Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 124 SIC – Deposito di materiali sulle impalcature

    Art. 124 SIC – Deposito di materiali sulle impalcature

    Art. 124 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Deposito di materiali sulle impalcature

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Sopra i ponti di servizio e sulle impalcature in genere è vietato qualsiasi deposito, eccettuato quello temporaneo dei materiali ed attrezzi necessari ai lavori.

    2. Il peso dei materiali e delle persone deve essere sempre inferiore a quello che è consentito dalla resistenza strutturale del ponteggio; lo spazio occupato dai materiali deve consentire i movimenti e le manovre necessarie per l’andamento del lavoro.

  • Art. 123 SIC – Montaggio e smontaggio delle opere provvisionali

    Art. 123 SIC – Montaggio e smontaggio delle opere provvisionali

    Art. 123 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Montaggio e smontaggio delle opere provvisionali

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Il montaggio e lo smontaggio delle opere provvisionali devono essere eseguiti sotto la diretta sorveglianza di un preposto ai lavori.

  • Art. 120 T.U. Stupefacenti – Terapia volontaria, programmi terapeutici e diritto all’anonimato

    Art. 120 T.U. Stupefacenti – Terapia volontaria e anonimato

    D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 – Testo Unico in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope

    1. 1. Chiunque fa uso di sostanze stupefacenti e di sostanze psicotrope può chiedere al servizio pubblico per le dipendenze o ad una struttura privata autorizzata ai sensi dell'art. 116 e specificamente per l'attivita' di diagnosi, di cui al comma 2, lettera d), del medesimo articolo di essere sottoposto ad accertamenti diagnostici e di eseguire un programma terapeutico e socio-riabilitativo.

    2. Qualora si tratti di persona minore di età o incapace di intendere e di volere la richiesta d'intervento può essere fatta, oltre che personalmente dall'interessato, da coloro che esercitano su di lui la potestà parentale o la tutela.

    3. Gli interessati, a loro richiesta, possono beneficiare dell'anonimato nei rapporti con i servizi, i presidi e le strutture delle aziende unità sanitarie locali, e con le strutture private autorizzate ai sensi dell'articolo 116 nonché con i medici, gli assistenti sociali e tutto il personale addetto o dipendente.

    4. Gli esercenti la professione medica che assistono persone dedite all'uso di sostanze stupefacenti e di sostanze psicotrope possono, in ogni tempo, avvalersi dell'ausilio del servizio pubblico per le dipendenze e delle strutture private autorizzate ai sensi dell'art.

    116. 5. (Comma abrogato).

    6. Coloro che hanno chiesto l'anonimato hanno diritto a che la loro scheda sanitaria non contenga la generalità né altri dati che valgano alla loro identificazione.

    7. Gli operatori del servizio pubblico per le dipendenze e delle strutture private autorizzate ai sensi dell'art. 116 non possono essere obbligati a deporre su quanto hanno conosciuto per ragione della propria professione, né davanti all'autorita' giudiziaria né davanti ad altra autorità. Agli stessi si applicano le disposizioni dell'art. 200 del codice di procedura penale e si estendono le garanzie previste per il difensore dalle disposizioni dell'art. 103 del codice di procedura penale in quanto applicabili.

    8. Ogni regione o provincia autonoma provvederà ad elaborare un modello unico regionale di scheda sanitaria da distribuire, tramite l'ordine dei medici-chirurghi e degli odontoiatri di ogni provincia, ai singoli presidi sanitari ospedalieri ed ambulatoriali. Le regioni e le province autonome provvedono agli adempimenti di cui al presente comma.

    9. Il modello di scheda sanitaria dovrà prevedere un sistema di codifica atto a tutelare il diritto all'anonimato del paziente e ad evitare duplicazioni di carteggio. Torna al sommario

  • Cumulo di più rapporti di lavoro part-time: regole e limiti

    Guida pratica · Lavoro · Permessi, congedi e situazioni particolari

    In sintesi

    Il lavoratore può avere più rapporti di lavoro part-time con datori diversi, salvo clausole di esclusiva nel contratto o obbligo di fedeltà che impediscano attività in concorrenza. I redditi si sommano ai fini IRPEF e possono avere effetti sull’aliquota marginale e sulle detrazioni. Sul piano previdenziale, i contributi si versano separatamente per ciascun rapporto.

    Riferimento normativo

    D.Lgs. 81/2015, art. 8; Codice Civile, art. 2105

    Tabella riepilogativa

    Cumulo di part-time – aspetti chiave
    Aspetto Regola Note pratiche
    Ammissibilità In linea di principio consentita Salvo clausola di esclusiva o attività in concorrenza
    Obbligo di fedeltà (art. 2105 c.c.) Vieta attività in concorrenza con il datore Non vieta ogni secondo lavoro, solo quello concorrenziale
    Clausola di esclusiva Il datore può inserirla nel contratto Valida se non abusiva; può essere remunerata
    IRPEF I redditi si sommano; tassazione progressiva Il sostituto principale applica le detrazioni; il secondo non applica detrazioni per lavoro
    Contributi INPS Versati separatamente per ciascun rapporto Due posizioni INPS distinte; non si sommano per il tetto massimale
    Orario totale Non esistono limiti legali di ore complessive Limite pratico: rispetto dei riposi minimi (11 ore tra turni)

    Quando è possibile avere due rapporti part-time

    Il D.Lgs. 81/2015 prevede che i datori possano inserire nel contratto di lavoro a tempo parziale una clausola di esclusiva, che impedisce al lavoratore di assumere altri impieghi. In assenza di clausola, il lavoratore è libero di sottoscrivere più rapporti part-time con datori diversi, purché rispetti l’obbligo di fedeltà ex art. 2105 c.c., che vieta di svolgere attività in concorrenza con il datore o di divulgare informazioni riservate.

    Non esiste un limite legale al numero di rapporti di lavoro dipendente simultanei, ma occorre rispettare i riposi minimi previsti dal D.Lgs. 66/2003 (almeno 11 ore tra la fine di un turno e l’inizio del successivo, 24 ore di riposo settimanale).

    La clausola di esclusiva: validità e limiti

    La clausola di esclusiva è valida ma deve rispettare alcuni limiti: non può essere eccessivamente ampia da comprimere irragionevolmente la libertà del lavoratore. Se il contratto la prevede, il lavoratore che assume un secondo impiego viola il contratto e rischia sanzioni disciplinari fino al licenziamento, nonché il risarcimento del danno se il secondo datore è concorrente. In alcuni CCNL la clausola di esclusiva deve essere remunerata con una maggiorazione.

    IRPEF e busta paga con due datori

    I redditi di entrambi i rapporti si sommano ai fini IRPEF: se la somma supera la soglia del primo scaglione, parte del reddito è tassata ad aliquota più alta. Il lavoratore deve indicare al datore principale di applicare le detrazioni per lavoro dipendente; al secondo datore deve comunicare di non applicare le detrazioni per evitare duplicazioni. A fine anno, il secondo datore è di norma tenuto al conguaglio o il lavoratore deve presentare la dichiarazione dei redditi per regolarizzare la posizione.

    Casi pratici

    Tizio – part-time mattutino + part-time pomeridiano in settori diversi

    Tizio lavora per un’azienda di logistica (25 ore settimanali, mattina) e per un bar (16 ore, pomeriggio): settori non in concorrenza, nessuna clausola di esclusiva. Il cumulo è lecito. Tizio indica al secondo datore di non applicare detrazioni per lavoro: a fine anno presenterà la dichiarazione dei redditi per il conguaglio IRPEF.

    Caia – secondo lavoro da consulente nel settore del primo datore

    Caia lavora part-time per un’agenzia immobiliare e vorrebbe fare il secondo lavoro per un’altra agenzia immobiliare. Il contratto contiene una clausola di esclusiva per il settore: Caia non può farlo senza violare il contratto. Se non ci fosse la clausola, dovrebbe comunque valutare l’obbligo di fedeltà ex art. 2105 c.c. in quanto le due attività sono direttamente concorrenti.

    Sempronio – part-time e lavoro autonomo

    Sempronio ha un part-time da dipendente e svolge anche attività di consulenza in proprio (partita IVA). Il lavoro autonomo accessorio non è un secondo rapporto di lavoro subordinato: è lecito salvo clausola di esclusiva o concorrenza. I redditi da lavoro dipendente e da lavoro autonomo si sommano in dichiarazione dei redditi; Sempronio versa anche i contributi alla gestione separata INPS come autonomo.

    Domande frequenti

    Posso avere due lavori dipendenti part-time allo stesso tempo?

    In linea di principio sì, salvo clausola di esclusiva nel contratto o attività concorrenti vietate dall’art. 2105 c.c. Non esiste un divieto legale al cumulo di più rapporti di lavoro subordinato.

    Come si calcola l'IRPEF con due datori?

    I redditi si sommano: il primo datore applica le detrazioni per lavoro dipendente; al secondo datore si comunica di non applicarle. A fine anno occorre quasi sempre fare la dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF) per il conguaglio corretto.

    I contributi INPS si versano due volte?

    Sì. Ciascun datore versa separatamente la propria quota di contributi INPS; il lavoratore ha due posizioni previdenziali distinte. Questo può aumentare il montante contributivo utile per la pensione, ma comporta una maggiore contribuzione complessiva (che è comunque a carico del datore per la quota maggioritaria).

    Cosa rischio se non comunico al secondo datore di non applicare le detrazioni?

    Le detrazioni verranno applicate due volte durante l’anno, con il risultato di pagare meno IRPEF in anticipo. A conguaglio (o in dichiarazione) emergerà il debito IRPEF residuo, maggiorato da eventuali sanzioni per omessa comunicazione al sostituto d’imposta.

    La clausola di esclusiva può vietarmi qualsiasi secondo lavoro?

    No. La clausola di esclusiva vieta in genere i secondi lavori nello stesso settore o in concorrenza; una clausola che vieti qualsiasi attività extralavorativa potrebbe essere ritenuta eccessivamente limitativa della libertà del lavoratore e, in alcuni casi, nulla per violazione del principio di proporzionalità.

    Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 122 SIC – Ponteggi ed opere provvisionali

    Art. 122 SIC – Ponteggi ed opere provvisionali

    Art. 122 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Ponteggi ed opere provvisionali

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Nei lavori in quota, devono essere adottate, seguendo lo sviluppo dei lavori stessi, adeguate impalcature o ponteggi o idonee opere provvisionali o comunque precauzioni atte ad eliminare i pericoli di caduta di persone e di cose conformemente ai punti 2, 3.1, 3.2 e 3.3 dell’allegato XVIII.

  • Art. 121 SIC – Presenza di gas negli scavi

    Art. 121 SIC – Presenza di gas negli scavi

    Art. 121 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Presenza di gas negli scavi

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Quando si eseguono lavori entro pozzi, fogne, cunicoli, camini e fosse in genere, devono essere adottate idonee misure contro i pericoli derivanti dalla presenza di gas o vapori tossici, asfissianti, infiammabili o esplosivi, specie in rapporto alla natura geologica del terreno o alla vicinanza di fabbriche, depositi, raffinerie, stazioni di compressione e di decompressione, metanodotti e condutture di gas, che possono dar luogo ad infiltrazione di sostanze pericolose.

    2. Quando sia accertata o sia da temere la presenza di gas tossici, asfissianti o la irrespirabilità dell’aria ambiente e non sia possibile assicurare una efficiente aerazione ed una completa bonifica, i lavoratori devono essere provvisti di idonei dispositivi di protezione individuale delle vie respiratore, ed essere muniti di idonei dispositivi di protezione individuale collegati ad un idoneo sistema di salvataggio, che deve essere tenuto all’esterno dal personale addetto alla sorveglianza. Questo deve mantenersi in continuo collegamento con gli operai all’interno ed essere in grado di sollevare prontamente all’esterno il lavoratore colpito dai gas.

    3. Possono essere adoperate le maschere respiratorie, in luogo di autorespiratori, solo quando, accertate la natura e la concentrazione dei gas o vapori nocivi o asfissianti, esse offrano garanzia di sicurezza e semprechè sia assicurata una efficace e continua aerazione.

    4. Quando si sia accertata la presenza di gas infiammabili o esplosivi, deve provvedersi alla bonifica dell’ambiente mediante idonea ventilazione; deve inoltre vietarsi, anche dopo la bonifica, se siano da temere emanazioni di gas pericolosi, l’uso di apparecchi a fiamma, di corpi incandescenti e di apparecchi comunque suscettibili di provocare fiamme o surriscaldamenti atti ad incendiare il gas.

    5. Nei casi previsti dai commi 2, 3 e 4, i lavoratori devono essere abbinati nell’esecuzione dei lavori.

  • Art. 120 SIC – Deposito di materiali in prossimità degli scavi

    Art. 120 SIC – Deposito di materiali in prossimità degli scavi

    Art. 120 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Deposito di materiali in prossimità degli scavi

    In vigore dal 15/05/2008

    1. È vietato costituire depositi di materiali presso il ciglio degli scavi. Qualora tali depositi siano necessari per le condizioni del lavoro, si deve provvedere alle necessarie puntellature.

  • Art. 119 SIC – Pozzi, scavi e cunicoli

    Art. 119 SIC – Pozzi, scavi e cunicoli

    Art. 119 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Pozzi, scavi e cunicoli

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Nello scavo di pozzi e di trincee profondi più di m 1,50, quando la consistenza del terreno non dia sufficiente garanzia di stabilità, anche in relazione alla pendenza delle pareti, si deve provvedere, man mano che procede lo scavo, alla applicazione delle necessarie armature di sostegno.

    2. Le tavole di rivestimento delle pareti devono sporgere dai bordi degli scavi di almeno 30 centimetri.

    3. Nello scavo dei cunicoli, a meno che si tratti di roccia che non presenti pericolo di distacchi, devono predisporsi idonee armature per evitare franamenti della volta e delle pareti. Dette armature devono essere applicate man mano che procede il lavoro di avanzamento; la loro rimozione può essere effettuata in relazione al progredire del rivestimento in muratura.

    4. Idonee armature e precauzioni devono essere adottate nelle sottomurazioni e quando in vicinanza dei relativi scavi vi siano fabbriche o manufatti le cui fondazioni possano essere scoperte o indebolite dagli scavi.

    5. Nella infissione di pali di fondazione devono essere adottate misure e precauzioni per evitare che gli scuotimenti del terreno producano lesioni o danni alle opere vicine con pericolo per i lavoratori.

    6. Nei lavori in pozzi di fondazione profondi oltre 3 metri deve essere disposto, a protezione degli operai addetti allo scavo ed all’asportazione del materiale scavato, un robusto impalcato con apertura per il passaggio della benna.

    7. Nei pozzi e nei cunicoli deve essere prevista una adeguata assistenza all’esterno e le loro dimensioni devono essere tali da permettere il recupero di un lavoratore infortunato privo di sensi.

    7-bis. Il sollevamento di materiale dagli scavi deve essere effettuato conformemente al punto 3.4. dell’Allegato XVIII.

  • Art. 122 T.U. Stupefacenti – Programma terapeutico e socio-riabilitativo personalizzato

    Art. 122 T.U. Stupefacenti – Definizione del programma terapeutico e socio-riabilitativo

    D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 – Testo Unico in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope

    1. Il servizio pubblico per le dipendenze e le strutture private autorizzate ai sensi dell'art. 116, compiuti i necessari accertamenti e sentito l'interessato, che può farsi assistere da un medico di fiducia autorizzato a presenziare anche agli accertamenti necessari, definiscono un programma terapeutico e socio-riabilitativo personalizzato che può prevedere, ove le condizioni psicofisiche del tossicodipendente lo consentano, in collaborazione con i centri di cui all'art. 114 e avvalendosi delle cooperative di solidarietà sociale e delle associazioni di cui all'art. 115, iniziative volte ad un pieno inserimento sociale attraverso l'orientamento e la formazione professionale, attività di pubblica utilità o di solidarietà sociale. Nell'ambito dei programmi terapeutici che lo prevedono, possono adottare metodologie di disassuefazione, nonché trattamenti psico-sociali e farmacologici adeguati. Il servizio pubblico per le dipendenze verifica l'efficacia del trattamento e la risposta del paziente al programma.

    2. Il programma viene formulato nel rispetto della dignità della persona, tenendo conto in ogni caso delle esigenze di lavoro e di studio e delle condizioni di vita familiare e sociale dell'assuntore.

    3. Il programma è attuato presso strutture del servizio pubblico o presso strutture private autorizzate ai sensi dell'articolo 116 o, in alternativa, con l'assistenza del medico di fiducia.

    4. Quando l'interessato ritenga di attuare il programma presso strutture private autorizzate ai sensi dell'articolo 116 e specificamente per l'attivita' di diagnosi, di cui al comma 2, lettera d), del medesimo articolo, la scelta può cadere su qualsiasi struttura situata nel territorio nazionale che si dichiari di essere in condizioni di accoglierlo.

    5. Il servizio pubblico per le tossicodipendenze, destinatario delle segnalazioni previste nell'art. 121 ovvero del provvedimento di cui all'art. 75, comma 9, definisce, entro dieci giorni decorrenti dalla data di ricezione della segnalazione o dei provvedimento suindicato, il programma terapeutico e socio-riabilitativo. Torna al sommario

  • Art. 118 SIC – Splateamento e sbancamento

    Art. 118 SIC – Splateamento e sbancamento

    Art. 118 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Splateamento e sbancamento

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Nei lavori di splateamento o sbancamento se previsto l’accesso di lavoratori, le pareti delle fronti di attacco devono avere una inclinazione o un tracciato tali, in relazione alla natura del terreno, da impedire franamenti. Quando la parete del fronte di attacco supera l’altezza di m 1,50, è vietato il sistema di scavo manuale per scalzamento alla base e conseguente franamento della parete.

    2. Quando per la particolare natura del terreno o per causa di piogge, di infiltrazione, di gelo o disgelo, o per altri motivi, siano da temere frane o scoscendimenti, deve essere provveduto all’armatura o al consolidamento del terreno.

    3. Nei lavori di escavazione con mezzi meccanici deve essere vietata la presenza degli operai nel campo di azione dell’escavatore e sul ciglio del fronte di attacco.

    4. Il posto di manovra dell’addetto all’escavatore, quando questo non sia munito di cabina metallica, deve essere protetto con solido riparo.

    5. Ai lavoratori deve essere fatto esplicito divieto di avvicinarsi alla base della parete di attacco e, in quanto necessario in relazione all’altezza dello scavo o alle condizioni di accessibilità del ciglio della platea superiore, la zona superiore di pericolo deve essere almeno delimitata mediante opportune segnalazioni spostabili col proseguire dello scavo.

  • Art. 117 SIC – Lavori in prossimità di parti attive

    Art. 117 SIC – Lavori in prossimità di parti attive

    Art. 117 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Lavori in prossimità di parti attive

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Ferme restando le disposizioni di cui all’articolo 83, quando occorre effettuare lavori in prossimità di linee elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette o che per circostanze particolari si debbano ritenere non sufficientemente protette, ferme restando le norme di buona tecnica, si deve rispettare almeno una delle seguenti precauzioni: a) mettere fuori tensione ed in sicurezza le parti attive per tutta la durata dei lavori; b) posizionare ostacoli rigidi che impediscano l’avvicinamento alle parti attive; c) tenere in permanenza, persone, macchine operatrici, apparecchi di sollevamento, ponteggi ed ogni altra attrezzatura a distanza di sicurezza.

    2. La distanza di sicurezza deve essere tale che non possano avvenire contatti diretti o scariche pericolose per le persone tenendo conto del tipo di lavoro, delle attrezzature usate e delle tensioni presenti e comunque la distanza di sicurezza non deve essere inferiore ai limiti di cui all’allegato IX o a quelli risultanti dall’applicazione delle pertinenti norme tecniche.

  • Art. 116 SIC – Obblighi dei datori di lavoro concernenti l’impiego di sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi

    Art. 116 SIC – Obblighi dei datori di lavoro concernenti l’impiego di sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi

    Art. 116 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Obblighi dei datori di lavoro concernenti l’impiego di sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Il datore di lavoro impiega sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi in conformità ai seguenti requisiti: a) sistema comprendente almeno due funi ancorate separatamente, una per l’accesso, la discesa e il sostegno, detta fune di lavoro, e l’altra con funzione di dispositivo ausiliario, detta fune di sicurezza. È ammesso l’uso di una fune in circostanze eccezionali in cui l’uso di una seconda fune rende il lavoro più pericoloso e se sono adottate misure adeguate per garantire la sicurezza; b) lavoratori dotati di un’adeguata imbracatura di sostegno collegata alla fune di sicurezza; c) fune di lavoro munita di meccanismi sicuri di ascesa e discesa e dotata di un sistema autobloccante volto a evitare la caduta nel caso in cui l’utilizzatore perda il controllo dei propri movimenti. La fune di sicurezza deve essere munita di un dispositivo mobile contro le cadute che segue gli spostamenti del lavoratore; d) attrezzi ed altri accessori utilizzati dai lavoratori, agganciati alla loro imbracatura di sostegno o al sedile o ad altro strumento idoneo; e) lavori programmati e sorvegliati in modo adeguato, anche al fine di poter immediatamente soccorrere il lavoratore in caso di necessità. Il programma dei lavori definisce un piano di emergenza, le tipologie operative, i dispositivi di protezione individuale, le tecniche e le procedure operative, gli ancoraggi, il posizionamento degli operatori, i metodi di accesso, le squadre di lavoro e gli attrezzi di lavoro; f) il programma di lavoro deve essere disponibile presso i luoghi di lavoro ai fini della verifica da parte dell’organo di vigilanza competente per territorio di compatibilità ai criteri di cui all’articolo 111, commi 1 e

    2. 2. Il datore di lavoro fornisce ai lavoratori interessati una formazione adeguata e mirata alle operazioni previste, in particolare in materia di procedure di salvataggio.

    3. La formazione di cui al comma 2 ha carattere teorico-pratico e deve riguardare: a) l’apprendimento delle tecniche operative e dell’uso dei dispositivi necessari; b) l’addestramento specifico sia su strutture naturali, sia su manufatti; c) l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, loro caratteristiche tecniche, manutenzione, durata e conservazione; d) gli elementi di primo soccorso; e) i rischi oggettivi e le misure di prevenzione e protezione; f) le procedure di salvataggio.

    4. I soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di validità dei corsi sono riportati nell’allegato XXI.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.