Autore: Andrea Marton

  • Articolo 19 Codice di Procedura Civile: Foro generale delle persone giuridiche e delle associazioni non riconosciute

    Articolo 19 Codice di Procedura Civile: Foro generale delle persone giuridiche e delle associazioni non riconosciute

    Art. 19 c.p.c. – Foro generale delle persone giuridiche e delle associazioni non riconosciute

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Salvo che la legge disponga altrimenti, qualora sia convenuta una persona giuridica, è competente il giudice del luogo dove essa ha sede. È competente altresì il giudice del luogo dove la persona giuridica ha uno stabilimento e un rappresentante autorizzato a stare in giudizio per l’oggetto della domanda.

    Ai fini della competenza, le società non aventi personalità giuridica, le associazioni non riconosciute e i comitati di cui agli articoli 36 e seguenti del codice civile hanno sede dove svolgono attività in modo continuativo.

  • Articolo 18 Codice di Procedura Civile: Foro generale delle persone fisiche

    Articolo 18 Codice di Procedura Civile: Foro generale delle persone fisiche

    Art. 18 c.p.c. – Foro generale delle persone fisiche

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Salvo che la legge disponga altrimenti, è competente il giudice del luogo in cui il convenuto ha la residenza o il domicilio, e, se questi sono sconosciuti, quello del luogo in cui il convenuto ha la dimora.

    Se il convenuto non ha residenza, né domicilio, né dimora nella Repubblica o se la dimora è sconosciuta, è competente il giudice del luogo in cui risiede l’attore.

  • Articolo 17 Codice di Procedura Civile: Cause relative all’esecuzione forzata

    Articolo 17 Codice di Procedura Civile: Cause relative all’esecuzione forzata

    Art. 17 c.p.c. – Cause relative all’esecuzione forzata

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Il valore delle cause di opposizione all’esecuzione forzata si determina dal credito per cui si procede; quello delle cause relative alle opposizioni proposte da terzi a norma dell’articolo 619, dal valore dei beni controversi; quello delle cause relative a controversie sorte in sede di distribuzione, dal valore del maggiore dei crediti contestati.

  • Articolo 16 Codice di Procedura Civile: [Abrogato]

    Articolo 16 Codice di Procedura Civile: [Abrogato]

    Art. 16 c.p.c. – [Abrogato]

    Articolo abrogato.

  • Articolo 15-bis Codice di Procedura Civile: Esecuzione forzata

    Articolo 15-bis Codice di Procedura Civile: Esecuzione forzata

    Art. 15-bis c.p.c. – Esecuzione forzata

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Per l’espropriazione forzata di cose mobili è competente il giudice di pace.

    Per l’espropriazione forzata di cose immobili e di crediti è competente il tribunale.

    Se cose mobili sono soggette all’espropriazione forzata insieme con l’immobile nel quale si trovano, per l’espropriazione è competente il tribunale anche relativamente ad esse.

    Per la consegna e il rilascio di cose nonché per l’esecuzione forzata degli obblighi di fare e di non fare è competente il tribunale.

    Articolo che verrà introdotto secondo l’art. 27 comma 1a, numero 2, D.L. 13 luglio 2017, n. 116 che entrerà in vigore il 31 ottobre 2021.

  • Articolo 15 Codice di Procedura Civile – Cause relative a beni immobili

    Articolo 15 Codice di Procedura Civile – Cause relative a beni immobili

    Art. 15 c.p.c. – Cause relative a beni immobili

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Il valore delle cause relative a beni immobili è determinato moltiplicando il reddito dominicale del terreno e la rendita catastale del fabbricato alla data della proposizione della domanda: per duecento per le cause relative alla proprietà; per cento per le cause relative all’usufrutto, all’uso, all’abitazione, alla nuda proprietà e al diritto dell’enfiteuta; per cinquanta con riferimento al fondo servente per le cause relative alle servitù.

    Il valore delle cause per il regolamento di confini si desume dal valore della parte di proprietà controversa, se questa è determinata; altrimenti il giudice lo determina a norma del comma seguente.

    Se per l’immobile all’atto della proposizione della domanda non risulta il reddito dominicale o la rendita catastale, il giudice determina il valore della causa secondo quanto emerge dagli atti, se questi non offrono elementi per la stima, ritiene la causa di valore indeterminabile.

    Articolo così sostituito dalla L. 30 luglio 1984, n. 399.

  • Articolo 14 Codice di Procedura Civile Cause relative a somme di danaro e a beni mobili

    Articolo 14 Codice di Procedura Civile Cause relative a somme di danaro e a beni mobili

    Art. 14 c.p.c. – Cause relative a somme di danaro e a beni mobili

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Nelle cause relative a somme di danaro o a beni mobili, il valore si determina in base alla somma indicata o al valore dichiarato dall’attore; in mancanza di indicazione o dichiarazione, la causa si presume di competenza del giudice adito.

    Il convenuto può contestare, ma soltanto nella prima difesa, il valore come sopra dichiarato o presunto; in tal caso il giudice decide, ai soli fini della competenza, in base a quello che risulta dagli atti e senza apposita istruzione.

    Se il convenuto non contesta il valore dichiarato o presunto, questo rimane fissato, anche agli effetti del merito, nei limiti della competenza del giudice adito.

  • Articolo 13 Codice di Procedura Civile: Cause relative a prestazioni alimentari e a rendite

    Articolo 13 Codice di Procedura Civile: Cause relative a prestazioni alimentari e a rendite

    Art. 13 c.p.c. – Cause relative a prestazioni alimentari e a rendite

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Nelle cause per prestazioni alimentari periodiche, se il titolo è controverso, il valore si determina in base all’ammontare delle somme dovute per due anni.

    Nelle cause relative a rendite perpetue, se il titolo è controverso, il valore si determina cumulando venti annualità; nelle cause relative a rendite temporanee o vitalizie, cumulando le annualità domandate fino a un massimo di dieci.

    Le regole del comma precedente si applicano anche per determinare il valore delle cause relative al diritto del concedente.

  • Articolo 12 Codice di Procedura Civile: Cause relative a rapporti obbligatori, a locazioni e a divisioni

    Articolo 12 Codice di Procedura Civile: Cause relative a rapporti obbligatori, a locazioni e a divisioni

    Art. 12 c.p.c. – Cause relative a rapporti obbligatori, a locazioni e a divisioni

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Il valore delle cause relative all’esistenza, alla validità o alla risoluzione di un rapporto giuridico obbligatorio si determina in base a quella parte del rapporto che è in contestazione.

    [abrogato] Nelle cause per finita locazione d’immobili il valore si determina in base all’ammontare del fitto o della pigione per un anno, ma se sorge controversia sulla continuazione della locazione, il valore si determina cumulando i fitti o le pigioni relativi al periodo controverso [1].

    Il valore delle cause per divisione si determina da quello della massa attiva da dividersi.

    [1] Comma abrogato dall’art. 89, L. 26 novembre 1990, n. 353.

  • Articolo 11 Codice di Procedura Civile: Cause relative a quote di obbligazione tra più parti

    Articolo 11 Codice di Procedura Civile: Cause relative a quote di obbligazione tra più parti

    Art. 11 c.p.c. – Cause relative a quote di obbligazione tra più parti

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Se è chiesto da più persone o contro più persone l’adempimento per quote di un’obbligazione, il valore della causa si determina dall’intera obbligazione.