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Il preavviso non è fissato dalla legge ma dal tuo CCNL: dipende dalla categoria, dall’anzianità e dal livello di inquadramento. Se non lo rispetti devi pagare una indennità sostitutiva pari alle retribuzioni del periodo non lavorato. In alcuni casi il datore può invece farti smettere subito (preavviso lavorato o pagato).
Tabella riepilogativa
| Variabile | Regola |
|---|---|
| Fonte | CCNL applicato (la legge rinvia alla contrattazione) |
| Fattori tipici | Categoria (operaio / impiegato / quadro / dirigente), anzianità aziendale, livello contrattuale |
| Durata orientativa | Da 15 giorni (operaio bassa anzianità) a 3-6 mesi (quadri/dirigenti) |
| Mancato preavviso | Indennità sostitutiva: retribuzione globale per i giorni non lavorati |
| Dispensa dal datore | Il datore può liberarti subito pagandoti il preavviso |
| Giusta causa di dimissioni | Nessun preavviso dovuto (art. 2119 c.c.) |
Il preavviso lo stabilisce il CCNL, non la legge
L’art. 2118 c.c. si limita a dire che chiunque recede da un contratto a tempo indeterminato deve rispettare il preavviso stabilito dagli usi o dall’equità. In pratica la fonte è quasi sempre il CCNL applicato al tuo rapporto di lavoro. Cerca la sezione «estinzione del rapporto» o «preavviso» nel tuo contratto collettivo: troverai una tabella che incrocia anzianità e livello. Controlla anche l’eventuale contratto individuale, che potrebbe prevedere un preavviso più lungo (mai più corto a sfavore del lavoratore).
Cosa succede se non dai il preavviso
Se te ne vai senza rispettare il preavviso il datore ha diritto a una indennità sostitutiva pari alla retribuzione globale di fatto (stipendio + premi fissi + ratei 13ª/14ª) relativa ai giorni mancanti. Il datore può trattenere questa somma dal TFR o dall’ultima busta paga, oppure chiederla separatamente. In pratica, in molti casi viene semplicemente scalata dal saldo finale.
Dimissioni per giusta causa: nessun preavviso
Se le dimissioni sono determinate da una grave inadempienza del datore — ad esempio mancato pagamento dello stipendio, mobbing accertato, modifica peggiorativa unilaterale delle mansioni — si parla di dimissioni per giusta causa (art. 2119 c.c.) e il preavviso non è dovuto. In questi casi è opportuno documentare bene le ragioni e, se necessario, rivolgersi al sindacato o a un avvocato del lavoro.
Casi pratici
Tizio è impiegato di 4° livello con 7 anni di anzianità. Il suo CCNL Commercio prevede 60 giorni di preavviso per questa combinazione. Vuole lasciare l’1 settembre: deve comunicarlo entro il 3 luglio. Se il datore lo dispensa subito gli pagherà 2 mesi di retribuzione.
Caia è operaia (1° livello, 2 anni) nel settore metalmeccanico: il suo CCNL fissa 15 giorni di preavviso. Decide di non lavorarli: il datore potrà trattenere 15 giorni di retribuzione dal saldo finale.
Sempronio non percepisce lo stipendio da 3 mesi. Si dimette per giusta causa: non deve il preavviso (che ammonterebbe a 3 mesi per la sua categoria) e può agire per il recupero degli stipendi arretrati e del TFR.
Domande frequenti
Dove trovo la durata del mio preavviso?
Nel CCNL applicato al tuo rapporto di lavoro, sezione dedicata alla risoluzione del contratto. Il CCNL è indicato in busta paga o nel contratto individuale. Puoi consultarlo sul sito del Ministero del Lavoro o del sindacato di categoria.
Il datore può obbligarmi a lavorare il preavviso?
In linea di massima sì, salvo accordo diverso. Tuttavia molti datori preferiscono dispensare il lavoratore dimissionario, pagando l’indennità sostitutiva ed evitando che resti in azienda senza motivazione.
Il preavviso vale anche per il contratto a tempo determinato?
No. L’art. 2118 c.c. si applica ai contratti a tempo indeterminato. Per i contratti a termine la cessazione anticipata è regolata dall’art. 2119 c.c. (giusta causa) o dagli accordi delle parti.
Posso prendere ferie durante il preavviso?
Sì, se concordate con il datore. Le ferie durante il preavviso lo sospendono o vi rientrano a seconda del CCNL e degli accordi. È consigliabile chiarire la questione per iscritto.
Se me ne vado prima della fine del preavviso perdo il TFR?
No. Il TFR matura indipendentemente dal preavviso. Il datore può solo trattenere l’indennità sostitutiva dal saldo finale, ma non può negare il TFR maturato.
Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Domande frequenti
Dove trovo la durata del mio preavviso?
Nel CCNL applicato al tuo rapporto di lavoro, sezione dedicata alla risoluzione del contratto. Il CCNL è indicato in busta paga o nel contratto individuale. Puoi consultarlo sul sito del Ministero del Lavoro o del sindacato di categoria.
Il datore può obbligarmi a lavorare il preavviso?
In linea di massima sì, salvo accordo diverso. Tuttavia molti datori preferiscono dispensare il lavoratore dimissionario, pagando l'indennità sostitutiva ed evitando che resti in azienda senza motivazione.
Il preavviso vale anche per il contratto a tempo determinato?
No. L'art. 2118 c.c. si applica ai contratti a tempo indeterminato. Per i contratti a termine la cessazione anticipata è regolata dall'art. 2119 c.c. (giusta causa) o dagli accordi delle parti.
Posso prendere ferie durante il preavviso?
Sì, se concordate con il datore. Le ferie durante il preavviso lo sospendono o vi rientrano a seconda del CCNL e degli accordi. È consigliabile chiarire la questione per iscritto.
Se me ne vado prima della fine del preavviso perdo il TFR?
No. Il TFR matura indipendentemente dal preavviso. Il datore può solo trattenere l'indennità sostitutiva dal saldo finale, ma non può negare il TFR maturato.
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