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Ultimo aggiornamento: 1 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Il lavoratore che svolge attività di lavoro subordinato o autonomo durante il periodo di integrazione salariale perde il diritto al trattamento per le giornate effettivamente lavorate.
  • Prima di iniziare qualsiasi attività lavorativa durante la cassa integrazione, il lavoratore deve darne preventiva comunicazione all'INPS; in mancanza decade dall'intero diritto al trattamento.
  • Il lavoratore deve anche informare immediatamente il proprio datore di lavoro — che ha richiesto la CIG — di aver intrapreso un'attività e di aver già comunicato all'INPS.
  • Le comunicazioni obbligatorie di assunzione (COB) da parte del nuovo datore di lavoro all'Ispettorato valgono anche come adempimento dell'obbligo di comunicazione del lavoratore verso l'INPS.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 8 D.Lgs. 148/2015 — Compatibilità con lo svolgimento di attività lavorativa

Riordino degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro (D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 148)

1. Il lavoratore che svolge attività di lavoro subordinato o di lavoro autonomo durante il periodo di integrazione salariale non ha diritto al relativo trattamento per le giornate di lavoro effettuate.

2. Il lavoratore decade dal diritto al trattamento di integrazione salariale nel caso in cui non abbia provveduto a dare preventiva comunicazione alla sede territoriale dell’Istituto nazionale della previdenza sociale dello svolgimento dell’attività di cui al comma 1. Le comunicazioni a carico dei datori di lavoro di cui all’ articolo 4-bis del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, sono valide al fine dell’assolvimento dell’obbligo di comunicazione di cui al presente comma. 2-bis. Il lavoratore che fruisce del trattamento di integrazione salariale deve informare immediatamente il datore di lavoro, che ha richiesto il relativo intervento, di aver intrapreso un’attività lavorativa in relazione alla quale ha provveduto a fornire all’INPS la comunicazione di cui al comma 2. articolo precedente articolo successivo

Commento

Il principio di compatibilità parziale con l'attività lavorativa

L'articolo 8 del D.Lgs. 148/2015 affronta una questione di grande rilevanza pratica: cosa accade se un lavoratore in cassa integrazione svolge nel frattempo un'altra attività lavorativa? La norma adotta una soluzione di equilibrio che non sanziona in modo assoluto il lavoratore attivo, ma coordina la tutela con l'effettiva situazione reddituale.

Il comma 1 stabilisce il principio di incompatibilità parziale: per le giornate in cui il lavoratore presta effettivamente attività lavorativa — sia subordinata che autonoma — il trattamento di integrazione salariale non è dovuto. La ratio è evidente: l'integrazione salariale compensa la perdita di reddito derivante dalla mancata prestazione lavorativa; se quella prestazione avviene comunque presso un altro datore o in forma autonoma, viene meno il presupposto della perdita di reddito da integrare. Non si tratta di una sanzione, ma di una misura di coerenza del sistema: si percepisce la CIG solo per le giornate in cui si è concretamente privati di lavoro e di reddito.

L'obbligo di comunicazione preventiva all'INPS

Il comma 2 introduce però un obbligo di comportamento formale di grande importanza: il lavoratore deve dare preventiva comunicazione alla sede territoriale dell'INPS dello svolgimento di qualsiasi attività lavorativa durante il periodo di integrazione salariale. L'inosservanza di questo obbligo non determina semplicemente la non spettanza del trattamento per le giornate lavorate, ma comporta la decadenza dall'intero diritto al trattamento. Si tratta di una sanzione severa, che risponde all'esigenza di prevenire le indebite percezioni: il sistema non tollera che il lavoratore taccia la propria attività lavorativa e accumuli integrazione salariale e reddito da lavoro senza informare l'Istituto.

La comunicazione deve essere preventiva, ossia effettuata prima di iniziare l'attività, non contestualmente o posteriormente. Nella pratica questo pone qualche problema in caso di attività autonoma occasionale o di lavoro a chiamata, dove l'anticipo della comunicazione rispetto all'effettivo svolgimento può essere breve. Tuttavia la norma non prevede eccezioni: il lavoratore deve in ogni caso comunicare all'INPS prima di iniziare.

La valenza delle comunicazioni obbligatorie del datore

Per semplificare il meccanismo, il legislatore ha previsto che le comunicazioni obbligatorie di avviamento al lavoro che il nuovo datore di lavoro (quello che assume il lavoratore in cassa integrazione) deve inviare ai centri per l'impiego ai sensi dell'art. 4-bis del D.Lgs. 181/2000 siano valide anche al fine di adempiere l'obbligo di comunicazione gravante sul lavoratore verso l'INPS. Questa equiparazione funziona come una semplificazione automatica: se il nuovo datore ha già inviato la comunicazione di assunzione, il lavoratore è considerato in regola con il proprio obbligo di informazione verso l'INPS, senza dover presentare un'ulteriore comunicazione separata.

L'obbligo di informare il datore che ha richiesto la CIG

Il comma 2-bis aggiunge un ulteriore canale informativo: il lavoratore che intraprende un'attività lavorativa deve informare immediatamente anche il datore di lavoro originario — quello che ha richiesto il trattamento di integrazione salariale. Questo obbligo risponde a esigenze gestionali dell'impresa: il datore di lavoro deve poter aggiornare l'elenco dei lavoratori beneficiari e gestire correttamente le comunicazioni all'INPS relative alle giornate effettivamente sospese. Un datore che continua a dichiarare come sospeso un lavoratore che nel frattempo ha trovato altra occupazione rischia di rispondere di indebita percezione di prestazioni.

Casi pratici

Caso 1: Lavoratore che non comunica: la decadenza

Tizio è in CIGO al 50% e nel mese di marzo svolge attività di consegna merci come lavoratore autonomo per tre giorni senza darne preventiva comunicazione all'INPS. L'Istituto viene a conoscenza dell'attività tramite le comunicazioni fiscali incrociate. Poiché la comunicazione non era stata effettuata preventivamente, l'INPS applica la decadenza dall'intero diritto al trattamento, non solo per i tre giorni lavorati. Tizio dovrà restituire tutte le somme percepite come integrazione salariale nel periodo.

Caso 2: Lavoratore che comunica correttamente: nessun problema

Caio, in CIGS per crisi aziendale con sospensione completa, trova un'occupazione part-time come commesso per quattro giorni a settimana. Prima di iniziare, comunica preventivamente all'INPS lo svolgimento dell'attività e informa il proprio datore originario. Il suo datore ha già inviato la comunicazione di assunzione al centro per l'impiego. L'INPS riconosce questa comunicazione obbligatoria come equivalente. Caio perde il trattamento di integrazione salariale per i quattro giorni lavorati, ma lo mantiene per gli altri giorni della settimana, integrando così i due redditi in modo regolare.

Caso 3: Impresa che aggiorna l'elenco beneficiari

Sempronio lavora per Gamma S.r.l. in CIGO. Intraprende un lavoro autonomo occasionale e comunica immediatamente al responsabile HR di Gamma che ha avvisato l'INPS. Gamma aggiorna l'elenco dei beneficiari, escludendo Sempronio per i giorni in cui ha lavorato in proprio, e rettifica il prospetto paga. In questo modo l'azienda evita di incorrere in indebite percezioni e possibili sanzioni per aver dichiarato come sospesi giorni in cui il lavoratore era in realtà attivo.

Domande frequenti

Posso lavorare durante la cassa integrazione?

Sì, ma con alcune condizioni. Per ogni giornata in cui svolgi attività lavorativa (subordinata o autonoma) non hai diritto al trattamento di cassa integrazione. Devi comunicare preventivamente all'INPS territoriale l'inizio di qualsiasi attività e informare immediatamente il tuo datore di lavoro che ha richiesto la CIG.

Cosa succede se lavoro durante la CIG senza comunicarlo all'INPS?

Decadi dall'intero diritto al trattamento di integrazione salariale per il periodo interessato. Non perdi solo le giornate lavorate: la sanzione è la decadenza dal trattamento complessivo. Potresti essere tenuto a restituire tutte le somme percepite.

Se il mio nuovo datore fa la comunicazione obbligatoria di assunzione, devo comunque avvisare l'INPS?

La comunicazione obbligatoria inviata dal nuovo datore di lavoro ai centri per l'impiego (ex art. 4-bis D.Lgs. 181/2000) vale anche come adempimento del tuo obbligo di comunicazione verso l'INPS. Tuttavia è comunque buona prassi verificare che la comunicazione sia stata effettuata prima dell'inizio dell'attività, per essere sicuro di essere in regola.

Devo avvisare anche il mio datore originario?

Sì. Il comma 2-bis impone di informare immediatamente il datore che ha richiesto la CIG, in modo che possa aggiornare correttamente i propri adempimenti verso l'INPS ed evitare di dichiararti sospeso per giorni in cui sei in realtà attivo altrove.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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