Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Comma 333 LB26: incremento del finanziamento del fabbisogno sanitario

    Comma 333 LB26: incremento del finanziamento del fabbisogno sanitario

    Comma 333 Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) – Fondi Coperture Finanziarie

    In vigore dal: In vigore dal 1° gennaio 2026.

    Testo coordinato (art. 1, L. 199/2025)

    333. Il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato è incrementato di 2.382,2 milioni di euro per l’anno 2026, 2.631 milioni di euro per l’anno 2027 e 2.633,1 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2028, anche per le finalità di cui ai commi da 334 a 409.

  • Comma 281 LB26: comitato esperti finanza economia sociale presso MEF

    Comma 281 LB26: comitato esperti finanza economia sociale presso MEF

    Comma 281 Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) – Fondi Coperture Finanziarie

    In vigore dal: In vigore dal 1° gennaio 2026.

    ⚠️ Norma in attesa di decreto attuativo. Decreto del Ministro dell’economia e delle finanze per la nomina dei componenti, la durata in carica e il compenso entro il limite di 300.000 euro annui. Questa pagina sarà aggiornata quando il decreto verrà pubblicato.

    Testo coordinato (art. 1, L. 199/2025)

    281. Al fine di tenere conto delle previsioni della raccomandazione del Consiglio del 27 novembre 2023 (C/2023 /1344), per i profili di studio e ricerca in materia di finanza degli enti dell’economia sociale al fine di rafforzare la dimensione inclusiva, sostenibile e sociale della politica tributaria e fiscale nazionale, è istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze un comitato di esperti con funzioni consultive, i cui membri sono nominati, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, tra i rappresentanti degli enti di rappresentanza dei diversi soggetti operanti nell’ambito dell’economia sociale, di cui uno individuato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Con il medesimo decreto sono definiti la durata e il compenso nel limite di spesa complessivo di 300.000 euro annui. Per l’attuazione del presente comma è autorizzata la spesa di 300.000 euro annui a decorrere dall’anno 2026.

  • Comma 228 LB 2026: incremento Fondo politiche pari opportunità

    Comma 228 LB 2026: incremento Fondo politiche pari opportunità

    Comma 228 Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) – Fondi Coperture Finanziarie

    In vigore dal: In vigore dal 1° gennaio 2026.

    Testo coordinato (art. 1, L. 199/2025)

    228. Per le finalità di cui agli articoli 5, comma 2, lettera d), e 5-bis del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93 , convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119 , la dotazione del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità, di cui all’ articolo 19, comma 3, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223 , convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248 , è incrementata di 10 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026.

  • Art. 29 T.U.IVA: Elenchi dei clienti e dei fornitori

    Art. 29 T.U.IVA: Elenchi dei clienti e dei fornitori

    Art. 29 T.U.IVA – Elenchi dei clienti e dei fornitori.

    In vigore dal 30/12/1993 al 10/06/1994 con effetto dal 01/01/1981

    Modificato da: Decreto-legge del 30/12/1993 n. 557 Articolo 3

    Soppresso dal 10/06/1994 da: Decreto-legge del 10/06/1994 n. 357 Articolo 6

    Nota:Per gli effetti vedasi l’art. 3 del DPR n. 24/79. Per gli effetti vedasi art. 3 DL 557/93 e successive modificazioni.”Entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale deve essere compilato, in conformità al modello approvato con decreto del Ministro
    delle Finanze, l’elenco dei clienti dal quale devono risultare la ditta,
    denominazione o ragione sociale, il numero di partita I.V.A., il domicilio o
    la residenza, la sede, nonché l’ubicazione della stabile organizzazione
    nello Stato per i non residenti, dei contribuenti nei cui confronti sono
    state emesse fatture registrate per l’anno precedente. Nell’elenco devono
    essere indicati per ciascun cliente, distintamente in base all’anno
    risultante dalla data delle anzidette fatture, l’ammontare complessivo delle
    imposte addebitate e quello dei corrispettivi risultanti dalle fatture
    relative alle operazioni imponibili nonché l’ammontare dei corrispettivi
    risultanti dalle fatture relative alle operazioni non imponibili o esenti di
    cui al sesto comma dell’art. 21. Ai fini della compilazione dell’elenco i
    soggetti che acquistano beni o servizi nell’esercizio di imprese, di arti o
    professioni devono comunicare gli elementi necessari al soggetto obbligato
    ad emettere la fattura.
    Ai fini del precedente comma si tiene conto delle fatture emesse per le
    operazioni di cui all’art. 22 e registrate ai sensi dell’art. 24, tranne
    quelle indicate ai nn. 2) e 5) dell’art. 22. Non si tiene invece conto: 1)
    delle fatture emesse nei confronti di non residenti relative alle operazioni
    di cui alle lettere a) e b) dell’art. 8, dell’art. 9 e dell’art. 38-quater
    nonché delle fatture relative a cessioni intracomunitarie; 2) delle fatture
    annotate ai sensi del quarto comma dell’art. 23 e di quelle di importo non
    superiore a lire cinquantamila, annotate ai sensi dell’art. 24; 3) delle
    fatture emesse dalle agenzie di viaggio e turismo.
    Entro il termine di cui al primo comma deve essere inoltre compilato, in
    conformità al modello approvato con decreto del Ministro delle Finanze,
    l’elenco dei fornitori nel quale devono essere indicati, in base alle
    risultanze delle fatture ricevute e delle bollette doganali, la ditta, la
    denominazione o ragione sociale, il numero di partita I.V.A., il domicilio o
    la residenza, la sede, nonché l’ubicazione della stabile organizzazione
    nello Stato per i non residenti, dei contribuenti che hanno ceduto beni o
    prestato servizi. Per ciascuno di essi devono essere specificati,
    distintamente in base all’anno risultante dalla data delle fatture: il
    numero complessivo delle fatture ricevute e registrate nell’anno precedente,
    comprese quelle relative alle operazioni non imponibili o esenti di cui al
    sesto comma dell’art. 21 ed escluse quelle annotate ai sensi del quarto
    comma dell’art. 25; l’ammontare complessivo delle operazioni imponibili e
    l’ammontare complessivo delle imposte addebitate; l’ammontare imponibile
    degli acquisti effettuati senza applicazione dell’imposta e, distintamente,
    quello degli acquisti fatti ai sensi del secondo comma dell’art. 8. L’elenco
    deve inoltre recare l’indicazione del numero complessivo delle bollette
    doganali registrate nell’anno precedente, del valore complessivo imponibile
    dei beni importati e delle relative imposte.
    Le imprese indicate nel secondo comma dell’art. 22, che emettano le fatture
    in relazione ai servizi prestati, possono essere tuttavia dispensate, con
    decreto del Ministro delle Finanze, dalla compilazione dell’elenco dei
    clienti.
    I contribuenti che hanno effettuato operazioni non soggette all’imposta a
    norma delle lettere c), g) e h) del terzo comma dell’art. 2, delle lettere
    a), e) e g) del quarto comma dell’art. 3, e dell’ultimo comma dell’art. 4
    devono elencarle in allegato alla dichiarazione, con i dati richiesti nel
    modello di cui al primo comma dell’art. 28.
    Con apposito decreto emanato entro venti giorni dalla scadenza del termine
    per la presentazione della dichiarazione annuale il Ministro delle Finanze
    può disporre, anche limitatamente a determinate categorie di contribuenti,
    che gli elenchi di cui al primo e al terzo comma siano presentati, entro il
    il 31 maggio dello stesso anno, al competente ufficio dell’imposta sul valore
    aggiunto; con lo stesso decreto può essere disposta anche la presentazione di
    uno o più degli elenchi di cui al decreto del Ministro delle finanze del 21
    ottobre 1992, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 251 del 24 ottobre 1992.
    In tal caso i contribuenti che si avvalgono direttamente o tramite terzi di
    centri di elaborazione dati dotati di supporti magnetici in luogo
    dell’allegazione degli elenchi, devono produrre, secondo modalità e
    termini stabiliti nel decreto stesso, i supporti magnetici contenenti i dati
    che avrebbero essere indicati negli elenchi.”

  • Comma 144 LB 2026: aliquota rivalutazione partecipazioni al 21%

    Comma 144 LB 2026: aliquota rivalutazione partecipazioni al 21%

    Comma 144 Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) – Fondi Coperture Finanziarie

    In vigore dal: In vigore dal 1° gennaio 2026.

    Testo coordinato (art. 1, L. 199/2025)

    144. All’ articolo 5, comma 2, della legge 28 dicembre 2001, n. 448 , le parole: «al 18 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «al 21 per cento».

  • Comma 1 LB 2026: saldo netto da finanziare e ricorso al mercato

    Comma 1 LB 2026: saldo netto da finanziare e ricorso al mercato

    Comma 1 Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) – Fondi Coperture Finanziarie

    In vigore dal: In vigore dal 1° gennaio 2026.

    Testo coordinato (art. 1, L. 199/2025)

    1. I livelli massimi del saldo netto da finanziare e del ricorso al mercato finanziario, in termini di competenza e di cassa, di cui all’ articolo 21, comma 1-ter, lettera a), della legge 31 dicembre 2009, n. 196 , per gli anni 2026, 2027 e 2028, sono indicati nell’allegato I annesso alla presente legge. I livelli del ricorso al mercato si intendono al netto delle operazioni effettuate al fine di rimborsare prima della scadenza o di ristrutturare passività preesistenti con ammortamento a carico dello Stato.

  • Comma 933 LB26: collegamento del biometano alla rete del gas naturale

    Comma 933 LB26: collegamento del biometano alla rete del gas naturale

    Comma 933 Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) – Infrastrutture Trasporti

    In vigore dal: In vigore dal 1° gennaio 2026.

    Testo coordinato (art. 1, L. 199/2025)

    933. L’ articolo 20 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28 , è sostituito dal seguente: «Art. 20. – (Collegamento degli impianti di produzione di biometano alla rete del gas naturale) – 1. Le imprese che svolgono attività di trasporto e distribuzione di gas naturale sono tenute ad allacciare alla propria rete sia gli impianti di produzione di biometano realizzati ex novo sia quelli risultanti dalla riqualificazione di preesistenti impianti di produzione di biogas, secondo le regole stabilite dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambienti (ARERA). 2. Entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, l’ARERA aggiorna la propria regolazione relativamente alle condizioni tecniche ed economiche per l’erogazione del servizio di connessione di impianti di produzione di biometano alle reti del gas naturale i cui gestori hanno obbligo di connessione di terzi ai sensi del comma 1. 3. Gli atti di regolazione di cui al comma 2, nel rispetto delle esigenze di sicurezza fisica e di funzionamento del sistema di trasporto e distribuzione di gas: a) stabiliscono le caratteristiche chimiche e fisiche minime del biometano, con particolare riguardo alla qualità, l’odorizzazione e la pressione del gas, necessarie per l’immissione nelle reti; b) prevedono la realizzazione, anche congiunta fra diversi operatori se ritenuto maggiormente efficiente sotto il profilo tecnico ovvero economico, dei necessari interventi di potenziamento della rete gas esistente per una maggiore integrazione tra le reti di trasporto e di distribuzione, tramite l’impiego di tecnologie per il superamento degli attuali limiti infrastrutturali di accettabilità del biometano nelle reti per favorire un ampio utilizzo del biometano; a tal fine, l’allacciamento non discriminatorio alla rete degli impianti di produzione di biometano di cui al comma 1 dovrà risultare coerente con criteri di fattibilità tecnici ed economici ed essere compatibile con le norme tecniche e le esigenze di sicurezza, fermo restando che i costi associati allo sviluppo e all’adeguamento della rete esistente restano a carico degli operatori di rete; c) definiscono le modalità di ripartizione dei costi, tra tutti i produttori che ne beneficiano, delle opere di connessione degli impianti di produzione di biometano alla rete gas; le modalità di ripartizione, basate su criteri oggettivi, trasparenti e non discriminatori, tengono conto dei benefici che i produttori già connessi e quelli collegatisi successivamente traggono dalle connessioni; d) stabiliscono, ai fini del perseguimento degli obiettivi legati alla transizione energetica individuati dal Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (PNIEC), che una quota pari al 70 per cento dei costi degli investimenti di connessione alle reti di trasporto o di distribuzione e al 100 per cento dei costi relativi ai sistemi di misura di cui alla lettera h) e dei costi relativi alla compressione, siano attribuiti ai gestori dei sistemi di trasporto o di distribuzione in relazione alla soluzione di connessione individuata, mentre la restante parte, pari al 30 per cento, dei costi degli investimenti di connessione ricada in capo ai produttori; e) prevedono la pubblicazione, da parte dei gestori di rete, degli standard tecnici per il collegamento alla rete del gas naturale degli impianti di produzione di biometano; f) fissano le procedure, i tempi e i criteri per la determinazione dei costi per l’espletamento di tutte le fasi istruttorie necessarie per l’individuazione e la realizzazione della soluzione definitiva di allacciamento; g) sottopongono a termini perentori le attività poste a carico dei gestori di rete, individuando sanzioni e procedure sostitutive in caso di inerzia; h) definiscono un assetto dei sistemi di misura e di controllo della qualità funzionale a minimizzare i costi complessivi degli interventi da realizzare, garantendo il rispetto delle norme tecniche e delle esigenze di sicurezza delle reti di trasporto e di distribuzione; i) prevedono la pubblicazione, da parte dei gestori di rete, delle condizioni tecniche ed economiche necessarie per la realizzazione delle eventuali opere di adeguamento delle infrastrutture di rete per l’allacciamento di nuovi impianti; l) prevedono procedure di risoluzione delle controversie insorte fra produttori e gestori di rete con decisioni, adottate dalla stessa ARERA, vincolanti fra le parti; m) stabiliscono le misure necessarie affinchè l’imposizione tariffaria dei corrispettivi posti a carico del soggetto che immette in rete il biometano sia improntata al criterio di allocazione dei costi su scala nazionale».

  • Diritto di assemblea in azienda: ore retribuite e regole

    Guida pratica · Lavoro · Diritti sindacali, trattenute e tutele

    In sintesi

    L’art. 20 dello Statuto dei Lavoratori garantisce ai lavoratori il diritto di riunirsi in assemblea, al di fuori o all’interno dell’orario di lavoro, per un totale di 10 ore annue retribuite. Le assemblee in orario di lavoro sono indette da RSA, RSU o organizzazioni sindacali nazionali firmatarie del CCNL.

    Riferimento normativo

    L. 300/1970, art. 20

    Tabella riepilogativa

    Diritto di assemblea (art. 20 L. 300/1970): schema operativo
    Aspetto Regola
    Ore retribuite annue 10 ore per ogni lavoratore
    Chi può indire RSA, RSU, organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL applicato
    Preavviso al datore Di norma comunicato con congruo anticipo (CCNL specifici)
    Luogo Locali aziendali o in luoghi diversi (accordo con il datore)
    Diritto di intervento Dirigenti sindacali esterni possono partecipare
    Ore aggiuntive CCNL e accordi aziendali possono aumentare il monte ore

    Le 10 ore annue retribuite: contenuto del diritto

    L’art. 20 dello Statuto riconosce il diritto di assemblea durante l’orario di lavoro per un totale di 10 ore annue retribuite, individualmente per ciascun lavoratore. Le ore di assemblea si computano come ore lavorate a tutti gli effetti: non incidono su ferie, TFR o altri istituti. I CCNL possono prevedere un monte ore più elevato.

    Chi può convocare l'assemblea

    Hanno diritto di convocare assemblee le rappresentanze sindacali aziendali (RSA) e unitarie (RSU) costituite ai sensi dello Statuto, nonché le organizzazioni sindacali nazionali firmatarie del CCNL applicato. La convocazione deve essere comunicata al datore con un preavviso ragionevole (spesso disciplinato dal CCNL) per consentire l’organizzazione delle attività aziendali.

    Modalità, luogo e diritto di intervento esterno

    L’assemblea si svolge di norma nei locali aziendali messi a disposizione dal datore. Possono partecipare, su invito delle RSA/RSU, dirigenti sindacali esterni all’azienda: il datore non può opporsi. Se i locali aziendali sono inadeguati, le assemblee possono tenersi in luoghi diversi concordati. Assemblee fuori orario non incidono sul monte ore retribuito.

    Casi pratici

    Tizio – assemblea in orario di lavoro indetta dalla RSU

    La RSU della fabbrica convoca un’assemblea di due ore durante il turno pomeridiano, comunicandola al datore con tre giorni di anticipo. Tizio vi partecipa: le due ore sono retribuite e scalano dal monte di 10 ore annue.

    Caia – assemblea con dirigente sindacale esterno

    La RSA invita un funzionario del sindacato provinciale a tenere un’assemblea sull’apertura del CCNL. Il datore non può vietare l’ingresso al funzionario esterno. Caia partecipa nell’orario di lavoro, con le ore computate come lavorate.

    Sempronio – supera le 10 ore: cosa succede

    Sempronio ha già usato 10 ore di assemblea retribuite. Il sindacato indice un’undicesima ora: Sempronio può partecipare, ma questa ora non sarà retribuita ai sensi dell’art. 20, salvo che il CCNL preveda un monte ore più alto o l’accordo aziendale copra l’eccedenza.

    Domande frequenti

    Quante ore di assemblea retribuite spettano ogni anno?

    L’art. 20 dello Statuto garantisce 10 ore annue retribuite per ciascun lavoratore. I CCNL possono prevedere monte ore superiori.

    Chi può convocare un'assemblea aziendale?

    RSA, RSU e organizzazioni sindacali nazionali firmatarie del CCNL. I singoli lavoratori non possono indire assemblee retribuite ai sensi dell’art. 20.

    Il datore può rifiutarsi di concedere i locali?

    Il datore ha l’obbligo di mettere a disposizione spazi adeguati. Se i locali aziendali sono oggettivamente insufficienti, si concorda una sede alternativa.

    Le ore di assemblea incidono su ferie e TFR?

    No. Le ore di assemblea retribuite entro il monte di 10 ore annue sono computate come ore di lavoro ordinario a tutti gli effetti.

    Un sindacato non firmatario del CCNL può indire assemblee?

    Il diritto di assemblea retribuita ex art. 20 spetta alle RSA/RSU e ai sindacati firmatari del CCNL applicato. Sindacati non firmatari possono tenere assemblee, ma il monte ore retribuito non è garantito dalla stessa norma.

    Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Comma 947 LB 2026: transazioni quote latte e riscossione AGEA

    Comma 947 LB 2026: transazioni quote latte e riscossione AGEA

    Comma 947 Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) – Infrastrutture Trasporti

    In vigore dal: In vigore dal 1° gennaio 2026.

    Testo coordinato (art. 1, L. 199/2025)

    947. All’ articolo 10-ter del decreto-legge 13 giugno 2023, n. 69 , convertito, con modificazioni, dalla legge 10 agosto 2023, n. 103 , sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 3, dopo la lettera c) è aggiunta la seguente: «c-bis) su richiesta del produttore in sede di istanza o di istruttoria, inserimento nella proposta transattiva delle sole imputazioni iscritte come esigibili nel Registro nazionale dei debiti. È fatta salva la facoltà per il produttore di aderire a una proposta transattiva includente sia le campagne con imputazioni esigibili sia le campagne con imputazioni non esigibili, previa ricezione di ricalcolo comunicato dall’organismo»; b) al comma 4 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «In ragione dell’importo del debito e tenuto conto della situazione economica del produttore, la proposta può prevedere la rateizzazione della somma dovuta per una durata non superiore a dieci anni, con applicazione degli interessi legali»; c) al comma 6, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «ovvero della prima rata del piano di rateizzazione sottoscritto»; d) al comma 7, secondo periodo, le parole: «nella misura massima del 10 per cento rispetto alla precedente proposta» sono sostituite dalle seguenti: «nella misura massima del 15 per cento rispetto alla precedente proposta, previa adozione da parte dello stesso organismo di parametri preventivi, con l’applicazione di criteri di maggior favore per le aziende agricole ancora in attività o per le posizioni debitorie in capo agli eredi di produttori deceduti»; e) al comma 9, dopo le parole: «dell’Unione europea» sono inserite le seguenti: «e sono svincolate le somme oggetto di pignoramento anche presso terzi, ai soli fini del pagamento delle somme dovute per la transazione conclusa»; f) dopo il comma 10 sono aggiunti i seguenti: «10-bis. Il ricalcolo degli importi del prelievo con le modalità disciplinate ai commi 2 e 3 dell’articolo 10-bis, comunicato al produttore dall’organismo di cui al comma 1 del presente articolo con la proposta transattiva, ha valore di notifica e sostituisce, in caso di sottoscrizione della stessa, le previsioni di notifica previste, dal comma 4 dell’articolo 10-bis, in capo all’AGEA. Il ricalcolo effettuato dall’organismo non è impugnabile. 10-ter. Al fine di favorire la chiusura delle posizioni debitorie pendenti, l’AGEA procede entro novanta giorni alla escussione delle fideiussioni bancarie e assicurative prestate dalle aziende sanzionate e all’acquisizione dei pegni prestati dalle medesime aziende ai sensi dell’ articolo 5, comma 5, della legge 30 maggio 2003, n. 119 . All’esito positivo delle predette escussioni ed acquisizioni, l’AGEA provvede tempestivamente ad informare l’organismo di cui al comma 1. Nell’ipotesi di conclusione della transazione con rateazione, l’AGEA dispone l’annullamento del carico affidato all’agente della riscossione; il mancato pagamento delle somme dovute a titolo di transazione determina la reiscrizione a ruolo del carico da parte della stessa AGEA».

  • Comma 919 LB 2026: rapporti tra elargizione vittime e risarcimento

    Comma 919 LB 2026: rapporti tra elargizione vittime e risarcimento

    Comma 919 Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) – Infrastrutture Trasporti

    In vigore dal: In vigore dal 1° gennaio 2026.

    Testo coordinato (art. 1, L. 199/2025)

    919. L’elargizione di cui al comma 915 non è cumulabile con il risarcimento del danno spettante nei confronti dei responsabili dei fatti delittuosi. Tuttavia, se il beneficiario ha già ottenuto il risarcimento del danno, il relativo importo si detrae dall’entità dell’elargizione. Qualora il risarcimento non sia stato ancora conseguito, lo Stato è surrogato, fino all’ammontare dell’elargizione, nel diritto del beneficiario verso i responsabili.

  • Comma 767 LB 2026: rifinanziamento Fondo non autosufficienze 2026

    Comma 767 LB 2026: rifinanziamento Fondo non autosufficienze 2026

    Comma 767 Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) – Infrastrutture Trasporti

    In vigore dal: In vigore dal 1° gennaio 2026.

    ⚠️ Norma in attesa di decreto attuativo. È atteso un decreto interministeriale (lavoro, salute, economia) di rideterminazione degli importi delle prestazioni di cui al D.M. 19 novembre 2008. Fino all’emanazione, le prestazioni continuano negli importi vigenti. Questa pagina sarà aggiornata quando il decreto verrà pubblicato.

    Testo coordinato (art. 1, L. 199/2025)

    767. Al fine di rideterminare gli importi delle prestazioni di cui all’ articolo 1, comma 1, del decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali 19 novembre 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 26 del 2 febbraio 2009 , il Fondo di cui all’ articolo 1, comma 1187, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 , è ulteriormente incrementato di 30 milioni di euro per l’anno 2026 e di 27 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2027.

  • Commi 753-756 LB 2026: CIPESS, cronoprogrammi FSC e fondi speciali

    Commi 753-756 LB 2026: CIPESS, cronoprogrammi FSC e fondi speciali

    Commi 753-756 Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) – Infrastrutture Trasporti

    In vigore dal: In vigore dal 1° gennaio 2026.

    Testo coordinato (art. 1, L. 199/2025)

    753. Il CIPESS, ai fini delle assegnazioni del Fondo per lo sviluppo e la coesione per gli interventi del periodo di programmazione 2021-2027, comprese quelle previste da disposizioni di legge, approva i correlati cronoprogrammi dei pagamenti nei limiti delle disponibilità annuali di cassa di cui al comma 750.

    754. La modifica del cronoprogramma degli Accordi per la coesione, di cui all’ articolo 1, comma 178, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 , è consentita nei limiti delle disponibilità annuali di cassa di cui al comma 750 del presente articolo.

    755. Per l’adeguamento dei sistemi informatici già in uso presso il Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato per la politica di coesione e per gli investimenti pubblici, necessario ai fini dell’attuazione dei commi da 750 a 754 e per le rilevazioni richieste nell’ambito della nuova governance economica europea, il predetto Dipartimento può avvalersi del supporto tecnico della SOGEI – Società generale di informatica S.p.A., mediante la stipula di apposite convenzioni. Le predette convenzioni possono prevedere meccanismi semplificati per l’adeguamento dei rispettivi massimali qualora per le attività previste concorrano risorse nazionali ed europee della politica di coesione. Per l’attuazione del presente comma è autorizzata la spesa pari a 2 milioni di euro per l’anno 2026, 3 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2027 e 2028 e 1 milione di euro annui a decorrere dall’anno 2029.

    756. Gli importi da iscrivere nei fondi speciali di cui all’ articolo 21, comma 1-ter, lettera d), della legge 31 dicembre 2009, n. 196 , per il finanziamento dei provvedimenti legislativi che si prevede possano essere approvati nell’anno 2026, sono determinati, per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028, nelle misure indicate dalle tabelle A e B allegate alla presente legge.

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