contributive agevolate previste per l’apprendistato artigiano.

Domande frequenti

Qual è la durata massima dell’apprendistato professionalizzante nel CCNL Legno Artigianato?
La durata varia dal livello di destinazione: dai 12-18 mesi per i livelli operai più bassi fino a 5 anni per i livelli impiegatizi più elevati (A, AS). Il D.Lgs. 81/2015 stabilisce il massimo di 3 anni (elevabile a 5 per profili artigianali ad alta specializzazione).
Come si calcola la retribuzione dell’apprendista?
La retribuzione è una percentuale del minimo tabellare del livello contrattuale di destinazione: indicativamente dal 70% nella prima metà del percorso all’85-90% nella seconda metà, fino al 100% al termine. Le percentuali esatte sono fissate dalla tabella contrattuale vigente.
Quante ore di formazione esterna deve ricevere l’apprendista?
Almeno 120 ore annue per i primi 3 anni, organizzate dagli enti bilaterali artigiani (EBNA e articolazioni regionali) o da strutture accreditate. La partecipazione è obbligatoria e retribuita dal datore.
Il datore artigiano può assumere apprendisti senza limiti?
No. Il numero massimo di apprendisti non può superare il rapporto 1:1 rispetto ai lavoratori qualificati in forza. Le imprese senza dipendenti qualificati possono assumere un solo apprendista se vi è un maestro artigiano o tutor qualificato.
Cosa succede al termine dell’apprendistato?
Il datore può confermare il lavoratore a tempo indeterminato (senza atti formali) oppure recedere con 30 giorni di preavviso. In assenza di recesso entro 30 giorni dalla scadenza, il rapporto prosegue automaticamente come contratto a tempo indeterminato al livello di destinazione.

Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024-2026, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi e tredicesima, quattordicesima e premi.

Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al CCNL Legno e Arredamento (Artigianato) firmato il 5 marzo 2024 e al D.Lgs. 81/2015. Le percentuali retributive e le durate sono indicative: per i valori esatti verificare il testo contrattuale aggiornato. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (Fillea-Cgil, Filca-Cisl, Feneal-Uil), l’associazione datoriale (Confartigianato, CNA, Casartigiani, CLAAI) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

In sintesi

  • Nel CCNL Legno Arredamento Artigianato l'apprendistato professionalizzante segue il D.Lgs. 81/2015 (artt. 41-47) con le specificazioni del settore.
  • La durata dipende dal livello di destinazione, con una progressione retributiva crescente espressa in percentuale del minimo del livello.
  • La formazione esterna passa per l'ente bilaterale di settore (EBNA) e prevede l'affiancamento di un tutor aziendale qualificato.
  • Possono essere assunti giovani entro limiti di eta, con regole specifiche per chi possiede gia una qualifica professionale.
  • Al termine, in assenza di disdetta, il rapporto prosegue a tempo indeterminato nel livello di destinazione.
Indice dei contenuti

Nell'artigianato del legno e dell'arredamento l'apprendistato professionalizzante e il canale tipico di ingresso e formazione dei giovani. Il CCNL di settore declina la cornice del D.Lgs. 81/2015 con regole proprie su durata, retribuzione progressiva, formazione tramite l'ente bilaterale e ruolo del tutor. Vediamo come leggere il contratto, rinviando alle tabelle del CCNL vigente per i dati economici.

La cornice normativa: art. 41-47 D.Lgs. 81/2015

L'apprendistato professionalizzante e disciplinato dagli artt. 41-47 del D.Lgs. 81/2015 e mira al conseguimento di una qualifica contrattuale combinando lavoro e formazione. Possono essere assunti giovani entro i limiti di eta previsti, con regole specifiche per chi e gia in possesso di una qualifica professionale.

Durata per livello di destinazione

La durata complessiva del periodo formativo dipende dal livello di destinazione: i profili tecnici piu complessi richiedono un percorso piu lungo, fino ai massimi previsti per i livelli superiori. La durata precisa per ciascun livello e indicata nel CCNL vigente.

La progressione retributiva

La retribuzione dell'apprendista e fissata in percentuale del minimo tabellare del livello di destinazione e cresce nel tempo, avvicinandosi progressivamente alla retribuzione piena man mano che maturano le competenze. Gli importi base su cui applicare le percentuali vanno letti nelle tabelle retributive del CCNL vigente.

Formazione esterna tramite EBNA e tutor

La formazione professionalizzante combina l'affiancamento operativo interno con la formazione esterna erogata tramite l'ente bilaterale di settore (EBNA) e gli enti bilaterali regionali. L'apprendista e seguito da un tutor aziendale qualificato che ne accompagna il percorso. Il rispetto dell'obbligo formativo e elemento essenziale del contratto.

Mansioni e art. 2103 c.c.

Durante l'apprendistato il datore deve adibire il giovane alle mansioni coerenti con la qualifica di destinazione e con il percorso formativo. La modifica delle mansioni segue i principi dell'art. 2103 c.c.: l'attivita deve restare funzionale all'acquisizione delle competenze previste dal piano formativo.

Il ruolo dell'ente bilaterale

Nell'artigianato la bilateralita ha un peso strutturale: oltre alla formazione, gli enti bilaterali erogano prestazioni di welfare, sostegno al reddito e tutele integrative, finanziate dai contributi versati da imprese e lavoratori. L'iscrizione e la contribuzione all'ente bilaterale sono parte integrante dell'applicazione corretta del CCNL e condizionano l'accesso dell'apprendista e dell'azienda a queste prestazioni accessorie. Gli importi e le prestazioni vanno verificati presso l'ente bilaterale competente.

Cosa accade al termine

Al termine del periodo formativo, se nessuna delle parti recede nel termine di preavviso previsto, il rapporto prosegue a tempo indeterminato con l'inquadramento nel livello di destinazione. La mancata disdetta consolida la qualifica acquisita; in caso di recesso restano fermi i limiti generali contro motivazioni discriminatorie o illecite.

Domande frequenti

Quanto dura l'apprendistato nel Legno Arredamento Artigianato?

Dipende dal livello di destinazione: i profili tecnici piu complessi hanno un percorso piu lungo, fino ai massimi previsti per i livelli superiori. La durata esatta e nel CCNL vigente.

Come cresce la retribuzione dell'apprendista?

E una percentuale del minimo tabellare del livello di destinazione, crescente nel tempo fino ad avvicinarsi alla retribuzione piena. Gli importi base vanno letti sulle tabelle del CCNL vigente.

Chi eroga la formazione esterna?

La formazione esterna passa per l'ente bilaterale di settore (EBNA) e gli enti bilaterali regionali; in azienda l'apprendista e seguito da un tutor qualificato.

Quali giovani possono essere assunti?

Giovani entro i limiti di eta previsti dal D.Lgs. 81/2015, con regole specifiche per chi possiede gia una qualifica professionale. I requisiti puntuali sono nella disciplina di settore.

Cosa succede al termine dell'apprendistato?

In assenza di disdetta nel termine di preavviso il rapporto prosegue a tempo indeterminato nel livello di destinazione, consolidando la qualifica acquisita.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-21
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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