Testo dell'articoloVigente
Il CNLG fissa periodi di preavviso differenziati per qualifica e anzianita: da 3 mesi per il praticante a oltre 12 mesi per il caporedattore con lunga anzianita. Il licenziamento senza giusta causa o giustificato motivo e illegittimo e puo comportare reintegra o indennita risarcitoria. Le dimissioni per clausola di coscienza assimilano il giornalista a un lavoratore licenziato.
Tabella riepilogativa
| Qualifica | Anzianita fino a 5 anni | Anzianita 5-15 anni | Anzianita oltre 15 anni |
|---|---|---|---|
| Praticante | 3 mesi | – | – |
| Redattore | 3 mesi | 4 mesi | 6 mesi |
| Caposervizio | 4 mesi | 6 mesi | 8 mesi |
| Caporedattore | 6 mesi | 9 mesi | 12 mesi |
| Vicedirettore / Direttore | Trattamento individuale; indicativamente 12-24 mesi | ||
Il preavviso: funzione e disciplina contrattuale
Il preavviso e il periodo di tempo che deve trascorrere tra la comunicazione di recesso (da parte del datore o del giornalista) e l’effettiva cessazione del rapporto di lavoro. Il CNLG fissa periodi di preavviso piu lunghi rispetto alla media dei CCNL industriali, a riflesso della natura intellettuale e della difficolta di sostituzione del giornalista.
Il datore puo rinunciare al preavviso lavorato versando al giornalista la corrispondente indennita sostitutiva di preavviso (pari alla retribuzione del periodo di preavviso). Il giornalista dimissionario puo richiedere di non prestare il preavviso, ma l’editore puo pretenderne la prestazione o decurtare il TFR dell’importo corrispondente.
Licenziamento: cause e tutele applicabili
Il licenziamento del giornalista dipendente deve essere sorretto da giusta causa (art. 2119 c.c.) o giustificato motivo (oggettivo per ragioni aziendali, soggettivo per inadempimento contrattuale). Il licenziamento privo di tali presupposti e illegittimo.
Le tutele applicabili variano in base alla dimensione aziendale e alla data di assunzione: per i giornalisti assunti prima del 7 marzo 2015 si applica l’art. 18 St. Lav. (possibile reintegra); per chi e assunto dopo si applica il D.Lgs. 23/2015 (contratto a tutele crescenti, con indennita risarcitoria).
Dimissioni: preavviso, giusta causa e clausola di coscienza
Le dimissioni volontarie richiedono il rispetto del preavviso contrattuale; le dimissioni per giusta causa (grave inadempimento del datore) esentano dall’obbligo di preavviso e danno diritto all’indennita sostitutiva. Le dimissioni per clausola di coscienza – istituto peculiare del CNLG – consentono al giornalista di recedere senza preavviso in caso di mutamento della linea editoriale, assimilando il recesso a un licenziamento con diritto a indennita e TFR.
Casi pratici
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Domande frequenti
Quanto preavviso deve dare un redattore che si dimette?
Cosa sono le tutele crescenti per i giornalisti?
Cosa e la clausola di coscienza nel CNLG?
Il giornalista licenziato ha diritto alla NASPI?
Il licenziamento disciplinare del giornalista segue regole particolari?
Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi mensili per qualifica e anzianita, ferie, permessi retribuiti e festivita del giornalista dipendente, maternita, paternita e congedi parentali del giornalista dipendente, malattia, infortunio e periodo di comporto del giornalista dipendente, TFR e indennita di fine rapporto del giornalista dipendente e orario di lavoro, riposi settimanali e lavoro festivo del giornalista.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Giornalisti. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Serve un parere sul tuo caso concreto?
Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.
In sintesi
Indice dei contenuti
Il rapporto di lavoro giornalistico e regolato da un contratto collettivo autonomo, il CNLG, che disciplina cessazione e recesso con regole piu protettive rispetto alla generalita dei CCNL industriali. La ragione e duplice: la prestazione e intellettuale e fiduciaria, e il giornalista gode di una tutela costituzionale rafforzata (art. 21 Cost.) che si riflette su istituti come la clausola di coscienza. Per leggere correttamente la materia conviene tenere distinti tre piani: il preavviso (durata del distacco tra recesso ed effettiva cessazione), la legittimita del licenziamento (esistenza della causa) e le dimissioni (recesso del lavoratore, con le loro formalita).
La funzione del preavviso e la sua durata graduata
Il preavviso e l'intervallo che deve trascorrere tra la comunicazione del recesso e la cessazione del rapporto, e serve a consentire alla parte che lo subisce di organizzarsi: al datore di sostituire il professionista, al giornalista di trovare nuova collocazione. Il CNLG gradua la durata in funzione della qualifica e dell'anzianita, partendo da periodi contenuti per il praticante e crescendo sensibilmente per le figure apicali di redazione. La logica e quella propria dell'art. 2118 c.c.: piu la posizione e elevata e difficile da sostituire, piu lungo e il preavviso.
Indennita sostitutiva e riflesso sul TFR
La parte recedente puo rinunciare al preavviso lavorato versando all'altra la corrispondente indennita sostitutiva, pari alla retribuzione che sarebbe maturata nel periodo. Quando e il datore a esonerare il giornalista dal lavorare il preavviso, l'indennita ha natura retributiva e concorre alla base di calcolo del trattamento di fine rapporto ex art. 2120 c.c. La voce va quindi considerata anche ai fini contributivi e fiscali, non come una mera liberalita.
Licenziamento: giusta causa e giustificato motivo
Il recesso del datore non e libero. Occorre una giusta causa, ossia un fatto che non consente la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto (art. 2119 c.c.), oppure un giustificato motivo soggettivo (notevole inadempimento) od oggettivo (ragioni inerenti all'attivita produttiva e all'organizzazione). In assenza, il licenziamento e illegittimo e apre, secondo il regime applicabile, alla reintegra o all'indennita risarcitoria. La specificita del lavoro giornalistico impone particolare cautela quando il recesso tocca scelte di contenuto, perche puo entrare in tensione con la liberta di informazione.
La clausola di coscienza
Tratto distintivo del contratto di categoria, la clausola di coscienza consente al giornalista di rassegnare le dimissioni conservando i trattamenti economici propri del licenziamento (preavviso e relativa indennita) quando si verifica un sostanziale mutamento dell'indirizzo politico o editoriale della testata, tale da incidere sulla sua dignita professionale. E un istituto che traduce in regola contrattuale il principio di indipendenza intellettuale.
Le dimissioni e la convalida telematica
Anche il recesso del giornalista soggiace, sul piano formale, alle regole generali del lavoro dipendente: le dimissioni vanno rese con la procedura telematica di convalida, a pena di inefficacia, salvo i casi esonerati dalla legge. Questo presidio antifrode tutela il lavoratore da dimissioni estorte o apocrife. Resta dovuto il preavviso, salvo dimissioni per giusta causa o per clausola di coscienza.
Coordinamento con la disciplina generale
Il CNLG non vive isolato: si innesta sulle norme codicistiche del rapporto di lavoro (artt. 2118-2120 c.c.) e sulla disciplina dei licenziamenti. Dove il contratto tace, si applicano le regole generali; dove il contratto e piu favorevole, prevale la disposizione di miglior favore. Per importi e periodi esatti fa sempre fede il testo del CNLG vigente, in attesa del nuovo ciclo di rinnovo.
Domande frequenti
Quanto dura il preavviso per un giornalista dipendente?
Dipende da qualifica e anzianita: e contenuto per il praticante e cresce per redattori e figure apicali. Per i periodi esatti fa fede la tabella del CNLG vigente.
Cos'e la clausola di coscienza?
E la facolta del giornalista di dimettersi conservando i trattamenti del licenziamento (preavviso e indennita) quando muta in modo sostanziale l'indirizzo politico-editoriale della testata, incidendo sulla sua dignita professionale.
L'indennita sostitutiva del preavviso entra nel TFR?
Si: quando il datore esonera il giornalista dal lavorare il preavviso, l'indennita ha natura retributiva e concorre alla base di calcolo del TFR ex art. 2120 c.c.
Il licenziamento del giornalista puo essere libero?
No. Serve una giusta causa (art. 2119 c.c.) o un giustificato motivo soggettivo od oggettivo. In difetto il recesso e illegittimo e puo dar luogo a reintegra o indennita.
Le dimissioni vanno fatte in forma scritta?
Vanno rese con la procedura telematica di convalida prevista dalla legge: la forma puramente orale non produce effetti, salvo i casi espressamente esonerati.