Testo dell'articoloVigente
Nella somministrazione il lavoratore è assunto da un’agenzia per il lavoro (APL) e messo a disposizione di un’impresa utilizzatrice. Ha diritto alle stesse condizioni economiche e normative dei dipendenti dell’utilizzatrice con pari mansioni (principio di parità di trattamento). Il contratto con l’APL può essere a tempo determinato o indeterminato (staff leasing).
Tabella riepilogativa
| Soggetto | Ruolo | Obblighi principali |
|---|---|---|
| Agenzia per il Lavoro (APL) | Datore formale | Assume il lavoratore, paga la retribuzione, versa i contributi |
| Impresa utilizzatrice | Datore sostanziale | Dirige e organizza il lavoro; risponde in solido con l’APL |
| Lavoratore somministrato | Presta l’attività | Ha diritto alla parità di trattamento con i dipendenti dell’utilizzatrice |
Parità di trattamento economico e normativo
Il lavoratore somministrato ha diritto a condizioni economiche e normative equivalenti a quelle dei dipendenti a parità di mansione presso l’utilizzatrice. Questo include la retribuzione base, le indennità, le ferie, i permessi e l’orario di lavoro. Il principio vale sia per i contratti a termine sia per quelli a tempo indeterminato (staff leasing).
Diritti sindacali e di informazione
Il lavoratore somministrato ha diritto a partecipare alle assemblee e alle attività sindacali presso l’utilizzatrice; è conteggiato nella forza lavoro dell’utilizzatrice ai fini dell’applicazione di soglie di legge (es. Statuto dei lavoratori). L’agenzia deve informare il lavoratore delle condizioni applicate dall’utilizzatrice prima dell’inizio del servizio.
Limiti quantitativi
Il numero di lavoratori somministrati a tempo determinato non può superare il 20% dei lavoratori a tempo indeterminato dell’utilizzatrice (salvo deroghe contrattuali). Per la somministrazione a tempo indeterminato (staff leasing) i limiti sono diversi e fissati dai contratti collettivi. Non ci sono limiti per alcune categorie di lavoratori svantaggiati.
Responsabilità solidale
L’utilizzatrice risponde in solido con l’agenzia per il pagamento della retribuzione, dei contributi e del TFR. Se l’APL è inadempiente, il lavoratore può agire direttamente contro l’utilizzatrice per ottenere quanto dovuto.
Casi pratici
Tizio è somministrato per 6 mesi in un’azienda metalmeccanica. Scopre che i colleghi assunti direttamente con la stessa mansione guadagnano di più. In virtù del principio di parità di trattamento, può chiedere all’agenzia il conguaglio retributivo.
L’APL non versa i contributi INPS. Caia può rivalersi direttamente sull’utilizzatrice, che risponde in solido con l’agenzia per i contributi e la retribuzione non corrisposta.
L’azienda utilizzatrice ha 50 dipendenti a tempo indeterminato e già 11 somministrati (22%): supera il limite del 20%. Ogni ulteriore assunzione in somministrazione espone l’utilizzatrice a sanzioni amministrative.
Domande frequenti
Chi è il datore di lavoro in caso di somministrazione?
Il datore di lavoro formale è l’agenzia per il lavoro, che assume il lavoratore e versa contributi e retribuzione. L’utilizzatrice dirige l’attività ma non è il datore formale.
Il lavoratore somministrato ha gli stessi diritti dei dipendenti dell'azienda?
Sì, per quanto riguarda le condizioni economiche e normative relative alla mansione svolta: stessa retribuzione base, stesse indennità, stessi permessi e ferie.
L'utilizzatrice può rifiutarsi di ricevere il lavoratore?
Sì. L’utilizzatrice può interrompere anticipatamente la missione comunicandolo all’agenzia; il lavoratore rimane dipendente dell’APL che dovrà ricollocarlo o, se impossibilitata, corrispondergli la retribuzione durante il periodo di disponibilità.
Quanti lavoratori somministrati può avere un'azienda?
In linea generale non più del 20% dei dipendenti a tempo indeterminato, salvo diverse previsioni del contratto collettivo applicato all’utilizzatrice.
La somministrazione a tempo indeterminato è possibile?
Sì: si chiama staff leasing ed è disciplinata dagli artt. 31 e ss. del D.Lgs. 81/2015. Il lavoratore è assunto a tempo indeterminato dall’APL e messo a disposizione dell’utilizzatrice senza limiti di durata.
Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Domande frequenti
Chi è il datore di lavoro in caso di somministrazione?
Il datore di lavoro formale è l'agenzia per il lavoro, che assume il lavoratore e versa contributi e retribuzione. L'utilizzatrice dirige l'attività ma non è il datore formale.
Il lavoratore somministrato ha gli stessi diritti dei dipendenti dell'azienda?
Sì, per quanto riguarda le condizioni economiche e normative relative alla mansione svolta: stessa retribuzione base, stesse indennità, stessi permessi e ferie.
L'utilizzatrice può rifiutarsi di ricevere il lavoratore?
Sì. L'utilizzatrice può interrompere anticipatamente la missione comunicandolo all'agenzia; il lavoratore rimane dipendente dell'APL che dovrà ricollocarlo o, se impossibilitata, corrispondergli la retribuzione durante il periodo di disponibilità.
Quanti lavoratori somministrati può avere un'azienda?
In linea generale non più del 20% dei dipendenti a tempo indeterminato, salvo diverse previsioni del contratto collettivo applicato all'utilizzatrice.
La somministrazione a tempo indeterminato è possibile?
Sì: si chiama staff leasing ed è disciplinata dagli artt. 31 e ss. del D.Lgs. 81/2015. Il lavoratore è assunto a tempo indeterminato dall'APL e messo a disposizione dell'utilizzatrice senza limiti di durata.
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