Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

Profilo LinkedIn ›

I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Immobili inagibili o distrutti da calamità: come si dichiarano

    In sintesi

    • Codice 1 in colonna 7: per immobili distrutti o inagibili a causa di eventi sismici o calamitosi, con certificazione del Comune che attesta la distruzione o l’inagibilità.
    • Codice 3 in colonna 7: per immobili inagibili per cause diverse da calamità (ad esempio degrado strutturale), quando è stata chiesta la revisione della rendita catastale.
    • Codice 9 in colonna 2 (Utilizzo): va abbinato in entrambi i casi – indica che l’immobile non rientra nelle categorie ordinarie.
    • Più righi nel quadro B: se l’immobile nel corso del 2025 ha cambiato stato (ad esempio: prima utilizzato normalmente, poi dichiarato inagibile dopo una calamità), va compilato un rigo separato per ogni situazione, barrando la casella ‘Continuazione’.
    • Esenzione totale dall’imposizione: l’immobile colpito da calamità ed escluso per certificazione comunale non concorre al reddito complessivo ai fini IRPEF.
    • Casella ‘Continuazione’ (colonna 8): va barrata quando si usa più di un rigo per lo stesso fabbricato, per segnalare al CAF o professionista che i righi si riferiscono al medesimo immobile.

    Casa inagibile: cosa cambia nella dichiarazione dei redditi

    Se la tua casa è stata distrutta o dichiarata inagibile – a seguito di un terremoto, un’alluvione o un’altra calamità – la dichiarazione dei redditi 2026 (periodo d’imposta 2025) prevede una regola specifica: quell’immobile può essere escluso completamente dall’imposizione. Questo significa che non dovrai pagare IRPEF sul suo reddito catastale, a condizione di compilare correttamente il quadro B del Modello 730.

    Il punto centrale è la certificazione del Comune. Senza un documento che attesti ufficialmente la distruzione o l’inagibilità, l’agevolazione non si applica. Se la certificazione c’è, nel quadro B vai a indicare il codice 1 nella colonna 7 (Casi particolari) e il codice 9 nella colonna 2 (Utilizzo). Il reddito dell’immobile viene così azzerato.

    Esiste poi un secondo scenario, distinto: l’immobile è inagibile non per calamità ma per altre cause (ad esempio gravi problemi strutturali) e tu hai già presentato richiesta di revisione della rendita catastale. In questo caso il codice da usare in colonna 7 è il 3, sempre abbinato al codice 9 in colonna 2. L’agevolazione è diversa: non si ha l’esenzione automatica, ma si tiene conto della rendita ridotta una volta che il Catasto aggiorna i propri archivi.

    Se nel corso del 2025 la situazione dell’immobile è cambiata – ad esempio prima dell’evento calamitoso lo usavi normalmente, poi è stato dichiarato inagibile – dovrai compilare due righi distinti nel quadro B, uno per ogni periodo, barrando la casella ‘Continuazione’ nel secondo rigo.

    Codici quadro B per immobili inagibili o distrutti
    Situazione Colonna 2 (Utilizzo) Colonna 7 (Casi particolari)
    Distrutto o inagibile per calamità, con certificazione comunale 9 1
    Inagibile per altre cause, richiesta revisione rendita 9 3
    Uso ordinario (periodo precedente la calamità, stesso anno) Codice ordinario (es. 1, 2) –

    Esempio pratico

    • Tizio è proprietario di un appartamento a uso abitativo, rendita catastale 800 euro. A febbraio 2025 un evento sismico rende l’immobile inagibile; il Comune rilascia a marzo 2025 la certificazione di inagibilità. Nel quadro B, Tizio compila due righi: il primo per i giorni da gennaio a febbraio (periodo normale, codice utilizzo 2), il secondo per i restanti giorni dell’anno (codice utilizzo 9, codice casi particolari 1). Il secondo rigo azzerà la quota di reddito per il periodo di inagibilità certificata.

    Documenti necessari

    • Certificazione del Comune che attesta la distruzione o l’inagibilità dell’immobile
    • Visura catastale aggiornata con la rendita vigente
    • Eventuale documentazione della richiesta di revisione rendita (per inagibilità non da calamità)
    • Modello 730/2026 precompilato o in bianco
    • Eventuale ordinanza comunale o regionale sull’evento calamitoso

    Immobile distrutto dal terremoto con certificazione comunale

    Scenario. Caio possiede una seconda casa in un comune colpito da sisma nel 2025. Il Comune ha rilasciato la certificazione di inagibilità totale. L’immobile non è locato.

    Come si applica. Caio compila il quadro B con codice 9 in colonna 2 (Utilizzo) e codice 1 in colonna 7 (Casi particolari). Il numero di giorni in colonna 3 corrisponde al periodo di inagibilità certificata. La rendita catastale viene indicata in colonna 1 ma il reddito viene escluso dall’imposizione: non si paga IRPEF su quell’immobile per il periodo coperto dalla certificazione.

    In pratica

    • Conserva la certificazione comunale: potrebbe essere richiesta dall’Agenzia delle Entrate.
    • Se l’inagibilità è scattata a metà anno, usa due righi separati nel quadro B con la casella ‘Continuazione’ barrata.

    Immobile inagibile per cause strutturali, revisione rendita in corso

    Scenario. Sempronio ha un appartamento con gravi problemi strutturali. Non c’è stata nessuna calamità, ma l’immobile è di fatto inutilizzabile e lui ha già presentato domanda all’Agenzia delle Entrate per la revisione della rendita catastale.

    Come si applica. Sempronio usa in colonna 2 il codice 9 e in colonna 7 il codice 3. Questa combinazione segnala al CAF o al professionista che la rendita potrebbe essere ridotta, ma non azzera automaticamente il reddito. Il beneficio concreto arriverà solo quando il Catasto aggiornerà la rendita. Nel frattempo, in dichiarazione va indicata la rendita attuale (o presunta, se quella definitiva non è ancora stata assegnata).

    In pratica

    • Conserva la ricevuta della domanda di revisione rendita presentata all’Agenzia delle Entrate.
    • La revisione non ha effetto retroattivo automatico: il beneficio pieno si vede dalla dichiarazione dell’anno in cui la nuova rendita diventa definitiva.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Devo comunque indicare l'immobile inagibile nel quadro B?

    Sì. Anche se l’immobile è escluso dall’imposizione, va comunque dichiarato nel quadro B con i codici corretti. Non dichiararlo sarebbe un errore formale.

    Cosa succede se non ho ancora la certificazione del Comune?

    Senza la certificazione ufficiale non puoi applicare il codice 1 in colonna 7. Dovrai dichiarare il reddito ordinariamente e, se la certificazione arriva in seguito, potrai presentare una dichiarazione integrativa.

    L'esenzione vale per tutto l'anno o solo dal momento della calamità?

    Solo dal momento in cui l’inagibilità è stata certificata. Per i mesi precedenti l’immobile va dichiarato normalmente. Per questo si usano due righi separati nel quadro B.

    La seconda casa inagibile per calamità è esente anche dall'IMU?

    L’IMU è un’imposta comunale separata: le regole di esenzione dipendono dal singolo Comune. Il quadro B del 730 riguarda solo l’IRPEF. Verifica con il Comune le esenzioni IMU applicabili.

    Se l'immobile è inagibile ma locato, si dichiara il canone?

    Se durante il periodo di inagibilità certificata il contratto era sospeso e non hai percepito canoni, non si dichiara il canone. Se hai comunque percepito canoni, vanno indicati. Consulta il CAF per la situazione specifica.

    Il codice 3 (inagibile per altre cause) azzera il reddito come il codice 1?

    No. Il codice 3 segnala che è in corso una revisione della rendita; il reddito non viene azzerato automaticamente, ma sarà ricalcolato quando la nuova rendita sarà definitiva.

  • Art. 389 CCII – Entrata in vigore

    Art. 389 CCII – Entrata in vigore

    Art. 389 CCII – Entrata in vigore

    D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 – Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza

    Il presente decreto entra in vigore il 15 luglio 2022, salvo quanto previsto al comma 2.

    1-bis. [Comma abrogato dal D.L. 30 aprile 2022, n. 36] 2.

    Gli articoli 27, comma 1, 350, 356, 357, 359, 363, 364, 366, 375, 377, 378, 379, 385, 386, 387 e 388 entrano in vigore il trentesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del presente decreto.

    3. Le disposizioni di cui agli articoli 3 e 4 del decreto legislativo 20 giugno 2005, n. 122 , come modificati dagli articoli 385 e 386 del presente codice, si applicano anche nelle more dell’adozione dei decreti di cui agli articoli 3, comma 7-bis, e 4, comma 1-bis, del predetto decreto legislativo e il contenuto della fideiussione e della polizza assicurativa è determinato dalle parti nel rispetto di quanto previsto dalle richiamate disposizioni.

    [Fermo quanto previsto dal periodo precedente, le disposizioni di cui al decreto adottato ai sensi del predetto articolo 4, comma 1-bis, non si applicano agli immobili per i quali il titolo edilizio sia stato rilasciato prima della data di entrata in vigore del medesimo decreto]

    È abrogato un comma, non l’articolo. L’articolo resta in vigore. Le parti soppresse sono segnate fra parentesi quadre nel testo (D.L. 30 aprile 2022, n. 36).

  • Art. 113 ter TUF – Disposizioni generali in materia di informazioni regolamentate

    Art. 113 ter TUF – Disposizioni generali in materia di informazioni regolamentate

    Art. 113 ter D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Disposizioni generali in materia di informazioni regolamentate

    1. Per informazioni regolamentate si intendono quelle che devono essere pubblicate dagli emittenti quotati, dagli emittenti quotati aventi l’Italia come Stato membro d’origine o dai soggetti che li controllano, ai sensi delle disposizioni contenute nel Capo 3 del regolamento (UE) n. 596/2014, nel presente Titolo, Capo I e Capo II, Sezioni I, I-bis e V-bis, e nei relativi regolamenti di attuazione ovvero delle disposizioni previste da Paesi extracomunitari ritenute equivalenti dalla Consob.

    2. Le informazioni regolamentate sono depositate presso la Consob e il gestore del mercato per il quale l’emittente ha richiesto o ha approvato l’ammissione alla negoziazione dei propri valori mobiliari o quote di fondi chiusi, al fine di assicurare l’esercizio delle funzioni attribuite a detto gestore ai sensi della Parte III, Titolo I-bis, del presente decreto.

    3. La Consob, nell’esercizio dei poteri ad essa attribuiti dal presente Titolo, stabilisce modalità e termini di diffusione al pubblico delle informazioni regolamentate, ferma restando la necessità di pubblicazione tramite mezzi di informazione su giornali quotidiani nazionali, tenuto conto della natura di tali informazioni, al fine di assicurarne un accesso rapido, non discriminatorio e ragionevolmente idoneo a garantirne l’effettiva diffusione in tutta la Comunità europea.

    4. La Consob: a) autorizza soggetti terzi rispetto all’emittente all’esercizio dei servizi di diffusione delle informazioni regolamentate; b) autorizza il servizio di stoccaggio centralizzato delle informazioni regolamentate; c) organizza e gestisce il servizio di stoccaggio centralizzato delle informazioni in assenza di soggetti autorizzati ai sensi della lettera b).

    5. La Consob, in relazione alle informazioni regolamentate, stabilisce con regolamento: a) modalità e termini per il deposito di cui al comma 2, tenendo conto della necessità di minimizzare gli oneri legati all’adempimento del deposito e verificando, nel contesto della revisione periodica prevista dall’ articolo 23 della legge 28 dicembre 2005, n. 262, la disponibilità di tecnologie che riducano tali oneri anche in considerazione dell’accessibilità delle informazioni per il tramite del punto di accesso unico europeo (ESAP) previsto dal regolamento (UE) 2023/2859 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2023; b) requisiti e condizioni per il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio del servizio di diffusione, nonché disposizioni per lo svolgimento di tale attività, avendo riguardo agli obiettivi di cui al comma 3; c) requisiti e condizioni per il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio del servizio di stoccaggio, nonché disposizioni per lo svolgimento di tale attività che garantiscano sicurezza, certezza delle fonti d’informazione, registrazione dell’ora e della data della ricezione delle informazioni regolamentate, agevole accesso per gli utenti finali, procedure allineate con quelle previste per il deposito presso la Consob; d) la lingua in cui devono essere comunicate, tenendo conto della lingua comunemente utilizzata nel mondo della finanza internazionale anche al fine di ridurre al minimo gli oneri connessi alla comunicazione; e) eventuali esenzioni dagli obblighi di deposito, diffusione e stoccaggio in conformità alla disciplina comunitaria.

    6. Se un soggetto ha chiesto, senza il consenso dell’emittente, l’ammissione alla negoziazione in un mercato regolamentato di valori mobiliari o quote di fondi chiusi, gli obblighi di comunicazione delle informazioni regolamentate sono osservati da tale soggetto, salvo il caso in cui l’emittente comunica al pubblico, ai sensi delle disposizioni del proprio Stato di origine, le informazioni regolamentate richieste dalla normativa comunitaria.

    7. I soggetti tenuti alla comunicazione al pubblico delle informazioni regolamentate non possono esigere corrispettivi per tale comunicazione.

    8. La Consob può rendere pubblico il fatto che i soggetti tenuti alla comunicazione delle informazioni regolamentate non ottemperano ai loro obblighi.

    9. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 66-quater, comma 1, la Consob può: a) sospendere o richiedere che il mercato regolamentato interessato sospenda la negoziazione dei valori mobiliari o quote di fondi chiusi per un massimo di dieci giorni per volta, se ha motivi ragionevoli di sospettare che le disposizioni relative alle informazioni regolamentate siano state violate dal soggetto obbligato, ai sensi del presente articolo, alla comunicazione delle informazioni regolamentate; b) proibire la negoziazione in un mercato regolamentato se accerta che le disposizioni indicate alla lettera a) sono state violate.

  • Art. 1215 Codice della Navigazione – Partenza di nave o di aeromobile in cattivo stato di navigabilità

    Art. 1215 Codice della Navigazione – Partenza di nave o di aeromobile in cattivo stato di navigabilità

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    L'armatore marittimo o l'esercente, che fa partire una nave o un aeromobile nazionali o stranieri che non si trovano in stato di navigabilità, o a cui manca taluno degli arredi, apparecchi, strumenti o taluna delle dotazioni prescritte, è punito con l'arresto da un mese a un anno ovvero con l'ammenda da lire cinquecento a diecimila. L'armatore della navigazione interna che fa partire una nave nazionale o straniera che non si trovi in stato di navigabilità è punito con l'ammenda da lire mille a cinquemila. L'armatore o il comandante che impiega un galleggiante marittimo o della navigazione interna nelle condizioni indicate nei comma precedenti soggiace alla pena stabilita rispettivamente nel primo e nel secondo comma. Il comandante della nave o dell'aeromobile nazionali o stranieri, che, fuori dei casi di necessità sopravvenute in corso di navigazione, naviga con una nave o con un aeromobile nelle condizioni indicate nel primo comma, è punito con l'arresto fino a sei mesi ovvero con l'ammenda da lire cinquecento a cinquemila.

  • Art. 113 bis TUF – Ammissione alle negoziazioni di quote o azioni di OICR aperti

    Art. 113 bis TUF – Ammissione alle negoziazioni di quote o azioni di OICR aperti

    Art. 113 bis D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Ammissione alle negoziazioni di quote o azioni di OICR aperti

    1. Prima della data stabilita per l’inizio delle negoziazioni delle quote o azioni di OICR aperti in un mercato regolamentato l’emittente pubblica un prospetto contenente le informazioni indicate nell’articolo

    98-ter. 2. La Consob: a) determina con regolamento i contenuti del prospetto e le relative modalità di pubblicazione ferma restando la necessità di pubblicazione tramite mezzi di informazione su giornali quotidiani nazionali, e di aggiornamento del prospetto dettando specifiche disposizioni per i casi in cui l’ammissione alla quotazione in un mercato regolamentato avvenga simultaneamente ad un’offerta al pubblico; b) può indicare all’emittente informazioni integrative da inserire nel prospetto e specifiche modalità di pubblicazione; c) detta disposizioni per coordinare le funzioni della società di gestione del mercato con quelle proprie e, su richiesta di questa, può affidarle compiti inerenti al controllo del prospetto tenuto anche conto delle caratteristiche dei singoli mercati.

    3. Il prospetto approvato dall’autorità competente di un altro Stato membro dell’Unione europea è riconosciuto dalla Consob, con le modalità e alle condizioni stabilite nel regolamento previsto dal comma 2, quale prospetto per l’ammissione alle negoziazioni in un mercato regolamentato. La Consob può richiedere alla società di gestione del mercato informazioni sugli OICR aperti, anche in forma continuativa, prima della data stabilita per l’inizio delle negoziazioni.

    4. Alla pubblicità relativa ad un’ammissione di quote o azioni di OICR aperti alla negoziazione in un mercato regolamentato si applica l’articolo 101.

  • Art. 113 TUF – (Ammissione alle negoziazioni di titoli)

    Art. 113 TUF – (Ammissione alle negoziazioni di titoli)

    Art. 113 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Ammissione alle negoziazioni di titoli)

    In vigore dal 01/07/1998

    1. L’ammissione alle negoziazioni di titoli in un mercato regolamentato è disciplinata dal regolamento prospetto e dalle disposizioni attuative, nonché del presente articolo. Si applicano, anche nei confronti della persona che chiede l’ammissione alle negoziazioni, gli articoli 94, commi 3, 5, 6, 8 e 9, 95, comma 1, lettera a), e 95, comma

    2. 2. La Consob può: a) esigere che gli emittenti o le persone che chiedono l’ammissione alla negoziazione in un mercato regolamentato includano nel prospetto informazioni supplementari, se è necessario per la tutela degli investitori; b) sospendere il procedimento di approvazione dei prospetti o sospendere o limitare l’ammissione alla negoziazione in un mercato regolamentato nel caso in cui l’autorità competente si avvalga del potere di imporre un divieto o una restrizione a norma dell’ articolo 42 del regolamento (UE) n. 600/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, fino a quando tale divieto o restrizione siano cessati; c) esercitare i poteri cautelari di cui all’articolo 37 del regolamento prospetto, nei casi ivi previsti; d) vietare l’ammissione alla negoziazione in un mercato regolamentato in caso di accertata violazione o di fondato sospetto di violazione delle disposizioni del presente articolo o delle relative disposizioni di attuazione, oppure delle disposizioni europee di cui al comma 1; e) fermo restando il potere previsto nell’articolo 66-quater, comma 1, sospendere o imporre ai gestori dei mercati regolamentati, degli MTF o degli OTF di sospendere la negoziazione dei titoli se la situazione dell’emittente è tale che la negoziazione pregiudicherebbe gli interessi degli investitori; f) esercitare i poteri previsti negli articoli 114, commi 5 e 6, e 115, nei confronti dell’emittente, della persona che chiede l’ammissione alle negoziazioni, e i poteri previsti nell’articolo 115 nei confronti delle persone che li controllano o che sono da essi controllati, dei revisori legali e dei dirigenti dell’emittente o della persona che chiede l’ammissione alle negoziazioni, nonché degli intermediari finanziari incaricati della domanda di ammissione alla negoziazione in un mercato regolamentato; g) sospendere l’ammissione alle negoziazioni in un mercato regolamentato per un massimo di dieci giorni lavorativi consecutivi per ciascuna volta in caso di fondato sospetto di violazione delle disposizioni indicate nel presente articolo, delle relative norme di attuazione, o delle disposizioni europee di cui al comma 1; h) fermo restando il potere previsto nell’articolo 66-quater, comma 1, sospendere o imporre al gestore della sede di negoziazione la sospensione, per un periodo non superiore a dieci giorni lavorativi consecutivi per ciascuna occasione, delle negoziazioni in un mercato regolamentato, in un MTF o in un OTF in caso di fondato sospetto di violazione delle disposizioni indicate nel presente articolo, delle relative norme di attuazione, o delle disposizioni europee di cui al comma 1; i) fermo restando il potere previsto nell’articolo 66-quater, comma 1, vietare o chiedere al gestore della sede di negoziazione di vietare le negoziazioni in un mercato regolamentato, in un MTF, o in un OTF in caso di accertata violazione delle disposizioni indicate nel presente articolo, delle relative norme di attuazione, o delle disposizioni europee di cui al comma 1; l) rendere pubblico il fatto che l’emittente o la persona che chiede l’ammissione alle negoziazioni non ottempera ai propri obblighi; m) richiedere, anche in via generale, agli intermediari incaricati della domanda di ammissione a negoziazione in un mercato regolamentato, di dichiarare alla Consob di non essere a conoscenza di informazioni diverse da quelle contenute nel prospetto di ammissione alla negoziazione dei titoli.

    3. Alla pubblicità relativa ad un’ammissione di titoli alla negoziazione in un mercato regolamentato si applica l’articolo 101, comma

    4.

  • Art. 112 bis TUF – (Acquisto totalitario su autorizzazione dei soci)

    Art. 112 bis TUF – (Acquisto totalitario su autorizzazione dei soci)

    Art. 112 bis D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Acquisto totalitario su autorizzazione dei soci)

    1. Le società italiane quotate possono decidere, con deliberazione dell’assemblea straordinaria, di far acquistare a un soggetto individuato dall’organo amministrativo la totalità delle azioni della società stessa secondo la procedura prevista dal presente articolo.

    2. Nel caso di cui al comma 1, il corrispettivo, esclusivamente in denaro, non può essere inferiore alla media ponderata dei prezzi di chiusura delle azioni nei sei mesi che precedono la comunicazione di cui al comma 3 o all’eventuale maggiore prezzo pagato dall’acquirente o da persone che agiscono di concerto con il medesimo per acquisti intervenuti nel medesimo periodo.

    3. L’organo amministrativo, valutato l’interesse della società su conforme parere di un comitato di amministratori indipendenti, individua il potenziale acquirente sulla base di una proposta di acquisto vincolante e irrevocabile e a parità di condizioni per tutti i possessori dei medesimi titoli, dandone senza indugio comunicazione alla Consob e al pubblico.

    4. L’organo amministrativo redige una relazione illustrativa contenente ogni dato utile per l’apprezzamento della proposta di acquisto, le proprie valutazioni e il parere motivato degli amministratori indipendenti sulla proposta e sulla congruità del corrispettivo. La relazione illustrativa è notificata, entro venti giorni dalla comunicazione di cui al comma 3, alla Consob, che ne verifica la conformità a quanto stabilito dal regolamento di cui al comma 7, lettera a). Decorso il termine di quindici giorni dalla notifica, la relazione è messa a disposizione del pubblico con le modalità previste nel regolamento di cui al comma

    7. Tra la data della pubblicazione della relazione illustrativa e l’assemblea straordinaria non possono decorrere meno di trenta giorni. In ogni caso, nell’ipotesi in cui, per l’acquisto totalitario, la normativa di settore richieda autorizzazioni delle autorità competenti, l’assemblea straordinaria non può adottare la deliberazione di cui al comma 5 se non constino le predette autorizzazioni.

    5. L’assemblea straordinaria delibera la cessione di cui al comma 1 con il voto favorevole di almeno tre quarti del capitale sociale rappresentato in assemblea. La deliberazione richiede, altresì, il voto favorevole della maggioranza dei soci dell’emittente, presenti in assemblea, diversi: a) dal socio che abbia presentato la proposta e dalle persone che agiscono di concerto con il medesimo, se già azionisti della società; b) dal socio o dai soci che detengano, anche di concerto tra loro, la partecipazione di maggioranza anche relativa purché superiore a un decimo del capitale sociale.

    6. Le limitazioni al diritto di voto previste nei patti parasociali non hanno effetto nelle assemblee chiamate a deliberare ai sensi del comma

    5. La deliberazione deve risultare da verbale redatto da un notaio ed è depositata e iscritta a norma dell’ articolo 2436 del codice civile. Il trasferimento delle azioni ha effetto con l’iscrizione della deliberazione nel registro delle imprese o alla diversa data stabilita nella deliberazione stessa, previa comunicazione dell’avvenuto deposito del prezzo di acquisto presso una banca alla società emittente, che provvede alle conseguenti annotazioni nel libro dei soci. Le limitazioni al trasferimento delle azioni previste nello statuto e nei patti parasociali non hanno effetto nei confronti dell’acquirente.

    7. La Consob detta con regolamento disposizioni di attuazione del presente articolo. In particolare, la Consob disciplina con regolamento: a) il contenuto della comunicazione e del parere degli amministratori indipendenti di cui al comma 3, il contenuto della relazione illustrativa di cui al comma 4 e le relative modalità di pubblicazione; b) le garanzie di esatto adempimento che devono essere fornite dall’acquirente; c) le ipotesi in cui tra la data della comunicazione di cui al comma 3 e il giorno antecedente l’assemblea straordinaria sia promossa un’offerta pubblica di acquisto sulle medesime azioni della società; d) i presidi di correttezza e di trasparenza delle operazioni sulle azioni oggetto di cessione; e) gli effetti sul corrispettivo della proposta degli acquisti di azioni che ne sono oggetto, effettuati dall’acquirente o dalle persone che agiscono di concerto con esso dalla comunicazione di cui al comma 3.

    8. In pendenza della procedura di vendita totalitaria la Consob può: a) sospenderla in via cautelare, in caso di fondato sospetto di violazione delle disposizioni del presente articolo o delle norme regolamentari; b) sospenderla, per un termine non superiore a trenta giorni, nel caso intervengano fatti nuovi o non resi noti in precedenza tali da non consentire ai destinatari di pervenire ad un giudizio informato sulla proposta; c) dichiararla decaduta, in caso di accertata violazione delle disposizioni o delle norme indicate nella lettera a).

    9. La Consob può imporre che l’acquisto avvenga a un prezzo superiore a quello determinato nella proposta anche se formulata ai sensi del comma 2, quando vi sia stata collusione tra il potenziale acquirente o le persone che agiscono di concerto con il medesimo e uno o più soci della società le cui azioni formano oggetto dell’acquisto, oppure nei casi in cui vi sia il fondato sospetto che i prezzi di mercato siano stati oggetto di manipolazione.

    10. Ai fini dell’esercizio delle proprie funzioni di vigilanza sul rispetto delle disposizioni del presente articolo, la Consob esercita i poteri previsti dall’articolo 115, comma 1, lettere a) e b), nei confronti di chiunque appaia informato dei fatti. In caso di fondato sospetto di violazione delle disposizioni del presente articolo o delle norme regolamentari si applica l’articolo 187-octies.

    11. In presenza di notizie o indiscrezioni diffuse tra il pubblico in merito a una possibile procedura di vendita totalitaria e di irregolarità nell’andamento del mercato dei titoli interessati, ai potenziali acquirenti si applica l’articolo 114, commi 5 e

    6. In particolare, la Consob può stabilire un termine entro il quale il potenziale acquirente deve rendere nota la decisione di formulare una proposta di acquisto. In caso di silenzio o di diniego, il potenziale acquirente non può presentare una proposta avente oggetto titoli del medesimo emittente nei successivi sei mesi.

    12. Fermo restando quanto previsto dal titolo III, capo I, agli emittenti, agli acquirenti, alle persone che agiscono di concerto con essi, si applicano gli articoli 114, commi 5 e 6, e 115 dalla data della comunicazione prevista dal comma 3, e fino a sei mesi dal trasferimento delle azioni.

  • Art. 111 TUF – Diritto di acquisto

    Art. 111 TUF – Diritto di acquisto

    Art. 111 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Diritto di acquisto

    In vigore dal 01/07/1998

    1. L’offerente che venga a detenere a seguito di offerta pubblica totalitaria o di acquisto ai sensi dell’articolo 108, comma 2, una partecipazione almeno pari al 90 per cento del capitale rappresentato da titoli in una società italiana quotata ha diritto di acquistare i titoli residui entro tre mesi dalla scadenza del termine per l’accettazione dell’offerta ovvero dall’acquisto ai sensi dell’articolo 108, comma 2, se ha dichiarato nel documento d’offerta l’intenzione di avvalersi di tale diritto. Qualora siano emesse più categorie di titoli, il diritto di acquisto può essere esercitato soltanto per le categorie di titoli per le quali sia stata raggiunta la soglia del 90 per cento.

    1-bis. Il comma 1 si applica anche nel caso in cui l’offerente, a seguito di offerta pubblica di acquisto totalitaria avente a oggetto strumenti finanziari diversi dai titoli, venga a detenere una percentuale almeno pari al 90 per cento di tali strumenti finanziari.

    2. Il corrispettivo e la forma che esso deve assumere sono determinati ai sensi dell’articolo 108, commi 3, 4 e

    5. 3. Il trasferimento ha efficacia dal momento della comunicazione dell’avvenuto deposito del prezzo di acquisto presso una banca alla società emittente, che provvede alle conseguenti annotazioni nel libro dei soci.

  • Art. 79 Imp. Reg. – Disposizioni transitorie

    Art. 79 Imp. Reg. – Disposizioni transitorie

    Art. 79 Imp. Reg. – Applicazione delle norme modificative, correttive e integrative

    D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 – testo aggiornato

    1. Le disposizioni del presente testo unico e dei relativi allegati modificative, correttive o integrative di quelle anteriormente in vigore si applicano agli atti pubblici formati, agli atti giudiziari pubblicati o emanati e alle scritture private autenticate a decorrere dalla data di entrata in vigore del testo unico stesso, nonchè alle scritture private non autenticate e alle denunce presentate per la registrazione a decorrere da tale data. Tuttavia le disposizioni più favorevoli ai contribuenti, compresa quella del comma 4 dell’art. 52, hanno effetto anche per gli atti, scritture e denunce anteriori relativamente ai quali alla data di entrata in vigore del presente testo unico sia pendente controversia o non sia ancora decorso il termine di decadenza dell’azione della finanza, fermi restando gli accertamenti di maggior valore già divenuti definitivi, ma al rimborso di imposte già pagate si fa luogo soltanto nei casi in cui alla predetta data sia pendente controversia o sia stata presentata domanda di rimborso. Per l’anno 1986 per gli atti e le scritture relativi ai terreni si tiene conto dei coefficienti stabiliti ai fini delle imposte sul reddito per l’anno 1985.

    2. Ai fini dell’applicazione della disposizione contenuta nell’art. 52, comma 4, per gli atti e scritture relativi a beni e diritti ivi indicati, presentati per la registrazione anteriormente alla data di pubblicazione del presente testo unico, per i quali alla data stessa non sia stato notificato avviso di accertamento di maggior valore, i contribuenti possono, senza applicazione della pena pecuniaria di cui all’art. 71, adeguare il valore dichiarato a quello risultante dall’applicazione dei moltiplicatori ai redditi catastali aggiornati con i coefficienti stabiliti per l’anno di registrazione dell’atto relativamente agli atti registrati anteriormente al 1 gennaio 1986 e con quelli stabiliti per l’anno 1985 relativamente agli atti registrati nel 1986 prima della pubblicazione del presente testo unico. A tal fine deve essere presentata all’ufficio dell’Agenzia delle entrate, entro tre mesi dall’entrata in vigore del presente testo unico, dichiarazione integrativa in duplice esemplare conforme al modello approvato con decreto del Ministro delle finanze pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. L’ufficio, previo accertamento della conformità dei due esemplari e apposizione del timbro a calendario, ne restituisce uno e provvede a norma dell’art. 55. Per gli stessi atti e scritture i termini per l’accertamento di maggior valore aventi scadenza tra la data di pubblicazione e quella di entrata in vigore del presente testo unico sono prorogati a sei mesi da questa.

    3. Per la prima proroga, anche tacita, intervenuta dopo l’entrata in vigore del presente testo unico, dei contratti di locazione e di affitto di beni immobili registrati a norma dell’art. 16 bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 634, deve essere presentata richiesta di registrazione a norma dell’art. 12 del presente testo unico.

    4. L’imposta prevista dall’art. 4, n. 6), della parte prima della tariffa per la conversione di obbligazioni in azioni non è dovuta fino a concorrenza di quella pagata anteriormente all’entrata in vigore del presente testo unico in dipendenza del collocamento delle obbligazioni.

    5. La disposizione del comma 4, prima parte, dell’art. 56 ha effetto dal 1° gennaio 1973.

  • Art. 110 TUF – Inadempimento degli Obblighi

    Art. 110 TUF – Inadempimento degli Obblighi

    Art. 110 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Inadempimento degli Obblighi

    In vigore dal 01/07/1998

    1. In caso di violazione degli obblighi previsti dalla presente sezione, il diritto di voto inerente all’intera partecipazione detenuta non può essere esercitato e i titoli eccedenti le percentuali indicate negli articoli 106 e 108 devono essere alienati entro dodici mesi. Nel caso in cui il diritto di voto venga esercitato, si applica l’articolo 14, comma

    5. L’impugnazione può essere proposta anche dalla CONSOB entro il termine indicato nell’articolo 14, comma

    6.

    1-bis. Fermo restando quanto stabilito dall’articolo 192, comma 1, la Consob, in alternativa all’alienazione di cui al comma 1, con provvedimento motivato, avuto riguardo tra l’altro alle ragioni del mancato adempimento, agli effetti che conseguirebbero all’alienazione e alle modifiche intervenute nella compagine azionaria, può imporre la promozione dell’offerta totalitaria al prezzo da essa stabilito, anche tenendo conto del prezzo di mercato dei titoli.

    1-ter. L’alienazione prevista dal comma 1 o la promozione dell’offerta prevista dal comma 1-bis fanno venire meno la sospensione del diritto di voto di cui al comma

    1.

  • Art. 109 TUF – (Acquisto di concerto)

    Art. 109 TUF – (Acquisto di concerto)

    Art. 109 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Acquisto di concerto)

    In vigore dal 01/07/1998

    1. Sono solidalmente tenuti agli obblighi previsti dagli articoli 106 e 108 le persone che agiscono di concerto quando vengano a detenere, a seguito di acquisti effettuati anche da uno solo di essi, una partecipazione complessiva superiore alle percentuali indicate nei predetti articoli. I medesimi obblighi sussistono in capo a coloro che agiscono di concerto, a seguito di maggiorazione, anche a favore di uno solo di essi, dei diritti di voto, qualora essi vengano a disporre di diritti di voto in misura superiore alle percentuali indicate nell’articolo

    106. 2. Il comma 1, primo periodo, non si applica quando la detenzione di una partecipazione complessiva superiore alle percentuali indicate agli articoli 106 e 108 costituisce effetto della stipula di un patto rilevante ai sensi dell’articolo 101-bis, comma 4-bis, lettera a), salvo che gli aderenti siano venuti a detenere una partecipazione complessiva superiore alle predette percentuali nei dodici mesi precedenti la stipulazione del patto.

    3. Ai fini dell’applicazione del comma 1, le fattispecie di cui all’articolo 101-bis, comma 4-bis, assumono rilievo anche congiuntamente, limitatamente ai soggetti che detengono partecipazioni.

  • Buoni pasto e indennità sostitutiva di mensa nel CCNL Ortofrutticoli e Agrumari

    CCNL Ortofrutticoli e Agrumari

    Buoni pasto e indennità sostitutiva di mensa nel CCNL Ortofrutticoli e Agrumari

    Dove il lavoro si svolge in cantiere, in mobilità o in luoghi privi di strutture di ristorazione, al posto della mensa o del buono pasto può essere riconosciuta un’indennità sostitutiva di mensa. Il suo trattamento fiscale è particolare e va conosciuto per non confonderlo con quello del buono pasto.

    In sintesi

    L’indennità sostitutiva di mensa è una somma in denaro erogata in alternativa al servizio mensa. È di regola imponibile, salvo un’esenzione fino a 5,29 €/giorno per gli addetti a cantieri e a unità produttive in zone prive di strutture di ristorazione. I buoni pasto seguono invece le soglie di 4 € (cartaceo) e 10 € (elettronico; dal 1° gennaio 2026; fino al 2025: 8 €). Il CCNL Ortofrutticoli e Agrumari non prevede mensa, buoni pasto né indennità sostitutiva: prevede il refettorio (art. 19-bis) e il vitto e alloggio per chi lavora fuori residenza (artt. 85-87).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Fruitimprese · Flai-Cgil · Fisascat-Cisl · Uiltucs-Uil
    Istituti trattati
    Indennità sostitutiva di mensa · Buoni pasto · Regime fiscale
    Riferimenti
    Art. 51, comma 2, TUIR (regime fiscale di mensa e buoni pasto) · CCNL artt. 19-bis, 85, 86, 87 e 88
    Fonte
    Testo del CCNL 2024-2027 pubblicato dalla Flai-Cgil, artt. 19-bis, 85-88 (PDF)

    Le forme del servizio pasto a confronto

    Il servizio sostitutivo della mensa può assumere quattro forme principali, con trattamenti fiscali differenti. Nel CCNL Ortofrutticoli e Agrumari non c’è un diritto a mensa, buono pasto o indennità sostitutiva: l’eventuale beneficio nasce dall’accordo aziendale o dal contratto individuale; le soglie di esenzione sono invece fissate dalla legge.

    Servizio pasto — forme e regime fiscale (art. 51 TUIR)
    Forma In che cosa consiste Regime fiscale
    Mensa aziendale / convenzioni Somministrazione di vitto gestita dal datore o da terzi Non concorre al reddito (esente, senza limite)
    Buono pasto cartaceo Ticket cartaceo spendibile nella ristorazione convenzionata Esente fino a 4,00 €/giorno; eccedenza imponibile
    Buono pasto elettronico Ticket su card/app Esente fino a 10,00 €/giorno; eccedenza imponibile
    Indennità sostitutiva di mensa Somma in denaro al posto del servizio Imponibile, salvo esenzione fino a 5,29 €/giorno per cantieri e zone prive di ristorazione
    Di norma spetta un solo beneficio per giornata lavorativa. Il CCNL prevede soltanto: l’obbligo per le aziende di avere uno o più ambienti destinati a refettorio, con sedili e tavoli, ben illuminati, aerati e riscaldati (art. 19-bis); per i lavoratori assunti fuori residenza con pernottamento sul posto, un’indennità di vitto e alloggio pari al 25% della retribuzione complessiva giornaliera, salvo che l’impresa non provveda direttamente (art. 87); per il lavoro fuori sede, il rimborso delle spese di trasporto, vitto e pernottamento (art. 86). Importi di mensa o buoni pasto, se esistono, derivano dagli accordi aziendali.

    Indennità sostitutiva di mensa: quando e quanto

    Dove il servizio mensa non è praticabile — cantieri, lavoro itinerante, sedi isolate — al lavoratore può essere riconosciuta una somma in denaro in sostituzione del pasto.

    Il regime fiscale

    L’indennità sostitutiva di mensa è in linea generale imponibile, perché erogata in denaro. La legge prevede però un’esenzione fino a 5,29 €/giorno per gli addetti a cantieri edili, ad altre strutture lavorative a carattere temporaneo o a unità produttive ubicate in zone prive di strutture di ristorazione (art. 51, comma 2, TUIR).

    La differenza con il buono pasto

    È importante non confondere le due voci: il buono pasto gode delle soglie di 4 € (cartaceo) e 10 € (elettronico); l’indennità sostitutiva in denaro segue invece il regime sopra descritto. Anche la mensa aziendale, dove presente, resta integralmente esente.

    Un diritto contrattuale

    Il CCNL Ortofrutticoli e Agrumari non contiene un’indennità sostitutiva di mensa. Prevede per i lavoratori fuori residenza (art. 87) un’indennità di vitto e alloggio del 25% della retribuzione complessiva giornaliera, salvo vitto e alloggio forniti direttamente dall’impresa. In mancanza di norme locali, per il valore convenzionale del vitto l’art. 85 indica: vitto e alloggio metà della normale retribuzione complessiva, due pasti un terzo, un pasto un quarto, alloggio un quinto. Per le missioni l’art. 88 riconosce il rimborso delle spese e la diaria.

    Un diritto contrattuale, non di legge

    È bene chiarire un punto spesso frainteso: né il buono pasto né la mensa sono un diritto generale previsto dalla legge. La legge si limita a stabilire fino a quando questi benefici sono esenti da imposte; la loro spettanza dipende dal CCNL o dalla contrattazione aziendale. Il CCNL Ortofrutticoli e Agrumari non prevede un buono pasto né una mensa: l’eventuale beneficio dipende dagli accordi aziendali. Dove esiste, il beneficio spetta di regola per le sole giornate di effettiva presenza con prestazione che dà titolo al pasto, e non matura nei giorni di assenza, ferie o malattia.

    Casi pratici

    Tizio — indennità sostitutiva in cantiere isolato
    Tizio lavora a tempo pieno in un cantiere in zona priva di ristoranti e percepisce un’indennità sostitutiva di mensa. Ricorrendo i presupposti dell’art. 51 TUIR, l’indennità è esente fino a 5,29 €/giorno; oltre tale soglia diventa imponibile.
    Caia — buono pasto al posto dell’indennità
    Per alcune giornate in sede, a Caia viene dato un buono pasto cartaceo da 5 €. Non si applica la soglia dei 5,29 € dell’indennità sostitutiva: il buono cartaceo è esente fino a 4 €, quindi 1 € concorre al reddito. Le due voci seguono regole distinte.

    Domande frequenti

    Il buono pasto spetta anche nei giorni di ferie o malattia?
    No. Il buono pasto è collegato alla presenza effettiva e alla prestazione che dà titolo al pasto: non matura nelle giornate di assenza, ferie, malattia o permesso. Le regole di dettaglio, se il buono è previsto, sono fissate dall’accordo aziendale: il CCNL non lo prevede.
    Posso ricevere insieme mensa, buono pasto e indennità?
    Di norma no: per ciascuna giornata lavorativa spetta un solo beneficio sostitutivo del pasto. Eventuali accordi aziendali individuano quale spetta in base alla sede e all’organizzazione del lavoro; il CCNL non prevede nessuno dei tre.
    Il valore del buono pasto entra nel calcolo del TFR o della tredicesima?
    No: i buoni pasto e i servizi sostitutivi del pasto hanno natura non retributiva e, di regola, non rientrano nella base di calcolo di TFR e mensilità aggiuntive. Fa eventualmente eccezione la quota imponibile eccedente le soglie, secondo la disciplina applicabile.
    L’indennità sostitutiva di mensa è esente come il buono pasto?
    No. È di regola imponibile perché in denaro, salvo un’esenzione fino a 5,29 €/giorno per addetti a cantieri e a zone prive di ristorazione. Il buono pasto segue invece le soglie di 4 € (cartaceo) e 10 € (elettronico).

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive 2024-2027, come darle, preavviso e telematiche, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità e congedi e tredicesima, quattordicesima e premi.

    Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (art. 51 TUIR) e al testo del CCNL 2024-2027, che non prevede mensa, buoni pasto o indennità sostitutiva: eventuali benefici derivano dagli accordi aziendali.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.