Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 101 ter TUF – (Autorità di vigilanza e diritto applicabile)

    Art. 101 ter TUF – (Autorità di vigilanza e diritto applicabile)

    Art. 101 ter D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Autorità di vigilanza e diritto applicabile)

    1. La Consob vigila sulle offerte pubbliche di acquisto o di scambio in conformità alle disposizioni del presente capo.

    2. Ai fini del riparto delle competenze tra la Consob e le l’autorità competente in relazione ad esse è la Consob. l’autorità competente in relazione ad esse è la Consob. autorità degli altri Stati dell’Unione europea con riguardo alle offerte pubbliche di acquisto o di scambio, aventi ad oggetto titoli di società regolate dal diritto di uno Stato dell’Unione europea, e strumentali o successive all’acquisizione del controllo secondo il diritto nazionale della società emittente, si osservano le disposizioni seguenti.

    3. La Consob vigila sullo svolgimento delle offerte pubbliche: a) aventi a oggetto titoli emessi da una società la cui sede legale è situata nel territorio italiano e ammessi alla negoziazione su uno o più mercati regolamentati italiani; b) aventi ad oggetto titoli emessi da una società la cui sede legale è situata in uno Stato dell’Unione europea diverso dall’Italia e ammessi alla negoziazione esclusivamente su mercati regolamentati italiani; c) aventi ad oggetto titoli emessi da una società la cui sede legale è situata in uno Stato dell’Unione europea diverso dall’Italia e ammessi alla negoziazione su mercati regolamentati italiani e di altri Stati dell’Unione europea diversi da quello dove la società ha la propria sede legale, qualora siano stati ammessi per la prima volta alla negoziazione su un mercato regolamentato italiano ovvero, qualora i titoli siano stati ammessi per la prima volta alla negoziazione contemporaneamente sui mercati regolamentati italiani e di altri Stati dell’Unione europea, nel caso in cui la società emittente scelga la Consob quale autorità di vigilanza, informandone i suddetti mercati e le loro autorità di vigilanza il primo giorno della negoziazione. La Consob stabilisce con regolamento le modalità e i termini per la comunicazione al pubblico della decisione della società emittente relativa alla scelta dell’autorità competente per la vigilanza sull’offerta.

    4. Nei casi in cui la Consob sia l’autorità di vigilanza competente ai sensi del comma 3, lettere b) e c), sono disciplinate dal diritto italiano le questioni inerenti al corrispettivo dell’offerta, alla procedura, con particolare riguardo agli obblighi di informazione sulla decisione dell’offerente di procedere all’offerta, al contenuto del documento di offerta e alla divulgazione dell’offerta. Per le questioni riguardanti l’informazione che deve essere fornita ai dipendenti della società emittente, per le questioni di diritto societario con particolare riguardo a quelle relative alla soglia al cui superamento consegue l’obbligo di offerta pubblica di acquisto, alle deroghe a tale obbligo, all’obbligo di acquisto, al diritto di acquisto e alle condizioni in presenza delle quali l’organo di amministrazione della società emittente può compiere atti od operazioni che possano contrastare il conseguimento degli obiettivi dell’offerta, le norme applicabili e l’autorità competente sono quelle dello Stato membro in cui la società emittente ha la propria sede legale.

    5. Nei casi in cui l’offerta abbia ad oggetto titoli emessi da società la cui sede legale è situata nel territorio italiano e ammessi alla negoziazione esclusivamente su uno o più mercati regolamentati di altri Stati dell’Unione europea, sono disciplinate dal diritto italiano le materie indicate nel comma 4, secondo periodo e l’autorità competente in relazione ad esse è la Consob.

  • Art. 214 TULPS – Dichiarazione dello stato di pericolo pubblico

    Art. 214 TULPS

    R.D. 18 giugno 1931, n. 773 – Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza

    Nel caso di pericolo di disordini il Ministro dell'interno con l'assenso del Capo del Governo, o i prefetti, per delegazione, possono dichiarare, con decreto, lo stato di pericolo pubblico.

  • Art. 101 bis TUF – (Definizioni e ambito applicativo)

    Art. 101 bis TUF – (Definizioni e ambito applicativo)

    Art. 101 bis D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Definizioni e ambito applicativo)

    1. Ai fini del presente capo si intendono per “società italiane quotate” le società con sede legale nel territorio italiano e con titoli ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato di uno Stato dell’Unione europea.

    2. Ai fini del presente capo e dell’articolo 123-bis, per “titoli” si intendono gli strumenti finanziari che attribuiscono il diritto di voto, anche limitatamente a specifici argomenti, nell’assemblea ordinaria o straordinaria.

    3. Gli articoli 102, commi 2 e 5, l’articolo 103, comma 3-bis, ogni altra disposizione del presente decreto che pone a carico dell’offerente o della società emittente specifici obblighi informativi nei confronti dei dipendenti o dei loro rappresentanti, nonché gli articoli 104, 104-bis e 104-ter, non si applicano alle: a) offerte pubbliche di acquisto o di scambio aventi ad oggetto prodotti finanziari diversi dai titoli; b) offerte pubbliche di acquisto o scambio che non hanno ad oggetto titoli che attribuiscono il diritto di voto sugli argomenti di cui all’articolo 105, commi 2 e 3; c) offerte pubbliche di acquisto o di scambio promosse da chi detiene individualmente, direttamente o indirettamente, la maggioranza dei diritti di voto esercitabili nell’assemblea ordinaria della società; d) offerte pubbliche di acquisto aventi ad oggetto azioni proprie.

    3-bis. Salvo quanto previsto dal comma 3, la Consob può individuare con regolamento le offerte pubbliche di acquisto o di scambio, aventi ad oggetto prodotti finanziari diversi dai titoli, alle quali le disposizioni della presente Sezione non si applicano in tutto o in parte, ove ciò non contrasti con le finalità indicate all’articolo

    91. 4. Per “persone che agiscono di concerto” si intendono i soggetti che cooperano tra di loro sulla base di un accordo, espresso o tacito, verbale o scritto, ancorché invalido o inefficace, volto ad acquisire o rafforzare il controllo della società emittente o a contrastare il conseguimento degli obiettivi di un’offerta pubblica di acquisto o di scambio.

    4-bis. I soggetti di seguito indicati si presumono persone che agiscono di concerto, ai sensi del comma 4, salvo che provino che non ricorrono le condizioni di cui al medesimo comma 4: a) gli aderenti a un patto, anche nullo, previsto dall’articolo 122, comma 1 e comma 5 lettere a), b), c) e d); b) un soggetto, il suo controllante, e le società da esso controllate; c) le società sottoposte a comune controllo; d) una società e i suoi amministratori, componenti del consiglio di gestione, o di sorveglianza o direttori generali;

    4-ter. La Consob individua con regolamento: a) gli ulteriori casi per i quali si presume che i soggetti coinvolti siano persone che agiscono di concerto ai sensi del comma 4, salvo che provino che non ricorrono le condizioni di cui al medesimo comma; b) i casi nei quali la cooperazione tra più soggetti non configura un’azione di concerto ai sensi del comma

    4. 4-quater. Sono “parti interessate” l’offerente, l’emittente, i soggetti ad essi legati da rapporti di controllo, le società sottoposte a comune controllo con essi, le società ad essi collegate, i componenti dei relativi organi di amministrazione e controllo, i soci dell’offerente o dell’emittente aderenti a uno dei patti oggetto di comunicazione ai sensi dell’articolo 122 nonché coloro che operano di concerto con l’offerente o l’emittente.

  • Art. 101 TUF – Attività pubblicitaria

    Art. 101 TUF – Attività pubblicitaria

    Art. 101 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Attività pubblicitaria

    In vigore dal 01/07/1998

    1. La Consob individua con proprio regolamento, tenendo conto dell’esigenza di contenimento degli oneri per i soggetti vigilati e di quanto previsto dall’ articolo 7 del regolamento (UE) 2019/1156, le modalità e i termini per l’acquisizione della documentazione relativa a qualsiasi tipo di pubblicità effettuata in Italia concernente un’offerta.

    2. Prima della pubblicazione del prospetto è vietata la diffusione di qualsiasi annuncio pubblicitario riguardante offerte al pubblico di prodotti finanziari diversi dai titoli.

    3. La pubblicità relativa a un’offerta al pubblico di prodotti finanziari diversi dai titoli e dalle quote o azioni di OICR aperti è effettuata secondo i criteri stabiliti dalla Consob con regolamento in conformità alle disposizioni europee e, in ogni caso, avendo riguardo alla correttezza dell’informazione e alla sua coerenza con quella contenuta nel prospetto.

    4. La Consob può: a) con riferimento all’offerta avente ad oggetto titoli, sospendere in via cautelare, per un periodo non superiore a dieci giorni lavorativi consecutivi per ciascuna occasione, la pubblicità, in caso di fondato sospetto di violazione delle disposizioni previste nei commi 1, 2 e 3, o delle relative norme di attuazione, nonché del regolamento prospetto e delle disposizioni attuative e delle disposizioni previste dall’ articolo 4 del regolamento (UE) 2019/1156; b) con riferimento all’offerta avente ad oggetto prodotti finanziari diversi da quelli di cui alla lettera a), sospendere in via cautelare, per un periodo non superiore a novanta giorni, la pubblicità in caso di fondato sospetto di violazione delle disposizioni previste nei commi 1, 2 e 3, o delle relative norme di attuazione e delle disposizioni previste dall’ articolo 4 del regolamento (UE) 2019/1156; c) vietare la pubblicità, in caso di accertata violazione delle disposizioni o delle norme indicate nelle lettere a) o b); d) vietare l’esecuzione dell’offerta, in caso di mancata ottemperanza ai provvedimenti previsti dalle lettere a), b) o c).

    5. A prescindere dall’obbligo di pubblicazione di un prospetto, le informazioni rilevanti fornite dall’emittente o dall’offerente agli investitori qualificati o a categorie speciali di investitori, comprese le informazioni comunicate nel corso di riunioni riguardanti offerte di prodotti finanziari diversi dai titoli, devono essere divulgate a tutti gli investitori qualificati o a tutte le categorie speciali di investitori a cui l’offerta è diretta in esclusiva.

  • Tassa di concessione governativa sulla telefonia mobile

    In sintesi

    • La tassa di concessione governativa (TCG) sulla telefonia mobile si applica ai soli contratti di abbonamento, non alle schede prepagate o ricaricabili.
    • E un tributo mensile di importo fisso fissato per legge: il riferimento storico e circa 5,16 euro al mese per le utenze affari (verificare la misura vigente).
    • L’operatore di telefonia addebita la TCG in bolletta e provvede a riversarla all’Erario: l’utente non deve eseguire alcun versamento diretto.
    • Le schede prepagate non scontano la TCG perche il presupposto impositivo e il contratto di abbonamento continuativo, assente nelle ricaricabili.
    • Le Pubbliche Amministrazioni e alcuni soggetti particolari possono beneficiare di regimi speciali previsti dalla legge.
    • La TCG e un tributo erariale distinto dal canone di servizio e da eventuali altre voci tariffarie presenti in bolletta.

    Che cos'e la tassa di concessione governativa sulla telefonia mobile

    La tassa di concessione governativa (TCG) sulla telefonia mobile e un tributo erariale istituito dal DPR 641/1972 e dalla relativa Tariffa allegata. Il presupposto e il contratto di abbonamento per l’utilizzo di una utenza di telefonia cellulare: si tratta di una concessione statale all’uso della frequenza radio assegnata, e la TCG costituisce il corrispettivo tributario di tale concessione. E un tributo periodico, di regola mensile, di importo fisso fissato per legge.

    La caratteristica principale di questa TCG e la modalita di riscossione indiretta: non e l’utente a versarla direttamente all’Erario, ma l’operatore telefonico che la addebita in bolletta e la riversa periodicamente all’Agenzia delle Entrate. L’utente la vede come voce separata o inclusa nella fattura periodica, a seconda delle modalita di presentazione del conto adottate dall’operatore. Il valore storico di riferimento per le utenze di tipo affari e stato di circa 5,16 euro al mese (importo fissato per legge, verificare la misura vigente).

    Un punto qualificante riguarda l’esclusione delle schede prepagate: le utenze ricaricabili non sono soggette a TCG perche il presupposto del tributo e l’esistenza di un contratto di abbonamento continuativo. Il prepagato, per sua natura, non instaura questo rapporto contrattuale duraturo e pertanto esula dall’ambito applicativo della norma. Questa distinzione ha conseguenze pratiche rilevanti per imprese e privati nella scelta della tipologia di contratto.

    Riepilogo
    Tipo di contratto TCG applicabile Chi riversa il tributo Misura
    Abbonamento (utenza affari / privati) Si, mensile Operatore in bolletta Importo fisso fissato per legge (riferimento storico ~5,16 euro/mese per utenze affari – verificare la misura vigente)
    Scheda prepagata / ricaricabile No Non applicabile Non applicabile
    Pubblica Amministrazione e soggetti speciali Regime particolare previsto dalla legge Operatore / modalita specifiche Verificare la normativa applicabile al soggetto

    Esempio pratico

    • Tizio stipula un contratto di abbonamento per la propria linea mobile aziendale intestata ad Alfa Srl. Ogni mese, nella fattura dell’operatore, compare la voce relativa alla TCG: l’importo (fissato per legge, verificare la misura vigente; riferimento storico circa 5,16 euro per le utenze affari) viene addebitato ad Alfa Srl e riversato dall’operatore all’Erario. Alfa Srl non deve eseguire alcun versamento autonomo: la tassa e gia assolta per il tramite dell’operatore. Caio, collega di Tizio, utilizza invece una scheda prepagata per il telefono personale: non paga alcuna TCG perche le ricaricabili sono escluse dal tributo.

    Documenti necessari

    • Contratto di abbonamento stipulato con l’operatore di telefonia mobile (da conservare)
    • Fattura periodica dell’operatore con evidenza della voce TCG addebitata
    • Eventuale documentazione per richiesta di esenzione o regime speciale (per PA o enti aventi diritto)
    • Comunicazione dell’operatore in caso di variazione dell’importo TCG applicato

    Alfa Srl con flotta di SIM in abbonamento: impatto in bolletta

    Scenario. Alfa Srl gestisce una piccola squadra di tecnici e fornisce a ciascuno una SIM aziendale in abbonamento: in tutto cinque utenze attive. Ogni mese l’operatore addebita la TCG per ciascuna SIM e Alfa Srl riceve una fattura in cui la voce TCG e indicata per ciascuna linea.

    Come si applica. L’importo della TCG e fissato per legge (riferimento storico circa 5,16 euro per utenza affari – verificare la misura vigente). L’importo totale mensile di TCG per le cinque SIM e la somma delle singole voci. Alfa Srl non deve effettuare versamenti autonomi: e l’operatore a riversare la TCG all’Erario. E pero utile tenere traccia della spesa ai fini della contabilita aziendale e della corretta imputazione delle spese telefoniche secondo le regole fiscali applicabili.

    In pratica

    • Verificare nella fattura dell’operatore che la voce TCG sia indicata per ciascuna SIM in abbonamento: eventuali discrepanze vanno segnalate all’operatore.
    • Non effettuare versamenti autonomi all’Erario: l’adempimento tributario spetta interamente all’operatore.
    • Imputare correttamente la TCG in contabilita insieme alle spese telefoniche, nel rispetto dei limiti di deducibilita fiscale applicabili.

    Tizio: passaggio da abbonamento a prepagato e scomparsa della TCG

    Scenario. Tizio aveva un contratto di abbonamento mobile per uso personale. Decide di rescindere il contratto e passare a una scheda ricaricabile per contenere le spese. Vuole sapere se dopo il passaggio continuera a pagare la TCG.

    Come si applica. Le schede prepagate sono escluse dal presupposto impositivo della TCG sulla telefonia mobile: il tributo colpisce il contratto di abbonamento continuativo, che nel prepagato non esiste. Dal mese successivo alla cessazione dell’abbonamento la TCG non e piu dovuta. Tizio lo verifica sul primo estratto ricariche: nessuna voce TCG compare tra gli addebiti. Il risparmio corrispondente alla TCG non applicata e uno degli elementi che alcuni utenti considerano nella valutazione tra le due tipologie di contratto.

    In pratica

    • Con la rescissione del contratto di abbonamento cessa automaticamente il presupposto della TCG: non sono necessarie comunicazioni specifiche all’Erario.
    • Verificare il primo estratto conto dopo il passaggio al prepagato per confermare che la voce TCG non compaia piu tra gli addebiti.
    • Tenere presente che la scelta tra abbonamento e prepagato ha effetti fiscali (deducibilita delle spese) oltre che sulla TCG: valutare entrambi gli aspetti.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Perche i contratti prepagati non pagano la TCG sulla telefonia mobile?

    Il presupposto della TCG sulla telefonia mobile e l’esistenza di un contratto di abbonamento continuativo, che formalizza la concessione statale all’uso della frequenza radio. Le schede prepagate non instaurano questo tipo di rapporto contrattuale duraturo: l’utente ricarica di volta in volta senza essere titolare di un abbonamento. In assenza del presupposto impositivo, la tassa non e dovuta.

    Chi versa concretamente la TCG telefonica all'Erario?

    L’obbligo di riversamento all’Erario spetta all’operatore di telefonia, non all’utente finale. L’operatore addebita la TCG in bolletta all’abbonato e provvede periodicamente a versarla all’Agenzia delle Entrate. L’utente assolve la propria obbligazione tributaria pagando la fattura: non e tenuto a effettuare versamenti autonomi con F24 o altri modelli.

    La TCG compare sempre come voce separata in bolletta?

    Dipende dalla modalita di presentazione della fattura adottata dall’operatore. In alcuni casi la TCG e indicata come voce esplicita e distinta; in altri puo essere incorporata nella voce complessiva del canone mensile. In entrambi i casi il tributo e addebitato e riversato dall’operatore. In caso di dubbi sulla composizione della bolletta e opportuno consultare il dettaglio della fattura o richiedere chiarimenti all’operatore.

    Le Pubbliche Amministrazioni sono soggette alla TCG sulla telefonia mobile?

    La normativa prevede regimi particolari per la Pubblica Amministrazione e per alcuni soggetti speciali. L’applicazione concreta dipende dalla specifica disposizione di legge vigente e dalla tipologia di ente: e necessario verificare la normativa applicabile al soggetto specifico e, se del caso, coordinarsi con l’operatore di telefonia per la corretta fatturazione.

    Qual e l'importo della TCG mensile sulla telefonia mobile?

    L’importo e fissato per legge nella Tariffa allegata al DPR 641/1972 ed e necessario verificare la misura vigente. Il valore storico di riferimento per le utenze di tipo affari e stato di circa 5,16 euro al mese. Prima di qualsiasi valutazione economica o contabile e consigliabile accertare l’importo attualmente in vigore consultando la normativa aggiornata o la fattura dell’operatore.

    E possibile ottenere il rimborso della TCG versata erroneamente?

    Se la tassa e stata versata e l’atto o il contratto non da luogo al presupposto impositivo, oppure se e stata versata in misura superiore al dovuto, e possibile chiedere il rimborso nei termini di legge. Nel caso della telefonia, poiche e l’operatore a gestire il versamento, l’utente dovra rivolgersi in primo luogo all’operatore stesso per verificare la correttezza degli importi addebitati e, se necessario, procedere con le vie previste dalla normativa tributaria vigente.

    La TCG sulla telefonia mobile e deducibile fiscalmente per le imprese?

    La TCG addebitata in bolletta costituisce un onere accessorio al costo del servizio telefonico. Sul piano della deducibilita fiscale, va valutata unitamente alle spese telefoniche secondo le regole applicabili al soggetto (imprenditore individuale, societa, lavoratore autonomo): la normativa fiscale prevede limiti percentuali alla deducibilita delle spese per telefonia. E opportuno consultare un professionista per la corretta imputazione in contabilita.

  • Art. 100 ter TUF – Offerte di crowdfunding

    Art. 100 ter TUF – Offerte di crowdfunding

    Art. 100 ter D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Offerte di crowdfunding

    1. In deroga a quanto previsto dall’ articolo 2468, primo comma, del codice civile, le quote di partecipazione in società a responsabilità limitata possono costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari, anche attraverso le piattaforme di crowdfunding, nei limiti previsti dal regolamento (UE) 2020/1503.

    2. In alternativa a quanto stabilito dall’ articolo 2470, secondo comma, del codice civile e dall’ articolo 36, comma 1-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nonché, limitatamente alle quote rappresentative del capitale di piccole e medie imprese, dall’ articolo 26, comma 2-bis, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, per la sottoscrizione e per la successiva alienazione di quote rappresentative del capitale di società a responsabilità limitata: a) la sottoscrizione può essere effettuata per il tramite di intermediari abilitati alla prestazione di uno o più dei servizi di investimento previsti dall’articolo 1, comma 5, lettere a), b), c), c-bis), ed e); gli intermediari abilitati effettuano la sottoscrizione delle quote in nome proprio e per conto dei sottoscrittori o degli acquirenti che abbiano aderito all’offerta di crowdfunding; b) entro i trenta giorni successivi alla chiusura dell’offerta, gli intermediari abilitati depositano al registro delle imprese una certificazione attestante la loro titolarità di soci per conto di terzi, sopportandone il relativo costo; a tale fine, le condizioni di adesione pubblicate nella piattaforma di crowdfunding prevedono espressamente che l’adesione all’offerta di crowdfunding, in caso di buon fine della stessa e qualora l’investitore decida di avvalersi del regime alternativo di cui al presente comma, comporta il contestuale e obbligatorio conferimento di mandato agli intermediari incaricati affinchè i medesimi: 1) effettuino l’intestazione delle quote in nome proprio e per conto dei sottoscrittori, tenendo adeguata evidenza dell’identità degli stessi e delle quote possedute; 2) rilascino, a richiesta del sottoscrittore o del successivo acquirente, una certificazione comprovante la titolarità delle quote; tale certificazione ha natura di puro titolo di legittimazione per l’esercizio dei diritti sociali, è nominativamente riferita al sottoscrittore, non è trasferibile, neppure in via temporanea né a qualsiasi titolo, a terzi e non costituisce valido strumento per il trasferimento della proprietà delle quote; 3) consentano ai sottoscrittori che ne facciano richiesta di alienare le quote secondo quanto previsto alla lettera c); 4) accordino ai sottoscrittori e ai successivi acquirenti la facoltà di richiedere, in ogni momento, l’intestazione diretta a sé stessi delle quote di loro pertinenza; c) l’alienazione delle quote da parte di un sottoscrittore o del successivo acquirente avviene mediante semplice annotazione del trasferimento nei registri tenuti dall’intermediario.

    3. La scritturazione e il trasferimento delle quote di cui al comma 2 non comportano costi o oneri né per l’acquirente né per l’alienante. La successiva certificazione effettuata dall’intermediario, ai fini dell’esercizio dei diritti sociali, sostituisce ed esaurisce le formalità di cui all’ articolo 2470, secondo comma, del codice civile.

    4. Il regime alternativo di trasferimento delle quote di cui al comma 2 è chiaramente indicato nella piattaforma di crowdfunding, ove sono altresì predisposte apposite idonee modalità per consentire all’investitore di esercitare l’opzione oppure indicare l’intenzione di applicare il regime ordinario di cui all’ articolo 2470, secondo comma, del codice civile e all’ articolo 36, comma 1-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.

    5. L’esecuzione di sottoscrizioni, acquisti e alienazioni di strumenti finanziari emessi da società a responsabilità limitata ovvero di quote rappresentative del capitale delle medesime, effettuati secondo le modalità previste alle lettere b) e c) del comma 2, non necessita della stipulazione di un contratto scritto. Ogni corrispettivo, spesa o onere gravante sul sottoscrittore, acquirente o alienante è indicato nel portale dell’offerta, con separata e chiara evidenziazione delle condizioni praticate da ciascuno degli intermediari coinvolti, nonché in apposita sezione del sito internet di ciascun intermediario. In difetto, nulla è dovuto agli intermediari.

    6. La scheda contenente le informazioni chiave sull’investimento, di cui agli articoli 23 e 24 del regolamento (UE) 2020/1503, è resa disponibile agli investitori, come definiti dall’articolo 2, paragrafo 1, lettera i), del medesimo regolamento, secondo modalità e termini stabiliti dalla Consob.

    7. Nei casi previsti dall’ articolo 23, paragrafo 10, del regolamento (UE) 2020/1503, il titolare del progetto è responsabile delle informazioni fornite in una scheda contenente le informazioni chiave sull’investimento, comprese le sue eventuali traduzioni.

    8. Nei casi previsti dall’ articolo 24, paragrafo 5, del regolamento (UE) 2020/1503, il fornitore di servizi di crowdfunding è responsabile delle informazioni fornite in una scheda contenente le informazioni chiave sull’investimento a livello di piattaforma, comprese le sue eventuali traduzioni.

    9. I soggetti che prestano servizi di crowdfunding diversi da quelli disciplinati dal regolamento (UE) 2020/1503 pubblicano sul proprio sito web e includono nelle informazioni rese alla clientela relative al servizio prestato la seguente avvertenza: “Questo servizio di crowdfunding non è soggetto ad autorizzazione o vigilanza da parte della Banca d’Italia o della Consob. A questo servizio non si applicano le regole e le tutele previste dal regolamento europeo sui fornitori di servizi di crowdfunding n. 1503/2020.”. L’avvertenza è attivata, in particolare, anche all’accesso al sito web del soggetto che presta il servizio e resta visibile per l’intera durata della navigazione.

    10. Salvo quanto previsto dal presente articolo, le disposizioni del presente Capo non si applicano alle offerte di crowdfunding.

  • Art. 100-bis TUF – Rivendita di titoli o prodotti finanziari diversi dai titoli (abrogato)

    Art. 100-bis TUF – Rivendita di titoli o prodotti finanziari diversi dai titoli (abrogato)

    Art. 100-bis TUF – Rivendita di titoli o prodotti finanziari diversi dai titoli

    D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 – Testo unico della finanza

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.Lgs. 27 marzo 2026, n. 47. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    1. L’acquirente, che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale, può far valere la nullità del contratto nel caso in cui i titoli o i prodotti finanziari diversi dai titoli offerti al pubblico siano stati già oggetto, in Italia o all’estero, di un collocamento riservato a investitori qualificati e, nei dodici mesi successivi, siano stati sistematicamente rivenduti al pubblico in assenza del prospetto di offerta, a meno che tale rivendita non ricada in una delle ipotesi di esenzione previste all’articolo 1, paragrafo 4, lettere da a) a d), del regolamento prospetto o all’articolo 100, comma 1, del presente decreto.

    I soggetti abilitati presso i quali è avvenuta la rivendita dei titoli rispondono del danno arrecato.

    Resta fermo quanto stabilito dagli articoli 2412, secondo comma, 2483, secondo comma, e 2526 , quarto comma, del codice civile .

    2. Alla rivendita successiva dei prodotti finanziari diversi dai titoli si applicano le disposizioni di cui all’articolo 5 del regolamento prospetto, nonché le disposizioni di cui al comma 1

  • CCNL Autoferrotranvieri: TFR, anticipazioni, Priamo

    CCNL Autoferrotranvieri (Trasporto Pubblico Locale)

    In sintesi

    Il TFR del CCNL Autoferrotranvieri si calcola dividendo la retribuzione annua per 13,5. Si rivaluta al 75% indice ISTAT + 1,5% fisso. Anticipazioni 70% del maturato dopo 8 anni anzianità per prima casa, salute, congedi, formazione. Fondo pensione Priamo come complementare di settore (1,55%+1,55% sul minimo + TFR maturando).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Asstra · Anav · Agens · Filt-Cgil · Fit-Cisl · Uiltrasporti · Faisa-Cisal · Ugl-Fna
    Ultimo rinnovo
    20 marzo 2025 (verbale ministeriale che rende esecutiva l’intesa dell’11 dicembre 2024)
    Vigenza
    1° gennaio 2024 – 31 dicembre 2026
    Platea
    Addetti al trasporto pubblico locale (autisti autobus urbani/extraurbani, conducenti tram/metro, macchinisti ferrovie regionali, personale viaggiante, manutentori)

    Tabella riepilogativa

    TFR CCNL Autoferrotranvieri
    Voce Valore
    Formula TFR annuo Retribuzione annua / 13,5
    Rivalutazione annua 75% ISTAT FOI + 1,5%
    Anticipazione max 70% del maturato
    Frequenza anticipazioni 1 volta nell’arco del rapporto
    Anzianità minima anticipazione 8 anni
    Fondo pensione complementare Priamo
    Contributo azienda 1,55% del minimo
    Contributo lavoratore 1,55% del minimo
    Pagamento cessazione 30 gg (oltre = interessi legali)

    Calcolo del TFR

    Il TFR annuo si calcola come:

    TFR annuo = Retribuzione lorda annua / 13,5

    Si conta su tutta la “retribuzione” per il TFR (art. 2120 c.c.): minimo parametrico + ISV + indennità fisse + 13ª + 14ª.

    La struttura su 14 mensilità rende il TFR del settore più sostanzioso.

    Rivalutazione annuale

    Il TFR si rivaluta automaticamente:

    • 75% indice ISTAT FOI
    • + 1,5% fisso annuo

    Imposta sostitutiva sulla rivalutazione: 17%.

    Anticipazioni TFR

    Condizioni:

    • Anzianità minima 8 anni
    • Quota max 70% del maturato
    • Frequenza: una sola volta nell’arco del rapporto
    • Limite aziendale: 10% degli aventi diritto/anno

    Causali ammesse:

    • Acquisto prima casa propria o figli
    • Spese sanitarie straordinarie
    • Congedi parentali, formazione
    • Ristrutturazione abitazione

    Priamo: fondo pensione TPL

    Priamo è il fondo pensione complementare contrattuale del settore TPL e ferroviario.

    Contribuzione:

    • 1,55% azienda
    • 1,55% lavoratore (volontario)
    • + TFR maturando

    Iscrizione automatica con silenzio-assenso. Contributi deducibili fino €5.164,57/anno. Tassazione finale 15% calante fino 9%.

    TFR alla cessazione

    Alla cessazione:

    • Tassazione separata (IRPEF media ultimi 5 anni)
    • Pagamento entro 30 giorni
    • Fondo di Garanzia INPS in caso di insolvenza

    Casi pratici

    Tizio – Autista TFR 10 anni
    Tizio (autista urbano) con retribuzione annua €30.000 (14 mens + ISV + indennità). TFR annuo €2.222. Dopo 10 anni TFR maturato ~€25.000 (incluse rivalutazioni).
    Caia – Anticipazione prima casa
    Caia (conducente metro) con 12 anni e TFR €32.000. Chiede anticipazione 70% (€22.400) per acquisto prima casa. Azienda approva.
    Sempronio – Cessazione Priamo
    Sempronio (macchinista) cessa con 15 anni. TFR €45.000 (era conferito a Priamo): €10.000 pre-Priamo liquidato azienda + €35.000 al fondo. Tassazione 15% finale.

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR di un autista TPL?
    TFR annuo = Retribuzione lorda annua / 13,5. Su parametro base + ISV + indennità fisse + 13ª + 14ª. Rivalutazione annua al 75% ISTAT + 1,5% fisso.
    Posso chiedere un'anticipazione del TFR?
    Sì, dopo 8 anni di anzianità, fino al 70% del maturato, una sola volta. Per: prima casa, spese sanitarie straordinarie, congedi parentali, formazione, ristrutturazione abitazione.
    Cos'è Priamo?
    È il fondo pensione complementare del settore TPL e ferroviario. Contributo 1,55% az + 1,55% lav + TFR maturando. Iscrizione automatica con silenzio-assenso. Tassazione finale 15% calante.
    Quanto tempo per ricevere il TFR alla cessazione?
    30 giorni. Oltre: interessi legali. Se azienda fallisce, Fondo di Garanzia INPS paga TFR + ultime 3 mensilità.

    Stesso CCNL: consulta anche stipendi TPL 2026, preavviso da 30 a 120 giorni, ferie 28 gg, permessi, festività, maternità conducenti, congedi familiari, 13ª, 14ª, premi produttività e malattia, comporto e visite mediche.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Autoferrotranvieri (Trasporto Pubblico Locale). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 100 TUF – (Casi di esenzione)

    Art. 100 TUF – (Casi di esenzione)

    Art. 100 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Casi di esenzione)

    In vigore dal 01/07/1998

    1. Le disposizioni del presente Capo non si applicano alle offerte di cui all’articolo 1, paragrafo 2, lettere da b) a f), del regolamento prospetto.

    2. Sono esentate dall’obbligo di pubblicazione del prospetto, ove ricorrano le condizioni di cui all’articolo 3, paragrafo 2, del regolamento prospetto, le offerte di titoli di ammontare complessivo non superiore a quello indicato dalla Consob, comunque nei limiti di importo monetario compreso tra un minimo di 1 milione di euro e un massimo di 8 milioni di euro, con il regolamento di cui alla lettera c) del comma

    3. 3. Le disposizioni del presente Capo non si applicano alle offerte aventi ad oggetto prodotti finanziari diversi dai titoli e: a) rivolte ai soli investitori qualificati, come definiti dalla Consob con regolamento in base ai criteri fissati dalle disposizioni comunitarie; b) rivolte a un numero di soggetti non superiore a quello indicato dalla Consob con regolamento; c) di ammontare complessivo non superiore a quello indicato dalla Consob con regolamento; d) aventi ad oggetto strumenti del mercato monetario emessi da banche con una scadenza inferiore a dodici mesi.

    4. La Consob può individuare con regolamento le offerte al pubblico di prodotti finanziari diversi dai titoli alle quali le disposizioni del presente Capo non si applicano in tutto o in parte.

  • Art. 99 TUF – (Poteri della Consob)

    Art. 99 TUF – (Poteri della Consob)

    Art. 99 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Poteri della Consob)

    In vigore dal 01/07/1998

    1. La Consob può: a) sospendere in via cautelare, per un periodo non superiore a dieci giorni lavorativi consecutivi per ciascuna volta, l’offerta avente ad oggetto titoli, in caso di fondato sospetto di violazione delle disposizioni del presente Capo o delle relative norme di attuazione, nonché del regolamento prospetto e delle disposizioni attuative; b) sospendere in via cautelare, per un periodo non superiore a novanta giorni, l’offerta avente ad oggetto prodotti finanziari diversi da quelli di cui alla lettera a), in caso di fondato sospetto di violazione delle disposizioni del presente Capo o delle relative norme di attuazione; c) vietare l’offerta nel caso di accertata violazione o di fondato sospetto che potrebbero essere violate le disposizioni del presente Capo o delle relative norme di attuazione, nonché del regolamento prospetto e delle disposizioni attuative; d) vietare l’offerta in caso di accertata violazione dei provvedimenti di cui alle lettere a) o b); e) rendere pubblico il fatto che l’offerente o l’emittente non ottempera ai propri obblighi; f) fermo restando il potere previsto nell’articolo 66-quater, comma 1, sospendere o imporre al gestore di una sede di negoziazione la sospensione in via cautelare, per un periodo non superiore a dieci giorni lavorativi consecutivi per ciascuna volta, delle negoziazioni in un mercato regolamentato, in un MTF o in un OTF in caso di fondato sospetto di violazione delle disposizioni del presente Capo o delle relative norme di attuazione, nonché del regolamento prospetto e delle disposizioni attuative; g) fermo restando il potere previsto nell’articolo 66-quater, comma 1, vietare o imporre al gestore di una sede di negoziazione di vietare le negoziazioni in un mercato regolamentato, in un MTF o in un OTF in caso di accertata violazione delle disposizioni del presente Capo o delle relative norme di attuazione, oppure del regolamento prospetto e delle disposizioni attuative; h) sospendere il procedimento di approvazione del prospetto o sospendere o limitare l’offerta pubblica di strumenti finanziari nel caso in cui l’autorità competente si avvalga del potere di imporre un divieto o una restrizione a norma dell’ articolo 42 del regolamento (UE) n. 600/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, fino a quando tale divieto o restrizione siano cessati; i) esercitare i poteri cautelari di cui all’articolo 37 del regolamento prospetto, nei casi ivi previsti; l) esigere che l’emittente o l’offerente includa nel prospetto informazioni supplementari, se è necessario per la tutela degli investitori; m) fermo restando il potere previsto nell’articolo 66-quater, comma 1, sospendere o imporre ai gestori dei mercati regolamentati, degli MTF o degli OTF, di sospendere la negoziazione dei titoli se la situazione dell’emittente è tale che la negoziazione pregiudicherebbe gli interessi degli investitori.

  • Art. 98 ter TUF – (KID e prospetto)

    Art. 98 ter TUF – (KID e prospetto)

    Art. 98 ter D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (KID e prospetto)

    1. L’offerta al pubblico di quote o azioni di Oicr aperti italiani, FIA UE e non UE è preceduta da una comunicazione alla Consob. Nel caso di offerta di OICVM italiani, alla comunicazione sono allegati il KID e il prospetto destinati alla pubblicazione. Nel caso di offerta di FIA italiani aperti, FIA UE e non UE, alla comunicazione è allegata la documentazione d’offerta individuata dalla Consob ai sensi dell’articolo 98-quater, lettera a-bis).

    2. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 10 MARZO 2023, N. 29.

    3. Il prospetto deve consentire agli investitori di poter ragionevolmente comprendere la natura e i rischi dell’investimento proposto e, di conseguenza, effettuare una scelta consapevole in merito all’investimento. Il prospetto ha natura precontrattuale.

    4. Si applica l’articolo 94, commi 5, 6, 7 e

    9. PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 10 MARZO 2023, N. 29.

    5. Nel caso di offerta di quote o azioni di OICVM UE, il KID e il prospetto possono essere pubblicati in Italia una volta espletata la procedura di notifica prevista dall’articolo

    42.

    5-bis. Nel caso di offerta al pubblico di quote o azioni di FIA italiani, di FIA UE e non UE aperti, la documentazione d’offerta è pubblicata quando si è conclusa la procedura prevista dall’articolo 43 o dall’articolo 44 e dalle relative disposizioni di attuazione.

  • SAS: accomandatari e accomandanti nella dichiarazione dei redditi

    In sintesi

    • La SAS ha due categorie di soci: gli accomandatari (gestori con responsabilità illimitata) e gli accomandanti (investitori con responsabilità limitata alla quota versata).
    • In quadro RO il socio accomandante è identificato con il codice ‘B’ nel campo 10; gli accomandatari e gli altri soci hanno codici diversi.
    • Il reddito si imputa a entrambe le categorie in proporzione alla quota di partecipazione agli utili, senza distinzioni fiscali tra le due categorie sul punto dell’imputazione.
    • La quota percentuale di partecipazione deve risultare da atto pubblico o scrittura privata autenticata; se manca, si presume proporzionale ai conferimenti.
    • La società rilascia a ogni socio (accomandatario e accomandante) il prospetto con la quota di reddito da dichiarare nella dichiarazione personale.
    • La SAS è soggetta alle norme sulle società di comodo (art. 30 legge n. 724 del 1994), a differenza delle società semplici.

    Che differenza c'è tra accomandatari e accomandanti

    La società in accomandita semplice (SAS) è una forma societaria che permette di unire due profili diversi: chi vuole gestire l’impresa in prima persona (l’accomandatario) e chi vuole investire senza esporsi con il proprio patrimonio personale (l’accomandante). Questa distinzione ha conseguenze importanti sul piano civile – soprattutto in termini di responsabilità per i debiti sociali – ma sul piano della tassazione dei redditi prodotti dalla società il meccanismo di base è lo stesso delle altre società di persone: la trasparenza fiscale.

    In concreto: il reddito prodotto dalla SAS nel 2025 viene determinato attraverso il Modello Redditi SP 2026 e poi imputato a ogni socio in proporzione alla propria quota di partecipazione agli utili. Questo vale sia per gli accomandatari che per gli accomandanti. La differenza tra le due categorie non riguarda quanta parte di reddito viene loro attribuita (quello dipende dalle quote accordate nell’atto), ma riguarda la gestione e la responsabilità: solo gli accomandatari possono amministrare la società e rispondono illimitatamente dei debiti.

    Il Modello Redditi SP 2026 distingue le due categorie nel quadro RO, dove il campo 10 richiede di indicare la qualifica del socio: ‘B’ per il socio accomandante, ‘A’ per il socio amministratore, ‘R’ per gli altri soci. Questa distinzione serve al Fisco per avere un quadro completo della compagine sociale, ma non cambia la logica dell’imputazione del reddito.

    Accomandatari e accomandanti a confronto
    Aspetto Accomandatario Accomandante
    Gestione della società Può amministrare e rappresentare la SAS Non può compiere atti di amministrazione
    Responsabilità per i debiti sociali Risponde illimitatamente e solidalmente Risponde solo nei limiti della quota conferita
    Codice nel campo 10 del quadro RO 'A' se è anche amministratore, 'R' altrimenti 'B'
    Imputazione del reddito In proporzione alla quota di partecipazione agli utili In proporzione alla quota di partecipazione agli utili
    Prospetto che riceve dalla SAS Con quota di reddito e tutti i dati per la dichiarazione personale Con quota di reddito e tutti i dati per la dichiarazione personale
    Applicazione norme società di comodo Sì, la SAS è soggetta all'art. 30 legge n. 724 del 1994 Sì, idem

    Esempio pratico

    • Beta SAS è composta da Tizio (accomandatario, quota 60%) e Caio (accomandante, quota 40%). Nel 2025 la SAS ha prodotto un reddito d’impresa di 50.000 euro. Nel quadro RN viene riepilogato l’intero reddito di 50.000 euro. Nel quadro RO, Tizio è indicato come accomandatario-amministratore (codice ‘A’ nel campo 10) con quota 60%; Caio come accomandante (codice ‘B’) con quota 40%. Il prospetto rilasciato a Tizio indica 30.000 euro (60% di 50.000) da dichiarare nel Modello Redditi PF; quello di Caio indica 20.000 euro (40% di 50.000). Entrambi tassano la propria quota con le aliquote IRPEF progressive, anche se Caio non ha preso parte alla gestione.

    Documenti necessari

    • Atto costitutivo della SAS con indicazione delle categorie di soci (accomandatari e accomandanti) e delle rispettive quote
    • Eventuale scrittura privata autenticata in caso di modifica delle quote o della compagine
    • Bilancio o rendiconto annuale per il 2025
    • Modello Redditi SP 2026 con quadri RN e RO compilati
    • Prospetto da rilasciare a ogni socio (sezione 18.10 delle istruzioni Redditi SP 2026)

    SAS con un accomandatario e due accomandanti

    Scenario. Gamma SAS ha Tizio come unico accomandatario (quota 50%) e due accomandanti, Caio (30%) e Sempronio (20%). Nel 2025 produce un reddito d’impresa di 100.000 euro.

    Come si applica. Il reddito viene imputato per trasparenza: Tizio riceve 50.000 euro, Caio 30.000 euro e Sempronio 20.000 euro. Tizio gestisce la società e risponde illimitatamente dei debiti; Caio e Sempronio investono ma non amministrano. Sul piano fiscale, tutti e tre dichiarano la propria quota nel Modello Redditi PF tramite il quadro RH.

    In pratica

    • Nel quadro RO, Tizio ha codice ‘A’ (socio amministratore); Caio e Sempronio hanno entrambi codice ‘B’ (accomandanti).
    • La SAS rilascia a ciascuno il prospetto con la quota di reddito imputata e i crediti d’imposta e le ritenute spettanti.
    • Se la SAS avesse prodotto una perdita, anche quella sarebbe stata ripartita nelle stesse proporzioni: 50% a Tizio, 30% a Caio, 20% a Sempronio.

    Accomandante che non ha ricevuto nulla dalla SAS

    Scenario. Delta SAS ha prodotto nel 2025 un reddito di 40.000 euro. Caio, accomandante con quota del 25%, non ha percepito alcun compenso o distribuzione dalla società durante l’anno.

    Come si applica. La mancata distribuzione non fa venire meno l’obbligo di dichiarare la quota di reddito imputata per trasparenza. Caio deve dichiarare 10.000 euro (25% di 40.000) nel Modello Redditi PF, applicandovi le aliquote IRPEF, anche se non ha ricevuto nulla concretamente dalla SAS. Il reddito è considerato prodotto nell’anno 2025, indipendentemente da quando e se verrà distribuito.

    In pratica

    • Caio riceve il prospetto dalla SAS con i suoi 10.000 euro di reddito imputato e lo inserisce nel quadro RH del Modello Redditi PF.
    • Dovrà avere la liquidità personale necessaria per pagare l’IRPEF su quei 10.000 euro, anche se il denaro è rimasto nelle casse della SAS.
    • Questo è uno dei motivi per cui i soci di società di persone spesso pianificano anticipi o distribuzioni intermedie durante l’anno, per non trovarsi in difficoltà al momento del versamento delle imposte.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    L'accomandante paga più o meno imposte dell'accomandatario?

    Non esiste una regola che privilegi o penalizzi l’una o l’altra categoria sul piano dell’IRPEF dovuta sul reddito imputato. Ciò che conta è la quota di partecipazione agli utili concordata nell’atto costitutivo. Un accomandante con quota del 60% pagherà le imposte su più reddito di un accomandatario con quota del 40%.

    L'accomandante può perdere di più di quanto ha investito?

    Sul piano civile no: la responsabilità dell’accomandante è limitata alla quota conferita. Ma sul piano fiscale, se la SAS produce una perdita, anche l’accomandante riceve la propria quota di perdita da portare in dichiarazione, secondo i limiti previsti dalle norme.

    Come si distingue un accomandatario da un accomandante nel Modello Redditi SP?

    Nel campo 10 del quadro RO: il socio accomandante viene identificato con il codice ‘B’, il socio amministratore con il codice ‘A’, gli altri soci (inclusi gli accomandatari non amministratori) con il codice ‘R’.

    Un accomandante può diventare accomandatario?

    Sì, ma si tratta di una modifica dell’atto costitutivo che deve essere formalizzata e che comporta conseguenze importanti in termini di responsabilità illimitata per i debiti sociali. Sul piano dichiarativo, il cambiamento andrà riflesso nel quadro RO dell’anno in cui avviene.

    La SAS è soggetta alle norme sulle società di comodo?

    Sì. Le istruzioni del Modello Redditi SP 2026 (sezione 20.6) prevedono che il prospetto per la verifica dell’operatività e del reddito imponibile minimo (art. 30 della legge n. 724 del 1994) debba essere compilato dalle società in nome collettivo e in accomandita semplice.

    Se un accomandante partecipa alla gestione, che succede?

    Sul piano civile, un accomandante che compie atti di amministrazione perde il beneficio della responsabilità limitata e risponde illimitatamente per le obbligazioni sociali assunte nello stesso periodo. Sul piano fiscale, la sua quota di reddito rimane imputata secondo le stesse regole, ma la situazione civilistica si complica notevolmente.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.