Autore: Andrea Marton

  • Articolo 85 Codice di Procedura Civile: Revoca e rinuncia alla procura

    Articolo 85 Codice di Procedura Civile: Revoca e rinuncia alla procura

    Art. 85 c.p.c. – Revoca e rinuncia alla procura

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    La procura può essere sempre revocata e il difensore può sempre rinunciarvi, ma la revoca e la rinuncia non hanno effetto nei confronti dell’altra parte finché non sia avvenuta la sostituzione del difensore.

  • Articolo 84 Codice di Procedura Civile: Poteri del difensore

    Articolo 84 Codice di Procedura Civile: Poteri del difensore

    Art. 84 c.p.c. – Poteri del difensore

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Quando la parte sta in giudizio col ministero del difensore, questi può compiere e ricevere, nell’interesse della parte stessa, tutti gli atti del processo che dalla legge non sono ad essa espressamente riservati.

    In ogni caso non può compiere atti che importano disposizione del diritto in contesa, se non ne ha ricevuto espressamente il potere.

  • Articolo 83 Codice di Procedura Civile: Procura alle liti

    Articolo 83 Codice di Procedura Civile: Procura alle liti

    Art. 83 c.p.c. – Procura alle liti

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Quando la parte sta in giudizio col ministero di un difensore, questi deve essere munito di procura.

    La procura alle liti può essere generale o speciale, e deve essere conferita con atto pubblico o scrittura privata autenticata.

    La procura speciale può essere anche apposta in calce o a margine della citazione, del ricorso, del controricorso, della comparsa di risposta o d’intervento, del precetto o della domanda d’intervento nell’esecuzione, ovvero della memoria di nomina del nuovo difensore, in aggiunta o in sostituzione del difensore originariamente designato. In tali casi l’autografia della sottoscrizione della parte deve essere certificata dal difensore. La procura si considera apposta in calce anche se rilasciata su foglio separato che sia però congiunto materialmente all’atto cui si riferisce, o su documento informatico separato sottoscritto con firma digitale e congiunto all’atto cui si riferisce mediante strumenti informatici, individuati con apposito decreto del Ministero della giustizia. Se la procura alle liti è stata conferita su supporto cartaceo, il difensore che si costituisce attraverso strumenti telematici ne trasmette la copia informatica autenticata con firma digitale, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici e trasmessi in via telematica [1].

    La procura speciale si presume conferita soltanto per un determinato grado del processo, quando nell’atto non è espressa volontà diversa.

    La procura si considera apposta in calce anche se rilasciata su foglio separato che sia però congiunto materialmente all’atto cui si riferisce.

    Articolo così modificato dall’art. 1, L. 27 maggio 1997, n. 141.

    [1] Comma così modificato dall’art. 45, comma 9, L. 18 giugno 2009, n. 69.

  • Articolo 82 Codice di Procedura Civile: Patrocinio

    Articolo 82 Codice di Procedura Civile: Patrocinio

    Art. 82 c.p.c. – Patrocinio

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Davanti al giudice di pace le parti possono stare in giudizio personalmente nelle cause il cui valore non eccede € 1.100 [1].

    Negli altri casi, le parti non possono stare in giudizio se non col ministero o con l’assistenza di un difensore. Il giudice di pace tuttavia, in considerazione della natura ed entità della causa, con decreto emesso anche su istanza verbale della parte, può autorizzarla a stare in giudizio di persona.

    Salvi i casi in cui la legge dispone altrimenti, davanti [2] al tribunale e alla corte d’appello le parti debbono stare in giudizio col ministero di un procuratore legalmente esercente; e davanti alla Corte di cassazione col ministero di un avvocato iscritto nell’apposito albo.

    Articolo così sostituito dall’art. 20, L. 21 novembre 1991, n. 374.

    [1] Le parole «€ 516,46» sono state così sostituite dal D.L. 22 dicembre 2011, n. 212, convertito con L. 17 febbraio 2012, n. 10.

    [2] Le parole «al pretore, » sono state soppresse dal D.L. 19 febbraio 1998, n. 51.

  • Articolo 81 Codice di Procedura Civile: Sostituzione processuale

    Articolo 81 Codice di Procedura Civile: Sostituzione processuale

    Art. 81 c.p.c. – Sostituzione processuale

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Fuori dei casi espressamente previsti dalla legge, nessuno può far valere nel processo in nome proprio un diritto altrui.

  • Articolo 80 Codice di Procedura Civile: Provvedimento di nomina del curatore speciale

    Articolo 80 Codice di Procedura Civile: Provvedimento di nomina del curatore speciale

    Art. 80 c.p.c. – Provvedimento di nomina del curatore speciale

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    L’istanza per la nomina del curatore speciale si propone al conciliatore [1] o al presidente dell’ufficio giudiziario davanti al quale s’intende proporre la causa.

    Il giudice, assunte le opportune informazioni e sentite possibilmente le persone interessate, provvede con decreto. Questo è comunicato al pubblico ministero affinché provochi, quando occorre, i provvedimenti per la costituzione della normale rappresentanza o assistenza dell’incapace, della persona giuridica o dell’associazione non riconosciuta.

    [1] Le parole «, al pretore» sono state soppresse dal D.L. 19 febbraio 1998, n. 51.

  • Articolo 79 Codice di Procedura Civile: Istanza di nomina del curatore speciale

    Articolo 79 Codice di Procedura Civile: Istanza di nomina del curatore speciale

    Art. 79 c.p.c. – Istanza di nomina del curatore speciale

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    La nomina del curatore speciale di cui all’articolo precedente può essere in ogni caso chiesta dal pubblico ministero. Può essere chiesta anche dalla persona che deve essere rappresentata o assistita, sebbene incapace, nonché dai suoi prossimi congiunti e, in caso di conflitto di interessi, dal rappresentante.

    Può essere inoltre chiesta da qualunque altra parte in causa che vi abbia interesse.

  • Articolo 77 Codice di Procedura Civile: Rappresentanza del procuratore e dell’institore

    Articolo 77 Codice di Procedura Civile: Rappresentanza del procuratore e dell’institore

    Art. 77 c.p.c. – Rappresentanza del procuratore e dell’institore

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Il procuratore generale e quello preposto a determinati affari non possono stare in giudizio per il preponente, quando questo potere non è stato loro conferito espressamente, per iscritto, tranne che per gli atti urgenti e per le misure cautelari.

    Tale potere si presume conferito al procuratore generale di chi non ha residenza o domicilio nella Repubblica e all’institore.

  • Articolo 76 Codice di Procedura Civile: [Abrogato]

    Articolo 76 Codice di Procedura Civile: [Abrogato]

    Art. 76 c.p.c. – [Abrogato]

    Articolo abrogato.

  • Articolo 75 Codice di Procedura Civile: Capacità processuale

    Articolo 75 Codice di Procedura Civile: Capacità processuale

    Art. 75 c.p.c. – Capacità processuale

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Sono capaci di stare in giudizio le persone che hanno il libero esercizio dei diritti che vi si fanno valere.

    Le persone che non hanno il libero esercizio dei diritti non possono stare in giudizio se non rappresentate, assistite o autorizzate secondo le norme che regolano la loro capacità.

    Le persone giuridiche stanno in giudizio per mezzo di chi le rappresenta a norma della legge o dello statuto.

    Le associazioni e i comitati, che non sono persone giuridiche, stanno in giudizio per mezzo delle persone indicate negli artt. 36 ss. del codice civile.

    La Corte costituzionale, con sentenza n. 220 del 16 ottobre 1986, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente articolo nella parte in cui non prevede, ove emerga una situazione di scomparsa del convenuto, la interruzione del processo e la segnalazione, ad opera del giudice, del caso al pubblico ministero perché promuova la nomina di un curatore, nei cui confronti debba l’attore riassumere il giudizio.