Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 148 SIC – Lavori speciali

    Art. 148 SIC – Lavori speciali

    Art. 148 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Lavori speciali

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Prima di procedere alla esecuzione di lavori su lucernari, tetti, coperture e simili, fermo restando l’obbligo di predisporre misure di protezione collettiva, deve essere accertato che questi abbiano resistenza sufficiente per sostenere il peso degli operai e dei materiali di impiego.

    2. Nel caso in cui sia dubbia tale resistenza, devono essere adottati i necessari apprestamenti atti a garantire la incolumità delle persone addette, disponendo, a seconda dei casi, tavole sopra le orditure, sottopalchi e facendo uso di idonei dispositivi di protezione individuale anticaduta.

  • CCNL Croce Rossa Italiana: TFR e trattamento di fine rapporto

    CCNL Croce Rossa Italiana

    CCNL Croce Rossa Italiana: TFR e trattamento di fine rapporto

    Il TFR è la liquidazione che ogni lavoratore dipendente accumula nel corso del rapporto di lavoro. Per il personale CRI, la disciplina fondamentale è quella dell’art. 2120 c.c., integrata dall’art. 68 del CCNL, che elenca le voci che entrano nel calcolo. Il fondo di previdenza complementare di settore non esiste ancora: l’art. 80 ha solo previsto una commissione paritetica incaricata di individuarlo.

    In sintesi

    Il TFR matura in base all’art. 2120 c.c. (1/13,5 della retribuzione annua lorda). Si rivaluta annualmente con tasso del 1,5% fisso + 75% inflazione ISTAT. Il fondo di settore previsto dall’art. 80 CCNL non è ancora stato individuato: il TFR può andare a un fondo pensione scelto dal lavoratore o restare in azienda (o all’INPS per datori con più di 49 addetti). Per i neoassunti alla prima assunzione l’adesione alla previdenza complementare è automatica dal 1° luglio 2026, salvo rinuncia entro 60 giorni. Anticipazione possibile dall’8° anno per prima casa o spese sanitarie gravi (max 70% del maturato).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Croce Rossa Italiana · FP CGIL · CISL FP · UIL FPL
    CCNL
    27 maggio 2020, vigenza 1/1/2020-31/12/2022 (in ultrattività)
    Articoli di riferimento
    Art. 68 CCNL; art. 2120 c.c.; d.lgs. 252/2005

    Cos’è il TFR e come matura

    Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) è la somma che il datore di lavoro accumula per il lavoratore nel corso del rapporto e che deve corrispondere al termine, a qualunque causa di cessazione. È disciplinato dall’art. 2120 del codice civile, che è la fonte primaria applicabile anche al personale CRI.

    La formula di calcolo è:

    • Ogni anno si accantona una quota pari alla retribuzione annua lorda divisa per 13,5. Per retribuzione annua lorda si intende tutto ciò che il lavoratore percepisce in modo continuativo, compresa la tredicesima, ma escluse le voci variabili non strutturali (es. rimborsi spese). L’art. 68 c. 4 del CCNL elenca le voci che rientrano nel TFR: retribuzione come da inquadramento, retribuzione individuale di anzianità, indennità per mansioni superiori, superminimi, assegni ad personam, premio di incentivazione, tredicesima mensilità, indennità sostitutiva del preavviso ed eventuali altre indennità fisse e ricorrenti.
    • Al 31 dicembre di ogni anno la quota accantonata viene rivalutata applicando un tasso composto da: 1,5% fisso + 75% della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

    Tabella riepilogativa: stima TFR annuo per le posizioni A1-A4

    Stima della quota TFR annua per la categoria A (tabella in vigore dal 1/9/2022)
    Livello Lordo annuo (13 mensilità) Quota TFR annua (÷13,5)
    A1 €16.935,36 ~ €1.254,47
    A2 €17.443,27 ~ €1.292,09
    A3 €17.951,31 ~ €1.329,73
    A4 €18.798,13 ~ €1.392,45

    Stime basate sul solo stipendio base della categoria A (art. 52 CCNL, tabella in vigore dal 1/9/2022). Non includono retribuzione individuale di anzianità, superminimi o altre voci fisse e ricorrenti, che l’art. 68 fa rientrare nel TFR: il TFR effettivo sarà più alto in presenza di queste voci e di categorie superiori (stipendi base di tutte le posizioni nella scheda sulle tabelle retributive).

    Destinazione del TFR: in azienda o al fondo complementare

    Il d.lgs. 252/2005 disciplina la destinazione del TFR maturando. Dal 1° luglio 2026 i lavoratori alla prima assunzione sono iscritti in automatico a una forma di previdenza complementare, con il TFR maturando conferito al fondo, salvo rinuncia entro 60 giorni dall’assunzione (art. 8 c. 7 d.lgs. 252/2005). Per chi è stato assunto prima di quella data valeva la scelta entro 6 mesi dall’assunzione. Le alternative sono:

    • Fondo di previdenza complementare: il TFR confluisce nel fondo, accrescendo la futura pensione complementare. Il CCNL CRI non indica un fondo: l’art. 80 prevede soltanto che le parti costituiscano una commissione paritetica per individuare un fondo di settore.
    • Mantenimento in azienda (o all’INPS per datori con più di 49 dipendenti, tramite il Fondo di Tesoreria INPS): il TFR continua a maturare secondo il regime ordinario dell’art. 2120 c.c.

    Il lavoratore che conferisce il TFR al fondo complementare non può revocare la scelta, tranne nei casi previsti dalla legge. Il CCNL (art. 68 c. 2) fissa il pagamento del TFR di norma entro il mese successivo alla risoluzione del rapporto; le assenze non retribuite non fanno maturare il TFR (art. 68 c. 3).

    Anticipazione del TFR

    L’art. 2120 c.c. (comma 6 e segg.) consente al lavoratore di richiedere un’anticipazione del TFR dopo almeno 8 anni di servizio continuativo presso lo stesso datore. Le condizioni sono:

    • Acquisto o ristrutturazione della prima casa di abitazione propria o dei figli (non è ammessa per abitazioni secondarie o per investimento).
    • Spese sanitarie straordinarie per terapie e interventi non coperti dal SSN in caso di malattie gravi o infortuni.
    • Congedi parentali e formativi (ai sensi del d.lgs. 151/2001 e della L. 53/2000).

    L’importo massimo anticipabile è il 70% del TFR accantonato fino alla data della richiesta. La stessa richiesta può essere effettuata una sola volta. L’anticipazione riduce il TFR finale che sarà corrisposto alla cessazione.

    Tassazione del TFR

    Il TFR è soggetto a tassazione separata (art. 17 TUIR), con un’aliquota media che si calcola in base ai redditi degli ultimi anni. La tassazione separata è di norma più favorevole rispetto all’aliquota marginale IRPEF ordinaria. L’Agenzia delle Entrate liquida in modo definitivo l’imposta dopo che ha ricevuto la comunicazione del datore di lavoro.

    Casi pratici

    Tizio — Neoassunto e scelta del TFR
    Tizio è assunto nella categoria A, posizione A2, il 1° giugno 2026, prima dell’adesione automatica del 1° luglio 2026. Entro il 30 novembre 2026 deve scegliere dove destinare il TFR maturando: a un fondo pensione o in azienda. Il CCNL non indica un fondo di settore (art. 80), quindi Tizio confronta i fondi disponibili con il regime ordinario prima di decidere.
    Caia — Anticipazione per acquisto prima casa
    Caia (categoria D, 9 anni di anzianità) vuole acquistare la prima casa. Ha diritto all’anticipazione del TFR per un massimo del 70% del maturato. La sua retribuzione annua lorda è di circa €24.000; il TFR annuo matura a circa €1.777. In 9 anni ha accumulato (senza rivalutazione) circa €16.000 di TFR; l’anticipazione massima è di circa €11.200.
    Sempronio — Dimissioni dopo 5 anni
    Sempronio (categoria B, 5 anni di servizio) si dimette. Il TFR (tutto in azienda, non ha aderito al fondo) gli viene liquidato al termine del rapporto. L’azienda ha 30 dipendenti, quindi il TFR non è versato al Fondo di Tesoreria INPS ma accantonato direttamente dall’ente. Sempronio riceve il TFR contestualmente al saldo finale del rapporto.

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR per il personale CRI?
    Si applica l’art. 2120 c.c.: retribuzione annua lorda divisa per 13,5, accantonata ogni anno e rivalutata al 31 dicembre con il tasso 1,5% fisso + 75% dell’inflazione ISTAT.
    Posso destinare il TFR alla previdenza complementare?
    Sì, ma il CCNL CRI non indica ancora un fondo: l’art. 80 prevede solo una commissione paritetica per individuarne uno di settore. Dal 1° luglio 2026 i neoassunti alla prima assunzione sono iscritti in automatico a una forma di previdenza complementare, salvo rinuncia entro 60 giorni (art. 8 c. 7 d.lgs. 252/2005).
    Quando posso richiedere l’anticipazione del TFR?
    Dall’8° anno di servizio continuativo, per acquisto/ristrutturazione prima casa, spese sanitarie gravi o congedi. Massimo 70% del TFR accantonato; un’unica anticipazione possibile.
    Il TFR matura anche durante la malattia?
    Sì, finché l’assenza è retribuita: le assenze non retribuite non danno titolo alla maturazione del TFR (art. 68 c. 3 CCNL). Il congedo obbligatorio di maternità è computato nell’anzianità di servizio a tutti gli effetti (art. 78 c. 7).
    I volontari CRI hanno diritto al TFR?
    No. Il TFR spetta solo ai lavoratori subordinati. I volontari del Corpo Ausiliario CRI non sono lavoratori dipendenti e non hanno diritto al TFR.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2022, preavviso, procedura telematica e tutele, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi e tredicesima, premi e mensilità aggiuntive.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al CCNL Croce Rossa Italiana e Terzo Settore del 27 maggio 2020 (art. 68) e all’art. 2120 c.c. Per la previdenza complementare l’art. 80 non indica ancora un fondo di settore. Per situazioni specifiche rivolgersi a un consulente del lavoro, alle organizzazioni sindacali FP CGIL, CISL FP o UIL FPL, oppure all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 146 SIC – Difesa delle aperture

    Art. 146 SIC – Difesa delle aperture

    Art. 146 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Difesa delle aperture

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Le aperture lasciate nei solai o nelle piattaforme di lavoro devono essere circondate da normale parapetto e da tavola fermapiede oppure devono essere coperte con tavolato solidamente fissato e di resistenza non inferiore a quella del piano di calpestio dei ponti di servizio.

    2. Qualora le aperture vengano usate per il passaggio di materiali o di persone, un lato del parapetto può essere costituito da una barriera mobile non asportabile, che deve essere aperta soltanto per il tempo necessario al passaggio.

    3. Le aperture nei muri prospicienti il vuoto o vani che abbiano una profondità superiore a m 0,50 devono essere munite di normale parapetto e tavole fermapiede oppure essere convenientemente sbarrate in modo da impedire la caduta di persone.

  • CCNL Radio e TV Private (Aeranti-Corallo): TFR e fine rapporto

    CCNL Radio e TV Private (Aeranti-Corallo)

    CCNL Radio e TV Private Aeranti-Corallo: TFR e fine rapporto

    Il trattamento di fine rapporto è il principale accantonamento economico per i lavoratori delle emittenti locali: il CCNL Aeranti-Corallo specifica le voci retributive incluse e indica i fondi pensione di settore.

    In sintesi

    Il TFR nelle emittenti locali si calcola secondo l’art. 2120 c.c.: retribuzione annua divisa per 13,5, rivalutata annualmente. Il CCNL include nel TFR le maggiorazioni per turni avvicendati. I fondi pensione di riferimento del settore sono Byblos e Mediafond.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie (datoriale)
    Aeranti-Corallo (Aeranti + Associazione Corallo)
    Parti firmatarie (sindacali)
    CISAL Terziario con assistenza CISAL
    Vigenza
    1° febbraio 2026 – 31 dicembre 2028
    Riferimento legge
    Art. 2120 c.c. (TFR); L. 297/1982; D.Lgs. 252/2005 (previdenza complementare)
    Fondi pensione di settore
    Byblos · Mediafond

    Tabella riepilogativa

    Voci retributive incluse nel calcolo del TFR – CCNL settore radiotelevisivo
    Voce retributiva Inclusa nel TFR Note
    Minimo tabellare Sì Base contrattuale per livello
    Contingenza (indennità di contingenza) Sì Voce storica del contratto
    Scatti di anzianità Sì Aumenti biennali maturati
    Maggiorazione per turni avvicendati Sì Specificità del settore radiotelevisivo
    Tredicesima mensilità Sì (in quota annuale) 1/13,5 include la tredicesima nella base di calcolo
    Indennità di funzione quadri Sì Se percepita con continuità
    Maggiorazioni straordinario No (in genere) Voce variabile, generalmente esclusa salvo accordo
    Rimborsi spese No Non sono retribuzione

    Il calcolo del TFR: la formula dell’art. 2120 c.c.

    Il TFR è disciplinato dall’art. 2120 del Codice civile (come modificato dalla Legge 297/1982). La formula di calcolo è:

    • Per ogni anno di servizio si accantona una quota pari alla retribuzione annua divisa per 13,5.
    • La quota accantonata viene rivalutata ogni anno del 31 dicembre dell’1,5% fisso più il 75% dell’inflazione ISTAT (indice dei prezzi al consumo per operai e impiegati).
    • Per le frazioni di anno, si calcola 1/12 per mese lavorato (le frazioni superiori a 15 giorni valgono come mese intero).

    Il CCNL Aeranti-Corallo specifica che concorrono al calcolo del TFR, oltre al minimo tabellare e alla contingenza, anche gli scatti di anzianità, la maggiorazione per i turni avvicendati e la tredicesima mensilità. La somma di queste voci costituisce la «retribuzione utile ai fini TFR» e si divide per 13,5 per ottenere la quota annua.

    Destinazione del TFR: in azienda o al fondo pensione

    Ogni lavoratore può scegliere dove destinare il TFR che matura annualmente:

    • TFR in azienda: rimane accantonato presso il datore di lavoro (o, per le aziende con almeno 50 dipendenti, presso il Fondo di tesoreria INPS). Viene liquidato interamente alla cessazione del rapporto, con tassazione separata agevolata.
    • TFR al fondo pensione complementare: viene versato ogni anno al fondo scelto dal lavoratore. I fondi di riferimento per il settore radiotelevisivo sono Byblos e Mediafond. Il conferimento al fondo pensione attiva il contributo aggiuntivo del datore di lavoro (+0,20% della paga base, introdotto dal rinnovo del CCNL del settore).

    Per i lavoratori assunti dal 1° gennaio 2007 al 30 giugno 2026, il silenzio-assenso entro 6 mesi dall’assunzione comporta il conferimento automatico del TFR al fondo pensione di settore. Chi preferisce mantenere il TFR in azienda deve manifestarlo esplicitamente entro tale termine. Per le prime assunzioni nel settore privato dal 1° luglio 2026 (esclusi i domestici) l’adesione è automatica fin dall’inizio, e il termine per rinunciare è di 60 giorni dalla prima assunzione (art. 8, commi 7-7-quater, D.Lgs. 252/2005; L. 199/2025, art. 1, commi 202 e 205).

    Anticipazione del TFR

    Ai sensi dell’art. 2120, comma 6, c.c., il lavoratore con almeno 8 anni di servizio ha diritto a richiedere un’anticipazione del TFR pari al massimo al 70% di quanto maturato, per le seguenti causali:

    • Acquisto o ristrutturazione della prima casa di abitazione (per sé o per i figli).
    • Spese sanitarie straordinarie per terapie o interventi riconosciuti dalle strutture pubbliche.
    • Congedi per formazione o per assistenza a familiari (L. 53/2000).

    L’anticipazione è ammessa una sola volta nel corso del rapporto e non può essere richiesta da più del 4% dei dipendenti in servizio ogni anno (ovvero da non più del 10% del totale dei dipendenti aventi diritto). Il CCNL può allargare questa possibilità con accordo integrativo.

    TFR e previdenza complementare: i fondi Byblos e Mediafond

    Il settore radiotelevisivo privato ha due fondi pensione contrattuali di riferimento:

    • Byblos: fondo pensione negoziale rivolto ai lavoratori dei settori dell’editoria, della carta e della comunicazione (incluse le emittenti radiotelevisive). Gestisce il TFR conferito e i contributi aggiuntivi del datore e del lavoratore in un regime di capitalizzazione individuale.
    • Mediafond: fondo pensione negoziale per i lavoratori dei settori audiovisivo, cinematografico e radiotelevisivo. Offre prestazioni previdenziali complementari all’INPS.

    Con il rinnovo del CCNL del settore (2022-2024, Confindustria RadioTV), il contributo aziendale aggiuntivo per chi aderisce a un fondo pensione è stato aumentato di 0,20 punti percentuali della paga base. Questo incentivo economico rende la scelta del fondo pensione vantaggiosa rispetto al mantenimento del TFR in azienda per molti lavoratori.

    Casi pratici

    Tizio – Tecnico che sceglie il fondo pensione Byblos
    Tizio, assunto a febbraio 2026 al 3° livello (radio), quindi prima del 1° luglio 2026 e con la regola dei sei mesi, non esprime entro 6 mesi la volontà di mantenere il TFR in azienda. Per il silenzio-assenso il suo TFR viene conferito automaticamente a Byblos. Da quel momento il datore versa anche la quota aggiuntiva dello 0,20% della paga base. Tizio riceverà il capitale accumulato al momento della pensione, con vantaggi fiscali sulla tassazione dei rendimenti.
    Caia – Speaker con 10 anni di servizio che chiede l’anticipazione TFR
    Caia, speaker al 4° livello, ha 10 anni di servizio e ha maturato un TFR di circa 18.000 euro (lordo). Vuole acquistare casa e richiede un’anticipazione del 70%: circa 12.600 euro lordi. Il datore è tenuto a concederla (i requisiti sono soddisfatti) entro 90 giorni dalla richiesta. L’anticipazione riduce il TFR residuo che le verrà liquidato alla cessazione del rapporto.
    Sempronio – Quadro B che va in pensione
    Sempronio ha lavorato 20 anni come Quadro B in una TV locale con TFR sempre mantenuto in azienda. Al pensionamento il datore liquida il TFR maturato (circa 45-50.000 euro lordi, con rivalutazioni annue). La tassazione è quella separata: l’Agenzia delle Entrate applica l’aliquota media degli ultimi 5 anni di reddito, generalmente inferiore all’aliquota marginale IRPEF.

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR nel settore radiotelevisivo?
    Per ogni anno si accantona la retribuzione annua divisa per 13,5. Il CCNL include nel calcolo minimo, contingenza, scatti, maggiorazione turni e tredicesima. La quota è rivalutata annualmente dell’1,5% + 75% inflazione ISTAT.
    Si può chiedere l’anticipazione del TFR?
    Sì, dopo almeno 8 anni di servizio si può richiedere un’anticipazione fino al 70% del TFR maturato per acquisto prima casa, spese mediche straordinarie o congedi formativi. È ammessa una sola volta.
    Cosa sono Byblos e Mediafond?
    Sono i fondi pensione negoziali di riferimento per il settore radiotelevisivo. Vi si può destinare il TFR maturando. Chi aderisce ottiene anche il contributo aggiuntivo del datore (+0,20% paga base).
    Cosa succede al TFR se l’emittente va in crisi?
    Il Fondo di Garanzia INPS eroga il TFR non pagato dall’azienda insolvente (entro i limiti di legge), previa istanza del lavoratore.
    Il TFR viene versato al fondo pensione automaticamente?
    Per chi è assunto dal 1° gennaio 2007 al 30 giugno 2026, il silenzio entro 6 mesi comporta il conferimento automatico al fondo pensione di settore; per le prime assunzioni dal 1° luglio 2026 l’adesione è automatica e si può rinunciare entro 60 giorni. Chi preferisce mantenerlo in azienda deve dichiararlo esplicitamente nel termine.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2026, come darle, preavviso e telematiche, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi e tredicesima, quattordicesima e premi.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al CCNL per il personale tecnico e amministrativo delle emittenti radiotelevisive locali sottoscritto da Aeranti-Corallo e CISAL Terziario, vigente dal 1° febbraio 2026 al 31 dicembre 2028. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, le organizzazioni sindacali di categoria (SLC-CGIL, Fistel-CISL, Uilcom-UIL, CISAL Terziario) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 141 SIC – Strutture speciali

    Art. 141 SIC – Strutture speciali

    Art. 141 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Strutture speciali

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Durante la costruzione o il consolidamento di cornicioni di gronda e di opere sporgenti dai muri, devono essere adottate precauzioni per impedirne la caduta, ponendo armature provvisorie atte a sostenerle fino a che la stabilità dell’opera sia completamente assicurata.

  • Art. 140 SIC – Ponti su ruote a torre

    Art. 140 SIC – Ponti su ruote a torre

    Art. 140 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Ponti su ruote a torre

    In vigore dal 15/05/2008

    1. I ponti su ruote devono avere base ampia in modo da resistere, con largo margine di sicurezza, ai carichi ed alle oscillazioni cui possono essere sottoposti durante gli spostamenti o per colpi di vento e in modo che non possano essere ribaltati.

    2. Il piano di scorrimento delle ruote deve risultare livellato; il carico del ponte sul terreno deve essere opportunamente ripartito con tavoloni o altro mezzo equivalente.

    3. Le ruote del ponte in opera devono essere saldamente bloccate con cunei dalle due parti o con sistemi equivalenti. In ogni caso dispositivi appropriati devono impedire lo spostamento involontario dei ponti su ruote durante l’esecuzione dei lavori in quota.

    4. I ponti su ruote devono essere ancorati alla costruzione almeno ogni due piani; è ammessa deroga a tale obbligo per i ponti su ruote a torre conformi all’allegato XXIII.

    5. La verticalità dei ponti su ruote deve essere controllata con livello o con pendolino.

    6. I ponti, esclusi quelli usati nei lavori per le linee elettriche di contatto, non devono essere spostati quando su di essi si trovano lavoratori o carichi.

  • Art. 139 SIC – Ponti su cavalletti

    Art. 139 SIC – Ponti su cavalletti

    Art. 139 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Ponti su cavalletti

    In vigore dal 15/05/2008

    1. I ponti su cavalletti non devono aver altezza superiore a metri 2 e non devono essere montati sugli impalcati dei ponteggi. I ponti su cavalletti devono essere conformi ai requisiti specifici indicati nel punto 2.2.2. dell’allegato XVIII.

  • Provvedimenti disciplinari e sanzioni nel CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento

    CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento

    Provvedimenti disciplinari e sanzioni nel CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento

    Nel CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento il codice disciplinare è nell’art. 51: richiamo verbale, ammonizione scritta, multa fino a 3 ore di retribuzione, sospensione fino a 3 giorni e licenziamento. Più severo dei massimi di legge (4 ore e 10 giorni), si applica con la procedura dell’art. 7 dello Statuto: contestazione scritta, almeno 5 giorni per difendersi, sanzione proporzionata. Gli artt. 52 e 53 elencano le mancanze punibili con multa o sospensione e quelle che giustificano il licenziamento senza preavviso.

    In sintesi

    Le sanzioni dell’art. 51 sono il richiamo verbale, l’ammonizione scritta, la multa fino a 3 ore di retribuzione, la sospensione fino a 3 giorni e il licenziamento. Per tutte tranne il richiamo verbale serve la contestazione scritta e specifica; la sanzione non può essere applicata prima di 5 giorni dalla contestazione e va comunicata per iscritto; dopo 2 anni non se ne tiene conto. Le multe sono devolute all’INPS. Il licenziamento senza preavviso (art. 53) richiede la stessa procedura.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confindustria Ceramica (Raggruppamento Laterizi) · Assobeton · Feneal-Uil · Filca-Cisl · Fillea-Cgil
    Istituti trattati
    Doveri del lavoratore · Provvedimenti disciplinari · Multe e sospensioni · Licenziamento senza preavviso
    Riferimenti
    Artt. 50-53 del CCNL (testo 12 febbraio 2020; art. 52 aggiornato dall’ipotesi 31 maggio 2022) · Art. 7 L. 300/1970 · Artt. 2104-2106 c.c.
    Fonte
    Testo del CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento del 12 febbraio 2020

    Da dove nasce il potere disciplinare

    Il potere del datore di sanzionare non è arbitrario: trova fondamento e limiti nel codice civile e nello Statuto. Il lavoratore deve diligenza (art. 2104 c.c.) e fedeltà (art. 2105 c.c.) e la sanzione deve essere proporzionata all’infrazione (art. 2106 c.c.). L’art. 50 del CCNL traduce questi principi in doveri concreti: osservare orario e turni, eseguire con diligenza i compiti assunti attenendosi alle norme e alle istruzioni, conservare in buono stato macchine e attrezzi senza modificarli senza autorizzazione, mantenere il segreto sugli interessi dell’azienda. Sono vietati l’introduzione di estranei senza permesso, l’uso di macchine non affidate e il lavoro presso altre aziende, salvo sospensione senza retribuzione.

    La scala delle sanzioni disciplinari

    Sanzioni disciplinari nel CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento (art. 51) e limiti di legge (art. 7 L. 300/1970)
    Sanzione Limite nel CCNL Limite massimo di legge
    Richiamo verbale Unica sanzione senza contestazione scritta –
    Ammonizione scritta Richiede contestazione scritta –
    Multa Fino a 3 ore di retribuzione 4 ore di retribuzione base
    Sospensione dal lavoro e dalla retribuzione Fino a 3 giorni 10 giorni
    Licenziamento Senza preavviso nei casi dell’art. 53 Giusta causa o giustificato motivo soggettivo

    Nota: i limiti dell’art. 51 sono più bassi di quelli della legge e prevalgono perché di miglior favore. L’importo delle multe è devoluto all’INPS (art. 52).

    Le mancanze punibili con multa o sospensione (art. 52)

    L’azienda può applicare la multa o la sospensione al lavoratore che:

    • rimanga assente dal lavoro senza giustificato motivo;
    • ritardi l’inizio del lavoro, lo sospenda o ne anticipi la cessazione senza permesso o giustificato motivo;
    • non esegua il lavoro secondo le istruzioni ricevute o lo esegua con negligenza;
    • arrechi per negligenza danni ad attrezzature dello stabilimento o al materiale di lavorazione, o occulti scarti di lavorazione;
    • non avverta il superiore dei guasti o delle irregolarità di funzionamento delle macchine a cui è adibito;
    • sia trovato addormentato;
    • contravvenga al divieto di fumare dove, per sicurezza, sia indicato con cartello;
    • si trovi in stato di ubriachezza sul lavoro;
    • trasgredisca in altro modo le norme del contratto o dei regolamenti interni o commetta mancanze che comportino violazioni alla disciplina e pregiudizi alla sicurezza e all’igiene, non passibili di licenziamento ai sensi dell’art. 53;
    • utilizzi con i colleghi un linguaggio volgare o epiteti sessisti e ogni altra forma analoga connessa a razza o religione, o si renda colpevole di molestie sessuali (aggiunta dall’ipotesi del 2022).

    La multa si applica alle mancanze di minor rilievo, la sospensione a quelle di maggior rilievo.

    Il licenziamento senza preavviso (art. 53)

    Può essere adottato, nel rispetto della procedura dell’art. 51, nei confronti di chi commetta infrazioni alla disciplina o alla diligenza nel lavoro, provochi all’azienda grave nocumento morale o materiale o compia azioni delittuose in connessione con il rapporto. L’art. 53 elenca, in via esemplificativa: l’insubordinazione verso i superiori o le gravi offese con passaggio a vie di fatto verso i compagni; i reati con condanne definitive o che rendono impossibile la prosecuzione del rapporto; la rissa nello stabilimento, il furto, le frodi e i danneggiamenti volontari o con colpa grave; la recidiva in una mancanza che nell’anno precedente ha dato luogo ad almeno due sospensioni; gli atti colposi che compromettono la stabilità delle opere, la sicurezza dello stabilimento e l’incolumità di personale o pubblico; il trafugamento di utensili o altri oggetti dell’azienda; la lavorazione nello stabilimento, senza autorizzazione, di oggetti per uso proprio o di terzi; l’abbandono ingiustificato del posto da parte del guardiano o custode; l’assenza ingiustificata per 4 giorni di seguito o per 4 volte nei giorni successivi al festivo in un anno. Se l’infrazione contestata è tale da comportare questo licenziamento, l’azienda può disporre la sospensione cautelare con effetto immediato.

    La procedura disciplinare passo per passo

    1. La contestazione dell’addebito

    Per ogni provvedimento più grave del richiamo verbale il datore contesta per iscritto al lavoratore i fatti in modo specifico (art. 51); la contestazione deve essere immediata e immutabile, perché il lavoratore sappia con precisione di che cosa è accusato.

    2. Il diritto di difesa

    Il provvedimento non può essere applicato prima che siano trascorsi 5 giorni dalla contestazione; in questo periodo il lavoratore può presentare le giustificazioni, anche verbalmente, con l’assistenza di un rappresentante dell’associazione sindacale cui aderisce o di un rappresentante sindacale aziendale.

    3. La sanzione proporzionata e comunicata per iscritto

    La comminazione del provvedimento è comunicata per iscritto e deve essere proporzionata alla gravità del fatto (art. 2106 c.c.). Non si tiene conto ad alcun effetto delle sanzioni decorsi due anni dalla loro applicazione.

    Come si impugna una sanzione

    Oltre alla via giudiziale, l’art. 7 dello Statuto prevede che entro 20 giorni il lavoratore possa promuovere la costituzione di un collegio di conciliazione e arbitrato presso l’Ispettorato territoriale del lavoro; la sanzione resta sospesa fino alla pronuncia del collegio. In alternativa ci si rivolge al giudice del lavoro.

    Casi pratici

    Tizio – Multa per violazione delle norme di sicurezza
    A Tizio viene contestato per iscritto di non aver indossato i dispositivi di protezione. Presenta le giustificazioni entro 5 giorni con il delegato sindacale; il datore, ritenuto il fatto provato ma non grave, applica una multa di 3 ore di retribuzione, che è il massimo previsto dall’art. 51 del CCNL (la legge arriverebbe a 4 ore).
    Caia – Sospensione e recidiva
    Caia riceve una sospensione di 3 giorni, il massimo dell’art. 51, per assenze ingiustificate (art. 52). Una precedente ammonizione scritta, applicata più di 2 anni prima, non può essere richiamata per aggravare la sanzione.
    Sempronio – Assenza ingiustificata di 4 giorni
    Sempronio non si presenta al lavoro per 4 giorni di seguito senza giustificazione. L’art. 53 prevede per questa mancanza il licenziamento senza preavviso, ma l’azienda deve prima contestargli per iscritto i fatti e attendere 5 giorni per le sue giustificazioni.

    Domande frequenti

    Entro quanto tempo posso difendermi da una contestazione disciplinare?
    Hai almeno 5 giorni dalla contestazione per presentare le giustificazioni, anche verbalmente, con l’assistenza di un rappresentante sindacale; prima di 5 giorni il datore non può applicare il provvedimento (art. 51).
    Una vecchia sanzione può essere usata contro di me?
    No: non si tiene conto ad alcun effetto delle sanzioni disciplinari decorsi due anni dalla loro applicazione (art. 51 CCNL; art. 7 Statuto).
    Possono multarmi più di 3 ore di retribuzione?
    No: per l’art. 51 la multa arriva al massimo a 3 ore di retribuzione, e la sospensione a 3 giorni; i massimi di legge (4 ore e 10 giorni) non sono raggiunti dal CCNL. Le multe sono devolute all’INPS (art. 52).
    Il licenziamento disciplinare segue la stessa procedura?
    Sì. Il licenziamento senza preavviso dell’art. 53 va adottato nel rispetto delle procedure dell’art. 51: contestazione scritta e 5 giorni per le giustificazioni. In caso di illegittimità le conseguenze dipendono dal regime applicabile (tutele crescenti o art. 18, a seconda della data di assunzione).
    La rimozione di una protezione da un macchinario è sanzionabile?
    Sì: rientra tra le mancanze che comportano pregiudizi alla sicurezza (art. 52, lett. i) e, se compromette la sicurezza dello stabilimento o l’incolumità del personale, può giustificare il licenziamento senza preavviso (art. 53, n. 5).

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2025-2028, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento per livello, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi parentali e tredicesima e premio di risultato.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e si basano sul testo del CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento del 12 febbraio 2020 (artt. 50-53), sull’ipotesi di accordo del 31 maggio 2022 e sulle norme generali (art. 7 L. 300/1970; artt. 2104-2106 c.c.). Per situazioni individuali rivolgersi al sindacato di categoria (Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil) o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 39 D.Lgs. 148/2015 – Disposizioni generali

    Art. 39 D.Lgs. 148/2015 – Disposizioni generali

    Riordino degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro (D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 148)

    1. Ai fondi di solidarietà di cui agli articoli 26, 27 e 28 si applica l’articolo 2, commi 1 e 4. Ai fondi di cui agli articoli 26 e 28 si applicano anche gli articoli 4, comma 1, 7, commi da 1 a 4, e 8. A decorrere dal 1° gennaio 2016, al fondo di cui all’articolo 28 si applica inoltre l’articolo 1, commi 2 e 3. Per i trattamenti relativi a periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa decorrenti dal 1° gennaio 2022 ai fondi di cui agli articoli 26, 27, 29 e 40 si applica l’articolo 3, comma 9. articolo precedente articolo successivo

  • Art. 137 SIC – Manutenzione e revisione

    Art. 137 SIC – Manutenzione e revisione

    Art. 137 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Manutenzione e revisione

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Il responsabile del cantiere, ad intervalli periodici o dopo violente perturbazioni atmosferiche o prolungata interruzione di lavoro deve assicurarsi della verticalità dei montanti, del giusto serraggio dei giunti, della efficienza degli ancoraggi e dei controventi, curando l’eventuale sostituzione o il rinforzo di elementi inefficienti.

    2. I vari elementi metallici devono essere difesi dagli agenti nocivi esterni con idonei sistemi di protezione.

  • Art. 135 SIC – Marchio del fabbricante

    Art. 135 SIC – Marchio del fabbricante

    Art. 135 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Marchio del fabbricante

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Gli elementi dei ponteggi devono portare impressi, a rilievo o ad incisione, e comunque in modo visibile ed indelebile il marchio del fabbricante.

  • Art. 134 SIC – Documentazione

    Art. 134 SIC – Documentazione

    Art. 134 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Documentazione

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Nei cantieri in cui vengono usati ponteggi deve essere tenuta ed esibita, a richiesta degli organi di vigilanza, copia della documentazione di cui al comma 6 dell’articolo 131 e copia del piano di montaggio, uso e smontaggio (Pi.M.U.S.), in caso di lavori in quota, i cui contenuti sono riportati nell’allegato XXII del presente Titolo.

    2. Le eventuali modifiche al ponteggio, che devono essere subito riportate sul disegno, devono restare nell’ambito dello schema-tipo che ha giustificato l’esenzione dall’obbligo del calcolo.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.