In sintesi
- Bollo applicato dalla banca: per i prodotti finanziari detenuti tramite intermediari italiani (banche, SIM, SGR), l’imposta di bollo viene applicata direttamente dall’intermediario: il risparmiatore non deve indicarla nella dichiarazione dei redditi.
- Prodotti esteri senza intermediario italiano: chi detiene prodotti finanziari all’estero senza un intermediario residente deve compilare il Quadro RW (Modello Redditi) o il Quadro W (730) e versare l’IVAFE.
- IVAFE 0,20%: l’imposta sul valore delle attività finanziarie estere (IVAFE) è pari allo 0,20% per i prodotti finanziari diversi da conti correnti e libretti di risparmio.
- Misura fissa per i conti correnti esteri: per i conti correnti e i libretti di risparmio detenuti all’estero l’IVAFE è dovuta in misura fissa pari a 34,20 euro, rapportata a quota e periodo di possesso.
- Cripto-attività: l’imposta sul valore delle cripto-attività detenute è calcolata nella stessa misura prevista per l’imposta di bollo, pari al 2 per mille.
Come funziona l'imposta di bollo sui prodotti finanziari
Ogni anno, chi possiede un conto titoli, un dossier titoli o altri prodotti finanziari si vede addebitare dalla banca o dall’intermediario una somma a titolo di imposta di bollo. Si tratta di un prelievo che lo Stato applica sul valore dei prodotti finanziari detenuti. La buona notizia per la maggior parte dei risparmiatori è che quando si tratta di prodotti italiani gestiti da una banca o da un intermediario residente in Italia, non è necessario fare nulla in dichiarazione: l’imposta viene trattenuta e versata direttamente dall’intermediario.
Il quadro si complica se si detengono prodotti finanziari all’estero senza passare per un intermediario italiano. In questo caso il risparmiatore deve dichiarare queste attività e versare in proprio l’IVAFE (Imposta sul valore delle attività finanziarie possedute all’estero). Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per il Modello Redditi PF 2026 e per il Modello 730/2026 disciplinano questo adempimento nel Quadro RW (Redditi) e nel Quadro W (730).
Anche chi detiene cripto-attività deve tenere conto di una misura analoga: le istruzioni AdE precisano che l’imposta sul valore delle cripto-attività si applica ‘nella medesima misura (prevista per l’imposta di bollo) del 2 per mille’. Questo significa che il legislatore ha allineato il trattamento delle cripto-attività a quello dei prodotti finanziari tradizionali, almeno sotto il profilo patrimoniale.
In sintesi: per i prodotti italiani gestiti da un intermediario residente non devi fare nulla in dichiarazione. Per i prodotti esteri senza intermediario italiano, compili il Quadro RW o W e calcoli l’IVAFE. Per le cripto-attività, segui le regole specifiche del Quadro RW (Modello Redditi) o W (730).
| Tipo di prodotto | Misura | Chi versa | Dichiarazione |
|---|---|---|---|
| Conto titoli / dossier italiano (banca residente) | Imposta di bollo (misura stabilita dalla legge) | Intermediario italiano | Non serve: già versata dall'intermediario |
| Prodotti finanziari esteri (non c/c) senza intermediario IT | IVAFE 0,20% (0,40% se paesi a fiscalità privilegiata) | Il contribuente tramite F24 | Quadro RW (Redditi) o Quadro W (730) |
| Conti correnti e libretti di risparmio esteri | IVAFE fissa 34,20 euro (rapportata a quota e periodo) | Il contribuente tramite F24 | Quadro RW (Redditi) o Quadro W (730) |
| Cripto-attività | 2 per mille (stessa misura del bollo) | Il contribuente tramite F24 (codice 1727) | Quadro RW (Redditi) o Quadro W (730) |
Esempio pratico
-
Tizio ha un conto titoli presso una banca italiana e un conto di investimento presso un intermediario estero non residente in Italia. Per il conto titoli italiano, la banca addebita direttamente l’imposta di bollo: Tizio non deve fare nulla in dichiarazione. Per il conto estero, invece, Tizio deve compilare il Quadro RW del Modello Redditi PF 2026 (o il Quadro W del 730, se usa quel modello), indicare il valore del conto al 31 dicembre 2025 e calcolare l’IVAFE. Se il prodotto non è un conto corrente ma un portafoglio titoli, l’IVAFE è pari allo 0,20% del valore. Se invece fosse detenuto in un paese a fiscalità privilegiata, l’aliquota salirebbe allo 0,40%.
Documenti necessari
- Estratto conto o rendiconto annuale del conto titoli o dossier (rilasciato dalla banca o intermediario italiano)
- Documentazione del valore al 31 dicembre 2025 dei prodotti finanziari detenuti all’estero
- Estratto conto del conto corrente estero con valore medio di giacenza
- Documentazione attestante il Paese estero in cui i prodotti sono detenuti
- Eventuale documentazione di imposta patrimoniale pagata all’estero (per il calcolo del credito d’imposta)
Prodotti finanziari detenuti tramite banca italiana: nessun adempimento
Scenario. Caio ha un conto corrente e un dossier titoli presso la sua banca italiana. Ogni anno la banca gli addebita una somma come imposta di bollo sul dossier. Caio si chiede se deve dichiarare qualcosa.
Come si applica. Quando i prodotti finanziari o patrimoniali sono affidati in gestione o in amministrazione a intermediari residenti in Italia, e i flussi finanziari e i redditi derivanti sono stati assoggettati a ritenuta o imposta sostitutiva dagli intermediari stessi, il titolare non deve compilare il Quadro RW o W. L’imposta di bollo viene applicata e versata direttamente dalla banca. Caio non deve inserire nulla in dichiarazione per questi prodotti, fatta salva l’eventuale dichiarazione dei redditi prodotti (dividendi, interessi, plusvalenze) se soggetti a ritenuta d’acconto.
In pratica
- Se la banca italiana gestisce il dossier titoli, l’imposta di bollo è applicata e versata dall’intermediario.
- Non occorre compilare il Quadro RW o W per i prodotti affidati a intermediari italiani.
- Controlla l’estratto conto per verificare l’addebito annuale dell’imposta di bollo.
Prodotti finanziari detenuti all'estero: IVAFE da calcolare e versare
Scenario. Sempronia detiene un portafoglio di ETF presso un broker estero, senza alcun intermediario italiano che intervenga nella gestione. Il valore del portafoglio al 31 dicembre 2025 era di 50.000 euro. Deve dichiarare qualcosa?
Come si applica. Sì. Sempronia deve compilare il Quadro RW del Modello Redditi PF 2026 (o il Quadro W del 730 se quel modello è utilizzabile). Il portafoglio estero va indicato con il valore iniziale e finale del periodo, la quota di possesso e il Paese di detenzione. L’IVAFE è pari allo 0,20% del valore al 31 dicembre 2025, salvo che il broker sia in un paese a fiscalità privilegiata, nel qual caso si applica lo 0,40%. L’imposta va versata con modello F24 (codice tributo 4043) entro i termini dell’IRPEF. Se Sempronia ha pagato un’imposta patrimoniale analoga all’estero, può detrarre quella somma fino a concorrenza dell’IVAFE dovuta.
In pratica
- Compilare il Quadro RW (Redditi) o W (730) con i dati dei prodotti finanziari esteri.
- Calcolare l’IVAFE: 0,20% del valore finale (0,40% se il paese è a fiscalità privilegiata).
- Versare l’IVAFE con F24 entro i termini dell’IRPEF (codice tributo 4043).
- Se si è pagata un’imposta patrimoniale all’estero, portarla in detrazione fino a concorrenza.
Quando rivolgersi a un professionista
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