Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026

I commi 439-452 della legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) confermano, per gli anni 2026, 2027 e 2028, il credito d’imposta per investimenti nella Zona Economica Speciale unica (ZES unica), disciplinato dall’art. 16 del D.L. 124/2023. I modelli di comunicazione sono stati approvati con il provvedimento dell’Agenzia delle entrate n. 3882 del 30 gennaio 2026; la finestra 2026 per la comunicazione iniziale è andata dal 31 marzo al 30 maggio 2026. Le risorse stanziate sono pari a 2.300 milioni di euro per il 2026, 1.000 milioni per il 2027 e 750 milioni per il 2028.

Approfondimento normativo completo: Commi 439-452 LB 2026: crediti d imposta ZES e ZLS, comunicazion.

Chi può richiedere il credito ZES unica 2026

Possono accedere al credito tutte le imprese, di qualsiasi forma giuridica e dimensione, che acquistano beni strumentali destinati a strutture produttive situate nella ZES unica: le regioni del Mezzogiorno (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia) e le zone assistite di Abruzzo, Marche e Umbria. Non conta la sede legale dell’impresa, ma la localizzazione dell’investimento. Sono ammessi macchinari, impianti e attrezzature nuovi, oltre all’acquisto di terreni e all’acquisizione, realizzazione o ampliamento di immobili strumentali, con un vincolo: la componente immobiliare non può superare il 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato.

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Il progetto deve valere almeno 200.000 euro (sotto questa soglia il credito non spetta) e al massimo 100 milioni. Restano esclusi i beni destinati alla vendita, i materiali di consumo e — punto spesso frainteso — i beni immateriali come il software, che non compaiono tra le categorie ammesse dall’art. 16 del D.L. 124/2023.

Quanto vale il credito? A differenza del passato, le aliquote sono note e dipendono dalla regione e dalla dimensione dell’impresa, secondo la carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027.

Regione / zona Piccole imprese Medie imprese Grandi imprese
Campania, Calabria, Sicilia, Puglia 60% 50% 40%
Basilicata, Sardegna, Molise 50% 40% 30%
Zone Just Transition (Puglia e Sardegna) fino al 70%
Abruzzo, Marche, Umbria (zone assistite) 35% 25% 15%

Attenzione: l’aliquota è il valore teorico massimo. Le risorse sono contingentate e, se il totale delle richieste supera il plafond annuale, l’Agenzia delle entrate applica a tutti una percentuale di riduzione proporzionale, comunicata dopo la chiusura delle comunicazioni integrative. Per il calendario completo degli adempimenti e il meccanismo a due fasi rinviamo alla guida dedicata: Credito d’imposta ZES Unica Mezzogiorno 2026: aliquote per regione, beni ammessi e finestre.

Requisiti e adempimenti chiave

  • Investimento in beni strumentali nuovi destinati a una struttura produttiva nella ZES unica, di importo tra 200.000 e 100.000.000 di euro.
  • Terreni e immobili strumentali entro il 50% del valore complessivo del progetto.
  • Comunicazione iniziale all’AdE nella finestra 31 marzo – 30 maggio (per il 2026: chiusa il 30 maggio 2026).
  • Comunicazione integrativa dal 3 al 17 gennaio 2027, a pena di decadenza, con gli investimenti effettivamente realizzati.
  • Certificazione della documentazione di spesa secondo le regole del D.M. 17 maggio 2024.

Caso 1: Tizio, ditta individuale di impiantistica, Napoli

Scenario. Tizio gestisce una ditta individuale di installazioni elettriche con sede a Napoli, nel perimetro ZES unica. Per il 2026 ha pianificato l’acquisto di nuovi macchinari e attrezzature per 250.000 euro, sopra la soglia minima di 200.000. Ha inviato la comunicazione iniziale all’AdE il 28 aprile 2026, entro il termine del 30 maggio, indicando le spese già sostenute e quelle previste entro fine anno.

Come si legge in pratica. Come piccola impresa campana, Tizio applica l’aliquota teorica del 60%: su 250.000 euro di investimento ammissibile il credito teorico è di 150.000 euro. Ora il passaggio decisivo è la comunicazione integrativa dal 3 al 17 gennaio 2027: senza quella, il credito prenotato si perde anche se la comunicazione iniziale era regolare. Solo dopo l’integrativa l’AdE renderà nota l’eventuale percentuale di riduzione per il rispetto del plafond 2026 (2.300 milioni di euro): il credito effettivo compensabile in F24 potrà quindi risultare inferiore ai 150.000 teorici.

Riepilogo Caso 1

  • Investimento: 250.000 euro in macchinari e attrezzature (sopra la soglia dei 200.000).
  • Aliquota teorica: 60% (piccola impresa, Campania).
  • Credito teorico: 150.000 euro.
  • Comunicazione iniziale: inviata entro il 30 maggio 2026.
  • Prossimo adempimento: integrativa 3-17 gennaio 2027, a pena di decadenza.

Caso 2: Caia, SRL manifatturiera, Palermo

Scenario. Caia è amministratrice unica di una SRL di medie dimensioni che produce componenti in plastica tecnica a Palermo. Nel triennio 2026-2028 la società programma investimenti in nuove linee di produzione per complessivi 900.000 euro, in tre tranche annuali da circa 300.000 euro. Ogni annualità ha la propria finestra di comunicazione.

Come si legge in pratica. Come media impresa siciliana, la SRL applica l’aliquota teorica del 50%: su 300.000 euro l’anno, il credito teorico è di 150.000 euro per ciascuna annualità. La tranche 2026 è agganciata alla comunicazione già inviata entro il 30 maggio 2026; per le tranche 2027 e 2028 servirà una comunicazione distinta nelle rispettive finestre. Un dato da mettere in conto nella pianificazione: le risorse scendono nel tempo (2.300 milioni nel 2026, 1.000 nel 2027, 750 nel 2028), quindi il rischio di riduzione proporzionale del credito cresce nelle annualità successive. Rinviare l’investimento può significare trovare un plafond più basso.

Riepilogo Caso 2

  • Piano triennale: 300.000 euro/anno per tre anni.
  • Aliquota teorica: 50% (media impresa, Sicilia); credito teorico 150.000 euro/anno.
  • Comunicazioni: una per ciascuna annualità, nella rispettiva finestra.
  • Plafond decrescente: 2.300 mln (2026), 1.000 mln (2027), 750 mln (2028).
  • Credito effettivo: soggetto a eventuale riparto proporzionale anno per anno.

Caso 3: Sempronio, cooperativa di logistica, Reggio Calabria

Scenario. Sempronio presiede una cooperativa di facchinaggio e logistica con sede a Reggio Calabria. Nel 2026 la cooperativa ha acquistato tre carrelli elevatori per 210.000 euro e un software di gestione magazzino per 20.000 euro. Il responsabile amministrativo si chiede se tutto l’importo di 230.000 euro sia ammissibile.

Come si legge in pratica. No: i carrelli elevatori rientrano tra i beni strumentali nuovi destinati alla struttura produttiva nella ZES, ma il software non compare tra le categorie ammesse dall’art. 16 del D.L. 124/2023, che agevola macchinari, impianti, attrezzature, terreni e immobili strumentali. La base ammissibile è quindi di 210.000 euro, comunque sopra la soglia minima di 200.000. Come piccola impresa calabrese, la cooperativa applica l’aliquota teorica del 60%: credito teorico di 126.000 euro, da consolidare con l’integrativa di gennaio 2027 e da rideterminare in caso di riparto. La documentazione di spesa va certificata secondo le regole del D.M. 17 maggio 2024 e conservata per i controlli.

Riepilogo Caso 3

  • Investimento: 210.000 euro di carrelli (ammessi) + 20.000 di software (escluso).
  • Base ammissibile: 210.000 euro, sopra la soglia minima.
  • Aliquota teorica: 60% (piccola impresa, Calabria); credito teorico 126.000 euro.
  • Integrativa: 3-17 gennaio 2027, a pena di decadenza.
  • Documentazione: certificazione ex D.M. 17/05/2024 da conservare.

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Domande frequenti

Qual è la percentuale del credito d'imposta ZES unica 2026?

Dipende dalla regione e dalla dimensione dell’impresa: 60/50/40% per piccole, medie e grandi imprese in Campania, Calabria, Sicilia e Puglia; 50/40/30% in Basilicata, Sardegna e Molise; fino al 70% per le piccole imprese nelle zone Just Transition di Puglia e Sardegna; 35/25/15% nelle zone assistite di Abruzzo, Marche e Umbria. Si tratta di aliquote teoriche: se le richieste superano il plafond annuale, l’AdE applica una riduzione proporzionale a tutti i beneficiari.

Ho perso la finestra del 30 maggio 2026: posso ancora richiedere il credito?

Per gli investimenti del 2026 no: la comunicazione iniziale era condizione necessaria a pena di decadenza e non è prevista una sanatoria tardiva. L’agevolazione però è triennale: per gli investimenti 2027 si aprirà una nuova finestra di comunicazione, ed è il momento di pianificare per arrivare pronti, tenendo conto che il plafond 2027 (1.000 milioni) è meno della metà di quello 2026.

Cosa deve fare adesso chi ha inviato la comunicazione entro il 30 maggio 2026?

Deve trasmettere la comunicazione integrativa dal 3 al 17 gennaio 2027, attestando gli investimenti effettivamente realizzati nel 2026. È un adempimento a pena di decadenza: senza integrativa il credito prenotato si perde, anche se la comunicazione iniziale era regolare.

Un'impresa del Nord che apre uno stabilimento in Sicilia può accedere al credito ZES?

Sì. Rileva la localizzazione della struttura produttiva destinataria dell’investimento, non la sede legale o la residenza fiscale dell’impresa. Restano fermi i requisiti dell’art. 16 del D.L. 124/2023: investimento minimo di 200.000 euro, beni strumentali nuovi, limite del 50% per la componente immobiliare.

Il credito ZES unica è compatibile con altri incentivi, come l'iperammortamento 2026?

In linea generale sì: il credito ZES è cumulabile con l’iperammortamento e con la Nuova Sabatini, purché il totale delle agevolazioni non superi il 100% del costo effettivamente sostenuto e siano rispettate le intensità massime di aiuto previste dalle regole europee. Ogni beneficio va calcolato sul costo al netto degli altri contributi ricevuti per le stesse spese (nettizzazione). La verifica va fatta misura per misura sul singolo investimento.

Domande frequenti

Cos'è la ZES unica e quali territori comprende?

La ZES unica del Mezzogiorno è stata istituita dal D.L. 124/2023 e comprende le regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. La legge di bilancio 2026 (commi 439-452) proroga l'incentivo fiscale per gli investimenti effettuati in questa area geografica nel triennio 2026-2028, confermando la struttura comunicativa introdotta dall'anno precedente.

Qual è la percentuale del credito d'imposta ZES unica 2026?

La legge di bilancio 2026 non fissa direttamente la percentuale del credito d'imposta. I commi 440 e 441 demandano all'Agenzia delle entrate la definizione dei modelli e, successivamente, la percentuale di riparto in funzione delle risorse disponibili e del totale delle spese comunicato dagli operatori. Il dato sarà noto solo dopo la scadenza delle comunicazioni integrative.

Cosa succede se dimentico di inviare la comunicazione entro il 30 maggio?

Il comma 439 della legge di bilancio 2026 stabilisce espressamente che la comunicazione all'Agenzia delle entrate è condizione necessaria a pena di decadenza dall'agevolazione. L'omissione comporta la perdita totale del credito per l'anno interessato. Non è prevista una procedura di sanatoria tardiva, per cui è essenziale rispettare la finestra 31 marzo - 30 maggio.

Un'impresa del Nord che apre uno stabilimento in Sicilia può accedere al credito ZES?

Sì. La norma si riferisce agli operatori economici che effettuano investimenti in strutture produttive localizzate nell'area ZES unica, indipendentemente dalla sede legale dell'impresa. Ciò che rileva è la destinazione produttiva dell'investimento nel perimetro ZES, non la residenza fiscale dell'operatore. Resta ferma la verifica dei requisiti specifici previsti dall'art. 16 del D.L. 124/2023, come modificato dalla L. 199/2025.

Il credito ZES unica è compatibile con altri incentivi, come il credito d'imposta per beni strumentali 4.0?

La questione di cumulabilità tra il credito ZES unica e altri incentivi fiscali, come il credito per beni strumentali transizione 4.0, dipende dai limiti specifici stabiliti dalle singole normative e dai provvedimenti attuativi. La legge di bilancio 2026 non esclude espressamente il cumulo, ma la compatibilità va verificata caso per caso con un professionista, anche tenuto conto delle regole sugli aiuti di Stato applicabili.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-29
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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