Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 201 SIC – Valori limite di esposizione e valori d’azione

    Art. 201 SIC – Valori limite di esposizione e valori d’azione

    Art. 201 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Valori limite di esposizione e valori d’azione

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Ai fini del presente capo, si definiscono i seguenti valori limite di esposizione e valori di azione. a) per le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio: 1) il valore limite di esposizione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, è fissato a 5 m/s2; mentre su periodi brevi è pari a 20 m/s2; 2) il valore d’azione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, che fa scattare l’azione, è fissato a 2,5 m/s2. b) per le vibrazioni trasmesse al corpo intero: 1) il valore limite di esposizione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, è fissato a 1,0 m/s2; mentre su periodi brevi è pari a 1,5 m/s2; 2) il valore d’azione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, è fissato a 0,5 m/s2.

    2. Nel caso di variabilità del livello di esposizione giornaliero va considerato il livello giornaliero massimo ricorrente.

  • Art. 200 SIC – Definizioni

    Art. 200 SIC – Definizioni

    Art. 200 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Definizioni

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Ai fini del presente capo, si intende per: a) vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio: le vibrazioni meccaniche che, se trasmesse al sistema mano-braccio nell’uomo, comportano un rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare disturbi vascolari, osteoarticolari, neurologici o muscolari; b) vibrazioni trasmesse al corpo intero: le vibrazioni meccaniche che, se trasmesse al corpo intero, comportano rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare lombalgie e traumi del rachide; c) esposizione giornaliera a vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio A(8): [ms-2]: valore mediato nel tempo, ponderato in frequenza, delle accelerazioni misurate per una giornata lavorativa nominale di otto ore; d) esposizione giornaliera a vibrazioni trasmesse al corpo intero A(8): [ms-2]: valore mediato nel tempo, ponderato, delle accelerazioni misurate per una giornata lavorativa nominale di otto ore.

  • Art. 199 SIC – Campo di applicazione

    Art. 199 SIC – Campo di applicazione

    Art. 199 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Campo di applicazione

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Il presente capo prescrive le misure per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori che sono esposti o possono essere esposti a rischi derivanti da vibrazioni meccaniche. Nei riguardi dei soggetti indicati all’articolo 3, comma 2, del presente decreto legislativo le disposizioni del presente capo sono applicate tenuto conto delle particolari esigenze connesse al servizio espletato, quali individuate dai decreti ivi previsti.

  • Art. 198 SIC – Linee Guida per i settori della musica delle attività ricreative e dei call center

    Art. 198 SIC – Linee Guida per i settori della musica delle attività ricreative e dei call center

    Art. 198 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Linee Guida per i settori della musica delle attività ricreative e dei call center

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Su proposta della Commissione permanente per la prevenzione degli infortuni e l’igiene del lavoro di cui all’articolo 6, sentite le parti sociali, entro due anni dalla data di entrata in vigore del presente capo, la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano definisce le linee guida per l’applicazione del presente capo nei settori della musica, delle attività ricreative e dei call center.

  • Art. 197 SIC – Deroghe

    Art. 197 SIC – Deroghe

    Art. 197 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Deroghe

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Il datore di lavoro può richiedere deroghe all’uso dei dispositivi di protezione individuale e al rispetto del valore limite di esposizione, quando, per la natura del lavoro, l’utilizzazione di tali dispositivi potrebbe comportare rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori maggiori rispetto a quanto accadrebbe senza la loro utilizzazione.

    2. Le deroghe di cui al comma 1 sono concesse, sentite le parti sociali, per un periodo massimo di quattro anni dall’organo di vigilanza territorialmente competente che provvede anche a darne comunicazione, specificando le ragioni e le circostanze che hanno consentito la concessione delle stesse, al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali. Le circostanze che giustificano le deroghe di cui al comma 1 sono riesaminate ogni quattro anni e, in caso di venire meno dei relativi presupposti, riprende immediata applicazione la disciplina regolare.

    3. La concessione delle deroghe di cui al comma 2 è condizionata dall’intensificazione della sorveglianza sanitaria e da condizioni che garantiscano, tenuto conto delle particolari circostanze, che i rischi derivanti siano ridotti al minimo. Il datore di lavoro assicura l’intensificazione della sorveglianza sanitaria ed il rispetto delle condizioni indicate nelle deroghe.

    4. Il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali trasmette ogni quattro anni alla Commissione della Unione europea un prospetto globale e motivato delle deroghe concesse ai sensi del presente articolo.

  • Art. 196 SIC – Sorveglianza sanitaria

    Art. 196 SIC – Sorveglianza sanitaria

    Art. 196 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Sorveglianza sanitaria

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Il datore di lavoro sottopone a sorveglianza sanitaria i lavoratori la cui esposizione al rumore eccede i valori superiori di azione. La sorveglianza viene effettuata periodicamente, di norma una volta l’anno o con periodicità diversa decisa dal medico competente, con adeguata motivazione riportata nel documento di valutazione dei rischi e resa nota ai rappresentanti per la sicurezza di lavoratori in funzione della valutazione del rischio. L’organo di vigilanza, con provvedimento motivato, può disporre contenuti e periodicità della sorveglianza diversi rispetto a quelli forniti dal medico competente.

    2. La sorveglianza sanitaria di cui al comma 1 è estesa ai lavoratori esposti a livelli superiori ai valori inferiori di azione, su loro richiesta e qualora il medico competente ne confermi l’opportunità.

  • Art. 195 SIC – Informazione e formazione dei lavoratori

    Art. 195 SIC – Informazione e formazione dei lavoratori

    Art. 195 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Informazione e formazione dei lavoratori

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 184 nell’ambito degli obblighi di cui agli articoli 36 e 37, il datore di lavoro garantisce che i lavoratori esposti a valori uguali o superiori ai valori inferiori di azione vengano informati e formati in relazione ai rischi provenienti dall’esposizione al rumore.

  • CCNL Dirigenti Industria: patto di non concorrenza, patto di prova e clausole speciali

    CCNL Dirigenti Industria

    In sintesi

    Il patto di non concorrenza post-contrattuale e lo strumento con cui l’azienda limita l’attivita del dirigente dopo la cessazione del rapporto. Per essere valido (art. 2125 c.c.) deve essere in forma scritta, prevedere un corrispettivo adeguato, avere limiti di oggetto, tempo (max 5 anni per i dirigenti) e luogo. Il patto di prova per i dirigenti industriali e tipicamente di 6 mesi.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confindustria · Federmanager
    Ultimo rinnovo
    13 novembre 2024 (Confindustria-Federmanager, vigenza 2025-2027)
    Vigenza
    1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2027
    Platea
    Dirigenti di aziende industriali produttrici di beni e servizi

    Tabella riepilogativa

    Patto di non concorrenza – requisiti di validita (art. 2125 c.c.)
    Requisito Contenuto Conseguenza se assente
    Forma scritta Documento firmato da entrambe le parti Nullita del patto
    Corrispettivo Adeguato e proporzionato al vincolo Nullita del patto
    Oggetto determinato Attivita specifiche vietate Nullita per indeterminatezza
    Durata massima 5 anni per i dirigenti (3 per altri lavoratori) Riduzione giudiziale al massimo legale
    Ambito territoriale Definito (non mondiale salvo casi specifici) Possibile riduzione giudiziale

    Il patto di non concorrenza per i dirigenti

    Il patto di non concorrenza post-contrattuale (art. 2125 c.c.) vincola il dirigente a non svolgere attivita concorrenti con l’ex datore dopo la cessazione del rapporto. Per i dirigenti il limite massimo di durata e di 5 anni (rispetto ai 3 anni per gli altri lavoratori).

    Il corrispettivo deve essere adeguato: la giurisprudenza ritiene che un corrispettivo inferiore al 15-20% della retribuzione annua per ciascun anno di vincolo sia tendenzialmente inadeguato per un dirigente con reddito elevato. Il corrispettivo puo essere pagato durante il rapporto (a rate mensili) o in unica soluzione alla cessazione.

    Il periodo di prova del dirigente

    Il CCNL Dirigenti Industria prevede un periodo di prova di 6 mesi per i neo-assunti nella qualifica dirigenziale. Durante la prova entrambe le parti possono recedere senza obbligo di preavviso e senza diritto all’indennita supplementare (ma con diritto al TFR pro-rata e alle ferie maturate).

    Il periodo di prova deve essere pattuito per iscritto nel contratto individuale: in mancanza di forma scritta, la prova si intende non apposta e il rapporto si considera a tempo indeterminato sin dall’origine. La prova non puo essere reiterata per lo stesso livello di mansioni.

    Clausole di stabilita e golden parachute

    Il contratto individuale del dirigente puo contenere clausole aggiuntive non previste dal CCNL, negoziate individualmente:

    • Clausola di stabilita: impegno del datore a non licenziare per un periodo determinato (es. 3 anni), con penale in caso di inadempimento
    • Golden parachute: indennita aggiuntiva convenuta in caso di cambio di controllo societario o M&A, di norma 12-24 mensilita aggiuntive rispetto alle spettanze contrattuali
    • Stock option e restricted stock unit (RSU): piani di incentivazione azionaria, regolati dal piano aziendale e dal contratto individuale, non disciplinati dal CCNL

    Casi pratici

    Tizio – Patto di non concorrenza senza corrispettivo adeguato
    Tizio firma un patto di non concorrenza di 3 anni con corrispettivo di 500 € una tantum su una RGA di 95.000 €. Al licenziamento l’azienda vuole far valere il patto. Tizio lo impugna: il corrispettivo (0,5% della retribuzione annua) e manifestamente inadeguato. Il giudice dichiara il patto nullo per violazione dell’art. 2125 c.c. Tizio e libero di lavorare per un concorrente.
    Caia – Recesso in prova e spettanze
    Caia viene assunta come dirigente con prova di 6 mesi. Al 4° mese l’azienda recede durante la prova senza preavviso. Caia ha diritto a: TFR per i 4 mesi (RGA / 13,5 x 4/12), ferie maturate (4/12 del periodo annuale), tredicesima pro-rata. Non spettano preavviso ne indennita supplementare (recesso in prova legittimo).
    Sempronio – Golden parachute in caso di M&A
    Sempronio ha nel contratto individuale una clausola di golden parachute pari a 18 mensilita RGA in caso di cambio di controllo. La societa viene acquisita e Sempronio viene licenziato 6 mesi dopo. Il golden parachute scatta: Sempronio percepisce 18 mensilita aggiuntive (135.000 € su RGA 90.000 €) oltre a preavviso (10 mesi) e TFR.

    Domande frequenti

    Quanto puo durare il patto di non concorrenza per un dirigente?
    Al massimo 5 anni dalla cessazione del rapporto (art. 2125 c.c.). Per altri lavoratori il limite e 3 anni. Un patto con durata superiore non e nullo: e ridotto automaticamente al massimo legale.
    Qual e il corrispettivo minimo per un patto di non concorrenza valido?
    La legge non fissa un importo minimo, ma richiede che sia adeguato. La giurisprudenza orienta verso il 15-25% della retribuzione annua per ogni anno di vincolo. Un corrispettivo irrisorio rende il patto nullo.
    Il periodo di prova del dirigente puo superare i 6 mesi?
    No: il CCNL Dirigenti Industria fissa il massimo a 6 mesi. Un patto di prova piu lungo e parzialmente nullo (la durata eccedente si considera non apposta, ma la prova rimane valida per i 6 mesi previsti).
    Il patto di non concorrenza si applica anche in caso di licenziamento ingiustificato?
    Di regola si, salvo diversa previsione contrattuale. Tuttavia la giurisprudenza valuta la buona fede: se il licenziamento e immotivato e l’azienda vuole comunque far valere il patto, il giudice puo ridurre o escludere il vincolo per comportamento abusivo.
    Cosa sono le RSU e come vengono tassate?
    Le Restricted Stock Unit sono diritti a ricevere azioni della societa al maturare di condizioni (vesting). Alla maturazione sono tassate come reddito di lavoro dipendente (IRPEF ordinaria sulla differenza tra valore di mercato e prezzo pagato). Successivamente, il capital gain sulle azioni e soggetto a imposta sostitutiva del 26%.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Dirigenti Industria. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Agricoltura Impiegati e Quadri: TFR e fine rapporto

    CCNL Agricoltura (Impiegati e Quadri)

    CCNL Agricoltura Impiegati e Quadri: TFR e fine rapporto

    Il trattamento di fine rapporto degli impiegati agricoli ha una caratteristica unica rispetto alla maggior parte delle altre categorie: è gestito dalla Fondazione ENPAIA, ente previdenziale dedicato esclusivamente al settore. Questa guida spiega come funziona l’accantonamento, come si calcola e come si ottiene alla cessazione del rapporto.

    In sintesi

    Il TFR degli impiegati agricoli a tempo indeterminato è gestito dalla Fondazione ENPAIA: il datore versa le quote mensili all’ENPAIA. Il calcolo segue l’art. 2120 c.c. (retribuzione annua ÷ 13,5) con rivalutazione ISTAT annua. L’anticipazione è possibile dopo 8 anni di anzianità per cause di legge. Alla cessazione, ENPAIA liquida il TFR.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confagricoltura · Coldiretti · Cia (lato datoriale) · Fai-Cisl · Flai-Cgil · Uila-Uil · Confederdia (lato sindacale)
    Ultimo rinnovo
    18 giugno 2024
    Vigenza
    1° gennaio 2024 – 31 dicembre 2027
    Ente gestore TFR
    Fondazione ENPAIA (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per gli Impiegati dell’Agricoltura) – www.enpaia.it
    Riferimento legale TFR
    Art. 2120 Codice civile

    Tabella riepilogativa: TFR degli impiegati agricoli

    Schema del TFR per gli impiegati agricoli – CCNL Agricoltura 2024-2027
    Aspetto Regola applicabile Particolarità impiegati agricoli
    Ente accantonante Art. 2120 c.c. Fondazione ENPAIA (non azienda né Fondo Tesoreria INPS)
    Quota annua accantonata Retribuzione annua ÷ 13,5 Include tutte le voci utili ex art. 2120; include tredicesima e quattordicesima
    Rivalutazione 1,5% fisso + 75% inflazione ISTAT annua Al 31 dicembre di ogni anno; applicata anche dall’ENPAIA
    Anticipazione Art. 2120, co. 6-8 c.c. Max 70%, dopo 8 anni, cause di legge; richiesta all’ENPAIA
    Liquidazione finale Alla cessazione per qualsiasi causa Liquidata direttamente dall’ENPAIA al lavoratore
    Tassazione Tassazione separata (art. 17 TUIR) Stessa regola di legge: aliquota media IRPEF degli ultimi 5 anni

    Nota: Gli impiegati agricoli a tempo determinato (contratti brevi) possono avere un regime di accantonamento diverso; verificare le norme specifiche ENPAIA. Per i lavoratori che aderiscono a fondi di previdenza complementare, le quote future di TFR possono essere destinate al fondo.

    La Fondazione ENPAIA e il suo ruolo centrale

    La Fondazione ENPAIA (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per gli Impiegati dell’Agricoltura) è un istituto previdenziale privato con personalità giuridica, vigilato dal Ministero del Lavoro, istituito con decreto legislativo e operante da decenni come ente di riferimento per i lavoratori impiegati nel settore agricolo.

    L’iscrizione all’ENPAIA è obbligatoria per tutti gli impiegati e i tecnici del settore agricolo assunti con contratto a tempo indeterminato in aziende soggette al CCNL Agricoltura Impiegati e Quadri. Il datore di lavoro è tenuto a:

    • Iscrivere il lavoratore all’ENPAIA al momento dell’assunzione;
    • Versare mensilmente le quote di accantonamento TFR all’ENPAIA (non trattenerle in azienda);
    • Versare i contributi previdenziali ENPAIA (aliquota datoriale del 9% + aliquota lavoratore del 2% sulla retribuzione imponibile).

    L’ENPAIA mantiene un conto individuale per ogni iscritto, aggiornato con le quote versate e la rivalutazione annua. Il lavoratore può verificare la propria posizione tramite il portale online dell’ente (www.enpaia.it).

    Il calcolo del TFR: formula e base retributiva

    Il TFR si calcola ai sensi dell’art. 2120 del Codice civile, che è una norma di legge applicabile a tutti i lavoratori dipendenti, impiegati agricoli inclusi. La formula è:

    • Quota annua TFR = Retribuzione annua lorda ÷ 13,5

    La retribuzione utile ai fini TFR comprende tutte le somme, in denaro e in natura, corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro, compresi:

    • Minimo tabellare mensile × 12;
    • Tredicesima mensilità;
    • Quattordicesima mensilità (peculiarità del settore agricolo impiegatizio);
    • Scatti di anzianità;
    • Indennità di funzione per i Quadri;
    • Superminimi fissi;
    • Eventuali indennità continuative (turni fissi, trasferte abituali).

    Non rientrano nella base TFR, salvo accordo diverso: i rimborsi spese documentati, le indennità occasionali, i compensi per straordinari variabili.

    La quota mensile accantonata all’ENPAIA è quindi: (Retribuzione annua ÷ 13,5) ÷ 12.

    La rivalutazione annua del TFR

    Il TFR accantonato viene rivalutato al 31 dicembre di ogni anno con il tasso previsto dall’art. 2120 c.c.: 1,5% fisso + il 75% dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo ISTAT per le famiglie di operai e impiegati (FOI). In anni di alta inflazione la rivalutazione è significativa; in anni di bassa inflazione il tasso si avvicina al minimo dell’1,5%.

    La rivalutazione è operata dalla Fondazione ENPAIA sui conti individuali degli iscritti. Nel caso di cessazione del rapporto in corso d’anno, la rivalutazione viene calcolata pro-rata sui mesi intercorsi dal 1° gennaio alla data di cessazione.

    L’anticipazione del TFR: quando e come chiederla

    L’art. 2120, commi 6-8, del Codice civile consente al lavoratore con almeno 8 anni di anzianità presso lo stesso datore di richiedere un’anticipazione del TFR maturato, nel limite del 70% del totale accantonato, per le seguenti cause tassative:

    • Acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i propri figli (documentazione notarile richiesta);
    • Spese sanitarie straordinarie per terapie e interventi riconosciuti dalle strutture sanitarie pubbliche;
    • Fruizione di congedi per formazione continua e per l’assistenza ai figli (L. 53/2000).

    La richiesta va presentata alla Fondazione ENPAIA attraverso il datore di lavoro. Non è ammessa più di una richiesta ogni tre anni, e non più del 4% del totale dei lavoratori iscritti per azienda può richiedere nello stesso anno l’anticipazione. L’ENPAIA, verificata la sussistenza dei requisiti, autorizza e paga l’anticipazione direttamente al lavoratore.

    Tassazione del TFR: il regime separato

    Il TFR è soggetto a tassazione separata ai sensi dell’art. 17 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi). L’aliquota applicata non è quella marginale IRPEF dell’anno di percezione, ma una aliquota «di equilibrio» calcolata in base alla media dell’IRPEF degli ultimi 5 anni di lavoro. Questo regime è favorevole per i lavoratori con redditi elevati, in quanto evita di sommare il TFR al reddito dell’anno di cessazione (che darebbe una tassazione molto alta).

    Il sostituto d’imposta (la Fondazione ENPAIA in questo caso) opera la ritenuta alla fonte a titolo provvisorio; l’Agenzia delle Entrate effettua poi la liquidazione definitiva entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui il TFR è stato percepito.

    Casi pratici

    Tizio – Calcolo TFR annuo per un impiegato di 1ª categoria
    Tizio, impiegato di 1ª categoria con minimo 2025 di circa €1.718 e 2 scatti di anzianità (€33,05 × 2 = €66,10), ha una retribuzione mensile di €1.784,10. La sua retribuzione annua utile ai fini TFR comprende 12 mensilità ordinarie + tredicesima + quattordicesima = 14 mensilità: €1.784,10 × 14 = €24.977,40. La quota TFR annua è: €24.977,40 ÷ 13,5 = circa €1.850,92. All’ENPAIA vengono versati €1.850,92 ÷ 12 = circa €154,24 al mese.
    Caia – Anticipazione TFR per acquisto prima casa
    Caia lavora come tecnica di 2ª categoria da 9 anni. Ha accantonato all’ENPAIA un TFR totale di circa €15.000. Intende acquistare la prima casa insieme al marito. Può richiedere un’anticipazione massima del 70%: €15.000 × 70% = €10.500. Presenta la richiesta tramite l’azienda, allegando il compromesso di acquisto. L’ENPAIA verifica i requisiti e, se tutto è in ordine, eroga €10.500 direttamente a Caia. L’importo è soggetto a tassazione separata come il TFR ordinario.
    Sempronio – Liquidazione TFR a fine rapporto per pensionamento
    Sempronio va in pensione dopo 30 anni di impiego agricolo. All’ENPAIA ha accantonato un TFR rivalutato di circa €70.000. L’ENPAIA liquida l’intero importo applicando la ritenuta provvisoria in base alla media IRPEF degli ultimi 5 anni. L’Agenzia delle Entrate procederà poi alla liquidazione definitiva entro 4 anni. Sempronio riceve l’importo netto; l’eventuale differenza di imposta (a favore del fisco o del lavoratore) sarà regolata con il conguaglio finale.

    Domande frequenti

    Chi gestisce il TFR degli impiegati agricoli?
    La Fondazione ENPAIA (www.enpaia.it) gestisce il TFR degli impiegati e tecnici agricoli a tempo indeterminato. Il datore versa le quote mensili all’ENPAIA, che le accantona in un conto individuale per ogni iscritto.
    Come si calcola il TFR per un impiegato agricolo?
    La quota annua si calcola dividendo la retribuzione annua lorda (incluse tredicesima e quattordicesima) per 13,5, ai sensi dell’art. 2120 c.c. La quota mensile è 1/12 di quella annua. Il totale maturato viene rivalutato ogni anno al 31 dicembre.
    Si può chiedere un’anticipazione del TFR?
    Sì, dopo 8 anni di anzianità presso lo stesso datore, per cause tassative (prima casa, spese sanitarie straordinarie, congedi). Il massimo è il 70% del TFR maturato; non più di una richiesta ogni 3 anni. La richiesta va presentata all’ENPAIA tramite il datore.
    Cosa succede al TFR se il lavoratore aderisce a un fondo pensione?
    Il lavoratore può destinare le quote future di TFR a un fondo di previdenza complementare. Il TFR già accumulato all’ENPAIA resta disponibile alla cessazione. Per le aziende con meno di 50 dipendenti, il TFR non conferito al fondo rimane all’ENPAIA (non al Fondo Tesoreria INPS).
    Quando viene liquidato il TFR alla cessazione del rapporto?
    L’ENPAIA liquida il TFR alla cessazione del rapporto per qualsiasi causa. I tempi sono stabiliti dalla regolamentazione dell’ente. In caso di ritardo il lavoratore ha diritto agli interessi legali. La tassazione è separata (art. 17 TUIR); l’Agenzia delle Entrate effettua il conguaglio definitivo entro 4 anni.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e stipendi, come darle, preavviso e telematiche, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità e congedi e tredicesima, quattordicesima e premi.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL per i Quadri e gli Impiegati Agricoli del 18 giugno 2024 (vigenza 2024-2027). Il TFR è disciplinato dall’art. 2120 c.c. e gestito dalla Fondazione ENPAIA. Per informazioni sulla propria posizione ENPAIA è possibile consultare il portale www.enpaia.it. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, i sindacati di categoria (Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil, Confederdia) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 193 SIC – Uso dei dispositivi di protezione individuali

    Art. 193 SIC – Uso dei dispositivi di protezione individuali

    Art. 193 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Uso dei dispositivi di protezione individuali

    In vigore dal 15/05/2008

    1. In ottemperanza a quanto disposto dall’articolo 18, comma 1, lettera c), il datore di lavoro, nei casi in cui i rischi derivanti dal rumore non possono essere evitati con le misure di prevenzione e protezione di cui all’articolo 192, fornisce i dispositivi di protezione individuali per l’udito conformi alle disposizioni contenute nel titolo III, capo II, e alle seguenti condizioni: a) nel caso in cui l’esposizione al rumore superi i valori inferiori di azione il datore di lavoro mette a disposizione dei lavoratori dispositivi di protezione individuale dell’udito; b) nel caso in cui l’esposizione al rumore sia pari o al di sopra dei valori superiori di azione esige che i lavoratori utilizzino i dispositivi di protezione individuale dell’udito; c) sceglie dispositivi di protezione individuale dell’udito che consentono di eliminare il rischio per l’udito o di ridurlo al minimo, previa consultazione dei lavoratori o dei loro rappresentanti; d) verifica l’efficacia dei dispositivi di protezione individuale dell’udito.

    2. Il datore di lavoro tiene conto dell’attenuazione prodotta dai dispositivi di protezione individuale dell’udito indossati dal lavoratore solo ai fini di valutare l’efficienza dei DPI uditivi e il rispetto del valore limite di esposizione. I mezzi individuali di protezione dell’udito sono considerati adeguati ai fini delle presenti norme se, correttamente usati, e comunque rispettano le prestazioni richieste dalle normative tecniche.

  • Art. 191 SIC – Valutazione di attività a livello di esposizione molto variabile

    Art. 191 SIC – Valutazione di attività a livello di esposizione molto variabile

    Art. 191 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Valutazione di attività a livello di esposizione molto variabile

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Fatto salvo il divieto al superamento dei valori limite di esposizione, per attività che comportano un’elevata fluttuazione dei livelli di esposizione personale dei lavoratori, il datore di lavoro può attribuire a detti lavoratori un’esposizione al rumore al di sopra dei valori superiori di azione, garantendo loro le misure di prevenzione e protezione conseguenti e in particolare: a) la disponibilità dei dispositivi di protezione individuale dell’udito; b) l’informazione e la formazione; c) il controllo sanitario. In questo caso la misurazione associata alla valutazione si limita a determinare il livello di rumore prodotto dalle attrezzature nei posti operatore ai fini dell’identificazione delle misure di prevenzione e protezione e per formulare il programma delle misure tecniche e organizzative di cui all’articolo 192, comma

    2. 2. Sul documento di valutazione di cui all’articolo 28, a fianco dei nominativi dei lavoratori così classificati, va riportato il riferimento al presente articolo.

  • CCNL Lapidei ed Escavazione: TFR e fine rapporto

    CCNL Lapidei ed Escavazione (Marmo)

    CCNL Lapidei ed Escavazione: TFR e fine rapporto

    Il Trattamento di Fine Rapporto è spesso la voce più consistente della liquidazione di un lavoratore. Per chi lavora nelle cave di marmo o negli stabilimenti di lavorazione lapidea, conoscere le regole di calcolo, le possibilità di anticipo e la destinazione al fondo Arco è fondamentale per pianificare la fine del rapporto.

    In sintesi

    Il TFR si calcola ai sensi dell’art. 2120 c.c.: la retribuzione annua utile (inclusa la tredicesima) divisa per 13,5, rivalutata al 31 dicembre con 1,5% fisso + 75% dell’inflazione ISTAT. I lavoratori lapidei possono destinare il TFR al fondo pensione complementare Arco. L’anticipazione è ammessa fino al 70% dopo 8 anni di servizio.

    Dati contrattuali e normativi

    Parti firmatarie (datoriali)
    Confindustria Marmomacchine · Anepla
    Parti firmatarie (sindacali)
    Fillea-CGIL · Filca-CISL · Feneal-UIL
    Vigenza CCNL
    1° aprile 2025 – 31 marzo 2028
    Riferimento legge TFR
    Art. 2120 Codice Civile
    Fondo pensione complementare
    Arco — fondo negoziale edilizia/lapideo (Fillea-CGIL, Filca-CISL, Feneal-UIL)

    La formula del TFR: come si calcola la quota annua

    Il TFR è disciplinato integralmente dalla legge (art. 2120 c.c.); il CCNL non può peggiorarne le condizioni. La quota annua di accantonamento si calcola con la formula:

    Quota TFR annua = Retribuzione utile annua ÷ 13,5

    La retribuzione utile comprende tutte le voci corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro, con carattere di continuità:

    • Paga base tabellare;
    • Indennità di contingenza;
    • EDR;
    • Scatti biennali di anzianità;
    • Tredicesima mensilità;
    • Superminimi contrattuali e individuali;
    • Indennità di turno, notturno, disagio (se corrisposte con carattere di continuità);
    • Premi di risultato fissi (se non variabili da anno ad anno in modo sostanziale).

    Sono escluse dalla base TFR: le maggiorazioni per straordinario non continuativo, le indennità occasionali, le spese di trasferta documentate e la componente welfare una tantum 2025 (1.000 € in 4 rate).

    La rivalutazione annuale del montante TFR

    Il montante TFR accantonato presso il datore (o il Fondo di Tesoreria INPS) viene rivalutato al 31 dicembre di ogni anno con un tasso composto da:

    • 1,5% annuo fisso;
    • 75% dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo (FOI senza tabacchi) registrato nell’anno di riferimento.

    Esempio: se l’inflazione ISTAT è del 2%, la rivalutazione annua è 1,5% + (75% × 2%) = 1,5% + 1,5% = 3%. La rivalutazione è soggetta a un’imposta sostitutiva del 17% (d.lgs. 47/2000 e successive modifiche), a carico del datore che funge da sostituto d’imposta.

    Dove va il TFR: azienda, INPS o fondo Arco

    Alla prima assunzione (o al momento della scelta volontaria) il lavoratore deve decidere la destinazione del TFR:

    • In azienda: possibile solo per le imprese con meno di 50 dipendenti. Il TFR rimane nella disponibilità del datore e viene liquidato alla cessazione del rapporto.
    • Fondo di Tesoreria INPS: obbligatorio per le aziende con 50 o più dipendenti, a meno che il lavoratore non scelga la destinazione al fondo pensione complementare. L’INPS gestisce il TFR e lo liquida direttamente alla cessazione.
    • Fondo pensione complementare Arco: il fondo negoziale di settore per edilizia e lapideo, istituito da Fillea-CGIL, Filca-CISL, Feneal-UIL con le associazioni datoriali. Destinare il TFR ad Arco consente di accedere anche al contributo datoriale aggiuntivo previsto dal CCNL, che aumenta il montante pensionistico.

    La scelta va espressa entro 6 mesi dalla prima assunzione (o dalla maturazione del diritto). Se il lavoratore non esprime alcuna scelta, il TFR viene destinato automaticamente al fondo pensione contrattuale di riferimento (Arco per il settore lapideo), ai sensi del d.lgs. 252/2005.

    Le anticipazioni del TFR

    L’art. 2120, comma 6, c.c. consente al lavoratore con almeno 8 anni di anzianità continuativa presso lo stesso datore di richiedere un’anticipazione del TFR nel limite del 70% del montante maturato. Le causali ammesse sono tassative:

    • Spese sanitarie straordinarie per interventi urgenti per sé o per familiari;
    • Acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli (documentato con atto notarile);
    • Congedo parentale, formazione continua, permessi per assistenza a familiari disabili (l. 53/2000).

    L’anticipazione può essere concessa una sola volta, salvo diversa disposizione del regolamento aziendale. Il datore può rifiutare se il numero di richieste pendenti supera il 4% degli aventi diritto nell’anno. Se il TFR è destinato ad Arco, le anticipazioni si regolano secondo lo statuto e il regolamento del fondo.

    Tabella riepilogativa

    TFR nel CCNL Lapidei Industria: quadro di sintesi
    Aspetto Regola applicabile Fonte
    Quota annua Retrib. utile ÷ 13,5 Art. 2120 c.c.
    Rivalutazione 1,5% fisso + 75% inflazione ISTAT Art. 2120 c.c.
    Imposta sulla rivalutazione 17% (sostitutiva) D.Lgs. 47/2000
    Destinazione (aziende <50 dip.) In azienda o Arco (scelta lavoratore) D.Lgs. 252/2005
    Destinazione (aziende ≥50 dip.) INPS/Tesoreria o Arco D.Lgs. 252/2005
    Anticipazione massima 70% del maturato, dopo 8 anni, 1 volta Art. 2120, c. 6, c.c.
    Tassazione alla liquidazione Tassazione separata (aliquota media 5 anni) Art. 17 TUIR
    Fondo pensione di settore Arco (edilizia/lapideo) CCNL + D.Lgs. 252/2005

    L’una tantum welfare 2025 (1.000 € in 4 rate) è esclusa dalla base di calcolo del TFR. Il periodo di apprendistato professionalizzante concorre alla maturazione del TFR per l’intera durata.

    Casi pratici

    Tizio – Operaio con 10 anni di servizio, calcolo liquidazione
    Tizio (livello C, retribuzione globale di fatto 2.155,44 €/mese inclusi 3 scatti) ha lavorato 10 anni. La sua retribuzione annua utile è: 2.155,44 × 12 + 2.155,44 (tredicesima) = 28.020,72 €. La quota TFR annua è 28.020,72 ÷ 13,5 = 2.075,61 €. In 10 anni, con rivalutazioni annue medie dell’ordine del 2-3%, il montante lordo maturato si colloca indicativamente attorno a 22.000-23.000 € (il valore esatto dipende dall’inflazione anno per anno). A questi si aggiungono: indennità sostitutiva preavviso, ferie e ROL residue, tredicesima proporzionale.
    Caia – Richiesta di anticipazione TFR per acquisto prima casa
    Caia (livello B, 9 anni di anzianità) vuole acquistare la prima casa. Il suo TFR maturato lordo stimato è 25.000 €. Può richiedere un’anticipazione fino al 70% = 17.500 €. Presenta al datore la richiesta scritta con allegato il compromesso notarile. Il datore ha 30 giorni per rispondere. L’anticipazione viene tassata con tassazione separata (IRPEF aliquota media degli ultimi 5 anni) ma non con l’aliquota piena. L’importo è scalato dal montante finale: alla cessazione del rapporto Caia riceverà il residuo (al netto di quanto già anticipato, rivalutato).
    Sempronio – Scelta del fondo pensione Arco alla nuova assunzione
    Sempronio viene assunto in uno stabilimento di granito (livello A) il 1° settembre 2025. Entro il 28 febbraio 2026 (6 mesi) deve esprimere la scelta sulla destinazione del TFR. Sceglie il fondo Arco, sottoscrivendo il modulo di adesione. Il datore versa il TFR mensile ad Arco, insieme al contributo datoriale previsto dal CCNL. Sempronio versa anche la quota a proprio carico. Il montante accumulato in Arco beneficia della tassazione agevolata al momento della prestazione previdenziale (15% per i primi 15 anni di iscrizione, ridotta di 0,3 punti per ogni anno successivo fino al minimo del 9%).

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR nel CCNL Lapidei Industria?
    Si divide la retribuzione annua utile (paga base + contingenza + EDR + scatti + tredicesima) per 13,5. Il montante maturato viene rivalutato al 31 dicembre con 1,5% fisso + 75% dell’inflazione ISTAT.
    Dove viene depositato il TFR nel settore lapideo?
    Il lavoratore può scegliere di lasciarlo in azienda (se ha meno di 50 dipendenti), conferirlo al Fondo di Tesoreria INPS (aziende con 50+ dipendenti) o destinarlo al fondo pensione complementare Arco, che offre anche il contributo datoriale aggiuntivo previsto dal CCNL.
    Posso chiedere un’anticipazione del TFR?
    Sì, dopo almeno 8 anni di servizio continuativo, fino al 70% del maturato, una sola volta. Le causali sono: spese sanitarie straordinarie, acquisto prima casa, congedi parentali o formazione.
    Come viene tassato il TFR alla liquidazione?
    Con tassazione separata: l’aliquota è la media IRPEF degli ultimi 5 anni di reddito. Se il TFR è stato destinato ad Arco, la prestazione previdenziale è tassata al 15% (riducibile fino al 9% in funzione degli anni di iscrizione al fondo).
    L’una tantum welfare 2025 entra nel calcolo del TFR?
    No. Le 4 rate da 250 € dell’una tantum welfare 2025-2026 sono escluse dalla base di calcolo del TFR, in quanto non hanno carattere continuativo di retribuzione.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2025, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi e tredicesima e premi di risultato.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al CCNL Lapidei ed Escavazione Industria (rinnovo luglio 2025) e alle disposizioni di legge vigenti (art. 2120 c.c., d.lgs. 252/2005, art. 17 TUIR). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (Fillea-CGIL, Filca-CISL, Feneal-UIL) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.