Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Indennita di trasferta e rimborsi spese nel 730: cosa e tassabile

    In sintesi

    • Trasferta fuori comune: i rimborsi documentati di vitto, alloggio, viaggio e trasporto per prestazioni fuori dal territorio comunale sono esclusi da tassazione.
    • Cori e bande dilettantistiche: le indennita di trasferta e i rimborsi forfetari percepiti da direttori artistici e collaboratori tecnici sono esenti fino a 10.000 euro complessivi nell’anno.
    • Oltre la soglia esente: i compensi tra 10.000 e 30.658,28 euro subiscono una ritenuta a titolo d’imposta del 23%; la parte eccedente 30.658,28 euro e soggetta a ritenuta a titolo d’acconto del 23%.
    • Rimborsi documentati vs forfetari: il rimborso analitico (con scontrini e ricevute) di spese effettive e trattato in modo piu favorevole rispetto all’indennita forfetaria.
    • Dove si dichiara: le somme che superano la soglia di 10.000 euro vanno indicate nel rigo D4 con il codice 7 del quadro D del modello 730.
    • Certificazione Unica: i dati per la compilazione si ricavano dalla lettera N nel punto 1 ‘Causale’ della Certificazione Unica 2026 rilasciata dal sostituto.

    Come funziona la tassazione delle trasferte

    Quando il tuo datore di lavoro o l’associazione per cui collabori ti rimborsa le spese di spostamento o ti corrisponde un’indennita di trasferta, quella somma potrebbe o meno essere tassata: dipende da come e stata erogata e da quanto hai ricevuto in totale nell’anno.

    Il principio di base e semplice: i rimborsi delle spese effettivamente sostenute (vitto, alloggio, viaggio, trasporto) per attivita svolte fuori dal territorio del tuo Comune non concorrono alla formazione del reddito. Restano cioe fuori dalla dichiarazione. E diverso, invece, il trattamento delle indennita forfetarie, cioe le somme riconosciute a prescindere dalle spese reali.

    Un caso pratico molto comune riguarda chi collabora con cori, bande musicali o filodrammatiche con finalita dilettantistiche come direttore artistico o collaboratore tecnico: per queste figure la legge prevede una soglia esente di 10.000 euro annui, sopra la quale scatta la tassazione con aliquota del 23%. E importante sapere dove indicare queste somme nel modello 730 per non sbagliare la dichiarazione.

    Tassazione indennita trasferta per cori, bande e filodrammatiche dilettantistiche
    Fascia di compenso annuo Trattamento fiscale
    Fino a 10.000 euro Esente: non concorre al reddito, non si dichiara
    Da 10.000,01 a 30.658,28 euro Ritenuta a titolo d'imposta del 23% (imposta definitiva)
    Oltre 30.658,28 euro Ritenuta a titolo d'acconto del 23% (va conguagliata in dichiarazione)
    Rimborsi documentati fuori comune (vitto, alloggio, viaggio) Esclusi dalla tassazione, non si indicano in dichiarazione

    Esempio pratico

    • Tizio e direttore artistico di una banda musicale dilettantistica. Nel 2025 ha ricevuto in totale 14.000 euro tra indennita di trasferta e compensi. I primi 10.000 euro sono esenti. I restanti 4.000 euro (14.000 – 10.000) rientrano nella fascia soggetta a ritenuta a titolo d’imposta del 23%, pari a 920 euro gia trattenuti. Nel 730 Tizio indica nel rigo D4 (codice 7) l’intero importo lordo di 14.000 euro: sara chi presta l’assistenza fiscale a calcolare correttamente la quota esente e quella tassata.

    Documenti necessari

    • Certificazione Unica 2026 rilasciata dall’ente erogante (lettera N nel punto 1 ‘Causale’)
    • Ricevute e fatture delle spese sostenute (vitto, alloggio, trasporto), se si vuole dimostrare il carattere documentato del rimborso
    • Contratto o accordo con l’associazione dilettantistica
    • Registro delle presenze o verbali di prestazione fuori sede

    Collaboratore tecnico di banda: compensi superiori alla soglia esente

    Scenario. Caio suona nella banda comunale del suo paese e svolge anche il ruolo di collaboratore tecnico. Nel 2025 ha ricevuto 22.000 euro complessivi tra indennita di trasferta, premi e compensi per prestazioni in trasferta fuori comune. In piu ha ricevuto 800 euro di rimborso analitico documentato per le spese di trasporto.

    Come si applica. I 22.000 euro di indennita e compensi si suddividono in due fasce: i primi 10.000 euro sono esenti, i successivi 12.000 euro (fino al limite di 30.658,28) sono soggetti a ritenuta a titolo d’imposta del 23%, gia applicata dal sostituto. Gli 800 euro di rimborso documentato sono invece esclusi integralmente dalla tassazione e non devono essere indicati nel 730.

    In pratica

    • Indica nel rigo D4 (codice 7) solo i 22.000 euro di indennita e compensi, al lordo della quota esente.
    • Gli 800 euro di rimborso documentato non vanno nel 730.
    • Controlla che la Certificazione Unica riporti la lettera N con la separazione tra quota esente e quota tassata.

    Collaboratrice che supera anche la seconda soglia

    Scenario. Sempronia dirige un coro con finalita dilettantistiche e nel 2025 ha percepito 35.000 euro complessivi. L’ente erogante ha operato due tipi di ritenuta: a titolo d’imposta sulla fascia 10.000-30.658,28 euro, e a titolo d’acconto sulla parte eccedente.

    Come si applica. I 35.000 euro si distribuiscono su tre fasce. I primi 10.000 euro sono esenti. I successivi 20.658,28 euro sono stati tassati con ritenuta a titolo d’imposta del 23% (imposta definitiva, non serve conguaglio). Gli ultimi 4.341,72 euro (35.000 – 30.658,28) hanno subito ritenuta a titolo d’acconto del 23%, che andra conguagliata nel 730. Sempronia dovra verificare con attenzione i dati della Certificazione Unica per non perdere crediti d’imposta o per non trovarsi con imposte aggiuntive da pagare.

    In pratica

    • Indica nel rigo D4 (codice 7) l’importo totale lordo di 35.000 euro.
    • Riporta le ritenute a titolo d’acconto nella colonna 6 del rigo D4.
    • Le ritenute a titolo d’imposta non generano conguaglio: sono gia definitive.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Come capisco se la mia trasferta e esente o tassabile?

    Se ti rimborsano le spese effettive documentate (con ricevute) per attivita fuori comune, il rimborso e esente. Se ricevi invece un’indennita forfetaria, la tassazione dipende dall’importo totale percepito nell’anno e dalla tua qualifica (dipendente, collaboratore dilettantistico, ecc.).

    Dove trovo i dati della trasferta per compilare il 730?

    Nella Certificazione Unica 2026 che ti rilascia il sostituto d’imposta. Per i compensi di cori, bande e filodrammatiche dilettantistiche cerca la lettera N nel punto 1 ‘Causale’ della sezione lavoro autonomo.

    Fino a che importo i compensi da cori e bande dilettantistiche sono esenti?

    Fino a 10.000 euro complessivi percepiti nell’anno. La parte che supera questa soglia e tassata con aliquota del 23%, prima come ritenuta a titolo d’imposta (fino a 30.658,28 euro totali) e poi come ritenuta a titolo d’acconto sopra tale soglia.

    Devo dichiarare nel 730 i compensi sotto i 10.000 euro?

    In linea generale no, la quota esente non va dichiarata. Tuttavia se nello stesso rigo D4 sono presenti altri redditi con codice 11, i compensi sotto soglia vanno indicati comunque. Controlla le istruzioni specifiche sulla tua Certificazione Unica.

    Le spese di trasporto rimborsate dal datore di lavoro sono sempre esenti?

    I rimborsi analitici documentati per vitto, alloggio, viaggio e trasporto sostenuti per attivita fuori dal territorio comunale sono esclusi dalla tassazione. I rimborsi forfetari, invece, seguono regole diverse a seconda del tipo di rapporto di lavoro e dell’importo complessivo.

    Cosa succede se ricevo indennita di trasferta da piu enti o associazioni?

    I limiti (ad esempio i 10.000 euro esenti per i collaboratori dilettantistici) si applicano al totale complessivo percepito nell’anno da tutti i soggetti eroganti. Se la somma supera la soglia, la parte eccedente va tassata anche se i singoli importi erano sotto limite.

  • Art. 274-septies D.Lgs. 209/2005 – (Prestazioni protette ammissibili)

    Art. 274-septies D.Lgs. 209/2005 – (Prestazioni protette ammissibili)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Il Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita, fatto salvo quanto previsto al comma 3, liquida le prestazioni protette entro l'importo massimo di euro 100.000 per ciascun avente diritto.

    2. 2. Ai fini del calcolo del limite di cui al comma 1: a) le prestazioni protette a cui hanno diritto due o più soggetti come partecipanti di un ente senza personalità giuridica sono trattate come se di spettanza di un unico soggetto; b) se la prestazione protetta deve essere eseguita nei confronti di più soggetti, la quota spettante a ciascuno di essi è considerata nel calcolo; c) si tiene conto della compensazione di eventuali debiti dell'avente diritto alla prestazione protetta nei confronti dell'impresa di assicurazione, se esigibili alla data in cui si producono gli effetti del provvedimento di liquidazione coatta amministrativa, nella misura in cui la compensazione è possibile a norma delle disposizioni di legge o di previsioni contrattuali applicabili.

    3. Il limite di cui al comma 1 non opera con riferimento alle prestazioni protette relative ai contratti di assicurazione sulla vita di cui all'articolo 1, comma 1, lettera ss-bis), numeri 2), 3), 4) e 5).

  • Art. 274-sexies D.Lgs. 209/2005 – (Interventi del Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita)

    Art. 274-sexies D.Lgs. 209/2005 – (Interventi del Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. 1. Il Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita tutela gli aventi diritto alle prestazioni protette nei confronti delle imprese aderenti, ivi incluse quelle che aderiscono ai sensi dell'articolo 274-ter, comma 5. Il Fondo, a tal fine: a) effettua, nei limiti e secondo le modalità indicati negli articoli 274-septies e 274-octies, pagamenti nei casi di liquidazione coatta amministrativa delle imprese di assicurazione aderenti; b) se previsto dallo statuto interviene anche in operazioni di cessione di attività, passività, aziende, rami d'azienda, beni e rapporti giuridici individuabili in blocco di cui all'articolo 257, comma 2, anche attraverso la prestazione di garanzie, se il costo dell'intervento non supera il costo che il Fondo, secondo quanto ragionevolmente prevedibile in base alle informazioni disponibili al momento dell'intervento, dovrebbe sostenere per l'esecuzione delle prestazioni protette; c) se previsto dallo statuto, effettua interventi nei confronti di imprese di assicurazione aderenti per prevenire o superare una situazione di crisi che ne potrebbe determinare l'assoggettamento a liquidazione coatta amministrativa, se il costo degli interventi non supera il costo che il Fondo, secondo quanto ragionevolmente prevedibile in base alle informazioni disponibili al momento dell'intervento, dovrebbe sostenere per l'esecuzione delle prestazioni protette.

    2. 2. Lo statuto del Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita definisce modalità e condizioni degli interventi di cui al comma 1, lettera c), con particolare riguardo a: a) gli impegni che l'impresa di assicurazione beneficiaria dell'intervento deve assumere per rafforzare i propri presidi dei rischi anche al fine di non pregiudicare l'esecuzione delle prestazioni protette; b) la verifica sul rispetto degli impegni assunti dall'impresa di assicurazione ai sensi della lettera a); c) il costo dell'intervento, che non supera il costo che il Fondo, secondo quanto ragionevolmente prevedibile, dovrebbe sostenere per effettuare altri interventi nei casi previsti dalla legge o dallo statuto; d) la sopportazione delle perdite prioritariamente da parte dei partecipanti al capitale dell'impresa di assicurazione in situazione di crisi attuale o prospettica.

    3. L'intervento di cui al comma 1, lettera c), può essere effettuato se l'IVASS ha accertato che gli aderenti al Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita sono in grado di versare i contributi straordinari ai sensi dell'articolo 274-quinquies, comma 4.

    4. 4. Dopo che il Fondo ha effettuato un intervento ai sensi del comma 1, lettera c), gli aderenti forniscono allo stesso senza indugio, se necessario sotto forma di contributi straordinari, risorse pari a quelle utilizzate per l'intervento, se, in alternativa: a) la dotazione finanziaria del Fondo si è ridotta a meno del 50 per cento del livello obiettivo di cui all'articolo 274-quater, comma 1; b) la dotazione finanziaria del Fondo si è ridotta a meno di due terzi del livello obiettivo di cui all'articolo 274-quater, comma 1, ed emerge la necessità di effettuare il pagamento delle prestazioni protette.

    5. Finchè il livello obiettivo di cui all'articolo 274-quater, comma 1, non è raggiunto, le soglie di cui al comma 4 sono riferite all'effettiva dotazione finanziaria disponibile.

  • Plusvalenza cessione azienda: come si tassa nel 730/Redditi

    In sintesi

    • Plusvalenza = corrispettivo di vendita, al netto degli oneri di diretta imputazione (notaio, mediazione), meno il costo fiscalmente riconosciuto dei beni ceduti, avviamento compreso.
    • Azienda posseduta da più di cinque anni: l’imprenditore individuale può chiedere la tassazione separata nel quadro RM della dichiarazione Redditi; se non la chiede, la plusvalenza resta nel reddito d’impresa.
    • Calcolo dell’imposta separata: si applica l’aliquota IRPEF corrispondente alla metà del reddito complessivo netto dei due anni precedenti la cessione; l’imposta definitiva la liquida l’Agenzia delle Entrate.
    • Acconto del 20 per cento: sulla plusvalenza a tassazione separata non soggetta a ritenuta si versa un acconto del 20%, con F24 e codice tributo 4200.
    • Niente 730: chi cede un’azienda dichiara la plusvalenza nel modello Redditi Persone fisiche, non nel 730.

    Cosa si intende per plusvalenza da cessione di azienda

    Quando vendi la tua azienda, o un ramo di essa, e incassi più di quanto l’azienda vale fiscalmente, realizzi una plusvalenza. Il calcolo è la differenza tra il prezzo che ricevi, al netto degli oneri accessori di diretta imputazione (spese notarili, commissioni di mediazione), e il costo non ammortizzato dei beni ceduti (art. 86, comma 2, TUIR). Nella plusvalenza rientra anche il valore di avviamento.

    Il trattamento fiscale dipende da quanto tempo hai avuto l’azienda. Se la possiedi da più di cinque anni puoi chiedere la tassazione separata, che evita di sommare la plusvalenza agli altri redditi dell’anno. Se la possiedi da cinque anni o meno, la plusvalenza entra nel reddito d’impresa (quadri RF o RG) e, se l’azienda è posseduta da almeno tre anni, puoi distribuirla in quote costanti fino a cinque esercizi. Le regole di scelta, compresa la novità 2026 sulla rateazione, sono spiegate nella guida su plusvalenza da cessione d’azienda 2026: rateazione o tassazione separata; qui ci concentriamo su come si dichiara e su un esempio di calcolo.

    Dove si dichiara la plusvalenza da cessione di azienda
    Situazione Regime Dove si dichiara
    Imprenditore individuale, azienda posseduta da più di cinque anni Tassazione separata su richiesta; altrimenti ordinaria Quadro RM, rigo RM2, codice 7 (anno di realizzo in colonna 2)
    Azienda posseduta da cinque anni o meno Tassazione ordinaria IRPEF, con eventuale rateazione se posseduta da almeno tre anni Quadro RF o RG (rateazione nel prospetto del quadro RS)
    Azienda affittata e poi venduta da chi non esercita più l’impresa Reddito diverso; se l’azienda è posseduta da più di cinque anni si applica la tassazione separata, salvo opzione per l’ordinaria (colonna 5 del rigo RM2) Quadro RL, rigo RL8, oppure quadro RM, rigo RM2, codice 7
    Acconto sulla tassazione separata 20 per cento della plusvalenza non soggetta a ritenuta Rigo RM21 e modello F24, codice tributo 4200

    Esempio di calcolo della plusvalenza e dell’imposta separata

    • Tizio possiede la sua impresa individuale dal 2017 e nel 2025 la vende per 300.000 euro. Il costo fiscalmente riconosciuto dei beni aziendali è di 120.000 euro e non ci sono oneri di diretta imputazione. La plusvalenza è 300.000 − 120.000 = 180.000 euro. Poiché possiede l’azienda da più di cinque anni, Tizio chiede la tassazione separata e versa un acconto del 20%: 36.000 euro (codice tributo 4200).

      Per stimare l’imposta definitiva si guarda il reddito complessivo netto del 2023 e del 2024. Ipotizziamo 38.000 e 42.000 euro: la metà della somma è 40.000 euro. Con gli scaglioni IRPEF del 2025 (23% fino a 28.000 euro, 35% da 28.000 a 50.000), l’imposta su 40.000 euro è 6.440 + 4.200 = 10.640 euro, cioè un’aliquota del 26,6%. Applicata alla plusvalenza dà circa 47.880 euro; tolto l’acconto, restano circa 11.880 euro, che l’Agenzia chiede con la liquidazione. È una stima a titolo di esempio: il calcolo definitivo spetta all’Agenzia delle Entrate.

    Documenti necessari

    • Atto notarile di cessione dell’azienda
    • Documentazione del costo fiscalmente riconosciuto dei beni ceduti (inventari, libri contabili)
    • Eventuali perizie di stima
    • Fatture degli oneri di diretta imputazione (notaio, mediazione)
    • Dichiarazioni dei redditi dei due anni precedenti, per stimare l’aliquota
    • Modello F24 per l’acconto del 20 per cento (codice tributo 4200)

    Azienda posseduta da più di cinque anni: come si chiede la tassazione separata

    Scenario. Caio gestisce una ditta individuale aperta nel 2015. Nel 2025 cede l’intera azienda e realizza una plusvalenza di 200.000 euro, già al netto delle spese notarili.

    Come si applica. Per l’imprenditore individuale la tassazione separata non è automatica: Caio la chiede dichiarando la plusvalenza nel quadro RM, rigo RM2, con il codice 7 in colonna 1 e l’anno di realizzo in colonna 2. Versa l’acconto del 20% (40.000 euro) con il codice tributo 4200. L’imposta definitiva è calcolata dall’Agenzia con l’aliquota corrispondente alla metà del reddito complessivo netto del 2023 e del 2024 (art. 21 TUIR). Se Caio preferisce la tassazione ordinaria, non compila il quadro RM e lascia la plusvalenza nel reddito d’impresa.

    In pratica

    • Plusvalenza nel quadro RM, rigo RM2, codice 7.
    • Acconto del 20 per cento con F24, codice tributo 4200.
    • Il modello 730 non si può usare per questi redditi.

    Azienda ceduta entro i cinque anni: tassazione ordinaria

    Scenario. Sempronio apre una piccola officina nel 2022 e la cede nel 2025, realizzando una plusvalenza di 40.000 euro. Non ha maturato i cinque anni di possesso.

    Come si applica. La plusvalenza concorre al reddito d’impresa del 2025 e non è possibile la tassazione separata. Sempronio la riporta nel quadro RF o RG insieme agli altri componenti del reddito d’impresa. Se l’officina è posseduta da almeno tre anni, può scegliere in dichiarazione di distribuirla in quote costanti nell’anno e nei quattro successivi, compilando il prospetto delle plusvalenze nel quadro RS.

    In pratica

    • Cinque anni di possesso o meno: tassazione ordinaria.
    • Possesso di almeno tre anni: rateazione possibile fino a cinque esercizi.
    • Il quadro RM non serve in questo caso.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Vedi anche: Plusvalenza vendita terreni edificabili, Plusvalenze da vendita immobili, Plusvalenza sulla vendita di un immobile entro 5 anni, PEX: quando le plusvalenze su partecipazioni sono quasi esenti, Vendere l’auto usata tra privati e Rateizzazione plusvalenze d’impresa.

  • Art. 274-quinquies D.Lgs. 209/2005 – (Finanziamento del Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita e investimento delle risorse)

    Art. 274-quinquies D.Lgs. 209/2005 – (Finanziamento del Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita e investimento delle risorse)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. 1. Per costituire la dotazione finanziaria del Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita, gli aderenti versano contributi almeno annualmente, per l'ammontare determinato dal Fondo stesso ai sensi del comma 2 e di anno in anno comunicato agli aderenti. I contributi possono assumere la forma di impegni irrevocabili di pagamento ed esigibili nei casi previsti dallo statuto del Fondo se ciò è autorizzato dal Fondo medesimo e nell'ammontare da esso determinato, comunque non superiore: a) al 50 per cento dell'importo totale della dotazione finanziaria del Fondo fino a che la dotazione è inferiore al 75 per cento del livello obiettivo di cui al comma 1 dell'articolo 274-quater; b) al 60 per cento una volta che sia stata raggiunta una dotazione pari al 75 per cento del livello obiettivo di cui al comma 1 dell'articolo 274-quater.

    2. I contributi dovuti dalle imprese aderenti sono proporzionati all'ammontare degli impegni assunti nei confronti degli assicurati e al profilo di rischio delle imprese e rappresentano almeno i quattro quinti della contribuzione annuale degli aderenti. Essi possono essere determinati dal Fondo sulla base dei propri metodi interni di valutazione del rischio. L'IVASS approva i metodi interni. In fase di prima applicazione i contributi dovuti dalle imprese di assicurazione aderenti sono pari allo 0,4 per mille dell'importo delle riserve tecniche dei rami vita calcolate secondo le disposizioni di cui al titolo III, capo II, o secondo un regime di solvibilità ritenuto equivalente conformemente all'ordinamento dell'Unione europea.

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    3. I contributi dovuti dagli intermediari aderenti sono determinati in relazione al volume complessivo dei prodotti vita intermediati e ai ricavi ad essi associati e rappresentano non oltre un quinto della contribuzione annuale. In fase di prima applicazione i contributi dovuti dagli intermediari di cui all'articolo 109, comma 2, lettera d), sono pari allo 0,1 per mille dell'importo delle riserve tecniche vita intermediate e i contributi dovuti dagli intermediari aderenti di cui all'articolo 109, comma 2, lettere a), b) e c), sono pari allo 0,1 per mille della raccolta premi vita intermediata nell'anno precedente.

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    4. Il Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita, se deve procedere al pagamento delle prestazioni protette e la dotazione finanziaria è insufficiente, chiede agli aderenti di integrarla mediante il versamento di contributi straordinari non superiori allo 0,5 per cento delle riserve tecniche dei rami vita per le imprese aderenti e non superiore allo 0,5 per mille delle medesime riserve tecniche per gli intermediari aderenti.

    5. L'IVASS può disporre il differimento, in tutto o in parte, del pagamento dei contributi di cui ai commi 2, 3 e 4 da parte degli aderenti se il pagamento ne metterebbe a repentaglio la liquidità o la solvibilità. Il differimento è accordato per un periodo massimo di dodici mesi ed è rinnovabile su richiesta dell'aderente. I contributi differiti sono in ogni caso versati se l'IVASS accerta che le condizioni per il differimento sono venute meno.

    6. Il Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita assicura di avere accesso a fonti di finanziamento alternative a breve termine per far fronte alle proprie obbligazioni e può ricorrere a finanziamenti aggiuntivi provenienti da fonti ulteriori e in qualsiasi forma prestati.

    7. La dotazione finanziaria è investita in attività a basso rischio e con sufficiente diversificazione.

  • Chi presenta Redditi SC 2026: società di capitali ed enti

    In sintesi

    • SRL e SpA: le società a responsabilità limitata e le società per azioni sono i principali soggetti obbligati al Modello Redditi SC.
    • SApA e cooperative: rientrano nell’obbligo anche le società in accomandita per azioni e le società cooperative.
    • Enti commerciali: gli enti che svolgono un’attivita’ commerciale come attività principale presentano Redditi SC.
    • Società non residenti con attività in Italia: le società ed enti commerciali non residenti dichiarano nel modello SC i redditi prodotti nel territorio dello Stato.
    • Trasmissione solo telematica: il modello si invia esclusivamente per via telematica, direttamente o tramite intermediario abilitato.
    • Periodo d’imposta 2025: il Modello Redditi SC 2026 si riferisce ai redditi prodotti nel periodo d’imposta 2025 (o nella frazione di esercizio chiusa nel 2025).

    Chi deve presentare il Modello Redditi SC

    Il Modello Redditi SC (Società di Capitali) è la dichiarazione dei redditi riservata alle società di capitali, agli enti commerciali e ad alcune categorie equiparate. Non è il modello che compila il singolo socio: è la società in quanto tale a presentarlo, in qualità di contribuente autonomo.

    Sono obbligati al Modello Redditi SC le società a responsabilità limitata (SRL), le società per azioni (SpA), le società in accomandita per azioni (SApA), le società cooperative e le società di mutua assicurazione. Rientrano nell’obbligo anche gli enti pubblici e privati che hanno per oggetto principale o esclusivo l’esercizio di attività commerciali (enti commerciali), residenti nel territorio dello Stato. Questi soggetti sono elencati all’art. 73 del TUIR.

    Le società ed enti commerciali non residenti in Italia – quelli indicati alla lettera d) del comma 1 dell’art. 73 del TUIR – presentano anch’essi il Modello Redditi SC, ma dichiarano soltanto i redditi prodotti nel territorio dello Stato (esclusi quelli esenti o soggetti a ritenuta a titolo definitivo). Il reddito complessivo di questi soggetti è indicato nel quadro RN.

    La trasmissione del modello avviene esclusivamente per via telematica, direttamente dal contribuente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline), oppure tramite un intermediario abilitato (commercialista, CAF imprese, ecc.). La firma del rappresentante legale è obbligatoria: la dichiarazione è nulla se non è sottoscritta.

    Soggetti obbligati al Modello Redditi SC 2026
    Tipo di soggetto Obbligo
    SRL (Società a responsabilità limitata) Sì
    SpA (Società per azioni) Sì
    SApA (Società in accomandita per azioni) Sì
    Società cooperative e di mutua assicurazione Sì
    Enti commerciali residenti (oggetto principale: attività commerciale) Sì
    Società ed enti commerciali non residenti con redditi in Italia Sì (solo redditi prodotti in Italia)

    Esempio pratico

    • Alfa SRL è una società a responsabilità limitata con sede a Milano, esercizio sociale coincidente con l’anno solare (1 gennaio – 31 dicembre 2025). Il suo legale rappresentante firma il Modello Redditi SC 2026 e lo trasmette in via telematica entro il termine di scadenza ordinario. Nel frontespizio indica la data di approvazione del bilancio e i dati della società. Se i ricavi superano 100 milioni di euro, barra anche la casella ‘Soggetti grandi contribuenti’.

    Documenti necessari

    • Visura camerale aggiornata (denominazione, sede legale, codice fiscale e partita IVA)
    • Bilancio d’esercizio approvato (conto economico, stato patrimoniale, nota integrativa)
    • Verbale di assemblea con data di approvazione del bilancio
    • Deleghe F24 per acconto IRES versato nell’anno
    • Eventuale documentazione per regimi speciali (consolidato fiscale, trasparenza, CPB)

    Alfa SRL con esercizio coincidente con l'anno solare

    Scenario. Alfa SRL chiude il bilancio il 31 dicembre 2025. L’assemblea approva il bilancio nei termini di legge. Tizio, in qualità di amministratore unico e legale rappresentante, deve predisporre e inviare la dichiarazione.

    Come si applica. Alfa SRL presenta il Modello Redditi SC 2026 per il periodo d’imposta 2025. Nel frontespizio indica la data di approvazione del bilancio e la propria natura giuridica (SRL). La trasmissione avviene telematicamente entro il termine ordinario, direttamente o tramite il commercialista incaricato. Tizio firma la dichiarazione come rappresentante legale: senza firma la dichiarazione è nulla.

    In pratica

    • L’esercizio coincide con l’anno solare: il modello del 2026 riguarda i redditi del 2025.
    • La firma del legale rappresentante non è una formalità: senza di essa la dichiarazione è invalida.

    Beta SpA con esercizio non coincidente con l'anno solare

    Scenario. Beta SpA ha l’esercizio che va da luglio 2025 a giugno 2026. Caio è il presidente del consiglio di amministrazione.

    Come si applica. Beta SpA presenta il Modello Redditi SC per il periodo d’imposta che si chiude entro il 2026, seguendo i termini calcolati in base alla chiusura dell’esercizio. Nel frontespizio indica la data di approvazione del bilancio relativo all’esercizio luglio 2025-giugno 2026. Se la durata dell’esercizio supera i dodici mesi, occorre prestare attenzione alle istruzioni specifiche per il calcolo dell’acconto IRES premiale.

    In pratica

    • L’esercizio non deve per forza coincidere con l’anno solare: il modello si presenta sempre per la frazione di esercizio chiusa.
    • La data di approvazione del bilancio va indicata espressamente nel frontespizio del modello.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Una SRL unipersonale deve presentare Redditi SC?

    Sì. Anche la SRL con un unico socio è una società di capitali a tutti gli effetti e deve presentare il Modello Redditi SC. Il socio unico non dichiara il reddito della SRL nel proprio 730 o Redditi PF: è la società a pagare l’IRES sul proprio reddito.

    Chi firma il Modello Redditi SC?

    La dichiarazione deve essere sottoscritta dal rappresentante legale della società (tipicamente l’amministratore unico o il presidente del CdA). In caso di più rappresentanti, i dati di uno solo vanno nel frontespizio; gli altri si indicano nel quadro RO. Se la società è sottoposta a revisione legale obbligatoria, anche il revisore o il sindaco deve firmare.

    Il modello va presentato anche se la SRL è in perdita?

    Sì. Anche in caso di perdita fiscale la società è obbligata a presentare il Modello Redditi SC. La perdita va dichiarata nel quadro RF e può essere riportata negli esercizi successivi per compensare redditi futuri.

    Una società cooperativa presenta Redditi SC?

    Sì. Le società cooperative rientrano tra i soggetti IRES obbligati a presentare il Modello Redditi SC. Nel frontespizio dovranno compilare la casella ‘Tipo soggetto’ per indicare se si tratta di cooperative ONLUS o cooperative sociali.

    Cosa succede se la dichiarazione non viene presentata?

    La mancata presentazione e’ una violazione grave. La dichiarazione presentata entro novanta giorni dalla scadenza è tardiva ma valida, con applicazione delle sanzioni. Oltre i novanta giorni si parla di omissione della dichiarazione, con sanzioni più severe. È sempre possibile regolarizzarsi con il ravvedimento operoso.

  • Art. 274-quater D.Lgs. 209/2005 – (Dotazione finanziaria del Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita)

    Art. 274-quater D.Lgs. 209/2005 – (Dotazione finanziaria del Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Il Fondo ha una dotazione finanziaria proporzionata alle proprie passività e comunque pari almeno allo 0,4 per cento dell'importo delle riserve tecniche dei rami vita, calcolate secondo le disposizioni di cui al titolo III, capo II, o secondo un regime di solvibilità ritenuto equivalente conformemente all'ordinamento dell'Unione europea, detenute dalle imprese aderenti al 31 dicembre dell'anno precedente.

    2. In fase di prima applicazione, il livello obiettivo indicato al comma 1 è raggiunto, in modo graduale, a partire dal 1° gennaio 2024 ed entro il 31 dicembre 2035. Il termine può essere prorogato ulteriormente, fino ad un massimo di due anni, con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze.

    3. Se, dopo la data prevista al comma 2, la dotazione finanziaria si riduce al di sotto del livello indicato al comma 1, essa è ripristinata mediante il versamento di contributi periodici. Il ripristino avviene entro tre anni, se la dotazione finanziaria si riduce a meno di due terzi del livello di cui al comma 1.

    4. La dotazione finanziaria costituisce un patrimonio autonomo, distinto a tutti gli effetti dal patrimonio del Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita e da quello di ciascun aderente, nonché da ogni altro fondo eventualmente istituito presso lo stesso Fondo. Delle obbligazioni contratte in relazione agli interventi e ai finanziamenti disciplinati dal presente capo il Fondo risponde esclusivamente con la propria dotazione finanziaria. Salvo quanto previsto dal presente capo, su di essa non sono ammesse azioni dei creditori del Fondo o nell'interesse di quest'ultimo, né quelle dei creditori dei singoli aderenti o degli altri fondi eventualmente istituiti presso lo stesso Fondo.

  • Art. 274-ter D.Lgs. 209/2005 – (Soggetti aderenti e natura del Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita)

    Art. 274-ter D.Lgs. 209/2005 – (Soggetti aderenti e natura del Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Le imprese di assicurazione italiane autorizzate ad esercitare l'attività in uno o più dei rami vita e gli iscritti al registro di cui all'articolo 109, quando l'importo dei premi annui, raccolti o intermediati, nei rami vita è pari o superiore a 50 milioni di euro, aderiscono al Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita.

    2. Le succursali di imprese di assicurazione extracomunitarie autorizzate ad esercitare l'attività in uno o più dei rami vita in Italia aderiscono al Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita italiano salvo che partecipino a un sistema di garanzia assicurativo estero equivalente almeno con riferimento al livello e all'ambito di copertura.

    3. Il Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita ha natura di diritto privato; le risorse finanziarie per il perseguimento delle sue finalità sono fornite dagli aderenti in conformità a quanto previsto dal presente capo.

    4. L'IVASS determina, con regolamento, la pubblicità e le comunicazioni che gli aderenti sono tenuti a effettuare per informare i clienti della garanzia sulle coperture assicurative emesse.

    5. Il Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita può consentire l'adesione ad esso delle succursali di imprese di assicurazione comunitarie che operano in Italia in uno o più dei rami vita o alle imprese comunitarie che operano in Italia in uno o più dei rami vita in regime di libera prestazione di servizi.

  • Art. 274-bis D.Lgs. 209/2005 – (Definizioni)

    Art. 274-bis D.Lgs. 209/2005 – (Definizioni)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. 1. Ai fini del presente capo si intende per: a) "Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita" o "Fondo": organismo associativo istituito fra le imprese di assicurazione e gli intermediari aderenti con lo scopo di intervenire a tutela degli aventi diritto a prestazioni assicurative nei confronti delle imprese aderenti nei casi di cui all'articolo 274-sexies, comma 1; b) "prestazioni protette": diritti di credito spettanti ai contraenti o ai beneficiari di polizze di assicurazione sulla vita a titolo di indennizzo, di restituzione del capitale, di pagamento di una rendita o ad altro titolo; c) "imprese aderenti": le imprese di assicurazione indicate all'articolo 274-ter, commi 1 e 2; d) "intermediari aderenti": gli iscritti al registro di cui all'articolo 109 indicati all'articolo 274-ter, comma 1; e) "aderenti": le imprese di assicurazione aderenti e gli intermediari aderenti.

  • Art. 274 D.Lgs. 209/2005 – Riconoscimento e poteri dei commissari e dei liquidatori

    Art. 274 D.Lgs. 209/2005 – Riconoscimento e poteri dei commissari e dei liquidatori

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. I commissari o i liquidatori, nominati dall'autorità dello Stato membro nel quale ha sede legale l'impresa di assicurazione assoggettata ad un provvedimento di risanamento o ad una procedura di liquidazione, che intendano agire nel territorio della Repubblica, per l'esercizio delle relative funzioni, sono tenuti a documentare la nomina con la presentazione di una copia, conforme all'originale, rilasciata dall'autorità che ha emesso il provvedimento o mediante qualsiasi altra certificazione resa dalla competente autorità dello stesso Stato. Ai medesimi commissari o ai liquidatori può essere richiesta una traduzione nella lingua italiana della documentazione di cui al presente comma.

    2. Possono essere designati, in base alla legge dello Stato membro di origine dell'impresa di assicurazione, persone incaricate di assistere o, all'occorrenza, di rappresentare i commissari o i liquidatori nello svolgimento dei compiti derivanti dal provvedimento di risanamento o della procedura di liquidazione nel territorio della Repubblica con particolare riferimento ai rapporti con i creditori italiani.

    3. Fermo restando quanto disposto dal comma 4, i commissari e i liquidatori esercitano nel territorio della Repubblica gli stessi poteri che hanno il diritto di esercitare nello Stato membro di origine dell'impresa di assicurazione, ma non possono svolgere compiti riservati alla forza pubblica o funzioni attribuite alla magistratura.

    4. I commissari e i liquidatori nominati dall'autorità dello Stato membro di origine dell'impresa di assicurazione sono tenuti, nell'esercizio delle loro funzioni nel territorio della Repubblica, al rispetto della legge italiana in particolare per quanto attiene alle modalità di realizzazione degli attivi e alla disciplina dei rapporti di lavoro subordinato con particolare riguardo all'informazione dei dipendenti. I commissari o i liquidatori nominati dall'autorità dello Stato membro di origine dell'impresa di assicurazione, nonché ogni altro soggetto autorizzato dalle medesime autorità, possono chiedere, fermi restando eventuali specifici obblighi di pubblicità previsti dalla legge italiana, che un provvedimento di risanamento o la decisione di apertura di una procedura di liquidazione sia annotata nei registri immobiliari, nel registro delle imprese o in altro pubblico registro italiano.

  • Interessi passivi e ROL: deducibilità nelle società di capitali

    In sintesi

    • Prima compensazione con interessi attivi: gli interessi passivi sono sempre deducibili fino a concorrenza degli interessi attivi e proventi finanziari dello stesso periodo.
    • Eccedenza: limite del 30% del ROL: la parte di interessi passivi che supera gli interessi attivi è deducibile solo entro il 30% del Risultato Operativo Lordo (ROL) della gestione caratteristica.
    • ROL negativo: se il ROL è negativo, nel rigo RF119 non si indica alcun importo; l’eccedenza di interessi diventa indeducibile nell’anno.
    • Riporto dell’eccedenza indeducibile: gli interessi passivi non dedotti per carenza di ROL si riportano in avanti (art. 96, comma 5 TUIR) e sono deducibili nei periodi successivi.
    • Riporto dell’eccedenza di ROL: se il 30% del ROL supera gli interessi passivi netti da dedurre, la quota eccedente può incrementare il ROL dei cinque periodi d’imposta successivi.
    • Prospetto RF: la determinazione avviene nel prospetto dedicato del quadro RF (righi RF118-RF122) del modello Redditi SC 2026.

    Come funziona la deducibilità degli interessi passivi in una società

    Ogni volta che una società prende a prestito denaro (mutuo bancario, finanziamento soci, obbligazioni) paga degli interessi. Dal punto di vista fiscale, quegli interessi non sono sempre deducibili in modo integrale: esiste un tetto che dipende dal ROL, cioè il Risultato Operativo Lordo della gestione caratteristica.

    Il meccanismo si articola in due fasi. Prima si verifica se gli interessi passivi trovano capienza negli interessi attivi: in quel caso sono deducibili senza problemi. Sulla parte eccedente scatta invece il confronto con il 30% del ROL. Se gli interessi netti (passivi meno attivi) restano sotto quella soglia, si deducono tutti; se la superano, la parte in eccesso è indeducibile nell’anno ma non va perduta.

    L’eccedenza indeducibile si ‘mette da parte’ e puo’ essere dedotta negli anni successivi, quando il ROL sara’ sufficiente ad assorbirla. Allo stesso modo, se in un anno il 30% del ROL e’ piu’ alto di quanto serve per coprire gli interessi, la quota eccedente di ROL si porta avanti per i cinque periodi successivi.

    Schema di deducibilità degli interessi passivi (art. 96 TUIR)
    Fase Regola Effetto
    1 – Compensazione con interessi attivi Interessi passivi <= interessi attivi Deducibili per intero
    2 – Confronto con il 30% del ROL Eccedenza netta <= 30% del ROL Deducibili per intero
    3 – Eccedenza indeducibile Eccedenza netta > 30% del ROL Indeducibile nell'anno; riportabile in avanti (art. 96, c. 5 TUIR)
    4 – ROL eccedente non utilizzato 30% ROL > interessi passivi netti Riportabile per i 5 periodi d'imposta successivi

    Esempio pratico

    • Alfa SRL ha interessi passivi per 200.000 euro e interessi attivi per 30.000 euro: l’eccedenza netta è 170.000 euro. Il ROL dell’esercizio è 400.000 euro: il 30% è 120.000 euro. Poiché 170.000 euro superano 120.000 euro, Alfa SRL può dedurre solo 120.000 euro. I restanti 50.000 euro (170.000 – 120.000) sono indeducibili nell’anno e vanno indicati nel rigo RF121 come eccedenza riportabile agli esercizi successivi; l’importo indeducibile di periodo va riportato in aumento nel rigo RF15.

    Documenti necessari

    • Modello Redditi SC 2026, quadro RF, prospetto righi RF118-RF122
    • Conto economico civilistico (lettere A e B art. 2425 c.c.) per il calcolo del ROL
    • Contratti di finanziamento che generano gli interessi passivi
    • Estratti conto bancari e attestazioni di interessi attivi
    • Dichiarazioni degli anni precedenti con eccedenze di interessi passivi o di ROL riportate

    Beta SpA: ROL sufficiente a coprire tutta l'eccedenza

    Scenario. Beta SpA ha interessi passivi per 150.000 euro e interessi attivi per 20.000 euro. L’eccedenza netta è 130.000 euro. Il ROL è 600.000 euro: il 30% è 180.000 euro.

    Come si applica. Poiché 130.000 euro (eccedenza netta) è inferiore a 180.000 euro (30% del ROL), Beta SpA deduce tutti gli interessi passivi senza limitazioni. Il ROL eccedente non utilizzato è 50.000 euro (180.000 – 130.000): questa quota può essere riportata in avanti e utilizzata per dedurre interessi passivi nei cinque periodi successivi, se necessario.

    In pratica

    • Interessi passivi netti: 130.000 euro
    • 30% del ROL: 180.000 euro
    • Interessi dedotti: 130.000 euro (tutti)
    • ROL eccedente riportabile ai 5 anni successivi: 50.000 euro

    Alfa SRL: ROL insufficiente, si accumula un'eccedenza

    Scenario. Alfa SRL ha interessi passivi per 300.000 euro e interessi attivi per 10.000 euro. L’eccedenza netta è 290.000 euro. Il ROL è 500.000 euro: il 30% è 150.000 euro.

    Come si applica. Alfa SRL può dedurre al massimo 150.000 euro (30% del ROL). I restanti 140.000 euro (290.000 – 150.000) sono indeducibili nel periodo e transitano nel rigo RF121 come eccedenza riportabile. L’importo indeducibile viene indicato anche come variazione in aumento nel rigo RF15. Dal 2026 in poi, Alfa SRL potrà recuperare questa eccedenza non appena il 30% del ROL superi nuovamente i propri interessi passivi netti.

    In pratica

    • Eccedenza netta interessi: 290.000 euro
    • 30% del ROL: 150.000 euro (limite di deduzione)
    • Interessi dedotti: 150.000 euro
    • Eccedenza indeducibile da riportare: 140.000 euro (rigo RF121)

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Cos'è il ROL e come si calcola?

    Il ROL (Risultato Operativo Lordo) è la differenza tra il valore della produzione (lettera A del conto economico ex art. 2425 c.c.) e i costi della produzione (lettera B), escludendo le voci relative ad ammortamenti e svalutazioni (n. 10 lettere a e b) e i canoni di locazione finanziaria di beni strumentali. Per le società che usano i principi contabili internazionali IAS/IFRS si assumono le voci di conto economico corrispondenti.

    Gli interessi passivi eccedenti si perdono se non usati?

    No. Le istruzioni confermano che le eccedenze di interessi passivi indeducibili si riportano in avanti senza limitazioni temporali (art. 96, comma 5 TUIR) e si deducono negli anni successivi non appena vi sia capienza nel limite del 30% del ROL.

    Il ROL eccedente non usato si può riportare?

    Sì. Se in un anno il 30% del ROL supera l’importo degli interessi passivi netti da dedurre, la quota eccedente di ROL può essere portata ad incremento del ROL dei cinque periodi d’imposta successivi. Attenzione: se nello stesso anno esistono interessi passivi netti indeducibili, non è possibile riportare il ROL eccedente.

    Quale rigo del modello Redditi SC accoglie l'eccedenza indeducibile?

    L’eccedenza di interessi passivi indeducibili rispetto al 30% del ROL va indicata nel rigo RF121 del quadro RF. L’importo indeducibile del periodo deve essere riportato anche come variazione in aumento nel rigo RF15, colonna 1.

    Ci sono categorie di società escluse da questa disciplina?

    Sì. Le istruzioni precisano che il prospetto RF118-RF122 non deve essere compilato dagli intermediari finanziari, dalle imprese di assicurazione e dalle società capogruppo di gruppi assicurativi: per questi soggetti valgono regole specifiche previste dall’art. 96, comma 13 TUIR e dalla legge n. 199 del 2025.

    Gli interessi di mora sono trattati allo stesso modo?

    No. Gli interessi di mora non ancora corrisposti sono indeducibili ai sensi dell’art. 109, comma 7 TUIR, a prescindere dalla disciplina del ROL. Vanno indicati nel rigo RF15, colonna 2, tra gli altri interessi passivi indeducibili.

  • Affitto di azienda o ramo: come si tassa il canone nel 2026

    In sintesi

    • Reddito diverso, non d’impresa: il canone percepito da chi ha affittato l’unica azienda o tutte le aziende possedute va dichiarato come reddito diverso nel quadro RL, rigo RL9.
    • Differenza fondamentale dall’immobile: affittare un’azienda (bene produttivo organizzato) produce una categoria di reddito diversa rispetto alla semplice locazione di un fabbricato.
    • Deduzione delle spese: dal canone lordo si possono dedurre le spese specificamente inerenti alla produzione di quel reddito (art. 71 TUIR).
    • Plusvalenza sulla successiva vendita: se dopo aver affittato l’azienda la cedi a titolo oneroso, il provento va indicato nel rigo RL8 del quadro RL.
    • Imposta ordinaria IRPEF: il reddito netto confluisce nel reddito complessivo e viene tassato con le aliquote IRPEF progressive ordinarie, senza cedolare secca.

    Affitto d'azienda: di che reddito si tratta?

    Quando un imprenditore smette di gestire direttamente la propria azienda e la concede in affitto a un terzo, continua a percepire un canone periodico. Questo canone non si confonde con un semplice affitto di immobile: l’azienda è un complesso organizzato di beni, e il suo affitto genera un reddito con regole proprie.

    Secondo le istruzioni del Modello Redditi PF 2026 (Fascicolo 2), i proventi derivanti dall’affitto e dalla concessione in usufrutto dell’unica o di tutte le aziende possedute vanno dichiarati nel rigo RL9 del quadro RL, nella sezione dedicata ai redditi diversi.

    Se invece cedi successivamente l’azienda che avevi affittato, il provento da cessione va nel rigo RL8. Due operazioni diverse, due righi diversi: vale la pena distinguerli con attenzione per evitare errori in dichiarazione.

    Il reddito netto del rigo RL9, sommato agli altri redditi IRPEF, confluisce nel quadro RN e viene tassato con le aliquote progressive ordinarie. Non esiste per l’affitto d’azienda un regime di cedolare secca o di imposta sostitutiva.

    Affitto d'azienda vs locazione di immobile: differenze fiscali
    Elemento Affitto d'azienda Locazione immobile
    Categoria di reddito Reddito diverso (art. 67 TUIR) Reddito dei fabbricati (quadro RB)
    Quadro dichiarativo Quadro RL, rigo RL9 Quadro RB
    Cedolare secca applicabile? No Si (abitativo e commerciale agevolato)
    Tassazione IRPEF ordinaria progressiva IRPEF ordinaria o cedolare
    Cessione successiva Rigo RL8 (plusvalenza) Plusvalenza in quadro RT/RL

    Esempio pratico

    • Tizio ha affittato il suo negozio di abbigliamento (con attrezzature, clientela e marchio) a Caio per un canone annuo di 18.000 euro. Nel 2025 ha sostenuto spese inerenti di 2.000 euro. Nel quadro RL, rigo RL9, Tizio indicherà il canone lordo e dedurrà le spese inerenti: il reddito netto di 16.000 euro confluisce nel quadro RN e viene tassato con le aliquote IRPEF ordinarie. Se Tizio avesse affittato solo il capannone (senza attrezzature né avviamento), il reddito sarebbe andato nel quadro RB come reddito fondiario.

    Documenti necessari

    • Contratto di affitto d’azienda registrato
    • Ricevute o quietanze del canone percepito nel 2025
    • Documentazione delle spese inerenti deducibili
    • Eventuale perizia di stima dell’azienda o del ramo
    • Comunicazione alla Camera di Commercio (cessazione esercizio diretto)

    Caso 1 – Imprenditore che affitta l'unica azienda

    Scenario. Tizio, titolare di un’officina meccanica, decide di non gestirla più personalmente e la affitta tutta a Sempronio per 24.000 euro annui. Non ha altre attività d’impresa.

    Come si applica. Poiché Tizio affitta l’unica azienda e non esercita più attività d’impresa, il canone non è reddito d’impresa ma reddito diverso. Va indicato nel rigo RL9 del quadro RL del Modello Redditi PF 2026. Dal canone lordo si deducono le sole spese specificamente inerenti. Il netto si somma agli altri redditi e sconta IRPEF ordinaria.

    In pratica

    • Compila il rigo RL9 con il canone lordo annuo percepito nel 2025.
    • Indica nella colonna delle spese solo i costi direttamente connessi all’affitto dell’azienda.
    • Il reddito netto confluisce nel quadro RN per la tassazione IRPEF ordinaria.

    Caso 2 – Cessione dell'azienda già affittata

    Scenario. Caio aveva affittato la sua azienda di ristorazione tre anni fa. Nel 2025 decide di cederla definitivamente a un terzo, realizzando un corrispettivo superiore al costo non ammortizzato.

    Come si applica. La vendita successiva dell’azienda già affittata genera una plusvalenza da indicare nel rigo RL8 del quadro RL, separato dal canone del rigo RL9. Nella colonna 1 del rigo RL8 va indicato il corrispettivo percepito; nella colonna 2 il costo non ammortizzato. La differenza positiva è reddito tassabile con le aliquote IRPEF ordinarie, salvo l’eventuale opzione per la tassazione separata se l’azienda era posseduta da più di cinque anni.

    In pratica

    • Distingui il canone d’affitto (rigo RL9) dalla plusvalenza da cessione (rigo RL8): sono due voci separate.
    • Se l’azienda era in tuo possesso da oltre cinque anni, puoi optare per la tassazione separata nel quadro RM.
    • Conserva il contratto di cessione e la documentazione del costo fiscale dell’azienda.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Il canone di affitto d'azienda può usufruire della cedolare secca?

    No. La cedolare secca si applica solo alle locazioni di immobili ad uso abitativo (e in alcuni casi commerciali). L’affitto d’azienda genera un reddito diverso soggetto all’IRPEF ordinaria progressiva.

    Come si calcola il reddito da dichiarare nel rigo RL9?

    Si parte dal canone lordo percepito nel 2025 e si deducono le spese specificamente inerenti alla produzione di quel reddito. Il risultato netto è quello da riportare nel quadro RN.

    Cosa succede se affitto solo un ramo d'azienda?

    L’affitto di un ramo d’azienda è trattato analogamente all’affitto dell’intera azienda. Il canone costituisce reddito diverso e va dichiarato nel quadro RL, rigo RL9.

    Devo versare contributi INPS sul canone di affitto d'azienda?

    In linea generale no, perché si tratta di reddito diverso e non di reddito d’impresa. Tuttavia, se l’attività ha carattere continuativo e organizzato, è opportuno verificare la propria posizione previdenziale con un consulente.

    Se ricevo il canone in ritardo e lo incasso nel 2026 per il 2025, quando lo dichiaro?

    I redditi diversi si dichiarano per cassa, cioè nell’anno in cui vengono effettivamente percepiti. Se il canone è incassato nel 2026, andrà nella dichiarazione per il periodo d’imposta 2026.

    Posso dedurre le spese dell'immobile in cui è situata l'azienda affittata?

    Solo se tali spese sono specificatamente inerenti alla produzione del canone. Le spese generali o non documentate non sono deducibili.

    Vedi anche: Affitto d’azienda, Affitto d’azienda, Imposta di registro sull’affitto, Cedolare secca o IRPEF sull’affitto, Affitto terreni a giovani coltivatori e Bonus affitto giovani under 31.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.