Art. 33 T.U. Espropriazione – Espropriazione parziale di un bene unitario
D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 – Testo unico in materia di espropriazione per pubblica utilità
1. Nel caso di esproprio parziale di un bene unitario, il valore della parte espropriata è determinato tenendo conto della relativa diminuzione di valore.
2. Se dall’esecuzione dell’opera deriva un vantaggio immediato e speciale alla parte non espropriata del bene, dalla somma relativa al valore della parte espropriata è detratto l’importo corrispondente al medesimo vantaggio.
3. Non si applica la riduzione di cui al comma 2, qualora essa risulti superiore ad un quarto della indennità dovuta ed il proprietario abbandoni l’intero bene. L’espropriante può non accettare l’abbandono, qualora corrisponda una somma non inferiore ai tre quarti dell’indennità dovuta. In ogni caso l’indennità dovuta dall’espropriante non può essere inferiore alla metà di quella che gli spetterebbe ai sensi del comma 1.
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In sintesi
L'art. 33 disciplina l'esproprio di parte di un bene unitario.
L'indennità tiene conto del deprezzamento della parte residua.
Se la parte residua diventa inservibile, il proprietario può chiedere l'esproprio totale.
Si valuta il bene come un'unità economica e funzionale.
Tutela il proprietario dal pregiudizio sulla porzione non espropriata.
Indice dei contenuti
Oggetto e ratio
L'art. 33 affronta il caso dell'espropriazione parziale, in cui solo una porzione di un bene unitario è oggetto di esproprio. La norma evita che il proprietario subisca un pregiudizio non compensato sulla parte che gli resta: il bene è considerato nella sua unità economica e funzionale, e l'indennità deve riflettere l'effettivo sacrificio complessivo, non solo il valore della porzione ablata.
Il bene unitario
Per bene unitario si intende un compendio che, pur potendo essere frazionato, costituisce un'unità sul piano economico e funzionale, come un fondo destinato a una determinata coltura o un'area asservita a un fabbricato. L'espropriazione di una parte incide inevitabilmente sull'utilità complessiva del bene.
Il deprezzamento della parte residua
Nella determinazione dell'indennità si tiene conto non solo del valore della parte espropriata, ma anche del deprezzamento che subisce la parte residua a causa del distacco. Se la porzione che resta al proprietario perde valore o utilità per effetto dell'esproprio, tale diminuzione concorre a formare l'indennità dovuta.
L'eventuale incremento di valore
Specularmente, ove la realizzazione dell'opera determini un vantaggio specifico e diretto per la parte residua, la legge consente di tenerne conto secondo i criteri previsti, in modo che l'indennità rifletta l'effettivo saldo tra pregiudizio e beneficio per il proprietario.
La richiesta di esproprio totale
Quando, per effetto dell'espropriazione parziale, la parte residua diviene inservibile o non più utilizzabile secondo la sua destinazione, il proprietario può chiedere che l'espropriazione si estenda all'intero bene. La norma evita che il privato rimanga titolare di un relitto privo di reale utilità.
La valutazione complessiva
La stima dell'indennità nell'espropriazione parziale richiede una valutazione complessiva, che consideri il bene prima e dopo il distacco. È un'operazione tecnica delicata, spesso affidata a una consulenza, in cui assumono rilievo la destinazione del bene, la sua conformazione e l'incidenza dell'opera sulla parte residua.
Profili pratici e tutela
Per il proprietario è importante far valere il deprezzamento della parte residua, che può incrementare significativamente l'indennità, e valutare l'opportunità di chiedere l'esproprio totale se il relitto è inservibile. Le contestazioni sulla quantificazione, compreso il calcolo del deprezzamento, si propongono con l'opposizione alla stima davanti alla Corte d'appello, anche tramite consulenza tecnica.
Casi pratici
Caso 1: Deprezzamento del residuo
Espropriata una striscia del fondo di Tizio per una strada, la parte residua perde accessibilità: l'indennità tiene conto anche di tale deprezzamento.
Caso 2: Residuo inservibile
Dopo l'esproprio parziale, la porzione che resta a Caio è troppo piccola per essere coltivata: Caio chiede l'espropriazione totale del bene.
Caso 3: Contestazione del calcolo
Sempronio ritiene che il deprezzamento della parte residua sia stato sottostimato e propone opposizione alla stima.
Domande frequenti
Come si calcola l'indennità in caso di esproprio parziale?
Tenendo conto del valore della parte espropriata e del deprezzamento della parte residua dovuto al distacco.
Posso chiedere l'esproprio dell'intero bene?
Sì, quando la parte residua diventa inservibile o non più utilizzabile secondo la sua destinazione.
Si considera anche un eventuale vantaggio per il residuo?
Sì: ove l'opera arrechi un beneficio specifico alla parte residua, se ne può tenere conto secondo i criteri di legge.
Come contesto la stima del deprezzamento?
Con l'opposizione alla stima davanti alla Corte d'appello, anche tramite consulenza tecnica.
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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In sintesi
Indice dei contenuti
Oggetto e ratio
L'art. 33 affronta il caso dell'espropriazione parziale, in cui solo una porzione di un bene unitario è oggetto di esproprio. La norma evita che il proprietario subisca un pregiudizio non compensato sulla parte che gli resta: il bene è considerato nella sua unità economica e funzionale, e l'indennità deve riflettere l'effettivo sacrificio complessivo, non solo il valore della porzione ablata.
Il bene unitario
Per bene unitario si intende un compendio che, pur potendo essere frazionato, costituisce un'unità sul piano economico e funzionale, come un fondo destinato a una determinata coltura o un'area asservita a un fabbricato. L'espropriazione di una parte incide inevitabilmente sull'utilità complessiva del bene.
Il deprezzamento della parte residua
Nella determinazione dell'indennità si tiene conto non solo del valore della parte espropriata, ma anche del deprezzamento che subisce la parte residua a causa del distacco. Se la porzione che resta al proprietario perde valore o utilità per effetto dell'esproprio, tale diminuzione concorre a formare l'indennità dovuta.
L'eventuale incremento di valore
Specularmente, ove la realizzazione dell'opera determini un vantaggio specifico e diretto per la parte residua, la legge consente di tenerne conto secondo i criteri previsti, in modo che l'indennità rifletta l'effettivo saldo tra pregiudizio e beneficio per il proprietario.
La richiesta di esproprio totale
Quando, per effetto dell'espropriazione parziale, la parte residua diviene inservibile o non più utilizzabile secondo la sua destinazione, il proprietario può chiedere che l'espropriazione si estenda all'intero bene. La norma evita che il privato rimanga titolare di un relitto privo di reale utilità.
La valutazione complessiva
La stima dell'indennità nell'espropriazione parziale richiede una valutazione complessiva, che consideri il bene prima e dopo il distacco. È un'operazione tecnica delicata, spesso affidata a una consulenza, in cui assumono rilievo la destinazione del bene, la sua conformazione e l'incidenza dell'opera sulla parte residua.
Profili pratici e tutela
Per il proprietario è importante far valere il deprezzamento della parte residua, che può incrementare significativamente l'indennità, e valutare l'opportunità di chiedere l'esproprio totale se il relitto è inservibile. Le contestazioni sulla quantificazione, compreso il calcolo del deprezzamento, si propongono con l'opposizione alla stima davanti alla Corte d'appello, anche tramite consulenza tecnica.
Casi pratici
Caso 1: Deprezzamento del residuo
Espropriata una striscia del fondo di Tizio per una strada, la parte residua perde accessibilità: l'indennità tiene conto anche di tale deprezzamento.
Caso 2: Residuo inservibile
Dopo l'esproprio parziale, la porzione che resta a Caio è troppo piccola per essere coltivata: Caio chiede l'espropriazione totale del bene.
Caso 3: Contestazione del calcolo
Sempronio ritiene che il deprezzamento della parte residua sia stato sottostimato e propone opposizione alla stima.
Domande frequenti
Come si calcola l'indennità in caso di esproprio parziale?
Tenendo conto del valore della parte espropriata e del deprezzamento della parte residua dovuto al distacco.
Posso chiedere l'esproprio dell'intero bene?
Sì, quando la parte residua diventa inservibile o non più utilizzabile secondo la sua destinazione.
Si considera anche un eventuale vantaggio per il residuo?
Sì: ove l'opera arrechi un beneficio specifico alla parte residua, se ne può tenere conto secondo i criteri di legge.
Come contesto la stima del deprezzamento?
Con l'opposizione alla stima davanti alla Corte d'appello, anche tramite consulenza tecnica.