Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • CCNL Cooperative di Consumo: TFR e fine rapporto

    CCNL Cooperative di Consumo

    CCNL Cooperative di Consumo: TFR e fine rapporto

    Nel CCNL della distribuzione cooperativa il TFR segue l’art. 2120 c.c.: ogni anno si accantona la retribuzione utile divisa per 13,5, e il montante si rivaluta. Tredicesima e quattordicesima entrano nella base perché sono corrisposte in modo non occasionale, non perché lo dica una clausola speciale. La guida chiarisce calcolo, anticipazione, destinazione ai fondi pensione e tassazione.

    In sintesi

    Quota annua = retribuzione utile (comprese 13ª e 14ª) ÷ 13,5, rivalutata ogni anno dell’1,5% più il 75% dell’aumento ISTAT dei prezzi; sulla rivalutazione c’è l’imposta sostitutiva del 17%. Anticipazione fino al 70% dopo 8 anni di servizio, per prima casa, spese sanitarie straordinarie o congedi. Nelle imprese con almeno 50 addetti il TFR non destinato ai fondi va al Fondo di Tesoreria INPS. Dal 1° luglio 2026 le prime assunzioni hanno adesione automatica alla previdenza complementare, con rinuncia entro 60 giorni.

    Dati contrattuali

    Parti datoriali
    Ancc-Coop · Confcooperative Consumo e Utenza · A.G.C.I. Agrital
    Parti sindacali
    Filcams-Cgil · Fisascat-Cisl · Uiltucs-Uil
    Data rinnovo
    29 marzo 2024 (ipotesi di accordo)
    Vigenza
    1° aprile 2023 – 31 marzo 2027
    Norma di riferimento
    Art. 2120 c.c.; D.Lgs. 252/2005 (previdenza complementare)
    Fondo pensione
    Nessun fondo indicato nei documenti contrattuali ufficiali consultati

    Come si calcola il TFR

    TFR nella distribuzione cooperativa: schema di calcolo
    Aspetto Regola Fonte
    Quota annua Retribuzione annua utile ÷ 13,5 Art. 2120 c.c.
    Voci incluse Tutte le somme corrisposte in modo non occasionale: paga base, contingenza, scatti, tredicesima e quattordicesima, superminimi fissi Art. 2120 c.c.
    Voci escluse Rimborsi spese, somme occasionali (una tantum), importi non continuativi Art. 2120 c.c.
    Rivalutazione annua 1,5% fisso + 75% dell’aumento ISTAT dei prezzi (dicembre su dicembre) Art. 2120 c.c.
    Imposta sulla rivalutazione Imposta sostitutiva del 17% D.Lgs. 47/2000
    Anticipazione Fino al 70% del maturato, dopo 8 anni di servizio presso lo stesso datore Art. 2120 c.c.
    TFR in imprese con almeno 50 addetti Quote non destinate ai fondi pensione al Fondo di Tesoreria INPS L. 296/2006

    Nota: la composizione esatta della base di calcolo secondo il CCNL (eventuali voci escluse o incluse per contratto) è nell’articolo sul trattamento di fine rapporto, che non è tra i documenti ufficiali del contratto che abbiamo potuto consultare: per questo qui valgono le regole di legge. In caso di dubbio il confronto si fa sul cedolino e sul prospetto di liquidazione.

    Un esempio di calcolo

    Con una retribuzione annua utile di 24.000 € (tredicesima e quattordicesima comprese) la quota è 24.000 ÷ 13,5 = 1.777,78 €. Se l’ISTAT segnala un aumento dei prezzi del 2%, la rivalutazione sul montante già accantonato è 1,5% + 0,75 × 2% = 3%, con l’imposta sostitutiva del 17% sulla sola rivalutazione.

    Anticipazione del TFR

    Il lavoratore con almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore può chiedere fino al 70% del TFR maturato per: spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle strutture pubbliche; acquisto della prima casa per sé o per i figli; congedi per maternità e paternità o per formazione (L. 53/2000). Di norma è concessa una sola volta nel rapporto. La legge limita le richieste accoglibili ogni anno al 10% degli aventi diritto e al 4% del totale dei dipendenti. Il contratto collettivo o accordi aziendali possono prevedere condizioni migliori. Sull’anticipazione si applica la tassazione separata prevista per il TFR.

    Previdenza complementare e TFR

    Il lavoratore può destinare il TFR a un fondo pensione. Se sei assunto fino al 30 giugno 2026 hai 6 mesi per scegliere; senza scelta, il TFR futuro va alla forma pensionistica collettiva prevista dal contratto o dall’accordo, se esiste. Per le prime assunzioni dal 1° luglio 2026 l’adesione è automatica e si può rinunciare entro 60 giorni (art. 8, comma 7, D.Lgs. 252/2005). Il CCNL non indica, nei documenti ufficiali consultati, quale fondo sia di riferimento né quale contributo spetti al datore (salvo l’1,55% per gli apprendisti, art. 78): chi aderisce deve chiedere all’azienda il fondo e la percentuale applicabili.

    Tassazione e liquidazione

    Il TFR è soggetto a tassazione separata (artt. 17 e 19 TUIR). Il datore trattiene l’imposta con l’aliquota calcolata sul rapporto tra TFR e anni di servizio, riportato a base annua; l’Agenzia delle Entrate può poi riliquidare l’imposta applicando l’aliquota media dei cinque anni precedenti, se più favorevole, con rimborso o conguaglio. Il TFR si paga alla cessazione per qualunque causa: dimissioni, licenziamento, scadenza del contratto, pensione. In caso di decesso spetta agli eredi (art. 2122 c.c.).

    Casi pratici

    Tizio – Anticipo per la prima casa
    Tizio ha 10 anni di servizio e un TFR maturato di 18.000 €. Per comprare la prima casa può chiedere fino al 70%, cioè 12.600 €, documentando la spesa con il compromesso o il rogito. Il datore può negare l’anticipo solo se sono già raggiunte le quote massime di richieste accoglibili (10% degli aventi diritto, 4% dei dipendenti).
    Caia – Prima assunzione dopo il 1° luglio 2026
    Caia è assunta per la prima volta a settembre 2026. Il suo TFR futuro è destinato in automatico alla previdenza complementare; se non vuole, deve rinunciare entro 60 giorni dall’assunzione.
    Sempronio – Cooperativa con 80 dipendenti
    Sempronio, in una cooperativa con almeno 50 addetti, non ha scelto alcun fondo: le sue quote vanno al Fondo di Tesoreria INPS e alla cessazione è l’INPS a pagare il TFR. L’imposta trattenuta è provvisoria; l’Agenzia delle Entrate può riliquidarla se l’aliquota media degli ultimi 5 anni è più favorevole.

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR nel CCNL Distribuzione Cooperativa?
    Ogni anno si accantona la retribuzione annua utile divisa per 13,5 (art. 2120 c.c.); il montante si rivaluta dell’1,5% più il 75% dell’aumento ISTAT dei prezzi.
    Tredicesima e quattordicesima entrano nel TFR?
    Sì, perché sono somme corrisposte in modo non occasionale: rientrano nella retribuzione utile per l’art. 2120 c.c. Sono escluse le somme occasionali e i rimborsi spese.
    Posso anticipare il TFR?
    Dopo 8 anni di servizio presso lo stesso datore, fino al 70% del maturato, per prima casa, spese sanitarie straordinarie o congedi. Di norma una sola volta; il datore può rifiutare se sono state raggiunte le quote massime (10% degli aventi diritto, 4% dei dipendenti).
    Il CCNL indica un fondo pensione di riferimento?
    Nei documenti contrattuali ufficiali che abbiamo consultato no, tranne l’1,55% del datore per gli apprendisti (art. 78). Fondo e contributo vanno chiesti all’azienda.
    Come si tassa il TFR?
    Con tassazione separata: il datore trattiene l’imposta con l’aliquota legata a TFR e anni di servizio, e l’Agenzia delle Entrate può riliquidarla con l’aliquota media dei cinque anni precedenti, se più favorevole.
    Se l’azienda ha almeno 50 dipendenti, dove va il TFR?
    Le quote non destinate ai fondi pensione vanno al Fondo di Tesoreria INPS, che paga il TFR alla cessazione (L. 296/2006).

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024-2027, come darle, preavviso e telematiche, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi e tredicesima, quattordicesima e premi.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e si basano sull’art. 2120 c.c., sul D.Lgs. 252/2005 e sull’ipotesi di rinnovo del CCNL della distribuzione cooperativa del 29 marzo 2024. L’articolo del CCNL sul trattamento di fine rapporto non è stato consultato nel testo ufficiale. Per situazioni individuali rivolgersi al sindacato di categoria (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil).

  • Art. 168 SIC – Obblighi del datore di lavoro

    Art. 168 SIC – Obblighi del datore di lavoro

    Art. 168 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Obblighi del datore di lavoro

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Il datore di lavoro adotta le misure organizzative necessarie e ricorre ai mezzi appropriati, in particolare attrezzature meccaniche, per evitare la necessità di una movimentazione manuale dei carichi da parte dei lavoratori.

    2. Qualora non sia possibile evitare la movimentazione manuale dei carichi ad opera dei lavoratori, il datore di lavoro adotta le misure organizzative necessarie, ricorre ai mezzi appropriati e fornisce ai lavoratori stessi i mezzi adeguati, allo scopo di ridurre il rischio che comporta la movimentazione manuale di detti carichi, tenendo conto dell’allegato XXXIII, ed in particolare: a) organizza i posti di lavoro in modo che detta movimentazione assicuri condizioni di sicurezza e salute; b) valuta, se possibile anche in fase di proget-tazione, le condizioni di sicurezza e di salute connesse al lavoro in questione tenendo conto dell’allegato XXXIII; c) evita o riduce i rischi, particolarmente di patologie dorso-lombari, adottando le misure adeguate, tenendo conto in particolare dei fattori individuali di rischio, delle caratteristiche dell’ambiente di lavoro e delle esigenze che tale attività comporta, in base all’allegato XXXIII; d) sottopone i lavoratori alla sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 41, sulla base della valutazione del rischio e dei fattori individuali di rischio di cui all’allegato XXXIII.

    3. Le norme tecniche costituiscono criteri di riferimento per le finalità del presente articolo e dell’allegato XXXIII, ove applicabili. Negli altri casi si può fare riferimento alle buone prassi e alle linee guida.

  • Art. 167 SIC – Campo di applicazione

    Art. 167 SIC – Campo di applicazione

    Art. 167 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Campo di applicazione

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Le norme del presente titolo si applicano alle attività lavorative di movimentazione manuale dei carichi che comportano per i lavoratori rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari.

    2. Ai fini del presente titolo, s’intendono: a) movimentazione manuale dei carichi: le operazioni di trasporto o di sostegno di un carico ad opera di uno o più lavoratori, comprese le azioni del sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o spostare un carico, che, per le loro caratteristiche o in conseguenza delle condizioni ergonomiche sfavorevoli, comportano rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari; b) patologie da sovraccarico biomeccanico: patologie delle strutture osteoarticolari, muscolotendinee e nervovascolari.

  • CCNL Ortofrutticoli e Agrumari: TFR e fine rapporto

    CCNL Ortofrutticoli e Agrumari

    CCNL Ortofrutticoli e Agrumari: TFR e fine rapporto

    Come si calcola il Trattamento di Fine Rapporto nel settore ortofrutticolo e agrumario, quali voci entrano nella base di computo, quando viene liquidato e come si gestisce l’anticipazione o la destinazione a previdenza complementare.

    In sintesi

    Il TFR matura per ogni anno di lavoro nella misura di 1/13,5 della retribuzione annua utile (art. 2120 c.c.) e viene rivalutato ogni 31 dicembre. Il CCNL Ortofrutticoli e Agrumari (rinnovo 19 luglio 2024) definisce le voci retributive utili al calcolo, incluse tredicesima e quattordicesima. I lavoratori stagionali maturano il TFR pro rata per ogni campagna. L’anticipazione è possibile dopo 8 anni di anzianità, nei casi tassativi di legge. Il TFR futuro può essere destinato a un fondo di previdenza complementare ai sensi del D.Lgs. 252/2005.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Fruitimprese · Flai-Cgil · Fisascat-Cisl · Uiltucs-Uil
    Ultimo rinnovo
    19 luglio 2024
    Vigenza
    1° gennaio 2024 – 31 dicembre 2027
    Norma di riferimento
    Art. 2120 c.c.; D.Lgs. 252/2005 (previdenza complementare)
    Rivalutazione TFR
    1,5% fisso + 75% variazione indice ISTAT (31 dicembre di ogni anno)

    Il TFR: cos'è e come funziona per legge

    Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) è una forma di retribuzione differita, disciplinata dall'art. 2120 del Codice Civile, che spetta a ogni lavoratore subordinato alla cessazione del rapporto di lavoro, qualunque ne sia la causa. Non è un istituto contrattuale: è la legge che ne fissa la struttura di base. Il CCNL Ortofrutticoli e Agrumari interviene per precisare quali voci retributive concorrono alla base di computo e per regolare l'anticipazione.

    Il meccanismo legale di calcolo si articola in due fasi:

    • Accantonamento annuo: per ogni anno di lavoro (o frazione) si accantonano le retribuzioni erogate nell'anno divise per il coefficiente fisso 13,5. La «retribuzione utile» comprende tutte le voci corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro, salvo quelle espressamente escluse.
    • Rivalutazione annuale: al 31 dicembre di ogni anno, lo stock di TFR già accantonato viene rivalutato applicando un tasso pari all'1,5% fisso più il 75% dell'aumento percentuale dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati rilevato nell'anno precedente. La rivalutazione è soggetta a un'imposta sostitutiva del 17%.

    Il TFR accantonato in aziende con più di 49 dipendenti deve essere obbligatoriamente versato al Fondo di Tesoreria INPS (art. 1, comma 755, L. 296/2006), che provvede alla liquidazione al momento della cessazione del rapporto.

    La retribuzione utile ai fini TFR nel CCNL Ortofrutticoli

    La corretta individuazione delle voci che rientrano nella base di computo è fondamentale per calcolare un TFR preciso. Il CCNL Ortofrutticoli e Agrumari stabilisce che la retribuzione utile ai fini TFR comprende:

    • Minimo tabellare del livello di inquadramento;
    • Scatti di anzianità maturati;
    • Tredicesima e quattordicesima mensilità (in proporzione ai dodicesimi maturati nell'anno);
    • Superminimo individuale non assorbibile, ove presente;
    • Indennià di funzione per i Quadri (160 € mensili);
    • Indennià di disagio termico (freddo/caldo), nella misura in cui sia corrisposta con continuità e non abbia carattere meramente occasionale.

    Sono di norma escluse dalla base di computo TFR le voci a carattere variabile e non continuativo, come i compensi per straordinari, i rimborsi spese e i premi una tantum non consolidati.

    Come si calcola la quota annua. Si somma la retribuzione dell’anno, comprese tredicesima ed eventuale quattordicesima, e si divide per 13,5 (art. 2120 c.c.); dalla quota si sottrae lo 0,50% della retribuzione imponibile versato all’INPS. Per partire dal minimo del tuo livello usa la tabella retributiva del contratto.

    TFR dei lavoratori stagionali

    Il settore ortofrutticolo e agrumario è caratterizzato da un'ampia quota di lavoratori stagionali assunti con contratti a tempo determinato per le campagne di raccolta, lavorazione e condizionamento. Anche per questi lavoratori il TFR matura regolarmente:

    • Il TFR si calcola sulla retribuzione percepita durante il contratto stagionale, applicando la stessa formula (÷ 13,5).
    • Al termine di ogni campagna, il datore liquida il TFR maturato nell'ultimo cedolino, unitamente a tredicesima/quattordicesima pro rata e ferie non godute.
    • Se lo stesso lavoratore viene riassunto per più stagioni dallo stesso datore, il TFR maturato nelle stagioni precedenti è già stato liquidato: non si cumulano automaticamente gli anni di servizio stagionali ai fini del TFR complessivo, salvo che il rapporto sia qualificato come unico rapporto con interruzioni stagionali.
    • Il diritto di precedenza nelle riassunzioni stagionali (rinforzato dal rinnovo 2024) non crea automaticamente continuità del rapporto ai fini TFR: ogni contratto è autonomo.

    Anticipazione del TFR

    L'art. 2120, commi 6-8, c.c. consente al lavoratore di richiedere un'anticipazione del TFR in costanza di rapporto, alle seguenti condizioni:

    • Aver maturato almeno 8 anni di anzianità di servizio continuativo presso lo stesso datore di lavoro;
    • Ricorrere uno dei casi previsti dalla legge:
      • spese sanitarie per terapie o interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche;
      • acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli;
      • fruizione dei congedi parentali ex D.Lgs. 151/2001 o dei congedi formativi ex L. 53/2000.
    • L'anticipazione non può superare il 70% del TFR maturato;
    • Può essere concessa al massimo una volta sola nel corso del rapporto;
    • Il datore può soddisfare annualmente non più del 10% degli aventi diritto e comunque non più del 4% del totale dei dipendenti.

    In aziende con più di 49 dipendenti, dove il TFR è versato al Fondo di Tesoreria INPS, l'anticipazione è sempre possibile: il datore la corrisponde al lavoratore e recupera l'importo dall'INPS.

    Destinazione del TFR a previdenza complementare

    Il D.Lgs. 252/2005 (come modificato dalla L. 296/2006) ha introdotto il meccanismo del silenzio-assenso: il lavoratore assunto fino al 30 giugno 2026 ha 6 mesi di tempo dalla data di prima assunzione per scegliere dove destinare il TFR maturando. Se non effettua alcuna scelta, il TFR viene automaticamente versato al fondo pensione di categoria indicato dal CCNL applicato; in assenza di tale indicazione, al Fondo di Tesoreria INPS. Dal 1° luglio 2026, per le prime assunzioni nel settore privato (esclusi i domestici), l’adesione è automatica alla forma collettiva prevista dagli accordi o, in mancanza, al fondo residuale del D.M. 85/2020: il lavoratore può rinunciare entro 60 giorni dalla prima assunzione, scegliendo un altro fondo o il TFR in azienda (art. 8, commi 7-7-quater, D.Lgs. 252/2005; L. 199/2025, art. 1, commi 202 e 205).

    La scelta di destinare il TFR a previdenza complementare comporta:

    • Rinuncia alla rivalutazione legale dell'1,5% + 75% ISTAT (sostituita dal rendimento del fondo pensione);
    • Deducibilità dei contributi versati al fondo pensione fino a 5.164,57 € annui (art. 8, D.Lgs. 252/2005);
    • Tassazione agevolata della prestazione pensionistica finale (aliquota del 9-15% in base agli anni di partecipazione);
    • Possibilità di anticipazioni e riscatto alle condizioni previste dal fondo pensione.

    Per informazioni sul fondo pensione di riferimento per il settore ortofrutticolo, è opportuno contattare le organizzazioni sindacali di categoria (Flai-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil) o l'ente bilaterale di settore.

    Tassazione del TFR

    Il TFR non rientra nel reddito da lavoro dipendente dell'anno di percezione ma è assoggettato a tassazione separata (art. 17, comma 1, lettera a, TUIR). Il meccanismo di calcolo è il seguente:

    • Il datore applica una ritenuta a titolo di acconto al momento della liquidazione, calcolando l'aliquota media IRPEF dell'ultimo quinquennio del lavoratore;
    • L'Agenzia delle Entrate effettua il conguaglio definitivo entro quattro anni dalla dichiarazione in cui è indicato il TFR percepito, determinando l'eventuale rimborso o l'ulteriore imposta dovuta;
    • La tassazione separata è di norma più favorevole rispetto alla tassazione ordinaria, perché evita l'effetto cumulo con il reddito dell'anno di cessazione.

    Casi pratici

    Tizio – Stagionale di livello 6, campagna di 5 mesi
    Tizio viene assunto a ottobre per la campagna agrumi fino a febbraio (5 mesi). Retribuzione mensile: 1.599,95 €. La retribuzione utile ai fini TFR comprende i 5 mesi ordinari più la quota di tredicesima e quattordicesima maturata (5/12 di ciascuna). Retribuzione utile annua proporzionata: circa 9.333 €. TFR maturato nella campagna: 9.333 ÷ 13,5 = circa 691 € lordi, liquidati nell'ultimo cedolino di febbraio.
    Caia – A tempo indeterminato, livello 4, richiede anticipazione per prima casa
    Caia è assunta da 10 anni al livello 4 da un'azienda di commercio ortofrutticolo con 30 dipendenti (TFR in azienda). Ha accantonato circa 18.000 € di TFR. Vuole acquistare la prima casa. Può richiedere un'anticipazione massima del 70%: circa 12.600 €. Presenta domanda scritta al datore allegando il compromesso di acquisto. Il datore la soddisfa nei tempi previsti dal CCNL. Questa è l'unica anticipazione che Caia potrà mai richiedere.
    Sempronio – Quadro, licenziamento per GMO, azienda con 60 dipendenti
    Sempronio è Quadro in un'azienda con 60 dipendenti da 15 anni. Viene licenziato per giustificato motivo oggettivo. Il TFR è stato versato al Fondo di Tesoreria INPS. L'INPS liquida il TFR direttamente a Sempronio entro 30 giorni dalla comunicazione del datore. L'importo complessivo è soggetto a tassazione separata: il datore applica la ritenuta provvisoria e l'Agenzia delle Entrate effettuerà il conguaglio definitivo entro i 4 anni successivi.

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR nel CCNL Ortofrutticoli e Agrumari?
    Si divide la retribuzione annua utile (minimo tabellare + scatti + tredicesima + quattordicesima + eventuali voci fisse) per il coefficiente 13,5 (art. 2120 c.c.). Lo stock maturato è rivalutato ogni 31 dicembre.
    Quando viene liquidato il TFR?
    Alla cessazione del rapporto di lavoro, qualunque ne sia la causa. Per i lavoratori stagionali, il TFR maturato nella campagna viene liquidato con l'ultimo cedolino del contratto a tempo determinato.
    Un lavoratore stagionale matura il TFR?
    Sì. Il TFR matura per ogni periodo di lavoro subordinato, inclusi i contratti stagionali. Viene liquidato alla fine di ogni campagna.
    Posso chiedere l'anticipazione del TFR durante il rapporto?
    Sì, dopo almeno 8 anni di anzianità presso lo stesso datore, nei casi tassativi di legge (spese sanitarie straordinarie, prima casa, congedi parentali o formativi). L'anticipazione non supera il 70% del TFR maturato ed è concessa una sola volta.
    Cosa succede al TFR se aderisco a un fondo pensione?
    Il TFR futuro viene versato al fondo pensione invece che restare in azienda o andare al Fondo di Tesoreria INPS. Il TFR già maturato prima dell'adesione rimane dove era. I contributi al fondo sono deducibili fino a 5.164,57 € annui.
    Il TFR viene tassato come la normale busta paga?
    No. Il TFR è soggetto a tassazione separata (art. 17 TUIR), con aliquota media determinata sul reddito dell'ultimo quinquennio, di norma più favorevole rispetto all'aliquota marginale IRPEF ordinaria.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive 2024-2027, come darle, preavviso e telematiche, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità e congedi e tredicesima, quattordicesima e premi.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL per i dipendenti da aziende ortofrutticole ed agrumarie del 19 luglio 2024 (vigenza 1° gennaio 2024 – 31 dicembre 2027), siglato da Fruitimprese, Flai-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil. La disciplina del TFR è stabilita dalla legge (art. 2120 c.c.; D.Lgs. 252/2005); il CCNL integra le disposizioni di legge. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, le organizzazioni sindacali di categoria (Flai-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil) o l'Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 165 SIC – (Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente)

    Art. 165 SIC – (Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente)

    Art. 165 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – (Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente)

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Il datore di lavoro ed il dirigente sono puniti: a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione dell’articolo 163; b) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 750 a 4.000 euro per la violazione dell’articolo

    164. 2. La violazione di più precetti riconducibili alla categoria omogenea di requisiti di sicurezza relativi alla segnaletica di sicurezza di cui agli allegati XXIV, punti 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11 e 12, XXV, punti 1, 2 e 3, XXVI, per l’intero, XXVII, per l’intero, XXVIII, punti 1 e 2, XXIX, punti 1 e 2, XXX, punti 1 e 2, XXXI, punti 1 e 2, e XXXII, punti 1, 2 e 3 è considerata una unica violazione ed è punita con la pena prevista dal comma 1, lettera a). L’organo di vigilanza è tenuto a precisare in ogni caso, in sede di contestazione, i diversi precetti violati.

  • Art. 164 SIC – Informazione e formazione

    Art. 164 SIC – Informazione e formazione

    Art. 164 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Informazione e formazione

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Il datore di lavoro provvede affinchè: a) il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e i lavoratori siano informati di tutte le misure da adottare riguardo alla segnaletica di sicurezza impiegata all’interno dell’impresa ovvero dell’unità produttiva; b) i lavoratori ricevano una formazione adeguata, in particolare sotto forma di istruzioni precise, che deve avere per oggetto specialmente il significato della segnaletica di sicurezza, soprattutto quando questa implica l’uso di gesti o di parole, nonché i comportamenti generali e specifici da seguire.

  • Art. 195 D.Lgs. 259/2003 – Contributi

    Art. 195 D.Lgs. 259/2003 – Contributi

    Codice delle comunicazioni elettroniche (D.Lgs. 1 agosto 2003, n. 259)

    1. I soggetti di cui all’articolo 194 devono corrispondere i contributi di cui all’articolo 185. articolo precedente articolo successivo

  • Art. 163 SIC – Obblighi del datore di lavoro

    Art. 163 SIC – Obblighi del datore di lavoro

    Art. 163 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Obblighi del datore di lavoro

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Quando, anche a seguito della valutazione effettuata in conformità all’articolo 28, risultano rischi che non possono essere evitati o sufficientemente limitati con misure, metodi, ovvero sistemi di organizzazione del lavoro, o con mezzi tecnici di protezione collettiva, il datore di lavoro fa ricorso alla segnaletica di sicurezza, conformemente alle prescrizioni di cui agli allegati da XXIV a XXXII.

    2. Qualora sia necessario fornire mediante la segnaletica di sicurezza indicazioni relative a situazioni di rischio non considerate negli allegati da XXIV a XXXII, il datore di lavoro, anche in riferimento alle norme di buona tecnica, adotta le misure necessarie, secondo le particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica.

    3. Il datore di lavoro, per regolare il traffico all’interno dell’impresa o dell’unità produttiva, fa ricorso, se del caso, alla segnaletica prevista dalla legislazione vigente relativa al traffico stradale, ferroviario, fluviale, marittimo o aereo, fatto salvo quanto previsto nell’allegato XXVIII.

  • Art. 161 SIC – Campo di applicazione

    Art. 161 SIC – Campo di applicazione

    Art. 161 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Campo di applicazione

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Il presente titolo stabilisce le prescrizioni per la segnaletica di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro.

    2. Le disposizioni del presente decreto non si applicano alla segnaletica impiegata per regolare il traffico stradale, ferroviario, fluviale, marittimo ed aereo.

    2-bis. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, con decreto dei Ministeri del lavoro, della salute e delle politiche sociali e delle infrastrutture e dei trasporti, acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale, è emanato il regolamento per l’individuazione delle procedure di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attività lavorative che si svolgano in presenza di traffico veicolare.

  • Art. 160 SIC – (Sanzioni per i lavoratori autonomi)

    Art. 160 SIC – (Sanzioni per i lavoratori autonomi)

    Art. 160 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – (Sanzioni per i lavoratori autonomi)

    In vigore dal 15/05/2008

    1. I lavoratori autonomi sono puniti: a) con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda da 400 a 1.600 euro per la violazione dell’articolo 100, comma 3; b) con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda da 300 a 800 euro per la violazione dell’articolo 94; c) con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda da 200 a 600 euro per la violazione degli articoli 124, 138, commi 3 e 4, e 152, comma

    2.

  • CCNL Occhialeria: TFR e fine rapporto 2026

    CCNL Occhialeria (Anfao)

    CCNL Occhialeria: TFR e fine rapporto 2026

    Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) è il principale accantonamento che il datore effettua per ogni lavoratore durante tutta la vita del rapporto di lavoro. Nel settore occhialeria il TFR può essere destinato a Previmoda, il fondo di previdenza complementare del settore moda.

    In sintesi

    Il TFR nel CCNL Occhialeria si calcola secondo l’art. 2120 c.c. (retribuzione annua lorda / 13,5) e viene rivalutato annualmente. Il lavoratore può destinarlo interamente a Previmoda (fondo di previdenza complementare di settore) oppure mantenerlo in azienda. L’anticipazione è possibile con 8 anni di anzianità.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Anfao (Confindustria Moda) · Femca-Cisl · Filctem-Cgil · Uiltec-Uil
    Ultimo rinnovo
    30 gennaio 2026
    Vigenza
    1° gennaio 2026 – 31 dicembre 2028
    Norma di legge
    Art. 2120 c.c. (TFR); D.lgs. 252/2005 (previdenza complementare)
    Fondo previdenza complementare
    Previmoda

    Tabella riepilogativa

    TFR: calcolo, destinazione e contribuzione Previmoda nel CCNL Occhialeria
    Aspetto Regola applicabile Fonte
    Formula di calcolo annuale Retribuzione utile annua lorda ÷ 13,5 Art. 2120 c.c.
    Rivalutazione annua (31 dicembre) 1,5% fisso + 75% variazione ISTAT prezzi consumo Art. 2120 c.c.
    Imposta rivalutazione 17% (trattenuta e versata dal datore come sostituto d’imposta) D.lgs. 47/2000
    Contributo datore a Previmoda 2,00% dell’ERN (dal 1° ottobre 2019; sale a 2,20% dal 1° gennaio 2028) CCNL + rinnovo 2026
    Contributo lavoratore a Previmoda 1,70% dell’ERN CCNL
    Contributo premorienza/invalidità permanente 0,24% ERN a carico datore (dal 1° gennaio 2026) CCNL rinnovo 2026
    TFR per assunti post 28/04/1993 100% va a fondo pensione scelto (o, per gli assunti fino al 30/6/2026 che non scelgono entro 6 mesi, Previmoda per silenzio-assenso; prime assunzioni dal 1/7/2026: adesione automatica, rinuncia entro 60 giorni) D.lgs. 252/2005
    Anticipazione TFR Fino al 70% con almeno 8 anni di anzianità Art. 2120 c.c.

    Nota: ERN = Elemento Retributivo Nazionale (corrisponde indicativamente al minimo tabellare di riferimento). La quota del 2,20% di contribuzione datoriale a Previmoda entra in vigore dal 1° gennaio 2028 in base al rinnovo del 30 gennaio 2026.

    Come si calcola il TFR annuale

    Il TFR matura ogni anno di servizio. La formula di legge (art. 2120 c.c.) è:

    TFR annuo = retribuzione utile annua lorda ÷ 13,5

    La «retribuzione utile» ai fini TFR comprende tutte le somme corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro, a titolo non occasionale: minimo tabellare, scatti di anzianità, tredicesima, PPVA, indennità fisse continuative, eventuali superminimi. Sono escluse le somme occasionali (straordinari sporadici, rimborsi spese, erogazioni una tantum).

    Esempio pratico: un lavoratore al livello 4 (minimo 2.042,96 €) con 1 scatto di anzianità (8,26 €) e tredicesima ha una retribuzione utile annua di circa: (2.042,96 + 8,26) × 13 = 26.666,94 €. Il TFR annuale maturato è 26.666,94 ÷ 13,5 = 1.975,33 €.

    Destinazione del TFR: Previmoda o azienda

    Dalla riforma della previdenza complementare (D.lgs. 252/2005) il lavoratore deve scegliere dove destinare il TFR maturando:

    • A Previmoda: il fondo di previdenza complementare del settore moda e occhialeria. In questo caso il datore contribuisce per il 2,00% dell’ERN (elevato al 2,20% dal 1° gennaio 2028 per il rinnovo 2026) e il lavoratore per l’1,70%. Il TFR annuo è versato interamente al fondo. La pensione integrativa maturata sarà liquidata alla cessazione del rapporto di lavoro o al pensionamento.
    • In azienda (o al Fondo di Tesoreria INPS per le aziende con più di 49 dipendenti): il TFR rimane accantonato e viene rivalutato annualmente, liquidato alla cessazione del rapporto.

    Per i lavoratori assunti dopo il 28 aprile 1993 il TFR maturando deve essere integralmente destinato alla forma pensionistica prescelta. Per chi è stato assunto fino al 30 giugno 2026 il silenzio-assenso (mancata risposta entro 6 mesi dall’assunzione) comporta il conferimento a Previmoda; per le prime assunzioni nel settore privato dal 1° luglio 2026 l’adesione a Previmoda è automatica, salvo rinuncia entro 60 giorni dalla prima assunzione (art. 8, commi 7-7-quater, D.Lgs. 252/2005; L. 199/2025, art. 1, commi 202 e 205).

    Anticipazione del TFR

    Il lavoratore con almeno 8 anni di anzianità presso lo stesso datore può richiedere un’anticipazione del TFR fino al 70% del maturato nei seguenti casi tassativi:

    • spese sanitarie gravi e urgenti documentate da strutture pubbliche o convenzionate;
    • acquisto della prima casa per sé o per i figli (documentazione notarile);
    • congedo parentale o formativo.

    La richiesta di anticipazione può essere presentata una sola volta nel corso del rapporto di lavoro. Ogni anno le richieste sono soddisfatte entro il 10% degli aventi titolo e comunque entro il 4% del numero totale dei dipendenti. L’anticipazione è soggetta a tassazione separata (aliquota media IRPEF degli ultimi 5 anni).

    Casi pratici

    Tizio – Scelta del TFR a Previmoda all’assunzione
    Tizio viene assunto il 1° marzo 2026, prima dell’avvio dell’adesione automatica (1° luglio 2026): entro 6 mesi deve scegliere dove destinare il TFR. Valuta le due opzioni: destinando il TFR a Previmoda riceverà anche il contributo datoriale del 2,00% dell’ERN, che non avrebbe altrimenti. Decide di aderire a Previmoda con contribuzione del 1,70% del suo ERN, beneficiando del contributo datoriale aggiuntivo e della deduzione fiscale dei contributi versati al fondo pensione (fino a 5.164,57 € annui).
    Caia – Anticipazione TFR per acquisto prima casa
    Caia ha 10 anni di anzianità (assunta nel 2016). Il TFR accantonato in azienda (non iscritta a Previmoda) è di circa 25.000 €. Vuole comprare casa: richiede l’anticipazione del 70% = 17.500 €. Presenta al datore il compromesso notarile. L’azienda, nei limiti annui del 10% degli aventi titolo e del 4% dei dipendenti, eroga l’anticipazione soggetta a tassazione separata. Caia potrà chiedere un’altra anticipazione solo se cambia datore di lavoro.
    Sempronio – TFR alla cessazione per dimissioni
    Sempronio si dimette dopo 7 anni. Il suo TFR accantonato (non destinato a Previmoda) ammonta a circa 14.500 € lordi. Il datore lo liquida entro il termine contrattuale (di norma entro il mese successivo alla cessazione o nel primo giorno utile di paga). L’importo è soggetto a tassazione separata: l’aliquota media IRPEF degli ultimi 5 anni di Sempronio è del 25%, quindi riceverà circa 10.875 € netti.

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR nel CCNL Occhialeria?
    Ogni anno si accantona la retribuzione utile annua lorda divisa per 13,5. Nella base di calcolo rientrano minimo tabellare, scatti, tredicesima e indennità fisse continuative. Il TFR viene rivalutato al 31 dicembre di ogni anno (1,5% + 75% ISTAT).
    Cosa significa destinare il TFR a Previmoda?
    Previmoda è il fondo di previdenza complementare del settore moda/occhialeria. Destinando il TFR a Previmoda si riceve anche il contributo del datore (2,00% dell’ERN, che salirà al 2,20% dal gennaio 2028). La pensione integrativa viene liquidata alla cessazione o al pensionamento.
    Posso chiedere un’anticipazione del TFR?
    Sì, con almeno 8 anni di anzianità, fino al 70% del maturato, per spese sanitarie gravi, acquisto prima casa o congedo parentale. La richiesta è ammessa una sola volta nel rapporto con lo stesso datore.
    Il TFR viene rivalutato ogni anno?
    Sì, al 31 dicembre di ogni anno con il tasso 1,5% fisso + 75% della variazione ISTAT dei prezzi al consumo. La rivalutazione è soggetta a un’imposta sostitutiva del 17%, applicata dal datore come sostituto d’imposta.
    Quando viene liquidato il TFR?
    Alla cessazione del rapporto per qualsiasi causa (dimissioni, licenziamento, scadenza termine, pensionamento). Per le aziende con più di 49 dipendenti il TFR non destinato a fondi pensione è trasferito al Fondo di Tesoreria INPS.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi per livello, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento 2026, ferie, permessi e ROL 2026, maternità congedi e tutele 2026 e tredicesima, PPVA e premi 2026.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL per l’industria degli occhiali e articoli inerenti l’occhialeria sottoscritto il 30 gennaio 2026 da Anfao (Confindustria Moda), Femca-Cisl, Filctem-Cgil e Uiltec-Uil. I dati su Previmoda (contributo datoriale 2,00% ERN, elevato al 2,20% dal gennaio 2028; premorienza 0,24%) sono verificati dalle comunicazioni ufficiali delle parti e dal sito previmoda.it. Il calcolo del TFR segue l’art. 2120 c.c. Per situazioni specifiche consultare un consulente del lavoro, i sindacati di categoria (Femca-Cisl, Filctem-Cgil, Uiltec-Uil) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 159 SIC – (Sanzioni per i datori di lavoro e dirigenti)

    Art. 159 SIC – (Sanzioni per i datori di lavoro e dirigenti)

    Art. 159 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – (Sanzioni per i datori di lavoro e dirigenti)

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Il datore di lavoro è punito con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione dell’articolo 96, comma 1, lettera g); si applica la pena dell’arresto da 4 a 8 mesi o l’ammenda da 2.000 a 8.000 euro se la violazione è commessa in cantieri temporanei o mobili in cui l’impresa svolga lavorazioni in presenza di rischi particolari, individuati in base all’allegato XI; si applica la pena dell’ammenda da 2.000 a 4.000 euro se il piano operativo di sicurezza è redatto in assenza di uno o più degli elementi di cui all’allegato XV.

    2. Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti: a) con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione degli articoli 97, comma 1, 100, comma 3, 111, commi 1, lettera a), e 6, 114, comma 1, 117, 118, 121, 122, 126, 128, comma 1, 145, commi 1 e 2 e 148; b) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.000 a 4.800 euro per la violazione degli articoli 108, 112, 119, 123, 125, commi 1, 2 e 3, 127, 129, comma 1, 136, commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6, 140, comma 3, 147, comma 1, 151, comma 1, 152, commi 1 e 2 e 154; c) con l’arresto sino a due mesi o con l’ammenda da 500 a 2.000 euro per la violazione degli articoli 96, comma 1, lettere. a), b), c), d), e) ed f), e 97, commi 3 e 3-ter, nonché per la violazione delle disposizioni del capo II del presente titolo non altrimenti sanzionate; d) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro per la violazione degli articoli 100, comma 4, e 101, commi 2 e

    3. 3. La violazione di più precetti riconducibili alla categoria omogenea di requisiti di sicurezza relativi ai luoghi di lavoro di cui all’allegato XIII, nella parte relativa alle “Prescrizioni per i servizi igienico-assistenziali a disposizione dei lavoratori nei cantieri”, punti 1, 2, 3, 4, 5 e 6, e nella parte relativa alle “Prescrizioni per i posti di lavoro nei cantieri” per i punti 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 8, è considerata una unica violazione ed è punita con la pena prevista dal comma 2, lettera c). L’organo di vigilanza è tenuto a precisare in ogni caso, in sede di contestazione, i diversi precetti violati.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.