Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Guida pratica · Lavoro · Orario di lavoro

In sintesi

Il lavoro notturno è quello svolto in un arco di almeno 7 ore consecutive che comprenda la mezzanotte. Il lavoratore notturno non può superare 8 ore medie nelle 24 ore su un periodo di riferimento. Le maggiorazioni retributive sono fissate dal CCNL; alcune categorie (ad esempio donne in gravidanza) possono essere esonerate dal lavoro notturno.

Riferimento normativo

D.Lgs. 66/2003, artt. 11-17

Tabella riepilogativa

Riepilogo regole sul lavoro notturno (D.Lgs. 66/2003)
Aspetto Regola
Periodo notturno legale Almeno 7 ore consecutive che comprendano l’intervallo 24:00-05:00
Lavoratore notturno Chi lavora almeno 3 ore nell’arco notturno per almeno 80 giorni/anno, o la maggior parte dell’orario su turni notturni
Limite di orario Max 8 ore medie nelle 24 ore, su periodo di riferimento definito dal CCNL
Visita medica Obbligatoria prima dell’adibizione e periodica
Maggiorazione retributiva Fissata dal CCNL; la percentuale varia in base al contratto collettivo applicato
Esonero Donne in gravidanza e fino a un anno di vita del figlio; altri casi previsti dalla legge o dal CCNL

Chi è lavoratore notturno

Il D.Lgs. 66/2003 definisce lavoratore notturno chi, durante il periodo notturno, svolge almeno 3 ore del proprio tempo di lavoro giornaliero per almeno 80 giorni lavorativi all’anno, oppure chi lavora la maggior parte del proprio orario su turni notturni. Il periodo notturno è un arco di almeno 7 ore consecutive che comprenda necessariamente la fascia oraria tra mezzanotte e le 5:00.

Limiti di orario e sorveglianza sanitaria

I lavoratori notturni non possono superare in media 8 ore di lavoro nelle 24 ore, calcolate su un periodo definito dal CCNL. Prima di essere adibiti al lavoro notturno i lavoratori devono essere sottoposti a visita medica, da ripetersi con periodicità. In caso di accertamento di problemi di salute riconducibili al lavoro notturno, il medico competente può dichiarare l’inidoneità e il lavoratore ha diritto al trasferimento al turno diurno.

Maggiorazioni e diritto all'esonero

La maggiorazione per il lavoro notturno è stabilita dal contratto collettivo: la percentuale varia in base al CCNL applicato. Alcune categorie hanno diritto all’esonero dal lavoro notturno: la lavoratrice in gravidanza e fino a un anno di vita del figlio, il genitore solo con figli under 12, chi assiste un familiare disabile. L’esonero non comporta riduzione della retribuzione.

Casi pratici

Tizio – turno notturno fisso in fabbrica

Tizio lavora ogni notte dalle 22:00 alle 06:00 (8 ore). Rientra nella definizione di lavoratore notturno: il datore è tenuto a sottoporlo a visita medica preventiva e periodica e a corrispondergli la maggiorazione notturna prevista dal CCNL del suo settore.

Caia – gravidanza e lavoro notturno

Caia lavora in turni che includono ore notturne. Quando comunica lo stato di gravidanza, ha diritto a essere esonerata dal lavoro notturno fino al compimento di un anno di vita del figlio, senza perdere la retribuzione ordinaria. Il datore deve adibire Caia a un turno diurno equivalente.

Sempronio – occasionale nelle ore notturne

Sempronio lavora di giorno ma una settimana copre un turno notturno di 4 ore per sostituire un collega assente. Non supera le 80 notti/anno né lavora abitualmente di notte: non è considerato lavoratore notturno, ma ha comunque diritto alla maggiorazione notturna per quelle ore, come previsto dal suo CCNL.

Domande frequenti

Quante ore si possono lavorare di notte?

I lavoratori notturni non possono superare in media 8 ore di lavoro nelle 24 ore, su un periodo di riferimento stabilito dal CCNL.

Quanto vale la maggiorazione per il lavoro notturno?

La percentuale di maggiorazione varia in base al CCNL applicato: non esiste una percentuale fissa di legge. Consultare il proprio contratto collettivo per conoscere l’importo esatto.

Sono obbligato a fare il turno di notte?

Se l’organizzazione del lavoro prevede turni notturni e non rientri nelle categorie escluse per legge o CCNL, di norma sì. Il rifiuto può avere conseguenze disciplinari.

Chi non può lavorare di notte?

La lavoratrice in gravidanza e fino a un anno di vita del figlio, il genitore solo con figli under 12, e chi assiste un familiare disabile hanno diritto all’esonero. Ulteriori categorie possono essere previste dal CCNL o da accordi aziendali.

La visita medica è obbligatoria per il lavoro notturno?

Sì. Il D.Lgs. 66/2003 impone la visita medica preventiva prima dell’adibizione al lavoro notturno e la ripetizione periodica. Il medico competente può dichiarare l’inidoneità al turno notturno.

Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

In sintesi

  • Il lavoro notturno (D.Lgs. 66/2003, artt. 11-17) e quello svolto in un arco di almeno 7 ore consecutive comprendente la fascia tra mezzanotte e le 5.
  • Il lavoratore notturno non puo superare in media 8 ore nelle 24, su un periodo di riferimento definito dal CCNL.
  • E obbligatoria la sorveglianza sanitaria con visita preventiva e periodica; in caso di inidoneita spetta il trasferimento al turno diurno.
  • La maggiorazione retributiva e fissata dal CCNL: non esiste una percentuale unica di legge.
  • La gestante e altre categorie tutelate hanno diritto all'esonero dal lavoro notturno senza riduzione della retribuzione.
Indice dei contenuti

La disciplina del lavoro notturno risponde a una logica di tutela della salute: lavorare nelle ore destinate fisiologicamente al riposo incide sull'organismo, e il legislatore lo riconosce imponendo limiti di durata, sorveglianza sanitaria e diritti di esonero. Il D.Lgs. 66/2003 traccia la cornice generale, lasciando alla contrattazione collettiva la determinazione della maggiorazione economica e di alcuni parametri applicativi. Il sistema si salda con la protezione della maternita, che opera come tutela rafforzata.

Quando si e lavoratori notturni

La legge definisce lavoratore notturno chi svolge almeno tre ore della propria prestazione nel periodo notturno per un numero minimo di giorni l'anno, oppure chi lavora in via prevalente su turni notturni. Il periodo notturno e un arco di almeno sette ore consecutive che comprenda necessariamente la fascia centrale della notte. La qualifica e rilevante perche attiva gli obblighi di sorveglianza e i limiti di orario.

Limiti di orario

Il lavoratore notturno non puo superare, in media, otto ore di lavoro nelle ventiquattro, su un periodo di riferimento fissato dalla contrattazione collettiva. Il limite e medio e non giornaliero rigido, ma costituisce un tetto invalicabile a tutela della salute, distinto e ulteriore rispetto ai limiti generali sull'orario di lavoro.

Sorveglianza sanitaria

Prima dell'adibizione al lavoro notturno il lavoratore deve essere sottoposto a visita medica, da ripetersi periodicamente. Se il medico competente accerta condizioni di salute incompatibili, dichiara l'inidoneita e il lavoratore ha diritto al trasferimento a un turno diurno: una manifestazione dell'obbligo di sicurezza che grava sul datore ai sensi dell'art. 2087 c.c.

Maggiorazione retributiva

La maggiorazione per il lavoro notturno e stabilita dal contratto collettivo e varia in base al settore. Non esiste una percentuale unica fissata dalla legge: per conoscere l'importo occorre consultare il CCNL applicato. La maggiorazione spetta per le ore effettivamente rese nella fascia notturna, anche a chi non e qualificabile come lavoratore notturno in senso tecnico.

Esonero e tutela della maternita

Alcune categorie hanno diritto a non essere adibite al lavoro notturno: in primo luogo la lavoratrice dalla gravidanza fino al compimento di un anno di vita del figlio, in coerenza con il D.Lgs. 151/2001, ma anche il genitore solo di figli piccoli e chi assiste familiari disabili. L'esonero non comporta riduzione della retribuzione: il datore deve adibire la lavoratrice o il lavoratore a un turno diurno equivalente.

Obbligo o facolta del turno notturno

Quando l'organizzazione prevede turni notturni e il lavoratore non rientra nelle categorie esonerate, il rifiuto ingiustificato puo avere rilievo disciplinare. La contrattazione collettiva e gli accordi aziendali possono pero ampliare le ipotesi di esonero o introdurre criteri di rotazione equa nell'assegnazione dei turni piu gravosi.

Domande frequenti

Quante ore si possono lavorare di notte?

Il lavoratore notturno non puo superare in media 8 ore di lavoro nelle 24, calcolate su un periodo di riferimento stabilito dal CCNL. E un limite medio a tutela della salute.

Quanto vale la maggiorazione per il lavoro notturno?

La percentuale e fissata dal CCNL applicato: non esiste una misura unica di legge. Occorre consultare il proprio contratto collettivo per l'importo esatto.

Sono obbligato a fare il turno di notte?

Se l'organizzazione prevede turni notturni e non rientri tra le categorie esonerate per legge o CCNL, di norma si. Il rifiuto ingiustificato puo avere conseguenze disciplinari.

Chi ha diritto all'esonero dal lavoro notturno?

La lavoratrice dalla gravidanza fino a un anno di vita del figlio, il genitore solo con figli piccoli e chi assiste un familiare disabile. Il CCNL puo prevedere ulteriori categorie. L'esonero non riduce la retribuzione.

La visita medica e obbligatoria?

Si. Il D.Lgs. 66/2003 impone la visita preventiva prima dell'adibizione e quella periodica. Il medico competente puo dichiarare l'inidoneita, con diritto al passaggio al turno diurno.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.