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La guida

CCNL Aziende Termali

Turni notturni, festivi e domenicali nel CCNL Aziende Termali: regole e maggiorazioni

Negli stabilimenti termali con orari estesi e nei servizi a ciclo continuo i turni notturni e il lavoro in domeniche e festivi sono parte del mestiere. La legge ne disciplina durata, riposi e sorveglianza sanitaria; la maggiorazione retributiva è quella dell’art. 24 del CCNL (tabella più sotto). Vediamo regole e tutele.

In sintesi

Nei servizi a turni il lavoro notturno (D.Lgs. 66/2003) e nei festivi è organizzato su turni, con riposo giornaliero di 11 ore e settimanale di 24 ore. I lavoratori notturni hanno diritto alla sorveglianza sanitaria; la gestante e la neomamma fino a 1 anno del bimbo non possono essere adibite al notturno. Le maggiorazioni per turno, festività e domenica sono quelle dell’art. 24 del CCNL (tabella in pagina).

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Dati contrattuali

Parti firmatarie
Federterme Confindustria · Filcams-Cgil · Fisascat-Cisl · Uiltucs-Uil
Istituti trattati
Turni notturni · Festività e domeniche · Maggiorazioni · Sorveglianza sanitaria
Riferimenti
D.Lgs. 66/2003 (orario, notturno, riposi) · Art. 2109 c.c. · D.Lgs. 151/2001 (tutela maternità) · Maggiorazioni del CCNL
Fonte
Testo del CCNL depositato presso il CNEL

Che cosa è il lavoro notturno per la legge

Il D.Lgs. 66/2003 dà due definizioni che conviene tenere distinte. Il lavoro notturno è l’attività svolta in un periodo di almeno 7 ore consecutive che comprende l’intervallo tra la mezzanotte e le 5 del mattino. Il lavoratore notturno è invece chi svolge, in via non occasionale, almeno 3 ore di lavoro notturno per una parte rilevante dell’anno, secondo i criteri fissati dal CCNL. Questa qualifica fa scattare tutele aggiuntive.

Limiti e tutele del lavoratore notturno

  • l’orario di lavoro non può superare, in media, le 8 ore nell’arco di 24 ore;
  • il lavoratore ha diritto a sorveglianza sanitaria periodica e gratuita;
  • se sopravviene un’inidoneità al notturno certificata, deve essere adibito, ove possibile, a mansioni diurne.

I turni notturni nelle aziende termali

Dove l’attività richiede una copertura notturna, il turno notturno è strutturale. Per legge il lavoratore notturno non può superare, in media, le 8 ore nelle 24 e ha diritto a sorveglianza sanitaria periodica gratuita. Il CCNL riconosce queste maggiorazioni per il disagio:

Prestazione Operai e intermedi Impiegati
Lavoro notturno (dalle 22 alle 6) non compreso in turno 45% 50%
Lavoro a turni notturni 15% 15%
Straordinario notturno 55% 65%
Straordinario festivo notturno (oltre le 8 ore) 100% 100%
Lavoro festivo (domenica o giorno di riposo compensativo) 50% 65%
Straordinario nelle festività nazionali e infrasettimanali 50% 65%
Domenica lavorata con riposo compensativo in altro giorno (non festiva) indennità del 10% della quota oraria di paga base e contingenza, per ogni ora idem
Orario continuativo tra le 6 e le 22 (art. 25) 6,50% della retribuzione 6,50% della retribuzione
Maggiorazioni dell’art. 24 del CCNL (testo 2004 modificato nel 2018) sulla quota oraria della retribuzione mensile (divisore 173,33); non sono cumulabili e la maggiore assorbe la minore. Per il CCNL il lavoro notturno è quello dalle 22 alle 6, mentre la definizione di legge (D.Lgs. 66/2003) è diversa: restano due nozioni distinte. Le righe dello straordinario coincidono con la sintesi dell’art. 24 del testo consolidato 2024 su ilccnl.it. Vedi anche orario di lavoro e straordinari.

Chi non può fare il notturno

La lavoratrice in gravidanza e fino a 1 anno di vita del bambino non può essere adibita al lavoro tra le 24 e le 6 (D.Lgs. 151/2001). Non sono obbligati al notturno la lavoratrice madre di un figlio fino a 3 anni (o, in alternativa, il padre convivente), il genitore affidatario unico di un figlio convivente sotto i 12 anni e chi assiste un disabile (art. 11 D.Lgs. 66/2003).

I riposi: i paletti che restano sempre

Qualunque sia l’organizzazione dei turni, due diritti non si toccano:

Riposo Durata minima di legge Fonte
Riposo giornaliero 11 ore consecutive ogni 24 ore Art. 7 D.Lgs. 66/2003
Riposo settimanale 24 ore consecutive ogni 7 giorni, di regola di domenica Art. 9 D.Lgs. 66/2003; art. 2109 c.c.

Il riposo settimanale può essere calcolato come media su un periodo non superiore a 14 giorni: nei settori a ciclo aperto questo consente di concentrare i turni e spostare il riposo, ma il diritto al recupero resta.

Casi pratici

Tizio — addetto al turno di notte
Tizio copre il turno di notte in uno stabilimento termale con ospiti in soggiorno. In busta paga trova la maggiorazione del 15% per il lavoro a turni notturni (art. 24); il datore assicura il riposo di 11 ore prima del turno successivo e la sorveglianza sanitaria, e ne controlla la media oraria nelle 24 ore.
Caia — gestante esonerata dal notturno
Caia comunica lo stato di gravidanza: da quel momento non può più essere adibita al lavoro tra le 24 e le 6 e viene spostata su turni diurni, fino al compimento di 1 anno del bambino, come impone il D.Lgs. 151/2001.

Approfondisci con la guida pratica

Lavoro festivo e domenicale: come va pagato →

Domande frequenti

Qual è la differenza tra lavoro notturno e lavoratore notturno?
Il lavoro notturno è la singola prestazione resa nel periodo di almeno 7 ore che comprende l’intervallo tra mezzanotte e le 5. Il lavoratore notturno è invece chi svolge il notturno in modo abituale (almeno 3 ore per una parte rilevante dell’anno, secondo il CCNL): solo per lui scattano tutele come il limite delle 8 ore medie e la sorveglianza sanitaria.
Il riposo settimanale deve cadere per forza di domenica?
Di regola sì (art. 2109 c.c.), ma nei settori a ciclo aperto — dove si lavora anche la domenica — il riposo può essere collocato in un altro giorno. Resta comunque il diritto a 24 ore consecutive di riposo ogni 7 giorni, e per la domenica lavorata il CCNL riconosce il 50% (operai e intermedi) o il 65% (impiegati) se è il giorno di riposo, oppure un’indennità del 10% della quota oraria di paga base e contingenza se il riposo cade in un altro giorno.
Le maggiorazioni per notturno e festivo si sommano allo straordinario?
No: per l’art. 24 le percentuali non sono cumulabili e la maggiore assorbe la minore; per questo la tabella prevede righe dedicate (straordinario notturno 55% o 65%, straordinario festivo notturno oltre le 8 ore 100%).
In gravidanza posso essere messa nel turno di notte?
No. Dalla comunicazione dello stato di gravidanza e fino al compimento di 1 anno del bambino è vietato adibire la lavoratrice al lavoro tra le 24 e le 6 (D.Lgs. 151/2001). Il datore deve spostarti su turni diurni.

Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024-2027, preavviso, procedura telematica e tutele, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità, congedi e tutele parentali e tredicesima, quattordicesima e premi.

Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (D.Lgs. 66/2003; art. 2109 c.c.; D.Lgs. 151/2001). Le percentuali e le regole di cumulo sono quelle dell’art. 24 del CCNL (testo 2004 modificato nel 2018; le righe dello straordinario coincidono con la sintesi del consolidato 2024).

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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