Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • CCNL Elettrici: minimi 2026 per categoria e scatti

    CCNL Settore Elettrico

    In sintesi

    Dal 1° aprile 2026 i minimi mensili lordi di questo contratto vanno da 1.659,94 € (C1) a 4.217,89 € (QS). La tabella completa per livello è qui sotto; scatti di anzianità, indennità e premi si aggiungono.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Elettricità Futura · Utilitalia · Energia Libera · Enel · Terna · GSE · Sogin (datoriali) · Filctem-CGIL · Flaei-CISL · Uiltec-UIL (sindacali)
    Ultimo rinnovo
    CCNL 11 febbraio 2025 (rinnovo 2025-2027); testo integrale collazionato firmato il 17 luglio 2025
    Vigenza
    1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2027 (CCNL settore elettrico 2025-2027)
    Platea
    Circa 60.000 addetti in quasi 130 imprese (dato delle parti firmatarie al rinnovo 2025)
    Fonte
    testo integrale del CCNL settore elettrico 11 febbraio 2025 (collazione 17 luglio 2025, diffusa dalla Flaei-Cisl)

    Aggiornamento al 3 settembre 2026. Il CCNL del settore elettrico è stato rinnovato per il triennio 2025-2027: l’ipotesi di accordo è stata firmata l’11 febbraio 2025 da Elettricità Futura, Utilitalia ed Energia Libera insieme ai gruppi maggiori (Enel, Terna, Sogin, GSE) con Filctem-CGIL, Flaei-CISL e Uiltec-UIL, per circa 60.000 addetti in poco meno di 130 imprese. L’aumento complessivo (TEC) è di 312 euro, quello sui minimi (TEM) di 290 euro in quattro tranche: 90 euro dal 1° aprile 2025, 65 dal 1° aprile 2026, 65 dal 1° aprile 2027 e 70 dal 1° ottobre 2027. Fra le novità normative: il confronto preventivo in azienda sull’intelligenza artificiale, la certificazione della rappresentanza, il comporto per i lavoratori con disabilità esteso da 12 a 18 mesi continuativi (da 18 a 24 non consecutivi nell’arco di 36 mesi) e il congedo per le vittime di violenza di genere portato da 6 a 12 mesi. Vedi l’hub CCNL Elettrici e le tabelle retributive.

    Minimi tabellari — in vigore dal 1° aprile 2026

    Livello Minimo mensile lordo
    QS 4.217,89 €
    Q 3.786,04 €
    ASS 3.343,01 €
    AS 3.129,60 €
    A1S 2.998,43 €
    A1 2.861,49 €
    BSS 2.725,44 €
    BS 2.609,71 €
    B1S 2.487,21 €
    B1 2.375,96 €
    B2S 2.219,61 €
    B2 2.066,00 €
    CS 1.833,02 €
    C1 1.659,94 €

    Importi = minimo mensile + EDR 10,33 € del CCNL per i lavoratori del settore elettrico (produzione, trasformazione, distribuzione e vendita di energia), rinnovato l’11 febbraio 2025 — un rinnovo lampo, 20 giorni di trattativa — da Elettricità Futura e Utilitalia con Enel, Terna, GSE ed Energia Libera e i sindacati Filctem-CGIL, FLAEI-CISL e Uiltec-UIL (vigenza 2025-2027, ~60.000 addetti di 130 aziende). Aumento medio del TEM di 290 € in 4 tranche: 90 € dal 1/4/2025, 65 € dal 1/4/2026 (quella in tabella), 65 € dal 1/4/2027 e 70 € dal 1/10/2027 (TEC complessivo 312 €). Dal 2026 le aziende versano anche un contributo aggiuntivo alla previdenza complementare di settore (3 € nel 2026, 4 € nel 2027, per 14 mensilità). È uno dei contratti con i minimi più alti del settore privato: il livello d’ingresso C1 supera i 1.650 €.

    Fonte: tabella dei minimi contrattuali integrati allegata all’art. 38 del CCNL settore elettrico 11 febbraio 2025 (minimo dal 1° aprile 2026 più EDR di 10,33 €). Prossime tranche: dal 1° aprile 2027 e dal 1° ottobre 2027.

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    Minimi in cifra e scala parametrica

    I minimi sono fissati in cifra per ciascuna categoria (art. 38). La scala parametrica, da 100 per C1 a 255,07 per QS (parametro medio 179,76), serve a ripartire gli aumenti del rinnovo: a regime C1 riceve 161,33 € in più, QS 411,50 €. La retribuzione giornaliera si ottiene dividendo la mensile per 26, quella oraria per 168,60.

    14 mensilità: 13ª + 14ª

    Il CCNL prevede 14 mensilità:

    • 12 mensilità ordinarie
    • Tredicesima, in occasione della ricorrenza natalizia
    • Quattordicesima, con le competenze del mese di giugno

    Ciascuna è pari alla retribuzione mensile dell’art. 38 (minimo, aumenti di anzianità e di merito, importi ad personam) e matura da gennaio a dicembre; per i turnisti vi entrano anche l’indennità di turno e la media delle ore notturne (artt. 29 e 40).

    Indennità di turno e disagio

    Numerose indennità si sommano al base:

    • Turno: 11% del minimo per i turni continui con prestazioni notturne, 5,5% per i turni su due prestazioni, 3,6% se il riposo cade di domenica; +35% sulle ore notturne del piano di turno (art. 29)
    • Reperibilità: 15,26 € al giorno, 32,99 € il sesto giorno, 53,13 € il festivo (art. 30)
    • Lavori sotto tensione: 25% del minimo giornaliero per giorno di presenza con abilitazione AT1-AT2 o MT1-MT2, 6,5% per abilitazioni limitate (art. 41)
    • Rischio cassa: 5,5% della retribuzione mensile; capo formazione: 1,55 € al giorno; saldature certificate: 0,77 € al giorno (art. 41)
    • Straordinario: +50% feriale, +60% festivo o notturno, +75% notturno festivo (art. 28)

    Scatti di anzianità

    Dal primo biennio di servizio maturano fino a 5 aumenti biennali in cifra fissa (art. 39): QS 49,01 €, Q 46,33 €, ASS 43,07 €, AS 39,82 €, A1S 37,86 €, A1 35,74 €, BSS 33,72 €, BS 31,97 €, B1S 30,16 €, B1 28,46 €, B2S 26,13 €, B2 23,81 €, CS 20,30 €, C1 17,66 €.

    Per gli assunti dal 1° gennaio 2020 gli scatti sono sostituiti da versamenti annuali al fondo pensione (Fopen o Pegaso), fino a dieci, salvo che il lavoratore scelga gli scatti entro 6 mesi dall’assunzione (artt. 39 e 46).

    Tra i CCNL meglio retribuiti del privato

    Il CCNL Elettrici è tra i meglio retribuiti del settore privato italiano (insieme a Credito ABI e Petrolio):

    Ragioni: settore strategico, alta professionalità richiesta, pericolosità lavoro, ridotto turnover.

    Stesso CCNL: consulta anche preavviso 30-180 giorni, ferie 28 gg, permessi, congedi, maternità, esonero centrali, paternità, 13ª, 14ª, premi produttività, malattia, comporto, infortunio elettrico e prova per parametro.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Settore Elettrico. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 89 Reg. (UE) 2022/2065 – Modifiche della direttiva 2000/31/CE

    Art. 89 Reg. (UE) 2022/2065 – Modifiche della direttiva 2000/31/CE

    Regolamento (UE) 2022/2065 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 ottobre 2022 relativo a un mercato unico dei servizi digitali (regolamento sui servizi digitali, Digital Services Act)

    1. Gli articoli da 12 a 15 della direttiva 2000/31/CE sono soppressi.

    2. I riferimenti agli articoli da 12 a 15 della direttiva 2000/31/CE si intendono fatti rispettivamente agli articoli 4, 5, 6 e 8 del presente regolamento.

  • Art. 193 bis TUF – (Rapporti con società estere aventi sede legale in Stati che non garantiscono la trasparenza societaria)

    Art. 193 bis TUF – (Rapporti con società estere aventi sede legale in Stati che non garantiscono la trasparenza societaria)

    Art. 193 bis D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Rapporti con società estere aventi sede legale in Stati che non garantiscono la trasparenza societaria)

    1. Coloro che sottoscrivono il bilancio della società estera di cui all’articolo 165-quater, comma 2, le relazioni e i pareri di cui agli articoli 165-quater, commi 2 e 3, 165-quinquies, comma 1, e 165-sexies, comma 1, e coloro che esercitano la revisione ai sensi dell’articolo 165-quater, comma 4, sono soggetti a responsabilità civile, penale e amministrativa secondo quanto previsto in relazione al bilancio delle società italiane.

    2. Salvo che il fatto costituisca reato, la violazione degli obblighi derivanti dall’esercizio dei poteri attribuiti alla CONSOB dall’articolo 165-septies, comma 1, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria prevista dall’articolo 193, comma 1

  • Art. 193 TUF – Sanzioni amministrative in tema di informazione societaria e doveri…

    Art. 193 TUF – Sanzioni amministrative in tema di informazione societaria e doveri…

    Art. 193 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Sanzioni amministrative in tema di informazione societaria e doveri dei componenti dell’organo di controllo, dei revisori legali e delle società di revisione legale

    In vigore dal 01/07/1998

    1. Salvo che il fatto costituisca reato, nei confronti di società, enti o associazioni tenuti a effettuare le comunicazioni previste dagli articoli 114, commi 5, 7 e 9, 114-bis, 115, 154-bis, 154-ter e 154-quater, per l’inosservanza delle disposizioni degli articoli medesimi o delle relative disposizioni attuative, si applica una delle seguenti sanzioni amministrative:(73) a) una dichiarazione pubblica indicante la persona giuridica responsabile della violazione e la natura della stessa, quando questa sia connotata da scarsa offensività o pericolosità e l’infrazione contestata sia cessata;(73) b) un ordine di eliminare le infrazioni contestate, con eventuale indicazione delle misure da adottare e del termine per l’adempimento, e di astenersi dal ripeterle, quando le infrazioni stesse siano connotate da scarsa offensività o pericolosità; c) una sanzione amministrativa pecuniaria da euro cinquemila a euro dieci milioni, ovvero fino al cinque per cento del fatturato quando tale importo è superiore a euro dieci milioni e il fatturato è determinabile ai sensi dell’articolo 195, comma

    1-bis. (73) 1.1. Se le comunicazioni indicate nel comma 1 sono dovute da una persona fisica, salvo che il fatto costituisca reato, in caso di violazione si applicano nei confronti di quest’ultima, una delle seguenti sanzioni amministrative:(73) a) una dichiarazione pubblica indicante la persona responsabile della violazione e la natura della stessa, quando questa sia connotata da scarsa offensività o pericolosità e l’infrazione contestata sia cessata;(73) b) un ordine di eliminare le infrazioni contestate, con eventuale indicazione delle misure da adottare e del termine per l’adempimento, e di astenersi dal ripeterle, quando le infrazioni stesse siano connotate da scarsa offensività o pericolosità; c) una sanzione amministrativa pecuniaria da euro cinquemila a euro due milioni. 1.2. Per le violazioni indicate nel comma 1, nei confronti dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, di direzione o di controllo, nonché del personale, qualora la loro condotta abbia contribuito a determinare dette violazioni da parte della persona giuridica si applicano, nei casi previsti dall’articolo 190-bis, comma 1, lettera a), le sanzioni amministrative previste dal comma 1.1.

    1-bis. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 12 MAGGIO 2015, N. 72. (61) (84)

    1-ter. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 12 MAGGIO 2015, N. 72. (61) (84)

    1-quater. Le stesse sanzioni indicate ai commi 1, 1.1 e 1.2 si applicano, in caso di inosservanza delle disposizioni di attuazione emanate dalla Consob ai sensi dell’articolo 113-ter, comma 5, lettere b) e c), nei confronti dei soggetti autorizzati dalla Consob all’esercizio del servizio di diffusione e di stoccaggio delle informazioni regolamentate.

    1-quinquies. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 3 AGOSTO 2017, N. 129. (73)

    1-sexies. Al soggetto di cui all’articolo 123-ter, comma 8-bis, che omette di verificare l’avvenuta predisposizione della seconda sezione della relazione si applica una sanzione amministrativa pecuniaria da euro diecimila ad euro centomila.

    2. Salvo che il fatto costituisca reato, nei casi di omissione delle comunicazioni delle partecipazioni rilevanti e dei patti parasociali previste, rispettivamente dagli articoli 120, commi 2, 2-bis, 4 e 4-bis, e 122, commi 1, 2 e 5, nonché di violazione dei divieti previsti dagli articoli 120, comma 5, 121, comma 1, e 122, comma 4, nei confronti di società, enti o associazioni, si applica una delle seguenti sanzioni amministrative:(73) a) una dichiarazione pubblica indicante il soggetto responsabile della violazione e la natura della stessa, quando questa sia connotata da scarsa offensività o pericolosità e l’infrazione contestata sia cessata;(73) b) un ordine di eliminare le infrazioni contestate, con eventuale indicazione delle misure da adottare e del termine per l’adempimento, e di astenersi dal ripeterle, quando le infrazioni stesse siano connotate da scarsa offensività o pericolosità; c) una sanzione amministrativa pecuniaria da euro diecimila a euro dieci milioni, ovvero fino al cinque per cento del fatturato quando tale importo è superiore a euro dieci milioni e il fatturato è determinabile ai sensi dell’articolo 195, comma 1-bis.(73) 2.1. Salvo che il fatto costituisca reato, ove le comunicazioni indicate nel comma 2 sono dovute da una persona fisica, in caso di violazione si applica una delle seguenti sanzioni amministrative:(73) a) una dichiarazione pubblica indicante la persona responsabile della violazione e la natura della stessa, quando questa sia connotata da scarsa offensività o pericolosità e l’infrazione contestata sia cessata;(73) b) un ordine di eliminare le infrazioni contestate, con eventuale indicazione delle misure da adottare e del termine per l’adempimento, e di astenersi dal ripeterle, quando le infrazioni stesse siano connotate da scarsa offensività o pericolosità; c) una sanzione amministrativa pecuniaria da euro diecimila a euro due milioni. 2.2. Per le violazioni indicate nel comma 2, nei confronti dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, di direzione o di controllo, nonché del personale, qualora la loro condotta abbia contribuito a determinare dette violazioni da parte della persona giuridica si applicano, nei casi previsti dall’articolo 190-bis, comma 1, lettera a), le sanzioni amministrative previste dal comma 2.1. 2.3. Nei casi di ritardo delle comunicazioni previste dall’articolo 120, commi 2, 2-bis e 4, non superiore a due mesi, l’importo minimo edittale delle sanzioni amministrative pecuniarie indicate nei commi 2 e 2.1 è pari a euro cinquemila. 2.4. Se il vantaggio ottenuto dall’autore della violazione come conseguenza della violazione stessa è superiore ai limiti massimi edittali indicati nei commi 1, 1.1, 2 e 2.1, del presente articolo, la sanzione amministrativa pecuniaria è elevata fino al doppio dell’ammontare del vantaggio ottenuto, purché tale ammontare sia determinabile.

    2-bis. COMMA SOPPRESSO DAL D.LGS. 15 FEBBRAIO 2016, N. 25.

    3. Si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro diecimila a euro un milione e cinquecentomila applica: (61) (84) a) ai componenti del collegio sindacale, del consiglio di sorveglianza e del comitato per il controllo sulla gestione che commettono irregolarità nell’adempimento dei doveri previsti dall’articolo 149, comma 1, ovvero omettono le comunicazioni previste dall’articolo 149, comma 2; b) LETTERA ABROGATA DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39.

    3-bis. Salvo che il fatto costituisca reato, i componenti degli organi di controllo, i quali omettano di eseguire nei termini prescritti le comunicazioni di cui all’articolo 148-bis, comma 2, sono puniti con la sanzione amministrativa in misura pari al doppio della retribuzione annuale prevista per l’incarico relativamente al quale è stata omessa la comunicazione. Con il provvedimento sanzionatorio è dichiarata altresì la decadenza dall’incarico.

    3-ter. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 3 AGOSTO 2017, N. 129. (73)

    3-quater. Nel caso di violazione degli ordini previsti dal presente articolo si applica l’articolo 192-bis, comma 1-quater.

  • Art. 192-ter TUF – Ammissione alle negoziazioni (abrogato)

    Art. 192-ter TUF – Ammissione alle negoziazioni (abrogato)

    Art. 192-ter TUF – Ammissione alle negoziazioni

    D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 – Testo unico della finanza

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.Lgs. 2 febbraio 2021, n. 17. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Nei confronti dell’emittente o della persona che chiede l’ammissione alle negoziazioni che viola le disposizioni contenute negli articoli 113, commi 2, 3, lettere a), d) f), e 4, e 113-bis, commi 1, 2, lettere a) e b), e 4, ovvero le disposizioni generali o particolari emanate dalla Consob in base ai medesimi articoli, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro cinquemila a euro settecentocinquantamila.(61) 2.

    [Comma abrogato dal D.Lgs. 12 maggio 2015, n. 72](61) 2-bis.

    La sanzione prevista al comma 1 si applica nei confronti degli esponenti aziendali e del personale della società o dell’ente nei casi previsti dall’articolo 190-bis, comma 1, lettera a).

    3. [Comma abrogato dal D.Lgs. 12 maggio 2015, n. 72] 3-bis.

    Si applica l’articolo [187-quinquiesdecies, comma 1-quater]

  • Art. 192 quinquies TUF – Sanzioni amministrative in tema di operazioni con parti correlate

    Art. 192 quinquies TUF – Sanzioni amministrative in tema di operazioni con parti correlate

    Art. 192 quinquies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Sanzioni amministrative in tema di operazioni con parti correlate

    1. Nei confronti delle società quotate nei mercati regolamentati che violano l’ articolo 2391-bis del codice civile e le relative disposizioni di attuazione adottate dalla Consob ai sensi del medesimo articolo, si applica una sanzione amministrativa pecuniaria da euro diecimila a euro dieci milioni.

    2. Salvo che il fatto costituisca reato, per le violazioni indicate nel comma 1, nei confronti dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione e di direzione si applica, nei casi previsti dall’articolo 190-bis, comma 1, lettera a), una sanzione amministrativa pecuniaria da euro cinquemila a euro un milione e cinquecentomila.

  • Art. 192 quater TUF – (Obbligo di astensione)

    Art. 192 quater TUF – (Obbligo di astensione)

    Art. 192 quater D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Obbligo di astensione)

    1. I soci e gli amministratori che violano l’obbligo di astensione di cui all’articolo 6, comma 2-novies, sono puniti con una sanzione amministrativa pecuniaria da euro cinquantamila a euro centocinquantamila.

  • Art. 192 bis TUF – Sanzioni amministrative in tema di informazioni sul governo societa…

    Art. 192 bis TUF – Sanzioni amministrative in tema di informazioni sul governo societa…

    Art. 192 bis D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Sanzioni amministrative in tema di informazioni sul governo societario e di politica di remunerazione e compensi corrisposti

    1. Salvo che il fatto costituisca reato, nei confronti delle società quotate nei mercati regolamentati che omettono le comunicazioni prescritte dall’articolo 123-bis, comma 2, lettera a), si applica una delle seguenti sanzioni amministrative:(73) a) una dichiarazione pubblica indicante la persona giuridica responsabile della violazione e la natura della stessa, quando questa sia connotata da scarsa offensività o pericolosità e l’infrazione contestata sia cessata;(73) b) un ordine di eliminare le infrazioni contestate, con eventuale indicazione delle misure da adottare e del termine per l’adempimento, e di astenersi dal ripeterle, quando le infrazioni stesse siano connotate da scarsa offensività o pericolosità; c) una sanzione amministrativa pecuniaria da euro diecimila a euro dieci milioni, ovvero, fino al cinque per cento del fatturato quando tale importo è superiore a euro dieci milioni e il fatturato è determinabile ai sensi dell’articolo 195, comma 1-bis.(73) 1.1 Salvo che il fatto costituisca reato, nei confronti delle società quotate nei mercati regolamentati che violano le disposizioni previste dall’articolo 123-ter e le relative disposizioni attuative…, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro diecimila a euro dieci milioni ovvero le sanzioni previste dal comma 1, lettere a) e b). 1.1-bis. Salvo che il fatto costituisca reato, per le violazioni delle disposizioni indicate dal comma 1.1, nei confronti dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, di direzione o di controllo, qualora la loro condotta abbia contribuito a determinare la violazione delle disposizioni del medesimo comma 1.1 da parte della società, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro diecimila a euro due milioni ovvero le sanzioni previste dal comma 1, lettere a) e b).

    1-bis. Per l’omissione delle comunicazioni indicate al comma 1, nei casi previsti dall’articolo 190-bis, comma 1, lettera a), salvo che il fatto costituisca reato, nei confronti dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, di direzione o di controllo, nonché del personale, qualora la loro condotta abbia contribuito a determinare l’omissione delle comunicazioni da parte della società o dell’ente, si applica una delle seguenti sanzioni amministrative:(73) a) una dichiarazione pubblica indicante la persona responsabile della violazione e la natura della stessa, quando questa sia connotata da scarsa offensività o pericolosità e l’infrazione contestata sia cessata;(73) b) un ordine di eliminare le infrazioni contestate, con eventuale indicazione delle misure da adottare e del termine per l’adempimento, e di astenersi dal ripeterle, quando le infrazioni stesse siano connotate da scarsa offensività o pericolosità; c) una sanzione amministrativa pecuniaria da euro diecimila a euro due milioni.

    1-ter. Alle omissioni delle comunicazioni prescritte dall’articolo 123-bis, comma 2, lettera a), e richiamate dai commi 1 e 1-bis del presente articolo si applica l’articolo 187-quinquiesdecies, comma

    1-quater. 1-quater. Nei casi di inosservanza dell’ordine di eliminare le infrazioni contestate e di astenersi dal ripeterle, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria prevista per la violazione originariamente contestata aumentata fino ad un terzo. Fermo restando quanto previsto per le persone giuridiche nei confronti delle quali è accertata l’inosservanza dell’ordine, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro diecimila a euro due milioni nei confronti dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, di direzione o di controllo, nonché del personale, qualora la loro condotta abbia contribuito a determinare l’inosservanza dell’ordine da parte della persona giuridica.

  • Art. 192 TUF – Offerte pubbliche di acquisto o di scambio

    Art. 192 TUF – Offerte pubbliche di acquisto o di scambio

    Art. 192 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Offerte pubbliche di acquisto o di scambio

    In vigore dal 01/07/1998

    1. Chiunque viola l’obbligo di promuovere un’offerta pubblica di acquisto o di scambio ovvero effettua un’offerta pubblica di acquisto o di scambio in violazione delle disposizioni dell’articolo 102, commi 1, 3 e 6, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria di importo non inferiore ad euro venticinquemila e non superiore al corrispettivo complessivamente dovuto dall’offerente ovvero che sarebbe stato complessivamente dovuto dall’offerente se l’offerta fosse stata promossa..

    2. La sanzione indicata nel comma 1 si applica a chi: a) non rispetta le indicazioni fornite dalla CONSOB ai sensi dell’articolo 102, comma 4, ovvero viola le disposizioni dei regolamenti emanati a norma dell’articolo 102, comma 1 e dell’articolo 103, comma 4; a-bis) viola le disposizioni di cui all’articolo 103, commi 3 e 3-bis; a-ter) viola le disposizioni relative all’obbligo di acquisto di cui all’articolo 108, commi 1 e 2 e le disposizioni del regolamento emanato a norma dell’articolo 108, comma 7; b) esercita il diritto di voto in violazione delle disposizioni dell’articolo

    110. b-bis) viola l’obbligo di cui all’articolo 110, comma

    1-bis. 2-bis. Se all’osservanza delle disposizioni previste dai commi 1 e 2 è tenuta una società o un ente, le sanzioni ivi previste si applicano nei confronti di questi ultimi; la stessa sanzione si applica nei confronti degli esponenti aziendali e del personale della società o dell’ente nei casi previsti dall’art. 190-bis, comma 1, lettera a). Se all’osservanza delle medesime disposizioni è tenuta una persona fisica, in caso di violazione, la sanzione si applica nei confronti di quest’ultima. La sanzione massima applicabile ad una persona fisica per le violazioni previste ai commi 1 e 2 non può essere superiore a euro cinque milioni. (61) (84) 2-ter Si applica l’articolo 187-quinquiesdecies, comma 1-quater. (61) (84)

    3. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 25 SETTEMBRE 2009, N. 146.

  • Art. 191 ter TUF – Offerta al pubblico di sottoscrizione e di vendita e ammissione alle negoziazioni di quote o azioni di OICR aperti

    Art. 191 ter TUF – Offerta al pubblico di sottoscrizione e di vendita e ammissione alle negoziazioni di quote o azioni di OICR aperti

    Art. 191 ter D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Offerta al pubblico di sottoscrizione e di vendita e ammissione alle negoziazioni di quote o azioni di OICR aperti

    1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 193-quinquies, chiunque effettua un’offerta al pubblico in violazione degli articoli 98-ter, comma 1, e 98-ter.1, comma 2, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da venticinquemila euro fino a cinque milioni di euro. La stessa sanzione si applica in caso di violazione dell’articolo 98, limitatamente ai casi di offerta al pubblico di quote o azioni di FIA chiusi per le quali l’Italia è lo Stato membro d’origine.

    2. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 193-quinquies, chiunque viola gli articoli 98-ter, comma 3, e 98-ter.1, commi 3 e 4, ovvero le relative disposizioni generali o particolari emanate dalla Consob ai sensi dell’articolo 98-quater, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da cinquemila euro fino a cinque milioni di euro. Le medesime sanzioni si applicano alla violazione dell’articolo 101 e alla violazione dell’ articolo 4 del regolamento (UE) 2019/1156, quando le stesse sono commesse nell’ambito di un’offerta di OICR aperti.

    3. Se la violazione è commessa da una società o un ente, l’importo massimo delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dai commi 1 e 2 è elevato fino al dieci per cento del fatturato, quando tale importo è superiore a cinque milioni di euro e il fatturato è determinabile ai sensi dell’articolo 195, comma

    1-bis. 4. Le sanzioni amministrative pecuniarie previste dai commi 1 e 2 si applicano nei confronti degli esponenti aziendali e del personale della società o dell’ente responsabile della violazione, nei casi previsti dall’articolo 190-bis, comma 1, lettera a).

    5. Alle violazioni previste dai commi 1 e 2 si applica l’articolo 190-bis, commi 2, 3 e

    3-bis. 6. Fermo restando quanto previsto dal comma 5, l’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal comma 1, importa la perdita temporanea dei requisiti di idoneità previsti dal presente decreto per gli esponenti aziendali dei soggetti abilitati e dei requisiti previsti per i consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, per i consulenti finanziari autonomi e per gli esponenti aziendali delle società di consulenza finanziaria nonché l’incapacità temporanea ad assumere incarichi di amministrazione, direzione e controllo nell’ambito di società aventi titoli quotati nei mercati regolamentati… e di società appartenenti al medesimo gruppo. La sanzione amministrativa accessoria ha durata non inferiore a due mesi e non superiore a tre anni.

    7. Nei confronti dell’emittente o della persona che chiede l’ammissione alle negoziazioni di quote o azioni di Oicr aperti, in caso di violazione delle disposizioni contenute nell’articolo 113-bis, commi 1, 2, lettere a) e b), e 4, ovvero delle relative disposizioni generali o particolari emanate dalla Consob, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da cinquemila euro a settecentocinquantamila euro.

    8. Alle violazioni previste dal presente articolo si applica l’articolo 187-quinquiesdecies, comma 1-quater.

  • Multa non pagata: cosa succede davvero

    Non pagare una multa non la fa sparire: la trasforma in un debito che cresce. Gli articoli 202 e 206 del Codice della Strada disciplinano cosa accade dopo il termine di pagamento, dalla formazione del titolo esecutivo alla cartella, fino al possibile fermo del veicolo.

    Il termine per pagare o fare ricorso

    Dalla contestazione o notifica il destinatario ha 60 giorni per pagare in misura ridotta o presentare ricorso. È la finestra in cui si decide la sorte della sanzione.

    Lasciar passare questo termine senza fare nulla porta automaticamente alle fasi successive della riscossione.

    Il verbale diventa titolo esecutivo

    Trascorsi i 60 giorni senza pagamento né ricorso, il verbale diventa titolo esecutivo. Significa che l’amministrazione può procedere al recupero forzoso dell’importo, senza bisogno di ulteriori accertamenti sul merito.

    Da questo momento contestare la multa diventa molto più difficile: i termini per i ricorsi ordinari sono scaduti.

    Iscrizione a ruolo e cartella di pagamento

    L’importo viene iscritto a ruolo e affidato alla riscossione. Arriva così la cartella di pagamento, che richiede l’importo della multa raddoppiato rispetto al minimo, oltre a interessi e oneri di riscossione.

    Il debito iniziale, quindi, cresce sensibilmente per effetto della mora e delle spese.

    Il preavviso e il fermo amministrativo

    Se la cartella resta impagata, può scattare il fermo amministrativo del veicolo, preceduto da un preavviso di fermo. Il fermo impedisce la circolazione del mezzo e ne blocca la disponibilità piena.

    Il preavviso è il momento utile per regolarizzare la posizione o attivare le difese ancora possibili prima dell’iscrizione del fermo.

    Cosa fare se è arrivata la cartella

    Ricevuta la cartella, conviene innanzitutto verificare che la multa originaria fosse stata regolarmente notificata: se la notifica del verbale era viziata o assente, è possibile contestare la cartella nelle sedi competenti entro i termini indicati.

    Se invece tutto è regolare, valutare un pagamento tempestivo evita l’aggravarsi degli oneri e il rischio del fermo.

    Esempio concreto

    Tizio dimentica una multa di 80 euro e non paga né ricorre entro 60 giorni. Il verbale diventa titolo esecutivo e, dopo l’iscrizione a ruolo, Tizio riceve una cartella che richiede circa il doppio dell’importo più interessi e spese. Non reagendo, riceve poi un preavviso di fermo del veicolo. A quel punto Tizio paga per evitare il fermo, dopo aver verificato che la notifica originaria era regolare.

    Il fermo amministrativo in pratica

    Il fermo amministrativo incide sulla possibilità di utilizzare il veicolo: una volta iscritto, il mezzo non può circolare e la sua disponibilità è limitata. Il preavviso di fermo rappresenta l’ultimo passaggio prima dell’iscrizione e segnala che la riscossione sta per attivare la misura.

    Alla ricezione del preavviso conviene reagire subito: verificare la regolarità della pretesa, considerare il pagamento o, dove ne ricorrano i presupposti, le forme di rateizzazione previste. Attendere passivamente espone al rischio concreto che il fermo venga iscritto, con ulteriori complicazioni pratiche.

    Come evitare l’escalation

    Il modo più sicuro per evitare cartelle e fermi è decidere entro i 60 giorni: pagare se la multa è fondata o presentare ricorso se ci sono vizi. Conservare la documentazione delle notifiche aiuta a difendersi se la riscossione presenta irregolarità.

    Ignorare il verbale è la scelta peggiore, perché trasforma una sanzione contenuta in un debito crescente con procedure esecutive.

    Articoli di legge da consultare

    Domande frequenti

    Cosa succede se non pago la multa entro 60 giorni?

    Il verbale diventa titolo esecutivo, l’importo è iscritto a ruolo e arriva una cartella di pagamento con importo raddoppiato e interessi. Può poi seguire il fermo amministrativo del veicolo.

    La multa raddoppia se non la pago?

    Sì, con l’iscrizione a ruolo l’importo richiesto nella cartella è raddoppiato rispetto al minimo, oltre a interessi e oneri di riscossione.

    Posso ancora difendermi quando arriva la cartella?

    Puoi verificare se il verbale originario era stato notificato regolarmente: se la notifica era viziata o mancante, è possibile contestare la cartella nelle sedi competenti entro i termini indicati. Se tutto è regolare, conviene pagare per evitare il fermo.

    Risorse correlate

    I contenuti hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la consulenza di un avvocato. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un professionista abilitato.

  • Art. 191 quater TUF – Sanzioni amministrative relative alla violazione delle disposizioni del regolamento (UE) n. 2023/2631

    Art. 191 quater TUF – Sanzioni amministrative relative alla violazione delle disposizioni del regolamento (UE) n. 2023/2631

    Art. 191 quater D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Sanzioni amministrative relative alla violazione delle disposizioni del regolamento (UE) n. 2023/2631)

    1. Nei confronti degli enti e delle società che commettono una violazione delle disposizioni richiamate dall’ articolo 49, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (UE) n. 2023/2631 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 novembre 2023, delle norme tecniche di regolamentazione e attuazione previste dal medesimo regolamento, o delle disposizioni di attuazione previste dal presente decreto, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 euro fino a 500.000 euro ovvero fino allo 0,5 per cento del fatturato, quando tale importo è superiore a euro 500.000 e il fatturato è determinabile ai sensi dell’articolo 195, comma 1-bis.

    2. Se la violazione delle disposizioni di cui al comma 1 è commessa da una persona fisica si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da cinquemila euro a cinquantamila euro.

    3. Fermo restando quanto previsto dal comma 1, la sanzione indicata dal comma 2 si applica nei confronti degli esponenti aziendali e del personale della società o dell’ente responsabile della violazione, nei casi previsti dall’articolo 190-bis, comma 1, lettera a).

    4. Le sanzioni di cui ai commi 1, 2 e 3 si applicano anche in caso di mancata osservanza delle misure adottate dalla Consob ai sensi dell’articolo 93.1.

    5. La Consob, in ragione della gravità della violazione accertata e tenuto conto dei criteri stabiliti dall’articolo 194-bis e di quelli stabiliti dall’ articolo 50, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2023/2631, può disporre l’applicazione delle misure di cui all’ articolo 49, paragrafo 4, lettere a), b) e c), del regolamento (UE) 2023/2631, anche in alternativa all’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie di cui ai commi precedenti. Nel caso di violazione delle misure di cui all’ articolo 49, paragrafo 4, lettere b) e c), del regolamento (UE) 2023/2631, si applica l’articolo 192-bis, comma 1-quater, del presente decreto.

    6. Alle violazioni previste dal presente articolo, si applica l’articolo 187-quinquiesdecies, comma 1-quater.

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