Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 178 SIC – (Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente)

    Art. 178 SIC – (Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente)

    Art. 178 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – (Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente)

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Il datore di lavoro ed il dirigente sono puniti: a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 fino a 6.400 euro per la violazione degli articoli 174, comma 2 e 3, 175, commi 1 e 3, e 176, commi 1, 3, 5; b) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 750 a 4.000 euro per la violazione degli articoli 176, comma 6, e

    177. 2. La violazione di più precetti riconducibili alla categoria omogenea di requisiti di sicurezza relativi alle attrezzature munite di videoterminale di cui all’allegato XXXIV, punti 1, 2 e 3 è considerata una unica violazione ed è punita con la pena prevista dal comma 1, lettera a). L’organo di vigilanza è tenuto a precisare in ogni caso, in sede di contestazione, i diversi precetti violati.

  • Art. 54 T.U. Espropriazione – Opposizioni alla stima

    Art. 54 T.U. Espropriazione – Opposizioni alla stima

    D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 – Testo unico in materia di espropriazione per pubblica utilità

    1. Decorsi trenta giorni dalla comunicazione prevista dall’articolo 27, comma 2, il proprietario espropriato, il promotore dell’espropriazione o il terzo che ne abbia interesse può impugnare innanzi all’autorità giudiziaria gli atti dei procedimenti di nomina dei periti e di determinazione dell’indennità, la stima fatta dai tecnici, la liquidazione delle spese di stima e comunque può chiedere la determinazione giudiziale dell’indennità. Le controversie di cui al presente comma sono disciplinate dall’articolo 29 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150.

    2.

    3.

    4.

    5. Trascorso il termine per la proposizione dell’opposizione alla stima, l’indennità è fissata definitivamente nella somma risultante dalla perizia.

  • Art. 177 SIC – Informazione e formazione

    Art. 177 SIC – Informazione e formazione

    Art. 177 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Informazione e formazione

    In vigore dal 15/05/2008

    1. In ottemperanza a quanto previsto in via generale dall’articolo 18, comma 1, lettera l), il datore di lavoro: a) fornisce ai lavoratori informazioni, in particolare per quanto riguarda: 1) le misure applicabili al posto di lavoro, in base all’analisi dello stesso di cui all’articolo 174; 2) le modalità di svolgimento dell’attività; 3) la protezione degli occhi e della vista; b) assicura ai lavoratori una formazione adeguata in particolare in ordine a quanto indicato al comma 1, lettera a).

  • Art. 176 SIC – Sorveglianza sanitaria

    Art. 176 SIC – Sorveglianza sanitaria

    Art. 176 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Sorveglianza sanitaria

    In vigore dal 15/05/2008

    1. I lavoratori sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 41, con particolare riferimento: a) ai rischi per la vista e per gli occhi; b) ai rischi per l’apparato muscolo-scheletrico.

    2. Sulla base delle risultanze degli accertamenti di cui al comma 1 i lavoratori vengono classificati ai sensi dell’articolo 41, comma

    6. 3. Salvi i casi particolari che richiedono una frequenza diversa stabilita dal medico competente, la periodicità delle visite di controllo è biennale per i lavoratori classificati come idonei con prescrizioni o limitazioni e per i lavoratori che abbiano compiuto il cinquantesimo anno di età; quinquennale negli altri casi.

    4. Per i casi di inidoneità temporanea il medico competente stabilisce il termine per la successiva visita di idoneità.

    5. Il lavoratore è sottoposto a visita di controllo per i rischi di cui al comma 1 a sua richiesta, secondo le modalità previste all’articolo 41, comma 2, lettera c).

    6. Il datore di lavoro fornisce a sue spese ai lavoratori i dispositivi speciali di correzione visiva, in funzione dell’attività svolta, quando l’esito delle visite di cui ai commi 1, 3 e 4 ne evidenzi la necessità e non sia possibile utilizzare i dispositivi normali di correzione.

  • Art. 175 SIC – Svolgimento quotidiano del lavoro

    Art. 175 SIC – Svolgimento quotidiano del lavoro

    Art. 175 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Svolgimento quotidiano del lavoro

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Il lavoratore, ha diritto ad una interruzione della sua attività mediante pause ovvero cambiamento di attività.

    2. Le modalità di tali interruzioni sono stabilite dalla contrattazione collettiva anche aziendale.

    3. In assenza di una disposizione contrattuale riguardante l’interruzione di cui al comma 1, il lavoratore comunque ha diritto ad una pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa al videoterminale.

    4. Le modalità e la durata delle interruzioni possono essere stabilite temporaneamente a livello individuale ove il medico competente ne evidenzi la necessità.

    5. È comunque esclusa la cumulabilità delle interruzioni all’inizio ed al termine dell’orario di lavoro.

    6. Nel computo dei tempi di interruzione non sono compresi i tempi di attesa della risposta da parte del sistema elettronico, che sono considerati, a tutti gli effetti, tempo di lavoro, ove il lavoratore non possa abbandonare il posto di lavoro.

    7. La pausa è considerata a tutti gli effetti parte integrante dell’orario di lavoro e, come tale, non è riassorbibile all’interno di accordi che prevedono la riduzione dell’orario complessivo di lavoro.

  • TFR e fine rapporto nel CCNL UNEBA Socio-Sanitario-Assistenziale

    CCNL Socio-Sanitario-Assistenziale UNEBA

    TFR e fine rapporto nel CCNL UNEBA: calcolo, anticipazione e previdenza complementare

    Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) nei settori UNEBA segue l'art. 2120 c.c. con alcune specificità contrattuali. Il CCNL prevede la possibilità di anticipazione e fa riferimento al fondo pensione complementare PREVIFONDER per la destinazione del TFR futuro.

    In sintesi

    Il TFR nel CCNL UNEBA si calcola secondo l'art. 2120 c.c.: 1/13,5 della retribuzione annua, rivalutato annualmente. Il contratto prevede la possibilità di anticipazione e rinvia alle norme di legge. Il fondo pensione complementare di riferimento per il settore è PREVIFONDER, con contributo datore dell'1% e lavoratore dell'1%.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    UNEBA · FP-CGIL · FP-CISL · Fisascat-CISL · UIL-FPL · UILTuCS
    Ultimo rinnovo
    24 gennaio 2025
    Fondo pensione complementare
    PREVIFONDER (Fondo Nazionale Previdenza Complementare enti religiosi e terzo settore)
    Contributo datore/lavoratore
    1% + 1% (salvo variazioni da accordi)
    Riferimento legge TFR
    Art. 2120 c.c., d.lgs. 252/2005 (previdenza complementare)

    Come si calcola la quota annua. Si somma la retribuzione dell’anno, comprese tredicesima ed eventuale quattordicesima, e si divide per 13,5 (art. 2120 c.c.); dalla quota si sottrae lo 0,50% della retribuzione imponibile versato all’INPS. Per partire dal minimo del tuo livello usa la tabella retributiva del contratto.

    Gli scatti di anzianità entrano nella base di calcolo. Il TFR si rivaluta ogni anno del 31 dicembre (tasso 1,5% fisso + 75% inflazione ISTAT).

    Come si calcola il TFR: la norma di legge e la base contrattuale

    Il TFR è disciplinato dall'art. 2120 del Codice Civile, norma di legge inderogabile. La formula di calcolo annuale è:

    TFR annuo = retribuzione annua (comprensiva di tutte le voci continuative) ÷ 13,5

    La retribuzione base per il calcolo include tutto ciò che ha carattere di continuità e ricorrenza:

    • Minimo tabellare;
    • Scatti di anzianità;
    • Indennità fisse (coordinamento, funzione);
    • Tredicesima e quattordicesima mensilità;
    • Indennità di turno o notturno se erogate in modo continuativo.

    Non rientrano nella base: rimborsi spese, indennità occasionali, premi di risultato variabili.

    Anticipazione del TFR

    Il lavoratore con almeno 8 anni di anzianità ha diritto, una volta nella vita lavorativa presso lo stesso datore, a un'anticipazione del TFR maturato fino al 70% del totale accantonato. Le causali ammesse dalla legge (art. 2120 c.c.) sono:

    • Spese sanitarie per patologie gravi (proprie o familiari a carico);
    • Acquisto della prima casa di abitazione;
    • Congedi parentali e formativi (ex L. 53/2000).

    Il CCNL UNEBA non estende ulteriori causali rispetto alla legge, salvo che accordi aziendali o di struttura non prevedano condizioni più favorevoli. La richiesta di anticipazione deve essere documentata e il datore può rifiutarla nei limiti di legge (massimo 4% dei dipendenti aventi diritto all'anno).

    Destinazione del TFR: azienda, INPS o fondo pensione

    Dal 2007, il lavoratore può scegliere la destinazione del TFR futuro:

    1. Fondo pensione complementare (es. PREVIFONDER): il TFR viene versato al fondo, insieme ai contributi datore (1%) e lavoratore (1%). Il fondo investe il capitale e a pensionamento eroga una rendita o capitale aggiuntivo alla pensione INPS.
    2. Fondo di Tesoreria INPS: per i datori con più di 49 dipendenti che non destinano il TFR a un fondo pensione, il TFR confluisce nel Fondo di Tesoreria INPS. L'ente paga comunque al lavoratore alla cessazione.
    3. In azienda: per i datori con 49 o meno dipendenti, il TFR rimane fisicamente in azienda.

    Il fondo di riferimento per il settore UNEBA è PREVIFONDER (Fondo Nazionale di Previdenza Complementare per i Lavoratori operanti negli Enti Religiosi e nel Terzo Settore), istituito da AGIDAE e UNEBA con le organizzazioni sindacali firmatarie.

    Casi pratici

    Tizio — OSS, TFR maturato in 10 anni e anticipazione
    Tizio lavora come OSS (livello 4S) da 10 anni. La sua retribuzione annua lorda (14 mensilità) è circa 21.600 €. TFR annuo: 21.600 ÷ 13,5 = 1.600 €. In 10 anni ha accantonato circa 16.000 € (più rivalutazioni). Avendo più di 8 anni di anzianità, può chiedere un'anticipazione fino al 70%: circa 11.200 €. Presenta la richiesta con la documentazione sull'acquisto della prima casa.
    Caia — Educatrice, scelta del fondo PREVIFONDER
    Caia è stata assunta a luglio 2025. Al momento dell'assunzione ha scelto di destinare il TFR futuro al fondo PREVIFONDER. Il datore versa ogni mese l'1% della retribuzione come contributo datoriale, Caia versa l'1% come quota lavoratore. Il TFR accantonato mensilmente (1.689,78 ÷ 13,5 ÷ 12 = circa 131 €/mese) confluisce nel fondo, generando un montante previdenziale complementare per la pensione futura.
    Sempronio — Cessazione rapporto, liquidazione TFR
    Sempronio cessa il rapporto dopo 5 anni. Il TFR maturato è di circa 8.500 € (5 anni × 1.600 € rivalutati). Poiché non ha aderito a fondi pensione e il datore ha meno di 50 dipendenti, il TFR era rimasto in azienda. Alla cessazione riceve il TFR liquidato nel cedolino finale, tassato con tassazione separata (aliquota media IRPEF dei 5 anni precedenti).

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR nel CCNL UNEBA?
    Il TFR si calcola secondo l'art. 2120 c.c.: 1/13,5 della retribuzione annua comprensiva di tredicesima e quattordicesima. Il fondo si rivaluta ogni anno al 31 dicembre con tasso 1,5% fisso + 75% dell'inflazione ISTAT.
    Posso chiedere un'anticipazione del TFR nel CCNL UNEBA?
    Sì. Con almeno 8 anni di anzianità, il lavoratore può chiedere un'anticipazione fino al 70% del TFR maturato, per spese sanitarie, prima casa o congedi. Il CCNL non estende ulteriori causali rispetto alla legge.
    Il TFR va al datore o all'INPS?
    Per gli enti con più di 49 dipendenti il TFR non destinato a fondi pensione confluisce nel Fondo di Tesoreria INPS. Per gli enti con 49 o meno dipendenti, il TFR rimane in azienda. In entrambi i casi, alla cessazione il lavoratore riceve l'importo maturato.
    Il fondo PREVIFONDER è obbligatorio per i dipendenti UNEBA?
    L'adesione non è obbligatoria. Per usufruire del contributo datoriale (1%) occorre iscriversi a PREVIFONDER e versare la quota lavoratore (1%). Il datore versa la sua quota indipendentemente dall'adesione del lavoratore.
    Il TFR include la quattordicesima?
    Sì. La retribuzione annua per il calcolo del TFR comprende tutte le voci continuative, incluse tredicesima e quattordicesima, aumentando la base rispetto ai contratti che non prevedono la quattordicesima.

    Stesso CCNL: consulta anche Tabelle retributive CCNL UNEBA Socio-Sanitario-Assistenziale 2025, preavviso, procedura telematica e tutele, Preavviso e licenziamento nel CCNL UNEBA Socio-Sanitario-Assistenziale, Ferie, permessi e ROL nel CCNL UNEBA Socio-Sanitario-Assistenziale, Maternità e congedi nel CCNL UNEBA Socio-Sanitario-Assistenziale e Tredicesima, quattordicesima e premi nel CCNL UNEBA Socio-Sanitario-Assistenziale.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL UNEBA per le Istituzioni Socio-Sanitarie-Assistenziali-Educative del 24 gennaio 2025. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (FP-CGIL, FP-CISL, Fisascat-CISL, UIL-FPL, UILTuCS) o l'Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 174 SIC – Obblighi del datore di lavoro

    Art. 174 SIC – Obblighi del datore di lavoro

    Art. 174 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Obblighi del datore di lavoro

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Il datore di lavoro, all’atto della valutazione del rischio di cui all’articolo 28, analizza i posti di lavoro con particolare riguardo: a) ai rischi per la vista e per gli occhi; b) ai problemi legati alla postura ed all’affaticamento fisico o mentale; c) alle condizioni ergonomiche e di igiene ambientale.

    2. Il datore di lavoro adotta le misure appropriate per ovviare ai rischi riscontrati in base alle valutazioni di cui al comma 1, tenendo conto della somma ovvero della combinazione della incidenza dei rischi riscontrati.

    3. Il datore di lavoro organizza e predispone i posti di lavoro di cui all’articolo 173, in conformità ai requisiti minimi di cui all’allegato XXXIV.

  • Art. 173 SIC – Definizioni

    Art. 173 SIC – Definizioni

    Art. 173 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Definizioni

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Ai fini del presente decreto legislativo si intende per: a) videoterminale: uno schermo alfanumerico o grafico a prescindere dal tipo di procedimento di visualizzazione utilizzato; b) posto di lavoro: l’insieme che comprende le attrezzature munite di videoterminale, eventualmente con tastiera ovvero altro sistema di immissione dati, incluso il mouse, il software per l’interfaccia uomo-macchina, gli accessori opzionali, le apparecchiature connesse, comprendenti l’unità a dischi, il telefono, il modem, la stampante, il supporto per i documenti, la sedia, il piano di lavoro, nonché l’ambiente di lavoro immediatamente circostante; c) lavoratore: il lavoratore che utilizza un’attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali, dedotte le interruzioni di cui all’articolo 175.

  • Art. 103 Reg. (UE) 2024/1689 – Modifica del regolamento (UE) n, 167/2013

    Art. 103 Reg. (UE) 2024/1689 – Modifica del regolamento (UE) n, 167/2013

    Regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 giugno 2024 che stabilisce regole armonizzate sull’intelligenza artificiale (regolamento sull’intelligenza artificiale)

    All'articolo 17, paragrafo 5, del regolamento (UE) n, 167/2013 è aggiunto il comma seguente:

    «Nell'adottare atti delegati a norma del primo comma per quanto concerne i sistemi di intelligenza artificiale che sono componenti di sicurezza ai sensi del regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio ( * ) , si tiene conto dei requisiti di cui al capo III, sezione 2, di tale regolamento.

  • Art. 172 SIC – Campo di applicazione

    Art. 172 SIC – Campo di applicazione

    Art. 172 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Campo di applicazione

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Le norme del presente titolo si applicano alle attività lavorative che comportano l’uso di attrezzature munite di videoterminali.

    2. Le norme del presente titolo non si applicano ai lavoratori addetti: a) ai posti di guida di veicoli o macchine; b) ai sistemi informatici montati a bordo di un mezzo di trasporto; c) ai sistemi informatici destinati in modo prioritario all’utilizzazione da parte del pubblico; d) alle macchine calcolatrici, ai registratori di cassa e a tutte le attrezzature munite di un piccolo dispositivo di visualizzazione dei dati o delle misure, necessario all’uso diretto di tale attrezzatura; e) alle macchine di videoscrittura senza schermo separato.

  • Art. 170 SIC – (Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente)

    Art. 170 SIC – (Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente)

    Art. 170 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – (Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente)

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Il datore di lavoro ed il dirigente sono puniti: a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 fino a 6.400 euro per la violazione dell’articolo 168, commi 1 e

    2. b) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 750 a 4.000 euro per la violazione dell’articolo 169, comma

    1.

  • Art. 169 SIC – Informazione, formazione e addestramento

    Art. 169 SIC – Informazione, formazione e addestramento

    Art. 169 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Informazione, formazione e addestramento

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Tenendo conto dell’allegato XXXIII, il datore di lavoro: a) fornisce ai lavoratori le informazioni adeguate relativamente al peso ed alle altre caratteristiche del carico movimentato; b) assicura ad essi la formazione adeguata in relazione ai rischi lavorativi ed alle modalità di corretta esecuzione delle attività.

    2. Il datore di lavoro fornisce ai lavoratori l’addestramento adeguato in merito alle corrette manovre e procedure da adottare nella movimentazione manuale dei carichi.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.