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Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Per gli aeroporti militari il Ministero della difesa esercita tutte le competenze previste dagli articoli successivi del Codice, in sostituzione dell'ENAC.
  • Le competenze ministeriali includono la predisposizione e pubblicazione delle mappe aeronautiche e l'autorizzazione alla costituzione di ostacoli alla navigazione.
  • Il Ministero impone limitazioni e rilascia autorizzazioni (art. 711), dispone il collocamento di segnali (art. 712) e ordina l'abbattimento di ostacoli (art. 714).
  • La norma riflette la separazione di competenze tra l'autorità civile (ENAC) e quella militare (Ministero della difesa) nella gestione degli spazi aerei aeroportuali.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 710 Codice della Navigazione — Aeroporti militari

R.D. 30 marzo 1942, n. 327 — Codice della navigazione

Per gli aeroporti militari, il Ministero della difesa esercita le competenze relative:

a) alla predisposizione e pubblicazione delle mappe aeronautiche;

b) alla autorizzazione alla costituzione degli ostacoli alla navigazione aerea nelle vicinanze degli stessi;

c) all'imposizione di limitazioni e rilascio di autorizzazioni di cui all'articolo 711;

d) al collocamento di segnali di cui all'articolo 712;

e) all'abbattimento degli ostacoli ed all'eliminazione dei pericoli di cui all'articolo 714.

Commento

Ratio della disposizione e separazione civile-militare

L'articolo 710 del Codice della navigazione introduce una deroga al regime ordinario delineato dagli articoli 707-715, riservando al Ministero della difesa l'esercizio di tutte le competenze aeronautiche in materia di ostacoli, segnali e pericoli con riferimento agli aeroporti militari. La ratio di questa scelta è duplice: da un lato, le esigenze operative e di sicurezza nazionale proprie degli aeroporti militari richiedono che la valutazione tecnica e la gestione dei rischi siano affidate a un'autorità che abbia piena cognizione delle esigenze della difesa; dall'altro, la riservatezza di alcune informazioni relative agli aeroporti militari (configurazione delle piste, tipologia di aeromobili, procedure operative tattiche) rende inappropriata la pubblicità che contraddistingue le procedure ENAC per gli aeroporti civili.

Le competenze enumerate

L'articolo elenca in modo tassativo le funzioni che il Ministero della difesa esercita in luogo dell'ENAC sugli aeroporti militari. La lettera a) riguarda la predisposizione e pubblicazione delle mappe aeronautiche: mentre per gli aeroporti civili le mappe ENAC sono depositate presso i comuni e pubblicate nel Bollettino ufficiale regionale con piena accessibilità al pubblico, per gli aeroporti militari la pubblicazione avviene secondo modalità specifiche che tengono conto della riservatezza delle informazioni, tipicamente attraverso pubblicazioni aeronautiche ufficiali (AIP militare) destinate agli operatori del settore. La lettera b) riguarda l'autorizzazione alla costituzione di ostacoli alla navigazione aerea nelle vicinanze degli aeroporti militari (rinvio all'art. 709). La lettera c) concerne l'imposizione di limitazioni alle opere, piantagioni e attività che costituiscono pericolo o richiamo per la fauna selvatica (rinvio all'art. 711). La lettera d) disciplina il collocamento di segnali di avvertimento sulle opere e strutture che richiedono maggiore visibilità (rinvio all'art. 712). La lettera e), infine, attribuisce al Ministero il potere di ordinare l'abbattimento degli ostacoli non compatibili con la sicurezza aeronautica (rinvio all'art. 714).

Profili pratici e coordinamento con l'ENAC

Nella pratica, la distinzione tra aeroporto civile e militare non è sempre netta: esistono aeroporti a uso misto (civile-militare), nei quali l'esercizio delle competenze è ripartito tra ENAC e Ministero della difesa sulla base di accordi o protocolli specifici. In tali contesti, il coordinamento tra le due autorità è essenziale per evitare conflitti di competenza o lacune nel sistema di tutela della sicurezza aeronautica. L'art. 707, ultimo comma, già prevede che per gli aeroporti militari le funzioni siano esercitate dal Ministero della difesa e disciplinate con decreto del Ministro della difesa, confermando la riserva ministeriale anche sul versante della pianificazione. Il decreto ministeriale costituisce la fonte secondaria di riferimento per la disciplina di dettaglio degli aeroporti militari, analogamente a quanto il regolamento ENAC rappresenta per gli aeroporti civili.

Implicazioni per i privati

Per i soggetti privati — proprietari di terreni, imprenditori, residenti — che si trovino nelle aree limitrofe a un aeroporto militare, il soggetto competente cui rivolgersi per ottenere autorizzazioni, presentare opposizioni o ricevere comunicazioni sui vincoli è il Ministero della difesa e non l'ENAC. Le procedure saranno quelle definite dal decreto ministeriale di attuazione dell'art. 710 e dalla normativa speciale del settore difesa. Eventuali controversie con l'autorità militare saranno di competenza del giudice amministrativo, con la specifica considerazione che alcune informazioni potranno essere coperte da segreto militare, limitando la pienezza del contraddittorio processuale.

Casi pratici

Caso 1: Richiesta di autorizzazione per una torre eolica vicino a una base militare

Tizio intende costruire una torre eolica di settanta metri a pochi chilometri da una base aerea militare. Diversamente da quanto avverrebbe per un aeroporto civile (dove il referente sarebbe l'ENAC), Tizio deve presentare la domanda di autorizzazione al Ministero della difesa, che valuterà la compatibilità dell'impianto con la sicurezza delle operazioni di decollo e atterraggio degli aeromobili militari, eventualmente applicando procedure riservate.

Caso 2: Opposizione alle mappe di una base militare

Caio, proprietario di un terreno agricolo confinante con una base aerea militare, riceve notifica che il suo fondo ricade nelle zone soggette a limitazioni indicate nelle mappe aeronautiche militari. A differenza del regime civile, l'iter da seguire è quello stabilito dal decreto del Ministro della difesa: Caio deve rivolgersi all'ufficio competente del Ministero, non all'ENAC, per presentare le proprie osservazioni sui vincoli aeronautici gravanti sul suo terreno.

Caso 3: Abbattimento di un fabbricato preesistente in zona militare

Sempronio è proprietario di un vecchio silos agricolo nelle vicinanze di una pista militare; il Ministero della difesa ordina l'abbattimento del manufatto perché incompatibile con le superfici di rispetto della base aerea. Poiché il silos è preesistente alla pubblicazione del piano regolatore aeroportuale militare, Sempronio ha diritto all'indennità prevista dall'art. 714, ma la liquidazione avviene secondo le modalità stabilite dalla normativa militare applicabile.

Domande frequenti

Chi ha competenza sugli aeroporti militari per le limitazioni agli ostacoli?

Il Ministero della difesa esercita tutte le competenze previste dagli artt. 709-714 cod. nav. per gli aeroporti militari, in sostituzione dell'ENAC. Le funzioni sono disciplinate con decreto del Ministro della difesa.

Le mappe degli aeroporti militari sono pubbliche come quelle civili?

Non necessariamente. Il Ministero della difesa provvede alla predisposizione e pubblicazione delle mappe aeronautiche militari secondo modalità che tengono conto delle esigenze di riservatezza proprie della difesa nazionale, tipicamente attraverso pubblicazioni aeronautiche ufficiali (AIP militare) destinate agli operatori del settore.

In caso di aeroporto a uso misto civile-militare, a chi ci si rivolge per le autorizzazioni?

La ripartizione di competenze tra ENAC e Ministero della difesa è stabilita da accordi o protocolli specifici. In pratica, per la parte civile dell'aeroporto misto si applica la disciplina ENAC, mentre per le aree e le operazioni militari vale la competenza ministeriale.

Se si vuole costruire vicino a una base aerea militare, quale autorità deve autorizzare i lavori?

Il Ministero della difesa, non l'ENAC. I privati che intendono realizzare opere nelle vicinanze di aeroporti militari devono ottenere l'autorizzazione ministeriale ai sensi dell'art. 710 lett. b) in combinato con l'art. 709 cod. nav.

I diritti dei privati sono tutelati anche in caso di vincoli imposti da aeroporti militari?

Sì. Le garanzie sostanziali (diritto all'indennità in caso di abbattimento di ostacoli preesistenti, ex art. 714) si applicano anche agli aeroporti militari. Tuttavia, le procedure sono quelle del decreto ministeriale e alcune informazioni possono essere coperte da segreto militare.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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