Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 206 D.Lgs. 259/2003 – Abilitazione al traffico

    Art. 206 D.Lgs. 259/2003 – Abilitazione al traffico

    Codice delle comunicazioni elettroniche (D.Lgs. 1 agosto 2003, n. 259)

    1. La licenza di esercizio di cui all’articolo 201 abilita le stazioni radioelettriche ad effettuare solo le comunicazioni riguardanti la sicurezza e la regolarità del volo. articolo precedente articolo successivo

  • Art. 116 TUF – Strumenti finanziari diffusi tra il pubblico (abrogato)

    Art. 116 TUF – Strumenti finanziari diffusi tra il pubblico (abrogato)

    Art. 116 TUF – Strumenti finanziari diffusi tra il pubblico

    D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 – Testo unico della finanza

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dalla L. 5 marzo 2024, n. 21. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Strumenti finanziari diffusi tra il pubblico [1.

    La Consob stabilisce con regolamento i criteri per l’individuazione degli emittenti strumenti finanziari che, ancorché non quotati in mercati regolamentati italiani, siano diffusi tra il pubblico in misura rilevante] 1-bis.

    Gli emittenti indicati al comma 1 informano, quanto prima possibile, il pubblico dei fatti non di pubblico dominio concernenti direttamente detti emittenti e che, se resi pubblici, potrebbero avere un effetto significativo sul valore degli strumenti finanziari di propria emissione.

    Con il medesimo regolamento di cui al comma 1, la Consob stabilisce le modalità di informazione del pubblico e i casi di esenzione dall’osservanza dei predetti obblighi informativi, qualora gli emittenti siano comunque tenuti agli obblighi previsti dal regolamento (UE) n. 596/2014 .

    2. Agli emittenti indicati al comma 1 si applicano [gli articoli 114, commi 5 e 6, e 115, nonché] le disposizioni della parte IV, titolo III, capo II, sezione VI, ad eccezione degli articoli 157 e 158.

    2-bis. [Comma abrogato dal D.Lgs. 10 agosto 2018, n. 107] 2-ter.

    [Comma abrogato dal D.Lgs. 18 giugno 2012, n. 91]

  • Art. 115 ter TUF – (Comunicazioni relative alle quote di emissioni)

    Art. 115 ter TUF – (Comunicazioni relative alle quote di emissioni)

    Art. 115 ter D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Comunicazioni relative alle quote di emissioni)

    1. Ai partecipanti al mercato delle quote di emissioni, come definiti dall’ articolo 3, paragrafo 1, n. 20, del regolamento (UE) n. 596/2014, si applicano gli articoli 114 e 115, comma

    1. 2. Ai fini di quanto previsto dagli articoli 18, paragrafo 8, e 19, paragrafo 10, del regolamento (UE) n. 596/2014, gli articoli 114, commi 5 e 6, e 115, comma 1, si applicano altresì nei confronti delle piattaforme d’asta, dei commissari d’asta e dei sorveglianti d’asta, in relazione alle aste di quote di emissioni o di altri prodotti correlati messi all’asta tenute ai sensi del regolamento (UE) n. 1031/2010.

  • Art. 132 T.U. Stupefacenti: Consulta esperti tossicodipendenze

    Art. 132 T.U. Stupefacenti – Consulta degli esperti e degli operatori sociali

    D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 – Testo Unico in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope

    1. Presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per gli affari sociali è istituita la Consulta degli esperti e degli operatori sociali sulle tossicodipendenze composta da 70 membri.

    2. La Consulta è nominata con decreto del Ministro per la solidarietà sociale tra gli esperti di comprovata professionalità e gli operatori dei servizi pubblici e del privato sociale ed è convocata periodicamente dallo stesso Ministro in seduta plenaria o in sessioni di lavoro per argomenti al fine di esaminare temi e problemi connessi alla prevenzione e al recupero dalle tossicodipendenze e contribuire alle decisioni del Comitato nazionale di coordinamento per l'azione antidroga.

    3. Gli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo, pari a lire 400 milioni annue, sono a carico del Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga di cui all'articolo

    127. Torna al sommario

  • Art. 131 T.U. Stupefacenti: Relazione al Parlamento

    Art. 131 T.U. Stupefacenti – Relazione al Parlamento

    D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 – Testo Unico in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope

    1. Il Ministro per la solidarietà sociale, anche sulla base dei dati allo scopo acquisiti dalle regioni, presenta entro il 30 giugno di ciascun anno una relazione al Parlamento sui dati relativi allo stato delle tossicodipendenze in Italia, sulle strategie e sugli obiettivi raggiunti, sugli indirizzi che saranno seguiti nonché sull'attivita' relativa alla erogazione dei contributi finalizzati al sostegno delle attività di prevenzione, riabilitazione, reinserimento e recupero dei tossicodipendenti. Torna al sommario

  • Art. 115 TUF – Comunicazioni alla CONSOB

    Art. 115 TUF – Comunicazioni alla CONSOB

    Art. 115 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Comunicazioni alla CONSOB

    In vigore dal 01/07/1998

    1. La CONSOB, al fine di vigilare sulla correttezza delle informazioni fornite al pubblico può, anche in via generale; a) richiedere agli emittenti quotati, agli emittenti quotati aventi l’Italia come Stato membro d’origine, ai soggetti che li controllano e alle società dagli stessi controllate, la comunicazione di notizie e documenti, fissandone le relative modalità; b) assumere notizie, anche mediante la loro audizione, dai componenti degli organi sociali, dai direttori generali, dai dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari e dagli altri dirigenti, dai revisori legali e dalle società di revisione legale, dalle società e dai soggetti indicati nella lettera a); c) eseguire ispezioni presso i soggetti indicati nelle lettere a) e b), al fine di controllare i documenti aziendali e di acquisirne copia; c-bis) esercitare gli ulteriori poteri previsti dall’articolo

    187-octies. 2. I poteri previsti dalle lettere a), b) e c) possono essere esercitati nei confronti dei soggetti che detengono una partecipazione rilevante ai sensi dell’articolo 120 o che partecipano a un patto previsto dall’articolo

    122.

    2-bis. Le disposizioni del comma 1 si applicano anche nei confronti degli emittenti che hanno chiesto o autorizzato la negoziazione degli strumenti finanziari di propria emissione su un sistema multilaterale di negoziazione italiano, nonché degli emittenti che hanno autorizzato la negoziazione degli strumenti finanziari di propria emissione su un sistema organizzato di negoziazione italiano.

    3. La CONSOB può altresì richiedere alle società o agli enti che partecipano direttamente o indirettamente a società con azioni quotate l’indicazione nominativa, in base ai dati disponibili, dei soci e, nel caso di società fiduciarie, dei fiducianti.

  • Fondo Mario Negri, Fasdac e Associazione Antonio Pastore: guida per il dirigente del terziario

    CCNL Dirigenti Commercio (Manageritalia)

    In sintesi

    Il CCNL dei dirigenti del terziario (Confcommercio-Manageritalia) prevede tre enti a iscrizione obbligatoria dall’assunzione: il Fondo Mario Negri (previdenza complementare), il Fasdac (assistenza sanitaria integrativa) e l’Associazione Antonio Pastore (previdenza individuale e coperture assicurative). Nel 2026 al Mario Negri l’azienda versa il 12,86% più un contributo integrativo del 2,52% e il dirigente il 2% di una retribuzione convenzionale di 59.224,54 €; al Fasdac l’azienda versa l’8,07% e il dirigente l’1,87% di 45.940 €; alla Pastore l’azienda 4.856,45 € e il dirigente 464,81 € l’anno.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confcommercio · Manageritalia
    Ultimo rinnovo
    5 novembre 2025 (Confcommercio-Manageritalia, vigenza 2026-2028)
    Vigenza
    1° gennaio 2026 – 31 dicembre 2028
    Platea
    Dirigenti di aziende del terziario, della distribuzione e dei servizi

    Contributi 2026 a Fondo Mario Negri, Fasdac e Associazione Pastore

    I tre enti obbligatori del CCNL dirigenti del terziario: contributi dal 1° gennaio 2026
    Ente Cosa fa A carico dell’azienda A carico del dirigente
    Fondo Mario Negri (art. 27) Previdenza complementare Contributo ordinario 12,86% più contributo integrativo 2,52% (2,57% dal 2027, 2,62% dal 2028) di una retribuzione convenzionale di 59.224,54 €; per le aziende non associate il fondo indica il 2,82% 2% della retribuzione convenzionale (1.184,49 € l’anno; era l’1% fino al 2025), più il TFR se conferito
    Fasdac (art. 29) Assistenza sanitaria integrativa 5,29% (comprende il premio Long Term Care di 206,60 €) più 2,78% per la gestione dei dirigenti pensionati, su 45.940 € 1,87% su 45.940 € (859,08 € l’anno)
    Associazione Antonio Pastore (art. 28) Previdenza integrativa individuale e coperture assicurative 4.296,45 € l’anno più 560 € per la garanzia infortuni 464,81 € l’anno

    Fonti: artt. 27-29 del testo unico del CCNL 12 aprile 2023 e accordo di rinnovo del 5 novembre 2025 (artt. 5 e 6); tabella contributiva del Fondo Mario Negri; tabella dei contributi Fasdac (4.566,44 € l’anno in tutto per le aziende associate). Si versano ogni trimestre, anche per il periodo di preavviso pagato con l’indennità.

    Fondo Mario Negri: la previdenza complementare dei dirigenti del terziario

    Il Fondo Mario Negri è il fondo di previdenza complementare dei dirigenti del terziario, obbligatorio per tutti i dirigenti cui si applica il CCNL (art. 27). È un fondo pensione preesistente, iscritto all’albo COVIP con il n. 1460, e dal 2003 funziona a capitalizzazione: i contributi ordinari confluiscono nella posizione individuale del dirigente, quello integrativo nel conto generale del fondo.

    Le principali caratteristiche:

    • Contribuzione dell’azienda: 12,86% della retribuzione convenzionale di 59.224,54 € come contributo ordinario, più il contributo integrativo del 2,52% nel 2026.
    • Contribuzione del dirigente: 2% della retribuzione convenzionale dal 1° gennaio 2026 (prima 1%), più la possibilità di destinare il TFR al Fondo.
    • Gestione finanziaria: il Fondo offre diverse linee di investimento (conservativa, bilanciata, dinamica).
    • Prestazioni: rendita o capitale alla pensione; anticipi per casa e sanitari; rendita integrativa (RITA) a partire da 5 anni prima della pensione.

    Per il Fondo Mario Negri vale il regime in deroga dei fondi preesistenti (art. 20, c. 7, D.Lgs. 252/2005): secondo il fondo i contributi versati, sia del dirigente sia dell’azienda, non concorrono al reddito per intero, senza il tetto ordinario di deducibilità che vale per gli altri fondi pensione (5.300 € dal 2026, prima 5.164,57 €).

    Fasdac: l'assistenza sanitaria integrativa obbligatoria

    Il Fasdac (Fondo di Assistenza Sanitaria Dirigenti Aziende Commerciali) è il fondo sanitario integrativo obbligatorio per i dirigenti del terziario. Copre le spese sanitarie non rimborsate dal SSN o con elevata compartecipazione.

    Le principali coperture Fasdac includono:

    • Ricoveri ospedalieri (quota parte non coperta dal SSN, camere singole, medico di fiducia);
    • Visite specialistiche e diagnostica (con rimborso su nomenclatore);
    • Interventi chirurgici ambulatoriali;
    • Farmaci e presidi medici (secondo piano specifico);
    • Assistenza odontoiatrica (entro massimali annui).

    Hanno diritto alle prestazioni anche i familiari del dirigente individuati dal regolamento del Fondo (art. 29, c. 3). La copertura cessa alla cessazione del rapporto, salvo la prosecuzione volontaria, per la quale il dirigente paga la somma dei contributi suoi e dell’azienda (art. 29, c. 5).

    Associazione Antonio Pastore: il terzo pilastro

    L’Associazione Antonio Pastore è un ente bilaterale di Manageritalia e Confcommercio, fondato nel 1997, che stipula contratti di assicurazione per i dirigenti del terziario (art. 28) e offre prestazioni aggiuntive rispetto al Fondo Mario Negri e al Fasdac:

    • Polizza vita: capitale assicurato in caso di decesso o invalidità permanente totale, con premio a carico del datore;
    • Fondo previdenza integrativo: montante aggiuntivo rispetto al Fondo Mario Negri, con contribuzione datoriale;
    • Polizza Long Term Care: copertura per la non autosufficienza (assistenza domiciliare, ricovero in struttura) in età avanzata.

    L’adesione all’Associazione Antonio Pastore è obbligatoria per i datori che applicano il CCNL Manageritalia: l’azienda versa 4.296,45 € l’anno più 560 € per la garanzia infortuni (dal quarto trimestre 2025) e trattiene al dirigente 464,81 €, per un totale di 5.321,26 € l’anno. Il mancato versamento dei premi è inadempimento contrattuale.

    Casi pratici

    Tizio – Mancato versamento al Fondo Mario Negri
    Il datore di Tizio non ha versato i contributi al Fondo Mario Negri per 2 anni. Tizio si accorge del mancato accredito controllando la propria posizione sul portale del Fondo. Il mancato versamento è inadempimento contrattuale e previdenziale: Tizio può agire in giudizio per il recupero dei contributi omessi, con rivalutazione e interessi. Il Fondo Mario Negri può agire in surroga nei confronti del datore.
    Caia – Prestazione anticipata dal Fondo Mario Negri per acquisto casa
    Caia ha una posizione di 120.000 euro al Fondo Mario Negri. Vuole acquistare la prima casa e chiede un’anticipazione del 70%: 84.000 euro. Il Fondo eroga l’anticipazione secondo le proprie regole statutarie, che ricalcano i requisiti dell’art. 2120 c.c. per il TFR. L’anticipazione è tassata con ritenuta del 23% sulla quota imponibile.
    Sempronio – Continuazione volontaria del Fasdac dopo le dimissioni
    Sempronio si dimette e vuole mantenere la copertura Fasdac durante la disoccupazione. Il CCNL consente di proseguire volontariamente l’iscrizione al Fasdac in caso di cessazione del rapporto, alle condizioni del regolamento del Fondo: Sempronio paga da solo la somma dei contributi del dirigente e dell’azienda (art. 29, c. 5). Se non prosegue, la copertura cessa e resta il SSN.

    Domande frequenti

    Il Fondo Mario Negri è diverso da Fondir?
    Sì. Fondir è il fondo paritetico interprofessionale che finanzia la formazione continua dei dirigenti, anche del terziario. Il Fondo Mario Negri è la previdenza complementare per i dirigenti del terziario. Sono due fondi distinti con finalità, beneficiari e regole diverse.
    Cosa succede alla posizione nel Fondo Mario Negri se cambio azienda?
    La posizione previdenziale al Fondo Mario Negri è portabile: se il nuovo datore applica il CCNL Manageritalia, la posizione continua ad accumularsi. Se il nuovo datore applica un altro contratto (es. Confindustria/Federmanager), è possibile trasferire il montante al fondo del nuovo CCNL o mantenerlo inattivo al Mario Negri fino alla pensione.
    Il Fasdac copre anche i familiari non a carico?
    Il CCNL estende le prestazioni del Fasdac ai familiari del dirigente individuati dal regolamento del Fondo (art. 29, c. 3): sono quindi il regolamento e le sue tabelle a stabilire quali familiari sono coperti e se, per alcuni, serve un contributo in più.
    L'Associazione Antonio Pastore è obbligatoria per tutte le aziende?
    Sì, per tutte le imprese che applicano il CCNL Manageritalia e hanno dirigenti in forza. Il versamento dei premi all’Associazione Antonio Pastore è un obbligo contrattuale, non una scelta volontaria del datore.
    I contributi al Fondo Mario Negri sono deducibili?
    Sì, e senza il tetto ordinario: il Fondo Mario Negri è un fondo preesistente in regime di deroga (art. 20, c. 7, D.Lgs. 252/2005) e, secondo il fondo, tutti i contributi, del dirigente e dell’azienda, non concorrono al reddito di lavoro dipendente. Il limite di 5.300 € l’anno (dal 2026) vale per gli altri fondi pensione.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimo contrattuale, preavviso e indennità supplementare, ferie e permessi, maternità e congedi, malattia e comporto e calcolo, destinazione e anticipo.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Dirigenti Commercio (Manageritalia). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 390 CCII – Disciplina transitoria

    Art. 390 CCII – Disciplina transitoria

    Art. 390 CCII – Disciplina transitoria

    D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 – Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza

    I ricorsi per dichiarazione di fallimento e le proposte di concordato fallimentare, i ricorsi per l’omologazione degli accordi di ristrutturazione, per l’apertura del concordato preventivo, per l’accertamento dello stato di insolvenza delle imprese soggette a liquidazione coatta amministrativa e le domande di accesso alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento depositati prima dell’entrata in vigore del presente decreto sono definiti secondo le disposizioni del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 , nonché della legge 27 gennaio 2012, n. 3 .

    2. Le procedure di fallimento e le altre procedure di cui al comma 1, pendenti alla data di entrata in vigore del presente decreto, nonché le procedure aperte a seguito della definizione dei ricorsi e delle domande di cui al medesimo comma sono definite secondo le disposizioni del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 , nonché della legge 27 gennaio 2012, n. 3 .

    3. Quando, in relazione alle procedure di cui ai commi 1 e 2, sono commessi i fatti puniti dalle disposizioni penali del titolo sesto del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 , nonché della sezione terza del capo II della legge 27 gennaio 2012, n. 3 , ai medesimi fatti si applicano le predette disposizioni

    Articolo in vigore. Alla verifica sul testo ufficiale questo articolo non risulta abrogato: la scheda lo dava erroneamente per non più vigente ed è stata corretta il 15 settembre 2026.

  • Art. 248 TUEL – Conseguenze della dichiarazione di dissesto

    Art. 248 TUEL – Articolo 248

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. A seguito della dichiarazione di dissesto, e sino all’emanazione del decreto di cui all’articolo 261, sono sospesi i termini per la deliberazione del bilancio.

    2. Dalla data della dichiarazione di dissesto e sino all’approvazione del rendiconto di cui all’articolo 256 non possono essere intraprese o proseguite azioni esecutive nei confronti dell’ente per i debiti che rientrano nella competenza dell’organo straordinario di liquidazione. Le procedure esecutive pendenti alla data della dichiarazione di dissesto, nelle quali sono scaduti i termini per l’opposizione giudiziale da parte dell’ente, o la stessa benchè proposta è stata rigettata, sono dichiarate estinte d’ufficio dal giudice con inserimento nella massa passiva dell’importo dovuto a titolo di capitale, accessori e spese.

    3. I pignoramenti eventualmente eseguiti dopo la deliberazione dello stato di dissesto non vincolano l’ente ed il tesoriere, i quali possono disporre delle somme per i fini dell’ente e le finalità di legge.

    4. Dalla data della deliberazione di dissesto e sino all’approvazione del rendiconto di cui all’articolo 256 i debiti insoluti a tale data e le somme dovute per anticipazioni di cassa già erogate non producono più interessi né sono soggetti a rivalutazione monetaria. Uguale disciplina si applica ai crediti nei confronti dell’ente che rientrano nella competenza dell’organo straordinario di liquidazione a decorrere dal momento della loro liquidità ed esigibilità. La misura degli interessi che maturano successivamente al rendiconto di cui all’articolo 256, applicabili ai crediti che residuano dalla gestione commissariale, si intende fissata al tasso legale pro tempore vigente .

    5. Fermo restando quanto previsto dall’ articolo 1 della legge 14 gennaio 1994, n. 20 , gli amministratori che la Corte dei conti ha riconosciuto, anche con provvedimento non definitivo, responsabili di aver contribuito con condotte, dolose o gravemente colpose, sia omissive che commissive, al verificarsi del dissesto finanziario, non possono ricoprire, per un periodo di dieci anni, incarichi di assessore, di revisore dei conti di enti locali e di rappresentante di enti locali presso altri enti, istituzioni ed organismi pubblici e privati. I sindaci e i presidenti di provincia ritenuti responsabili ai sensi del periodo precedente, inoltre, non sono candidabili, per un periodo di dieci anni, alle cariche di sindaco, di presidente di provincia, di presidente di Giunta regionale, nonché di membro dei consigli comunali, dei consigli provinciali, delle assemblee e dei consigli regionali, del Parlamento e del Parlamento europeo. Non possono altresì ricoprire per un periodo di tempo di dieci anni la carica di assessore comunale, provinciale o regionale né alcuna carica in enti vigilati o partecipati da enti pubblici. Ai medesimi soggetti, ove riconosciuti responsabili, le sezioni giurisdizionali regionali della Corte dei conti irrogano una sanzione pecuniaria pari ad un minimo di cinque e fino ad un massimo di venti volte la retribuzione mensile lorda dovuta al momento di commissione della violazione. Le disposizioni di cui al primo, secondo e terzo periodo del presente comma non si applicano agli amministratori che, nei soli casi in cui la responsabilità sia attribuita per colpa grave, abbiano adottato un piano di riequilibrio finanziario pluriennale approvato dalla Corte dei conti, ai sensi dell’articolo 243-bis, entro due anni dall’insediamento del loro primo mandato e a seguito di delibera della Corte dei conti ai sensi dell’articolo 148-bis, comma 3, di accertamento di gravi irregolarità o criticità relative agli esercizi precedenti l’elezione.

    5-bis. Fermo restando quanto previsto dall’ articolo 1 della legge 14 gennaio 1994, n. 20 , qualora, a seguito della dichiarazione di dissesto, la Corte dei conti accerti gravi responsabilità nello svolgimento dell’attività del collegio dei revisori, o ritardata o mancata comunicazione, secondo le normative vigenti, delle informazioni, i componenti del collegio riconosciuti responsabili in sede di giudizio della predetta Corte non possono essere nominati nel collegio dei revisori degli enti locali e degli enti ed organismi agli stessi riconducibili fino a dieci anni, in funzione della gravità accertata. La Corte dei conti trasmette l’esito dell’accertamento anche all’ordine professionale di appartenenza dei revisori per valutazioni inerenti all’eventuale avvio di procedimenti disciplinari, nonché al Ministero dell’interno per la conseguente sospensione dall’elenco di cui all’ articolo 16, comma 25, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 , convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148 . Ai medesimi soggetti, ove ritenuti responsabili, le sezioni giurisdizionali regionali della Corte dei conti irrogano una sanzione pecuniaria pari ad un minimo di cinque e fino ad un massimo di venti volte la retribuzione mensile lorda dovuta al momento di commissione della violazione.

  • Art. 114 bis TUF – Informazione al mercato in materia di attribuzione di strumenti finanziari a esponenti aziendali, dipendenti o collaboratori

    Art. 114 bis TUF – Informazione al mercato in materia di attribuzione di strumenti finanziari a esponenti aziendali, dipendenti o collaboratori

    Art. 114 bis D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Informazione al mercato in materia di attribuzione di strumenti finanziari a esponenti aziendali, dipendenti o collaboratori)

    1. Negli emittenti quotati, i piani di compensi basati su strumenti finanziari a favore di componenti del consiglio di amministrazione ovvero del consiglio di gestione, di dipendenti o di collaboratori non legati alla società da rapporti di lavoro subordinato, ovvero di componenti del consiglio di amministrazione ovvero del consiglio di gestione, di dipendenti o di collaboratori di altre società controllanti o controllate sono approvati dall’assemblea ordinaria dei soci. Nei termini e con le modalità previsti dall’articolo 125-ter, comma 1, l’emittente mette a disposizione del pubblico la relazione con le informazioni concernenti: a) le ragioni che motivano l’adozione del piano; b) i componenti del consiglio di amministrazione ovvero del consiglio di gestione della società, delle controllanti o controllate, che beneficiano del piano; b-bis) le categorie di dipendenti, o di collaboratori della società e delle società controllanti o controllate della società, che beneficiano del piano; c) le modalità e le clausole di attuazione del piano, specificando se la sua attuazione è subordinata al verificarsi di condizioni e, in particolare, al conseguimento di risultati determinati; d) l’eventuale sostegno del piano da parte del Fondo speciale per l’incentivazione della partecipazione dei lavoratori nelle imprese, di cui all’ articolo 4, comma 112, della legge 24 dicembre 2003, n. 350; e) le modalità per la determinazione dei prezzi o dei criteri per la determinazione dei prezzi per la sottoscrizione o per l’acquisto delle azioni; f) i vincoli di disponibilità gravanti sulle azioni ovvero sui diritti di opzione attribuiti, con particolare riferimento ai termini entro i quali sia consentito o vietato il successivo trasferimento alla stessa società o a terzi.

    2. COMMA ABROGATO DALLA L. 5 MARO 2024, N. 21.

    3. La Consob definisce con proprio regolamento le informazioni, relative agli elementi indicati nel comma 1, che devono essere fornite in relazione alle varie modalità di realizzazione del piano, prevedendo informazioni più dettagliate per piani di particolare rilevanza.

  • Art. 114 TUF – Comunicazioni al pubblico

    Art. 114 TUF – Comunicazioni al pubblico

    Art. 114 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Comunicazioni al pubblico

    In vigore dal 01/07/1998

    1. Gli emittenti quotati comunicano al pubblico le informazioni privilegiate ai sensi dell’ articolo 17 del regolamento (UE) n. 596/2014, secondo le modalità stabilite dalle norme tecniche di attuazione adottate dalla Commissione europea ai sensi del medesimo articolo 17, paragrafo

    10. La Consob detta disposizioni per coordinare le funzioni attribuite al gestore del mercato con le proprie e può individuare compiti da affidargli per il corretto svolgimento delle funzioni previste dall’articolo 64, comma 2, lettera d). (73)

    2. Gli emittenti quotati impartiscono le disposizioni occorrenti affinchè le società controllate forniscano tutte le notizie necessarie per adempiere gli obblighi di comunicazione previsti dalla legge e dal regolamento (UE) n. 596/2014. Le società controllate trasmettono tempestivamente le notizie richieste.

    3. Gli emittenti quotati, in caso di ritardo nella comunicazione al pubblico di informazioni privilegiate, trasmettono su successiva richiesta della Consob la documentazione comprovante l’assolvimento dell’obbligo previsto dall’ articolo 17, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 596/2014 e dalle relative norme tecniche di attuazione.

    4. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2018, N. 107.

    5. La CONSOB può, anche in via generale, richiedere agli emittenti, ai soggetti che li controllano, agli emittenti quotati aventi l’Italia come Stato membro d’origine, ai componenti degli organi di amministrazione e controllo e ai dirigenti, nonché ai soggetti che detengono una partecipazione rilevante ai sensi dell’articolo 120 o che partecipano a un patto previsto dall’articolo 122 che siano resi pubblici, con le modalità da essa stabilite, notizie e documenti necessari per l’informazione del pubblico. In caso di inottemperanza, la CONSOB provvede direttamente a spese del soggetto inadempiente.

    6. Qualora gli emittenti, i soggetti che li controllano e gli emittenti quotati aventi l’Italia come Stato membro d’origine oppongano, con reclamo motivato, che dalla comunicazione al pubblico delle informazioni, richiesta ai sensi del comma 5, possa derivare loro grave danno, gli obblighi di comunicazione sono sospesi. La CONSOB, entro sette giorni, può escludere anche parzialmente o temporaneamente la comunicazione delle informazioni, sempre che ciò non possa indurre in errore il pubblico su fatti e circostanze essenziali. Trascorso tale termine, il reclamo si intende accolto.

    7. COMMA ABROGATO DALLA L. 5 MARZO 2024, N. 21.

    8. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2018, N. 107.

    9. Al fine di garantire che il pubblico sia correttamente informato, la Consob può richiedere la pubblicazione delle raccomandazioni in materia di investimenti e delle altre informazioni che raccomandano o consigliano una strategia di investimento da parte degli emittenti quotati, dei soggetti abilitati, nonché dei soggetti in rapporto di controllo con essi, secondo le modalità stabilite con regolamento.

    10. La Consob valuta, preventivamente e in via generale, con le modalità da essa stabilite, la sussistenza delle condizioni indicate dall’ articolo 20, paragrafo 3, quarto comma, del regolamento (UE) n. 596/2014, con riguardo alle norme di autoregolamentazione dei soggetti che esercitano l’attività giornalistica, e comunica il relativo esito, nonché le medesime norme di autoregolamentazione, al Ministero dell’economia e delle finanze. 11.COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2018, N. 107.

    12. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai soggetti italiani ed esteri che: a) hanno chiesto o autorizzato l’ammissione di strumenti finanziari di propria emissione alla negoziazione su un mercato regolamentato italiano; b) hanno chiesto o autorizzato la negoziazione degli strumenti finanziari di propria emissione su un sistema multilaterale di negoziazione italiano; c) hanno autorizzato la negoziazione degli strumenti finanziari di propria emissione su un sistema organizzato di negoziazione italiano.

  • CCNL Aninsei Scuola Privata Laica: TFR, fine rapporto e anticipazione

    CCNL Scuola Privata Laica (Aninsei)

    TFR e fine rapporto nel CCNL Aninsei: calcolo, anticipazione e previdenza complementare

    Il trattamento di fine rapporto è il «salvadanaio» che matura ogni anno e che si riceve al termine del rapporto di lavoro. Per i dipendenti delle scuole private laiche il calcolo segue la legge (art. 2120 c.c.), con una novità dal 2027: il rinnovo CCNL Aninsei introduce contributi alla previdenza complementare.

    In sintesi

    Il TFR si calcola ogni anno dividendo la retribuzione utile per 13,5, con rivalutazione annua dell’1,5% fisso più il 75% dell’inflazione ISTAT. Si può anticipare fino al 70% dopo 8 anni. Dal 1° gennaio 2027 il rinnovo CCNL Aninsei introduce contributi alla previdenza complementare (1% datore + 1% lavoratore sulla retribuzione mensile).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Aninsei (Confindustria Federvarie) · Uil-Scuola Rua
    Vigenza
    1° settembre 2024 – 31 dicembre 2027
    Norma di legge
    Art. 2120 Codice Civile; D.Lgs. 252/2005 (previdenza complementare)
    Novità 2027
    Contribuzione previdenza complementare: 1% + 1% dal 1° gennaio 2027

    Come si calcola la quota annua. Si somma la retribuzione dell’anno, comprese tredicesima ed eventuale quattordicesima, e si divide per 13,5 (art. 2120 c.c.); dalla quota si sottrae lo 0,50% della retribuzione imponibile versato all’INPS. Per partire dal minimo del tuo livello usa la tabella retributiva del contratto.

    Come si calcola il TFR: la formula legale

    Il TFR è disciplinato dall’art. 2120 del Codice Civile. Il meccanismo è il seguente:

    1. Quota annua: ogni anno si calcola la retribuzione annua utile (somma delle retribuzioni erogate nell’anno, inclusa la tredicesima, escluse alcune voci come i rimborsi spese) e si divide per 13,5. Questo è l’importo accantonato nell’anno;
    2. Rivalutazione: al 31 dicembre di ogni anno, il TFR maturato nei periodi precedenti viene rivalutato applicando un tasso pari all’1,5% fisso + 75% dell’aumento ISTAT (indice dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati);
    3. Erogazione: al termine del rapporto, la somma di tutte le quote annue rivalutate viene corrisposta al lavoratore.

    Dove va il TFR: tre opzioni

    Dal 2007 (D.Lgs. 252/2005 + L. 296/2006) i lavoratori del settore privato devono scegliere cosa fare con il TFR maturando:

    1. Fondo di previdenza complementare: il TFR viene versato a un fondo pensione scelto dal lavoratore (o a quello previsto dal CCNL di riferimento). Il fondo investe le somme e al pensionamento eroga una rendita o un capitale aggiuntivo alla pensione pubblica.
    2. Presso il datore: solo se il datore ha meno di 50 dipendenti, il TFR può rimanere in azienda.
    3. Fondo di Tesoreria INPS: se il datore ha 50 o più dipendenti, il TFR maturando deve obbligatoriamente essere versato al Fondo di Tesoreria INPS, che lo eroga al momento della cessazione.

    Il lavoratore ha 6 mesi dall’assunzione per esprimere la scelta. Se non la esprime, si attiva il silenzio-assenso e il TFR viene indirizzato al fondo collettivo previsto dal CCNL di riferimento o, in mancanza, al Fondo di Tesoreria INPS.

    Anticipazione del TFR

    Il lavoratore può richiedere un’anticipazione del TFR maturato (fino al 70%) dopo almeno 8 anni di servizio continuativo presso lo stesso datore. Le causali ammesse dalla legge sono:

    • Acquisto o ristrutturazione della prima abitazione (per sé o per i figli);
    • Spese sanitarie straordinarie per malattie gravi o terapie di lunga durata (per sé o per i familiari).

    L’anticipazione è concessa una sola volta nell’arco del rapporto. Il datore non è obbligato a concederla se le richieste superano il 10% degli aventi diritto o il 4% del totale dei dipendenti; in quel caso può rinviare l’erogazione.

    Novità 2027: previdenza complementare nel CCNL Aninsei

    Il rinnovo del CCNL Aninsei del 15 giugno 2024 ha introdotto, a decorrere dal 1° gennaio 2027, l’obbligo di contribuzione alla previdenza complementare per i dipendenti delle scuole private laiche:

    • Contributo datoriale: 1% della retribuzione mensile lorda;
    • Contributo del lavoratore: 1% della retribuzione mensile lorda.

    Il fondo pensione di destinazione non è specificato nel testo del rinnovo disponibile: si invitano i lavoratori a verificare con il proprio datore di lavoro e con la Uil-Scuola Rua quale fondo sia stato indicato dal contratto come riferimento per il settore.

    Casi pratici

    Tizio – Docente che stima il TFR dopo 10 anni
    Tizio è docente di scuola secondaria (livello VI) da 10 anni. La sua retribuzione annua utile media è di circa 20.000 euro (inclusa tredicesima). La quota TFR annua è circa 1.481 euro (20.000 / 13,5). In 10 anni, con rivalutazione media annua di circa il 2%, il TFR maturato è indicativamente di 16.000-17.000 euro lordi. All’erogazione si applica una tassazione separata con aliquota IRPEF media storica.
    Caia – Anticipazione TFR per acquisto prima casa
    Caia (segretaria livello III) ha 9 anni di servizio. Vuole comprare la prima casa. Può richiedere l’anticipazione del TFR (70% del maturato). Con una quota annua di circa 1.367 euro e 9 anni di maturazione, il TFR totale è circa 12.300 euro. L’anticipazione massima è del 70%: circa 8.600 euro. La domanda va presentata per iscritto al datore con la documentazione del rogito o del compromesso di acquisto.
    Sempronio – Scelta tra fondo pensione e INPS nel 2025
    Sempronio è assunto come bidello (livello I) nel settembre 2025 in un istituto con 60 dipendenti. Entro marzo 2026 deve scegliere dove destinare il TFR maturando. Se non si pronuncia, per il silenzio-assenso il TFR va al fondo collettivo di riferimento del CCNL (o al Fondo di Tesoreria INPS, dato che l’azienda ha più di 50 dipendenti). Dal 2027 in aggiunta al TFR, partono anche i contributi alla previdenza complementare: 1% datore + 1% lavoratore sulla retribuzione mensile di circa 1.322 euro = circa 26,45 euro/mese totali.

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR nel CCNL Aninsei?
    Con la formula legale dell’art. 2120 c.c.: la retribuzione annua utile si divide per 13,5 per ottenere la quota annua. Le quote accumulate vengono rivalutate ogni anno all’1,5% fisso più il 75% dell’inflazione ISTAT.
    Quando si può chiedere l’anticipazione del TFR?
    Dopo almeno 8 anni di servizio continuativo. Si può richiedere fino al 70% del TFR maturato per acquisto/ristrutturazione prima casa o per spese sanitarie straordinarie. L’anticipazione si chiede una sola volta.
    Dal 2027 ci sono novità sulla previdenza complementare?
    Sì. Dal 1° gennaio 2027 il CCNL Aninsei prevede contributi alla previdenza complementare pari all’1% della retribuzione mensile a carico del datore e all’1% a carico del lavoratore.
    Il TFR viene erogato subito dopo la cessazione del rapporto?
    Per legge (art. 2120 c.c.) il TFR è dovuto entro 30 giorni dalla cessazione. Ritardi ingiustificati fanno maturare interessi legali a carico del datore.
    Si paga l’IRPEF sul TFR?
    Sì, ma con tassazione separata: si applica l’aliquota IRPEF media degli ultimi cinque anni, che normalmente è più bassa dell’aliquota marginale del reddito ordinario. Il datore effettua una tassazione provvisoria; l’Agenzia delle Entrate liquida definitivamente il dovuto dopo 2-3 anni dalla cessazione.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e stipendi 2025-2027, preavviso, procedura telematica e tutele, preavviso, licenziamento e dimissioni, ferie, permessi e congedi, maternità, paternità e congedi parentali e tredicesima e mensilità aggiuntive.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa. Il TFR è disciplinato dall’art. 2120 del Codice Civile; la previdenza complementare dal D.Lgs. 252/2005. Le novità sulla contribuzione complementare sono introdotte dal rinnovo del CCNL Scuola Privata Laica (Aninsei) del 15 giugno 2024, vigente dal 1° settembre 2024 al 31 dicembre 2027. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, la Uil-Scuola Rua o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.