- L'art. 34 individua i soggetti che hanno titolo a percepire l'indennità.
- Ha titolo chi è proprietario del bene al momento del decreto di esproprio.
- Possono avere titolo anche i titolari di altri diritti sul bene.
- Le rispettive ragioni si compongono nel riparto dell'indennità.
- L'individuazione corretta evita pagamenti irregolari.
Testo dell'articoloVigente
Art. 34 T.U. Espropriazione — Soggetti aventi titolo all’indennità
D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 — Testo unico in materia di espropriazione per pubblica utilità
1. L’indennità di esproprio spetta al proprietario del bene da espropriare ovvero all’enfiteuta, se ne sia anche possessore.
2. Dopo la trascrizione del decreto di esproprio o dell’atto di cessione, tutti i diritti relativi al bene espropriato possono essere fatti valere esclusivamente sull’indennità.
3. L’espropriante non è tenuto ad intervenire nelle controversie tra il proprietario e l’enfiteuta e non sopporta aumenti di spesa a causa del riparto tra di loro dell’indennità.
4. Salvo quanto previsto dall’articolo 42, il titolare di un diritto reale o personale sul bene non ha diritto ad una indennità aggiuntiva, può far valere il suo diritto sull’indennità di esproprio e può proporre l’opposizione alla stima, ovvero intervenire nel giudizio promosso dal proprietario.
Stesso numero, altri codici
- Art. 34 Cod. Amb. — Norme tecniche, organizzative e integrative
- Art. 34 D.Lgs. 159/2011 — L'amministrazione giudiziaria dei beni connessi ad attività economiche e delle aziende
- Art. 34 D.Lgs. 209/2005 — Articolo abrogato
- Art. 34 D.Lgs. 42/2004 — Oneri per gli interventi conservativi imposti
- Art. 34 CAD — Norme particolari per le pubbliche amministrazioni
Commento
Oggetto e ratio
L'art. 34 individua i soggetti aventi titolo a percepire l'indennità di espropriazione. La corretta identificazione di tali soggetti è essenziale per un pagamento regolare e per la tutela di tutti coloro che vantano diritti sul bene, evitando attribuzioni a chi non è legittimato e pregiudizi per i terzi.
Il proprietario al momento del decreto
Ha titolo all'indennità, in primo luogo, chi è proprietario del bene nel momento in cui è emanato il decreto di esproprio. È a tale data che si cristallizza la posizione rilevante: eventuali trasferimenti successivi non incidono sul titolo, mentre i trasferimenti anteriori spostano la legittimazione in capo al nuovo proprietario.
I titolari di altri diritti
Oltre al proprietario, possono avere titolo all'indennità i titolari di altri diritti reali o, nei casi previsti, personali sul bene, le cui posizioni sono incise dall'espropriazione. Le loro ragioni, estinte sul bene, si trasferiscono sull'indennità (art. 25) e concorrono nel riparto delle somme.
Il riparto dell'indennità
Quando più soggetti vantano diritti sul bene, l'indennità deve essere ripartita tra di essi secondo l'ordine e la consistenza dei rispettivi diritti. Il riparto può richiedere il deposito delle somme e, in caso di disaccordo, la definizione delle posizioni davanti al giudice ordinario.
Le situazioni di incertezza
Quando la titolarità è incerta o controversa, oppure l'avente diritto non è individuato o è incapace, operano le regole di cautela che impongono il deposito dell'indennità (artt. 30 e 31). Il deposito conserva le somme per il legittimo destinatario, una volta accertata la sua posizione.
Il coordinamento con i registri
L'individuazione degli aventi titolo si avvale delle risultanze dei registri immobiliari e catastali, che però non sempre rispecchiano l'effettiva situazione del bene, ad esempio per successioni non trascritte o trasferimenti non aggiornati. Per questo l'amministrazione deve compiere gli accertamenti necessari e, in caso di dubbio sulla titolarità, ricorrere al deposito anziché al pagamento diretto, così da non esporsi al rischio di pagare a un soggetto non legittimato e di dover poi pagare nuovamente al vero avente diritto.
Profili pratici e tutela
Per chi vanta diritti sul bene è essenziale far valere tempestivamente la propria posizione e fornire la documentazione che attesti la titolarità, così da ottenere il pagamento o lo svincolo delle somme. Le controversie sul riparto dell'indennità appartengono al giudice ordinario; i vizi del procedimento restano sindacabili davanti al giudice amministrativo.
Casi pratici
Caso 1: Proprietario al decreto
Tizio è proprietario del fondo alla data del decreto di esproprio: a lui spetta il titolo all'indennità.
Caso 2: Usufruttuario e nudo proprietario
Sul bene di Caio gravava un usufrutto: l'indennità è ripartita tra nudo proprietario e usufruttuario secondo la consistenza dei rispettivi diritti.
Caso 3: Titolarità incerta
Non essendo certa la titolarità del fondo, l'indennità è depositata in attesa dell'accertamento degli aventi diritto.
Domande frequenti
Chi ha titolo all'indennità?
In primo luogo il proprietario del bene al momento del decreto di esproprio, oltre ai titolari di altri diritti incisi dall'espropriazione.
Cosa accade se ci sono più aventi diritto?
L'indennità è ripartita tra di essi secondo l'ordine e la consistenza dei rispettivi diritti, eventualmente previo deposito.
E se la titolarità è incerta?
Operano le regole di cautela che impongono il deposito dell'indennità fino all'accertamento del legittimo destinatario.
Chi decide le controversie sul riparto?
Il giudice ordinario; i vizi del procedimento restano sindacabili davanti al giudice amministrativo.
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