Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 190 SIC – Valutazione del rischio

    Art. 190 SIC – Valutazione del rischio

    Art. 190 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Valutazione del rischio

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Nell’ambito di quanto previsto dall’articolo 181, il datore di lavoro valuta l’esposizione dei lavoratori al rumore durante il lavoro prendendo in considerazione in particolare: a) il livello, il tipo e la durata dell’esposizione, ivi inclusa ogni esposizione a rumore impulsivo; b) i valori limite di esposizione e i valori di azione di cui all’articolo 189; c) tutti gli effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rumore, con particolare riferimento alle donne in gravidanza e i minori; d) per quanto possibile a livello tecnico, tutti gli effetti sulla salute e sicurezza dei lavoratori derivanti da interazioni fra rumore e sostanze ototossiche connesse con l’attività svolta e fra rumore e vibrazioni; e) tutti gli effetti indiretti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori risultanti da interazioni fra rumore e segnali di avvertimento o altri suoni che vanno osservati al fine di ridurre il rischio di infortuni; f) le informazioni sull’emissione di rumore fornite dai costruttori dell’attrezzatura di lavoro in conformità alle vigenti disposizioni in materia; g) l’esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre l’emissione di rumore; h) il prolungamento del periodo di esposizione al rumore oltre l’orario di lavoro normale, in locali di cui è responsabile; i) le informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria, comprese, per quanto possibile, quelle reperibili nella letteratura scientifica; l) la disponibilità di dispositivi di protezione dell’udito con adeguate caratteristiche di attenuazione.

    2. Se, a seguito della valutazione di cui al comma 1, può fondatamente ritenersi che i valori inferiori di azione possono essere superati, il datore di lavoro misura i livelli di rumore cui i lavoratori sono esposti, i cui risultati sono riportati nel documento di valutazione.

    3. I metodi e le strumentazioni utilizzati devono essere adeguati alle caratteristiche del rumore da misurare, alla durata dell’esposizione e ai fattori ambientali secondo le indicazioni delle norme tecniche. I metodi utilizzati possono includere la campionatura, purché sia rappresentativa dell’esposizione del lavoratore.

    4. Nell’applicare quanto previsto nel presente articolo, il datore di lavoro tiene conto dell’incertezza delle misure determinate secondo la prassi metrologica.

    5. La valutazione di cui al comma 1 individua le misure di prevenzione e protezione necessarie ai sensi degli articoli 192, 193, 194, 195 e 196 ed è documentata in conformità all’articolo 28, comma

    2. 5-bis. L’emissione sonora di attrezzature di lavoro, macchine e impianti può essere stimata in fase preventiva facendo riferimento alle banche dati sul rumore approvate dalla Commissione consultiva permanente di cui all’articolo 6, riportando la fonte documentale cui si è fatto riferimento.

  • CCNL Edilizia Cooperative: TFR e trattamento di fine rapporto

    CCNL Edilizia (Cooperative)

    CCNL Edilizia Cooperative: TFR e trattamento di fine rapporto

    Nel settore edile il TFR ha una particolarità fondamentale: la base di calcolo comprende anche le quote accantonate alla Cassa Edile per ferie e gratifica natalizia, rendendo il TFR degli operai edili strutturalmente più consistente di quanto appaia dai cedolini mensili.

    In sintesi

    Nel CCNL Edilizia Cooperative il TFR si calcola secondo l’art. 2120 c.c.: la retribuzione annua (incluse le quote Cassa Edile) divisa per 13,5. Il fondo pensione delle cooperative edili è Previdenza Cooperativa, con iscrizione automatica e un contributo mensile della cooperativa. Il TFR può essere anticipato dopo 8 anni di servizio. Alla cessazione vengono liquidati TFR, ferie residue, ratei aggiuntive e preavviso eventuale.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie (datoriali)
    Legacoop Produzione e Servizi · Confcooperative Lavoro e Servizi · AGCI Produzione e Lavoro
    Parti firmatarie (sindacali)
    FENEAL-UIL · FILCA-CISL · FILLEA-CGIL
    Ultimo rinnovo
    21 febbraio 2025
    Vigenza
    1° febbraio 2025 – 30 giugno 2028
    Riferimento legale
    Art. 2120 c.c.; D.Lgs. 252/2005 (previdenza complementare)

    Tabella riepilogativa

    TFR e fine rapporto – CCNL Edilizia Cooperative
    Elemento Regola Note specifiche settore edile
    Base di calcolo TFR Retribuzione annua ÷ 13,5 Include quote Cassa Edile (ferie + 13°)
    Rivalutazione annua 1,5% fisso + 75% inflazione ISTAT Al 31 dicembre di ogni anno (legge)
    Anticipo TFR Dopo 8 anni, max 70% Cause: prima casa, spese mediche (legge)
    Fondo previdenza complementare Previdenza Cooperativa (ex Cooperlavoro) Iscrizione automatica con contributo mensile della cooperativa da 10 a 25 €; chi aderisce anche con TFR e contributo proprio riceve il contributo aggiuntivo della cooperativa
    Cosa si liquida alla cessazione TFR + ratei di tredicesima e premio annuo (impiegati) + ferie residue (impiegati) + preavviso Operai: anche quote residue Cassa Edile

    Il calcolo del TFR: la base retributiva edile

    Il TFR si calcola secondo l’art. 2120 del codice civile: per ogni anno di servizio si accantona una quota pari alla retribuzione annua divisa per 13,5. Il risultato viene rivalutato al 31 dicembre di ogni anno con un tasso pari all’1,5% fisso più il 75% dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo ISTAT.

    Nel settore edile la retribuzione utile ai fini del TFR comprende tutte le voci continuative della retribuzione, incluse quelle gestite attraverso la Cassa Edile:

    • Minimo di paga base, ex indennità di contingenza, indennità territoriale di settore e superminimi;
    • Quote ferie e gratifica natalizia accantonate alla Cassa Edile (18,5% lordo): rientrano nella base anche se non compaiono nel cedolino mensile;
    • La percentuale del 4,95% dei permessi individuali, l’utile di cottimo, le indennità sostitutive di mensa e di trasporto e alcune indennità per lavori disagiati.

    Questo significa che per un operaio edile la base di calcolo del TFR è significativamente superiore a quanto appare dai cedolini mensili, perché include il 18,5% accantonato alla Cassa.

    La previdenza complementare: Previdenza Cooperativa

    Il fondo pensione negoziale delle cooperative edili è Previdenza Cooperativa, nato nel 2018 dalla fusione di Cooperlavoro, Filcoop e Previcooper. Chi lavora in una cooperativa che applica il CCNL Edilizia Cooperativa è iscritto automaticamente come aderente contrattuale: la cooperativa versa ogni mese un contributo a suo carico, da 10 a 25 € secondo la qualifica e il livello di inquadramento.

    In qualsiasi momento il lavoratore può diventare aderente esplicito e destinare al fondo anche:

    • il TFR futuro (quello maturato dall’adesione in poi);
    • un contributo proprio, che dà diritto al contributo aggiuntivo della cooperativa nella misura fissata dagli accordi collettivi.

    È un fondo a contribuzione definita: al pensionamento il montante si riceve come rendita o, in parte, come capitale.

    L’anticipo del TFR

    La legge (art. 2120 c.c.) consente al lavoratore di richiedere un anticipo del TFR maturato, fino al 70% dell’importo, previa sussistenza di determinate condizioni:

    • Anzianità: almeno 8 anni di servizio continuativo presso lo stesso datore di lavoro;
    • Causa documentata: acquisto della prima casa di abitazione (per sé o per i figli), spese sanitarie straordinarie per malattie gravi del lavoratore o dei familiari;
    • Limite aziendale: in un anno il datore non può soddisfare le richieste di anticipo che superino il 10% degli aventi diritto (o 4% del totale dipendenti).

    Nelle cooperative edili il regolamento interno della cooperativa (L. 142/2001) potrebbe prevedere condizioni aggiuntive di accesso o utilizzo del TFR, nel rispetto del minimo legale.

    Il saldo finale alla cessazione del rapporto

    Quando il rapporto di lavoro cessa (per licenziamento, dimissioni, scadenza a termine o quiescenza), la cooperativa liquida:

    • TFR maturato al netto di eventuali anticipi già erogati (se il lavoratore ha destinato il TFR al fondo, la quota versata resta in Previdenza Cooperativa);
    • Ferie residue non godute degli impiegati (per gli operai le ferie passano dalla Cassa Edile);
    • Ratei di tredicesima e premio annuo degli impiegati (per gli operai la gratifica natalizia passa dalla Cassa Edile);
    • ROL residui non fruiti;
    • Indennità sostitutiva del preavviso se il preavviso non è stato rispettato dalla cooperativa.

    Per gli operai è necessario richiedere anche alla Cassa Edile la liquidazione delle quote di ferie e gratifica natalizia non ancora erogate: queste somme sono custodite dalla Cassa e non vengono automaticamente trasferite con il saldo finale dell’azienda.

    Casi pratici

    Tizio – Operaio con 5 anni di anzianità, cessazione per licenziamento
    Tizio (operaio qualificato) viene licenziato dopo 5 anni di servizio. La cooperativa liquida: TFR maturato in 5 anni (retribuzione oraria complessiva annua ÷ 13,5 per 5 anni, più rivalutazioni), più indennità sostitutiva del preavviso (10 giorni lavorativi, con oltre 3 anni di anzianità). Ferie e gratifica natalizia di Tizio, operaio, sono accantonate in Cassa Edile: le quote non ancora erogate le paga la Cassa.
    Caia – Impiegata con 10 anni, anticipo TFR per acquisto casa
    Caia ha 10 anni di anzianità come impiegata di IV livello. Vuole acquistare la prima casa e chiede l’anticipo del 70% del TFR. Avendo i requisiti (8 anni+, causa documentata), la cooperativa è obbligata ad accettare la richiesta, salvo il vincolo del 10% degli aventi diritto aziendale. L’importo anticipato viene poi detratto dal TFR finale alla cessazione.
    Sempronio – Aderente a Previdenza Cooperativa, pensionamento
    Sempronio ha aderito al fondo delle cooperative al momento dell’assunzione 20 anni fa. Al pensionamento riceve: il montante accumulato nel fondo (TFR + contributi datore e lavoratore + rendimenti di investimento); il TFR pregresso maturato prima dell’adesione, liquidato direttamente dalla cooperativa; le quote della Cassa Edile non ancora liquidate. Può scegliere di convertire il montante in rendita o di incassarne fino al 50% in capitale.

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR per un operaio edile?
    Il TFR si calcola secondo l’art. 2120 c.c.: la retribuzione annua utile (che per gli operai comprende il 18,5% accantonato in Cassa Edile per ferie e gratifica natalizia) divisa per 13,5. Questa quota annua viene rivalutata al 31 dicembre con un tasso fisso dell’1,5% + 75% dell’inflazione ISTAT.
    Il TFR include le quote della Cassa Edile?
    Sì. Le somme accantonate alla Cassa Edile per ferie (8,5%) e gratifica natalizia (10%) fanno parte della retribuzione utile al calcolo del TFR, anche se non compaiono nel cedolino mensile.
    Posso anticipare il TFR?
    Sì, dopo almeno 8 anni di servizio continuativo presso lo stesso datore, puoi richiedere fino al 70% del TFR maturato per acquisto prima casa o spese mediche straordinarie, nei limiti del 10% degli aventi diritto nell’azienda.
    Qual è il fondo pensione delle cooperative edili?
    Previdenza Cooperativa (ex Cooperlavoro). Tutti i dipendenti sono iscritti automaticamente con un contributo mensile della cooperativa da 10 a 25 €; chi vuole può versare anche il TFR futuro e un contributo proprio, ricevendo quello aggiuntivo della cooperativa. Al pensionamento riceve il montante accumulato come rendita o (in parte) come capitale.
    Cosa si liquida alla cessazione del rapporto?
    TFR maturato, per gli impiegati ferie residue e ratei di tredicesima e premio annuo, permessi residui e indennità sostitutiva del preavviso se dovuta. Per gli operai è necessario richiedere anche alla Cassa Edile la liquidazione delle quote residue di ferie e gratifica natalizia.

    Fonti: Previdenza Cooperativa, contribuzione degli iscritti contrattuali · Cassa Operai Edili Mantova, contributo contrattuale (art. 39 CCNL cooperative) · Art. 2120 c.c. (Normattiva). Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi salariali 2025, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso di licenziamento e dimissioni, ferie, permessi e ROL per operai e impiegati, maternità, paternità e congedi parentali e tredicesima, gratifica natalizia e EVR.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa. Il TFR è disciplinato dall’art. 2120 c.c. e la previdenza complementare dal D.Lgs. 252/2005; il CCNL Edilizia Cooperative del 21 febbraio 2025 integra queste norme con le specificità di settore. Per situazioni specifiche consultare un consulente del lavoro, FENEAL-UIL, FILCA-CISL, FILLEA-CGIL, la Cassa Edile competente o il fondo Previdenza Cooperativa.

  • Art. 1324 Codice della Navigazione – Istanza di vendita di aeromobile

    Art. 1324 Codice della Navigazione – Istanza di vendita di aeromobile

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    Se prima dell’entrata in vigore delle norme del codice è stata già proposta istanza per l’autorizzazione alla vendita, il processo prosegue secondo le disposizioni della legge precedente.

  • Art. 188 SIC – Definizioni

    Art. 188 SIC – Definizioni

    Art. 188 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Definizioni

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Ai fini del presente capo si intende per: a) pressione acustica di picco (ppeak): valore massimo della pressione acustica istantanea ponderata in frequenza «C»; b) livello di esposizione giornaliera al rumore (LEX,8h): [dB(A) riferito a 20 \muPa]: valore medio, ponderato in funzione del tempo, dei livelli di esposizione al rumore per una giornata lavorativa nominale di otto ore, definito dalla norma internazionale ISO 1999: 1990 punto 3.6. Si riferisce a tutti i rumori sul lavoro, incluso il rumore impulsivo; c) livello di esposizione settimanale al rumore (LEX,w): valore medio, ponderato in funzione del tempo, dei livelli di esposizione giornaliera al rumore per una settimana nominale di cinque giornate lavorative di otto ore, definito dalla norma internazionale ISO 1999: 1990 punto 3.6, nota 2.

  • Art. 187 SIC – Campo di applicazione

    Art. 187 SIC – Campo di applicazione

    Art. 187 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Campo di applicazione

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Il presente capo determina i requisiti minimi per la protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza derivanti dall’esposizione al rumore durante il lavoro e in particolare per l’udito.

  • Art. 186 SIC – Cartella sanitaria e di rischio

    Art. 186 SIC – Cartella sanitaria e di rischio

    Art. 186 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Cartella sanitaria e di rischio

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Nella cartella di cui all’articolo 25, comma 1, lettera c), il medico competente riporta i dati della sorveglianza sanitaria, ivi compresi i valori di esposizione individuali, ove previsti negli specifici capi del presente titolo, comunicati dal datore di lavoro per il tramite del servizio di prevenzione e protezione.

  • Art. 184 SIC – Informazione e formazione dei lavoratori

    Art. 184 SIC – Informazione e formazione dei lavoratori

    Art. 184 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Informazione e formazione dei lavoratori

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Nell’ambito degli obblighi di cui agli articoli 36 e 37, il datore di lavoro provvede affinchè i lavoratori esposti a rischi derivanti da agenti fisici sul luogo di lavoro e i loro rappresentanti vengano informati e formati in relazione al risultato della valutazione dei rischi con particolare riguardo: a) alle misure adottate in applicazione del presente titolo; b) all’entità e al significato dei valori limite di esposizione e dei valori di azione definiti nei Capi II, III, IV e V, nonché ai potenziali rischi associati; c) ai risultati della valutazione, misurazione o calcolo dei livelli di esposizione ai singoli agenti fisici; d) alle modalità per individuare e segnalare gli effetti negativi dell’esposizione per la salute; e) alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una sorveglianza sanitaria e agli obiettivi della stessa; f) alle procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo i rischi derivanti dall’esposizione; g) all’uso corretto di adeguati dispositivi di protezione individuale e alle relative indicazioni e controindicazioni sanitarie all’uso.

  • Art. 183 SIC – Lavoratori particolarmente sensibili

    Art. 183 SIC – Lavoratori particolarmente sensibili

    Art. 183 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Lavoratori particolarmente sensibili

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Il datore di lavoro adatta le misure di cui all’articolo 182 alle esigenze dei lavoratori appartenenti a gruppi particolarmente sensibili al rischio, incluse le donne in stato di gravidanza ed i minori.

  • Art. 182 SIC – Disposizioni miranti ad eliminare o ridurre i rischi

    Art. 182 SIC – Disposizioni miranti ad eliminare o ridurre i rischi

    Art. 182 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Disposizioni miranti ad eliminare o ridurre i rischi

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Tenuto conto del progresso tecnico e della disponibilità di misure per controllare il rischio alla fonte, i rischi derivanti dall’esposizione agli agenti fisici sono eliminati alla fonte o ridotti al minimo. La riduzione dei rischi derivanti dall’esposizione agli agenti fisici si basa sui principi generali di prevenzione contenuti nel presente decreto.

    2. In nessun caso i lavoratori devono essere esposti a valori superiori ai valori limite di esposizione definiti nei capi II, III, IV e V. Allorchè, nonostante i provvedimenti presi dal datore di lavoro in applicazione del presente capo i valori limite di esposizione risultino superati, il datore di lavoro adotta misure immediate per riportare l’esposizione al di sotto dei valori limite di esposizione, individua le cause del superamento dei valori limite di esposizione e adegua di conseguenza le misure di protezione e prevenzione per evitare un nuovo superamento.

  • CCNL Chimica-Ceramica Artigianato: TFR e trattamento di fine rapporto

    CCNL Chimica-Ceramica Artigianato

    CCNL Chimica-Ceramica Artigianato: TFR e trattamento di fine rapporto

    Il trattamento di fine rapporto è una forma di retribuzione differita che si accumula anno per anno e viene liquidata alla cessazione. La sua disciplina è fissata dalla legge (art. 2120 c.c.) con alcune specificità legate alla scelta della destinazione.

    In sintesi

    Il TFR si accumula dividendo la retribuzione annua lorda per 13,5. Si rivaluta dell’1,5% fisso più il 75% dell’inflazione ISTAT. Entro 6 mesi dall’assunzione il lavoratore può destinare il TFR a Fon.Te., il fondo pensione di riferimento dell’artigianato (art. 25 CCNL), o ad altra forma pensionistica; nelle aziende con meno di 50 dipendenti può scegliere di mantenerlo in azienda. Se non sceglie, il TFR confluisce nel fondo pensione previsto dal contratto.

    Dati normativi e contrattuali

    Fonte legge
    Art. 2120 c.c. e D.Lgs. 252/2005 (previdenza complementare)
    Formula di calcolo annuo
    Retribuzione lorda annua ÷ 13,5
    Rivalutazione annua
    1,5% + 75% variazione ISTAT prezzi al consumo
    Fondo pensione di settore
    Fon.Te. (art. 25 CCNL); Fondartigianato finanzia solo la formazione
    Termine scelta destinazione TFR
    6 mesi dall’assunzione (silenzio = conferimento automatico)

    Tabella riepilogativa

    Esempi di TFR annuo accantonato (retribuzione annua lorda ÷ 13,5)
    Retribuzione annua lorda TFR annuo accantonato (÷13,5)
    20.000 € ≈ 1.481 €
    24.000 € ≈ 1.778 €
    28.000 € ≈ 2.074 €

    Nota: gli esempi sono indicativi. La retribuzione utile ai fini del TFR include minimo tabellare, scatti di anzianità, superminimo continuativo, tredicesima e gratifica estiva (per il settore ceramica). La rivalutazione annua non è inclusa. I minimi tabellari per livello sono nella scheda sulle tabelle retributive.

    Come si calcola il TFR: la formula

    Il TFR si calcola ai sensi dell’art. 2120 c.c., che si applica a tutti i lavoratori dipendenti del settore privato, compresi quelli delle imprese artigiane. La quota di TFR che matura ogni anno è:

    Quota annua TFR = Retribuzione annua lorda ÷ 13,5

    La retribuzione utile ai fini del TFR comprende tutte le voci continuative: minimo tabellare, scatti di anzianità, superminimo non assorbito, tredicesima, gratifica estiva (nel settore ceramica), indennità continuative. Non rientrano: rimborsi spese, somme occasionali, voci non retributive.

    Il TFR accumulato in azienda viene rivalutato ogni anno al 31 dicembre nella misura dell’1,5% in misura fissa più il 75% della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

    Destinazione del TFR: azienda o previdenza complementare

    Entro 6 mesi dalla data di prima assunzione, il lavoratore deve scegliere dove destinare il TFR di futura maturazione:

    • Mantenere il TFR in azienda: possibile solo nelle aziende con meno di 50 dipendenti (come la grande maggioranza delle imprese artigiane). In questo caso il TFR rimane accantonato in azienda e viene liquidato alla cessazione.
    • Conferire il TFR a una forma pensionistica complementare: il fondo di riferimento per l’artigianato è Fon.Te. (art. 25 CCNL): oltre al TFR, per chi aderisce è prevista una contribuzione dell’1% a carico del lavoratore e dell’1% a carico dell’impresa sulla retribuzione tabellare. Non va confuso con Fondartigianato, che finanzia solo la formazione. In alternativa, il lavoratore può scegliere un fondo aperto o un PIP (Piano Individuale Pensionistico).

    In caso di silenzio (mancata scelta entro 6 mesi), il meccanismo del silenzio-assenso trasferisce automaticamente il TFR alla forma pensionistica collettiva prevista dal contratto, che per questo CCNL è Fon.Te. (art. 25).

    Anticipazione del TFR

    Il lavoratore può chiedere un’anticipazione del TFR (fino al 70% del maturato) dopo almeno 8 anni di anzianità continuativa presso lo stesso datore, solo per:

    • Acquisto o recupero straordinario della prima casa di abitazione (propria o dei figli);
    • Spese sanitarie per malattie gravi del lavoratore, del coniuge o dei figli.

    L’anticipazione è concessa nel limite del 4% dei dipendenti aventi diritto (10% in totale cumulate), su richiesta scritta documentata. Non è ripetibile salvo nuova maturazione. Sull’anticipazione sono dovute imposte ordinarie IRPEF.

    Casi pratici

    Tizio – Operaio al 3° livello, 10 anni di servizio: stima del TFR maturato
    Tizio è al 3° livello da 10 anni con retribuzione annua lorda (minimo + 2 scatti + tredicesima) di circa 22.200 €. Quota TFR annua media: 22.200 ÷ 13,5 ≈ 1.644 €. In 10 anni, con rivalutazione media annua dell’1,5%, il TFR lordo accumulato è orientativamente 17.000-18.000 €. L’imposta sostitutiva alla liquidazione è generalmente favorevole rispetto all’IRPEF ordinaria.
    Caia – Nuova assunta che sceglie Fon.Te.
    Caia viene assunta il 1° aprile 2026. Entro il 30 settembre 2026 (6 mesi) deve comunicare la scelta sulla destinazione del TFR. Decide di aderire a Fon.Te.: il TFR futuro confluisce nel fondo pensione, che investe le somme in appositi comparti. Caia riceverà la pensione complementare al momento del pensionamento, cumulando quanto versato su TFR più l’eventuale contributo volontario datore/lavoratore.
    Sempronio – Anticipo TFR per acquisto prima casa
    Sempronio lavora da 9 anni in un’azienda ceramica artigiana. Ha maturato circa 16.000 € di TFR in azienda. Vuole acquistare la prima casa. Presenta richiesta scritta con documentazione (compromesso di acquisto). Il datore può concedere il 70% del maturato: 16.000 € × 70% = 11.200 € lordi. Sull’anticipo si applica la tassazione separata (aliquota media degli ultimi 5 anni).

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR nel CCNL Chimica-Ceramica Artigianato?
    Ai sensi dell’art. 2120 c.c., ogni anno si accantona la retribuzione annua lorda divisa per 13,5. La base di calcolo include minimo, scatti, tredicesima e voci continuative. Si rivaluta dell’1,5% fisso più il 75% dell’inflazione ISTAT.
    Quando si può chiedere l’anticipazione del TFR?
    Dopo almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore, per acquisto o ristrutturazione della prima casa propria o dei figli, o per spese sanitarie per malattie gravi. L’importo massimo è il 70% del TFR maturato.
    Il TFR va destinato alla previdenza complementare?
    Non è obbligatorio, ma entro 6 mesi dall’assunzione si deve scegliere. Il silenzio-assenso trasferisce automaticamente il TFR alla forma pensionistica prevista dal contratto (Fon.Te.). Chi è in azienda con meno di 50 dipendenti può mantenere il TFR in azienda.
    Il TFR si perde se vengo licenziato per giusta causa?
    No. Il TFR è un diritto indipendente dalla causa di cessazione: si matura per ogni giorno di servizio e viene sempre liquidato alla cessazione, qualunque ne sia il motivo.
    Cosa ricevo alla fine del rapporto di lavoro?
    Il datore deve corrispondere: TFR maturato al netto delle anticipazioni, ferie residue non godute, quota pro-rata di tredicesima (e gratifica estiva nel settore ceramica) dell’ultimo anno, ed eventuale indennità sostitutiva del preavviso se non prestato.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024-2026, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso per licenziamento e dimissioni, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi e tredicesima, gratifica estiva e premi.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa. Le regole sul TFR si basano sull’art. 2120 c.c. e sul D.Lgs. 252/2005 (fonti di legge, non contrattuali). Per le specificità legate al CCNL Area Tessile-Moda e Chimica-Ceramica Artigianato fare riferimento al testo aggiornato al 16 luglio 2024 (vigenza 2023-2026). Per situazioni specifiche consultare un consulente del lavoro, Fon.Te., le organizzazioni sindacali (Filctem-CGIL, Femca-CISL, Uiltec-UIL) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 181 SIC – Valutazione dei rischi

    Art. 181 SIC – Valutazione dei rischi

    Art. 181 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Valutazione dei rischi

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Nell’ambito della valutazione di cui all’articolo 28, il datore di lavoro valuta tutti i rischi derivanti da esposizione ad agenti fisici in modo da identificare e adottare le opportune misure di prevenzione e protezione con particolare riferimento alle norme di buona tecnica ed alle buone prassi.

    2. La valutazione dei rischi derivanti da esposizioni ad agenti fisici è programmata ed effettuata, con cadenza almeno quadriennale, da personale qualificato nell’ambito del servizio di prevenzione e protezione in possesso di specifiche conoscenze in materia. La valutazione dei rischi è aggiornata ogni qual volta si verifichino mutamenti che potrebbero renderla obsoleta, ovvero, quando i risultati della sorveglianza sanitaria rendano necessaria la sua revisione. I dati ottenuti dalla valutazione, misurazione e calcolo dei livelli di esposizione costituiscono parte integrante del documento di valutazione del rischio.

    3. Il datore di lavoro nella valutazione dei rischi precisa quali misure di prevenzione e protezione devono essere adottate. La valutazione dei rischi è riportata sul documento di valutazione di cui all’articolo 28, essa può includere una giustificazione del datore di lavoro secondo cui la natura e l’entità dei rischi non rendono necessaria una valutazione dei rischi più dettagliata.

  • Art. 180 SIC – Definizioni e campo di applicazione

    Art. 180 SIC – Definizioni e campo di applicazione

    Art. 180 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Definizioni e campo di applicazione

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Ai fini del presente decreto legislativo per agenti fisici si intendono il rumore, gli ultrasuoni, gli infrasuoni, le vibrazioni meccaniche, i campi elettromagnetici, le radiazioni ottiche, di origine artificiale, il microclima e le atmosfere iperbariche che possono comportare rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori.

    2. Fermo restando quanto previsto dal presente capo, per le attività comportanti esposizione a rumore si applica il capo II, per quelle comportanti esposizione a vibrazioni si applica il capo III, per quelle comportanti esposizione a campi elettromagnetici si applica il capo IV, per quelle comportanti esposizione a radiazioni ottiche artificiali si applica il capo V. 3. La protezione dei lavoratori dalle radiazioni ionizzanti è disciplinata, nel rispetto dei principi di cui al titolo I, dalle disposizioni speciali in materia

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