Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • CCNL Cooperative di Produzione e Lavoro: TFR e fine rapporto del socio lavoratore

    CCNL Cooperative di Produzione e Lavoro

    TFR e fine rapporto nel CCNL Cooperative di Produzione e Lavoro

    Il TFR del socio lavoratore di cooperativa si calcola con le stesse regole dell’art.2120 c.c. applicabili a qualsiasi lavoratore dipendente. La peculiarità cooperativistica è il doppio effetto della cessazione: ai diritti lavorativi si aggiunge il rimborso della quota associativa.

    In sintesi

    Il TFR matura dal primo giorno del rapporto e va liquidato alla cessazione in tutti i casi (dimissioni, licenziamento, esclusione). Si calcola come la retribuzione annua divisa per 13,5 (art.2120 c.c.). Il ristorno cooperativo non concorre alla base di calcolo. Alla cessazione il socio riceve anche il rimborso della quota sociale nei termini dello statuto.

    Dati contrattuali

    Norma di legge
    Art. 2120 codice civile
    Formula di calcolo
    Retribuzione annua lorda / 13,5
    Rivalutazione annua
    1,5% fisso + 75% variazione ISTAT
    Anticipazione
    Ammessa (art.2120, co.6 c.c.): 70%, dopo 8 anni, per prima casa o spese sanitarie gravi
    Destinazione TFR
    Accantonato presso la cooperativa (se <50 dip.) o INPS/fondo di tesoreria (se ≥50 dip.); o fondo pensione complementare (Previdenza Cooperativa)

    Il TFR spetta al socio lavoratore: la conferma della Cassazione

    Per molti anni è stato discusso se il TFR spettasse anche ai soci lavoratori di cooperativa. La Corte di Cassazione ha definitivamente chiarito che non vi è incompatibilità tra la disciplina del trattamento di fine rapporto (art.2120 c.c.) e la posizione di socio lavoratore con rapporto subordinato. Il TFR è quindi un diritto del socio lavoratore, matura dal primo giorno di lavoro e deve essere liquidato alla cessazione del rapporto, in qualsiasi modo essa avvenga.

    Come si calcola il TFR del socio lavoratore

    La formula è quella ordinaria dell’art.2120 c.c.:

    • Si somma la retribuzione utile ai fini del TFR percepita in ciascun anno (o frazione d’anno);
    • Si divide per 13,5 (coefficiente legale);
    • Il TFR accantonato viene rivalutato al 31 dicembre di ogni anno dell’1,5% fisso più il 75% dell’aumento dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo.

    La retribuzione utile ai fini del TFR include il minimo tabellare, gli scatti di anzianità, la tredicesima, eventuali superminimi, ma esclude il rimborso spese, le trasferte occasionali e, di regola, il ristorno cooperativo in quanto di natura mutualistica non retributiva.

    Destinazione del TFR: azienda, INPS o fondo pensione

    Il socio lavoratore può scegliere come destinare il proprio TFR:

    1. Accantonamento presso la cooperativa (se ha meno di 50 dipendenti): il TFR rimane nella disponibilità della cooperativa fino alla cessazione del rapporto.
    2. Fondo di tesoreria INPS (per cooperative con almeno 50 dipendenti): il TFR viene versato mensilmente all’INPS in un conto di tesoreria.
    3. Fondo di previdenza complementare: il socio lavoratore può aderire al Fondo Pensione Previdenza Cooperativa (fondato da AGCI, Confcooperative, Legacoop e CGIL, CISL, UIL; COVIP n.170), devolvendo il TFR al fondo pensione e beneficiando di un contributo datoriale ove previsto dal CCNL di settore.

    Anticipazione del TFR

    Il socio lavoratore con almeno 8 anni di anzianità può richiedere un’anticipazione del TFR (fino al 70%) nei seguenti casi (art.2120, co.6 c.c.):

    • acquisto della prima casa di abitazione;
    • spese sanitarie straordinarie per terapie e interventi riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche;
    • altri casi previsti dai contratti collettivi.

    L’anticipazione è consentita una sola volta nel corso del rapporto e riduce proporzionalmente il TFR residuo.

    Tabella riepilogativa

    TFR del socio lavoratore: elementi inclusi ed esclusi nella base di calcolo
    Voce retributiva Inclusa nel TFR? Note
    Minimo tabellare Sì Base principale
    Scatti di anzianità Sì Elemento stabile della retribuzione
    Tredicesima Sì Mensilità aggiuntiva contrattuale
    Superminimo individuale Sì (se stabile) No se occasionale
    Straordinario No (di regola) Salvo diversa previsione CCNL
    Ristorno cooperativo No Natura mutualistica, non retributiva
    Rimborsi spese No Non retributivi

    Le voci incluse/escluse dipendono dal CCNL di settore e dalle singole previsioni aziendali. Verificare con un consulente del lavoro.

    Casi pratici

    Tizio – TFR alla cessazione per dimissioni
    Tizio ha lavorato 9 anni come socio in una cooperativa edile con retribuzione tabellare annua di 28.000 euro lordi (includendo tredicesima). Il TFR maturato è indicativamente pari a 28.000 / 13,5 = circa 2.074 euro/anno, rivalutato annualmente. Dopo 9 anni accumula un TFR lordo di circa 18.000-19.000 euro (al netto della rivalutazione). Alla cessazione riceve anche il rimborso della quota associativa (es. 2.000 euro) nei termini dello statuto.
    Caia – Anticipazione TFR per acquisto prima casa
    Caia ha 10 anni di anzianità in una cooperativa logistica e vuole acquistare la prima casa. Il TFR accantonato è di 22.000 euro. Può richiedere un’anticipazione fino al 70% = 15.400 euro. La cooperativa eroga l’anticipazione; il TFR residuo si riduce a 6.600 euro e matura sulla retribuzione futura.
    Sempronio – TFR e fondo pensione Previdenza Cooperativa
    Sempronio aderisce al Fondo Pensione Previdenza Cooperativa al momento dell’assunzione. Il suo TFR viene devoluto al fondo anziçhé accantonato in azienda. La cooperativa versa un contributo aggiuntivo ove previsto dal CCNL di settore. Al momento della cessazione Sempronio non riceve il TFR direttamente: è la posizione individuale nel fondo pensione che matura nel tempo.

    Domande frequenti

    Il socio lavoratore ha diritto al TFR?
    Sì. La Cassazione ha confermato che non vi è incompatibilità tra TFR e qualità di socio lavoratore di cooperativa. Il TFR matura dal primo giorno e va liquidato alla cessazione.
    Come si calcola il TFR del socio lavoratore?
    Formula ordinaria art.2120 c.c.: retribuzione annua lorda (esclusi elementi non retributivi come rimborsi e ristorno) divisa per 13,5, rivalutata annualmente.
    Il ristorno concorre alla base di calcolo del TFR?
    In linea generale no: il ristorno ha natura mutualistica e non rientra nella base di calcolo del TFR. Possibile eccezione per ristorni con caratteristiche retributive riconosciuti dalla giurisprudenza.
    Il socio può anticipare il TFR?
    Sì, dopo 8 anni di anzianità, fino al 70%, per prima casa, spese sanitarie gravi o altri casi previsti dal CCNL.
    Alla cessazione del rapporto cosa riceve il socio lavoratore?
    TFR maturato, ferie e permessi non goduti, tredicesima pro quota, indennità sostitutiva del preavviso (se dovuta) e rimborso della quota associativa nei termini dello statuto.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e trattamento minimo del socio lavoratore, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso, licenziamento ed esclusione del socio lavoratore, ferie, permessi e ROL del socio lavoratore, maternità, paternità e congedi del socio lavoratore e tredicesima, quattordicesima e premi del socio lavoratore.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al giugno 2026. Il quadro normativo di riferimento è l’art.2120 del codice civile e la Legge 142/2001. Per il calcolo preciso del TFR è consigliabile consultare il proprio cedolino paga o un consulente del lavoro. Per situazioni specifiche rivolgersi alle organizzazioni sindacali (CGIL, CISL, UIL nelle rispettive federazioni di categoria), Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Lavoro e Servizi, AGCI Produzione e Lavoro, o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 158 SIC – (Sanzioni per i coordinatori)

    Art. 158 SIC – (Sanzioni per i coordinatori)

    Art. 158 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – (Sanzioni per i coordinatori)

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Il coordinatore per la progettazione è punito con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione dell’articolo 91, comma 1;

    2. Il coordinatore per l’esecuzione dei lavori è punito: a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione dell’articolo 92, commi 1, lettere a), b), c), e) ed f), e 2; b) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.000 a 4.800 euro per la violazione dell’articolo 92, comma 1, lettera d).

  • Art. 157 SIC – Sanzioni per i committenti e i responsabili dei lavori

    Art. 157 SIC – Sanzioni per i committenti e i responsabili dei lavori

    Art. 157 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Sanzioni per i committenti e i responsabili dei lavori

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Il committente o il responsabile dei lavori sono puniti: a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione dell’articolo 90, commi 3, 4 e 5; b) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.000 a 4.800 euro per la violazione degli articoli 90, comma 9, lettera a), 93, comma 2, e 100, comma 6-bis; c) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 711,92 a 2.562,91 euro per la violazione degli articoli 90, commi 7, 9, lettere b-bis) e c), e 101, comma 1, primo periodo.

  • CCNL Misericordie ANPAS: TFR e fine rapporto 2024

    CCNL Soccorso e Volontariato (Misericordie / Anpas)

    CCNL Misericordie ANPAS: TFR e fine rapporto 2024

    Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) è uno dei diritti fondamentali del lavoratore dipendente. Per i dipendenti di Misericordie e ANPAS, la disciplina è quella dell’art. 2120 c.c., con le specificazioni del CCNL sulla retribuzione utile e le eventuali destinazioni a fondi di previdenza complementare del settore.

    In sintesi

    Il TFR matura il 6,91% della retribuzione annua utile ai fini TFR (art. 2120 c.c.), rivalutato ogni anno dell’1,5% fisso più il 75% dell’inflazione ISTAT. Il CCNL ANPAS-Misericordie non modifica il meccanismo legale ma individua le voci utili ai fini TFR. Anticipazioni possibili dopo 8 anni di servizio (fino al 70%).

    Dati contrattuali

    CCNL
    CCNL di settore per il personale dipendente ANPAS ODV – Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia ODV (2020-2022)
    Parti datoriali
    ANPAS ODV · Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia ODV
    Parti sindacali
    FP-CGIL · CISL-FP · UIL-FPL
    Data firma
    2 febbraio 2024
    Norma principale
    Art. 2120 c.c. (TFR); D.Lgs. 252/2005 (previdenza complementare)

    Tabella riepilogativa

    TFR – Principali parametri di calcolo (CCNL ANPAS-Misericordie + legge)
    Parametro Valore / Regola
    Quota annua accantonabile 6,91% della retribuzione utile ai fini TFR
    Rivalutazione annua (31 dicembre) 1,5% fisso + 75% indice ISTAT (prezzi consumo)
    Contributo Fondo adeguamento TFR (a carico lavoratore) 0,50% della retribuzione (detratto dalla quota 6,91%)
    Anticipazione TFR Possibile dopo 8 anni; fino al 70% del maturato; motivazione richiesta
    Frequenza massima anticipazioni Una sola volta nel corso del rapporto di lavoro (art. 2120 c.c.)
    Tassazione TFR alla cessazione Tassazione separata (aliquota media degli ultimi 5 anni) o tassazione ordinaria se conviene
    Previdenza complementare L’art. 74 prevede solo l’armonizzazione della previdenza complementare con il CCNL Croce Rossa Italiana; nessun fondo di settore indicato

    Legge vs CCNL: il TFR è interamente disciplinato dall’art. 2120 c.c. Il CCNL ANPAS-Misericordie integra questa norma elencando le voci retributive della base di calcolo (art. 64, comma 4), prevedendo che il TFR sia corrisposto di norma entro il mese successivo alla risoluzione del rapporto (comma 2) e che le assenze non retribuite non diano titolo alla maturazione (comma 3).

    Come si calcola il TFR: la formula

    La formula di legge (art. 2120 c.c.) è:

    Quota annua TFR = Retribuzione annua utile ai fini TFR ÷ 13,5

    Il divisore 13,5 corrisponde a una quota del 7,41% della retribuzione utile; detratto il contributo dello 0,50% al Fondo adeguamento TFR si arriva al 6,91%. La retribuzione utile ai fini TFR nel CCNL ANPAS-Misericordie comprende:

    • Minimo tabellare annuo (12 mensilità ordinarie + tredicesima = 13 mensilità).
    • Superminimi consolidati (se previsti nel contratto individuale come voce fissa).
    • Indennità fisse e continuative (es. indennità turno fissa, se percepita con regolarità).
    • Indennità notturna e festiva: la loro inclusione o esclusione può dipendere dalla loro effettiva regolarità e continuatività. In caso di turni stabili e ripetitivi, la giurisprudenza tende a includerle.

    L’art. 64, comma 4, elenca: retribuzione come da inquadramento, retribuzione individuale di anzianità, indennità per mansioni superiori, superminimi, assegni «ad personam», premio di incentivazione, tredicesima, indennità sostitutiva del preavviso ed eventuali altre indennità fisse e ricorrenti. Le voci straordinarie variabili, i rimborsi spese e l’una tantum non sono tra quelle elencate.

    Rivalutazione e interessi

    Il TFR accantonato viene rivalutato al 31 dicembre di ogni anno con il tasso di interesse composto al tasso pari all’1,5% fisso più il 75% dell’incremento dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Questo meccanismo protegge il potere d’acquisto del TFR dall’inflazione. La rivalutazione è tassata con un’imposta sostitutiva del 17% (art. 1, comma 623, L. 190/2014).

    Destinazione: azienda o fondo pensione

    Dal 1° luglio 2026 (art. 8 D.Lgs. 252/2005, come modificato dalla L. 199/2025) il lavoratore di prima assunzione aderisce automaticamente alla previdenza complementare, ma entro 60 giorni dall’assunzione può rinunciare e scegliere cosa fare del proprio TFR futuro:

    • Lasciarlo in azienda: per le organizzazioni con meno di 50 dipendenti, il TFR resta presso l’ente. Per quelle con 50 o più dipendenti, viene trasferito al Fondo di Tesoreria INPS.
    • Destinarlo a un fondo di previdenza complementare: il lavoratore ottiene vantaggi fiscali (deducibilità dei contributi) e una pensione integrativa. Il CCNL ANPAS-Misericordie (art. 74) prevede solo che la previdenza complementare sia armonizzata con quella del CCNL Croce Rossa Italiana, senza indicare un fondo; in assenza di indicazione contrattuale, il lavoratore può scegliere liberamente tra i fondi pensione aperti o negoziali disponibili.

    Anticipazione del TFR

    Il lavoratore con almeno 8 anni di servizio continuativo può richiedere un’anticipazione del TFR fino al 70% del maturato per le seguenti finalità:

    • Acquisto o ristrutturazione della prima casa per sé o per i figli.
    • Spese sanitarie straordinarie per gravi malattie del lavoratore o dei familiari.
    • Congedo parentale (L. 53/2000): per congedi per formazione o cura dei figli.

    L’anticipazione è concessa nel limite del 10% degli aventi diritto e del 4% del totale dei dipendenti. Il datore di lavoro può legittimamente rifiutare se i limiti percentuali sono già stati raggiunti. L’anticipazione si tassa con tassazione separata.

    Casi pratici

    Tizio – Autista soccorritore con 10 anni di servizio, calcolo TFR
    Tizio (soccorritore autista in C1, minimo 1.511,15 € mensili) ha lavorato 10 anni. La sua retribuzione utile annua TFR è circa 1.511,15 € × 13 mensilità = 19.644,95 €. Quota annua TFR = 19.644,95 / 13,5 = circa 1.455 €, che dopo il contributo dello 0,50% (circa 98 €) diventano circa 1.357 €. In 10 anni il TFR accantonato è di circa 13.600 € prima della rivalutazione, che dipende dall’inflazione.
    Caia – OSS che richiede anticipazione per prima casa
    Caia ha 9 anni di anzianità e il TFR maturato ammonta a 11.000 € lordi. Può richiedere un’anticipazione fino al 70% = 7.700 €. La domanda è accettata se l’ente non ha già superato il limite del 10% degli aventi diritto. L’importo viene erogato netto dopo tassazione separata.
    Sempronio – Infermiere che sceglie il fondo pensione
    Sempronio viene assunto come infermiere in D3 (art. 50). Se è alla prima assunzione aderisce automaticamente alla previdenza complementare, salvo rinuncia entro 60 giorni: può lasciare il TFR futuro in azienda o destinarlo a un fondo pensione. Sceglie il fondo per i vantaggi fiscali: i contributi versati al fondo sono deducibili dall’IRPEF fino a 5.164,57 €/anno. In futuro, alla pensione, percepirà una rendita o un capitale aggiuntivo alla pensione INPS.

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR per un dipendente ANPAS-Misericordie?
    Il TFR si calcola dividendo la retribuzione annua utile per 13,5 (= 6,91% annuo). La quota maturata viene rivalutata ogni 31 dicembre con 1,5% fisso + 75% inflazione ISTAT.
    Cosa include la retribuzione utile ai fini TFR nel CCNL ANPAS-Misericordie?
    Include: minimo tabellare, tredicesima, superminimi fissi, indennità fisse e continuative. Esclude lo straordinario variabile, i rimborsi spese e le voci non continuative.
    Si può richiedere l’anticipazione del TFR?
    Sì, dopo 8 anni di servizio, fino al 70% del maturato, per acquisto prima casa, spese sanitarie straordinarie o congedo parentale. Il datore può rifiutare se supera i limiti percentuali di legge.
    Il TFR va lasciato in azienda o versato a un fondo pensione?
    Dal 1° luglio 2026 il lavoratore di prima assunzione aderisce automaticamente alla previdenza complementare, salvo rinuncia entro 60 giorni dall’assunzione (art. 8 D.Lgs. 252/2005). Lasciare il TFR in azienda è più semplice; destinarlo a un fondo pensione offre vantaggi fiscali (deducibilità contributi) e una pensione integrativa.
    Il TFR viene pagato anche in caso di dimissioni?
    Sì. Il TFR spetta in tutti i casi di cessazione del rapporto: licenziamento, dimissioni, scadenza contratto a termine, pensionamento, decesso. Non è mai perdibile per colpa del lavoratore.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024, preavviso, procedura telematica e tutele, preavviso e licenziamento 2024, ferie, permessi e ROL 2024, maternità e congedi 2024 e tredicesima e premi 2024.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al CCNL ANPAS-Misericordie 2020-2022 (firma definitiva 2 febbraio 2024). La disciplina del TFR si fonda sull’art. 2120 c.c. e sul D.Lgs. 252/2005. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, le organizzazioni sindacali di categoria (FP-CGIL, CISL-FP, UIL-FPL) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 154 SIC – Sbarramento della zona di demolizione

    Art. 154 SIC – Sbarramento della zona di demolizione

    Art. 154 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Sbarramento della zona di demolizione

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Nella zona sottostante la demolizione deve essere vietata la sosta ed il transito, delimitando la zona stessa con appositi sbarramenti.

    2. L’accesso allo sbocco dei canali di scarico per il caricamento ed il trasporto del materiale accumulato deve essere consentito soltanto dopo che sia stato sospeso lo scarico dall’alto.

  • Art. 153 SIC – Convogliamento del materiale di demolizione

    Art. 153 SIC – Convogliamento del materiale di demolizione

    Art. 153 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Convogliamento del materiale di demolizione

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Il materiale di demolizione non deve essere gettato dall’alto, ma deve essere trasportato oppure convogliato in appositi canali, il cui estremo inferiore non deve risultare ad altezza maggiore di due metri dal livello del piano di raccolta.

    2. I canali suddetti devono essere costruiti in modo che ogni tronco imbocchi nel tronco successivo; gli eventuali raccordi devono essere adeguatamente rinforzati.

    3. L’imboccatura superiore del canale deve essere realizzata in modo che non possano cadervi accidentalmente persone.

    4. Ove sia costituito da elementi pesanti od ingombranti, il materiale di demolizione deve essere calato a terra con mezzi idonei.

    5. Durante i lavori di demolizione si deve provvedere a ridurre il sollevamento della polvere, irrorando con acqua le murature ed i materiali di risulta.

  • Art. 152 SIC – Misure di sicurezza

    Art. 152 SIC – Misure di sicurezza

    Art. 152 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Misure di sicurezza

    In vigore dal 15/05/2008

    1. La demolizione dei muri effettuata con attrez-zature manuali deve essere fatta servendosi di ponti di servizio indipendenti dall’opera in demolizione.

    2. È vietato lavorare e fare lavorare gli operai sui muri in demolizione.

    3. Gli obblighi di cui ai commi 1 e 2 non sussistono quando trattasi di muri di altezza inferiore ai due metri.

  • CCNL Calzaturiero Industria: TFR e fine rapporto 2024

    CCNL Calzaturiero (Industria)

    CCNL Calzaturiero Industria: TFR e fine rapporto 2024

    Il trattamento di fine rapporto (TFR) spetta a ogni lavoratore alla cessazione del rapporto, qualunque sia la causa. Nel settore calzaturiero industria si segue la disciplina generale dell’art. 2120 c.c. e si integra con l’opzione di versamento a Previmoda, il fondo pensione complementare del settore.

    In sintesi

    Il TFR nel CCNL Calzaturiero Industria segue le regole dell’art. 2120 c.c.: si accumula annualmente dividendo la retribuzione lorda per 13,5 e rivalutando l’importo dell’1,5% fisso più il 75% dell’inflazione. I lavoratori possono destinarlo a Previmoda (fondo pensione del settore moda e calzaturiero) o mantenerlo in azienda/INPS.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Assocalzaturifici · Filctem-Cgil · Femca-Cisl · Uiltec-Uil
    Ultimo rinnovo
    17 luglio 2024
    Vigenza
    1° gennaio 2024 – 31 dicembre 2026
    Fondo pensione settore
    Previmoda
    Riferimento legge TFR
    Art. 2120 c.c.; D.Lgs. 252/2005

    Come si calcola la quota annua. Si somma la retribuzione dell’anno, tredicesima compresa (il CCNL non prevede la quattordicesima), e si divide per 13,5 (art. 2120 c.c.); dalla quota si sottrae lo 0,50% della retribuzione imponibile versato all’INPS. Per partire dal minimo del tuo livello usa la tabella retributiva del contratto.

    Quota annua di TFR sul solo minimo contrattuale (minimi dal 1° agosto 2026)
    Livello Minimo mensile Retribuzione annua (13 mensilità) Quota TFR annua (÷ 13,5)
    1° 1.557,00 € 20.241,00 € 1.499,33 €
    2° 1.796,40 € 23.353,20 € 1.729,87 €
    2° super 1.832,71 € 23.825,23 € 1.764,83 €
    3° 1.891,45 € 24.588,85 € 1.821,40 €
    3° super 1.933,07 € 25.129,91 € 1.861,47 €
    4° 1.980,50 € 25.746,50 € 1.907,15 €
    5° 2.054,43 € 26.707,59 € 1.978,34 €
    6° 2.163,79 € 28.129,27 € 2.083,65 €
    7° 2.355,70 € 30.624,10 € 2.268,45 €
    8° 2.509,13 € 32.618,69 € 2.416,20 €

    Importi calcolati sul solo minimo tabellare × 13 mensilità, senza scatti di anzianità né superminimi. Prima della sottrazione dello 0,50% a carico del lavoratore, la retribuzione utile per il TFR è definita dall’art. 74 del CCNL e comprende: minimo contrattuale, aumenti periodici di anzianità, eventuali aumenti di merito, superminimi individuali o collettivi, incentivo (cottimo), premio di produzione e mensilità aggiuntive, tredicesima, indennità di turno, di mensa e di funzione. Non rientrano rimborsi spese, straordinari e somme occasionali.

    Come si calcola il TFR: la formula di legge

    Il TFR è disciplinato dall’art. 2120 del Codice Civile. La quota annua si calcola con la seguente formula:

    Quota TFR annua = Retribuzione lorda annua ÷ 13,5

    La «retribuzione lorda annua» ai fini del TFR è elencata dall’art. 74 del CCNL: minimo contrattuale, aumenti periodici di anzianità, eventuali aumenti di merito, superminimi individuali o collettivi, incentivo (cottimo) o mancato cottimo, premio di produzione e mensilità aggiuntive, tredicesima, indennità di turno, di mensa e di funzione. Sono escluse le somme occasionali (straordinari, rimborsi spese, premi una tantum non continuativi).

    Le quote già accantonate vengono rivalutate ogni anno (31 dicembre) nella misura dell’1,5% fisso più il 75% dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo ISTAT (FOI senza tabacco). Sulla rivalutazione si applica l’imposta sostitutiva del 17%.

    Previmoda: il fondo pensione del settore calzaturiero

    Previmoda è il fondo pensione complementare di riferimento per i lavoratori dell’industria tessile, dell’abbigliamento, della moda e del settore calzaturiero (tutti i comparti afferenti all’area contrattuale Sistemi Moda). È un fondo di previdenza complementare a capitalizzazione individuale, negoziale, istituito ai sensi del D.Lgs. 252/2005.

    Per il CCNL (protocollo su Previmoda) il contributo paritetico a carico di azienda e lavoratore è l’1,50% del minimo contrattuale, calcolato per 13 mensilità; all’iscrizione è prevista una quota di 10 € (5 € a carico del lavoratore e 5 € dell’azienda). Dal 1° aprile 2025, per ogni lavoratore iscritto che versa il proprio contributo, le aziende versano un contributo aggiuntivo pari allo 0,24% dell’ERN (elemento retributivo nazionale), interamente destinato a un’assicurazione per premorienza e invalidità permanente.

    L’adesione a Previmoda consente al lavoratore di destinare il TFR futuro al fondo invece che mantenerlo in azienda/INPS, con la prospettiva di una rendita complementare alla pensione pubblica. La scelta di destinazione del TFR è irrevocabile (salvo uscita dal fondo per perdita dei requisiti).

    Destinazione del TFR: azienda, INPS o Previmoda

    Ogni lavoratore all’assunzione deve scegliere dove destinare il TFR futuro:

    • In azienda (solo per aziende con meno di 50 dipendenti): il datore lo conserva e lo liquida alla cessazione del rapporto, rivalutandolo annualmente;
    • Al Fondo di Tesoreria INPS (obbligatorio per aziende con 50+ dipendenti che non aderiscono a fondo pensione): il datore versa mensilmente all’INPS il TFR maturato; alla cessazione l’INPS eroga la liquidazione;
    • A Previmoda (o altro fondo pensione): il TFR viene investito sui mercati finanziari con l’obiettivo di costruire una pensione complementare; alla cessazione il lavoratore può richiedere la liquidazione in forma di capitale o rendita.

    Anticipazione del TFR in costanza di rapporto

    L’art. 2120 c.c. consente al lavoratore di richiedere un’anticipazione del TFR, fino al 70% di quanto maturato, al verificarsi di specifiche esigenze:

    1. Acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli;
    2. Spese sanitarie straordinarie per sé o per il coniuge o figli;
    3. Congedi parentali e di formazione (D.Lgs. 151/2001, già L. 53/2000).

    L’anticipazione è concessa una sola volta nel corso del rapporto e richiede almeno 8 anni di servizio continuativo presso lo stesso datore. Non può essere richiesta se il TFR è già stato destinato a Previmoda o ad altro fondo pensione.

    Casi pratici

    Tizio – Calcolo TFR dopo 10 anni
    Tizio (4° livello, minimo di agosto 2026 1.980,50 €, 2 scatti di anzianità = 8,47 € × 2 = 16,94 €, retribuzione mensile 1.997,44 €) ha lavorato 10 anni nello stesso calzaturificio. Retribuzione annua TFR: 1.997,44 × 13 = 25.966,72 €. Quota TFR annua: 25.966,72 / 13,5 = 1.923,46 €. Su 10 anni, senza rivalutazioni, a retribuzione costante: circa 19.235 €. Con le rivalutazioni annuali (che dipendono dall’inflazione), il TFR effettivo sarà superiore.
    Caia – Anticipo TFR per prima casa
    Caia (6° livello, 9 anni di anzianità) ha accumulato circa 18.000 € di TFR in azienda e vuole acquistare la sua prima casa. Può richiedere fino al 70% = 12.600 €. Ha diritto all’anticipazione avendo oltre 8 anni di servizio. Presenta richiesta scritta allegando il compromesso di acquisto. L’importo anticipato è soggetto a tassazione separata come il TFR normale.
    Sempronio – Scelta Previmoda all’assunzione
    Sempronio è assunto al 3° livello a 28 anni. Ha 6 mesi per scegliere dove destinare il TFR futuro. Confrontando la rivalutazione legale del TFR (1,5% + 75% dell’inflazione) con il rendimento potenziale di Previmoda, che non è garantito e varia per comparto e per anno, decide di aderire a Previmoda. Destina il TFR futuro al fondo e versa l’1,50% del minimo contrattuale; l’azienda versa un’altra quota dell’1,50% (protocollo su Previmoda).

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR nel CCNL Calzaturiero?
    Si divide la retribuzione lorda annua (comprensiva di tredicesima e voci continuative) per 13,5. Le quote accumulate si rivalutano annualmente dell’1,5% fisso più il 75% dell’inflazione ISTAT.
    Qual è il fondo pensione di settore per i calzaturieri?
    Il fondo pensione di riferimento è Previmoda, fondo complementare per i lavoratori dell’industria tessile, abbigliamento, moda e calzaturiero. Dal 1° aprile 2025 le aziende versano inoltre lo 0,24% dell’ERN per una copertura assicurativa (premorienza e invalidità permanente).
    Il lavoratore può richiedere l’anticipazione del TFR?
    Sì, fino al 70% del maturato, per acquisto prima casa, spese sanitarie straordinarie o congedi formativi. Richiede almeno 8 anni di servizio e viene concessa una sola volta.
    Dove viene accantonato il TFR se non aderisco a Previmoda?
    In azienda (per aziende sotto 50 dipendenti) oppure al Fondo di Tesoreria INPS (per aziende con 50+ dipendenti), ai sensi della L. 296/2006.
    Come vengono rivalutate le quote di TFR già accumulate?
    Con il tasso dell’1,5% fisso più il 75% dell’aumento dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo, applicato il 31 dicembre di ogni anno. Sulla rivalutazione si applica l’imposta sostitutiva del 17%.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024-2026, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento 2024, ferie, permessi e ROL 2024, maternità e congedi 2024 e tredicesima e premi di risultato.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL per i Lavoratori Addetti all’Industria delle Calzature del 17 luglio 2024. Il TFR è disciplinato dall’art. 2120 c.c. e dal D.Lgs. 252/2005 (previdenza complementare). Per informazioni su Previmoda si rimanda al sito ufficiale del fondo (previmoda.it). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro o le organizzazioni sindacali (Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil).

  • Art. 151 SIC – Ordine delle demolizioni

    Art. 151 SIC – Ordine delle demolizioni

    Art. 151 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Ordine delle demolizioni

    In vigore dal 15/05/2008

    1. I lavori di demolizione devono procedere con cautela e con ordine, devono essere eseguiti sotto la sorveglianza di un preposto e condotti in maniera da non pregiudicare la stabilità delle strutture portanti o di collegamento e di quelle eventuali adiacenti.

    2. La successione dei lavori deve risultare da apposito programma contenuto nel POS, tenendo conto di quanto indicato nel PSC, ove previsto, che deve essere tenuto a disposizione degli organi di vigilanza.

  • CCNL Formazione Professionale: TFR e fine rapporto

    CCNL Formazione Professionale

    TFR e fine rapporto nel CCNL Formazione Professionale Enti

    Come si calcola il trattamento di fine rapporto, quando si può anticipare, come funziona la destinazione al fondo Previfonder e cosa riceve il lavoratore alla cessazione del rapporto.

    In sintesi

    Il TFR nel CCNL Formazione Professionale è disciplinato dall’art. 2120 c.c. e dalla l. 297/1982. Si accantona ogni anno una quota pari alla retribuzione annua lorda divisa per 13,5 (circa il 7,41%). È rivalutato annualmente (75% inflazione ISTAT + 1,5%). Può essere destinato al fondo Previfonder (contributo datoriale 2%). L’anticipazione è possibile dopo 8 anni di servizio per specifiche esigenze.

    Dati contrattuali e normativi

    Parti datoriali
    FORMA · CENFOP
    Parti sindacali
    FLC-CGIL · CISL Scuola · UIL Scuola RUA · SNALS-CONFSAL
    Base normativa TFR
    Art. 2120 c.c., L. 297/1982
    Fondo previdenza complementare
    Previfonder (contributo datoriale 2%)

    Tabella riepilogativa

    TFR: maturazione indicativa per livello – CCNL Formazione Professionale (minimi settembre 2025)
    Livello Retribuzione annua lorda (×13) TFR annuo lordo (÷13,5) TFR dopo 10 anni (indicativo)
    I 21.268 € 1.575 € ~16.900 €
    III 23.850 € 1.767 € ~18.950 €
    V 26.749 € 1.981 € ~21.240 €
    VII 31.728 € 2.350 € ~25.200 €
    IX 41.896 € 3.103 € ~33.250 €

    Nota: i valori dopo 10 anni includono la rivalutazione annuale (75% ISTAT + 1,5%, su base storica media). Il TFR effettivo dipende dall’inflazione reale e dalla retribuzione effettiva percepita (che include anche tredicesima, straordinari ed eventuali superminimi). Importi lordi al lordo dell’imposta sostitutiva del 17%.

    Come si calcola il TFR: la formula di legge

    Il TFR è disciplinato dall’art. 2120 del codice civile. La formula di accantonamento è la seguente:

    • Quota annua da accantonare = retribuzione annua utile ai fini TFR / 13,5;
    • La retribuzione utile comprende: tutte le voci della retribuzione in godimento, compresa la tredicesima mensilità, ma escluse le voci aventi carattere di rimborso spese;
    • Il divisore 13,5 è fisso per legge (non modificabile dal CCNL);
    • La quota annua si accanfona nel conto individuale TFR del lavoratore.

    A fine anno il TFR già accantonato viene rivalutato della misura pari al 75% dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, più un tasso fisso dell’1,5% (art. 2120, comma 4, c.c.).

    Destinazione del TFR: azienda o Previfonder

    Dalla l. 296/2006 (legge Finanziaria 2007) e fino alle assunzioni del 30 giugno 2026, i nuovi lavoratori assunti hanno avuto 6 mesi di tempo dalla prima assunzione per scegliere se:

    • Mantenere il TFR in azienda: il datore lo accanfona internamente (o lo versa al Fondo di Tesoreria INPS per le aziende sopra 49 dipendenti);
    • Destinarlo a un fondo di previdenza complementare: nel settore della formazione professionale il fondo di riferimento è Previfonder, costituito nel 2026 per i lavoratori a cui si applica il CCNL AGIDAE.

    Se il lavoratore non esprime la scelta entro 6 mesi (silenzio-assenso), il TFR viene destinato per default al fondo complementare di riferimento del settore. Per le prime assunzioni nel settore privato dal 1° luglio 2026 l’adesione al fondo di riferimento è invece automatica, salvo rinuncia entro 60 giorni dalla prima assunzione (art. 8, commi 7-7-quater, D.Lgs. 252/2005, come modificato dalla L. 199/2025). Il CCNL prevede che il datore di lavoro contribuisca a Previfonder con il 2% della retribuzione, indipendentemente dalla scelta del lavoratore sul TFR. La contribuzione datoriale al fondo è un beneficio aggiuntivo rispetto al TFR.

    L’anticipazione del TFR

    Il lavoratore può richiedere un’anticipazione del TFR maturato nei seguenti casi (art. 2120 c.c.):

    • Acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli, documentato con atto notarile;
    • Spese sanitarie straordinarie per terapie o interventi straordinari riconosciuti dalle strutture pubbliche;
    • Per fruire dei congedi parentali o formativi previsti dalla legge;
    • Per far fronte ad altre cause previste dalla legge.

    La richiesta può essere presentata dopo almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore, una sola volta nell’arco del rapporto. L’anticipazione non può superare il 70% del TFR maturato. La domanda va presentata per iscritto con la documentazione giustificativa.

    Il TFR alla cessazione del rapporto

    Alla cessazione del rapporto, qualunque ne sia la causa, il lavoratore ha diritto alla liquidazione del TFR maturato. Il TFR è assoggettato a tassazione separata (IRPEF con aliquota media degli ultimi 5 anni di reddito, calcolata dall’Agenzia delle Entrate). L’aliquota applicata è solitamente inferiore a quella ordinaria, rendendo il TFR uno strumento di risparmio fiscalmente favorevole.

    Casi pratici

    Tizio – Formatore al livello V dopo 5 anni di servizio
    Tizio è formatore al livello V con 5 anni di anzianità. La sua retribuzione annua ai fini TFR è circa 26.749 € (minimo × 13). La quota annua di TFR è 26.749 / 13,5 = 1.981 €. Dopo 5 anni (con rivalutazione annua media del 2,5%) ha accumulato indicativamente 10.400 € lordi di TFR. Può presentare domanda di anticipazione solo dopo 8 anni (non ancora maturati).
    Caia – Coordinatrice al livello VII che aderisce a Previfonder
    Caia aderisce a Previfonder destinando il proprio TFR futuro al fondo. Il datore contribuisce automaticamente il 2% della retribuzione (circa 634 €/anno aggiuntivi). Caia sceglie di versare anche un contributo volontario pari al 2% (ulteriori 634 €/anno). La somma dei contributi (TFR + datore 2% + volontario 2%) si accumula nel fondo con rendimenti di mercato. Al pensionamento, Caia potrà scegliere tra rendita, capitale o combinazione dei due.
    Sempronio – Impiegato al livello III che acquista casa dopo 8 anni
    Sempronio ha 9 anni di servizio e ha maturato circa 16.000 € di TFR. Vuole acquistare la prima casa con un mutuo e richiede all’ente un’anticipazione del 70% del TFR maturato: 16.000 × 0,70 = 11.200 €. Presenta la documentazione del preliminare di compravendita. L’ente eroga l’anticipazione entro 60 giorni dalla richiesta. L’importo sarà detratto dal TFR finale alla cessazione del rapporto.

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR nel CCNL Formazione Professionale?
    Il TFR si calcola dividendo la retribuzione annua lorda (compresa la tredicesima) per 13,5. La quota annua è rivalutata ogni anno del 75% dell’inflazione ISTAT più 1,5% (art. 2120 c.c.).
    Quando si riceve il TFR nel CCNL Formazione Professionale?
    Il TFR è corrisposto alla cessazione del rapporto di lavoro, qualunque ne sia la causa. La liquidazione deve avvenire entro il giorno di cessazione o nel cedolino del mese successivo.
    È possibile anticipare il TFR nel CCNL Formazione Professionale?
    Sì, dopo almeno 8 anni di servizio, per acquisto prima casa, spese mediche straordinarie o congedo parentale/formativo. L’anticipazione non può superare il 70% del TFR maturato e è consentita una sola volta.
    Cosa è Previfonder e come funziona?
    Previfonder è il fondo di previdenza complementare per i lavoratori del settore AGIDAE (inclusa la formazione professionale). Il datore contribuisce con il 2% della retribuzione. Il lavoratore può destinare il TFR futuro al fondo e aggiungere contributi volontari. È uno strumento per costruire una pensione complementare con vantaggi fiscali.
    Se lascio il lavoro dopo pochi mesi perdo il TFR?
    No. Il TFR matura dal primo giorno di rapporto e spetta sempre, indipendentemente dalla durata del servizio e dalla causa della cessazione.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024-2027, preavviso, procedura telematica e tutele, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi parentali e tredicesima, premi e fondo incentivi.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al CCNL Formazione Professionale 2024-2027 (firma del 1° marzo 2024). Il TFR è disciplinato dall’art. 2120 c.c. e dalla l. 297/1982 (istituti di legge). Previfonder è il fondo di previdenza complementare di settore (informazioni aggiornate a maggio 2026). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (FLC-CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS-CONFSAL) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 150 SIC – Rafforzamento delle strutture

    Art. 150 SIC – Rafforzamento delle strutture

    Art. 150 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Rafforzamento delle strutture

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Prima dell’inizio di lavori di demolizione è fatto obbligo di procedere alla verifica delle condizioni di conservazione e di stabilità delle varie strutture da demolire.

    2. In relazione al risultato di tale verifica devono essere eseguite le opere di rafforzamento e di puntellamento necessarie ad evitare che, durante la demolizione, si verifichino crolli intempestivi.

  • Art. 149 SIC – Paratoie e cassoni

    Art. 149 SIC – Paratoie e cassoni

    Art. 149 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Paratoie e cassoni

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Paratoie e cassoni devono essere: a) ben costruiti, con materiali appropriati e solidi dotati di resistenza sufficiente; b) provvisti dell’attrezzatura adeguata per consentire ai lavoratori di ripararsi in caso di irruzione d’acqua e di materiali.

    2. La costruzione, la sistemazione, la trasformazione o lo smantellamento di una paratoia o di un cassone devono essere effettuati soltanto sotto la diretta sorveglianza di un preposto.

    3. Il datore di lavoro assicura che le paratoie e i cassoni vengano ispezionati ad intervalli regolari.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.