Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • I contenuti più tecnici sono sottoposti a revisione di professionisti abilitati.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • CNLG 2026: ferie, permessi retribuiti e festivita del giornalista dipendente

    CCNL Giornalisti

    In sintesi

    Il CNLG riconosce al giornalista dipendente 30 giorni di ferie annuali (oltre le domeniche e i festivi). I permessi retribuiti includono i ROL (riduzione orario di lavoro) e i permessi per eventi familiari. Le festivita nazionali non godute danno diritto a riposo compensativo o a indennita sostitutiva.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali) · FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana)
    Ultimo rinnovo
    Accordo di rinnovo 2021-2024 (trattative per il nuovo ciclo in corso a maggio 2026)
    Vigenza
    Prorogato nelle more del rinnovo; minimi indicativi aggiornati a maggio 2026
    Platea
    ~15.000 giornalisti dipendenti (professionisti e pubblicisti) di quotidiani, periodici, agenzie, testate online, emittenti radio-tv

    Tabella riepilogativa

    Ferie e permessi CNLG – quadro sintetico
    Istituto Durata / Quantita Note
    Ferie annuali 30 giorni lavorativi Maturazione proporzionale; godimento entro 18 mesi dalla maturazione
    ROL / permessi ex-festivi Da accordo aziendale; indicativamente 4-6 giorni/anno Giornate maturate per festivita soppresse e riduzioni orario
    Permesso matrimoniale 15 giorni di calendario Retribuito; non computato nelle ferie
    Permesso per lutto 3 giorni lavorativi per coniuge, figli, genitori Estensione a 5 giorni per accordo aziendale
    Permesso per donazione sangue 1 giorno per donazione Secondo L. 584/1967 e accordo aziendale
    Festivita nazionali 11 giorni + 1 (Patrono) Se lavorate, danno diritto a riposo compensativo o indennita

    Le ferie: 30 giorni e regime di godimento

    Il CNLG riconosce al giornalista dipendente 30 giorni lavorativi di ferie annuali, indipendentemente dall’anzianita di servizio. Le ferie maturano proporzionalmente al servizio prestato nel corso dell’anno solare e devono essere godute entro 18 mesi dalla fine dell’anno di maturazione, salvo cause di servizio documentate.

    L’editore non puo sostituire le ferie non godute con un’indennita sostitutiva durante il rapporto di lavoro, salvo che il mancato godimento sia imputabile a esigenze aziendali eccezionali. Le ferie maturate e non godute si liquidano alla cessazione del rapporto.

    ROL e permessi da festivita soppresse

    I giornalisti accumulano permessi ROL (Riduzione Orario di Lavoro) originati dalla soppressione di alcune festivita civili avvenuta con L. 54/1977. Nella prassi redazionale questi permessi, pari indicativamente a 4-6 giorni annui, vengono gestiti tramite accordi aziendali che ne regolano le modalita di fruizione e accumulazione.

    Permessi per eventi familiari e altre fattispecie

    Il CNLG e la legge riconoscono permessi retribuiti per: matrimonio (15 giorni), lutti familiari (3 giorni per coniuge, figli, genitori; espandibili per accordo aziendale), donazione sangue (1 giorno). Ulteriori permessi possono derivare dalla L. 104/1992 per assistenza a familiari con disabilita grave e dalla normativa sui congedi parentali.

    Casi pratici

    Tizio – Ferie non godute alla cessazione del rapporto
    Tizio si dimette dopo 5 anni di servizio e non ha goduto 12 giorni di ferie dell’ultimo anno. L’editore e obbligato a liquidare le ferie non godute in busta paga con la retribuzione globale giornaliera (minimo mensile + tredicesima / 365 x 30, secondo i criteri contrattuali).
    Caia – Permesso matrimoniale durante un periodo di elezioni
    Caia si sposa durante una campagna elettorale intensa. Il direttore non puo rifiutare il permesso matrimoniale di 15 giorni: si tratta di un diritto contrattuale non rinviabile unilateralmente dall’editore. Caia deve comunicare la data con congruo anticipo per consentire l’organizzazione della copertura redazionale.
    Sempronio – ROL non goduti in un periodico mensile
    Sempronio accumula 6 giorni di ROL che non riesce a fruire nell’anno per impegni editoriali. L’accordo aziendale del periodico prevede che i ROL non goduti entro il 31 marzo dell’anno successivo siano monetizzati. Sempronio riceve quindi la liquidazione dei 6 giorni nella busta paga di aprile.

    Domande frequenti

    Quanti giorni di ferie spettano a un giornalista?
    30 giorni lavorativi annui, indipendentemente dall’anzianita. Maturano proporzionalmente al servizio prestato nell’anno solare.
    Le ferie non godute si possono monetizzare?
    Solo alla cessazione del rapporto di lavoro. Durante il rapporto, l’editore non puo unilateralmente convertire le ferie in indennita: deve garantire il godimento effettivo.
    Cosa sono i ROL dei giornalisti?
    Permessi retribuiti derivanti dalla riduzione dell’orario di lavoro e dalla soppressione di festivita civili (L. 54/1977). Indicativamente 4-6 giorni annui, gestiti da accordi aziendali.
    Il permesso matrimoniale si cumula alle ferie?
    No: il permesso matrimoniale di 15 giorni e un istituto autonomo e non viene computato nel monte ferie annuale.
    Quante festivita nazionali ha il giornalista?
    11 festivita nazionali piu il Santo Patrono del Comune di residenza dell’azienda. Se lavorate per esigenze editoriali, danno diritto a riposo compensativo o indennita sostitutiva.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi mensili per qualifica e anzianita, preavviso, dimissioni e licenziamento del giornalista dipendente, maternita, paternita e congedi parentali del giornalista dipendente, malattia, infortunio e periodo di comporto del giornalista dipendente, TFR e indennita di fine rapporto del giornalista dipendente e orario di lavoro, riposi settimanali e lavoro festivo del giornalista.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Giornalisti. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CNLG 2026: qualifiche e inquadramento del giornalista dipendente

    CCNL Giornalisti

    In sintesi

    Il CNLG distingue sei qualifiche principali: praticante, redattore (con anzianita da 0 a oltre 30 anni), caposervizio, caporedattore, vicedirettore e direttore. Il praticante svolge i 18 mesi obbligatori prima di accedere all’esame di Stato per l’iscrizione all’albo dei professionisti.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali) · FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana)
    Ultimo rinnovo
    Accordo di rinnovo 2021-2024 (trattative per il nuovo ciclo in corso a maggio 2026)
    Vigenza
    Prorogato nelle more del rinnovo; minimi indicativi aggiornati a maggio 2026
    Platea
    ~15.000 giornalisti dipendenti (professionisti e pubblicisti) di quotidiani, periodici, agenzie, testate online, emittenti radio-tv

    Tabella riepilogativa

    Qualifiche CNLG – scala gerarchica e caratteristiche principali
    Qualifica Requisito di accesso Ruolo tipico
    Praticante Iscrizione registro praticanti OdG Redazione notizie sotto supervisione; 18 mesi obbligatori
    Redattore Superamento esame di Stato OdG Produzione autonoma di contenuti; mansioni giornalistiche tipiche
    Caposervizio Nomina del direttore; esperienza redazionale Coordinamento di una sezione o servizio della redazione
    Caporedattore Nomina del direttore; percorso da caposervizio Responsabilita di piu servizi; sostituzione del vicedirettore
    Vicedirettore Nomina editoriale; di norma da caporedattore Affianca il direttore; assume la direzione in sua assenza
    Direttore responsabile Elenco direttori OdG; nomina editore Responsabilita penale della testata; indirizzo editoriale

    Il praticantato: porta di accesso alla professione

    Il praticantato giornalistico dura 18 mesi (art. 33 L. 69/1963) e deve svolgersi presso una testata riconosciuta o una scuola di giornalismo convenzionata con l’Ordine dei Giornalisti. Il praticante e iscritto all’apposito registro e lavora in redazione sotto supervisione di un professionista.

    Al termine dei 18 mesi il praticante sostiene l’esame di Stato (scritto + orale). Il superamento determina l’iscrizione all’albo dei professionisti e l’acquisizione della qualifica contrattuale di redattore.

    Redattore: la qualifica base del professionista

    Il redattore e la qualifica fondamentale del giornalista professionista dipendente. Il CNLG non prevede livelli numerici: il trattamento economico e modulato sull’anzianita di servizio tramite scatti biennali. Il redattore svolge in autonomia le mansioni giornalistiche tipiche: raccolta notizie, interviste, elaborazione testi, aggiornamento digitale.

    Figure direttive: da caposervizio a direttore

    Le figure di caposervizio e caporedattore svolgono funzioni di coordinamento redazionale e ricevono un’indennita di funzione aggiuntiva rispetto al minimo di redattore. La nomina dipende dalla volonta del direttore e dell’editore.

    Il direttore responsabile risponde penalmente del contenuto della testata (L. 47/1948) ed e iscritto nell’elenco direttori dell’Ordine. Il suo trattamento economico e di norma negoziato individualmente con l’editore.

    Casi pratici

    Tizio – Praticante che non supera l’esame di Stato
    Tizio completa i 18 mesi di praticantato ma non supera l’esame di Stato alla prima sessione. Il contratto di praticantato cessa alla scadenza: l’editore non e obbligato a mantenere il rapporto. Tizio dovra trovare un nuovo incarico per completare le pratiche necessarie a sostenere una seconda sessione d’esame.
    Caia – Nomina a caposervizio e indennita di funzione
    Caia e redattrice con 10 anni di anzianita in un quotidiano nazionale. Il direttore la nomina caposervizio della sezione economia. Il CNLG le riconosce un’indennita di funzione (indicativamente 200-350 euro lordi mensili aggiuntivi). In caso di revoca del ruolo, Caia torna al minimo di redattore con l’anzianita intatta.
    Sempronio – Giornalista pubblicista dipendente
    Sempronio e giornalista pubblicista assunto a tempo indeterminato da un periodico. Il CNLG si applica anche ai pubblicisti dipendenti con minimi e tutele analoghi al professionista. Sempronio matura anzianita e scatti biennali come il collega professionista. Il pubblicista puo svolgere attivita extragioranlistica entro i limiti di compatibilita con l’iscrizione all’OdG.

    Domande frequenti

    Quanto dura il praticantato giornalistico?
    18 mesi, come stabilito dall’art. 33 della L. 69/1963. Si svolge presso testate riconosciute o scuole di giornalismo convenzionate con l’Ordine dei Giornalisti.
    Qual e la differenza tra professionista e pubblicista nel CNLG?
    Il professionista svolge l’attivita giornalistica in via esclusiva; il pubblicista in modo non esclusivo. Entrambi possono essere assunti con il CNLG con identici minimi e tutele normative.
    Come si diventa caposervizio?
    Per nomina del direttore responsabile, che valuta l’esperienza redazionale. Non e prevista una soglia minima di anzianita, ma nella prassi si tratta di redattori con almeno 5-7 anni di esperienza.
    Il direttore e sempre coperto dal CNLG?
    Puo essere regolato dal CNLG (con trattamento superiore ai minimi) oppure da contratto individuale negoziato con l’editore. Le testate maggiori negoziano di norma contratti individuali per i direttori.
    Cosa succede se l'editore cambia il direttore?
    Il cambio di direzione non incide sui rapporti di lavoro dei redattori. Tuttavia il nuovo orientamento editoriale puo generare conflitti di coscienza che attivano la clausola di coscienza contrattuale (art. 32 CNLG).

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Giornalisti. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Panificazione: lavoro notturno strutturale, HACCP e sicurezza alimentare

    CCNL Panificazione

    In sintesi

    La panificazione artigiana presenta due specificita’ rilevanti in materia di lavoro: il turno notturno strutturale (l’impasto e la cottura iniziano tra le 2 e le 5 del mattino) con relative tutele per i lavoratori notturni, e gli obblighi HACCP (D.Lgs. 193/2007) per la sicurezza alimentare, che impongono formazione, procedure documentate e libretto sanitario per il personale a contatto con gli alimenti.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confartigianato Alimentazione · CNA Agroalimentare · Casartigiani · Assipan/Federpanificatori · Flai-CGIL · Fai-CISL · Uila-UIL
    Ultimo rinnovo
    18 luglio 2024
    Vigenza
    In vigore fino al 31 dicembre 2026. Aumento a regime di 183 euro al livello A2 per i panifici artigiani e di 280 euro lordi mensili al livello 3B per la panificazione industriale, in quattro tranche: 35 euro a febbraio 2024, 25 a luglio 2024, 62 a novembre 2025 e 61 a settembre 2026, oltre a una una tantum di 100 euro in due rate da 50 euro (luglio e ottobre 2024)
    Platea
    ~90.000 addetti (panifici artigiani e piccola industria)

    Tabella riepilogativa

    Obblighi HACCP e sicurezza alimentare nel panificio
    Obbligo Riferimento normativo A carico di
    Formazione HACCP del personale Reg. CE 852/2004 + D.Lgs. 193/2007 Datore (costo formazione)
    Manuale HACCP / autocontrollo Reg. CE 852/2004 Datore (titolare OSA)
    Libretto sanitario (ove previsto dalla ASL) Normativa regionale Datore (costo visita)
    Sorveglianza sanitaria lavoratori notturni D.Lgs. 66/2003 art. 14 Datore (visita annuale)
    Valutazione rischi chimici/biologici panificio D.Lgs. 81/2008 Datore (DVR)
    DPI (guanti, grembiule, scarpe antinfortunistiche) D.Lgs. 81/2008 Datore (fornitura gratuita)

    Il lavoro notturno strutturale: tutele e limiti

    La panificazione artigiana e’ uno dei settori in cui il lavoro notturno non e’ un’eccezione ma la norma strutturale del ciclo produttivo: l’impasto del pane richiede tempi lunghi di lievitazione e la cottura deve avvenire nelle prime ore del mattino per garantire il prodotto fresco. Questo significa che la grande maggioranza dei panettieri lavora stabilmente in fascia 2-8, collocandosi pienamente nella definizione di lavoratore notturno del D.Lgs. 66/2003.

    I lavoratori notturni stabili godono di:

    • Sorveglianza sanitaria annuale obbligatoria a carico del datore (visita con medico competente)
    • Limite di 8 ore medie nelle 24, calcolate su un periodo di riferimento di 4 mesi
    • Diritto di precedenza nel passaggio al turno diurno in caso di incompatibilita’ sanitaria certificata
    • Maggiorazione retributiva per le ore in fascia notturna (di norma 20-30% sulla paga base oraria)

    HACCP: formazione e responsabilita' in panificio

    Il sistema HACCP (Hazard Analysis Critical Control Points) e’ obbligatorio per tutti gli operatori del settore alimentare (OSA) ai sensi del Regolamento CE 852/2004 e del D.Lgs. 193/2007. Il titolare del panificio e’ il responsabile della sicurezza alimentare (OSA) e deve:

    • Elaborare e aggiornare il manuale di autocontrollo HACCP con analisi dei pericoli biologici (contaminazione da batteri, muffe), chimici (detergenti, pesticidi) e fisici (corpi estranei)
    • Formare tutto il personale a contatto con gli alimenti sulle procedure HACCP (temperatura di conservazione, igiene personale, prevenzione contaminazioni crociate)
    • Conservare la documentazione delle attivita’ di controllo e delle non conformita’ per almeno 2 anni

    Il costo della formazione HACCP e’ a carico del datore. La mancata formazione del personale espone il titolare a sanzioni da parte della ASL in sede di ispezione.

    Sicurezza sul lavoro: rischi specifici della panificazione

    Il panificio presenta rischi lavorativi specifici che il datore deve includere nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) ai sensi del D.Lgs. 81/2008:

    • Rischio termico: temperature elevate in prossimita’ dei forni (fino a 300 gradi); obbligo di DPI termici e pause di riposo
    • Rischio da polveri di farina (allergeni respiratori): asma del fornaio, dermatite da contatto; obbligo di ventilazione e DPI respiratori per esposizioni superiori ai limiti
    • Rischio ergonomico: movimentazione manuale di carichi pesanti (sacchi farina 25 kg), posture incongrue; obbligo di formazione e ausili meccanici
    • Rischio biologico: presenza di muffe e agenti biologici nell’ambiente di lavoro; pulizia e sanificazione periodica

    Il datore deve fornire gratuitamente i DPI (dispositivi di protezione individuale) idonei ai rischi specifici: guanti resistenti al calore, grembiule, scarpe antinfortunistiche, protezioni uditive nei locali con macchinari rumorosi.

    Casi pratici

    Tizio – Incompatibilita’ sanitaria con il turno notturno
    Tizio, lavoratore notturno da 8 anni, riceve dal medico competente (visita annuale obbligatoria) una valutazione di incompatibilita’ temporanea con il lavoro notturno per disturbi del sonno documentati. Il datore e’ obbligato a trasferire Tizio al turno diurno per almeno 6 mesi, mantenendo il livello e la retribuzione (senza la maggiorazione notturna, non piu’ applicabile).
    Caia – Sanzione HACCP per mancata formazione
    L’ASL ispeziona il panificio di Caia e rileva che due dipendenti assunti nei 6 mesi precedenti non hanno ancora completato la formazione HACCP. Il titolare riceve una diffida a regolarizzare entro 30 giorni. In caso di inottemperanza, la sanzione amministrativa prevista puo’ arrivare a diverse migliaia di euro per ogni lavoratore non formato.
    Sempronio – Asma del fornaio e malattia professionale
    Sempronio sviluppa sintomi respiratori dopo 4 anni di esposizione alle polveri di farina. Il medico competente rileva una bronchite asmatica occupazionale riconducibile all’attivita’ lavorativa. La condizione viene denunciata come malattia professionale all’INAIL. Sempronio ha diritto all’indennizzo INAIL e, in caso di inidoneita’ alla mansione, al trasferimento ad altre mansioni compatibili nello stesso panificio o, se impossibile, al licenziamento per inabilita’ con tutele di legge.

    Domande frequenti

    La formazione HACCP e' obbligatoria per tutti i dipendenti del panificio?
    Si: tutto il personale a contatto diretto con gli alimenti (panettieri, pasticceri, addetti vendita che manipolano prodotti) deve ricevere formazione HACCP. La formazione va aggiornata periodicamente e il costo e’ a carico del datore.
    Il libretto sanitario e' ancora obbligatorio per i panettieri?
    Il libretto sanitario (certificato di idoneita’ sanitaria) e’ stato abolito a livello nazionale nel 2008, ma alcune Regioni o ASL locali possono ancora richiederlo per il personale alimentare. E’ necessario verificare la normativa regionale applicabile.
    Cosa succede se il panettiere sviluppa un'allergia alla farina?
    Se il medico competente certifica l’inidoneita’ alla mansione per allergia occupazionale, il datore deve cercare mansioni alternative compatibili. In assenza di soluzioni, il licenziamento per giustificato motivo oggettivo puo’ avvenire con le tutele previste dal Jobs Act e dal CCNL (preavviso, TFR, eventuale NASPI).
    Quante ore di formazione sicurezza sono obbligatorie per un panettiere?
    Il D.Lgs. 81/2008 e l’Accordo Stato-Regioni del 2011 prevedono: formazione generale di 4 ore + formazione specifica di 8 ore per i lavoratori a rischio basso/medio (come il personale di panificio). Totale: 12 ore al momento dell’assunzione, con aggiornamento quinquennale di 6 ore.
    I lavoratori notturni devono fare la visita medica?
    Si: il D.Lgs. 66/2003 impone la sorveglianza sanitaria annuale obbligatoria per i lavoratori notturni. La visita e’ effettuata dal medico competente nominato dal datore e riguarda la valutazione dell’idoneita’ al lavoro notturno continuativo.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi mensili per livello, preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, permessi e festivita’, maternita’, paternita’ e congedi parentali, malattia, infortunio e periodo di comporto e periodo di prova, assunzione, apprendistato e tipologie contrattuali.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Panificazione. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 37 D.Lgs. 81/2015 – Norme previdenziali nella somministrazione

    Art. 37 D.Lgs. 81/2015 – Norme previdenziali nella somministrazione

    D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 – Disciplina organica dei contratti di lavoro (Jobs Act)

    1. Nei confronti dei lavoratori che svolgono attività di somministrazione si applicano le norme sulla assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria e contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, nonché le norme relative alla tutela della maternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, e alla tutela dei congedi parentali, di cui al decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 80, e le norme sulla maternità e paternità nei rapporti di lavoro e nei contratti di collaborazione nonché le norme in materia di tutele assicurative obbligatorie per i lavoratori dipendenti.

  • Art. 127 L. 633/1941

    Art. 127 L. 633/1941

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    La pubblicazione o la riproduzione dell'opera deve aver luogo entro il termine fissato dal contratto; tale termine non può essere superiore a due anni, decorrenti dal giorno della effettiva consegna all'editore dell'esemplare completo e definitivo dell'opera.

    In mancanza di termini contrattuali, la pubblicazione o la riproduzione dell'opera deve aver luogo non oltre due anni dalla richiesta scritta fattane all'editore.

    L'autorità giudiziaria può peraltro fissare un termine più breve quando sia giustificato dalla natura dell'opera e da ogni altra circostanza del caso.

    È nullo ogni patto che contenga rinuncia alla fissazione di un termine o che contenga fissazione di un termine superiore al termine massimo sopra stabilito.

    Il termine di due anni non si applica alle opere collettive.

    Fonte: Normattiva.it.

  • Art. 36 D.Lgs. 81/2015 – Diritti sindacali nella somministrazione

    Art. 36 D.Lgs. 81/2015 – Diritti sindacali nella somministrazione

    D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 – Disciplina organica dei contratti di lavoro (Jobs Act)

    1. I lavoratori somministrati hanno diritto di esercitare presso l’utilizzatore, per tutta la durata della somministrazione, i diritti di libertà e di attività sindacale nonché di partecipare alle assemblee del personale dipendente delle imprese utilizzatrici.

    2. Per tutta la durata della missione, i lavoratori somministrati hanno diritto di fruire di tutti i servizi sociali e assistenziali di cui godono i dipendenti dell’utilizzatore addetti alla stessa unità produttiva, esclusi quelli il cui godimento sia condizionato alla iscrizione ad associazioni o società cooperative, purché preesistenti alla data di ricorso alla somministrazione di lavoro.

  • Art. 35 D.Lgs. 81/2015 – Tutela lavoratore e solidarietà nella somministrazione

    Art. 35 D.Lgs. 81/2015 – Tutela lavoratore e solidarietà nella somministrazione

    D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 – Disciplina organica dei contratti di lavoro (Jobs Act)

    1. Il somministratore informa i lavoratori sui rischi per la sicurezza e la salute connessi alle attività produttive in generale e li forma e addestra all’uso delle attrezzature di lavoro necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa per la quale vengono assunti.

    2. Il somministratore informa altresì i lavoratori sui rischi specifici per la sicurezza e la salute connessi alle attività produttive in cui sono impiegati.

    3. Il lavoratore somministrato può esercitare il diritto di sciopero senza che tale esercizio possa avere conseguenze sulla continuità del rapporto di lavoro con il somministratore.

    4. Ai fini dell’esercizio del potere disciplinare, l’utilizzatore comunica al somministratore le circostanze di fatto che possono giustificare l’esercizio del potere disciplinare.

    5. In caso di somministrazione irregolare, il lavoratore può chiedere la costituzione di un rapporto di lavoro alle dipendenze dell’utilizzatore, con effetto dall’inizio della somministrazione, oltre al pagamento di una indennità onnicomprensiva nella misura compresa tra 2,5 e 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto percepita, avuto riguardo ai criteri indicati nell’articolo 8 della legge 15 luglio 1966, n. 604.

  • Art. 46 D.Lgs. 148/2015 – Abrogazioni

    Art. 46 D.Lgs. 148/2015 – Abrogazioni

    Riordino degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro (D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 148)

    1. Sono abrogate le seguenti disposizioni: a) il decreto legislativo luogotenenziale 9 novembre 1945, n. 788; b) il decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 12 agosto 1947, n. 869, ad eccezione dell’articolo 3; c) la legge 3 febbraio 1963, n. 77; d) gli articoli da 2 a 5 della legge 5 novembre 1968, n. 1115; e) la legge 8 agosto 1972, n. 464; f) gli articoli da 1 a 7, da 9 a 11, 12, comma 1, numeri 1) e 2), e da 13 a 17 della legge 20 maggio 1975, n. 164; g) gli articoli 1, 2, e da 4 a 8 della legge 6 agosto 1975, n. 427; h) la legge 13 agosto 1980, n. 427; i) gli articoli 1 e 2 del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito con modificazioni dalla legge 19 dicembre 1984, n. 863; l) l’articolo 8, commi da 1 a 5, e 8 del decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160; m) gli articoli 1, 2, e da 12 a 14 della legge 23 luglio 1991, n. 223; n) l’ articolo 5, commi da 1 a 4, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito con modificazioni dalla legge 19 luglio 1993, n. 236; o) il decreto del Presidente della Repubblica 10 giugno 2000, n. 218; p) l’ articolo 44, comma 6 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326; q) i commi 1, da 4 a 19-ter, da 22 a 45, dell’articolo 3 della legge 28 giugno 2012, n. 92.

    2. A decorrere dal 1° gennaio 2016 sono abrogate le seguenti disposizioni: a) l’ articolo 8 della legge 20 maggio 1975, n. 164; b) l’ articolo 3 della legge 6 agosto 1975, n. 427; c) il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, 7 febbraio 2014, n. 79141; d) i commi 20, 20-bis, e 21 dell’ articolo 3 della legge 28 giugno 2012, n. 92.

    3. A decorrere dal 1° luglio 2016 è abrogato l’ articolo 5 del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236.

    4. È abrogata ogni altra disposizione contraria o incompatibile con le disposizioni del presente decreto.

    5. Laddove disposizioni di legge o regolamentari dispongano un rinvio all’articolo unico, secondo comma, della legge n. 427 del 1980, oppure all’ articolo 3, commi da 4 a 45, della legge n. 92 del 2012, ovvero ad altre disposizioni abrogate dal presente articolo, tali rinvii si intendono riferiti alle corrispondenti norme del presente decreto. articolo precedente articolo successivo

  • Art. 34 D.Lgs. 81/2015 – Disciplina dei rapporti di lavoro in somministrazione

    Art. 34 D.Lgs. 81/2015 – Disciplina dei rapporti di lavoro in somministrazione

    D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 – Disciplina organica dei contratti di lavoro (Jobs Act)

    1. Per tutta la durata della missione presso l’utilizzatore, i lavoratori del somministratore hanno diritto, a parità di mansioni svolte, a condizioni economiche e normative complessivamente non inferiori a quelle dei dipendenti di pari livello dell’utilizzatore.

    2. L’utilizzatore è obbligato in solido con il somministratore a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi e i contributi previdenziali.

    3. L’utilizzatore adempie agli obblighi retributivi e contributivi attraverso il versamento al somministratore delle somme a tal fine determinate. Il contratto di somministrazione determina, a pena di nullità, i criteri per la determinazione e l’erogazione della retribuzione e dei contributi.

    4. I lavoratori sono informati dall’utilizzatore dei posti vacanti presso di lui, affinché possano aspirare, al pari dei dipendenti in forza, a ricoprire posti di lavoro a tempo indeterminato. Tale informazione può essere fornita mediante un avviso generale affisso in un luogo adeguato nell’impresa o nello stabilimento.

  • Redditi SP 2026: chi deve presentarlo e cosa contiene

    In sintesi

    • Il Modello Redditi SP 2026 è la dichiarazione delle società di persone ed equiparate per il periodo d’imposta 2025.
    • Chi deve presentarlo: SNC (società in nome collettivo), SAS (società in accomandita semplice), società semplici e studi/associazioni professionali.
    • La dichiarazione si presenta in via telematica, direttamente o tramite un intermediario abilitato (commercialista, CAF imprese).
    • Il quadro RN raccoglie i redditi della società da imputare ai soci; il quadro RO riporta i dati nominativi di soci e amministratori con le relative quote.
    • La società deve rilasciare a ogni socio un prospetto con il reddito (o la perdita) imputato e tutti i dati necessari per la dichiarazione personale.
    • I soggetti con volume d’affari o ricavi non inferiore a 100 milioni di euro devono barrare la casella ‘Soggetti grandi contribuenti’ nel frontespizio.

    Che cos'è il Modello Redditi SP e a chi serve

    Il Modello Redditi SP 2026 è la dichiarazione dei redditi che le società di persone ed equiparate presentano ogni anno per il periodo d’imposta precedente. ‘SP’ sta per ‘Società di Persone’: è il modello dedicato a SNC, SAS, società semplici e studi associati (associazioni tra professionisti). Non va confuso con il Modello Redditi PF, che è invece quello dei privati, né con il Modello Redditi SC, riservato alle società di capitali.

    Presentare il Redditi SP serve a ‘fotografare’ il reddito (o la perdita) prodotto dalla società nell’anno. La dichiarazione non porta con sé il pagamento di IRES o IRPEF da parte della società: la tassazione viene in capo ai soci, che ricevono dalla società un prospetto con la loro quota di reddito da riportare nella dichiarazione personale. La società è dunque un soggetto ‘passante’: dichiara il reddito, ma non lo tassa.

    La trasmissione del modello avviene esclusivamente in via telematica, o direttamente dalla società stessa se abilitata ai servizi Entratel o Fisconline, o tramite un intermediario abilitato (commercialista, consulente del lavoro, CAF imprese). Il frontespizio del modello contiene informazioni sulla società dichiarante, sul suo rappresentante legale e sulle modalità di presentazione.

    Soggetti obbligati al Modello Redditi SP 2026
    Tipo di soggetto Caratteristiche principali
    Società in nome collettivo (SNC) Tutti i soci rispondono illimitatamente e solidalmente dei debiti sociali; tipica forma per attività commerciali tra due o più persone
    Società in accomandita semplice (SAS) Due categorie di soci: accomandatari (responsabilità illimitata) e accomandanti (responsabilità limitata alla quota conferita)
    Società semplice Forma base per attività non commerciali (es. gestione di patrimoni, attività agricola); non può svolgere attività d'impresa commerciale
    Studi associati e associazioni professionali Raggruppamenti di professionisti (avvocati, architetti, commercialisti) che esercitano in forma associata arti o professioni
    Grandi contribuenti Soggetti con volume d'affari o ricavi non inferiore a 100 milioni di euro: devono barrare apposita casella nel frontespizio

    Esempio pratico

    • Alfa SNC è formata da Tizio e Caio, che svolgono attività di commercio al dettaglio. A fine 2025 la SNC ha prodotto un reddito d’impresa. Entro la scadenza ordinaria, il legale rappresentante (Tizio, in qualità di socio amministratore) presenta il Modello Redditi SP 2026 in via telematica tramite il commercialista. Il modello include il quadro RF (reddito d’impresa in contabilità ordinaria), il quadro RN con il totale del reddito da imputare ai soci e il quadro RO con i dati di Tizio e Caio e le rispettive quote. Dopo la presentazione, la SNC consegna a Tizio e a Caio il prospetto previsto dalla sezione 18.10 delle istruzioni, con tutti i dati necessari per compilare il loro Modello Redditi PF.

    Documenti necessari

    • Atto costitutivo e statuto della società con quote di partecipazione aggiornate
    • Libri contabili obbligatori (libro giornale, registri IVA) per determinare il reddito
    • Eventuale modello ISA se la società esercita attività soggette agli indici sintetici di affidabilità fiscale
    • Credenziali Entratel o Fisconline per la trasmissione telematica (o delega all’intermediario)
    • Dati anagrafici e codici fiscali di tutti i soci e degli amministratori in carica

    SNC che presenta il modello tramite commercialista

    Scenario. Gamma SNC (attività di ristorazione) ha un solo amministratore, Tizio, socio al 70%. Caio è socio al 30% e non ha cariche. La SNC affida la presentazione del Redditi SP 2026 al proprio commercialista.

    Come si applica. Il commercialista, in qualità di intermediario abilitato, trasmette telematicamente il modello. Nel frontespizio indica il codice fiscale della SNC e i dati di Tizio come rappresentante firmatario. Nel quadro RO sezione I riporta Tizio come socio amministratore (codice ‘A’) e nella sezione II inserisce sia Tizio che Caio con le rispettive quote (70% e 30%). Dopo la presentazione, la SNC rilascia a entrambi il prospetto con i dati per la dichiarazione personale.

    In pratica

    • Il commercialista barrà la casella ‘Soggetto che ha predisposto la dichiarazione’ con il codice ‘2’ (dichiarazione predisposta da chi effettua l’invio).
    • Tizio e Caio ricevono il prospetto e lo usano per compilare il proprio Modello Redditi PF: riportano la quota di reddito nel quadro RH.
    • Se la SNC ha aderito agli ISA (indici sintetici di affidabilità), occorre barrare la casella ‘ISA’ e allegare il relativo modello.

    Studio associato di professionisti

    Scenario. Delta Associati è uno studio composto da tre avvocati (Tizio, Caio, Sempronio) con quote uguali. Produce reddito di lavoro autonomo. Presenta il Modello Redditi SP.

    Come si applica. Gli studi associati tra professionisti rientrano tra i soggetti che devono presentare il Redditi SP. Il reddito di lavoro autonomo prodotto dallo studio viene determinato nel quadro RE e poi imputato in parti uguali ai tre associati tramite il quadro RN e il quadro RO. Ciascuno dichiara la propria quota nel Modello Redditi PF.

    In pratica

    • Il Redditi SP viene presentato in nome dello studio (con la sua partita IVA e codice fiscale).
    • Il quadro RO riporta i dati dei tre associati con quota del 33,33% ciascuno.
    • Lo studio rilascia a Tizio, Caio e Sempronio il prospetto con la rispettiva quota di reddito di lavoro autonomo da dichiarare nella loro dichiarazione personale.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Qual è la scadenza per presentare il Modello Redditi SP 2026?

    Le istruzioni del Modello Redditi SP 2026 non indicano nel testo disponibile una data specifica: per le scadenze aggiornate è necessario consultare il sito dell’Agenzia delle Entrate o il calendario fiscale del proprio commercialista.

    Una società semplice deve presentare il Redditi SP?

    Sì. Le società semplici rientrano tra i soggetti obbligati alla presentazione del Modello Redditi SP, insieme a SNC, SAS e studi associati.

    La società paga le imposte con il Redditi SP?

    No. La società di persone non paga IRES né IRPEF: il Redditi SP serve a determinare e comunicare il reddito prodotto, che viene poi tassato in capo ai singoli soci nelle loro dichiarazioni personali.

    Che cos'è il prospetto che la società deve rilasciare ai soci?

    Le istruzioni SP 2026 (sezione 18.10) prevedono che la società consegni a ogni socio un documento con la ragione sociale, il codice fiscale, la quota percentuale di partecipazione e il reddito (o perdita) imputato, oltre a una serie di altri dati (crediti d’imposta, ritenute, spese deducibili o detraibili) necessari per la dichiarazione personale.

    Chi deve barrare la casella 'Grandi contribuenti'?

    Le società con volume d’affari o ricavi non inferiore a 100 milioni di euro, come previsto dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 6 aprile 2009.

    Cosa succede se la SNC ha aderito al concordato preventivo biennale?

    Nel frontespizio del Redditi SP 2026 è prevista una casella ‘Comunicazione CPB’ per gestire l’adesione o la revoca del concordato preventivo biennale. L’adesione per il biennio 2026-2027 può essere inviata contestualmente alla dichiarazione o in via autonoma.

  • Art. 33 D.Lgs. 81/2015 – Forma del contratto di somministrazione

    Art. 33 D.Lgs. 81/2015 – Forma del contratto di somministrazione

    D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 – Disciplina organica dei contratti di lavoro (Jobs Act)

    1. Il contratto di somministrazione di lavoro è stipulato in forma scritta e contiene i seguenti elementi:

    a) gli estremi dell’autorizzazione rilasciata al somministratore;

    b) il numero dei lavoratori da somministrare;

    c) i casi e le ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo di cui all’articolo 31, commi 1 e 3;

    d) l’indicazione della presenza di eventuali rischi per la salute e la sicurezza del lavoratore e le misure di prevenzione adottate;

    e) la data di inizio e la durata prevista della somministrazione;

    f) le mansioni alle quali saranno adibiti i lavoratori e l’inquadramento dei medesimi;

    g) il luogo, l’orario di lavoro e il trattamento economico e normativo dei lavoratori.

    2. Il contratto di somministrazione può contenere, in luogo degli elementi di cui al comma 1, lettera c), una clausola che preveda l’utilizzazione del lavoratore somministrato per l’esecuzione di qualsiasi tipo di mansione, sempre nei limiti di legge e di contratto collettivo.

    3. Qualora il contratto di somministrazione sia stipulato a tempo determinato il somministratore e l’utilizzatore possono richiamare nel contratto di somministrazione il contratto collettivo applicabile, con indicazione delle clausole rilevanti.

    4. L’omissione della forma scritta comporta la nullità del contratto di somministrazione: in tale caso i lavoratori sono considerati a tutti gli effetti alle dipendenze dell’utilizzatore.

  • Art. 32 D.Lgs. 81/2015 – Divieti somministrazione

    Art. 32 D.Lgs. 81/2015 – Divieti somministrazione

    D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 – Disciplina organica dei contratti di lavoro (Jobs Act)

    1. Il contratto di somministrazione di lavoro è vietato:

    a) per la sostituzione di lavoratori che esercitano il diritto di sciopero;

    b) salva diversa disposizione degli accordi sindacali, presso unità produttive nelle quali si è proceduto, entro i sei mesi precedenti, a licenziamenti collettivi, a norma degli articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, che hanno riguardato lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di somministrazione ovvero presso unità produttive nelle quali è operante una sospensione dei rapporti o una riduzione dell’orario con diritto al trattamento di integrazione salariale, che interessano lavoratori adibiti alle mansioni cui si riferisce il contratto di somministrazione;

    c) da parte delle imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi ai sensi della normativa di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.