Autore: Andrea Marton

  • Art. 125-ter RD 12/1941

    Art. 125-ter RD 12/1941

    Ordinamento giudiziario (Regio Decreto 30 gennaio 1941, n. 12)

    Articolo abrogato.

  • Art. 90 DPR 230/2000 – Provvedimenti in caso di evasione

    Art. 90 DPR 230/2000 – Provvedimenti in caso di evasione

    Decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230 – Regolamento recante norme sull’ordinamento penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà

    1. In caso di evasione di un detenuto o di un internato, la direzione ne dà immediata notizia alle locali autorità di polizia, alla procura della Repubblica, al magistrato di sorveglianza e al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, provvedendo, contemporaneamente, ad attuare, a mezzo del personale dipendente, le prime ricerche.

    2. I beni dell'evaso, che non sia stato catturato, vengono trattenuti per un anno, e successivamente, venduti a cura della direzione. Il ricavato entra a far parte di un fondo sul quale viene versato anche l'eventuale peculio. Il fondo è depositato a cura della direzione presso la Cassa depositi e prestiti.

    3. All'atto del rientro dell'evaso in istituto, la direzione che ha effettuato il deposito ne dispone lo svincolo e ne richiede la restituzione. La somma restituita entra a far parte del peculio.

    4. Nel caso in cui il soggetto deceda durante lo stato di evasione, la direzione dell'istituto, a richiesta degli eredi o di altri aventi diritto che abbiano provato tale loro qualità ai sensi del comma 4 dell'articolo 92, autorizza la Cassa depositi e prestiti a versare direttamente agli aventi diritto la somma depositata secondo le loro spettanze.

  • CCNL Tessile e Moda Artigianato: maternità e congedi 2024

    CCNL Tessile e Moda (Artigianato)

    Maternità e congedi nel CCNL Tessile e Moda Artigianato

    Guida completa alle tutele di maternità, paternità e congedo parentale nelle imprese artigiane del tessile e della moda: integrazione dell’indennità INPS, conservazione del posto, congedo di paternità e novità del rinnovo 2024.

    In sintesi

    Il CCNL Tessile Moda Artigianato integra il trattamento INPS di maternità obbligatoria fino al 100% della retribuzione. Il congedo di paternità obbligatorio è di 10 giorni per legge; il CCNL aggiunge 1 giorno supplementare a carico del datore. I congedi parentali seguono il D.Lgs. n. 151/2001 con le migliorie introdotte dal rinnovo luglio 2024.

    Dati contrattuali

    Parti datoriali
    Confartigianato Moda · CNA Federmoda · Casartigiani · CLAAI
    Parti sindacali
    Femca-CISL · Filctem-CGIL · Uiltec-UIL
    Ultimo rinnovo
    16 luglio 2024
    Vigenza
    1° gennaio 2023 – 31 dicembre 2026
    Novità 2024
    Congedo paternità: +1 giorno supplementare a carico datore; rafforzamento tutele genitorialità

    Tabella riepilogativa: congedi e trattamento economico

    Maternità, paternità e congedi parentali – CCNL Tessile e Moda Artigianato (rinnovo luglio 2024)
    Istituto Durata Trattamento economico Fonte
    Congedo maternità obbligatoria 5 mesi (2+3 o 1+4 flessibile) INPS 80% + integrazione datore fino a 100% D.Lgs. n. 151/2001 + CCNL
    Congedo paternità obbligatorio 10 giorni lavorativi (legge) + 1 giorno (CCNL) 100% a carico INPS (10 gg) + 100% datore (1 gg) L. n. 234/2021 + CCNL 2024
    Congedo parentale facoltativo – madre Fino a 6 mesi (entro 12 anni del figlio) 3 mesi al 80%, 3 mesi al 30% (entro 6 anni) o 30% D.Lgs. n. 105/2022
    Congedo parentale facoltativo – padre Fino a 6 mesi (entro 12 anni del figlio) 3 mesi al 80%, 3 mesi al 30% (entro 6 anni) o 30% D.Lgs. n. 105/2022
    Congedo per malattia figlio (< 3 anni) Illimitato (entrambi i genitori) Non retribuito; matura TFR e anzianità D.Lgs. n. 151/2001
    Congedo per malattia figlio (3-8 anni) 5 giorni per anno lavorativo per genitore Non retribuito D.Lgs. n. 151/2001
    Permessi allattamento 2 ore/giorno fino a 1 anno del figlio (1 ora se orario < 6 h) 100% a carico INPS D.Lgs. n. 151/2001

    Nota: L’indennità INPS di maternità obbligatoria è pari all’80% della retribuzione media giornaliera degli ultimi 12 mesi (art. 22, D.Lgs. n. 151/2001). Il CCNL Tessile Moda Artigianato copre il restante 20%, garantendo alla lavoratrice la retribuzione piena. L’integrazione è a carico del datore di lavoro e non è coperta da INPS.

    La maternità obbligatoria: struttura e integrazione contrattuale

    Il congedo di maternità obbligatoria è disciplinato dal D.Lgs. n. 151/2001 (Testo Unico sulla maternità e paternità). La durata ordinaria è di 5 mesi: 2 mesi prima della data presunta del parto e 3 mesi dopo il parto. In alternativa, la lavoratrice può optare per la maternità flessibile (art. 20, D.Lgs. n. 151/2001): con certificazione medica che attesti la compatibilità della prosecuzione del lavoro, può lavorare fino alla settimana precedente il parto e fruire di 4 mesi post-partum.

    L’INPS eroga un’indennità pari all’80% della retribuzione media giornaliera. Il CCNL Tessile Moda Artigianato stabilisce che il datore integri la prestazione INPS fino al raggiungimento del 100% della retribuzione normale per l’intero periodo di astensione obbligatoria. Questa integrazione rappresenta un miglioramento contrattuale rispetto al minimo di legge e riguarda la retribuzione globale (minimo tabellare + scatti di anzianità + indennità contrattuali fisse).

    Durante il congedo obbligatorio maturano:

    • Ferie annue (per intero).
    • Ratei di tredicesima e quattordicesima mensilità.
    • TFR, calcolato sulla retribuzione utile ai sensi dell’art. 2120 c.c.
    • Scatti di anzianità (il periodo è utile per il calcolo dell’anzianità contrattuale).

    Il congedo di paternità obbligatorio

    La L. n. 234/2021 (Legge di Bilancio 2022) ha reso strutturale il congedo obbligatorio di paternità di 10 giorni lavorativi, retribuiti al 100% a carico INPS, da fruire nei 5 mesi dalla nascita (o dall’ingresso in famiglia nel caso di adozione o affidamento). Il padre può fruire dei 10 giorni anche contemporaneamente al congedo obbligatorio della madre.

    Il rinnovo del CCNL del 16 luglio 2024 ha introdotto un ulteriore 1 giorno supplementare di congedo di paternità a carico del datore di lavoro, retribuito al 100%. Il padre lavoratore nel settore tessile-moda artigiano ha quindi diritto complessivamente a 11 giorni di congedo obbligatorio retribuito (10 a carico INPS, 1 a carico datore).

    Oltre al congedo obbligatorio, il padre può fruire del congedo di paternità alternativo (art. 28, D.Lgs. n. 151/2001) nei soli casi in cui la madre sia impossibilitata a prendersi cura del figlio (morte, grave infermità, abbandono, affidamento esclusivo al padre).

    Il congedo parentale facoltativo

    Ciascun genitore ha diritto a un congedo parentale di durata massima di 6 mesi, non cedibile all’altro genitore, fruibile fino al dodicesimo anno di vita del figlio (entro il sesto anno per le quote retribuite all’80% e al 30%). Il totale complessivo per entrambi i genitori è di 10 mesi, elevabili a 11 se il padre fruisce di almeno 3 mesi.

    Il trattamento economico del congedo parentale, così come riformato dal D.Lgs. n. 105/2022 (recepimento direttiva UE 2019/1158), prevede:

    • 3 mesi per ciascun genitore: indennità pari all’80% della retribuzione (entro i 6 anni del figlio), non cedibili all’altro genitore.
    • Ulteriori 3 mesi: indennità pari al 30% della retribuzione (entro i 6 anni), oppure 0% tra i 6 e i 12 anni.
    • La quota del 30% può essere elevata all’80% per 1 mese a partire dal 2024 (primo anno di applicazione).

    Il CCNL Tessile Moda Artigianato non stabilisce integrazioni aggiuntive alla quota del 30%, ma la contrattazione di secondo livello può farlo.

    Divieto di licenziamento e tutele del posto

    La legge (art. 54, D.Lgs. n. 151/2001) vieta il licenziamento della lavoratrice dal momento della comunicazione della gravidanza fino al compimento di un anno di età del figlio. Il divieto si estende al padre che fruisca del congedo obbligatorio o del congedo parentale. Il licenziamento intimato in violazione del divieto è nullo.

    Fanno eccezione:

    • Cessazione totale dell’attività aziendale.
    • Scadenza del contratto a termine (senza obbligo di proroga, salvo previsioni specifiche).
    • Giusta causa non connessa alla maternità, verificata e documentata.

    Al rientro dalla maternità, la lavoratrice ha diritto di tornare nella stessa posizione lavorativa o in una posizione equivalente, con lo stesso trattamento economico e lo stesso inquadramento.

    Permessi per allattamento e altri istituti connessi

    Fino al compimento del primo anno di età del figlio, la madre (o il padre in alternativa, se la madre non ne fruisce) ha diritto a 2 ore di permesso retribuito per allattamento (ridotte a 1 ora se l’orario giornaliero è inferiore a 6 ore), ai sensi degli artt. 39-42, D.Lgs. n. 151/2001. I permessi sono interamente retribuiti a carico INPS.

    In caso di malattia del figlio:

    • Figlio di età inferiore a 3 anni: entrambi i genitori possono assentarsi per tutta la durata della malattia, senza limiti di tempo, senza retribuzione ma con maturazione del TFR.
    • Figlio di età tra 3 e 8 anni: 5 giorni per anno lavorativo per ciascun genitore, non retribuiti.

    Casi pratici

    Tizia – Lavoratrice in maternità obbligatoria: quanto percepisce?
    Tizia, operaia di livello 3 con una retribuzione mensile di 1.551,03 €, inizia il congedo obbligatorio 2 mesi prima del parto. L’INPS le eroga l’80% della retribuzione media giornaliera (1.551,03 ÷ 26 = 59,65 €/giorno × 80% = 47,72 €/giorno). Il datore integra il restante 20%, garantendo a Tizia la retribuzione piena per i 5 mesi di congedo obbligatorio. Maturano ferie, ratei di tredicesima, quattordicesima e TFR.
    Caio – Padre artigiano: congedo di paternità e giorni spettanti
    Caio lavora come operaio in un laboratorio di confezioni. Nasce il figlio il 10 marzo 2026. Caio ha diritto a 10 giorni di congedo obbligatorio di paternità retribuiti al 100% da INPS, più 1 giorno aggiuntivo a carico del datore previsto dal CCNL (rinnovo luglio 2024): in totale 11 giorni lavorativi retribuiti interamente. Caio può fruirli anche in modo non consecutivo nei 5 mesi dalla nascita del figlio.
    Sempronia – Congedo parentale e scelta della quota
    Sempronia rientra dalla maternità obbligatoria e decide di fruire di 3 mesi di congedo parentale facoltativo quando il figlio ha 8 mesi. Ha diritto a 3 mesi all’80% della retribuzione (INPS) e potrebbe prenderne altri 3 al 30%, entro i 6 anni del figlio. Sceglie di prendere solo i 3 mesi all’80% e rientra al lavoro: il suo posto è tutelato e ritrova l’inquadramento di livello 3 senza variazioni economiche.

    Domande frequenti

    Il CCNL Tessile Moda Artigianato integra l’indennità INPS di maternità?
    Sì. Il CCNL integra l’indennità INPS (80% della retribuzione) fino al 100% per l’intera durata del congedo obbligatorio di 5 mesi. L’integrazione è a carico del datore e si calcola sulla retribuzione normale contrattuale.
    Quanti giorni di congedo paternità prevede il CCNL?
    10 giorni obbligatori per legge (L. n. 234/2021), retribuiti al 100% da INPS, più 1 giorno aggiuntivo a carico del datore previsto dal rinnovo del luglio 2024. Totale: 11 giorni lavorativi retribuiti al 100%.
    Il posto di lavoro è garantito durante la maternità?
    Sì. Il divieto di licenziamento opera dal momento della comunicazione della gravidanza fino al compimento di 1 anno di età del figlio (art. 54, D.Lgs. n. 151/2001). Il licenziamento intimato in violazione è nullo.
    Durante il congedo parentale maturano ferie e TFR?
    Sì. Durante l’astensione obbligatoria maturano ferie, tredicesima, quattordicesima e TFR per intero. Durante il congedo parentale facoltativo maturano TFR e anzianità ma non necessariamente ferie, salvo previsioni aziendali migliorative.
    La lavoratrice può rinunciare alla maternità obbligatoria?
    No. L’astensione obbligatoria è un diritto irrinunciabile (art. 6, D.Lgs. n. 151/2001). La lavoratrice non può rinunciarvi né il datore può imporle di lavorare durante il periodo di congedo obbligatorio, salvo le ipotesi di maternità flessibile previste dalla legge.
    Il congedo parentale è cumulabile con quello del partner?
    No, non si cumulano nello stesso momento: entrambi i genitori possono fruire ciascuno del proprio congedo, ma non contemporaneamente, salvo accordo diverso con il datore. Tuttavia, il padre può fruire del suo congedo obbligatorio di paternità anche mentre la madre è in congedo obbligatorio.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024-2026, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento 2024, ferie, permessi e ROL 2024, tredicesima, quattordicesima e premi 2024 e malattia e infortunio 2024.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Tessile-Moda e Chimica-Ceramica per l’Artigianato del 16 luglio 2024 (vigenza 1° gennaio 2023 – 31 dicembre 2026) e alla normativa vigente (D.Lgs. n. 151/2001, D.Lgs. n. 105/2022, L. n. 234/2021). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, le organizzazioni sindacali di categoria (Femca-CISL, Filctem-CGIL, Uiltec-UIL) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 136 D.Lgs. 259/2003 – Patente

    Art. 136 D.Lgs. 259/2003 – Patente

    Codice delle comunicazioni elettroniche (D.Lgs. 1 agosto 2003, n. 259)

    1. Per conseguire l’autorizzazione generale per l’impianto e l’esercizio di stazione di radioamatore è necessario che il richiedente sia in possesso della relativa patente di operatore di classe A di cui all’allegato n. 26 o di classe N. Con decreto del Ministro sono disciplinati i criteri e le modalità per il conseguimento della patente di classe N conformemente alla raccomandazione CEPT ECC/REC 06.

    2. Per il conseguimento delle patenti di cui al comma 1 devono essere superate le relative prove di esame.

    3. Il Ministero può affidare, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, l’organizzazione e lo svolgimento delle prove di esame di cui al comma 2 alle associazioni dei radioamatori legalmente riconosciute che ne fanno richiesta, previa verifica del possesso dei requisiti minimi in base ai criteri stabiliti con decreto del Ministro. articolo precedente articolo successivo

  • Art. 226 D.Lgs. 36/2023 – Abrogazioni

    1. Sono abrogati il decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, e successive modificazioni.
  • Art. 36 D.Lgs. 1/2018 – Altre forme di volontariato organizzato di protezione civile

    Art. 36 D.Lgs. 1/2018 – Altre forme di volontariato organizzato di protezione civile ( Articolo 18 legge 225/1992; Articolo 5, comma 1, lettera a), 4, comma 1,m lettera m) e 7, comma 1

    Decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1 – Codice della protezione civile

    1. Possono essere iscritti nell’Elenco nazionale di cui all’articolo 34 anche altre forme di volontariato organizzato operanti nel settore della protezione civile con sede operativa nel territorio nazionale, anche in attuazione di accordi internazionali in vigore per la Repubblica Italiana in materia di assistenza in caso di gravi emergenze determinate da eventi naturali o derivanti dall’attività dell’uomo.

    2. I soggetti di cui al comma 1 possono essere riconosciuti, in conformità a quanto previsto dal decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, quali enti del Terzo settore costituiti in forma specifica, ai sensi di quanto previsto dall’articolo 4, comma 2, del medesimo decreto legislativo, secondo modalità previste nel provvedimento da adottarsi ai sensi dell’articolo 53.

  • Art. 9 TUIR: Valore normale

    Art. 9 TUIR: Valore normale

    Art. 9 TUIR – Determinazione dei redditi e delle perdite

    In vigore dal 01/01/2024

    Modificato da: Legge del 30/12/2023 n. 213 Articolo 1 com 92

    “1. I redditi e le perdite che concorrono a formare il reddito complessivo sono determinati distintamente per ciascuna categoria, secondo le disposizioni dei successivi capi, in base al risultato complessivo netto di tutti i cespiti che rientrano nella stessa categoria.

    2. Per la determinazione dei redditi e delle perdite i corrispettivi, i proventi, le spese e gli oneri in valuta estera sono valutati secondo il cambio del giorno in cui sono stati percepiti o sostenuti o del giorno antecedente più prossimo e, in mancanza, secondo il cambio del mese in cui sono stati percepiti o sostenuti; quelli in natura sono valutati in base al valore normale dei beni e dei servizi da cui sono costituiti. In caso di conferimenti o apporti in società o in altri enti si considera corrispettivo conseguito il valore normale dei beni e dei crediti conferiti. Se le azioni o i titoli ricevuti sono negoziati in mercati regolamentati italiani o esteri e il conferimento o l’apporto è proporzionale, il corrispettivo non può essere inferiore al valore normale determinato a norma del successivo comma 4, lettera a).

    3. Per valore normale, salvo quanto stabilito nel comma 4 per i beni ivi considerati, si intende il prezzo o corrispettivo mediamente praticato per i beni e i servizi della stessa specie o similari, in condizioni di libera concorrenza e al medesimo stadio di commercializzazione, nel tempo e nel luogo in cui i beni o servizi sono stati acquisiti o prestati, e, in mancanza, nel tempo e nel luogo più prossimi. Per la determinazione del valore normale si fa riferimento, in quanto possibile, ai listini o alle tariffe del soggetto che ha fornito i beni o i servizi e, in mancanza, alle mercuriali e ai listini delle camere di commercio e alle tariffe professionali, tenendo conto degli sconti d’uso. Per i beni e i servizi soggetti a disciplina dei prezzi si fa riferimento ai provvedimenti in vigore.

    4. Il valore normale è determinato:

    a) per le azioni, obbligazioni e altri titoli negoziati in mercati regolamentati italiani o esteri, in base alla media aritmetica dei prezzi rilevati nell’ultimo mese;

    b) per le altre azioni, per le quote di società non azionarie e per i titoli o quote di partecipazione al capitale di enti diversi dalle società, in proporzione al valore del patrimonio netto della società o ente, ovvero, per le società o enti di nuova costituzione, all’ammontare complessivo dei conferimenti;

    c) per le obbligazioni e gli altri titoli diversi da quelli indicati alle lettere a) e b), comparativamente al valore normale dei titoli aventi analoghe caratteristiche negoziati in mercati regolamentati italiani o esteri e, in mancanza, in base ad altri elementi determinabili in modo obiettivo.

    5. Ai fini delle imposte sui redditi, laddove non è previsto diversamente, le disposizioni relative alle cessioni a titolo oneroso valgono anche per gli atti a titolo oneroso che importano costituzione o trasferimento di diritti reali di godimento e per i conferimenti in società.”

  • Art. 263 DPR 495/1992 – Proventi della maggiorazione del costo di produzione delle targhe e dei contrassegni per ciclomotore

    Art. 263 DPR 495/1992 – Proventi della maggiorazione del costo di produzione delle targhe e dei contrassegni per ciclomotore

    Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

    1. I proventi delle maggiorazioni di cui all'articolo 101, comma 1, del codice, destinati alla Direzione generale della M.C.T.C. per le finalità di cui all'articolo 208, comma 2, del codice, vengono utilizzati: a) nella misura non inferiore al 95% per studi di carattere tecnico, per pubblicazioni tecniche, per corsi di aggiornamento professionale, per ricerche sperimentali, ivi comprese le ricerche sui singoli dispositivi e componenti del veicolo, anche nei riflessi verso l'ambiente nonché in relazione al conducente ed alle persone trasportate, e per l'acquisto delle relative apparecchiature ed informatizzazione delle procedure relative alle ricerche stesse; b) in misura non eccedente il 5% per compensi al personale effettivamente addetto alle ricerche suddette, anche in relazione alla eventuale articolazione in turni delle relative sperimentazioni.

  • Art. 1304 Codice della Navigazione – Norme applicabili al personale arruolato

    Art. 1304 Codice della Navigazione – Norme applicabili al personale arruolato

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    Nei confronti del personale arruolato su navi rimane in vigore l’articolo 1 del R.D.L. 6 febbraio 1936, n. 337.

  • Art. 98 GDPR – Riesame di altri atti giuridici dell’Unione in materia di protezione dei dati

    Articolo 98 del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) – Riesame di altri atti giuridici dell’Unione in materia di protezione dei dati.

    Vedi sotto per sintesi, commento e FAQ. Testo ufficiale consultabile su EUR-Lex.

  • Art. 36 D.Lgs. 504/1995 – Oggetto dell’imposizione e modalità di accertamento

    Art. 36 D.Lgs. 504/1995 – Oggetto dell’imposizione e modalità di accertamento

    Testo unico delle accise (D.Lgs. 26 ottobre 1995, n. 504)

    1. Il vino, tranquillo o spumante, è sottoposto ad accisa con aliquota riferita ad ettolitro di prodotto finito.

    2. Si intendono per: a) “vino tranquillo” tutti i prodotti di cui ai codici NC 2204 e 2205, ad eccezione dei vini spumanti definiti nella lettera b), aventi: 1) un titolo alcolometrico effettivo superiore all’1,2 per cento ma non superiore al 15 per cento in volume, purché l’alcole contenuto nel prodotto finito derivi interamente da fermentazione; 2) un titolo alcolometrico effettivo superiore al 15 per cento ma non superiore al 18 per cento in volume, purché ottenuti senza arricchimenti e l’alcole contenuto nel prodotto finito derivi interamente da fermentazione; b) ‘vino spumantè tutti i prodotti di cui ai codici NC 2204 10, 2204 21 06, 2204 21 07, 2204 21 08, 2204 21 09, 2204 29 10 e 2205 che: 1) sono presentati in bottiglie chiuse con tappo a “forma di fungo” tenuto da fermagli o legacci o hanno una sovrappressione dovuta all’anidride carbonica in soluzione di almeno 3 bar; 2) hanno un titolo alcolometrico effettivo superiore all’1,2 per cento ma non superiore al 15 per cento in volume, purché l’alcole contenuto nel prodotto finito derivi interamente da fermentazione.

    3. È esente da accisa il vino prodotto da un privato e consumato dallo stesso produttore, dai suoi familiari e dai suoi ospiti, a condizione che non formi oggetto di alcuna attività di vendita.

    4. Fatto salvo quanto previsto dal comma 1-bis dell’articolo 37, negli stabilimenti vinicoli e nelle cantine, i quantitativi dei prodotti finiti e dei prodotti destinati ad essere lavorati in altri opifici sono determinati tenendo conto anche delle registrazioni obbligatorie previste dal regolamento (CE) n. 436/2009 della Commissione del 26 maggio 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea n. L 128 del 27 maggio 2009.