Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Domande frequenti
  4. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Art. 76 c.p.c. – Famiglia Reale

Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

Al Re Imperatore, alla Regina Imperatrice e ai Principi della Casa Reale è sostituito in giudizio il Ministro della Real Casa.

Perché questa pagina esiste. Su Normattiva l’articolo non risulta abrogato e il testo è ancora quello del codice di rito del 1940. Si riferisce però a organi della monarchia, cessata con il referendum istituzionale del 2 giugno 1946: non ha oggi alcuna applicazione.

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In sintesi

  • L'art. 76 c.p.c. disciplinava originariamente la rappresentanza processuale delle persone incapaci, stabilendo chi potesse stare in giudizio in loro nome.
  • La norma si inseriva nel sistema tradizionale di protezione degli incapaci, fondato su interdizione e inabilitazione.
  • È stato abrogato dalla L. 9 gennaio 2004, n. 6, che ha introdotto nel nostro ordinamento l'istituto dell'amministrazione di sostegno.
  • La riforma del 2004 ha ridisegnato l'intera disciplina della capacità processuale degli incapaci, superando il rigido sistema previgente.
  • Le regole sulla legittimazione processuale degli incapaci trovano oggi collocazione sistematica nelle disposizioni generali del codice e nella normativa speciale sull'amministrazione di sostegno.
Indice dei contenuti

Art. 76 c.p.c. abrogato dalla L. 9 gennaio 2004, n. 6: disciplinava la rappresentanza processuale degli incapaci, ora regolata dall'amministrazione di sostegno.

Ratio della norma

L'art. 76 c.p.c., nella sua formulazione originaria, rispondeva all'esigenza di garantire la tutela processuale delle persone prive in tutto o in parte della capacità di agire. Il legislatore del 1942 aveva costruito un sistema rigido, imperniato sulle figure dell'interdetto e dell'inabilitato, che necessitavano di rappresentanza o assistenza nel compimento degli atti processuali. La norma si preoccupava di individuare il soggetto legittimato a stare in giudizio in nome e per conto dell'incapace, assicurando così la corretta instaurazione del contraddittorio e la validità degli atti compiuti.

Analisi del testo

Il testo originario dell'articolo si collocava nel quadro sistematico delle disposizioni sulla capacità processuale (artt. 75 ss. c.p.c.), raccordandosi con le norme sostanziali del codice civile in materia di interdizione e inabilitazione. In linea generale, la disposizione rifletteva il principio per cui la capacità processuale segue la capacità di agire: chi è privo di quest'ultima non può compiere personalmente atti processuali, ma deve essere rappresentato dal tutore (per l'interdetto) o assistito dal curatore (per l'inabilitato). Con la L. 9 gennaio 2004, n. 6, il legislatore ha abrogato la norma nell'ambito di una revisione organica che ha introdotto l'amministrazione di sostegno (art. 404 ss. c.c.), istituto più flessibile e rispettoso della persona.

Quando si applica

L'articolo non è più in vigore e non trova pertanto applicazione diretta in alcun procedimento. Per le controversie che coinvolgono persone con limitata o assente capacità di agire, occorre fare riferimento al quadro normativo attuale: l'art. 75 c.p.c. per la capacità processuale in generale, e le disposizioni del codice civile sull'amministrazione di sostegno (artt. 404-413 c.c.), sull'interdizione (artt. 414-432 c.c.) e sull'inabilitazione (artt. 415-432 c.c.) per i profili sostanziali che si riverberano sul processo. In via transitoria, le situazioni di interdizione e inabilitazione già pronunciate prima della riforma del 2004 continuano tipicamente a essere disciplinate dalle norme previgenti fino alla loro eventuale revisione.

Connessioni con altre norme

Il riferimento normativo sistematico va oggi agli artt. 75 e 77 c.p.c., che disciplinano rispettivamente la capacità processuale e la rappresentanza nel processo. Sul piano sostanziale, il raccordo è con gli artt. 404-413 c.c. (amministrazione di sostegno), introdotti dalla L. 6/2004, nonché con gli artt. 414 ss. c.c. in materia di interdizione e inabilitazione, istituti che conservano una residuale rilevanza per i casi di totale infermità mentale. Rileva inoltre l'art. 78 c.p.c., che prevede la nomina di un curatore speciale per le ipotesi in cui il rappresentante legale manchi o sia in conflitto di interessi con l'incapace.

Domande frequenti

Cosa disciplinava originariamente l'art. 76 c.p.c.?

L'art. 76 c.p.c. riguardava la rappresentanza processuale delle persone incapaci, stabilendo le modalità con cui un soggetto privo della capacità di agire poteva partecipare validamente a un giudizio civile, attraverso il proprio rappresentante legale.

Perché l'art. 76 c.p.c. è stato abrogato?

La norma è stata abrogata dalla L. 9 gennaio 2004, n. 6, che ha introdotto l'istituto dell'amministrazione di sostegno. La riforma ha ridisegnato in modo organico la protezione delle persone vulnerabili, rendendo superflua la previgente disposizione processuale.

Quale legge ha abrogato l'art. 76 c.p.c.?

L'abrogazione è avvenuta per effetto della L. 9 gennaio 2004, n. 6, intitolata "Introduzione nel libro primo del codice civile del titolo XII, dell'amministrazione di sostegno", entrata in vigore il 19 marzo 2004.

Quale norma ha sostituito l'art. 76 c.p.c. per gli incapaci?

La disciplina processuale degli incapaci è oggi ricavabile dall'art. 75 c.p.c. in combinato disposto con le norme del codice civile sull'amministrazione di sostegno (artt. 404-413 c.c.) e, residualmente, con quelle sull'interdizione e inabilitazione.

L'abrogazione dell'art. 76 c.p.c. ha effetti sulle procedure già in corso al momento della riforma?

In linea generale, le situazioni di incapacità già accertate prima della riforma del 2004 restano soggette alla disciplina previgente fino a una loro eventuale revisione giudiziale; per i nuovi procedimenti, l'orientamento prevalente è di applicare il quadro normativo introdotto dalla L. 6/2004.

Ultimo aggiornamento redazionale: 9 maggio 2026
Fonti consultate: 1 fonte verificate
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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