Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 213 SIC – Campo di applicazione

    Art. 213 SIC – Campo di applicazione

    Art. 213 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Campo di applicazione

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Il presente capo stabilisce prescrizioni minime di protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza che possono derivare, dall’esposizione alle radiazioni ottiche artificiali durante il lavoro con particolare riguardo ai rischi dovuti agli effetti nocivi sugli occhi e sulla cute.

  • CCNL Agenzie per il Lavoro (Somministrazione): TFR e fine rapporto

    CCNL Agenzie per il Lavoro (Somministrazione)

    TFR e fine rapporto nel CCNL Somministrazione

    Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) nella somministrazione segue la legge generale ma presenta specificità legate alla discontinuità delle missioni e alla possibilità di destinarlo al fondo pensione complementare Fon.Te. Ecco come funziona e cosa riceve il lavoratore alla fine di ogni missione.

    In sintesi

    Il TFR del lavoratore somministrato si calcola secondo l’art. 2120 c.c. sull’intera retribuzione annua diviso 13,5. Matura per ogni missione e viene liquidato alla fine di ciascun contratto o destinato a Fon.Te (fondo di previdenza complementare del settore). L’indennità di disponibilità per i lavoratori a tempo indeterminato comprende già la quota TFR.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Assolavoro · Assosomm · Felsa-Cisl · NIdiL-Cgil · UILTemp
    Ultimo rinnovo
    21 luglio 2025
    Vigenza
    21 luglio 2025 – 20 luglio 2028
    Fondo pensione complementare
    Fon.Te (fondo negoziale di riferimento per il settore)
    Base di calcolo TFR
    Art. 2120 c.c.: retrib. annua / 13,5
    Pagamento del TFR
    Con l’ultima busta paga di retribuzione ordinaria, rivalutato sull’ultimo coefficiente disponibile (art. 30, comma 9)
    Fonte
    Testo definitivo del CCNL del 21 luglio 2025 (PDF), artt. 14, 30 e 32

    Come si calcola il TFR nella somministrazione

    La base normativa è l’art. 2120 del Codice Civile, che si applica a qualsiasi rapporto di lavoro subordinato, compresa la somministrazione. La formula è:

    • TFR annuo = retribuzione utile annua / 13,5
    • La «retribuzione utile» comprende tutte le voci retributive continuative (minimo tabellare, superminimo, scatti, indennità continuative, tredicesima), esclusi i rimborsi spese, le somme a titolo risarcitorio e alcune indennità occasionali.
    • Il TFR mensile accantonato è quindi pari a circa il 7,41% della retribuzione utile mensile (100 / 13,5 = 7,41).

    Ogni anno il TFR accantonato viene rivalutato del 75% del tasso di inflazione ISTAT + 1,5% fisso (art. 2120, comma 4 c.c.). La rivalutazione avviene al 31 dicembre di ogni anno.

    Liquidazione del TFR a ogni fine missione

    Per i lavoratori somministrati a tempo determinato, il TFR maturato durante la missione viene liquidato al termine del contratto, insieme alle altre competenze di fine rapporto: ferie non godute, ratei di tredicesima/quattordicesima, eventuali straordinari non pagati. Il cedolino finale include quindi tutte queste voci. Per l’art. 30, comma 9, del CCNL il TFR si paga insieme all’ultima busta paga di retribuzione ordinaria, con la rivalutazione calcolata sull’ultimo coefficiente disponibile. Per le missioni di durata inferiore a 15 giorni, se entro 30 giorni dalla cessazione l’Agenzia ne attiva un’altra con lo stesso utilizzatore, la stessa mansione e lo stesso inquadramento, i giorni di missione si sommano ai fini della maturazione di un rateo di TFR (il calcolo usa la retribuzione della seconda missione).

    Per i lavoratori assunti a tempo indeterminato dall’Agenzia, il TFR si accumula durante tutta la durata del rapporto (o viene destinato al fondo pensione) e viene liquidato definitivamente alla cessazione del rapporto con l’Agenzia.

    Destinazione del TFR a Fon.Te

    Fon.Te è il fondo pensione complementare negoziale a cui i lavoratori del settore somministrazione possono aderire. È un fondo collettivo istituito in base al d.lgs. 252/2005 e previsto dal CCNL. I lavoratori possono scegliere di destinare il TFR maturando a Fon.Te anziché lasciarlo accantonato presso l’Agenzia (o presso il Fondo di Tesoreria INPS per le aziende con almeno 50 addetti).

    L’adesione a Fon.Te comporta:

    • Il versamento del TFR maturando al fondo, dove viene investito secondo il profilo scelto dal lavoratore.
    • Possibile contributo del datore di lavoro (Agenzia) aggiuntivo, se previsto dal CCNL o da accordi aziendali.
    • Benefici fiscali: i contributi sono deducibili dal reddito imponibile fino a 5.164,57 euro annui.
    • Prestazione finale: rendita pensionistica integrativa o (in parte) liquidazione in capitale.

    La scelta deve essere espressa entro 6 mesi dall’assunzione (silenzio-assenso: il TFR viene destinato a Fon.Te automaticamente se il lavoratore non effettua alcuna scelta). Per i lavoratori con missioni brevi e discontinue, la gestione della previdenza complementare va valutata con attenzione.

    Tabella riepilogativa

    TFR e competenze di fine rapporto nella somministrazione
    Voce Contratto a termine (missione) Contratto a tempo indeterminato
    TFR Liquidato a ogni fine missione (o versato a Fon.Te) Accumulato e liquidato a fine rapporto definitivo (o Fon.Te)
    Ferie non godute Indennità sostitutiva liquidata nel cedolino finale Indennità sostitutiva a fine rapporto
    Ratei tredicesima/quattordicesima Non pagati nel mese: liquidati alle scadenze dell’utilizzatore o a fine rapporto (art. 30, commi 11 e 14); nel MOG ogni mese Alle scadenze dell’utilizzatore o a fine rapporto
    Indennità di disponibilità (periodi senza missione) Non applicabile 1.000 €/mese (comprensivi di TFR)
    Rivalutazione TFR Applicata al 31/12 dell’anno (ridotta se liquidato infrannuale) Annuale al 31/12 + interessi legali

    Nota: l’indennità di disponibilità di 1.000 euro mensili per i lavoratori a tempo indeterminato è fissata dal CCNL del 21 luglio 2025 ed è comprensiva della quota TFR. Non matura quindi una quota TFR aggiuntiva separata durante i periodi di inattività.

    Anticipazione del TFR: quando è possibile

    La legge (art. 2120 c.c.) riconosce il diritto all’anticipazione del TFR al lavoratore che abbia maturato almeno 8 anni di servizio continuativo presso lo stesso datore di lavoro. Le causali ammesse sono tassativamente:

    • Acquisto della prima casa di abitazione (propria o dei figli).
    • Spese sanitarie straordinarie per terapie e interventi (propri, del coniuge o dei figli).
    • Congedi parentali (d.lgs. 151/2001).
    • Corsi di formazione (introdotti nel tempo dalla contrattazione collettiva).

    Per i lavoratori somministrati a termine, la discontinuità dei rapporti rende di fatto quasi impossibile maturare gli 8 anni con la stessa Agenzia. Per i lavoratori a tempo indeterminato con rapporto lungo, il diritto è esercitabile.

    Casi pratici

    Tizio – Fine missione di 4 mesi, cedolino riepilogativo
    Tizio conclude una missione di 4 mesi (160 ore/mese, retribuzione oraria 12,00 €). La retribuzione lorda mensile è circa 1.920 € (esclusi straordinari). Il TFR maturato in 4 mesi è: (1.920 × 4) / 13,5 = circa 569 €. Il cedolino finale include il TFR (569 €), le ferie non godute e i ratei tredicesima. Se Tizio ha aderito a Fon.Te, il TFR viene versato al fondo anziché liquidato in busta.
    Caia – Scelta silenzio-assenso Fon.Te
    Caia viene assunta dall’Agenzia (contratto a tempo indeterminato) e non effettua alcuna scelta entro 6 mesi sull’utilizzo del TFR. Per effetto del silenzio-assenso previsto dal d.lgs. 252/2005, il TFR maturando viene automaticamente destinato a Fon.Te. Caia può cambiare destinazione in futuro, ma le somme già versate restano nel fondo fino alla maturazione del diritto pensionistico.
    Sempronio – TFR incluso nell’indennità di disponibilità
    Sempronio è assunto a tempo indeterminato. Tra due missioni percepisce l’indennità di disponibilità di 1.000 € mensili lordi. Questa somma include già la quota TFR: non si accumula TFR aggiuntivo. Quando Sempronio inizia una nuova missione, riprende a maturare TFR sulla retribuzione della missione in modo ordinario.

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR nella somministrazione?
    Il TFR si calcola secondo la regola dell’art. 2120 c.c.: retribuzione annua utile diviso 13,5. Per una retribuzione mensile di 1.500 € lordi, il TFR mensile è circa 111 €. Matura per ogni periodo di missione ed è accantonato dall’Agenzia.
    Il TFR viene liquidato a ogni fine missione o si accumula?
    Di norma il TFR viene liquidato a ogni fine missione per i contratti a tempo determinato. Per i contratti a tempo indeterminato si accumula e viene liquidato alla cessazione definitiva del rapporto con l’Agenzia.
    I lavoratori somministrati possono destinare il TFR a Fon.Te?
    Sì. Fon.Te è il fondo pensione complementare indicato dal CCNL. I lavoratori possono destinare il TFR maturando a Fon.Te anziché tenerlo in azienda o al Fondo di Tesoreria INPS. La scelta va espressa entro 6 mesi; in caso di silenzio, il TFR confluisce a Fon.Te automaticamente.
    Il TFR è incluso nell’indennità di disponibilità?
    Sì. L’indennità di 1.000 euro mensili per i lavoratori a tempo indeterminato nei periodi senza missione è già comprensiva della quota TFR. Non matura una quota TFR separata durante i periodi di disponibilità.
    Posso chiedere l’anticipazione del TFR se sono somministrato?
    L’anticipazione richiede almeno 8 anni di servizio continuativo presso la stessa Agenzia. Per i lavoratori somministrati a termine, la discontinuità rende quasi impossibile raggiungere questo requisito. Per i lavoratori a tempo indeterminato con anzianità sufficiente, il diritto è esercitabile con le causali di legge.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi salariali, come darle, preavviso e telematiche, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità e congedi e tredicesima, quattordicesima e premi.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Agenzie per il Lavoro (Somministrazione) del 21 luglio 2025. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (NIdiL-Cgil, Felsa-Cisl, UILTemp) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Aziende Termali: TFR e trattamento di fine rapporto

    CCNL Aziende Termali

    TFR e trattamento di fine rapporto nel CCNL Aziende Termali

    Il Trattamento di Fine Rapporto è uno degli istituti economici più rilevanti per ogni lavoratore. Nel settore termale, con la presenza di molti contratti stagionali, la gestione del TFR ha specificità proprie che è utile conoscere.

    In sintesi

    Il TFR nel settore termale matura al 6,91% della retribuzione annua (art. 2120 c.c.) e si rivaluta dell’1,5% + 75% inflazione ISTAT. L’art. 43 del CCNL elenca le voci che entrano nella base di calcolo. Dal 1° luglio 2026 chi è di prima assunzione nel settore privato aderisce in automatico alla previdenza complementare, salvo rinuncia entro 60 giorni; si può anche tenere il TFR in azienda o al Fondo INPS. Anticipazioni ammesse dopo 8 anni per specifici motivi.

    Dati contrattuali

    Fonte normativa
    Art. 2120 c.c. e L. 297/1982, richiamate dall’art. 43 del CCNL
    Quota annua TFR
    Retribuzione annua utile ÷ 13,5
    Rivalutazione
    1,5% fisso + 75% inflazione ISTAT (imposta sostitutiva 17%)
    Destinazione
    Fondo pensione complementare o azienda/INPS

    La quota annua in sintesi

    Come si calcola la quota annua. Si somma la retribuzione dell’anno, comprese tredicesima ed eventuale quattordicesima, e si divide per 13,5 (art. 2120 c.c.); dalla quota si sottrae lo 0,50% della retribuzione imponibile versato all’INPS. Per partire dal minimo del tuo livello usa la tabella retributiva del contratto.

    Come si calcola il TFR (art. 2120 c.c.)

    Il TFR è disciplinato esclusivamente dalla legge (art. 2120 del Codice Civile): il CCNL non modifica la formula di calcolo, ma con l’art. 43 stabilisce quali voci retributive sono «utili ai fini TFR».

    La formula è: TFR annuo = retribuzione annua utile / 13,5.

    Per l’art. 43 la retribuzione annua utile è costituita esclusivamente da:

    • minimo tabellare;
    • indennità di contingenza, secondo la L. 297/1982;
    • eventuali aumenti periodici di anzianità (scatti);
    • eventuali superminimi e aumenti di merito;
    • tredicesima e quattordicesima mensilità;
    • premio di produzione in atto al 23 maggio 1995;
    • maggiorazione per lavoro di 8 ore continuative (art. 25);
    • eventuali altri elementi aziendali per i quali sia espressamente prevista la computabilità.

    Quello che non è in elenco non entra nella base: il premio di fine stagione dell’art. 38 e le erogazioni del premio di risultato dell’art. 39 sono espressamente dichiarati non utili ai fini del TFR, e il CCNL non prevede né un’indennità di turno né una di reperibilità. L’elenco non nomina l’EDR (10,33 euro mensili, art. 83): se sia compreso nel minimo tabellare va chiesto all’ufficio paghe o al sindacato.

    Rivalutazione annuale del TFR accantonato

    Ogni 31 dicembre il TFR accantonato in azienda (o nel Fondo di Tesoreria INPS) si rivaluta applicando un tasso composto da:

    • Una quota fissa dell’1,5%;
    • Una quota variabile pari al 75% dell’inflazione ISTAT (indice dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati).

    Sulla rivalutazione maturata viene applicata un’imposta sostitutiva del 17%, versata dal datore di lavoro.

    Destinazione del TFR: fondi pensione complementare

    Per i lavoratori dipendenti del settore privato di prima assunzione, dal 1° luglio 2026 l’adesione alla previdenza complementare è automatica: entro 60 giorni dalla prima assunzione si può rinunciare e scegliere un altro fondo oppure mantenere il TFR secondo l’art. 2120 c.c. (art. 8 D.Lgs. 252/2005, commi 7-7-quinquies, nel testo aggiornato su Normattiva). Le opzioni sono:

    1. Fondo pensione complementare: il TFR viene versato al fondo scelto, che lo investirà e lo renderà disponibile alla pensione (con trattamento fiscale agevolato in fase di erogazione).
    2. Mantenimento in azienda/INPS: il TFR rimane accantonato secondo le regole ordinarie dell’art. 2120 c.c.

    In caso di silenzio entro 60 giorni opera l’adesione automatica: l’intero TFR maturando va alla forma pensionistica collettiva prevista dagli accordi collettivi (se ce n’è più di una, a quella con più iscritti in azienda) oppure, in mancanza, al fondo residuale individuato dal D.M. 31 marzo 2020, n. 85. Per il settore termale l’art. 76 del CCNL ha istituito il fondo Marco Polo (0,55% a carico del lavoratore e 0,55% del datore, più la quota di TFR; per chi è di prima occupazione dopo il 28 aprile 1993 è prevista la destinazione integrale del TFR maturando). La newsletter di Fon.Te. parla della confluenza degli iscritti di Marco Polo in Fon.Te. (newsletter n. 12): per l’iscrizione di oggi va chiesto al fondo. Il quadro dei fondi del settore è nella scheda su welfare e sanità integrativa.

    Anticipazione del TFR

    Dopo almeno 8 anni di servizio continuativo, il lavoratore può richiedere un’anticipazione del TFR pari a un massimo del 70% del TFR maturato, per le seguenti causali:

    • Acquisto o ristrutturazione della prima casa di abitazione (per sé o per i figli);
    • Spese sanitarie straordinarie per terapie e interventi per patologie gravi del lavoratore o dei familiari;
    • Fruizione del congè parentale o del congedo per formazione (L. 53/2000).

    L’anticipazione può essere richiesta una sola volta. L’importo anticipato si detrae dal TFR finale alla cessazione. Il trattamento fiscale dell’anticipazione segue regole proprie, che il CCNL non disciplina: conviene farsi indicare dall’ufficio paghe la ritenuta applicata.

    Casi pratici

    Tizio — 10 anni di servizio, richiesta anticipazione TFR
    Tizio (livello 4, 10 anni di anzianità) ha accumulato circa 13.960 euro di TFR. Vuole acquistare la prima casa. Può richiedere un’anticipazione fino al 70% = circa 9.772 euro. L’anticipazione ridurrà il TFR finale alla cessazione. In caso di rifiuto che ritiene infondato, Tizio può rivolgersi al sindacato.
    Caia — Stagionale, TFR liquidato ogni anno
    Caia lavora stagionalmente da 5 anni. Ogni anno, alla fine del contratto stagionale, riceve la liquidazione del TFR maturato nella stagione. Complessivamente ha percepito circa 5 quote annue. Non ha accumulato un TFR continuativo perché ogni anno viene liquidato. Se avesse mantenuto il TFR accantonato (contratto continuativo), avrebbe beneficiato della rivalutazione annuale.
    Sempronio — Adesione automatica, TFR al fondo
    Sempronio viene assunto a tempo indeterminato e non risponde entro 60 giorni al modulo per la scelta della destinazione del TFR. L’adesione automatica fa sì che il suo TFR venga versato alla forma pensionistica collettiva prevista dagli accordi o, in mancanza, al fondo residuale. Sempronio lo scopre al primo prospetto del fondo.

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR nel settore termale?
    Retribuzione annua utile diviso 13,5. La base è quella dell’art. 43: minimo tabellare, contingenza, scatti, superminimi e aumenti di merito, tredicesima e quattordicesima e le altre voci elencate. Il CCNL richiama la disciplina dell’art. 2120 c.c. e della L. 297/1982.
    Dove va il TFR se non si sceglie il fondo pensione?
    Se rinunci all’adesione automatica entro 60 giorni e tieni il TFR, nelle aziende con almeno 50 dipendenti va al Fondo di Tesoreria INPS, nelle altre resta in azienda; in entrambi i casi è erogato alla cessazione. Se non dici nulla, scatta l’adesione automatica al fondo previsto dagli accordi o al fondo residuale.
    Si può anticipare il TFR durante il rapporto?
    Sì, dopo 8 anni di servizio continuativo, fino al 70% del maturato, per acquisto prima casa, spese sanitarie gravi o congedi. Una sola volta per tutta la durata del rapporto.
    Come si rivaluta il TFR ogni anno?
    1,5% fisso + 75% inflazione ISTAT, con imposta sostitutiva del 17% sulla rivalutazione.
    Il TFR dei lavoratori stagionali è calcolato diversamente?
    No, la formula è identica. Il TFR è dovuto a ogni cessazione del rapporto: alla fine di ciascun contratto stagionale il TFR maturato viene liquidato.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024-2027, preavviso, procedura telematica e tutele, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità, congedi e tutele parentali e tredicesima, quattordicesima e premi.

    Guida a finalità divulgativa. Il TFR è disciplinato dall’art. 2120 c.c. (legge, non CCNL). I valori riportati sono orientativi. Per situazioni specifiche consultare un consulente del lavoro, le sigle sindacali (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 210 bis SIC – (Informazione e formazione dei lavoratori e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza)

    Art. 210 bis SIC – (Informazione e formazione dei lavoratori e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza)

    Art. 210 bis D.Lgs. 81/2008 (SIC) – (Informazione e formazione dei lavoratori e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza)

    1. Ai sensi di quanto previsto all’articolo 184, comma 1, lettera b), il datore di lavoro garantisce, inoltre, che i lavoratori che potrebbero essere esposti ai rischi derivanti dai campi elettromagnetici sul luogo di lavoro e i loro rappresentanti ricevano le informazioni e la formazione necessarie in relazione al risultato della valutazione dei rischi con particolare riguardo: a) agli eventuali effetti indiretti dell’esposizione; b) alla possibilità di sensazioni e sintomi transitori dovuti a effetti sul sistema nervoso centrale o periferico; c) alla possibilità di rischi specifici nei confronti di lavoratori appartenenti a gruppi particolarmente sensibili al rischio, quali i soggetti portatori di dispositivi medici o di protesi metalliche e le lavoratrici in stato di gravidanza.

  • Art. 209 SIC – (Valutazione dei rischi e identificazione dell’esposizione)

    Art. 209 SIC – (Valutazione dei rischi e identificazione dell’esposizione)

    Art. 209 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – (Valutazione dei rischi e identificazione dell’esposizione)

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Nell’ambito della valutazione dei rischi di cui all’articolo 181, il datore di lavoro valuta tutti i rischi per i lavoratori derivanti da campi elettromagnetici sul luogo di lavoro e, quando necessario, misura o calcola i livelli dei campi elettromagnetici ai quali sono esposti i lavoratori. La valutazione, la misurazione e il calcolo devono essere effettuati tenendo anche conto delle guide pratiche della Commissione europea, delle pertinenti norme tecniche europee e del Comitato elettrotecnico italiano (CEI), delle specifiche buone prassi individuate o emanate dalla Commissione consultiva permanente di cui all’articolo 6 del presente decreto, e delle informazioni reperibili presso banche dati dell’INAIL o delle regioni. La valutazione, la misurazione e il calcolo devono essere effettuati, inoltre, tenendo anche conto delle informazioni sull’uso e sulla sicurezza rilasciate dai fabbricanti o dai distributori delle attrezzature, ovvero dei livelli di emissione indicati in conformità alla legislazione europea, ove applicabili alle condizioni di esposizione sul luogo di lavoro o sul luogo di installazione.

    2. Qualora non sia possibile stabilire con certezza il rispetto dei VLE sulla base di informazioni facilmente accessibili, la valutazione dell’esposizione è effettuata sulla base di misurazioni o calcoli. In tal caso si deve tenere conto delle incertezze riguardanti la misurazione o il calcolo, quali errori numerici, modellizzazione delle sorgenti, geometria del modello anatomico e proprietà elettriche dei tessuti e dei materiali, determinate secondo la buona prassi metrologica.

    3. La valutazione, la misurazione e il calcolo di cui al comma 1, non devono necessariamente essere effettuati in luoghi di lavoro accessibili al pubblico, ove si sia già proceduto ad una valutazione conformemente alle disposizioni relative alla limitazione dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici da 0 Hz a 300 GHz e risultino rispettate per i lavoratori le restrizioni previste dalla raccomandazione 1999/519/CE del Consiglio, del 12 luglio 1999, e siano esclusi rischi relativi alla sicurezza.

    4. La valutazione, la misurazione e il calcolo di cui al comma 1, non devono necessariamente essere effettuati ove siano utilizzate dai lavoratori, conformemente alla loro destinazione d’uso, attrezzature destinate al pubblico, conformi a norme di prodotto dell’Unione europea che stabiliscano livelli di sicurezza più rigorosi rispetto a quelli previsti dal presente capo, e non sia utilizzata nessun’altra attrezzatura.

    5. Nell’ambito della valutazione del rischio di cui all’articolo 181, il datore di lavoro presta particolare attenzione ai seguenti elementi: a) la frequenza, il livello, la durata e il tipo di esposizione, inclusa la distribuzione sul corpo del lavoratore e sul volume del luogo di lavoro; b) i valori limite di esposizione e i valori di azione di cui all’articolo 208; c) effetti biofisici diretti; d) tutti gli effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rischio; eventuali effetti sulla salute e la sicurezza dei lavoratori esposti a rischi particolari, con particolare riferimento a soggetti portatori di dispositivi medici impiantati, attivi o passivi, o dispositivi medici portati sul corpo e le lavoratrici in stato di gravidanza; e) qualsiasi effetto indiretto di cui all’articolo 207, comma 1, lettera c); f) l’esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre i livelli di esposizione ai campi elettromagnetici; g) la disponibilità di azioni di risanamento volte a minimizzare i livelli di esposizione ai campi elettromagnetici; h) informazioni adeguate raccolte nel corso della sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 211; i) informazioni fornite dal fabbricante delle attrezzature; l) altre informazioni pertinenti relative a salute e sicurezza; m) sorgenti multiple di esposizione; n) esposizione simultanea a campi di frequenze diverse.

    6. Il datore di lavoro precisa, nel documento di valutazione del rischio di cui all’articolo 28, le misure adottate, previste dall’articolo

    210. 7. Fatti salvi gli articoli 50, 184, 210 e 210-bis del presente decreto, il datore di lavoro privato può consentire l’accesso al documento di valutazione di cui al comma 1 in tutti i casi in cui vi sia interesse e in conformità alle disposizioni vigenti e lo può negare qualora tale accesso pregiudichi la tutela dei propri interessi commerciali, compresi quelli relativi alla proprietà intellettuale e in conformità alle disposizioni vigenti. Per i documenti di valutazione dei rischi elaborati o detenuti da pubbliche amministrazioni, si applica la disciplina del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33. Qualora la valutazione contenga i dati personali dei lavoratori, l’accesso avviene nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.

  • Art. 208 SIC – (Valori limite di esposizione e valori di azione)

    Art. 208 SIC – (Valori limite di esposizione e valori di azione)

    Art. 208 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – (Valori limite di esposizione e valori di azione)

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Le grandezze fisiche relative all’esposizione ai campi elettromagnetici sono indicate nell’allegato XXXVI, parte I. I VLE relativi agli effetti sanitari, i VLE relativi agli effetti sensoriali e i VA sono riportati nell’allegato XXXVI, parti II e III.

    2. Il datore di lavoro assicura che l’esposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici non superi i VLE relativi agli effetti sanitari e i VLE relativi agli effetti sensoriali, di cui all’allegato XXXVI, parte II per gli effetti non termici e di cui all’allegato XXXVI, parte III per gli effetti termici. Il rispetto dei VLE relativi agli effetti sanitari e dei VLE relativi agli effetti sensoriali deve essere dimostrato ricorrendo alle procedure di valutazione dell’esposizione di cui all’articolo

    209. Qualora l’esposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici superi uno qualsiasi dei VLE, il datore di lavoro adotta misure immediate in conformità dell’articolo 210, comma

    7. 3. Ai fini del presente capo, si considera che i VLE siano rispettati qualora il datore di lavoro dimostri che i pertinenti VA di cui all’allegato XXXVI, parti II e III, non siano stati superati. Nel caso in cui l’esposizione superi i VA, il datore di lavoro adotta misure in conformità dell’articolo 210, comma 1, salvo che la valutazione effettuata in conformità dell’articolo 209, comma 1, dimostri che non sono superati i pertinenti VLE e che possono essere esclusi rischi per la sicurezza.

    4. Fermo restando quanto previsto al comma 3, l’esposizione può superare: a) i VA inferiori per i campi elettrici di cui all’allegato XXXVI parte II, tabella B1, seconda colonna, ove giustificato dalla pratica o dal processo produttivo, purché siano verificate le seguenti condizioni: 1) non siano superati i VLE relativi agli effetti sanitari di cui all’allegato XXXVI, parte II, tabella A2; 2) siano evitate eccessive scariche elettriche e correnti di contatto di cui all’allegato XXXVI, parte II, tabella B3) attraverso le misure specifiche di protezione di cui all’articolo 210, comma 5; 3) siano state fornite ai lavoratori e ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza informazioni sulle situazioni di rischio di cui all’articolo 210-bis, comma 1, lettera b); b) i VA inferiori per i campi magnetici di cui all’allegato XXXVI, parte II, tabella B2, seconda colonna, ove giustificato dalla pratica o dal processo produttivo, anche a livello della testa e del tronco, durante il turno di lavoro, purché siano verificate le seguenti condizioni: 1) il superamento dei VA inferiori per i campi magnetici di cui all’allegato XXXVI, parte II, tabella B2, e l’eventuale superamento dei VLE per gli effetti sensoriali di cui all’allegato XXXVI, parte II, tabella A3, sia solamente temporaneo in relazione al processo produttivo; 2) non siano superati i VLE relativi agli effetti sanitari di cui all’allegato XXXVI, parte II, tabella A2; 3) siano adottate misure in conformità all’articolo 210, comma 8, in caso di sintomi transitori di cui alla lettera a) del medesimo comma; 4) siano state fornite ai lavoratori e ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza informazioni sulle situazioni di rischio di cui all’articolo 210-bis, comma 1, lettera b).

    5. Fermo restando quanto previsto ai commi 2, 3 e 4, l’esposizione può superare i VLE relativi agli effetti sensoriali di cui all’allegato XXXVI, parte II, tabelle A1 e A3, e parte III, tabella A2, durante il turno di lavoro, ove giustificato dalla pratica o dal processo produttivo, purché siano verificate le seguenti condizioni: a) il loro superamento sia solamente temporaneo in relazione al processo produttivo; b) non siano superati i corrispondenti VLE relativi agli effetti sanitari di cui all’allegato XXXVI, parte II, tabelle A1 e A2 e parte III, tabelle A1 e A3; c) nel caso di superamento dei VLE relativi agli effetti sensoriali di cui all’allegato XXXVI, parte II, tabella A1, siano state prese misure specifiche di protezione in conformità all’articolo 210, comma 6; d) siano adottate misure in conformità all’articolo 210, comma 8, in caso di sintomi transitori, di cui alla lettera b) del medesimo comma; e) siano state fornite ai lavoratori informazioni sulle situazioni di rischio di cui all’articolo 210-bis, comma 1, lettera b).

    6. Nei casi di cui ai commi 4 e 5, il datore di lavoro comunica all’organo di vigilanza territorialmente competente il superamento dei valori ivi indicati, mediante una relazione tecnico-protezionistica contenente: a) le motivazioni per cui ai fini della pratica o del processo produttivo è necessario il superamento temporaneo dei VA inferiori o degli VLE relativi agli effetti sensoriali; b) il livello di esposizione dei lavoratori e l’entità del superamento; c) il numero di lavoratori interessati; d) le tecniche di valutazione utilizzate; e) le specifiche misure di protezione adottate in conformità all’articolo 210; f) le azioni adottate in caso di sintomi transitori; g) le informazioni fornite ai lavoratori e ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza sulle situazioni di rischio di cui all’articolo 210-bis, comma 1, lettera b)

  • Art. 230 ord. giud. – Poteri di sorveglianza del presidente in udienza (abrogato)

    Art. 230 ord. giud. – Poteri di sorveglianza del presidente in udienza

    R.D. 30 gennaio 1941, n. 12 – Ordinamento giudiziario

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal Regio D.Lgs. 31 maggio 1946, n. 511. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    In ogni collegio giudicante delle corti e dei tribunali il presidente del collegio esercita la sorveglianza durante l’udienza e le deliberazioni su tutti i magistrati che vi partecipano

  • Art. 206 SIC – (Campo di applicazione)

    Art. 206 SIC – (Campo di applicazione)

    Art. 206 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – (Campo di applicazione)

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Il presente capo determina i requisiti minimi per la protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza derivanti dall’esposizione ai campi elettromagnetici (da 0 Hz a 300 GHz), come definiti dall’articolo 207, durante il lavoro. Le disposizioni riguardano la protezione dai rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori dovuti agli effetti biofisici diretti e agli effetti indiretti noti provocati dai campi elettromagnetici.

    2. I Valori limite di esposizione (VLE) stabiliti nel presente capo riguardano soltanto le relazioni scientificamente accertate tra effetti biofisici diretti a breve termine ed esposizione ai campi elettromagnetici.

    3. Il presente capo non riguarda la protezione da eventuali effetti a lungo termine e i rischi risultanti dal contatto con i conduttori in tensione.

    4. Per il personale che lavora presso impianti militari operativi o che partecipa ad attività militari, ivi comprese esercitazioni militari internazionali congiunte, in applicazione degli articoli 3, comma 2, e 13, comma 1-bis, ferme restando le disposizioni di cui agli articoli 182 e 210 del presente decreto, il sistema di protezione equivalente di cui all’ articolo 10, paragrafo 1, lettera b), della direttiva 2013/35/UE è costituito dalle particolari norme di tutela tecnico-militare per la sicurezza e la salute del personale, di cui agli articoli 245 e 253 del decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, nel rispetto dei criteri ivi previsti

  • Art. 204 SIC – Sorveglianza sanitaria

    Art. 204 SIC – Sorveglianza sanitaria

    Art. 204 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Sorveglianza sanitaria

    In vigore dal 15/05/2008

    1. I lavoratori esposti a livelli di vibrazioni superiori ai valori d’azione sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria. La sorveglianza viene effettuata periodicamente, di norma una volta l’anno o con periodicità diversa decisa dal medico competente con adeguata motivazione riportata nel documento di valutazione dei rischi e resa nota ai rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori in funzione della valutazione del rischio. L’organo di vigilanza, con provvedimento motivato, può disporre contenuti e periodicità della sorveglianza diversi rispetto a quelli forniti dal medico competente.

    2. I lavoratori esposti a vibrazioni sono altresì sottoposti alla sorveglianza sanitaria quando, secondo il medico competente, si verificano una o più delle seguenti condizioni: l’esposizione dei lavoratori alle vibrazioni è tale da rendere possibile l’individuazione di un nesso tra l’esposizione in questione e una malattia identificabile o ad effetti nocivi per la salute ed è probabile che la malattia o gli effetti sopraggiungano nelle particolari condizioni di lavoro del lavoratore ed esistono tecniche sperimentate che consentono di individuare la malattia o gli effetti nocivi per la salute.

  • Art. 104 D.Lgs. 141/2024 – Rinvio all’impianto sanzionatorio tributario generale

    Art. 104 D.Lgs. 141/2024 – Rinvio all’impianto sanzionatorio tributario generale

    Disposizioni nazionali complementari al codice doganale dell’Unione (D.Lgs. 26 settembre 2024, n. 141)

    1. Resta ferma l’applicabilità alle violazioni e sanzioni disciplinate dal presente capo delle disposizioni di cui ai decreti legislativi 18 dicembre 1997, n. 471 e n. 472, per quanto non specificamente previsto e in quanto compatibili.

  • Art. 203 SIC – Misure di prevenzione e protezione

    Art. 203 SIC – Misure di prevenzione e protezione

    Art. 203 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Misure di prevenzione e protezione

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Fermo restando quanto previsto nell’articolo 182, in base alla valutazione dei rischi di cui all’articolo 202, quando sono superati i valori d’azione, il datore di lavoro elabora e applica un programma di misure tecniche o organizzative, volte a ridurre al minimo l’esposizione e i rischi che ne conseguono, considerando in particolare quanto segue: a) altri metodi di lavoro che richiedono una minore esposizione a vibrazioni meccaniche; b) la scelta di attrezzature di lavoro adeguate concepite nel rispetto dei principi ergonomici e che producono, tenuto conto del lavoro da svolgere, il minor livello possibile di vibrazioni; c) la fornitura di attrezzature accessorie per ridurre i rischi di lesioni provocate dalle vibrazioni, quali sedili che attenuano efficacemente le vibrazioni trasmesse al corpo intero e maniglie o guanti che attenuano la vibrazione trasmessa al sistema mano-braccio; d) adeguati programmi di manutenzione delle attrezzature di lavoro, del luogo di lavoro, dei sistemi sul luogo di lavoro e dei DPI; e) la progettazione e l’organizzazione dei luoghi e dei posti di lavoro; f) l’adeguata informazione e formazione dei lavoratori sull’uso corretto e sicuro delle attrezzature di lavoro e dei DPI, in modo da ridurre al minimo la loro esposizione a vibrazioni meccaniche; g) la limitazione della durata e dell’intensità dell’esposizione; h) l’organizzazione di orari di lavoro appropriati, con adeguati periodi di riposo; i) la fornitura, ai lavoratori esposti, di indumenti per la protezione dal freddo e dall’umidità.

    2. Se, nonostante le misure adottate, il valore limite di esposizione è stato superato, il datore di lavoro prende misure immediate per riportare l’esposizione al di sotto di tale valore, individua le cause del superamento e adatta, di conseguenza, le misure di prevenzione e protezione per evitare un nuovo superamento.

  • Art. 202 SIC – Valutazione dei rischi

    Art. 202 SIC – Valutazione dei rischi

    Art. 202 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Valutazione dei rischi

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Nell’ambito di quanto previsto dall’articolo 181, il datore di lavoro valuta e, quando necessario, misura, i livelli di vibrazioni meccaniche cui i lavoratori sono esposti.

    2. Il livello di esposizione alle vibrazioni meccaniche può essere valutato mediante l’osservazione delle condizioni di lavoro specifiche e il riferimento ad appropriate informazioni sulla probabile entità delle vibrazioni per le attrezzature o i tipi di attrezzature nelle particolari condizioni di uso reperibili presso banche dati dell’ISPESL o delle regioni o, in loro assenza, dalle informazioni fornite in materia dal costruttore delle attrezzature. Questa operazione va distinta dalla misurazione, che richiede l’impiego di attrezzature specifiche e di una metodologia appropriata e che resta comunque il metodo di riferimento.

    3. L’esposizione dei lavoratori alle vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio è valutata o misurata in base alle disposizioni di cui all’allegato XXXV, parte A.

    4. L’esposizione dei lavoratori alle vibrazioni trasmesse al corpo intero è valutata o misurata in base alle disposizioni di cui all’allegato XXXV, parte B.

    5. Ai fini della valutazione di cui al comma 1, il datore di lavoro tiene conto, in particolare, dei seguenti elementi: a) il livello, il tipo e la durata dell’esposizione, ivi inclusa ogni esposizione a vibrazioni intermittenti o a urti ripetuti; b) i valori limite di esposizione e i valori d’azione specificati nell’articolo 201; c) gli eventuali effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rischio con particolare riferimento alle donne in gravidanza e ai minori; d) gli eventuali effetti indiretti sulla sicurezza e salute dei lavoratori risultanti da interazioni tra le vibrazioni meccaniche, il rumore e l’ambiente di lavoro o altre attrezzature; e) le informazioni fornite dal costruttore dell’attrezzatura di lavoro; f) l’esistenza di attrezzature alternative progettate per ridurre i livelli di esposizione alle vibrazioni meccaniche; g) il prolungamento del periodo di esposizione a vibrazioni trasmesse al corpo intero al di là delle ore lavorative, in locali di cui è responsabile; h) condizioni di lavoro particolari, come le basse temperature, il bagnato, l’elevata umidità o il sovraccarico biomeccanico degli arti superiori e del rachide; i) informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria, comprese, per quanto possibile, quelle reperibili nella letteratura scientifica.

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