Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 153 D.Lgs. 36/2023 – Norme applicabili

    Art. 153 D.Lgs. 36/2023 – Norme applicabili

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Con riferimento alle procedure di scelta del contraente, le stazioni appaltanti o gli enti concedenti nei settori speciali applicano i seguenti articoli:

    a) articolo 71, salvo che la disposizione sull’avviso di pre-informazione si intende riferita all’avviso periodico indicativo di cui all’allegato II.6, Parte II;

    b) articolo 74, salvo che, nel dialogo competitivo indetto nell’ambito dei settori speciali, qualsiasi operatore economico può chiedere di partecipare in risposta a un avviso di indizione di gara ai sensi dell’articolo 155, comma 3, lettere b) e c), fornendo le informazioni richieste dalla stazione appaltante o dall’ente concedente; il termine minimo per la ricezione delle domande di partecipazione è fissato, di norma, a non meno di trenta giorni dalla data di trasmissione del bando di gara o, se come mezzo di indizione di gara è usato un avviso periodico indicativo, dell’invito a confermare interesse, e non può in alcun caso essere inferiore a quindici giorni;

    c) articoli 70, comma 6, e 75, salvo che, nei partenariati per l’innovazione indetti nell’ambito dei settori speciali, qualsiasi operatore economico può presentare una domanda di partecipazione in risposta a un avviso di indizione di gara, ai sensi dell’articolo 155, comma 3, lettere b) e c), presentando le informazioni richieste dalla stazione appaltante o dall’ente concedente; il termine minimo per la ricezione delle domande di partecipazione è fissato, di norma, a non meno di trenta giorni dalla data di trasmissione del bando di gara e non può in alcun caso essere inferiore a quindici giorni;

    d) articoli 77, 78, 79 e 80;

    e) articolo 85, salvo che la disposizione sull’avviso di pre-informazione si intende riferita all’avviso periodico indicativo.

  • Art. 217 D.Lgs. 36/2023 – Determinazioni facoltative

    Art. 217 D.Lgs. 36/2023 – Determinazioni facoltative

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Quando l’acquisizione del parere o della determinazione non è obbligatoria, le determinazioni del collegio consultivo tecnico assumono natura di lodo contrattuale ai sensi dell’articolo 808-ter del codice di procedura civile se le parti, successivamente alla nomina del Presidente e non oltre il momento dell’insediamento del collegio, non abbiano diversamente disposto. La possibilità che la pronuncia del collegio consultivo tecnico assuma natura di lodo contrattuale è esclusa nei casi in cui è richiesta una pronuncia sulla risoluzione, sulla sospensione coattiva o sulle modalità di prosecuzione dei lavori.

    2. Se le parti, ai sensi di quanto disposto dal comma 1, escludono che la determinazione possa valere come lodo contrattuale, la stessa, anche se facoltativa, produce comunque gli effetti di cui al comma 3 dell’articolo 215.

    3. Le determinazioni aventi natura di lodo contrattuale sono impugnabili nei casi e nei modi indicati dall’articolo 808-ter, secondo comma, del codice di procedura civile.

  • IRAP: dichiarazione, acconti e come si versa

    In sintesi

    • L’IRAP si dichiara con un modello autonomo, separato dalla dichiarazione dei redditi
    • Il versamento avviene tramite modello F24 con le stesse scadenze delle imposte sui redditi
    • Si versano saldo e due rate di acconto nel corso dell’anno
    • La Regione competente è quella in cui è prodotto il valore della produzione
    • Se l’attività è svolta in più Regioni la base imponibile va ripartita tra esse
    • Ditte individuali e professionisti senza autonoma organizzazione non presentano la dichiarazione IRAP

    La dichiarazione IRAP: un adempimento autonomo

    L’IRAP si distingue dalle altre imposte sui redditi anche sotto il profilo dichiarativo: il contribuente soggetto passivo deve presentare un modello di dichiarazione dedicato, il modello IRAP, che è separato e autonomo rispetto al modello Redditi o al modello 730. Questa autonomia dichiarativa riflette la natura dell’imposta, che colpisce il valore aggiunto prodotto dall’attività e non il reddito personale o societario, e segue un calendario di scadenze allineato a quello delle imposte sui redditi.

    Il versamento dell’IRAP avviene tramite modello F24, lo stesso strumento utilizzato per IRPEF, IRES e altri tributi erariali e locali. Le somme sono distinte tra saldo dell’anno precedente e acconti per l’anno in corso: di regola il saldo si versa nella prima scadenza utile, mentre gli acconti sono suddivisi in due rate nel corso dell’anno. Le scadenze esatte e le modalità di calcolo degli acconti vanno verificate annualmente nelle istruzioni al modello IRAP e nelle disposizioni di legge vigenti.

    Un aspetto specifico dell’IRAP riguarda il collegamento con il territorio: l’imposta è dovuta alla Regione in cui è stato prodotto il valore della produzione netta. Questo significa che le imprese e i professionisti che svolgono attività in più Regioni devono ripartire la base imponibile tra le diverse Regioni, applicando criteri stabiliti dalla legge, e versare l’IRAP a ciascuna in proporzione. La corretta individuazione della Regione competente è quindi un passaggio fondamentale prima ancora di determinare l’aliquota applicabile.

    Principali adempimenti IRAP: dichiarazione e versamento
    Adempimento Strumento Note operative
    Presentazione della dichiarazione Modello IRAP autonomo Separato dal modello Redditi; scadenza allineata alle imposte sui redditi
    Versamento del saldo Modello F24 con codice tributo IRAP Entro la scadenza ordinaria delle imposte sui redditi; possibile proroga per alcune categorie
    Versamento del primo acconto Modello F24 Di norma entro la stessa scadenza del saldo; verificare la percentuale vigente
    Versamento del secondo acconto Modello F24 Di norma entro novembre; verificare la percentuale vigente
    Ripartizione tra più Regioni Calcolo interno alla dichiarazione Proporzionale alle retribuzioni del personale in ciascuna Regione
    Soggetti esclusi dalla dichiarazione Non presentano il modello IRAP Regime forfettario; professionisti/imprenditori senza autonoma organizzazione

    Esempio pratico

    • Caio è titolare di una società a responsabilità limitata che svolge attività di commercio all’ingrosso con sede legale e operativa in un’unica Regione. Ogni anno il commercialista di Caio predispone il modello IRAP, separato dal modello Redditi SC della società. Con il primo F24 di giugno vengono versati sia il saldo IRAP relativo all’anno precedente sia la prima rata dell’acconto per l’anno in corso; con il secondo F24 di novembre si versa la seconda rata dell’acconto. Se Caio aprisse un magazzino operativo in una seconda Regione, il commercialista dovrebbe calcolare la quota di valore della produzione attribuibile a ciascuna Regione in base alle retribuzioni del personale impiegato in loco, e versare la corrispondente IRAP alle due Regioni separatamente, applicando le rispettive aliquote che potrebbero differire.

    Documenti necessari

    • D.Lgs. 15 dicembre 1997 n. 446 (disciplina generale dell’IRAP, dichiarazione e versamento)
    • Modello IRAP e relative istruzioni, aggiornati annualmente dall’Agenzia delle Entrate
    • Provvedimenti annuali dell’Agenzia delle Entrate sulle scadenze fiscali e sulle proroghe
    • Leggi regionali sulle aliquote IRAP differenziate (verificare la misura vigente nella Regione competente)
    • Risoluzione/Circolare Agenzia delle Entrate sui criteri di ripartizione della base imponibile tra più Regioni

    Caso 1: attività svolta in due Regioni diverse

    Scenario. Alfa Srl ha la sede legale e l’ufficio amministrativo in una Regione e uno stabilimento produttivo in un’altra Regione. Nel corso dell’anno impiega dipendenti in entrambe le sedi. Al momento di predisporre la dichiarazione IRAP, il responsabile amministrativo si chiede come ripartire la base imponibile.

    Come si applica. Quando l’attività è svolta in più Regioni, la base imponibile IRAP non va attribuita integralmente alla Regione della sede legale, bensì ripartita tra le Regioni interessate in proporzione alle retribuzioni del personale impiegato in ciascuna. Alfa Srl dovrà quindi calcolare la quota delle retribuzioni di competenza di ciascuna Regione rispetto al totale, applicare quella proporzione alla base imponibile complessiva, e versare l’IRAP a ciascuna Regione applicando la rispettiva aliquota vigente. Le aliquote possono differire tra le due Regioni, con possibili riflessi sull’importo complessivo dovuto.

    In pratica

    • Tenere traccia delle retribuzioni effettivamente erogate al personale impiegato in ciascuna Regione durante l’anno
    • La ripartizione della base imponibile si calcola in proporzione alle retribuzioni, non in base alla sede legale
    • Verificare le aliquote vigenti in ciascuna Regione interessata, che possono essere differenziate anche per settore produttivo

    Caso 2: professionista che verifica se deve presentare la dichiarazione

    Scenario. Tizio è un consulente di gestione aziendale che lavora da solo, senza dipendenti, con un computer e un abbonamento a banche dati professionali. Ogni anno si chiede se debba presentare il modello IRAP e versare l’imposta.

    Come si applica. La risposta dipende dalla verifica concreta del requisito dell’autonoma organizzazione. Se Tizio opera senza dipendenti, senza collaboratori stabili e con beni strumentali non eccedenti il minimo indispensabile per lo svolgimento della propria attività intellettuale, l’orientamento consolidato esclude la sussistenza dell’autonoma organizzazione e quindi l’obbligo IRAP. In questo caso Tizio non deve presentare il modello IRAP né versare l’imposta. Se invece nel corso del tempo strutturasse diversamente la propria attività, la valutazione andrebbe ripetuta. La stessa esclusione si applica in modo automatico ai contribuenti in regime forfettario.

    In pratica

    • Valutare ogni anno se la struttura dell’attività è rimasta invariata rispetto alla valutazione precedente sull’autonoma organizzazione
    • In caso di dubbio, rivolgersi a un professionista: omettere la dichiarazione quando è dovuta espone a sanzioni, presentarla quando non è dovuta comporta un versamento non necessario
    • I contribuenti in regime forfettario non presentano la dichiarazione IRAP per espressa previsione di legge

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Il modello IRAP è separato dal modello Redditi?

    Sì. La dichiarazione IRAP è un modello autonomo, distinto dal modello Redditi (SC, SP o PF) e dal modello 730. Viene presentato entro le stesse scadenze ordinarie delle imposte sui redditi, ma costituisce un adempimento separato con propri codici e propria logica di calcolo.

    Come si versa l'IRAP?

    L’IRAP si versa tramite modello F24, utilizzando i codici tributo specifici per l’IRAP. Si prevedono di norma due appuntamenti: il primo per il saldo dell’anno precedente e la prima rata di acconto, il secondo per la seconda rata di acconto. Le scadenze esatte vanno verificate annualmente.

    Quante rate di acconto IRAP si versano?

    Di regola due rate: la prima entro la scadenza estiva (allineata all’IRES o all’IRPEF), la seconda entro novembre. La percentuale di ciascuna rata e le eventuali eccezioni vanno verificate nelle istruzioni al modello IRAP vigente nell’anno di imposta.

    Quale Regione riceve il gettito IRAP?

    La Regione in cui il contribuente produce il valore della produzione netta. Se l’attività è svolta in un’unica Regione, tutta l’IRAP va a quella Regione. Se l’attività è svolta in più Regioni, la base imponibile viene ripartita in proporzione alle retribuzioni del personale impiegato in ciascuna e l’imposta è versata separatamente a ciascuna.

    Un libero professionista è sempre tenuto a presentare la dichiarazione IRAP?

    No. Se il professionista non dispone di un’autonoma organizzazione (assenza di dipendenti, collaboratori stabili e di beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile), secondo l’orientamento consolidato non è soggetto IRAP e non deve presentare la dichiarazione. La valutazione è sempre caso per caso.

    I forfettari devono presentare il modello IRAP?

    No. I contribuenti in regime forfettario sono esclusi dall’IRAP per espressa previsione di legge e non devono né presentare la dichiarazione né versare l’imposta.

    L'aliquota IRAP è uguale in tutte le Regioni?

    No. La legge statale fissa un’aliquota ordinaria, ma ogni Regione può variarla entro un margine previsto dalla legge e differenziarla per settore (ad esempio le banche e le assicurazioni possono essere soggette ad aliquote più elevate). Per conoscere l’aliquota applicabile occorre sempre verificare la legge regionale vigente nella Regione di competenza.

    Vedi anche: Dichiarazione IVA a debito, IRAP: cos’è e come funziona, Chi paga l’IRAP e l’autonoma organizzazione, IRAP: come si calcola la base imponibile, Dichiarazione doganale e Ritenuta d’acconto su provvigioni di agenti e rappresentanti.

  • Art. 85 D.Lgs. 36/2023 – Pubblicazione a livello nazionale

    Art. 85 D.Lgs. 36/2023 – Pubblicazione a livello nazionale

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. I bandi, gli avvisi di pre-informazione e quelli relativi agli appalti aggiudicati sono pubblicati, solo successivamente alla pubblicazione di cui all’articolo 84, sulla Banca dati nazionale dei contratti pubblici dell’ANAC e sul sito istituzionale della stazione appaltante o dell’ente concedente. Tuttavia, la pubblicazione può comunque avere luogo qualora la pubblicazione a livello europeo non sia stata notificata entro quarantotto ore dalla conferma della ricezione dell’avviso conformemente all’articolo 84.

    2. Gli avvisi e i bandi pubblicati a livello nazionale sul sito istituzionale della stazione appaltante e sulla Banca dati nazionale dei contratti pubblici dell’ANAC non contengono informazioni diverse da quelle degli avvisi o bandi trasmessi all’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea e menzionano la data della trasmissione all’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea o della pubblicazione sul sito istituzionale della stazione appaltante.

    3. Gli avvisi di pre-informazione di cui all’articolo 81, comma 1, non sono pubblicati sul sito istituzionale della stazione appaltante prima della trasmissione all’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea dell’avviso che ne annuncia la pubblicazione sotto tale forma. Gli avvisi indicano la data di tale trasmissione.

    4. I bandi, gli avvisi di pre-informazione e quelli relativi agli appalti aggiudicati sono comunicati alla Banca dati nazionale dei contratti pubblici, che li pubblica successivamente al ricevimento della conferma di pubblicazione da parte dell’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea o decorso il termine di cui al comma 1. Avvenuta tale pubblicazione, le stazioni appaltanti rendono accessibili i documenti di gara attraverso il collegamento ipertestuale comunicato alla Banca dati stessa, garantendone l’accesso e la disponibilità fino al completamento della procedura di gara e all’esecuzione del contratto. Gli effetti giuridici degli atti oggetto di pubblicazione decorrono dalla data di pubblicazione nella Banca dati nazionale dei contratti pubblici.

    5. Le pubblicazioni sulla banca dati ANAC e sul sito istituzionale della stazione appaltante avvengono senza oneri. La pubblicazione di informazioni ulteriori, complementari o aggiuntive rispetto a quelle indicate nel codice avviene esclusivamente in via digitale sul sito istituzionale della stazione appaltante.

  • Art. 49 D.Lgs. 286/1998 – Disposizioni finali

    Art. 49 del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286 – Testo Unico Immigrazione. Rubrica: Disposizioni finali. Per il testo ufficiale si rinvia a Normattiva (D.Lgs. 286/1998).

  • Art. 48 D.Lgs. 286/1998 – Modifiche al codice penale e altre disposizioni penali

    Art. 48 del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286 – Testo Unico Immigrazione. Rubrica: Modifiche al codice penale e altre disposizioni penali. Per il testo ufficiale si rinvia a Normattiva (D.Lgs. 286/1998).

  • Art. 47 D.Lgs. 286/1998 – Organismo nazionale di coordinamento integrazione

    Art. 47 del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286 – Testo Unico Immigrazione. Rubrica: Organismo nazionale di coordinamento integrazione. Per il testo ufficiale si rinvia a Normattiva (D.Lgs. 286/1998).

  • Art. 39 D.Lgs. 286/1998 – Accesso ai corsi delle università

    Art. 39 del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286 – Testo Unico Immigrazione. Rubrica: Accesso ai corsi delle università. Per il testo ufficiale si rinvia a Normattiva (D.Lgs. 286/1998).

  • Art. 36 D.Lgs. 286/1998 – Ingresso e soggiorno per cure mediche

    Art. 36 del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286 – Testo Unico Immigrazione. Rubrica: Ingresso e soggiorno per cure mediche. Per il testo ufficiale si rinvia a Normattiva (D.Lgs. 286/1998).

  • Art. 21 D.Lgs. 286/1998 – Determinazione dei flussi di ingresso

    Art. 21 del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286 – Testo Unico Immigrazione. Rubrica: Determinazione dei flussi di ingresso. Per il testo ufficiale si rinvia a Normattiva (D.Lgs. 286/1998).

  • Art. 16 D.Lgs. 286/1998 – Espulsione a titolo di sanzione sostitutiva o alternativa alla detenzione

    Art. 16 del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286 – Testo Unico Immigrazione. Rubrica: Espulsione a titolo di sanzione sostitutiva o alternativa alla detenzione. Per il testo ufficiale si rinvia a Normattiva (D.Lgs. 286/1998).

  • Art. 15 D.Lgs. 286/1998 – Espulsione a titolo di misura di sicurezza

    Art. 15 del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286 – Testo Unico Immigrazione. Rubrica: Espulsione a titolo di misura di sicurezza. Per il testo ufficiale si rinvia a Normattiva (D.Lgs. 286/1998).

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.