Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.
Metodo editoriale
Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
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Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia
I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.
Art. 3 L. 69/2019 – Atti diretti e atti delegati alla PG
L. 19 luglio 2019, n. 69 – Codice Rosso: tutela vittime di violenza domestica e di genere
1. Dopo il comma 2 dell’articolo 370 del codice di procedura penale sono inseriti i seguenti:
«2-bis. Se si tratta di uno dei delitti previsti dagli articoli 572, 609-bis, 609-ter, 609-quater, 609-quinquies, 609-octies, 612-bis e 612-ter del codice penale, ovvero dagli articoli 582 e 583-quinquies del codice penale nelle ipotesi aggravate ai sensi degli articoli 576, primo comma, numeri 2, 5, 5.1, e 577, primo comma, numero 1, e secondo comma, del medesimo codice, la polizia giudiziaria procede senza ritardo al compimento degli atti delegati dal pubblico ministero.
2-ter. Nei casi di cui al comma 2-bis, la polizia giudiziaria pone senza ritardo a disposizione del pubblico ministero la documentazione dell’attività nelle forme e con le modalità previste dall’articolo 357».
Art. 2 L. 69/2019 – Assunzione di informazioni dalla vittima
L. 19 luglio 2019, n. 69 – Codice Rosso: tutela vittime di violenza domestica e di genere
1. Dopo il comma 1-bis dell’articolo 362 del codice di procedura penale è aggiunto il seguente:
«1-ter. Quando si procede per i delitti previsti dagli articoli 572, 609-bis, 609-ter, 609-quater, 609-quinquies, 609-octies e 612-bis del codice penale, ovvero dagli articoli 582 e 583-quinquies del codice penale nelle ipotesi aggravate ai sensi degli articoli 576, primo comma, numeri 2, 5 e 5.1, e 577, primo comma, numero 1, e secondo comma, del medesimo codice, il pubblico ministero assume informazioni dalla persona offesa e da chi ha presentato denuncia, querela o istanza, entro il termine di tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato, salvo che sussistano imprescindibili esigenze di tutela di minori di anni diciotto o della riservatezza delle indagini, anche nell’interesse della persona offesa».
Art. 1 L. 69/2019 – Obbligo di riferire la notizia di reato
L. 19 luglio 2019, n. 69 – Codice Rosso: tutela vittime di violenza domestica e di genere
1. All’articolo 347, comma 3, del codice di procedura penale, dopo le parole: «nell’articolo 407, comma 2, lettera a), numeri da 1) a 6)» sono inserite le seguenti: «, del presente codice, o di uno dei delitti previsti dagli articoli 572, 609-bis, 609-ter, 609-quater, 609-quinquies, 609-octies, 612-bis e 612-ter del codice penale, ovvero dagli articoli 582 e 583-quinquies del codice penale nelle ipotesi aggravate ai sensi degli articoli 576, primo comma, numeri 2, 5 e 5.1, e 577, primo comma, numero 1, e secondo comma, del medesimo codice penale,».
D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private
1. Decorsi ventiquattro mesi dalla costituzione del Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita, i soggetti di cui all'articolo 274-ter possono costituire ed aderire a schemi ulteriori di garanzia, aventi le medesime finalità e caratteristiche del Fondo previste dall'articolo 274-sexies.
2. L'adesione ad uno degli schemi di cui al comma 1 è equivalente a quella prevista dall'articolo 274-ter.
3. Agli schemi di cui al comma 1 si applica il presente capo)).
Art. 274-terdecies D.Lgs. 209/2005 – (Interventi finanziati su base volontaria)
D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private
1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 274-sexies, comma 1, lettera c), e per le stesse finalità ivi indicate, il Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita può effettuare, se previsto dallo statuto e secondo le modalità concordate tra gli aderenti, interventi mediante risorse corrisposte su base volontaria dagli aderenti stessi e senza ricorso alla dotazione finanziaria prevista dall'articolo 274-quater. A tali risorse si applica l'articolo 274-quater, comma 4.
Art. 274-duodecies D.Lgs. 209/2005 – (Esclusione dal Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita)
D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private
1. Gli aderenti possono essere esclusi dal Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita in caso di inadempimento di eccezionale gravità agli obblighi derivanti dall'adesione al Fondo stesso.
2. L'inadempimento è contestato dal Fondo, previo assenso dell'IVASS, concedendo agli aderenti un termine di sei mesi per adempiere. Decorso inutilmente il termine, prorogabile per un periodo non superiore a tre mesi, il Fondo comunica all'impresa o all'intermediario aderente l'esclusione.
3. Nel caso di esclusione di un'impresa, sono protette dal Fondo le prestazioni relative alle obbligazioni assunte fino alla data di ricezione della comunicazione di esclusione da parte dell'impresa aderente. Di tale comunicazione l'impresa di assicurazione esclusa dà tempestiva notizia agli assicurati e agli aventi diritto a prestazioni assicurative, secondo le modalità indicate dall'IVASS.
4. La mancata adesione al Fondo o l'esclusione da esso comporta la revoca dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività assicurativa nei rami vita o, per gli intermediari di cui all'articolo 274-ter, comma 1, la cancellazione dal registro di cui all'articolo 109. Resta ferma la possibilità di disporre la liquidazione coatta amministrativa dell'impresa ai sensi dell'articolo 245.
D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private
1. 1. L'IVASS, avendo riguardo alla tutela degli aventi diritto a prestazioni assicurative e alla capacità del Fondo di eseguire le prestazioni protette: a) approva lo statuto, a condizione che il Fondo stesso presenti caratteristiche adeguate allo svolgimento delle funzioni disciplinate dal presente capo e tali da comportare una ripartizione equilibrata dei rischi di insolvenza sul Fondo; se lo statuto prevede che possano essere attuati gli interventi indicati all'articolo 274-sexies, comma 1, lettera c), verifica che il Fondo sia dotato di procedure e sistemi appropriati per selezionare la tipologia di intervento, darvi esecuzione e monitorarne i rischi; b) vigila sul rispetto di quanto previsto dal presente capo; c) verifica che la tutela offerta dai sistemi di garanzia esteri cui aderiscono le succursali italiane di imprese di assicurazione extracomunitarie autorizzate ad esercitare i rami vita in Italia sia equivalente a quella offerta dal Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita italiano; d) definisce eventuali procedure di coordinamento con le autorità degli Stati interessati in ordine all'adesione delle succursali di imprese di assicurazione extracomunitarie a un Fondo di garanzia italiano e alla loro esclusione dallo stesso; e) informa senza indugio il Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita se rileva che un'impresa aderente presenta criticità tali da poter determinare l'attivazione del Fondo stesso; f) può emanare disposizioni attuative delle norme contenute nel presente capo, anche ai fini di cui all'articolo 274-quater.
2. Il Fondo informa tempestivamente l'IVASS degli atti e degli eventi di maggior rilievo relativi all'esercizio delle proprie funzioni e trasmette, entro il 31 marzo di ogni anno, una relazione dettagliata sull'attività svolta nell'anno precedente e sul piano delle attività predisposto per l'anno in corso.
D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private
1. Il Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita può chiedere ai propri aderenti le informazioni necessarie ai fini dell'esecuzione delle prestazioni protette.
Art. 274-novies D.Lgs. 209/2005 – (Obblighi del Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita)
D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private
1. 1. Il Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita: a) dispone di assetti di governo, di strutture organizzative e di sistemi di controllo adeguati allo svolgimento dell'attività; b) effettua con regolarità, almeno ogni cinque anni, prove di resistenza della propria capacità di effettuare gli interventi di cui all'articolo 274-sexies. A tal fine esso può chiedere informazioni agli aderenti, che sono conservate per il tempo strettamente necessario allo svolgimento delle prove di resistenza; c) redige la corrispondenza con gli aventi diritto alle prestazioni protette nella lingua o nelle lingue utilizzate dall'impresa di assicurazione per le comunicazioni con i contraenti, gli assicurati e i beneficiari o in una delle lingue ufficiali dello Stato in cui è stabilita la succursale che ha emesso la copertura assicurativa a cui si riferisce la prestazione protetta; d) garantisce la riservatezza di notizie, informazioni e dati in suo possesso in ragione della propria attività istituzionale; e) redige il proprio bilancio, soggetto a revisione legale dei conti; f) si dota di un proprio patrimonio al fine di provvedere alle spese del suo funzionamento; g) stabilisce nello statuto le modalità di determinazione della quota associativa versata dagli aderenti per la copertura delle spese di gestione e funzionamento del Fondo stesso.
2. I componenti degli organi del Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita e coloro che prestano la loro attività per essi sono vincolati al segreto professionale in relazione alle notizie, alle informazioni e ai dati indicati al comma 1, lettera d).
3. Ai soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo presso il Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita si applica l'articolo 76.
4. Con riguardo agli atti compiuti per l'esecuzione delle prestazioni protette, la responsabilità del Fondo, dei soggetti che vi svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo e dei loro dipendenti è limitata ai soli casi di dolo o colpa grave.
Minusvalenza = perdita finanziaria: si realizza quando vendi un titolo, un fondo o un ETF a un prezzo inferiore al costo di acquisto. Puoi usarla per ridurre le tasse sulle plusvalenze future.
Riporto fino a quattro anni: se la minusvalenza non viene compensata nell’anno in cui si realizza, puoi riportarla nei quattro periodi d’imposta successivi. Dal quinto anno in poi si perde.
Sezione II del quadro RT: le minusvalenze e plusvalenze su titoli e partecipazioni non qualificate (aliquota 26%) si compensano tra loro nella Sezione II-A. Le eccedenze negative confluiscono nel rigo RT102.
Separazione delle categorie: le minusvalenze di una sezione non possono abbattere le plusvalenze di un’altra sezione in modo libero: le regole di compensazione tra sezioni diverse seguono percentuali precise.
Dove si dichiarano: nel quadro RT del modello Redditi PF 2026 e anche nel quadro T del 730/2026, che ha la stessa struttura (i righi si chiamano T anziché RT). Se hai un intermediario in regime amministrato, la compensazione la fa la banca e il quadro serve solo se vuoi usare minusvalenze certificate.
Cos'è una minusvalenza e perché conviene non ignorarla
Quando vendi un’azione, un ETF o un fondo a un prezzo inferiore a quello che hai pagato, realizzi una perdita finanziaria: si chiama minusvalenza. Dal punto di vista fiscale, questa perdita non è ‘buttata’: puoi usarla per ridurre le tasse che dovresti pagare sulle plusvalenze, cioe’ sui guadagni finanziari futuri.
Il meccanismo si chiama compensazione. Se nell’anno 2025 hai realizzato sia guadagni che perdite vendendo titoli, le due si sottraggono. Paghi le tasse solo sulla differenza positiva. Se le perdite sono più dei guadagni, l’eccedenza non si perde subito: puoi riportarla avanti e usarla nei quattro anni successivi.
Tutto questo però vale solo se le perdite e i guadagni appartengono alla stessa ‘categoria’ fiscale. Il quadro RT del Modello Redditi PF 2026 e’ diviso in piu’ sezioni, ognuna con la propria aliquota e le proprie regole di compensazione. Non puoi liberamente portare una minusvalenza da ETF a ridurre un guadagno da partecipazione qualificata, o viceversa.
Riporto delle minusvalenze nel quadro RT: regole principali
Sezione quadro RT
Aliquota imposta sostitutiva
Anni di riporto
Compensazione tra sezioni
Sezione I-A (plusvalenze fino al 30/06/2014)
20 per cento
Fino al quarto anno successivo
Compensabili con Sezione II per il 76,92%
Sezione II-A (plusvalenze dal 01/07/2014, incluse qualificate dal 2019)
26 per cento
Fino al quarto anno successivo
Compensabili con le plusvalenze della Sezione I-A; non con quelle delle Sezioni III-A e IV-A
Sezione III-A (partecipazioni qualificate fino al 2018)
IRPEF ordinaria su una quota della plusvalenza (40%, 49,72% o 58,14% secondo il periodo di realizzo)
Fino al quarto anno successivo
Non compensabili con le plusvalenze delle Sezioni I-A, IV-A e II-A (se realizzate fino al 31 dicembre 2018)
Sezione V-A (cripto-attività)
26 per cento
Fino al quarto anno successivo
Solo con plusvalenze della stessa sezione
Esempio pratico
Tizio nel 2025 vende azioni italiane e realizza una plusvalenza di 5.000 euro (soggetta al 26%). Nello stesso anno vende fondi comuni con una minusvalenza di 3.000 euro. Entrambi rientrano nella Sezione II-A. La compensazione è 5.000 – 3.000 = 2.000 euro imponibili. L’imposta sostitutiva è il 26 per cento di 2.000 = 520 euro. Se invece avesse avuto solo la minusvalenza di 3.000 euro senza guadagni, avrebbe riportato i 3.000 euro nel rigo RT102 per usarli nei quattro anni successivi.
Documenti necessari
Rendiconto annuale dell’intermediario (banca, SIM) con il dettaglio delle operazioni
Certificazioni di minusvalenze rilasciate dall’intermediario (per il regime amministrato)
Prospetto delle minusvalenze residue dagli anni precedenti (righi RT101-RT105 delle dichiarazioni passate)
Estratti conto e contratti di compravendita per il regime dichiarativo
Modello Redditi PF 2026, Fascicolo 2, quadro RT
Minusvalenza non compensata nell'anno: il riporto nei quattro anni successivi
Scenario. Caio nel 2025 vende azioni realizzando solo una minusvalenza di 4.000 euro, senza alcun guadagno nello stesso anno. Opera in regime dichiarativo.
Come si applica. Caio compila la Sezione II-A del quadro RT. Il risultato (rigo RT52) è negativo per 4.000 euro: lo indica nella colonna 1 del rigo RT52. Poi riporta questi 4.000 euro nel rigo RT102, colonna 5, indicando il periodo d’imposta 2025. Nei prossimi quattro anni (2026, 2027, 2028, 2029) potrà usare questa perdita per abbattere eventuali plusvalenze della stessa categoria. Dal 2030 in poi si perderà.
In pratica
Indicare la minusvalenza nel rigo RT52 colonna 1 (risultato negativo).
Riportarla nel rigo RT102, colonna 5 (minusvalenze anno corrente).
Nelle dichiarazioni dei quattro anni successivi, richiamarla dal rigo RT102 per compensarla.
Compensazione tra minusvalenze di anni precedenti e plusvalenze dell'anno
Scenario. Sempronio ha minusvalenze non compensate per 6.000 euro, realizzate nel 2024 e indicate nel rigo RT102 del modello Redditi 2025 (anno d’imposta 2024). Nel 2025 realizza plusvalenze di 8.000 euro su azioni italiane, sempre in Sezione II-A.
Come si applica. Nel modello Redditi 2026, Sempronio riporta nel rigo RT13 le minusvalenze pregresse di 6.000 euro (dal rigo RT102 del Redditi 2025). Il reddito netto imponibile nella Sezione II-B diventa 8.000 – 6.000 = 2.000 euro. L’imposta sostitutiva al 26 per cento è quindi 520 euro invece di 2.080. Le minusvalenze pregresse vengono così consumate e non servono più riportarle.
In pratica
Recuperare le minusvalenze residue dalla dichiarazione dell’anno precedente (rigo RT102).
Inserirle nel rigo RT13 della dichiarazione corrente.
La compensazione avviene automaticamente nel calcolo della Sezione II-B.
Minusvalenze nel 730: il quadro T
Le istruzioni del 730/2026 hanno un quadro T (Plusvalenze di natura finanziaria) che ricalca il quadro RT del modello Redditi. I righi corrispondono: nella Sezione I-A del Redditi i righi RT1-RT6 diventano T1-T6, nella Sezione II-A i righi RT11-RT16 diventano T11-T16, e le minusvalenze residue si riportano nei righi da T101 a T105 invece che da RT101 a RT105. Le minusvalenze pregresse si recuperano nei righi T3 e T13 (‘Eccedenza minusvalenze anni precedenti’), le minusvalenze certificate dall’intermediario nei righi T4 e T14. Il rigo T3 e il T13 richiamano le minusvalenze dei righi T101-T102 del 730 2025 oppure RT101-RT102 del Redditi 2025: puoi quindi passare dal Redditi al 730, e viceversa, senza perdere il riporto.
Fino a quando si può usare una minusvalenza: tabella per anno
La minusvalenza si può portare in deduzione dalle plusvalenze dei periodi d’imposta successivi, ma non oltre il quarto, e solo se è stata indicata nella dichiarazione relativa all’anno in cui è stata realizzata (art. 68, comma 5, TUIR). Per le minusvalenze di questo genere vale quindi la tabella seguente.
Ultimo anno di utilizzo di una minusvalenza (art. 68, comma 5, TUIR)
Minusvalenza realizzata nel
Ultimo periodo d’imposta in cui si usa
Dichiarazione da presentare
2021
2025
Redditi PF o 730 del 2026
2022
2026
Redditi PF o 730 del 2027
2023
2027
Redditi PF o 730 del 2028
2024
2028
Redditi PF o 730 del 2029
2025
2029
Redditi PF o 730 del 2030
Quindi una minusvalenza del 2022, indicata nella dichiarazione di quell’anno, si può ancora usare con le plusvalenze del 2026, ma non più dal 2027.
ETF e fondi: perché non sempre si compensano
La perdita su quote di fondi e ETF è una minusvalenza: le istruzioni del Redditi PF 2026 la considerano compensabile con le plusvalenze (anche azionarie) secondo l’art. 68 del TUIR. Il guadagno dei fondi e degli ETF armonizzati, invece, rientra tra i proventi della gestione collettiva di patrimoni (art. 44, comma 1, lettera g, TUIR), cioè tra i redditi di capitale. L’art. 68, comma 5, consente di sommare le minusvalenze solo alle plusvalenze e agli altri redditi diversi di natura finanziaria: i redditi di capitale, come dividendi, cedole e proventi dei fondi, non si riducono con le minusvalenze. Per questo la perdita su un ETF si recupera con plusvalenze su azioni o obbligazioni, non con i guadagni di altri fondi armonizzati.
Minusvalenze certificate dalla banca (regime amministrato)
Nel regime amministrato la compensazione la fa l’intermediario. Se hai minusvalenze certificate che vuoi usare nella dichiarazione, le indichi nel rigo RT14 (T14 nel 730) della Sezione II-B, anche se relative ad anni precedenti ma non oltre il quarto. Le minusvalenze certificate dall’intermediario non vanno invece riportate nei righi RT101 e RT102.
Cripto-attività: minusvalenze e riporto
Le plusvalenze da cripto-attività realizzate entro il 31 dicembre 2025 sono tassate al 26% (Sezione V-A). Per le cessioni fino al 31 dicembre 2024 contano solo plusvalenze e minusvalenze oltre la soglia di 2.000 euro nel periodo d’imposta; per quelle dal 1° gennaio 2025 non c’è soglia. Le minusvalenze si riportano nei quattro periodi successivi nel rigo RT105 e si compensano solo con plusvalenze della stessa sezione.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Posso compensare le minusvalenze su ETF con i guadagni su azioni?
La perdita su un ETF è una minusvalenza e si può compensare con le plusvalenze realizzate su azioni, nella stessa sezione del quadro RT (di regola la II-A). Non vale il contrario: il guadagno dei fondi e degli ETF armonizzati è un reddito di capitale e non si riduce con le minusvalenze.
Le minusvalenze scadono dopo quattro anni?
Sì. Se non riesci a compensarle entro i quattro periodi d’imposta successivi a quello in cui le hai realizzate, si perdono definitivamente. È importante dichiararle ogni anno nel quadro RT anche se non ci sono plusvalenze da compensare.
Cosa succede se non ho dichiarato le minusvalenze negli anni scorsi?
Se non hai indicato le minusvalenze nel quadro RT della dichiarazione dell’anno in cui le hai realizzate, non puoi più riportarle. È un requisito formale: la perdita va evidenziata nella dichiarazione relativa all’anno in cui si è verificata.
Posso compensare le minusvalenze su azioni con i dividendi che ricevo?
No. I dividendi (utili da partecipazione) sono redditi di capitale e seguono un regime separato. Le minusvalenze del quadro RT si compensano solo con le plusvalenze (redditi diversi di natura finanziaria) della stessa categoria.
Se uso un intermediario in regime amministrato, devo comunque compilare il quadro RT?
In genere no: l’intermediario gestisce tutto in modo automatico, compreso il riporto delle minusvalenze. Devi compilare il quadro RT solo se operi in regime dichiarativo, cioè se gestisci direttamente le operazioni senza delegare all’intermediario.
Fino a quando posso usare una minusvalenza del 2022?
Fino al quarto periodo d’imposta successivo a quello di realizzo: una minusvalenza del 2022, indicata nella dichiarazione di quell’anno, si può usare fino al 2026. Dal 2027 non è più utilizzabile.
Le minusvalenze si indicano anche nel 730?
Sì. Il 730/2026 ha il quadro T, con la stessa struttura del quadro RT del Redditi PF: i righi T3 e T13 riprendono le minusvalenze degli anni precedenti, il T14 quelle certificate dall’intermediario e i righi da T101 a T105 quelle residue.
I guadagni degli ETF si compensano con le minusvalenze?
In generale no, se si tratta di ETF e fondi armonizzati: il loro guadagno è reddito di capitale (art. 44 TUIR) e l’art. 68 consente di compensare le minusvalenze solo con plusvalenze e altri redditi diversi di natura finanziaria.
Art. 274 ord. giud. – Ammissione di vice pretori onorari all’esame pratico per aggiunto giudiziario
R.D. 30 gennaio 1941, n. 12 – Ordinamento giudiziario
Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.Lgs. 5 aprile 2006, n. 160. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.
Testo previgente
Gli attuali vice pretori onorari nominati in base al regio decreto-legge 6 febbraio 1927, n. 131 , possono essere ammessi per una sola volta al primo esame che avrà luogo per aggiunto giudiziario, su parere favorevole del consiglio giudiziario del distretto di residenza
Art. 20 D.Lgs. 175/2024 – Trattamento economico dei magistrati tributari
Testo vigente – D.Lgs. 14 novembre 2024, n. 175 (Testo unico della giustizia tributaria) (aggiornato da Normattiva)
1. Ai magistrati tributari reclutati per concorso, secondo le modalità di cui all'articolo 5, si applicano le disposizioni in materia di trattamento economico previsto per i magistrati ordinari, in quanto compatibili.
2. Gli stipendi del personale indicato nel comma 1 sono determinati, esclusivamente in base all'anzianità di servizio, nella misura prevista nella tabella D allegata al presente testo unico, con decorrenza dal 1° gennaio 2024, ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 giugno 2024, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 141 del 18 giugno 2024, salva l'attribuzione dell'indennità integrativa speciale.
Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.