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In sintesi
- Vendita occasionale: se vendi raramente e senza organizzazione stabile, i ricavi sono ‘redditi diversi da attività commerciali non esercitate abitualmente’ (rigo D5 del 730).
- Attività abituale: se le vendite sono frequenti e organizzate, devi aprire la partita IVA e valutare il regime forfetario o ordinario.
- Regime forfetario: per artigiani e commercianti handmade, il coefficiente di redditività applicabile alle attività di commercio è il 40% (codici ATECO commercio al dettaglio).
- Imposta sostitutiva forfetaria: nel regime forfetario si paga il 15% sul reddito netto, oppure il 5% per i primi cinque anni di nuova attività.
- Soglia ricavi forfetario: si può accedere se i ricavi dell’anno precedente non superano 85.000 euro; si esce in corso d’anno se si superano 100.000 euro.
- Documenti da conservare: estratti conto del marketplace, fatture di acquisto materiali, registro delle vendite con date e importi.
Vendite handmade: occasionali o attività vera e propria?
Hai iniziato a vendere su Etsy i tuoi oggetti fatti a mano e ti chiedi se devi dichiarare quei guadagni. La risposta è quasi sempre sì, ma il modo in cui si dichiara dipende da quanto spesso vendi e quanto guadagni.
Il fisco italiano distingue due situazioni molto diverse. La prima è la vendita occasionale: capita una volta ogni tanto, non c’è organizzazione stabile, non hai uno ‘shop’ sempre attivo. In questo caso i tuoi guadagni rientrano nei redditi diversi da attività commerciali non esercitate abitualmente. La seconda situazione è quella in cui vendi con regolarità, hai un negozio online sempre aperto, rifornisci continuamente le scorte: qui si parla di attività abituale, che richiede la partita IVA.
Capire da che parte stai non è sempre semplice: non esiste una soglia di euro scritta nella legge per le vendite occasionali, ma conta la continuità, l’organizzazione e la ripetitività. Nei prossimi paragrafi vediamo come si dichiara in entrambi i casi, con esempi concreti.
| Situazione | Dove si dichiara | Imposta |
|---|---|---|
| Vendita occasionale (non abituale) | Rigo D5, codice 1, modello 730 | IRPEF ordinaria a scaglioni |
| Attività abituale – regime forfetario (commercio) | Quadro LM, coefficiente redditività 40% | Imposta sostitutiva 15% (o 5% primi 5 anni) |
| Attività abituale – regime ordinario | Quadro RF o RG, modello Redditi PF | IRPEF ordinaria a scaglioni + IRAP |
Esempio pratico
-
Tizio vende ceramiche fatte a mano su Etsy. Nel 2025 ha incassato 3.200 euro in totale, con vendite sparse nell’arco dell’anno. Non ha un magazzino, non acquista materie prime in grandi quantità, vende quando ha tempo. Trattandosi di attività non esercitata abitualmente, Tizio compila il rigo D5 del modello 730, colonna 1 (codice 1), colonna 2 con 3.200 euro lordi e colonna 3 con le spese documentate (es. 400 euro di materiali), per un reddito netto di 2.800 euro soggetto a IRPEF. Se invece Tizio vendesse regolarmente tutto l’anno con uno shop sempre attivo e ricavi di 18.000 euro, dovrebbe avere la partita IVA in regime forfetario: il reddito imponibile sarebbe 18.000 x 40% = 7.200 euro, con imposta sostitutiva di 7.200 x 15% = 1.080 euro.
Documenti necessari
- Estratto conto del marketplace (Etsy, Amazon Handmade, ecc.) con riepilogo incassi 2025
- Fatture e ricevute di acquisto materiali e forniture usati per la produzione
- Registro cronologico delle vendite con date e importi (se attività non abituale)
- Certificazione Unica se il marketplace ha applicato ritenute (causale V1 per attività commerciale occasionale)
- Modello 730 o Redditi PF 2026 (a seconda del regime fiscale)
Caso 1: Tizio vende qualche volta all'anno
Scenario. Tizio è un impiegato e nel tempo libero crea gioielli con resina epossidica. Nel 2025 ha venduto su Etsy 15 collane per un totale di 1.350 euro. Non ha mai aperto la partita IVA e non intende farlo.
Come si applica. Le vendite di Tizio sono chiaramente occasionali: pochi pezzi, nessuna organizzazione, nessun magazzino. I 1.350 euro rientrano nei redditi diversi da attività commerciali non esercitate abitualmente. Tizio li dichiara nel rigo D5 del modello 730, indicando il codice 1 nella colonna del tipo di reddito e l’importo lordo percepito. Può dedurre le spese inerenti (materiali, spedizioni) documentate con scontrini e ricevute. Su quanto resta paga l’IRPEF al suo scaglione ordinario.
In pratica
- Compila il rigo D5 del modello 730 con codice 1 e l’incasso lordo nella colonna 2.
- Indica le spese documentate nella colonna 3 (materiali, imballaggio, spedizione).
- L’importo netto si somma agli altri redditi e viene tassato con l’IRPEF ordinaria.
- Conserva screenshot degli ordini Etsy e ricevute di acquisto materiali per almeno 5 anni.
Caso 2: Caio produce e vende con regolarità tutto l'anno
Scenario. Caio ha uno shop Etsy sempre attivo con oltre 200 prodotti a listino, gestisce i magazzini, acquista materie prime ogni mese e ha guadagnato 22.000 euro nel 2025. Non ha ancora la partita IVA e non sapeva di doverla aprire.
Come si applica. La situazione di Caio è quella di un’attività commerciale esercitata abitualmente: continuità, organizzazione, investimento in materiali, shop sempre operativo. Avrebbe dovuto aprire la partita IVA prima di iniziare. Con ricavi di 22.000 euro avrebbe potuto accedere al regime forfetario (soglia ricavi anno precedente non superiori a 85.000 euro). In regime forfetario per attività di commercio al dettaglio il coefficiente di redditività è del 40%: reddito imponibile = 22.000 x 40% = 8.800 euro, imposta sostitutiva = 8.800 x 15% = 1.320 euro. Caio deve regolarizzare la posizione aprendo la partita IVA e presentando le dichiarazioni omesse, con il supporto di un commercialista.
In pratica
- Con ricavi regolari e continuativi serve la partita IVA: aprirla prima di iniziare a vendere.
- Con ricavi sotto 85.000 euro dell’anno precedente si accede al regime forfetario.
- Il coefficiente di redditività per commercio al dettaglio handmade è 40%.
- L’imposta sostitutiva forfetaria è il 15%, oppure 5% per i nuovi operatori nei primi 5 anni.
- Regolarizzare subito una posizione aperta senza P.IVA limita le sanzioni: farsi aiutare da un commercialista.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Devo dichiarare i guadagni Etsy anche se sono pochi?
Sì. Non esiste una soglia di esenzione per le vendite occasionali: anche 500 euro guadagnati vendendo oggetti fatti a mano vanno dichiarati nel rigo D5 del modello 730 come redditi diversi. Le spese documentate si possono dedurre.
Quando devo aprire la partita IVA per le vendite handmade?
Quando l’attività è esercitata in modo abituale e organizzato: shop sempre attivo, acquisto continuativo di materiali, vendite regolari durante l’anno. Non esiste un importo preciso di soglia: conta la continuità, non solo il fatturato.
Cos'è il regime forfetario e mi conviene?
Il regime forfetario è un regime semplificato per piccoli imprenditori e professionisti con ricavi non superiori a 85.000 euro l’anno precedente. Non si emette IVA, non si tengono scritture contabili complesse e si paga un’imposta sostitutiva del 15% su un reddito calcolato forfetariamente. Per commercio al dettaglio handmade il coefficiente di redditività è 40%: si tassa solo il 40% dei ricavi.
Quanto pago di tasse con la partita IVA forfetaria su 15.000 euro di vendite Etsy?
Con 15.000 euro di ricavi in regime forfetario (commercio al dettaglio, coefficiente 40%): reddito imponibile = 15.000 x 40% = 6.000 euro. Imposta sostitutiva = 6.000 x 15% = 900 euro. A cui vanno aggiunti i contributi previdenziali INPS (gestione artigiani o commercianti a seconda dell’attività).
Il marketplace trattiene già una percentuale: devo dichiarare il lordo o il netto?
Devi dichiarare l’incasso lordo percepito (prima delle commissioni del marketplace). Le commissioni di Etsy e le spese di transazione sono costi deducibili, ma vanno indicati separatamente come spese inerenti nella colonna 3 del rigo D5 (se occasionale) o nel calcolo del reddito forfetario o ordinario.
Posso compensare le spese per materiali e attrezzatura?
Se la vendita e’ occasionale puoi dedurre le spese documentate direttamente inerenti a quella singola vendita (rigo D5, colonna 3). Se hai la partita IVA in regime forfetario, le spese non si deducono analiticamente: la forfetizzazione dei costi e’ gia’ inclusa nel coefficiente di redditività (es. 40% per commercio = si tassa solo il 40% dei ricavi, il restante 60% copre forfetariamente i costi).
Domande frequenti
Devo dichiarare i guadagni Etsy anche se sono pochi?
Sì. Non esiste una soglia di esenzione per le vendite occasionali: anche 500 euro guadagnati vendendo oggetti fatti a mano vanno dichiarati nel rigo D5 del modello 730 come redditi diversi. Le spese documentate si possono dedurre.
Quando devo aprire la partita IVA per le vendite handmade?
Quando l'attività è esercitata in modo abituale e organizzato: shop sempre attivo, acquisto continuativo di materiali, vendite regolari durante l'anno. Non esiste un importo preciso di soglia: conta la continuità, non solo il fatturato.
Cos'è il regime forfetario e mi conviene?
Il regime forfetario è un regime semplificato per piccoli imprenditori e professionisti con ricavi non superiori a 85.000 euro l'anno precedente. Non si emette IVA, non si tengono scritture contabili complesse e si paga un'imposta sostitutiva del 15% su un reddito calcolato forfetariamente. Per commercio al dettaglio handmade il coefficiente di redditività è 40%: si tassa solo il 40% dei ricavi.
Quanto pago di tasse con la partita IVA forfetaria su 15.000 euro di vendite Etsy?
Con 15.000 euro di ricavi in regime forfetario (commercio al dettaglio, coefficiente 40%): reddito imponibile = 15.000 x 40% = 6.000 euro. Imposta sostitutiva = 6.000 x 15% = 900 euro. A cui vanno aggiunti i contributi previdenziali INPS (gestione artigiani o commercianti a seconda dell'attività).
Il marketplace trattiene già una percentuale: devo dichiarare il lordo o il netto?
Devi dichiarare l'incasso lordo percepito (prima delle commissioni del marketplace). Le commissioni di Etsy e le spese di transazione sono costi deducibili, ma vanno indicati separatamente come spese inerenti nella colonna 3 del rigo D5 (se occasionale) o nel calcolo del reddito forfetario o ordinario.
Posso compensare le spese per materiali e attrezzatura?
Se la vendita e' occasionale puoi dedurre le spese documentate direttamente inerenti a quella singola vendita (rigo D5, colonna 3). Se hai la partita IVA in regime forfetario, le spese non si deducono analiticamente: la forfetizzazione dei costi e' gia' inclusa nel coefficiente di redditività (es. 40% per commercio = si tassa solo il 40% dei ricavi, il restante 60% copre forfetariamente i costi).
Vedi anche