In sintesi
L'articolo 15 dello Statuto del Contribuente prevede l'adozione, da parte del Ministro delle finanze (oggi Ministro dell'economia e delle finanze), di un codice di comportamento che regoli le attività del personale addetto alle verifiche tributarie. Il codice è emanato sentiti i direttori generali del Ministero e il Comandante generale della Guardia di finanza ed è aggiornabile sulla base delle segnalazioni del Garante del contribuente sulle disfunzioni operative annualmente rilevate. La norma traduce sul piano operativo i principi di correttezza, trasparenza e proporzionalità che pervadono lo Statuto, indicando regole di condotta dei verificatori durante gli accessi nei locali aziendali, le ispezioni documentali e i questionari. Il codice si coordina con la disciplina dell'articolo 12 dello Statuto (diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifica), con gli articoli 33 DPR 600/1973 e 52 DPR 633/1972 (poteri di accesso, ispezione e verifica), nonché con il codice di comportamento dei dipendenti pubblici di cui al DPR 62/2013. La sua effettività è rafforzata dal meccanismo di feedback affidato al Garante del contribuente di cui all'articolo 13 dello Statuto, che monitora il funzionamento concreto delle verifiche.
Testo dell'articoloVigente
Art. 15 L. 212/2000 (Statuto del Contribuente) — Codice di comportamento per il personale addetto alle verifiche tributarie
In vigore dal 01/08/2000
1. Il Ministro delle finanze, sentiti i direttori generali del Ministero delle finanze ed il Comandante generale della Guardia di finanza, emana un codice di comportamento che regoli le attività del personale addetto alle verifiche tributarie, aggiornandolo eventualmente anche in base alle segnalazioni delle disfunzioni operate annualmente dal Garante del contribuente.
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Commento
L'articolo 15 attribuisce rango statutario all'esigenza di un codice deontologico specifico per i verificatori, che integri la disciplina generale del codice di comportamento dei pubblici dipendenti con regole calibrate sul peculiare delicatissimo rapporto verificatore-contribuente. La giurisprudenza tributaria utilizza tale norma come parametro di valutazione della legittimità delle condotte ispettive: condotte aggressive, intrusive oltre il necessario, non proporzionate alla finalità del controllo possono integrare violazione delle regole comportamentali e fondare contestazioni difensive nel successivo contenzioso.
Il riferimento alle «segnalazioni delle disfunzioni operate annualmente dal Garante del contribuente» istituisce un canale dinamico di aggiornamento: il Garante, organo terzo di mediazione tra amministrazione e contribuente, rileva i comportamenti scorretti e suggerisce correttivi. Sebbene il codice di comportamento non sia stato sempre tempestivamente aggiornato, le linee guida operative dell'Agenzia delle Entrate e della Guardia di finanza (circolari interne sulla conduzione delle verifiche, manuali operativi, circolare 1/2018 della Guardia di finanza) costituiscono attuazione sostanziale del precetto statutario, sindacabili sotto il profilo della loro coerenza con i principi della L. 212/2000.
Sul piano pratico, il contribuente sottoposto a verifica può invocare l'articolo 15 in combinato disposto con l'articolo 12 dello Statuto per contestare condotte che eccedano i limiti del codice: orari di accesso non rispettati, modalità non concordate, richieste documentali sproporzionate, mancata informazione sui diritti di assistenza. Il consulente contabile dovrebbe protocollare formalmente, nel processo verbale di verifica, ogni discordanza tra la condotta dei verificatori e le regole comportamentali codificate, costituendo così materiale documentale utile in sede contenziosa per l'eventuale eccezione di vizi procedimentali ex articolo 7 quinquies dello Statuto.
Prassi e linee guida
Provvedimento · Codice di comportamento dei dipendenti dell'Agenzia delle Entrate
Agenzia delle Entrate
Atto adottato in attuazione dell'art. 15 dello Statuto del contribuente e del D.P.R. 62/2013. Disciplina i doveri di imparzialità, correttezza e riservatezza del personale dell'Agenzia, con previsioni specifiche per chi è addetto a controlli, accessi e verifiche tributarie: divieto di abuso della posizione, obblighi di trasparenza nei rapporti con i contribuenti, regole su regali e ospitalità, prevenzione dei conflitti di interesse, doveri di motivazione e di rispetto del contraddittorio. È la fonte primaria di lettura dell'art. 15.
Leggi il documento su www.agenziaentrate.gov.itProvvedimento · Codice di condotta dell'Agenzia delle Entrate
Agenzia delle Entrate
Documento complementare al Codice di comportamento, adottato dall'Agenzia per declinare in regole operative i principi etici e deontologici cui è tenuto il personale, con particolare riguardo ai contatti con i contribuenti durante accessi, ispezioni e verifiche. Disciplina le modalità di identificazione, la riservatezza dei dati acquisiti, la corretta verbalizzazione, i doveri verso il superiore gerarchico in caso di pressioni indebite. Strumento operativo collegato all'attuazione dell'art. 15 Statuto.
Leggi il documento su www.agenziaentrate.gov.itProvvedimento · Pagina istituzionale «Codici del personale dell'Agenzia delle Entrate»
Agenzia delle Entrate
Sezione di Amministrazione Trasparente in cui l'Agenzia raccoglie l'insieme dei codici applicabili al personale: Codice di comportamento, Codice di condotta, Codice disciplinare, codici contro molestie e discriminazioni. La pagina rappresenta il punto di accesso unitario alle fonti di prassi che danno attuazione all'art. 15 dello Statuto, consentendo al contribuente di conoscere i doveri cui è tenuto il personale che esegue le verifiche e di valutare eventuali condotte difformi anche ai fini di una segnalazione al Garante.
Leggi il documento su www.agenziaentrate.gov.itCasi pratici
Caso 1: Accesso al di fuori dell'orario di lavoro: contestazione del contribuente
Sempronio gestisce un'attività commerciale con orario 9-13 e 15-19. I verificatori si presentano alle 8 del mattino e pretendono l'avvio della verifica nonostante l'orario di chiusura. Il consulente contabile assistente di Sempronio richiama l'articolo 12, comma 1, dello Statuto del Contribuente e l'articolo 15 sul codice di comportamento, che impongono il rispetto dell'orario di normale operatività. La verifica è rinviata all'apertura dell'esercizio e la circostanza è verbalizzata. La condotta scorretta dei verificatori è segnalata al Garante del contribuente di cui all'articolo 13 dello Statuto e costituisce elemento difensivo in caso di successivo contenzioso sui rilievi mossi.
Caso 2: Richiesta documentale sproporzionata e segnalazione al Garante
Tizio, titolare di partita IVA in regime ordinario, è sottoposto a verifica fiscale per un singolo periodo d'imposta. I verificatori richiedono la produzione di documentazione contabile relativa a dieci anni precedenti, ben oltre l'ambito temporale della verifica e i termini di conservazione documentale di cui all'articolo 2220 codice civile. Tizio rifiuta motivando la sproporzione della richiesta in violazione del principio di proporzionalità di cui all'articolo 15 L. 212/2000 e degli articoli 12 e 6 dello stesso Statuto. La circostanza è verbalizzata e segnalata al Garante del contribuente, che richiama l'ufficio al rispetto della proporzionalità nelle richieste istruttorie.
Domande frequenti
Cosa contiene il codice di comportamento per i verificatori?
Il codice disciplina le modalità operative delle verifiche fiscali: regole sugli orari di accesso, modalità di identificazione dei verificatori, conduzione delle ispezioni documentali, richieste informative, redazione del processo verbale di verifica, tutela del segreto professionale e industriale, rapporti con il contribuente e il consulente contabile assistente. Integra il codice di comportamento generale dei dipendenti pubblici di cui al DPR 62/2013 con regole specifiche del settore tributario, mirate a garantire correttezza, proporzionalità, trasparenza e rispetto della normale operatività dell'impresa.
La violazione del codice di comportamento invalida la verifica?
La violazione del codice non determina automaticamente l'invalidità della verifica o dell'atto impositivo conseguente. Tuttavia, condotte gravemente scorrette possono integrare violazione di legge ai sensi dell'articolo 12 dello Statuto e attivare il regime di inutilizzabilità ex articolo 7 quinquies. La condotta del verificatore può inoltre fondare segnalazioni al Garante del contribuente di cui all'articolo 13 dello Statuto e responsabilità disciplinare interna. Il contribuente ha l'onere di documentare le violazioni nel processo verbale e di farle valere tempestivamente in sede contenziosa.
Quale ruolo svolge il Garante del contribuente rispetto al codice?
Il Garante del contribuente, organo terzo previsto dall'articolo 13 dello Statuto, raccoglie le segnalazioni dei contribuenti su comportamenti scorretti dei verificatori e rileva annualmente le disfunzioni operative. Sulla base delle segnalazioni può proporre aggiornamenti del codice di comportamento e formula raccomandazioni all'amministrazione. Il contribuente può rivolgersi al Garante per segnalare scorrettezze senza pregiudizio del diritto di impugnazione dell'atto impositivo. L'intervento del Garante ha natura collaborativa e non sostituisce la tutela giurisdizionale dinanzi alla Corte di giustizia tributaria.
Vedi anche