In sintesi
- Cos’è l’esterometro: la comunicazione obbligatoria delle operazioni con soggetti non stabiliti in Italia, effettuata tramite il Sistema di Interscambio.
- Formato fattura elettronica: i dati si trasmettono con lo stesso formato XML usato per la fatturazione elettronica, ma con codici specifici.
- Codice TD17: si usa per gli acquisti di servizi dall’estero (reverse charge su servizi da fornitori UE e non UE).
- Codice TD18: si usa per gli acquisti intracomunitari di beni da fornitori UE.
- Codice TD19: si usa per gli acquisti di beni da soggetti non residenti già presenti in Italia (es. beni in magazzino doganale).
- Obbligo per i soggetti IVA: sono obbligati tutti i soggetti passivi IVA stabiliti in Italia, salvo esoneri specifici.
Che cos'è l'esterometro e a cosa serve
L’esterometro è lo strumento con cui le imprese e i professionisti italiani comunicano all’Agenzia delle Entrate le operazioni effettuate con soggetti non stabiliti in Italia. In altre parole, ogni volta che compri qualcosa da un fornitore estero (sia UE che extra-UE) o vendi a un cliente estero che non riceve fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio, devi comunicarlo attraverso questo canale.
Dal 2022, la comunicazione non avviene più con un file separato a cadenza trimestrale, ma si integra direttamente nel flusso della fatturazione elettronica: si invia un file XML in formato analogo alla fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SDI). Questo significa che se sei già attrezzato per la fatturazione elettronica, non hai bisogno di strumenti aggiuntivi. Devi solo usare i codici tipo documento giusti.
I tre codici principali da conoscere sono TD17 (per gli acquisti di servizi dall’estero), TD18 (per gli acquisti intracomunitari di beni) e TD19 (per gli acquisti di beni da non residenti già presenti nel territorio italiano). Per le vendite verso l’estero, se emetti fattura elettronica tramite SDI, l’esterometro è già assolto automaticamente con il normale invio della fattura al codice destinatario XXXXXXX.
| Codice | Operazione | Quando si usa |
|---|---|---|
| TD17 | Acquisto di servizi dall'estero | Reverse charge su servizi ricevuti da fornitori UE o extra-UE non stabiliti in Italia |
| TD18 | Acquisto intracomunitario di beni | Acquisto di beni da fornitore UE con integrazione dell'IVA italiana |
| TD19 | Acquisto di beni da non residente in Italia | Beni già presenti in Italia acquistati da soggetto non stabilito (es. deposito doganale) |
| Fattura ordinaria | Cessioni e prestazioni verso l'estero | Se si usa SDI con codice destinatario XXXXXXX, l'esterometro è assolto automaticamente |
Esempio pratico
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Alfa Srl riceve tre tipi di operazioni in un mese: (1) una fattura da un consulente tedesco per servizi di marketing (10.000 euro) – invia TD17 con IVA integrata al 22%; (2) una fattura da un fornitore francese per acquisto di componenti (25.000 euro) – invia TD18 con IVA integrata al 22%; (3) una fattura da un soggetto svizzero per merce già stoccata in un deposito doganale italiano (5.000 euro) – invia TD19. In tutti e tre i casi il file XML va trasmesso al Sistema di Interscambio entro il quindicesimo giorno del mese successivo a quello di ricezione del documento.
Documenti necessari
- Fattura o documento ricevuto dal fornitore estero (UE o extra-UE)
- File XML in formato fattura elettronica con il codice tipo documento corretto (TD17/TD18/TD19)
- Ricevuta di accettazione del Sistema di Interscambio
- Registrazione nei registri IVA dell’IVA integrata a debito e a credito
- Documentazione del contratto o dell’ordine che prova la natura dell’operazione (servizio o bene)
Caso 1 – Tizio acquista servizi di consulenza da un professionista britannico
Scenario. Tizio è un commercialista con partita IVA italiana. Affida a un consulente britannico (non stabilito in Italia, senza partita IVA italiana) un’analisi di mercato per 5.000 euro. Riceve una fattura senza IVA italiana.
Come si applica. Si tratta di un acquisto di servizi da un soggetto non stabilito in Italia: l’operazione rientra nell’esterometro con codice TD17. Tizio integra la fattura con l’IVA italiana al 22% (1.100 euro) e la registra sia a debito sia a credito. Poi invia il file XML con codice TD17 al Sistema di Interscambio entro il quindicesimo giorno del mese successivo. Poiché ha piena detrazione, il saldo IVA dell’operazione è neutro.
In pratica
- Il TD17 vale sia per i fornitori di servizi UE sia per quelli extra-UE (come il fornitore britannico post-Brexit): il criterio è che siano ‘non stabiliti in Italia’.
- Non dimenticare il termine del quindicesimo giorno del mese successivo per l’invio del file al SDI.
Caso 2 – Alfa Srl vende a un cliente americano e deve gestire l'esterometro
Scenario. Alfa Srl esporta prodotti negli USA fatturando 80.000 euro a un cliente americano. Emette la fattura tramite il proprio gestionale con codice destinatario XXXXXXX e la invia al Sistema di Interscambio.
Come si applica. Per le operazioni attive verso l’estero (cessioni e prestazioni verso soggetti non stabiliti in Italia), l’esterometro si considera assolto automaticamente se la fattura è emessa tramite il Sistema di Interscambio usando il codice destinatario XXXXXXX. Alfa Srl non deve fare nulla di aggiuntivo: il file XML inviato al SDI funge già da comunicazione. L’operazione è non imponibile come esportazione (art. 8 DPR 633/72) e va indicata nel quadro VE della dichiarazione IVA.
In pratica
- Per le vendite verso l’estero basta emettere la fattura elettronica tramite SDI con codice XXXXXXX: l’esterometro è automaticamente soddisfatto.
- Per gli acquisti dall’estero invece occorre sempre creare e inviare un file TD17, TD18 o TD19 specifico, perché il fornitore estero non usa il SDI italiano.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.