Testo dell'articoloVigente
Art. 167 DPR 495/1992 – Dimensioni ed illuminazione delle luci semaforiche
Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada
1. Le dimensioni delle luci sono normalmente di 200 mm di diametro; può essere altresì consentito l'uso di luci di diametro da 300 mm, anche limitatamente alla sola luce rossa. L'uso delle luci di diametro di 300 mm non è consentito per le lanterne semaforiche per i veicoli di trasporto pubblico, per le lanterne pedonali, per le lanterne per i velocipedi, per le lanterne di cui all'articolo 165, comma 1, lettere b) e c), e per le lanterne di cui all'articolo 166, comma 1, lettera c). Le luci delle lanterne semaforiche veicolari per corsie reversibili hanno diametro maggiorato fino a 600 mm.
2. L'illuminazione delle luci semaforiche deve essere realizzata con dispositivi idonei a garantire un solido fotometrico di chiara visibilità, uniforme e privo di fenomeni di abbagliamento. Le luci devono risultare facilmente riconoscibili ad una distanza di avvistamento minimo pari a 75 m per le luci di diametro 200 mm e 125 m per le luci di diametro 300 mm. I valori minimi dell'intensità luminosa, misurata in condizioni normali sull'asse ottico del dispositivo, devono essere mantenuti non inferiori a 100 cd per le luci di diametro 200 mm e a 200 cd per le luci da 300 mm.
3. È consentito l'uso di dispositivi atti ad evitare il cosiddetto "effetto fantasma", cioè la riflessione della luce solare all'esterno della lanterna, quando essa è spenta.
4. Le luci semaforiche devono essere munite di opportuna ed efficiente visiera, atta a consentire la visibilità in ogni condizione di luce, nonché ad impedire, per quanto possibile, che i conducenti vedano altre luci semaforiche orientate verso altre direzioni.
In sintesi
Indice dei contenuti
Le dimensioni delle luci semaforiche: perché conta il diametro
L'articolo 167 del DPR 495/1992 stabilisce le specifiche tecniche relative alle dimensioni e all'illuminazione delle luci semaforiche. Può sembrare una norma di dettaglio secondario, ma le caratteristiche fotometriche e dimensionali dei semafori incidono direttamente sulla sicurezza stradale: un segnale luminoso non visibile con sufficiente anticipo, o confondibile con altri elementi luminosi, costituisce un fattore di rischio concreto per conducenti e pedoni.
La norma si inserisce nel quadro dell'art. 42 del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992), che disciplina i segnali luminosi, e ne traduce i principi generali in prescrizioni tecniche di dettaglio, garantendo l'uniformità dei semafori su tutto il territorio nazionale.
Il diametro standard: 200 mm e le eccezioni
La dimensione «normale» delle luci semaforiche è fissata a 200 mm di diametro. È la misura più diffusa in Italia e in Europa, frutto di decenni di standardizzazione tecnica internazionale. Il diametro di 200 mm offre un buon compromesso tra visibilità, consumo energetico e ingombro della lanterna.
Il regolamento consente in alternativa l'uso di luci da 300 mm, anche limitatamente alla sola luce rossa, quando le condizioni locali richiedono maggiore visibilità: incroci ad alta velocità, tratti con scarsa visibilità, arterie con intenso traffico pesante. La luce rossa da 300 mm ha maggiore impatto visivo e può essere vista da distanza superiore, riducendo il rischio che un conducente distratto la ignori.
Le corsie reversibili - quelle il cui senso di marcia cambia a seconda dell'ora e della direzione del flusso di traffico - ricevono un trattamento speciale: le loro luci semaforiche possono avere diametro fino a 600 mm. Questa misura eccezionale riflette l'esigenza di garantire una visibilità assoluta in una situazione in cui un errore del conducente (imboccare la corsia nel senso sbagliato) può avere conseguenze gravissime.
Le eccezioni al diametro 300 mm
Il comma 1 specifica che le luci da 300 mm non sono ammesse per:
- le lanterne semaforiche per i veicoli di trasporto pubblico (quelle che regolano la precedenza di bus e tram);
- le lanterne pedonali;
- le lanterne per i velocipedi;
- le lanterne di cui all'art. 165, comma 1, lettere b) e c) del regolamento (luci speciali per situazioni particolari);
- le lanterne di cui all'art. 166, comma 1, lettera c) (luci di segnalazione per certi tipi di intersezioni).
La ratio di queste eccezioni è tecnica e pratica: le lanterne speciali per categorie protette (pedoni, ciclisti) o per il trasporto pubblico sono già dimensionate e posizionate in modo da risultare ben visibili ai loro destinatari, anche con il diametro standard; l'uso di luci più grandi creerebbe confusione o ingombri eccessivi nei dispositivi.
I requisiti di visibilità: distanza e intensità luminosa
Il comma 2 fissa i parametri fotometrici minimi che ogni installazione semaforica deve rispettare. Sono prescrizioni di carattere tecnico vincolante, non mere raccomandazioni:
Distanza minima di avvistamento: le luci devono essere chiaramente riconoscibili a una distanza di almeno 75 m per le luci da 200 mm e di almeno 125 m per quelle da 300 mm. Questa distanza è calcolata in funzione del tempo di reazione del conducente e della velocità di percorrenza tipica delle strade urbane: a 50 km/h, un conducente ha poco meno di 6 secondi per percepire il segnale e frenare prima dell'intersezione.
Intensità luminosa minima: misurata sull'asse ottico del dispositivo in condizioni normali, non deve essere inferiore a 100 candele per le luci da 200 mm e a 200 candele per quelle da 300 mm. L'intensità luminosa è la grandezza fisica che misura la «forza» della luce emessa in una data direzione; il valore minimo garantisce la visibilità anche in condizioni di piena luce diurna, quando la luminosità ambientale tende ad annullare quella artificiale.
Il «solido fotometrico» - la distribuzione spaziale dell'intensità luminosa - deve essere tale da garantire visibilità chiara, uniforme e priva di abbagliamento. Un segnale abbagliante è pericoloso quanto uno non visibile: costringe il conducente a distogliere lo sguardo proprio nel momento in cui dovrebbe concentrarsi sull'intersezione.
L'effetto fantasma e le visiere
Il comma 3 autorizza l'uso di dispositivi anti-«effetto fantasma». Questo fenomeno si verifica quando la luce solare, in determinate condizioni di angolazione e stagione, si riflette all'interno di una lanterna spenta e fuoriesce verso l'esterno, creando l'illusione che la luce sia accesa. Per un conducente che si avvicina a un incrocio, percepire una luce verde «fantasma» quando in realtà il semaforo è rosso può essere fatale. I dispositivi anti-effetto fantasma (diaframmi interni, vetri trattati, visiere particolari) eliminano o riducono fortemente questo fenomeno.
Il comma 4 prescrive che ogni luce semaforica sia munita di una visiera adeguata, in grado di garantire la visibilità in tutte le condizioni di luce e, soprattutto, di impedire che i conducenti vedano luci semaforiche orientate verso altre direzioni. In un incrocio a quattro braccia, un conducente fermo su un ramo deve vedere solo la lanterna che lo riguarda, non quelle delle correnti di traffico perpendicolari o opposte: la visiera circoscrive il «cono» di visibilità della luce e previene questa confusione.
Casi pratici
Caso 1:
Caso 2:
Caso 3:
Domande frequenti
Qual è il diametro normale delle luci semaforiche in Italia?
Il diametro standard è di 200 mm. È consentito anche il diametro di 300 mm, anche solo per la luce rossa, in condizioni che richiedono maggiore visibilità. Le luci per le corsie reversibili possono arrivare fino a 600 mm. Le lanterne pedonali, dei velocipedi e del trasporto pubblico devono restare a 200 mm.
Da quanta distanza deve essere visibile un semaforo?
La distanza minima di avvistamento è di 75 m per le luci da 200 mm e di 125 m per quelle da 300 mm. L'intensità luminosa minima sull'asse ottico è di 100 candele per le luci da 200 mm e di 200 candele per quelle da 300 mm.
Cos'è l'effetto fantasma nei semafori?
È il fenomeno per cui la luce solare, in determinate condizioni di angolazione, si riflette all'interno di una lanterna spenta e fuoriesce verso l'esterno, facendo sembrare accesa una luce in realtà spenta. L'art. 167 consente l'uso di dispositivi appositi per eliminarlo, come diaframmi interni o trattamenti dei vetri.
A cosa serve la visiera del semaforo?
La visiera ha due funzioni: garantire la visibilità della luce in ogni condizione di luminosità ambientale e impedire che i conducenti vedano le luci semaforiche orientate verso altre direzioni. In un incrocio a più braccia, ogni conducente deve vedere solo il semaforo che lo riguarda.
Le luci da 300 mm si possono installare su tutti i tipi di semaforo?
No. Il comma 1 vieta l'uso del diametro 300 mm per le lanterne dei veicoli di trasporto pubblico, per quelle pedonali, per i velocipedi e per alcune lanterne speciali previste dagli artt. 165 e 166 del DPR 495/1992. Per queste categorie resta obbligatorio il diametro da 200 mm.