Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Articolo 57 Codice di Procedura Civile: Attività del cancelliere

    Articolo 57 Codice di Procedura Civile: Attività del cancelliere

    Art. 57 c.p.c. – Attività del cancelliere

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Il cancelliere documenta a tutti gli effetti, nei casi e nei modi previsti dalla legge, le attività proprie e quelle degli organi giudiziari e delle parti.

    Egli assiste il giudice in tutti gli atti dei quali deve essere formato processo verbale.

    Quando il giudice provvede per iscritto, salvo che la legge disponga altrimenti, il cancelliere stende la scrittura e vi appone la sua sottoscrizione dopo quella del giudice.

  • Articolo 56 Codice di Procedura Civile: [Abrogato]

    Articolo 56 Codice di Procedura Civile: [Abrogato]

    Art. 56 c.p.c.

    Articolo abrogato dal D.P.R. 9 dicembre 1987, n. 497 a Seguito di Referendum Popolare. Fonte: Normattiva.

  • Articolo 55 Codice di Procedura Civile: [Abrogato]

    Articolo 55 Codice di Procedura Civile: [Abrogato]

    Art. 55 c.p.c.

    Articolo abrogato dal D.P.R. 9 dicembre 1987, n. 497 a Seguito di Referendum Popolare. Fonte: Normattiva.

  • Articolo 53 Codice di Procedura Civile: Giudice competente

    Articolo 53 Codice di Procedura Civile: Giudice competente

    Art. 53 c.p.c. – Giudice competente

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Sulla ricusazione decide il presidente del tribunale se è ricusato un giudice di pace; il collegio se è ricusato uno dei componenti del tribunale o della corte.

    La decisione è pronunciata con ordinanza non impugnabile, udito il giudice ricusato e assunte, quando occorre, le prove offerte.

  • Articolo 52 Codice di Procedura Civile: Ricusazione del giudice

    Articolo 52 Codice di Procedura Civile: Ricusazione del giudice

    Art. 52 c.p.c. – Ricusazione del giudice

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Nei casi in cui è fatto obbligo al giudice di astenersi, ciascuna delle parti può proporne la ricusazione mediante ricorso contenente i motivi specifici e i mezzi di prova.

    Il ricorso, sottoscritto dalla parte o dal difensore, deve essere depositato in cancelleria due giorni prima dell’udienza, se al ricusante è noto il nome dei giudici che sono chiamati a trattare o decidere la causa, e prima dell’inizio della trattazione o discussione di questa nel caso contrario.

    La ricusazione sospende il processo.

  • Articolo 51 Codice di Procedura Civile: Astensione del giudice

    Articolo 51 Codice di Procedura Civile: Astensione del giudice

    Art. 51 c.p.c. – Astensione del giudice

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Il giudice ha l’obbligo di astenersi:

    1) se ha interesse nella causa o in altra vertente su identica questione di diritto;

    2) se egli stesso o la moglie è parente fino al quarto grado o legato da vincoli di affiliazione, o è convivente o commensale abituale di una delle parti o di alcuno dei difensori;

    3) se egli stesso o la moglie ha causa pendente o grave inimicizia o rapporti di credito o debito con una delle parti o alcuno dei suoi difensori;

    4) se ha dato consiglio o prestato patrocinio nella causa, o ha deposto in essa come testimone, oppure ne ha conosciuto come magistrato in altro grado del processo o come arbitro o vi ha prestato assistenza come consulente tecnico;

    5) se è tutore, curatore , amministratore di sostegno , procuratore, agente o datore di lavoro di una delle parti; se, inoltre, è amministratore o gerente di un ente, di un’associazione anche non riconosciuta, di un comitato, di una società o stabilimento che ha interesse nella causa.

    In ogni altro caso in cui esistono gravi ragioni di convenienza, il giudice può richiedere al capo dell’ufficio l’autorizzazione ad astenersi; quando l’astensione riguarda il capo dell’ufficio, l’autorizzazione è chiesta al capo dell’ufficio superiore.

  • Articolo 48 Codice di Procedura Civile: Sospensione dei processi

    Articolo 48 Codice di Procedura Civile: Sospensione dei processi

    Art. 48 c.p.c. – Sospensione dei processi

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    I processi relativamente ai quali è chiesto il regolamento di competenza sono sospesi dal giorno in cui è depositata innanzi al giudice davanti al quale pende la causa, a cura della parte, copia del ricorso notificato o è pronunciata l’ordinanza che richiede il regolamento.

    Il giudice può autorizzare il compimento degli atti che ritiene urgenti.

  • Art. 46 c.p.c.: Casi di inapplicabilità del regolamento di competenza

    Art. 46 c.p.c.: Casi di inapplicabilità del regolamento di competenza

    Art. 46 c.p.c. – Casi di inapplicabilità del regolamento di competenza

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Le disposizioni degli articoli 42 e 43 non si applicano nei giudizi davanti ai conciliatori.

  • Articolo 36 Codice di Procedura Civile: Cause riconvenzionali

    Articolo 36 Codice di Procedura Civile: Cause riconvenzionali

    Art. 36 c.p.c. – Cause riconvenzionali

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Il giudice competente per la causa principale conosce anche delle domande riconvenzionali che dipendono dal titolo dedotto in giudizio dall’attore o da quello che già appartiene alla causa come mezzo di eccezione, purché non eccedano la sua competenza per materia o valore; altrimenti applica le disposizioni dei due articoli precedenti.

  • Articolo 34 Codice di Procedura Civile: Accertamenti incidentali

    Articolo 34 Codice di Procedura Civile: Accertamenti incidentali

    Art. 34 c.p.c. – Accertamenti incidentali

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Il giudice, se per legge o per esplicita domanda di una delle parti è necessario decidere con efficacia di giudicato una questione pregiudiziale che appartiene per materia o valore alla competenza di un giudice superiore, rimette tutta la causa a quest’ultimo, assegnando alle parti un termine perentorio per la riassunzione della causa davanti a lui.

  • Articolo 33 Codice di Procedura Civile: Cumulo soggettivo

    Articolo 33 Codice di Procedura Civile: Cumulo soggettivo

    Art. 33 c.p.c. – Cumulo soggettivo

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Le cause contro più persone che a norma degli articoli 18 e 19 dovrebbero essere proposte davanti a giudici diversi, se sono connesse per l’oggetto o per il titolo possono essere proposte davanti al giudice del luogo di residenza o domicilio di una di esse, per essere decise nello stesso processo.

  • Articolo 32 Codice di Procedura Civile: Cause di garanzia

    Articolo 32 Codice di Procedura Civile: Cause di garanzia

    Art. 32 c.p.c. – Cause di garanzia

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    La domanda di garanzia può essere proposta al giudice competente per la causa principale affinchè sia decisa nello stesso processo.

    Qualora essa ecceda la competenza per valore del giudice adito, questi rimette entrambe le cause al giudice superiore assegnando alle parti un termine perentorio per la riassunzione.

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