In sintesi
- L'ENAC può ordinare con provvedimento motivato l'abbattimento degli ostacoli non compatibili con la sicurezza della navigazione aerea o l'eliminazione dei pericoli.
- L'onere dell'abbattimento è posto a carico del proprietario dell'opera che costituisce ostacolo.
- Se l'ostacolo o il pericolo sono preesistenti alla pubblicazione del piano di sviluppo aeroportuale (o, in mancanza, del piano regolatore aeroportuale), il privato che subisce un pregiudizio ha diritto a una indennità.
- La norma bilancia l'interesse pubblico alla sicurezza aeronautica con la tutela patrimoniale dei soggetti privati preesistenti al vincolo aeroportuale.
Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 714 Codice della Navigazione — Abbattimento degli ostacoli ed eliminazione dei pericoli
R.D. 30 marzo 1942, n. 327 — Codice della navigazione
L'ENAC ordina, con provvedimento motivato, che siano abbattuti gli ostacoli non compatibili con la sicurezza della navigazione aerea o eliminati i pericoli per la stessa. Il relativo onere è posto a carico del proprietario dell'opera che costituisce ostacolo. Se l'ostacolo o la situazione di pericolo sono preesistenti alla data di pubblicazione del piano di sviluppo aeroportuale o, in carenza di esso, del piano regolatore aeroportuale, è corrisposta un'indennità all'interessato che abbia subito un pregiudizio in conseguenza dell'abbattimento o dell'eliminazione.
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Commento
Ratio e collocazione nel sistema degli artt. 707-715
L'articolo 714 del Codice della navigazione costituisce lo strumento ablatorio di ultima istanza nel sistema di tutela degli spazi aerei pericostali agli aeroporti. Mentre gli artt. 709 e 711 operano in via preventiva — subordinando all'autorizzazione ENAC la costituzione di nuovi ostacoli e attività pericolose — l'art. 714 interviene a posteriori, quando un ostacolo già esistente risulti incompatibile con la sicurezza della navigazione e non sia sufficiente una mera segnalazione ai sensi dell'art. 712. La norma esprime il primato dell'interesse alla sicurezza aeronautica sul diritto di proprietà individuale, secondo un principio generale che attraversa l'intero sistema della tutela degli spazi aerei nel diritto internazionale e interno.
Il provvedimento di abbattimento: requisiti e natura
L'ordine di abbattimento degli ostacoli o di eliminazione dei pericoli deve essere adottato dall'ENAC con «provvedimento motivato»: il requisito della motivazione non è meramente formale, ma impone all'autorità di esplicitare le ragioni tecniche per cui l'ostacolo è incompatibile con la sicurezza della navigazione, con riferimento alle specifiche superfici di rispetto violate o ai pericoli concreti determinati dalla sua presenza. Un provvedimento privo di adeguata motivazione tecnica è annullabile dal TAR per difetto di motivazione. Il provvedimento ha natura di ordine amministrativo con effetti reali: crea un obbligo a carico del proprietario di abbattere il manufatto o di eliminare la fonte di pericolo, indipendentemente dal fatto che l'ostacolo sia stato legittimamente costruito o che il privato abbia agito in buona fede. In caso di inadempienza, l'ENAC può procedere all'esecuzione coattiva del provvedimento con rivalsa delle spese nei confronti del proprietario.
L'imputazione degli oneri al proprietario
Il secondo comma stabilisce che il costo dell'abbattimento è a carico del proprietario dell'opera che costituisce ostacolo. Questo principio si applica pacificamente agli ostacoli costituiti in violazione dell'art. 709 (cioè senza autorizzazione ENAC): in tal caso, il proprietario ha agito contra legem e non può invocare tutela patrimoniale. Il principio si applica anche quando l'ostacolo era stato originariamente autorizzato ma successivamente risulti incompatibile con le nuove esigenze aeroportuali (ampliamento della pista, modifica delle procedure di avvicinamento, aggiornamento degli standard tecnici ICAO): anche in questo caso, il proprietario sopporta i costi dell'abbattimento, salvo il diritto all'indennità previsto dal terzo comma nelle ipotesi di preesistenza.
Il diritto all'indennità per gli ostacoli preesistenti
Il terzo comma introduce un'eccezione al principio dell'imputazione integrale degli oneri al proprietario: se l'ostacolo o la situazione di pericolo sono preesistenti alla data di pubblicazione del piano di sviluppo aeroportuale o, in mancanza di esso, del piano regolatore aeroportuale, al proprietario è corrisposta un'indennità per il pregiudizio subito in conseguenza dell'abbattimento o dell'eliminazione. La ratio è quella di tutelare l'affidamento legittimo dei privati che, al momento in cui hanno costruito l'opera o intrapreso l'attività, non erano soggetti ad alcun vincolo aeroportuale e non potevano prevedere che la successiva espansione dell'aeroporto avrebbe reso il loro manufatto incompatibile con la sicurezza aeronautica. Il parametro temporale di riferimento è la pubblicazione del piano di sviluppo aeroportuale — o del piano regolatore aeroportuale in sua assenza — che costituisce il momento in cui il privato avrebbe potuto (e dovuto) conoscere la programmata espansione dell'aeroporto e le conseguenti limitazioni. La determinazione dell'indennità segue i criteri generali dell'indennizzo per limitazioni dell'espropriazione per pubblica utilità: essa non copre l'intero valore venale del bene, ma il solo pregiudizio effettivamente subito in conseguenza dell'abbattimento.
Coordinamento con la normativa espropriativa e tutela giurisdizionale
Il sistema delineato dall'art. 714 si coordina con la normativa sull'espropriazione per pubblica utilità (D.P.R. 327/2001, T.U. espropriazioni): l'ordine di abbattimento non è tecnicamente un esproprio (non trasferisce la proprietà del bene), ma produce effetti patrimoniali equivalenti quando impone la demolizione di un manufatto di valore significativo. Le controversie relative alla determinazione dell'indennità sono devolute alla giurisdizione ordinaria (come per le controversie indennitarie in materia espropriativa), mentre le contestazioni sull'illegittimità del provvedimento di abbattimento (difetto di motivazione, incompetenza, eccesso di potere) rientrano nella giurisdizione del giudice amministrativo. La presenza di due plessi giurisdizionali per aspetti diversi della medesima vicenda rende opportuno un coordinamento delle azioni, in modo da evitare conflitti tra il giudicato amministrativo e quello civile sull'entità dell'indennità.
Casi pratici
Caso 1: Abbattimento di un edificio residenziale costruito senza autorizzazione
Tizio ha edificato una villetta di tre piani nelle vicinanze dell'aeroporto senza richiedere l'autorizzazione ENAC prevista dall'art. 709; l'edificio supera le superfici di rispetto della pista. L'ENAC, con provvedimento motivato, ordina l'abbattimento del manufatto e pone tutti i costi della demolizione a carico di Tizio: non gli spetta alcuna indennità perché l'edificio è stato realizzato in violazione di legge dopo la pubblicazione del piano regolatore aeroportuale.
Caso 2: Fabbricato preesistente all'espansione dell'aeroporto
Caio è proprietario di un capannone industriale costruito vent'anni prima, quando il terreno non era soggetto ad alcun vincolo aeroportuale. A seguito dell'ampliamento della pista e della pubblicazione di un nuovo piano di sviluppo aeroportuale, il capannone risulta ora incompatibile con le nuove superfici di rispetto: l'ENAC ordina l'abbattimento, ma riconosce a Caio il diritto all'indennità per il pregiudizio subito, da determinare in proporzione al valore commerciale del manufatto abbattuto.
Caso 3: Eliminazione di un laghetto che richiama volatili
Sempronio ha realizzato un laghetto per la pesca sportiva a ridosso dell'aeroporto prima che l'area fosse inclusa nelle zone soggette a limitazioni. Dopo diversi episodi di bird strike segnalati dagli equipaggi, l'ENAC ordina l'eliminazione del laghetto per rimuovere il richiamo per la fauna selvatica. Poiché il laghetto è preesistente al piano regolatore aeroportuale, Sempronio ha diritto all'indennità per i costi di bonifica del terreno e la perdita dell'investimento effettuato nell'impianto ittico.
Domande frequenti
L'ENAC può ordinare la demolizione di un edificio per ragioni di sicurezza aeronautica?
Sì. L'art. 714 attribuisce all'ENAC il potere di ordinare con provvedimento motivato l'abbattimento degli ostacoli non compatibili con la sicurezza della navigazione aerea. Il provvedimento può riguardare qualsiasi opera, indipendentemente dal fatto che essa sia stata costruita prima o dopo il vincolo aeroportuale.
Chi paga i costi dell'abbattimento dell'ostacolo?
Il proprietario dell'opera che costituisce ostacolo. Se l'opera era stata costruita senza autorizzazione ENAC, non spetta alcuna indennità. Se invece l'ostacolo è preesistente al piano di sviluppo aeroportuale, il proprietario ha diritto a un'indennità per il pregiudizio subito.
Quando scatta il diritto all'indennità per abbattimento di un ostacolo?
Quando l'ostacolo o la situazione di pericolo sono preesistenti alla data di pubblicazione del piano di sviluppo aeroportuale o, in sua assenza, del piano regolatore aeroportuale. Il proprietario deve dimostrare la preesistenza del manufatto rispetto alla pianificazione aeroportuale.
Il provvedimento di abbattimento può essere impugnato?
Sì. Il privato che ritiene illegittimo l'ordine di abbattimento può impugnarlo davanti al TAR per difetto di motivazione, incompetenza o eccesso di potere. La contestazione dell'entità dell'indennità (per gli ostacoli preesistenti) è invece di competenza del giudice ordinario.
L'ordine di abbattimento equivale a un esproprio?
No tecnicamente, perché non trasferisce la proprietà del bene. Tuttavia produce effetti patrimoniali analoghi all'esproprio quando impone la demolizione di manufatti di valore significativo. Il diritto all'indennità previsto per gli ostacoli preesistenti si ispira ai principi della normativa espropriativa (D.P.R. 327/2001).
Vedi anche