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Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • L'art. 34 individua i soggetti che hanno titolo a percepire l'indennità.
  • Ha titolo chi è proprietario del bene al momento del decreto di esproprio.
  • Possono avere titolo anche i titolari di altri diritti sul bene.
  • Le rispettive ragioni si compongono nel riparto dell'indennità.
  • L'individuazione corretta evita pagamenti irregolari.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 34 T.U. Espropriazione — Soggetti aventi titolo all’indennità

D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 — Testo unico in materia di espropriazione per pubblica utilità

1. L’indennità di esproprio spetta al proprietario del bene da espropriare ovvero all’enfiteuta, se ne sia anche possessore.

2. Dopo la trascrizione del decreto di esproprio o dell’atto di cessione, tutti i diritti relativi al bene espropriato possono essere fatti valere esclusivamente sull’indennità.

3. L’espropriante non è tenuto ad intervenire nelle controversie tra il proprietario e l’enfiteuta e non sopporta aumenti di spesa a causa del riparto tra di loro dell’indennità.

4. Salvo quanto previsto dall’articolo 42, il titolare di un diritto reale o personale sul bene non ha diritto ad una indennità aggiuntiva, può far valere il suo diritto sull’indennità di esproprio e può proporre l’opposizione alla stima, ovvero intervenire nel giudizio promosso dal proprietario.

Commento

Oggetto e ratio

L'art. 34 individua i soggetti aventi titolo a percepire l'indennità di espropriazione. La corretta identificazione di tali soggetti è essenziale per un pagamento regolare e per la tutela di tutti coloro che vantano diritti sul bene, evitando attribuzioni a chi non è legittimato e pregiudizi per i terzi.

Il proprietario al momento del decreto

Ha titolo all'indennità, in primo luogo, chi è proprietario del bene nel momento in cui è emanato il decreto di esproprio. È a tale data che si cristallizza la posizione rilevante: eventuali trasferimenti successivi non incidono sul titolo, mentre i trasferimenti anteriori spostano la legittimazione in capo al nuovo proprietario.

I titolari di altri diritti

Oltre al proprietario, possono avere titolo all'indennità i titolari di altri diritti reali o, nei casi previsti, personali sul bene, le cui posizioni sono incise dall'espropriazione. Le loro ragioni, estinte sul bene, si trasferiscono sull'indennità (art. 25) e concorrono nel riparto delle somme.

Il riparto dell'indennità

Quando più soggetti vantano diritti sul bene, l'indennità deve essere ripartita tra di essi secondo l'ordine e la consistenza dei rispettivi diritti. Il riparto può richiedere il deposito delle somme e, in caso di disaccordo, la definizione delle posizioni davanti al giudice ordinario.

Le situazioni di incertezza

Quando la titolarità è incerta o controversa, oppure l'avente diritto non è individuato o è incapace, operano le regole di cautela che impongono il deposito dell'indennità (artt. 30 e 31). Il deposito conserva le somme per il legittimo destinatario, una volta accertata la sua posizione.

Il coordinamento con i registri

L'individuazione degli aventi titolo si avvale delle risultanze dei registri immobiliari e catastali, che però non sempre rispecchiano l'effettiva situazione del bene, ad esempio per successioni non trascritte o trasferimenti non aggiornati. Per questo l'amministrazione deve compiere gli accertamenti necessari e, in caso di dubbio sulla titolarità, ricorrere al deposito anziché al pagamento diretto, così da non esporsi al rischio di pagare a un soggetto non legittimato e di dover poi pagare nuovamente al vero avente diritto.

Profili pratici e tutela

Per chi vanta diritti sul bene è essenziale far valere tempestivamente la propria posizione e fornire la documentazione che attesti la titolarità, così da ottenere il pagamento o lo svincolo delle somme. Le controversie sul riparto dell'indennità appartengono al giudice ordinario; i vizi del procedimento restano sindacabili davanti al giudice amministrativo.

Casi pratici

Caso 1: Proprietario al decreto

Tizio è proprietario del fondo alla data del decreto di esproprio: a lui spetta il titolo all'indennità.

Caso 2: Usufruttuario e nudo proprietario

Sul bene di Caio gravava un usufrutto: l'indennità è ripartita tra nudo proprietario e usufruttuario secondo la consistenza dei rispettivi diritti.

Caso 3: Titolarità incerta

Non essendo certa la titolarità del fondo, l'indennità è depositata in attesa dell'accertamento degli aventi diritto.

Domande frequenti

Chi ha titolo all'indennità?

In primo luogo il proprietario del bene al momento del decreto di esproprio, oltre ai titolari di altri diritti incisi dall'espropriazione.

Cosa accade se ci sono più aventi diritto?

L'indennità è ripartita tra di essi secondo l'ordine e la consistenza dei rispettivi diritti, eventualmente previo deposito.

E se la titolarità è incerta?

Operano le regole di cautela che impongono il deposito dell'indennità fino all'accertamento del legittimo destinatario.

Chi decide le controversie sul riparto?

Il giudice ordinario; i vizi del procedimento restano sindacabili davanti al giudice amministrativo.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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