Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 226 SIC – Disposizioni in caso di incidenti o di emergenze

    Art. 226 SIC – Disposizioni in caso di incidenti o di emergenze

    Art. 226 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Disposizioni in caso di incidenti o di emergenze

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Ferme restando le disposizioni di cui agli articoli 43 e 44, nonché quelle previste dal decreto del Ministro dell’interno in data 10 marzo 1998, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 1998 , il datore di lavoro, al fine di proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori dalle conseguenze di incidenti o di emergenze derivanti dalla presenza di agenti chimici pericolosi sul luogo di lavoro, predispone procedure di intervento adeguate da attuarsi al verificarsi di tali eventi. Tali misure comprendono esercitazioni di sicurezza da effettuarsi a intervalli connessi alla tipologia di lavorazione e la messa a disposizione di appropriati mezzi di pronto soccorso.

    2. Nel caso di incidenti o di emergenza, il datore di lavoro adotta immediate misure dirette ad attenuarne gli effetti ed in particolare, di assistenza, di evacuazione e di soccorso e ne informa i lavoratori. Il datore di lavoro adotta inoltre misure adeguate per porre rimedio alla situazione quanto prima.

    3. Ai lavoratori cui è consentito operare nell’area colpita o ai lavoratori indispensabili all’effettuazione delle riparazioni e delle attività necessarie, sono forniti indumenti protettivi, dispositivi di protezione individuale ed idonee attrezzature di intervento che devono essere utilizzate sino a quando persiste la situazione anomala.

    4. Il datore di lavoro adotta le misure necessarie per approntare sistemi d’allarme e altri sistemi di comunicazione necessari per segnalare tempestivamente l’incidente o l’emergenza.

    5. Le misure di emergenza devono essere contenute nel piano previsto dal decreto di cui al comma

    1. In particolare nel piano vanno inserite: a) informazioni preliminari sulle attività pericolose, sugli agenti chimici pericolosi, sulle misure per l’identificazione dei rischi, sulle precauzioni e sulle procedure, in modo tale che servizi competenti per le situazioni di emergenza possano mettere a punto le proprie procedure e misure precauzionali; b) qualunque altra informazione disponibile sui rischi specifici derivanti o che possano derivare dal verificarsi di incidenti o situazioni di emergenza, comprese le informazioni sulle procedure elaborate in base al presente articolo.

    6. Nel caso di incidenti o di emergenza i soggetti non protetti devono immediatamente abbandonare la zona interessata.

  • CCNL Energia e Petrolio: TFR e fine rapporto

    CCNL Energia e Petrolio

    TFR e fine rapporto nel CCNL Energia e Petrolio

    Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) è disciplinato dall’art. 2120 del codice civile per tutti i lavoratori dipendenti; il CCNL Energia e Petrolio non modifica la formula di calcolo ma interagisce con la destinazione del TFR attraverso il fondo pensione Fondenergia. Comprendere come funziona il TFR è essenziale per pianificare la propria pensione integrativa.

    In sintesi

    Il TFR si calcola ex art. 2120 c.c.: retribuzione lorda annua (con tredicesima e quattordicesima) divisa per 13,5. Può essere destinato a Fondenergia o mantenuto in azienda/Fondo INPS. Le anticipazioni sono ammesse dopo 8 anni per acquisto casa, spese mediche o congedi parentali.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confindustria Energia · Filctem-Cgil · Femca-Cisl · Uiltec-Uil
    Ultimo rinnovo
    16 aprile 2025
    Fondo previdenza complementare
    Fondenergia (iscritto Albo Covip n. 2)
    Riferimento di legge
    Art. 2120 c.c.; D.Lgs. 252/2005

    Tabella riepilogativa

    Schema del TFR — CCNL Energia e Petrolio
    Aspetto Disciplina
    Formula di calcolo quota annua Retribuzione lorda annua ÷ 13,5
    Rivalutazione annua 1,5% fisso + 75% inflazione ISTAT FOI
    Tassazione alla liquidazione Tassazione separata ex art. 17 TUIR (aliquota media degli ultimi 5 anni)
    Destinazione possibile Fondenergia / Fondo di Tesoreria INPS (aziende >50 dip.) / azienda (<50 dip.)
    Anticipazione Dopo 8 anni; max 70%; causali: prima casa, spese mediche, congedi parentali
    Liquidazione In tutte le ipotesi di cessazione del rapporto entro 30-45 giorni

    Come si calcola il TFR

    La disciplina del TFR è interamente fissata dall’art. 2120 c.c. (norma di legge imperativa, non modificabile in peius dal contratto). La quota annua si calcola così:

    1. Si somma tutta la retribuzione lorda dell’anno: TEM, EDR, scatti di anzianità, indennità fisse, tredicesima e quattordicesima (nel CCNL Energia e Petrolio, che prevede 14 mensilità, entrambe concorrono alla base di calcolo), indennità di funzione quadri.
    2. Il totale si divide per 13,5.
    3. La quota accantonata si rivaluta al 31 dicembre di ogni anno dell’1,5% fisso più il 75% dell’indice FOI ISTAT.

    La rivalutazione è tassata separatamente (imposta sostitutiva dell’11% sugli incrementi annui), a carico del datore di lavoro che la anticipa e la compensa con le ritenute IRPEF successive.

    Fondenergia: la previdenza complementare del settore

    Fondenergia è il fondo pensione complementare dei lavoratori dei settori energia e petrolio, istituito nel 1996 e iscritto all’Albo COVIP con il n. 2. Aderire a Fondenergia consente al lavoratore di:

    • destinare il TFR futuro al fondo, ottenendo rendimenti potenzialmente superiori alla rivalutazione legale (a seconda del comparto di investimento scelto);
    • versare contributi volontari aggiuntivi con deducibilità fiscale fino a 5.164,57 €/anno;
    • beneficiare del contributo del datore di lavoro (secondo le misure definite dall’accordo contrattuale), che si aggiunge ai versamenti del lavoratore e del TFR;
    • costruire una rendita pensionistica integrativa alla pensione INPS.

    Il fondo opera a capitalizzazione individuale con sistema a contribuzione definita: la prestazione finale dipende dai contributi versati e dai rendimenti dei mercati finanziari nel periodo di accumulo. Per dettagli su comparti, rendimenti storici e misure di contribuzione si rimanda al sito ufficiale di Fondenergia (fondenergia.it).

    Anticipazione del TFR: quando e come

    Dopo almeno 8 anni di servizio continuativo presso lo stesso datore di lavoro il lavoratore può richiedere un’anticipazione del TFR maturato, fino al 70% del montante accantonato. Le causali ammesse dalla legge (art. 2120, comma 6-7, c.c.) sono:

    • acquisto di prima casa di abitazione per sé o per i figli;
    • spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle strutture pubbliche;
    • congedo parentale (D.Lgs. 151/2001) e congedo per formazione (L. 53/2000).

    L’anticipazione può essere richiesta una sola volta. L’azienda può limitare il numero di anticipazioni concedibili in un anno al 10% degli aventi diritto. L’importo anticipato viene detratto dal TFR finale alla cessazione del rapporto e tassato con tassazione separata.

    Liquidazione alla cessazione del rapporto

    Alla cessazione del rapporto per qualsiasi causa (licenziamento, dimissioni, pensionamento, morte), il TFR deve essere liquidato entro termini ragionevoli (prassi: 30-45 giorni dall’ultimo giorno di lavoro; per i contratti a tempo determinato, alla scadenza). Il TFR è soggetto a tassazione separata ex art. 17 TUIR: il fisco applica l’aliquota media IRPEF degli ultimi 5 anni di lavoro, che tendenzialmente è inferiore all’aliquota marginale corrente, rendendo il TFR fiscalmente conveniente rispetto ad altri redditi.

    Casi pratici

    Tizio — 10 anni in raffineria, scelta Fondenergia
    Tizio ha lavorato 10 anni in raffineria con una RGM media di 2.900 €/mese (14 mensilità = 40.600 €/anno lordi). La quota annua TFR è 40.600 ÷ 13,5 = 3.007 €. In 10 anni ha accumulato circa 32.000 € (rivalutazioni incluse). Avendo aderito a Fondenergia dal primo giorno, il TFR è confluito nel fondo e si è rivalutato con i rendimenti del comparto bilanciato scelto. Alla cessazione del rapporto (o alla pensione) riceverà una rendita aggiuntiva all’INPS.
    Caia — Anticipazione TFR per acquisto prima casa
    Caia lavora come ingegnera di processo da 9 anni. Il TFR accantonato è di circa 38.000 €. Vuole comprare la prima casa e richiede l’anticipazione del 70%: 38.000 × 0,70 = 26.600 €. Deve documentare l’acquisto con il preliminare firmato. L’anticipazione è tassata con tassazione separata. Il TFR residuo (11.400 €) continuerà a maturare e a rivalutarsi fino alla cessazione del rapporto. Caia non potrà richiedere una seconda anticipazione.
    Sempronio — Dimissioni dopo 5 anni, TFR in azienda >50 dipendenti
    Sempronio si dimette dopo 5 anni. La sua azienda ha più di 50 dipendenti: il TFR non destinato a Fondenergia è al Fondo di Tesoreria INPS. La liquidazione avviene dall’INPS direttamente, previa richiesta del datore. Sempronio riceve il TFR entro 45 giorni dall’ultimo giorno lavorativo. Con RGM media di 2.300 € (14 men.=32.200 €/anno), in 5 anni ha accumulato circa 12.500 € (rivalutazioni incluse).

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR nel CCNL Energia e Petrolio?
    Ai sensi dell’art. 2120 c.c.: retribuzione lorda annua (tredicesima e quattordicesima incluse) divisa per 13,5. La quota si rivaluta dell’1,5% fisso più il 75% dell’inflazione ISTAT FOI.
    Dove viene depositato il TFR nel settore energia e petrolio?
    Il lavoratore sceglie: Fondenergia (previdenza complementare) o Fondo di Tesoreria INPS (per aziende con più di 50 dipendenti) o in azienda (per aziende con meno di 50 dipendenti).
    Si può richiedere l’anticipazione del TFR?
    Sì, dopo 8 anni di servizio continuativo presso lo stesso datore, per causali tassative (prima casa, spese mediche, congedi parentali). Il massimo è il 70% del montante accantonato; è concedibile una sola volta.
    Il TFR viene pagato anche in caso di dimissioni?
    Sì, il TFR spetta in tutte le causali di cessazione del rapporto: licenziamento, dimissioni, pensionamento, morte.
    Cosa succede al TFR con Fondenergia?
    Il TFR futuro confluisce nel fondo e si investe nei comparti disponibili. Al pensionamento (o alla cessazione) il lavoratore riceve una rendita aggiuntiva all’INPS.
    Come influisce il ciclo continuo sul calcolo del TFR?
    Le indennità di turno continuative e le voci fisse (TEM, EDR, scatti, indennità quadri) concorrono alla base di calcolo. Gli straordinari occasionali non entrano nel TFR.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2025-2027, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi e tredicesima, quattordicesima e premi.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa. Il TFR è disciplinato dall’art. 2120 c.c. e dal D.Lgs. 252/2005. Per la scelta tra Fondenergia e mantenimento in azienda, e per il calcolo dell’anticipazione, è consigliabile consultare un consulente del lavoro o il CAF/patronato di Filctem-Cgil, Femca-Cisl o Uiltec-Uil.

  • Art. 222 SIC – Definizioni

    Art. 222 SIC – Definizioni

    Art. 222 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Definizioni

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Ai fini del presente capo si intende per: a) agenti chimici: tutti gli elementi o composti chimici, sia da soli sia nei loro miscugli, allo stato naturale o ottenuti, utilizzati o smaltiti, compreso lo smaltimento come rifiuti, mediante qualsiasi attività lavorativa, siano essi prodotti intenzionalmente o no e siano immessi o no sul mercato; b) agenti chimici pericolosi: 1) agenti chimici che soddisfano i criteri di classificazione come pericolosi in una delle classi di pericolo fisico o di pericolo per la salute di cui al regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, indipendentemente dal fatto che tali agenti chimici siano classificati nell’ambito di tale regolamento; 2) NUMERO SOPPRESSO DAL D.LGS. 15 FEBBRAIO 2016, N. 39; 3) agenti chimici che, pur non essendo classificabili come pericolosi ai sensi del presente articolo, lettera b), numero 1), comportano un rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori a causa di loro proprietà chimico-fisiche, chimiche o tossicologiche e del modo in cui sono utilizzati o presenti sul luogo di lavoro, compresi gli agenti chimici cui è stato assegnato un valore limite di esposizione professionale di cui all’Allegato XXXVIII; c) attività che comporta la presenza di agenti chimici: ogni attività lavorativa in cui sono utilizzati agenti chimici, o se ne prevede l’utilizzo, in ogni tipo di procedimento, compresi la produzione, la manipolazione, l’immagazzinamento, il trasporto o l’eliminazione e il trattamento dei rifiuti, o che risultino da tale attività lavorativa; d) valore limite di esposizione professionale: se non diversamente specificato, il limite della concentrazione media ponderata nel tempo di un agente chimico nell’aria all’interno della zona di respirazione di un lavoratore in relazione ad un determinato periodo di riferimento; un primo elenco di tali valori è riportato nell’allegato XXXVIII; e) valore limite biologico: il limite della concentrazione del relativo agente, di un suo metabolita, o di un indicatore di effetto, nell’appropriato mezzo biologico;… f) sorveglianza sanitaria: la valutazione dello stato di salute del singolo lavoratore in funzione dell’esposizione ad agenti chimici sul luogo di lavoro; g) pericolo: la proprietà intrinseca di un agente chimico di poter produrre effetti nocivi; h) rischio: la probabilità che si raggiunga il potenziale nocivo nelle condizioni di utilizzazione o esposizione. (29) (30)

  • Art. 221 SIC – Campo di applicazione

    Art. 221 SIC – Campo di applicazione

    Art. 221 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Campo di applicazione

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Il presente capo determina i requisiti minimi per la protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza che derivano, o possono derivare, dagli effetti di agenti chimici presenti sul luogo di lavoro o come risultato di ogni attività lavorativa che comporti la presenza di agenti chimici.

    2. I requisiti individuati dal presente capo si applicano a tutti gli agenti chimici pericolosi che sono presenti sul luogo di lavoro, fatte salve le disposizioni relative agli agenti chimici per i quali valgono provvedimenti di protezione radiologica regolamentati dal decreto legislativo del 17 marzo 1995, n. 230 , e successive modificazioni.

    3. Le disposizioni del presente capo si applicano altresì al trasporto di agenti chimici pericolosi, fatte salve le disposizioni specifiche contenute nei decreti ministeriali 4 settembre 1996, 15 maggio 1997, 28 settembre 1999 e nel decreto legislativo 13 gennaio 1999, n. 41 , nelle disposizioni del codice IMDG del codice IBC e nel codice IGC, quali definite dall’ articolo 2 della direttiva 93/75/CEE, del Consiglio, del 13 settembre 1993 , nelle disposizioni dell’accordo europeo relativo al trasporto internazionale di merci pericolose per vie navigabili interne (ADN) e del regolamento per il trasporto delle sostanze pericolose sul Reno (ADNR), quali incorporate nella normativa comunitaria e nelle istruzioni tecniche per il trasporto sicuro di merci pericolose emanate alla data del 25 maggio

    1998. 4. Le disposizioni del presente capo non si applicano alle attività comportanti esposizione ad amianto che restano disciplinate dalle norme contenute al capo III del presente titolo. Note all’art. 221: – Per il testo del decreto legislativo n. 230 del 1995 , si veda nota all’art.

    180. – Il testo del decreto ministeriale 4 settembre 1996, (Attuazione della direttiva 94/55/CE del Consiglio concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al trasporto di merci pericolose su strada), è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 2 dicembre 1996, n. 282, supplemento ordinario . – Il testo del decreto ministeriale 15 maggio 1997 (Attuazione della direttiva 96/86/CE del Consiglio dell’Unione europea che adegua al progresso tecnico la direttiva 94/55/CE) , è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 4 giugno 1997, n. 128, supplemento ordinario. – Il testo del decreto ministeriale 28 settembre 1999 (Attuazione della direttiva 1999/47/CE della Commissione dell’Unione europea , che adegua per la seconda volta al progresso tecnico la direttiva 94/55/CE) , è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 22 ottobre 1999, n. 249, supplemento ordinario. – Il testo del decreto legislativo 13 gennaio 1999, n. 41 (Attuazione delle direttive 96/49/CE e 96/87/CE relative al trasporto di merci pericolose per ferrovia), è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 27 febbraio 1999, n. 48, supplemento ordinario . – Il testo del’ art. 2 della direttiva 93/75/CEE del 13 settembre 1993 , Direttiva del Consiglio relativa alle condizioni minime necessarie per le navi dirette a porti marittimi della Comunità o che ne escono e che trasportano merci pericolose o inquinanti, è il seguente: «Art.

    2. – Ai fini della presente direttiva si intendono per: a) «operatore»: il proprietario, il noleggiatore, l’imprenditore o l’agente marittimo della nave; b) «nave»: qualsiasi nave da carico, petroliera, chimichiera o gasiera o nave passeggeri diretta ad un porto della Comunità o che ne esce e che trasporta merci pericolose o inquinanti, alla rinfusa o in colli; c) «merci pericolose»: quelle merci classificate nel codice IMDG, inclusi i materiali radioattivi di cui alla raccolta INF; nel capitolo 17 del codice IBC e nel capitolo 19 del codice IGC; d) «merci inquinanti»: – idrocarburi, secondo la definizione della MARPOL, allegato 1, – sostanze liquide nocive, secondo la definizione della MARPOL, allegato 2, – sostanze dannose, secondo la definizione della MARPOL, allegato 3; e) «Marpol 73/78»: la convenzione internazionale del 1973 per la prevenzione dell’inquinamento causato da navi, nella versione modificata dal protocollo del 1978, di volta in volta in vigore; f) «Codice IMDG»: il codice marittimo internazionale per il trasporto delle merci pericolose, di volta in volta vigente; g) «Codice IBC»: il codice internazionale IMO per la costruzione e le dotazioni delle navi adibite al trasporto alla rinfusa di prodotti chimici pericolosi, di volta in volta vigente; h) «Codice IGC»: il codice internazionale IMO per la costruzione e le dotazioni delle navi adibite al trasporto alla rinfusa di gas liquefatti, di volta in volta vigente; i) «raccolta INF»: il corpus delle norme di sicurezza IMO per il trasporto di combustibile nucleare irradiato, di plutonio e di scorie altamente radioattive in fusti a bordo di navi, di volta in volta vigente; j) «risoluzione IMO A.851(20)»: la risoluzione 851(20) dell’Organizzazione marittima internazionale, adottata dall’assemblea nella 20ª sessione il 27 novembre 1997, avente per titolo «General princi-ples for ship reporting systems and ship reporting requirements, including guidelines for reporting incidents involving dangerous goods, harmful substances and/or marine pollutants» (Principi generali dei sistemi di notifica e norme di compilazione delle notifiche, con orientamenti per la notifica di sinistri in cui sono coinvolte merci pericolose, sostanze nocive e/o sostanze inquinanti per l’ambiente marino); k) «autorità competenti»: le autorità e le organizzazioni designate dagli Stati membri ai sensi dell’art. 3; l) «spedizioniere/caricatore»: una persona che ha stipulato un contratto per il trasporto di merci via mare, o la persona nel cui nome o per conto della quale, viene stipulato il contratto.».

  • Art. 124 DPR 230/2000 – Segretario

    Art. 124 DPR 230/2000 – Segretario

    Decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230 – Regolamento recante norme sull’ordinamento penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà

    1. Il segretario della Cassa delle ammende è nominato dal consiglio di amministrazione, su proposta del presidente, ed è scelto tra il personale dell'Amministrazione penitenziaria in possesso della specifica professionalità in considerazione delle sue attribuzioni.

    2. 2. Il segretario: a) dirige l'ufficio segreteria e coordina i servizi in cui esso si articola; b) cura l'istruttoria degli affari che il presidente dovrà sottoporre al consiglio di amministrazione e predispone gli elementi necessari per le deliberazioni; c) partecipa alle sedute del consiglio di amministrazione con facoltà di esprimere parere sulle questioni poste all'ordine del giorno; d) redige i verbali delle sedute del consiglio di amministrazione e ne cura la conservazione; e) esegue le direttive impartite dal presidente; f) cura la tenuta della contabilità della Cassa, dei libri e delle scritture contabili, nonché della corrispondenza, conservando gli atti ed i documenti; g) redige annualmente il bilancio di previsione, le relative variazioni, il conto consuntivo e tutti gli altri documenti contabili da sottoporre all'approvazione del consiglio di amministrazione; h) è consegnatario dei beni mobili ed immobili della Cassa; i) cura l'organizzazione e la gestione delle attività operative della Cassa e di esse risponde al presidente; j) coordina e controlla le gestioni contabili della Cassa nonché quelle inerenti l'impiego dei fondi erogati ai sensi dell'articolo 129. Per l'espletamento di tale ultima attività potrà avvalersi degli organi istituiti ai sensi dell'articolo 123, comma 3, lettera g); k) adempie a tutte le attività amministrative e contabili, necessarie per la stipula dei contratti; l) provvede direttamente alla riscossione delle entrate della Cassa e al pagamento delle spese delegategli dal presidente; m) sottoscrive gli atti inerenti l'esercizio delle funzioni di cui al presente articolo. 5

  • CCNL Animazione Turistica: TFR e fine rapporto 2024

    CCNL Animazione Turistica

    CCNL Animazione Turistica: TFR e fine rapporto

    Il TFR è uno dei diritti fondamentali di ogni lavoratore dipendente. Ma come funziona per chi lavora solo qualche mese all’anno come animatore? Come si calcola, dove si destina, quando si riscuote? Questa guida risponde in base all’art. 2120 c.c. (legge) e alle previsioni del CCNL Turismo.

    In sintesi

    Il TFR matura per ogni anno (o frazione) di servizio: 1/13,5 della retribuzione annua comprensiva di vitto e alloggio. Per un animatore con 1.700 euro mensili lordi, il TFR mensile è circa 125 euro. Si destina a Fon.Te (fondo pensione di categoria del terziario-turismo) oppure rimane in azienda. Viene liquidato entro 45 giorni dalla cessazione del rapporto.

    Dati contrattuali e normativi

    Parti firmatarie (lato datoriale)
    Federalberghi · Faita
    Parti firmatarie (lato sindacale)
    Filcams-Cgil · Fisascat-Cisl · Uiltucs-Uil
    Norma di riferimento (legge)
    Art. 2120 c.c.; D.Lgs. 252/2005 (previdenza complementare)
    Fondo pensione di categoria
    Fon.Te (terziario, commercio, turismo)
    Ultimo rinnovo CCNL
    5 luglio 2024

    Cos’è il TFR e come si calcola: la regola di legge

    Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) è disciplinato dall’art. 2120 del codice civile, che è norma di legge inderogabile: spetta a ogni lavoratore dipendente, indipendentemente dal CCNL applicato. Il CCNL Turismo non modifica il meccanismo di calcolo del TFR, ma influisce sulla sua base di computo attraverso la definizione della retribuzione di riferimento.

    La formula legale è:

    • TFR annuo = retribuzione annua utile ÷ 13,5
    • TFR mensile (rateo) = retribuzione mensile utile ÷ 13,5

    Il risultato è che ogni anno di lavoro accumula circa il 7,41% della retribuzione utile come TFR (1 ÷ 13,5 = 0,0741).

    La base di calcolo: vitto e alloggio inclusi

    La retribuzione utile per il TFR include tutte le voci retributive continuative, inclusi:

    • minimo tabellare;
    • scatti di anzianità;
    • superminimi;
    • valore convenzionale di vitto e alloggio (questa è la particolarità rilevante per gli animatori);
    • tredicesima e quattordicesima (anche i ratei di tali mensilità entrano nella retribuzione annua utile).

    Esclude invece le voci occasionali: ore straordinarie non sistematiche, rimborsi spese, premi una tantum.

    Come si calcola la quota annua. Si somma la retribuzione dell’anno, comprese tredicesima ed eventuale quattordicesima, e si divide per 13,5 (art. 2120 c.c.); dalla quota si sottrae lo 0,50% della retribuzione imponibile versato all’INPS. Per partire dal minimo del tuo livello usa la tabella retributiva del contratto.

    Destinazione del TFR: Fon.Te o azienda

    Dal 2007 (L. 296/2006, legge delega sulla previdenza complementare), ogni lavoratore dipendente deve scegliere la destinazione del TFR maturato:

    1. Fon.Te: il fondo pensione negoziale del settore terziario, commercio e turismo, istituito da Confcommercio, Federdistribuzione, Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs-Uil. È il fondo di categoria previsto dal CCNL Turismo;
    2. Altro fondo pensione: il lavoratore può optare per qualsiasi fondo pensione autorizzato;
    3. Lasciare in azienda: il TFR rimane accantonato presso il datore di lavoro, che paga annualmente la rivalutazione (1,5% fisso + 0,75% dell’inflazione ISTAT).

    Per le aziende con più di 50 addetti, il TFR lasciato in azienda viene versato all’INPS (Fondo di Tesoreria) anziché trattenuto dal datore.

    Se il lavoratore non esprime alcuna scelta entro 6 mesi dall’assunzione, il TFR viene destinato automaticamente a Fon.Te (silenzio-assenso ex art. 8, D.Lgs. 252/2005).

    TFR nei contratti stagionali che si ripetono

    Molti animatori lavorano ogni anno per lo stesso villaggio con contratti stagionali ripetuti. In questo caso:

    • se i contratti si susseguono senza interruzioni superiori a 60 giorni (o al limite previsto dalla legge per la conversione), il rapporto può essere considerato sostanzialmente continuativo e il TFR cumula stagione per stagione;
    • se invece ogni stagione è un rapporto autonomo con cessazione e nuova assunzione, il TFR viene liquidato ogni volta al termine della stagione;
    • la scelta sulla destinazione del TFR (Fon.Te o azienda) deve essere espressa ad ogni nuova assunzione se il rapporto è formalmente nuovo.

    Casi pratici

    Tizio — Calcolo TFR su stagione di 4 mesi
    Tizio lavora da giugno a settembre 2026 (4 mesi) come animatore al 4° livello. La retribuzione globale di fatto mensile (denaro + vitto/alloggio convenzionale) è di 1.700 euro lordi. TFR mensile: 1.700 ÷ 13,5 = 125,93 euro. TFR su 4 mesi: 125,93 × 4 = 503,70 euro lordi, che vengono liquidati nella busta paga di fine stagione (settembre).
    Caia — Silenzio-assenso e destinazione a Fon.Te
    Caia viene assunta per la prima volta a maggio 2026. La struttura le consegna il modulo di scelta sulla destinazione del TFR. Caia non capisce bene e non lo consegna. Passati 6 mesi, senza aver espresso alcuna preferenza, il TFR viene automaticamente destinato a Fon.Te per silenzio-assenso. Caia scopre questo meccanismo in ottobre e decide di lasciare il TFR in Fon.Te: a lungo andare, la previdenza complementare può offrire rendimenti superiori alla rivalutazione legale in azienda.
    Sempronio — Anticipazione TFR per acquisto prima casa
    Sempronio lavora come capo villaggio a tempo indeterminato da 10 anni. Ha maturato circa 18.000 euro di TFR in azienda. Vuole comprare la sua prima casa e chiede l’anticipazione del 70% del TFR: circa 12.600 euro. La richiesta è accettabile: ha più di 8 anni di servizio, è la prima richiesta di anticipazione, e l’acquisto della prima casa è una delle causali previste dall’art. 2120 c.c. L’anticipazione è tassata con ritenuta separata secondo le aliquote TFR.

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR per un animatore stagionale?
    Il TFR si calcola come 1/13,5 della retribuzione mensile utile (incluso vitto e alloggio convenzionale). Per 1.700 euro mensili lordi, il TFR mensile è circa 126 euro. Su 4 mesi di stagione: circa 504 euro lordi.
    Il vitto e l’alloggio entrano nel calcolo del TFR?
    Sì. La base di calcolo del TFR comprende tutte le voci retributive continuative, incluso il valore convenzionale di vitto e alloggio fornito dalla struttura.
    Dove va destinato il TFR nel settore turismo?
    Può essere destinato a Fon.Te (fondo pensione negoziale del terziario-turismo-commercio), a un altro fondo pensione a scelta, oppure lasciato in azienda (o versato al Fondo INPS Tesoreria nelle aziende con più di 50 addetti). In assenza di scelta entro 6 mesi, si applica il silenzio-assenso con destinazione a Fon.Te.
    Quando viene pagato il TFR?
    Il TFR viene erogato entro 45 giorni dalla cessazione del rapporto. In caso di ritardo maturano interessi legali. Per i contratti stagionali ripetuti con lo stesso datore, il TFR può essere liquidato ogni stagione o cumulato.
    Posso chiedere l’anticipazione del TFR?
    Sì, dopo almeno 8 anni di servizio continuativo, una volta per anno, fino al 70% del TFR maturato. Le causali ammesse sono: acquisto prima casa, spese sanitarie straordinarie, congedo per formazione (art. 2120 c.c.).

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi salariali 2024-2027, come darle, preavviso e telematiche, preavviso e licenziamento 2024, ferie, permessi e ROL 2024, maternità, paternità e congedi 2024 e tredicesima, quattordicesima e premi 2024.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa. Il TFR è disciplinato dall’art. 2120 c.c. (norma di legge) e dal D.Lgs. 252/2005 per la previdenza complementare. Le indicazioni sul fondo Fon.Te. riguardano il fondo pensione negoziale del terziario-turismo-commercio: verificare la sua effettiva applicabilità in base al CCNL del proprio contratto individuale. Per situazioni specifiche è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil) o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 220 SIC – (Sanzioni a carico del medico competente)

    Art. 220 SIC – (Sanzioni a carico del medico competente)

    Art. 220 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – (Sanzioni a carico del medico competente)

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Il medico competente è punito con l’arresto fino tre mesi o con l’ammenda da 400 a 1.600 euro per la violazione degli articoli 185 e

    186.

  • Art. 197 TULPS – Ispezione e sgombro dei locali di meretricio

    Art. 197 TULPS

    R.D. 18 giugno 1931, n. 773 – Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza

    Gli ufficiali e agenti di pubblica sicurezza hanno facoltà di procedere in qualsiasi tempo a perquisizioni nei locali di meretricio e sulle persone che vi si trovano.

    Quando in un locale di meretricio si formano riunioni troppo numerose e tali da potersi ritenere pericolose per l'ordine pubblico o per la sicurezza pubblica, gli ufficiali e gli agenti di pubblica sicurezza possono ordinarne lo sgombro.

  • Art. 219 SIC – Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente

    Art. 219 SIC – Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente

    Art. 219 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Il datore di lavoro è punito: a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione dagli articoli 181, comma 2, 190, commi 1 e 5, 202, commi 1 e 5, 209, commi 1 e 6, e 216; b) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.000 a 4.000 euro per la violazione degli articoli 190, commi 2 e 3, 202, commi 3 e 4, e 209, comma 5.

    2. Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti: a) con arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.000 a 4.000 euro per la violazione degli articoli 182, comma 2, 185, 192, comma 2, 193, comma 1, 195, 196, 197, comma 3, secondo periodo, 203, 205, comma 4, secondo periodo, 210, commi 1 e 2, e 217, comma 1; b) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da euro 750 a euro 4.000 per la violazione degli articoli 184, 192, comma 3, primo periodo, 210, commi da 3 a 8. e 217, commi 2 e 3.

  • Art. 216 SIC – Identificazione dell’esposizione e valutazione dei rischi

    Art. 216 SIC – Identificazione dell’esposizione e valutazione dei rischi

    Art. 216 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Identificazione dell’esposizione e valutazione dei rischi

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Nell’ambito della valutazione dei rischi di cui all’articolo 181, il datore di lavoro valuta e, quando necessario, misura e/o calcola i livelli delle radiazioni ottiche a cui possono essere esposti i lavoratori. La metodologia seguita nella valutazione, nella misurazione e/o nel calcolo rispetta le norme della Commissione elettrotecnica internazionale (IEC), per quanto riguarda le radiazioni laser, le raccomandazioni della Commissione internazionale per l’illuminazione (CIE) e del Comitato europeo di normazione (CEN) per quanto riguarda le radiazioni incoerenti. Nelle situazioni di esposizione che esulano dalle suddette norme e raccomandazioni, fino a quando non saranno disponibili norme e raccomandazioni adeguate dell’Unione europea, il datore di lavoro adotta le buone prassi individuate od emanate dalla Commissione consultiva permanente per la prevenzione degli infortuni e per l’igiene del lavoro o, in subordine, linee guida nazionali o internazionali scientificamente fondate. In tutti i casi di esposizione, la valutazione tiene conto dei dati indicati dai fabbricanti delle attrezzature, se contemplate da pertinenti direttive comunitarie di prodotto.

    2. Il datore di lavoro, in occasione della valutazione dei rischi, presta particolare attenzione ai seguenti elementi: a) il livello, la gamma di lunghezze d’onda e la durata dell’esposizione a sorgenti artificiali di radiazioni ottiche; b) i valori limite di esposizione di cui all’articolo 215; c) qualsiasi effetto sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori appartenenti a gruppi particolarmente sensibili al rischio; d) qualsiasi eventuale effetto sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori risultante dalle interazioni sul posto di lavoro tra le radiazioni ottiche e le sostanze chimiche foto-sensibilizzanti; e) qualsiasi effetto indiretto come l’accecamento temporaneo, le esplosioni o il fuoco; f) l’esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre i livelli di esposizione alle radiazioni ottiche artificiali; g) la disponibilità di azioni di risanamento volte a minimizzare i livelli di esposizione alle radiazioni ottiche; h) per quanto possibile, informazioni adeguate raccolte nel corso della sorveglianza sanitaria, comprese le informazioni pubblicate; i) sorgenti multiple di esposizione alle radiazioni ottiche artificiali; l) una classificazione dei laser stabilita conformemente alla pertinente norma IEC e, in relazione a tutte le sorgenti artificiali che possono arrecare danni simili a quelli di un laser della classe 3B o 4, tutte le classificazioni analoghe; m) le informazioni fornite dai fabbricanti delle sorgenti di radiazioni ottiche e delle relative attrezzature di lavoro in conformità delle pertinenti direttive comunitarie.

    3. Il datore di lavoro nel documento di valutazione dei rischi deve precisare le misure adottate previste dagli articoli 217 e 218.

  • Art. 215 SIC – Valori limite di esposizione

    Art. 215 SIC – Valori limite di esposizione

    Art. 215 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Valori limite di esposizione

    In vigore dal 15/05/2008

    1. I valori limite di esposizione per le radiazioni incoerenti sono riportati nell’allegato XXXVII, parte I.

    2. I valori limite di esposizione per le radiazioni laser sono riportati nell’allegato XXXVII, parte II.

  • Art. 214 SIC – Definizioni

    Art. 214 SIC – Definizioni

    Art. 214 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Definizioni

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Agli effetti delle disposizioni del presente capo si intendono per: a) radiazioni ottiche: tutte le radiazioni elettromagnetiche nella gamma di lunghezza d’onda compresa tra 100 ¯Fm e 1 mm. Lo spettro delle radiazioni ottiche si suddivide in radiazioni ultraviolette, radiazioni visibili e radiazioni infrarosse: 1) radiazioni ultraviolette: radiazioni ottiche a lunghezza d’onda compresa tra 100 e 400 nm. La banda degli ultravioletti è suddivisa in UVA (315-400 nm), UVB (280-315 nm) e UVC (100-280 nm); 2) radiazioni visibili: radiazioni ottiche a lunghezza d’onda compresa tra 380 e 780 nm; 3) radiazioni infrarosse: radiazioni ottiche a lunghezza d’onda compresa tra 780 nm e 1 mm. La regione degli infrarossi è suddivisa in IRA (780-1400 nm), IRB (1400-3000 nm) e IRC (3000 nm-1 mm); b) laser (amplificazione di luce mediante emissione stimolata di radiazione): qualsiasi dispositivo al quale si possa far produrre o amplificare le radiazioni elettromagnetiche nella gamma di lunghezze d’onda delle radiazioni ottiche, soprattutto mediante il processo di emissione stimolata controllata; c) radiazione laser: radiazione ottica prodotta da un laser; d) radiazione non coerente: qualsiasi radiazione ottica diversa dalla radiazione laser; e) valori limite di esposizione: limiti di esposizione alle radiazioni ottiche che sono basati direttamente sugli effetti sulla salute accertati e su considerazioni biologiche. Il rispetto di questi limiti garantisce che i lavoratori esposti a sorgenti artificiali di radiazioni ottiche siano protetti contro tutti gli effetti nocivi sugli occhi e sulla cute conosciuti; f) irradianza (E) o densità di potenza: la potenza radiante incidente per unità di area su una superficie espressa in watt su metro quadrato (W m-2); g) esposizione radiante (H): integrale nel tempo dell’irradianza espresso in joule su metro quadrato (J m-2); h) radianza (L): il flusso radiante o la potenza per unità d’angolo solido per unità di superficie, espressa in watt su metro quadrato su steradiante (W m-2 sr-1); i) livello: la combinazione di irradianza, esposizione radiante e radianza alle quali è esposto un lavoratore.

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